Cagliari / Politica / Sardegna

Gli ultimi giorni di Sel! Zedda si affida a Cabras (e Soru) per potersi accasare nel Pd!

È proprio vero che la sorte a volte è ironica. Che il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, preoccupato per il precipitare della situazione (ormai in città ci sono ci sono manifestazioni di protesta ogni giorno) si stesse guardando attorno e che da qualche settimana stesse fissando intensamente il Partito Democratico, era cosa risaputa negli ambienti più ristretti e ben informati della politica.

Ma che l’enfant prodige di Sel, l’amministratore vendoliano doc buono per ogni talk show, avesse scelto Antonello Cabras, il grande sconfitto alle primarie di due anni fa, per iniziare una “interlocuzione” che lo portasse nelle braccia del partito di Bersani, questo no, questo lo abbiamo scoperto stamattina leggendo Sardegna Quotidiano. Per Cabras si tratta indubbiamente di una bella rivincita. E per Sel di una discreta figuraccia.

Ma perché Zedda ora bussa alla porta del Pd? Essenzialmente per due motivi, uno di carattere generale ed un altro più legato a ciò che sta avvenendo in città.

Partiamo da quest’ultima situazione. Dopo appena due anni, l’amministrazione di centrosinistra che governa Cagliari è ormai senza fiato e senza idee. Lo dice il Pd, lo dicono i Rossomori, lo dice perfino Sel. In realtà, che le cose in città non stessero andando bene c’era qualcuno che lo stava dicendo da più di un anno, ma evidentemente era soltanto un artista mancato o un giornalista bimbominkia.

Tutti i partiti imputano a Zedda la responsabilità di questo stallo. E nel Pd la consapevolezza è più marcata. Il sindaco ha cercato di ammorbidire il partito, proponendo qualche incarico di sottogoverno (vedi consiglieri di amministrazione al Lirico), ma il Pd non solo non si compra con due ceci ma soprattutto sa che se fallisce a Cagliari fallisce anche alle prossime regionali: e quindi non può più permettersi di scherzare.

Così, di fronte alla rigidità di Zedda, ha iniziato a immaginare un percorso politico, riassumibile in questo modo: “Caro sindaco, tu non ci ascolti? Non cambi la tua politica fallimentare su Poetto, Teatro Lirico, Sant’Elia, cultura, lavoro e urbanistica, e che tanti voti rischia di farci perdere alle prossime regionali? Perfetto, vai avanti per la tua strada. Noi non ti chiediamo nulla, neanche un assessorato. Però fra tre anni ti mettiamo in discussione proponendo nuove primarie, candidiamo un nostro uomo e ti spazziamo via. Perché il Pd ha il 30 per cento e Sel il 5, e un altro caso Cabras non si ripeterà”.

Zedda il messaggio l’ha capito benissimo. Ma anziché cambiare politica ha pensato innanzitutto a cambiare partito. “Caro Pd, tu mi minacci? Benissimo: e io mollo Sel e divento uno dei tuoi. In questo modo sarà più difficile per te, caro Pd, fra tre anni non difendermi, e per me sarà più facile essere riconfermato sindaco”.

Anche perché dove va Massimo Zedda con Sel? Esiste ancora Sel? Evidentemente no. La nomina alla presidenza della Camera di Laura Boldrini (voluta da Bersani ma non da Vendola, che avrebbe preferito eleggere un rappresentante di Grillo…) ha eroso ogni margine di manovra del partito, che adesso si ridurrà ad essere una corrente del Pd. Sel è destinata a scomparire, con una parte che sosterrà Bersani ed un’altra che invece proseguirà il suo percorso a sinistra, cercando di mettere assieme i pezzi sparsi di uno schieramento ormai ridotto all’irrilevanza.

Zedda ha scelto evidentemente di buttarsi sul Pd. Anche perché non condivide la linea dei parlamentari Luciano Uras e Michele Piras, che alle prossime regionali (e non è certo un segreto) vorrebbero collocare il partito su posizioni vicine al mondo indipendentista. A Uras e Piras una candidatura di Soru, ad esempio, non garberebbe per niente, mentre non sono in pochi ad aver notato le recenti e frequenti interlocuzioni fra il sindaco e l’ex presidente della Regione, che nella giunta Zedda ha un assessore (Barbara Argiolas) e che non dice nulla delle contraddizioni urbanistiche (eufemismo) dell’esecutivo cagliaritano.

Ma Zedda guarda al Pd perché ha bisogno di stare in un partito che gli possa garantire un futuro, perché a questo punto, con questi chiari di luna, fra tre anni (ad appena quarant’anni) rischierebbe di vedere conclusa la sua carriera e di doversene inventare una completamente nuova. Ecco perché ora Zedda chiede al Pd a quali condizioni lui può entrare nel partito.

Ed il punto è tutto qui. Perché se Zedda passa da Sel al Pd sono anche fatti suoi, ma poi si tratta di capire cosa cambia nel governo della città. Ad esempio: sulla vicenda del Lirico Zedda e il Pd hanno posizioni distantissime: con il sindaco targato Bersani cosa cambierebbe? Zedda si allineerebbe alle posizioni del Pd o viceversa? E sul Poetto? E sul Sant’Elia?

E la giunta? Perché è chiaro che a quel punto almeno metà esecutivo sarebbe targato Pd. E che ruolo e peso dovrebbe avere Sel? Quanti assessori? E scelti da chi?

In ogni caso, lo schema è chiaro: se Zedda lascia Sel per il Pd, viene sostanzialmente commissariato dal suo nuovo partito, ma ha in tasca la chance della riconferma alla guida del Comune di Cagliari o comunque la possibilità di entrare nel giro degli incarichi possibili in un futuro che verrà. Oppure resta in Sel, è costretto a prendersi la responsabilità politica di ogni stupidaggine commessa dalla sua amministrazione e fra tre anni deve cercarsi un lavoro.

Insomma, l’uscita della notizia di Zedda che va a trattare con Cabras un suo eventuale passaggio al Pd (con Cabras che fa da pontiere e placa le ire di tanti esponenti Pd inferociti col sindaco)  segna idealmente uno spartiacque nella storia di questa amministrazione comunale di centrosinistra. Dimostra che è arrivato il tempo di fare i conti con la realtà, che non ci si può più nascondere dietro ad un dito. Se passando al Pd Zedda recupera un minimo di lucidità, ben venga questa novità.

Certo, gli amici di Sel saranno sotto choc e se ne dovranno fare una ragione. Cosa succede se il loro campione li lascia per finire addirittura tra le braccia dell’odiatissimo Pd? Come giustificheranno questo disastro? Ma si sa che dalle parti di via Puccini sono dei finissimi argomentatori, e basta mettere in giro due voci velenose per rimettere tutto in sesto e continuare a credere cha a Cagliari vada tutto bene.

 

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73 Comments

  1. Ghostwriter says:

    Ricordavo questo articolo. A distanza di quasi 3 anni si configura ciò che si stava preparando già dal 2013. Al tempo forse non vi era la ragione di opportunità, ora, probabilmente, i tempi sono maturi, anche perché altrimenti la candidatura di Zedda per il PD sarà cosa difficile da sottoscrivere.

  2. Di Legno, Di Ghisa, Di Ghiscio. Di Gesso e Devessere (la nipotina di Di Legno) says:

    Finalmente è arrivata la smentita di Massimo Zedda: “Rimarrò in SEL e non ho mai avuto nessuna intenzione di andare col PD”.
    Soviet aveva proprio ragione

  3. New Entry says:

    Mi scuso di nuovo, il mio commento non dovrebbe comparire in cima ma in risposta ad un post di Peppino.
    Ma visto che ci sono aggiungo qualcosa. Trovo sgradevole insinuare che sia un male diffondere contenuti solo perchè provenienti da persone ritenute sgradite. Si ironizza tanto sulla democrazia informatica di Grillo, ma Grillo è per il web libero, il che significa poter leggere oltre al suo sito anche mille altri contrari al suo per idee. Se poi tornerò al suo sito sarà per convinzione, non per costrizione. Questa è democrazia e non fascismo delle idee. Altrimenti ci comportiamo come il marito geloso che chiude la moglie in casa. Spero di aver espresso con chiarezza il mio pensiero.

  4. New Entry says:

    Però sarebbe stato corretto mettere un link alla pagina web dove si trova la discussione citata, perchè estrapolare equivale a manipolare la fonte.

  5. Ilaria says:

    A me puzza molto questa storia, perchè c’è di proprio Cabras,dopo essere finito su tutti i giornali per la storia della Fondazione del Banco di sardegna, in un momento in cui politici come lui sono visti come la casta da mandare a casa ( e di cui anche il PD sta iniziando a fare a meno).
    Ho il sospetto che alla riunione del PD abbia millantato cose…..

  6. New Entry says:

    Chiarimento:il mio post è una risposta alla domanda “Chi è Ainis?” fatta da qualcuno. Non so perchè ma quando rispondo direttamente poi il messaggio viene inserito in posizione differente, in cima a tutti gli altri post.

  7. New Entry says:

    Un individuo cattivissimo, la cui presenza malefica aleggia in questo blog. D’ora in avanti propongo di riferirsi a lui come a Cloui Che Non Deve Essere Nominato.

    • pappa e citti says:

      Chiamalo se vuoi.. Paolo Z., come diceva quello.

      • E’ una battuta o lo si pensa davvero? Cioè, che la persona che si fa chiamare G. Ainis si celi dietro uno pseudonimo è evidente a tutti. Però vorrei far presente che tale Gabriele Ainis fece irruzione in rete prima che Zedda figlio potesse anche solo immaginare di diventare sindaco. Ai tempi seguivo il blog della buonanima di G.Pintore. Parliamo della prima parte del 2009. E tutti si chiedevano chi diavolo fosse. Era ancora sconosciuto ai motori di ricerca, una new entry diciamo, come testimoniava Pintore in questo intervento:
        http://gianfrancopintore.blogspot.it/2009/05/il-consenso-scientifico-non-si-cerca-su.html

  8. Luigio Guastardo della Radica says:

    Cess, oh Biolchini..se Zedda rivince non puoi neanche più fare festa a gagliardetto tirato e palchetto! Ti toccano dieci anni affengiato..

  9. Roberto says:

    Ma Zedda non farebbe prima a fare un rimpasto e mettere Assessori del PD per coprirsi le spalle? E’ quello che chiedono non tanto sottovoce da mesi……
    D’altra parte dopo le elezioni sono stati piuttosto incazzati del fatto che nessuno del PD è stato messo in una Giunta con Assessori “esterni”.
    Anche in queste ultime settimane si riparla di rimpasto…

    e allora:
    Zedda non farebbe prima a mettere gli Assessori del PD, che passare al PD e avere gli stessi Assessori di ora? Gli Assessori non sono mica figli suoi, mica li manda al macello se gli toglie l’incarico.
    A me sembra invece che passando al PD si condanni ancora di più a dover ubbidire al partito PD.
    E poi penso proprio che ci sarebbero forti conseguenze anche in consiglio comunale : SEL è partito della maggioranza…rimarrebbe a guardare Zedda che se ne va dal PD, dove peraltro è scappato qualche anno fa proprio perchè non davano spazio ai giovani??
    Io sinceramente non capisco, qualcuno magari me lo spiega?

    Magari poi nel PD Zedda ci va per ragioni riconducibili al nuovo scenario nazionale (un giovane Sindaco, già conosciuto al grande pubblico sarebbe proprio quello vorrebbe Renzi…ma Renzi ancora non c’è, forse ancora per poco).

  10. Ci sarà pure una responsabilità politica del clima di incomunicabilità da disamoramento che ci affligge tutti da in po’ di tempo in qua? E ci sarà pure la responsabilità di chi ha permesso che il linguaggio degenerasse, offrendoci la superlativa qualità dialettica dei bimbiminkia e delle sorelle materassi? Ma tant’è. Quando soffia il libeccio manicheo le intelligenze si inchinano e il buon senso si chiude a chiave nello sgabuzzino delle scope. Ci voleva molto ad ammettere che Zedda, non potendo conoscere come le sue tasche l’interezza della complessità dei problemi da affrontare, avesse bisogno dell’aiuto di chi quei problemi come le loro tasche invece conoscevano? Giammai! Zedda non sbaglia mai. Se sbaglia sbaglia per il bene comune, e chi lo fa notare è un avversario cui il livore ha ottenebrato la capacità di esprimere giudizi obbiettivi. Da una parte la fine intelligenza strategica di chi lavora per il futuro, dall’altra l’invidia rancorosa dei giornalisti frustrati e dei mancati artisti. Ma, io mi chiedo, esiste davvero una visione del futuro lì sul ponte di comando, un’idea di quale strada seguire? Più passa il tempo e più mi convinco del contrario. Esiste il potere, e se non hai sviluppato quegli anticorpi che riesci ha trovare, con fatica e dolore, solo dopo aver frugato nella profondità e nella difficoltà del tuo essere uomo fra gli altri uomini, sarà il potere a guidare sempre le tue azioni. O, per dirla in altri termini, se vuoi davvero cambiare le cose, devi anche trovare un modo diverso, più umile di quanto il tuo orgoglio ti consigli, per arrivare alle scelte che necessariamente dovrai fare. Ascoltare, capire, condividere, imparare. Io ritorno sempre al caso del teatro lirico, o per essere più esatti al caso della signora Crivellenti, perchè lo considero emblematico della mancanza di visione del futuro e dell’infantile, estremistica chiusura intorno a beceri luoghi comuni, espressione purtroppo ancora condivisa da tanti sedicenti “maìtre à penser” della nostra sinistra. Recentemente ho inviato un mio commento al blog dell’ineffabile Ainis, al quale, di fronte all’ultimo brutale attacco contro Biolchini e Floris, ho rispiegato per l’ennesima volte il senso e il fulcro del problema. La sua risposta (andate a leggerla se non mi credete) è quanto di più reazionario e illiberale potessi immaginare: ” Gentile Peppino,
    non dica cazzate! Lei continua a sostenere che Crivellenti sia una iattura: dove sarebbe il merito?? Lei è un buon esempio di ciò che vado ripetendo da tempo: un gruppo di lavoratori privilegiati che vorrebbe scegliersi i dirigenti (come è accaduto in passato e ancora accade) nei teatri lirici.
    Cordialmente,” Questo è l’atteggiamento consueto di chi difende, senza mai entrare nel merito, ma, è proprio il caso di dirlo, per “partito preso”, scelte di cui ci dovremmo tutti vergognare. Arrivare a parlare di lavoratori privilegiati, perchè ancora difendono i pochi diritti che ai lavoratori sono rimasti, è un atteggiamento disonorevole, da contrastare con ogni mezzo da parte di ogni coscienza libera. Ma forse sono io che non ho capito niente, e da povero illuso ho creduto che il potere potesse non cambiare le persone, in peggio, ma aiutarle ad essere aiutate. Mi accomiato con le parole di Georges: Si, quand un emmerdeur le met
    En rogne, on ne le voit jamais
    Lever sur l’homme une main leste.
    C’est qu’il juge pas nécessaire
    D’humilier un adversaire,
    C’est un modeste.
    Si tu n’as pas tout du grimaud,
    Si tu sais lire entre les mots,
    Entre les faits, entre les gestes.
    Lors, tu verras clair dans son jeu,
    Et que ce bel avantageux,
    C’est un modeste.

  11. New Entry says:

    Se per gestione fallimentare di Zedda si intende lo strano esito della questione assegnazione ex Liceo Artistico posso essere d’accordo. Era in queste cose che volevo più incisività.

  12. LUCIDA says:

    Ma davvero ti hanno chiamato bimbominkia ?

    • Gianfranco Carboni says:

      No signora lucida chi è stato bimbominkia? Ma scusi Signora lucida mente e sottilmente ogliera ha la barba paridi garibaldi e lo feriscono cosi’. Na o Zedda guarda che ti lancio i componenti di Voltron e di mazinga Zzzzzzze

  13. Mi sono ricordato un aneddoto.

    Premetto una cosa: so bene che il fattore “sticazzi” è sempre dietro l’angolo, e che potrei benissimo prendermi un doppio vaffanculo, corale, visti gli animi un po’ caldi. Però non fa niente…
    Mi è tornato in mente l’incontro dei sostenitori del blog, che Su Presidenti ha organizzato parecchi mesi fa.
    Quando sono arrivato era ancora un po’ presto, ho visto te e Sovjet che chiacchieravate, vicino al muro che fa da limite destro della piazzetta. Mi sono avvicinato per stringervi la mano e chiedervi “come va”. Mi avete guardato e vi è comparso un punto interrogativo gigante al posto della faccia. Ero anche pronto al “chinigazzusesi”, ma non me lo avete chiesto. Troppo gentili.
    Vi ho chiesto come mai stavano stendendo per terra tappeti e cuscini, se quella era l’area per accogliere i bambini, ma Sovjet ha avanzato l’ipotesi dell’area per fare i bambini. Sarebbe stata un’ottima idea (prendi nota, Su Presidè).

    Quell’incontro mi è piaciuto davvero tanto. Era l’aria di festa e anche la evidente voglia che tutti avevano di incontrarsi per chiacchierare. C’era un atmosfera bellissima perché tutti erano li per “costruire” qualcosa.

    Quello è un obiettivo che vale la pena di perseguire.

    Leggendo lo scambio un po’ iroso mi è tornato in mente quell’incontro. Sono fatto così. Mi piacerebbe che quell’incontro si ripetesse, con la stessa atmosfera.

  14. Cesssss nervosetti in via puccini… itta è… pappingiu??? 😀

  15. Caro Vito, posso con orgoglio dire di essere tra gli artisti mancati che avevano che avevano predetto tutto insieme a qualche giornalista bimbominkia:)
    http://tavorartmobil.blogspot.it/2012/03/cagliari-priva-darte-contemporanea.html

  16. Carlo Murtas says:

    Se fossero vere le indiscrezioni sulla presunta “interlocuzione” di Zedda col PD per il cambio della casacca di partito, il Sindaco dimostrerebbe di aver perso per strada quel coraggio e quella fierezza dimostrata quando si candidò alle primarie per la carica di Sindaco lasciando poi un comodo scranno di Consigliere Regionale. Con i suoi avvicinamenti ai vertici del PD potrebbe c’entrare anche il rinnovato attivismo di Soru, ( guida dell’opposizione e grande assenteista del Consiglio Regionale, e questo la dice tutta sui risultati del contrasto alla dappocaggine delle giunte Cappellacci) che ripropone il vecchio copione di farci sognare il cambiamento nella politica sarda, senza però essere in grado di cambiare sè stesso.
    Cari Zedda e Soru il tempo dei sogni è finito ( mi auguro almeno per quelli che vorrebbe evocare Soru ), e se Zedda dovesse considerare i suoi interessi di carriera più importanti del governo della città, vuol dire che ci stiamo avvicinando davvero al capolinea di questa amministrazione.
    Mi piace quindi pensare che l’indiscrezione giornalistica sull’interlocuzione col PD sia priva di fondamento e che Zedda si dedichi, se ne ha la stoffa, a provare a dare la giusta sterzata alla rotta smarrita dalla sua amministrazione.

  17. Personalmente ho smesso di illudermi sulla possibilità che la giunta Zedda risolva almeno uno dei problemi per i quali i cagliaritani l’hanno votata.
    Non sono interessato ne al futuro di Sel e tantomeno della carriera politica di Zedda:
    aspetto solo che passi!

  18. Adriano says:

    Francesca, leggiti quello che ho scritto a Geppo. Carta è più fido di Arru che di Soru, anche perché sono legatissimi da almeno 5 lustri. Qiuindi Arru chi deve assumere ad un incarico di sua fiducia? Te o me? Non fate i grillini a tutti i costi. Informatevi. Carta non è entrato alla Fondazione prima proprio “causa Soru”. Poi, che sia giusto o sbagliato è un altro discorso. Qui si stava trattando di chi è fido di chi.

  19. Adriano says:

    Geppo, sei informato malissimo.
    Allora, è risaputo che Carta è fraterno amico del Presidente della Fondazione, quindi non c’è bisogno di Soru perché venga assunto ad un incarico di stretta fiducia.
    Anzi, è risaputo pure che l’assunzione di carta sia avvenuta nel 2011 e non nel 2006, 2007, 2008….proprio per “colpa” di Soru, che non voleva essere associato a questa assunzione.
    Così come è risaputo tra gli intimi di Soru, e non solo, che quest’ultimo vede come il fumo negli occhi Cabras alla Fondazione, perché Cabras esercita un potere troppo pesante nel partito e con la Fondazione rischierebbe di aumentarlo.

  20. Prima di andare avanti nello, spero, proficuo dibattito gradirei avere il parere di Soviet.

  21. ospitone says:

    “La chance della riconferma alla guida del Comune di Cagliari”. Su questo piano Zedda è fuori gioco: non sarà riconfermato perchè ha fallito su tutta la linea.Sopratutto su quella del cambiamento.La gente di Cagliari si aspettava questo….un vero cambiamento.”Entrare in futuro nel giro degli incarichi possibili”??Punta solo ad una carriera politica nazionale ,come altri suoi predecessori;con buona pace di tanti che come me si sono illusi, votandolo.Forse, altri 40 anni di governo del centrodestra, basteranno per riflettere!

  22. nicolas says:

    Zedda non ha bisogno di Cabras, lo farà entrare Renzi quando avrà le chiavi del PD

  23. Nicola says:

    Infatti, era solo un puntino sulla i, non sia mai si dimentichi 😉

    • appunto, da questo post: “Chi mi conosce, sa chi sono e che non avrò timore a criticare Zedda quando sbaglierà. Ora sono qui e festeggio….”

      • Nicola says:

        infatti era per mettere i puntini sulle i, non sia mai la memoria corta giochi brutti scherzi… perché poi il pezzo che hai citato tu prosegue: “Perché oggi non è solo la Liberazione: è la nostra Bastiglia che cade, è il nostro muro di Berlino che crolla. Un Comune da oltre 60 anni in mano alle forze conservatrici, che soprattutto negli ultimi anni ha mortificato le straordinarie energie che questa città ha per favorire i soliti noti e i soliti incapaci”

  24. francesca says:

    eh si, il grande Soru che piazza i suoi fidi

  25. Biolchini di solito è ben informato.. Se Zedda venisse “commissariato” dal PD sarebbe un gran bene.. che è tutto dire..

  26. Bruno Ghiglieri says:

    “(…) sulla vicenda del Lirico Zedda e il Pd hanno posizioni distantissime: con il sindaco targato Bersani cosa cambierebbe? Zedda si allineerebbe alle posizioni del Pd o viceversa?”. La seconda che hai detto: “viceversa”. Perché in definitiva il Pd non ha mai assunto una posizione chiara sul Lirico, come dimostra anche l’uscita dal partito di Gianluca Floris. Sono pronto a scommettere che il Pd farà sua la “visione” di Zedda. Spero ovviamente e caldamente di essere smentito.

  27. Roberto Copparoni says:

    I Verdi l’avevano detto e previsto…
    Vito Biolchini dovrebbe riportare un fatto che è stato trascurato da molti ma che resta pur sempre un fatto significativo.
    In tempi non sospetti, a circa un anno dalla nomina del Sindaco Zedda, i Verdi hanno lasciato tutti i tavoli del centro sinistra: comunale, provinciale e regionale.
    La cosa non ha di certo destato molta preoccupazione nella opinione pubblica, peraltro spesso distratta da mille contingenze e amenità, spesso sollevate ad arte allo scopo di non far pensare troppo sulle cose davvero importanti per la nostra città, provincia e regione. Ma è stato un primo inequivocabile segnale di rottura di certi equilibri e rapporti.
    Dopo essersi autosospesi per circa un anno e confidando nel buon senso e nella speranza che vi fosse un ripensamento da parte di qualcuno, la Federazione dei Verdi a luglio dell’anno scorso è formalmente uscita da queste ibride coalizioni. L’accusa era ed è quella di aver parlato in un certo modo nel corso delle numerosissime riunioni dei vari tavoli programmatici e di avere assunto una serie di impegni, nel corso delle campagne elettorali e poi di non averli rispettati. Una manifestazione assai chiara ed evidente, proprio di quella più becera politica che a parole dicevamo di voler combattere e che spesso animavano le nostre interminalbili discussioni elettorali. Questa era, fra l’altro, una delle maggiori critiche mosse proprio al centro destra. Con il senno di poi il centro sinistra ha dimostrato di riuscire a fare lo stesso e, sotto certi aspetti, forse anche peggio di altri…Almeno con il Sindaco Floris, pur con tutti i limiti del caso, riuscivo ad avere degli incontri ed essere ricevuto e ascoltato, cosa che con Zedda è stato praticamente impossibile. E come dicono i vecchi saggi: Chi è causa del suo male …pianga se stesso.
    Roberto Copparoni
    Referente regionale della Federazione dei Verdi della Sardegna

    • giuseppe says:

      Gentile Copparoni, il problema è che in città solo Floris l’ascoltava.
      Gli elettori, a lei e ai verdi, vi hanno mollato da un pezzo. Tanto è vero che della vostra assenza nei tavoli comunali, provinciali,regionali nessuno se ne accorto.
      Non se ne è accorta neppure l’opinione pubblica, che aveva scarso interesse nei confronti dei Verdi durante le elezioni, e non si capisce per quale strano fenomeno avrebbe dovuto essere intrigata dopo dalle vostre posizioni. Senza offesa, ma se ne faccia una ragione.

      • Roberto Copparoni says:

        Sig. Giuseppe non è proprio così, perché non ha idea di quanta considerazione abbiamo avuto almeno dagli addetti ai lavori. Infatti se avesse partecipato ai lavori dei tavoli se ne sarebbe accorto…I Verdi fanno sempre comodo a tutti,,,prima. Il problema e il poi….Ricordo l’interesse che suscitò la mia candidatura alle primarie
        per la Presidenza della Provincia di Cagliari, oppure quando rendemmo possibile la nascita della lista civica Rosso Mori, o quando aderimmo alla coalizione di centro sinistra per sostenere Zedda e demmo un significativo contribuito sui contenuti del suo programma di governo…Vedi illuminazione a led e risparmio energetico, parcheggi rosa, piste ciclabili e altro…

    • Ma la casa popolare a Bonelli alla fine gliel’avevano data?

  28. Marco Magno says:

    A parte che la dicotomia Sel-PD sarebbe quanto meno da giustificare (anche perché essendo parte della stessa coalizione sono sottoinsiemi, non insiemi disgiunti) , ma comunque le varie teorie alla Vanna Marchi sono alla base di un colloquio tra il sindaco e uno dei massimi esponenti della sua coalizione nella sua regione??

  29. Aligusta says:

    E se il tentativo di Bersani per un nuovo governo non riuscirà (molto probabile) a chi si affiderà Cabras (e Soru)?

  30. Adriano says:

    Uno che ne sa dice che è un wishful thinking, addirittura

  31. Allora….
    Primo…già da prima delle Politiche in via Emilia i militanti e dirigenti hanno più volte manifestato pubblicamente il loro incazzo perchè il PD si sente ostaggio di chi non ha la maggioranza in Consiglio.

    Secondo…..ma non è che si sta riaprendo la questione della riqualificazione di Sant’Elia e Cabras, visto che è stato estromesso dal vecchio mastrer plan sta tentando di rientrare in gioco?

    Terzo..visto che Cabras è fuorigioco per la Presidenza Fondazione Banco di Sardegna (nonostante l’accordo, palesemente tradito, con Soru) e visto che Renato il suo uomo lo ha messo ugualemente (Franco Carta, Segretario generale della Fondazione), non è che Antonello si sta rifacendo su Massimo nostro? Ovvero sta dicendo a nuora perchè suocera intenda?
    FORZALARRYYYY!

    • Giuseppe says:

      Scusa, ma il PD non si è lamentato “di chi non ha la maggioranza in Consiglio” (SEL?), ma del Sindaco.

  32. Tasi Nanta says:

    Adesso tutti a sconchiare dal thinktank del sindaco per attendere la posizione ufficiale.

  33. muttly says:

    Ma così difficile era fare bene dopo il nulla precedente ?
    In effetti era difficile anche incasinarsi con il lirico…

  34. Antonio D.R. says:

    Nel loro piccolo, ma piccolo-piccolo-piccolo, Zedda & C. sono l’esempio plastico del perchè moltissimi italiani, poi diminuiti a molti, adesso diminuiti a parecchi, hanno votato per anni Berlusconi, nonostante tutte le sue magagne e magagnone.
    Peggio del centro-destra in Italia c’è solo questa sinistra. E mica da oggi.

  35. Di Legno says:

    E invece se si mette con il PD Zedda lo rieleggono di sicuro. Altrimenti dovrebbe a fare il lavoro che faceva prima.

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