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“Che ci faccio sul palco in piazza del Carmine con il sindaco Zedda e la foto del Cagliari dello scudetto?”. Cronaca di una serata che non dimenticheremo mai

“Che ci faccio qui?”. Me lo chiedo mentre sollevo davanti a migliaia di persone in piazza del Carmine il poster incorniciato del mitico Cagliari dello scudetto, ad un passo dal neo sindaco Massimo Zedda, intervistato dal mio amico e socio radiofonico e di teatro, Elio Turno Arthemalle.

“Che ci faccio?”. Dalla folla si alza un boato, perche Zedda è Zedda, ma anche Gigi Riva è sempre Gigi Riva. “Che ci faccio?”. È stato un caso, ma anche no.

Quel poster ce l’ho in radio, nel mio ufficio. Dopo la diretta, decidiamo tutti di andare in piazza del Carmine. “Io arrivo così!”, dico ai colleghi. Che ridono: la gag funziona. Perché nei giorni scorsi si è parlato spesso di una festa che sarebbe stata “più grande di quella dello scudetto”. Poi i volontari di Zedda girano tutti con le magliette rosse e blu, e sulle loro schiene il numero 11 campeggia grande. E poi lo scudetto del Cagliari sta lì a ricordarci che non sempre vincono i più ricchi e potenti, che tutto può accadere.

Arrivo in piazza che sento un boato. Sento la voce di Elio e uno sconosciuto mi dice “Vai, ti stanno aspettando!”. Corro, arrivo dietro il palco (in realtà è una pedana), mi faccio spazio perché voglio dare il poster ad Elio. Ma l’amico mio regge con tutte e due le mani almeno sei-sette microfoni delle tv. “Che faccio?”. E che posso fare? Salgo e mostro al popolo la Sacra Immagine.

“Che ci faccio qui? Che razza di giornalista sono? Perché sto festeggiando in questo modo così plateale?”.

“Perché non ne posso più”. Non ne potevo più.

“Perché questa è una liberazione, è il nostro 25 aprile contro il regime delle bugie continue”, mi dico. “Non è una questione né di destra o di sinistra, ma di onestà intellettuale e rispetto. Poi vinca il migliore e viva la democrazia. Ma basta bugie. Ecco perché sono qui: a festeggiare la caduta di un sistema fondato su un uso complice e distorto del giornalismo”.

Anche a Cagliari è difficile fare i giornalisti liberi. Non è facile convivere con la paura, fare i conti con le possibili conseguenze che quello che scrivi o pensi potrebbero avere, per te e per chi vive con te. Reggere le sottili intimidazioni, le maldicenze. Ma oggi non voglio avere paura, voglio averne meno degli altri giorni.

“Io oggi non ho paura. Andatevene a cagare”.

Penso a Giuseppe Podda, al mitico giornalista dell’Unità che mi onorato della sua amicizia e dei suoi consigli. A lui questa festa sarebbe piaciuta, questi giovani in piazza lo avrebbero commosso. Giuseppe, tu ieri eri insieme a tutti noi.

E penso a Sergio Atzeni, che non ho mai conosciuto, ma che tutti noi amiamo ed ameremo per sempre perché ha raccontato Cagliari come nessuno mai ha fatto. Anche Sergio ieri era in piazza del Carmine. E noi eravamo lì per lui che, come Giuseppe Podda, non c’è più. Ed entrambi ci mancano tanto.

E mettersi in mostra in questo modo? Non sarà compromettente? “Chi lo vuole pensare, lo pensi”, mi dico. “Chi mi conosce, sa chi sono e che non avrò timore a criticare Zedda quando sbaglierà. Ora sono qui e festeggio. Perché oggi non è solo la Liberazione: è la nostra Bastiglia che cade, è il nostro muro di Berlino che crolla. Un Comune da oltre 60 anni in mano alle forze conservatrici, che soprattutto negli ultimi anni ha mortificato le straordinarie energie che questa città ha per favorire i soliti noti e i soliti incapaci”.

“Che ci faccio qui? Lo stesso che fanno tutti gli altri che sono qui: festeggio. Perché è bello una volta tanto essere “noi” e non soltanto “io”. Perché tante volte in questi anni mi sono sentito solo e oggi invece no, oggi non mi voglio sentire solo, oggi no”.

Zedda ha finito di parlare e scendiamo dal palco. In tanti vogliono farsi la foto con il Cagliari dello scudetto. Sconosciuti si abbracciano, festeggiano la fine di qualcosa e l’inizio di qualcos’altro.

Poi ci sono i cori: ironici. Quando  in Italia anche la destra saprà essere ironica e non solo ridicola, staremo tutti meglio.

Poi ci spostiamo in piazzetta Savoia. Ed è un tripudio di canti, di risate, di festa. Un giorno anche la destra ci ringrazierà per questo straordinario successo che fa bene soprattutto alla democrazia, quindi anche a loro.

È andata così. Ieri la storia di questa città l’abbiamo fatta noi. Capita, delle volte.

116 Commenti

  1. Alessandro Mongili says:

    No, io non vi ho capiti molto a voi due sul palco. Personalmente, avrei preferito un discorso più politico, e un po’ di solennità. C’era emozione e personalmente avrei preferito commuovermi e magari anche versare qualche lacrimuccia. Non so neanche io perché, ma mi avete un po’ disturbato, emotivamente, dico. Poi, chiaro, anything goes.

  2. alessandra says:

    Non sei un giornalista. sei solo un comunista. e questo commento nn lo metterai mai. Penso che tu non sia una persona obiettiva, va bene avere le proprie idee politiche tutti le hanno, ma tu fai veramnte schifo da quanto sei di parte.

    • Neo Anderthal says:

      Ecco un’altra persona -e chissà perché sono quasi sempre di destra- che dimostra come nella loro mente ci sia sempre la stessa equazione:

      essere di parte = non essere dalla MIA parte.

      E’ questo il crimine? Non esistono -non devono esistere- giornalisti che hanno opinioni e le manifestano, all’occorrenza? Chi lo dice? Alessandra, ma è un giornalista che non deve essere “comunista” -chissà se sai cosa vuol dire- o è un comunista che non può/deve permettersi dei essere giornalista? Decidi tu?

      Un giornalista non riporta fatti ma notizie, e la scelta di cosa fa notizia e cosa no è già in larga parte soggettiva, poi a volte commenta -e Vito lo fa su un blog, un mezzo che è programmaticamente destinato ad essere una specie di diario, quindi ancora di più una espressione di soggettività-
      Tra l’altro Vito separa la sua normale attività di giornalista -che esercita nei notiziari o nelle interviste che tutti i protagonisti della vita cittadina apprezzano, di qualunque parte politica siano- da quella di commentatore, che esercita sia a Buongiorno Cagliari che qui. E’ così difficile da capire?
      E’ assolutamente normale che un blogger, chiunque sia, scriva quello che gli pare e piace -cosa a lui sembra di voler comunicare che sia degno dell’attenzione di altri e quello che a lui fa piacere dire e manifestare.
      Un blogger, e in generale un commentatore NON è tenuto a nessun genere di obbligo morale o professionale che lo vincoli ad essere o a sforzarsi di essere super partes.
      Un blogger, chiunque sia, esprime una sua personale opinione per chi ha voglia di leggerlo, le accuse di parzialità sono peggio che infondate, sono assurde.

    • valentina says:

      Ops!
      Leggo un commento ke secondo te non sarebbe stato pubblicato;
      quale migliore risposta al tuo intervento banale e privo di contenuti che è solo la ripetizione di uno slogan per cervelli dati all’ammasso.
      E’ comprensibile che ti aspettassi una censura visto che i modelli di giornalismo imparziale e libero a cui ti ispiri sono Minzolini, Vespa, Fede, Ferrara, Feltri, Belpietro….
      Neo A è stato gentile, ti ha dato qualche informazione per aiutarti a formulare un pensiero con la tua testa.
      Provaci

    • великий закон России мать с презрением за слова ненависти.Большевистская революция победит вашей буржуазной мысли. И я хотел бы добавить, это также, и пенис.

  3. Aragna Meccanica says:

    Sono arrivato più tardi in piazza insieme alla mia consorte e non ho assistito in diretta al Vs. piccolo show ma del quale ho visto solo un breve riflesso filmato in quella TV. Ma sicuramente l’atmosfera che si respirava era quella derivante dall’esplosione di una pentola a pressione.
    E’ stato veramente commovente vedere tante facce trasfigurate dalla felicità e dalla consapevolezza che iniziasse un qualcosa di insperato e di finalmente nuovo. Per carità nessuno vuole dire che loro saranno migliori a prescindere rispetto a quelli che per troppi anni ci hanno amministrato (con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti). Ma, come ho avuto modo di dire ad alcuni membri di SEL, è giusto che una ventata di nuove idee, consapevoli e responsabili, guidi la città abbruttita da anni di immobilismo clientelare. Se poi i 5 anni di governo della città non saranno giudicati in modo positivo dalla popolazione ci sarà di nuovo l’alternanza , è tutto ciò è l’essenza delle Democrazia. Già la Democrazia quella che a livello nazionale ci si affanna a snatuare per virarla a oligarchia. Per quel che riguarda l’autoanalisi di Vito penso che il suo equilibrio lo porterà cmq ad esercitare e pubblicare le sue idee ed a criticare senza se e senza ma le inizaitive di governo che non lo convinceranno. Magari condendo il suo disappunto con un po’ di sana ironia, il che non guasta mai.

  4. Ue ragassi!
    Stavolta farem mica i matti.
    Questa vittoria è il punto di inizio e non l’arrivo.
    L’obiettivo è cambiare Cagliari, l’Italia, il mondo!

  5. fabius realisticus says:

    Complimenti Vito, questo post testimonia quanta passione e coraggio metta nel tuo lavoro, ed è un esempio per tutti, giornalisti o no!
    In questi anni abbiamo assistito allo sfascio della cosa pubblica, del collettivo: non solo a livello politico, dove il favore e il privilegio sono divenuti la moneta sonante di ogni attività, ma anche a livello sociale, dove dilagano menefreghismo, ignoranza e maleducazione.
    Chissà se d’ora in poi, capito che questo giorno non è stato solo un sogno, potremo essere più “noi” e meno “io”.
    Di sicuro ci servirà anche il tuo esempio, PASSIONE E CORAGGIO.

  6. Stefano reloaded says:

    Giustissimo stare su quel palco in una giornata storica per Cagliari.
    Non avevo fiducia nei cagliaritani, credevo che non sarebbe cambiato nulla: sessant’anni di DC non si susseguono, uno dopo l’altro, per caso.
    E invece la voglia di cambiare è stata più forte del quieto immobilismo de “su connottu”. Le ragioni per cambiare c’erano già prima di adesso, ma chi le ha sostenute, nelle elezioni passate, non aveva il fisico per poterle incarnare. Grazie a Massimo Zedda e ai ragazzi che hanno fatto la campagna, quella possibilità di cambiamento è stata resa visibile immediatamente agli occhi degli elettori.
    Mi sbagliavo di grosso e me ne rallegro moltissimo.

    • arrogutottu says:

      Cagliari non è una città di destra, è una città moderata, il centrodestra non ha mai vinto con percentuali bulgare. Delogu-Ciotti fu ballottaggio. Delugu fu un sindaco amato, da cui l’ onda lunga; aggiungiamo il controllo clientelare che è tipico delle città in cui governa da tempo una parte politica (destra o sinistra che sia) e un’ alternativa poco convincnete per tanti anni.. e il gioco è fatto. Si spiegano così i 17 anni di centrodestra.

  7. Grazie ancora Vito e tutta Radio Press!!!
    Anch’io ero lì in Pzza del Carmine e non sarei potuto essere altrove. E mi ha fatto piacere trovare te ed Elio come co-protagonisti di una festa di popolo.

  8. Quintale says:

    Chissà se a Mario Monicelli sarebbe piaciuta questa piazza che dismette la speranza paludosa del tiramo a campà e agisce, fa … con speranza ! Un regalo a noi trenta/quarantenni in movimento

  9. Bravo Vito, ora voi che potete, vigilate, suggerite al nuovo sindaco affinchè metta insieme una giunta che abbia conoscenze e competenze reali valide pulite e se fosse possibile con in media meno di cinquant’anni.

  10. Mossad says:

    E il mio caro amico M.? Che si trova in una lista di quelli che non devono lavorare a Cagliari, appesa alla parete dell’ufficio di Tavolacci, per essersi opposto, lui e pochi altri professionisti e accademici cagliaritani, allo scempio dell’Anfiteatro Romano?
    Piuttosto, ho registrato tutta la puntata del 31 maggio, solo che non è venuta benissimo: SI PUO’ AVERE IL PODCAST GRAZIE???

  11. giuseppe says:

    Mi associo ai complimenti per l’articolo che soddisfa la mia curiosità visto che ieri sera guardando Videolina e le immagini di piazza del Carmine mi dicevo … ma quello non è Vito Biolchini? E che ci fa con la foto del Cagliari dello scudetto. Beh … finalmente la mia curiosità è stata soddisfatta … 🙂
    Ovviamente da studioso non posso che manifestare il mio compiacimento per una società che cambia. Il cambiamento è sinonimo di progresso e agevolare il cambiamento è sintomo di maturità.
    La vita esiste nella ricerca di un equilibrio dinamico. La staticità porta alla morte.
    Forza Cagliari! Fortza Casteddu!

  12. Matteo Melis says:

    Come dicono in Corsica….Bella segura

  13. spessotto says:

    Vito, questa volta vuoi farci commuovere sul serio…Quello che è successo ieri è davvero storia della città ma forse ancora più storico è tutto l’impegno profuso da centinaia di ragazzi in questi mesi. Non ricordo di avere mai visto qualcosa del genere, per la prima volta c’è stato un movimento spontaneo di sostegno ad un candidato non certo scontato……Questo vento ci ha trascinato un po’ tutti…Personalmente non ho mai fatto campagna elettorale per qualcuno eppure mi sono ritrovato, come altri amici, a fare passaparola, a convincere indecisi, a spiegare la necessità di cambiare, ora o mai più!
    Con grande orgoglio ho visto tanti vecchi colleghi di Scienze Politiche impegnarsi in prima persona, la mia generazione di trentenni, quella tanto bistrattata…..questa è anche una nostra vittoria, perchè l’abbiamo fortemente voluta, perchè siamo stanchi di dover elemosinare servizi ad un’oligarchia incapace di vedere cittadini laddove vede solo sudditi, perchè siamo stanchi di dover pagare affitti a strozzini che godono della protezione di un sistema marcio, perchè siamo stanchi di dover fuggire dalla nostra città per avere una casa a prezzi che non siano folli…Vito capisco il tuo stato d’animo perchè è quello mio, quello degli amici, quello di chiunque abbia a cuore la cosa pubblica e non ne può più di vederla trattata come una cosa privatissima……
    Tanta rabbia che ieri è esplosa in un’energia positiva che fa ben sperare per il futuro…..
    Grazie a tutti quelli che hanno regalato alla sinistra cagliaritana una giornata memorabile, ora facciamo in modo di rendere anche i prossimi cinque anni indimenticabili!!

    P.S: Il poster del magico Cagliari è stato davvero un colpo basso…..caspita a quel punto è chiaro che anche un devoto rossoblù come il sottoscritto rischia di sciogliersi in lacrime!

  14. Nelle tue bellissime parole si coglie la passione folle che ci metti in tutto quello che fai: grazie Vito.
    Ieri era il giorno giusto per emozionarsi, per sentirci tutti partecipi di una cosa grande (capita solo un paio di volte nella vita, no?). Una passione politica disinteressata e inarrestabile in appena 5 mesi ha demolito tutti i luoghi comuni karalitani a cui ci eravamo assuefatti. Bellissimo.

    p.s. la tua presenza non toglie nulla alla tua obiettività ed alla tua professionalità: solo chi non ti legge o è in mala fede (e non mancheranno!) può strumentalizzare.
    p.s.(2): anch’io dico grazie a Filippo Petrucci e a Radio Press

  15. secondo me l’ hai fatto per spirito di appartenenza ,e non ti nascondo che ieri ti ho invidiato, quando eri sul palco, era tutto perfetto ,aver fatto fuori con il voto e democraticamente quella politica marcia che da 20 anni ci governava si fa per dire ,poi si e visto quasi tutti giorni che pensavano solo e solamente agli affari loro si caro vito ieri ti ho invidiato

  16. Jacopo ma il “NEEEEE NEEEEE” era corredato dal gesto giusto? 🙂

  17. topolinoamaranto says:

    Nel 1947 l’Assemblea dell’Onu decreta la nascita dello Stato d’Israele.
    Ecco come ricorda quel momento lo scrittore Amos Oz (classe 1939, allora perciò bambino) nel suo (splendido) romanzo “Una storia d’amore e di tenebra”
    E questo brano mi è riaffiorato ieri pomeriggio, non appena è stato comunicato Zedda 58%.

    Oltre mezzanotte, verso la fine della votazione, mi svegliai.
    Solo la voce profonda, ruvida, del giornalista americano leggeva i nomi
    degli ultimi stati della lista, secondo l’alfabeto inglese, e subito dopo rimbombava
    nel microfono l’esito del voto. United Kingdom: abstence. Union of Soviet
    Socialist Republics: yes. United States: yes. Uruguay: sì. Venezuela: sì. Yemen:
    contro. Iugoslavia: astenuta.
    Poi la voce si fermò di colpo. D’un tratto un silenzio d’altri mondi scese […].
    Poi la voce spessa, un poco rauca, riprese a far tremare l’aria attraverso la radio, e a
    ricapitolare con una secchezza ruvida ma gravida di allegria: trentatré a favore. Tredici
    contro. Dieci astenuti e uno stato assente all’assemblea. La proposta era accolta.
    Anche la nostra strada sperduta ai margini di Kerm Abraham nel Nord di Gerusalemme
    scoppiò in un primo urlo tremendo, che lacerò il buio e le case e gli alberi, e
    subito dopo ecco quel primo urlo orripilato si trasformò in una moltitudine di grida di
    gioia e in una notte di festa e di “il popolo d’Israele vive!” e qualcuno che tentava invano
    di cominciare a cantare l’inno e strilli di donne e applausi e così saltai dentro un paio di
    pantaloni ignorando camicia e maglione, e mi catapultai d’un balzo fuori dalla nostra
    porta, mio padre e mia madre erano abbracciati, avvinti l’uno all’altra come due bambini
    smarriti nel bosco, e lui, mio padre, sempre così civile ed educato, lui ora urlava con
    quanto fiato aveva in gola, non parole né giochi di parole e nemmeno slogan o grida di
    gioia, no, era un urlo lungo, nudo, come di prima che inventassero le parole.
    Poi in via Amos e in tutta la borgata di Kerem Abraham e negli altri quartieri ebraici
    vi furono danza e lacrime, comparvero bandiere e slogan scritti su teli di stoffa, e macchine
    che suonavano il clacson… e da ogni sinagoga sbucavano i suoni dello shofar, del
    corno di montone, i rotoli della Torah furono tirati fuori dall’Arca Santa e portati in
    festa nella danza, e più tardi, alle ore piccole della notte, si aprirono tutti i chioschi in
    via Sofonia e in via Gheulla e in via Chanselor, aprirono i bar di tutta la città e ancora
    all’alba distribuivano gratis bevande leggere e dolci e torte e anche bevande alcoliche,
    e di mano in mano di bocca in bocca passavano bottiglie di suco e birra e vino, e c’erano
    sconosciuti che si abbracciavano per le strade e si baciavano piangendo.
    Ma, mentre galleggiavamo dentro la notte del 29 novembre 1947, io a cavalcioni sulle
    sue spalle, fra cordoni di gente che festaggiava ballando, mio papà mi disse: «Tu guarda
    solo bimbo mio, guarda solo ben bene figliolo, con sette occhi guarda per favore tutto
    questo, perché questa notte figliolo tu non la dimenticherai sino alla fine della tua vita
    e di questa notte racconterai ai tuoi figli nipoti e nipotini, ancora per molto tempo dopo
    che noi ormai non saremo più qui.»

    • Grazie topolinoamaranto per la splendida pagina di giornalismo che racconta quella notte del 29 novembre 1947.
      E se è vero (e per me è vero) che le emozioni possono aiutare a essere più razionali, allora il mio grazie è doppio.

    • unochepassa says:

      Immagino abbiano avuto lo stesso pensiero i tanti palestinesi che abitano a Cagliari e hanno sostenuto Zedda!
      Ma per favore…

      • topolinoamaranto says:

        Guardacaso “Una storia di amore e di tenebra” tradotto in arabo è proprio il libro che Amos Oz ha spedito in carcere al palestinese Marwan Barghouti per presentargli Israele, in modo che inizi una conoscenza reciproca, fondamentale per far partire perlomeno un dialogo.
        E ha suscitato le ire dei connazionali israeliani.

        • unochepassa says:

          E quindi? Non penso che Barghuthi avesse bisogno di farsi presentare Israele visto che, suo malgrado, aveva già fatto la sua conoscenza appena nato e in ultimo nelle sue patrie galere. Prova a chiedere a qualsiasi palestinese cosa significhi quella data.

        • topolinoamaranto says:

          L’annuncio della vittoria di Massimo Zedda mi ha fatto venire in mente quel brano di quel libro. Magari a qualcun altro avrà fatto riaffiorare un brano di un disco di Tom Waits o il dialogo di un film di Sergio Leone (sono esempi totalmente casuali).
          Ho pensato di metterlo nel forum.
          Mi spiace se ho offeso la sensibilità tua e dei palestinesi.
          Perciò chiedo scusa.

  18. jacopo cullin says:

    mi sono accorto di aver scritto il mio nome col blocco delle maiuscole… ho pensato di darmi una ridimensionata da solo…

  19. JACOPO CULLIN says:

    Maledetto, mi hai fatto piangere!!! Ieri son tornato a casa, sono andato verso il computer, l’ho aperto come fanno i giocatori di poker con le carte, sono andato sul sito di repubblica.it, ho letto i risultati elettorali, e ho tirato un urlo come quando Del Piero segno’ il secondo goal alla germania durante i mondiali del 2006, mi sono affacciato alla finestra urlando “NEEEEE NEEEEE”, per fortuna a Brooklyn e’ pieno di gente esaurita e non mi hanno cagato nemmeno di striscio… ORA TOCCA A NOI!!! un abbraccio

    • Banana says:

      Io inizio a razionalizzare ora.. Ieri è stata una lunga sequenza di abbracci e baci e sorrisi con chiunque. Avevo perso la fiducia verso qualsiasi cosa avesse a che fare con la politica e questi ragazzi mi hanno dimostrato che invece la speranza esiste ancora..

  20. -“Che ci faccio qui? Lo stesso che fanno tutti gli altri che sono qui: festeggio. Perché è bello una volta tanto essere “noi” e non soltanto “io”. Perché tante volte in questi anni mi sono sentito solo e oggi invece no, oggi non mi voglio sentire solo, oggi no”.-

    E qui sono scivolate calde lacrime….io non ci sono potuto essere li con voi, perchè il lavoro che mi sono scelto non me lo ha permesso, ma col cuore si..tutto il pomeriggio con la mente li, con voi…..Grazie di tutto, e adesso stiamo vicini al sindaco che abbiamo voluto, aiutiamolo come ha detto Elio, a lasciarci una cagliari (mia città d’adozione) migliore di come l’abbiamo trovata.

  21. Mauri Congiu says:

    Grandissimo Vito!!!

  22. Bravo Vito, sottoscrivo tutto.
    Abbiamo una spina dorsale: usiamola !!! Non è più tempo di avere paura.
    Grazie a Massimo per la LIBERAZIONE che ci ha regalato, che ci siamo regalati.
    Oggi si respira davvero un’aria nuova

  23. Commercialista comunista says:

    Complimenti a tutti…. ancora non ci credo… Ma… Vito… ora finalmente potrò evitare di nascondermi!!!;))) …. scherzo, non l’ho mai fatto e mai lo farò, anche se avere certe ideologie col lavoro che faccio non sempre è comodo.. ANCORA AUGURI MASSIMO…

  24. P.S. E’ normale che continui a canticchiare “Emilio dacci le chiavi, dacci le chiavi…” anche ora che sono a casa? 🙂

  25. Vito ieri guardandoti pensavo…adesso mi avvicino e gli dico “ bella serata, vero? cerca di scrivere un bell’articolo, mi raccomando…” 🙂
    Non potevi riassumere meglio quello che abbiamo sentito in tanti.

  26. alberto says:

    solo i codardi non si schierano…
    Grazie Vito

  27. Lorenzo says:

    Fino a poco fa pensavo che salire su quella pedana fosse stato un errore. Ora non ne sono più del tutto convinto.

  28. Mossad says:

    E come si chiama il direttore della Fiera di Cagliari? Cosa dirà l’anno prossimo quando si troverà di fronte Zedda con la fascia tricolore?
    “Se ne vada, lei qui non ha l’autorizzazione a entrare!”…
    La vendetta è un piatto che si consuma freddo

  29. Chò Ming says:

    Hai fatto bene e poi ieri eravamo tutti su quel palco… finalmente!!

  30. Un problema assilla la mia generazione. Dove si potrà trovare l’autentico moijto alla Zedda sindigu?

  31. Francesca Cannas says:

    Bellissimo articolo, veramente toccante. Bravo

  32. Gianfranco Carboni says:

    CARO VITO LEI E’ UN GRANDE MA NON MI FACCIA CONCORENZA. CIAO UN ABBRACCIO

  33. Monica says:

    Hai dimostrato una volta di più di essere umano. Ogni tanto qualcuno ti accusa di essere spocchioso e di darti arie da primo della classe. Ieri non eri il giornalista Vito Biolchini, o almeno non eri solo quello, ma eri soprattutto il cagliaritano Vito Biolchini. Ma ieri tutti eravamo un po’ meno tuttologi e un po’ più casteddaiusu. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la giornata di ieri, e grazie anche a te, Vito, sia come giornalista che come persona. Ti stimo.

  34. Muthunder says:

    Ieri è stato un grandissimo giorno!
    Pur non essendo strettamente cagliaritano, in quanto paulese, sono felicissimo di questa vittoria e ho cercato di essere quanto più partecipativo potessi sia prima che dopo la vittoria.
    Perché Cagliari è importantissima anche per il suo Hinterland logicamente, ma anche per il resto dell’isola.
    Complimenti a te Vito, aldilà di quello che è avvenuto ieri, per come tutti i giorni alla radio parli delle cose concrete, cose che spesso nessuno vuol sentir dire e nessuno dice.Complimenti per come ieri avete gestito in maniera perfetta la diretta elettorale, davvero emozionante e puntuale.Ieri in Piazza Savoia quando ho stretto la mano a Massimo avrei voluto stringerla anche a te, però ho peccato un po’ di timidezza.
    Complimenti a Zedda per la vittoria, partito come non favorito alle primarie, si è fatto largo, ha dimostrato di essere valido e preparato, di parlare di cose concrete.Un volto nuovo non solo perché giovane!
    Ma soprattutto complimenti a tutti quelli che hanno sostenuto la campagna elettorale.Davvero tantissimi!Un corpo di sostenitori che ci ha messo la faccia e l’entusiasmo, ma soprattutto la PARTECIPAZIONE.
    Questo movimento che tanto si è impegnato, come negli anni in cui si credeva nella politica, secondo me è stata una delle componenti che ha fatto la differenza.

  35. Anonimo says:

    era la serata di Massimo Zedda fe dei suoi elettori orse era meglio che il nuovo sindaco salisse da solo nel palco ha parlato più Elio di Zedda
    Elio sei grande in radio ma ieri il palco doveva essere solo per Zedda

    • Soviet says:

      Massimo Zedda sindaco è un nome collettivo, come i Luther Blisset o gli Wu Ming. Non è stata la vittoria di un uomo solo e del suo carsima, è stata una vittoria collettiva. Quindi la pedana (chiamarla palco mi sembra eccessiva) piena di persone è la rappresentazione plastica di questa vittoria. Elio ci stava benissimo!

  36. Ferro76 says:

    E’ anche merito vostro (tuo e di Elio) se a Cagliari la gente si è stufata di farsi abbindolare da questi televenditori, se i giovani hanno preso coscienza che solo partecipando alla vita politica in modo attivo possono cercare di recuperare quel gap che gli permetterà di sperare in un futuro più roseo. Grazie alla vostra trasmissione, ai vostri spettacoli, alla vostra satira pungente che apre gli occhi anche al peggiore dei non vedenti.
    Grazie (ora basta che poi ci credete davvero)

  37. valentina says:

    Hai fatto bene ha salire sul palco, almeno sappiamo di che pasta sei fatto…. 🙂

    A parte le battute, non credo che l’etica professionale impedisca ad un giornalista di avere le proprie idee e di manifestarle.
    Qualcuno ha detto che se non hai il coraggio di batterti per le tue idee, o le tue idee non valgono nulla…o non vali nulla tu.
    Casomai son da temere i giornalisti mascherati, quelli che se la tirano da battitori liberi e invece sono a libro paga.
    Anzi e piuttosto, manifesta sempre le tue idee, anche quando sarai in disaccordo con Zedda (o chi per lui).
    Fai il “cane da guardia” del potere, e non il “cane da riporto” (come tanti tuoi colleghi).

    E FORZA CAGLIARI!!!!

  38. Rita Frongia says:

    E dopo l’invasione di Molentargius, sa genti arrubia in Piazza del Carmine! Ita cosa bella!

    (A Cagliari i fenicotteri, a Milano l’arcobaleno sul Duomo gonfio di nubi, sappiamo da sempre che “dio è con loro”, ma forse, anche lui, questa volta-finalmente- si è reso latitante)

  39. Luca S. aka libraio matto says:

    Che ci facciamo qui? Sdraiati sul letto alle tre di un meriggio caldo, con le lacrime che sgorgano sincere dai miei occhi e da quelli della mia compagna? Leggiamo quest’articolo di Vito ad alta voce e ci commuoviamo. Di gusto. Perché talvolta è bello piangere, senza vergogna, di gioia. Mi sono spesso chiesto, da cagliaritano, cosa significhi esserlo e quale sia l’identità della nostra città che si affaccia sul mare nostrum. Quando il Cagliari vinse lo scudetto non ero ancora nato ma il mito di quella squadra, la fama leggendaria di Riva, Nené, Scopigno mi son stati tramandati dagli innumerevoli racconti di mio padre. Così, riflettendo, spesso dicevo a me stesso: se c’è un qualcosa per cui possiamo essere fieri di appartenere a Cagliari è certamente la vittoria del campionato nel 1970. Un vanto, in paese come il nostro in cui si mastica calcio dalla mattina alla sera quasi come fosse un fenomeno sociale totalizzante. Eppure non bastava. Sentivo che mancava qualcosa. Specie per me come per tanti altri amici, conoscenti e parenti che hanno visto Cagliari diventare sempre di più una città silenziosa, estremamente conservatrice, roccaforte di poteri gestiti dalla borghesia compradora nella consapevolezza che, di contro, avesse invece potenzialità incredibili e un’anima progressista immersa nel cuore del Mediterraneo, laddove è la pluralità di voci e il caleidoscopio culturale che rappresenta un valore aggiunto. Ebbene sì, piango e mi commuovo, perché Vito ha ricordato la figura di Giuseppe Podda e della sua voce, quella che gridava ai propri amici ” Ajo a su Poettu!” poiché sapeva quant’era bella quella sabbia bianca, patrimonio inestimabile per noi cagliaritani; e mi commuovo per il ricordo di Sergio Atzeni che aveva vissuto in prima persona cosa significasse propendere per il “quinto passo”, per un “addio” ad una città amata visceralmente e che solo lui ha saputo narrare nelle sue grandi contraddizioni. E piango, sì, perché poi è bello riderci sù e vedere che, nonostante il giornalista di cui leggo l’ articolo è forse il più serio che io conosca, sa restare umano e non si pone problemi a scrivere quello che pensa e a trasportare felice come un bambino la Sacra Immagine di fronte ad una piazza del Carmine così gremita.
    Grazie davvero.

  40. Elisabetta says:

    Anche io mi unisco a chi vi ha ringraziato, voi di RP e te Vito in particolare, per averci informato così bene in tutta questa campagna elettorale. E nella indimenticabile serata di ieri.

    E anche io ringrazio Filippo Petrucci, che questo ha reso possibile, e che ieri sera in piazza del Carmine aveva una bella faccia allegra e vincente.

    Qualcuno ha scritto qui sotto che la gioia provata è stata come quella per un figlio appena nato. Forse no, forse – anzi di sicuro – un po’ meno. Però io ieri il figlio appena nato (nato il giorno delle elezioni!) l’ho portato in piazza, ed ero felice per lui, felice di potergli regalare una festa grande e pacifica e piena di promesse, che si merita tutta, come tutti i bambini del mondo.

  41. Oh Vito, Oh Elio, mi sono salvato la vostra foto, me la sono stampate e mi da pongu a conch’è lettu insieme all’Ugnone e a L’Unità!
    NEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  42. Le emozioni che contano nella vita………
    io c’ero quando abbiamo vinto lo scudetto nel 1970 e noi figli avevamo attaccato lo stemma gommato ” Cagliari campioni d’Italia 1969/70″ sull’850 di mio padre che insieme a mia madre andavano in “continente”.
    io c’ero quando abbiamo vinto nell’82 il titolo di campioni del mondo……in giro per Cagliari
    io c’ero quando abbiamo vinto nel 2006 lo stesso titolo del mondo……con gli scudetti dipinti nel volto e nelle braccia……e siamo arrivati in ospedale per il ricovero con la bambina piene di coccarde tricolore e vestite di verde bianco e rosso……….ed i medici ridendo ci hanno accolto dicendo: Signora….. ed io: Bottino di guerra….tenendo in mano una bandiera strattata nel largo ad uno di passaggio!!
    e c’ero ieri davanti alla televisione, al pc in treaming….ascoltando voi e correndo da una stanza all’altra………e poi vedervi anche su tutti i telegiornali nazionali, sul palco insieme a Zedda……..
    .ragassi ma non ha prezzo……….non siamo qui a togliere le macchie ai giaguari!!!!!!!!!!

  43. Andrea Mameli says:

    Vito, tra le infinite varianti con le quali potevi impostare il resoconto giornalistico di quella serata hai scelto la testimonianza diretta, vera e onirica al tempo stesso. Come di verità e di sogni è la nostra vita.
    Grazie.
    Andrea

  44. Gianni says:

    Grazie!!

  45. baradel says:

    Cagliari, un giorno di maggio 2011

    è stato qui, oggi, in questa città storicamente soggiogata da un pugno di ricchi, pragmatici massoni, che è accaduto l’incredibile, l’impensabile, l’imperdonabile.
    è stato qui, che un signor nessuno ha osato provare a togliere il potere ai poteri forti.
    è stato qui, dove ci sono più Suv che panchine, dove la tv ci insegna la paura, dove “il mio vicino è il mio nemico”.
    è stato qui, che qualcuno non ha avuto paura di usare altre parole.
    parole “altre”, nella speranza che fossero rimaste “persone altre”, non quelle della Tv, non quelle della pubblicità, non quelli che pretenderebbero che fossimo, ma quelli che siamo, nel bene e nel male.
    è stato qui che c’è stato qualcuno che ha creduto che l’unico vero nemico, l’unica vera paura, gli unici veri ostacoli, sono solo nella nostra mente.
    e ha provato a dirlo, con le sue parole,
    che la cosa più importante è vedere sè stessi nell’ “altro”.
    e noi quelle parole incredibili, impensabili, imperdonabili, non abbiamo voluto, o potuto, lasciarle scivolare via. forse perchè questo mondo è anche troppo liquido.
    qualcuno ci ha voluto credere.
    e allora il sogno si è fatto realtà.
    il sogno di un maledetto ragazzo di 35 anni, maledettamente di sinistra, non voluto da nessuno di lorsignori padroni del fuoco.
    questo è stato, qui, oggi: un giovane nessuno ha provato a prendere il fuoco con le mani,
    e forse lo ha fatto anche per dare luce a quelli che le stelle non le hanno mai potute vedere.
    ma sognare si.
    Veramente imperdonabile. eppure è accaduto, qui, oggi.

    grazie Massimo. non tradirci, se puoi.

    grazie a tutte e a tutti.

    • Massimiliano says:

      Ma Baradel non era il titolo di una canzone di un cantautore torinese ormai semisconosciuto di nome Enzo Maolucci?

  46. Simona Podda says:

    Grazie,
    in questo momento ho il magone e il mio cognome ti fa capire il perchè.

  47. A futura memoria di questa grande giornata posto qua il link delle foto che ho fatto:
    http://www.flickr.com/photos/vorticeassurdo/sets/72157626723547885/detail/

    E ora una preghiera: aiutiamo questa nuova giunta ad aiutarci.
    In quale modo?
    Vivendo la democrazia da primattori, nel senso più nobile del termine. Questo significa un impegno collettivo a diventare dei bravi cittadini, rispettosi della legalità, dei bisogni del prossimo e della libertà di tutti, solidali con chi ha meno di noi e soprattutto pronti a difendere la giustizia. Diamo la precedenza agli interessi della collettività, è il modo migliore affinchè anche i nostri singoli interessi siano tutelati, perchè se stiamo bene tutti il mondo è più bello. E perchè ieri in Piazza del Carmine eravamo tutti amici. Ci si scambiava sorrisi, strette di mano, abbracci, si scambiavano due chiacchere con tutti. Ho visto i politici di TUTTI i partiti della coalizione in piazza, tra la gente, a dire “noi siamo come voi, e voi siete come noi”. E’ stato fantastico, ho provato un orgoglio che probabilmente solo il sacro tabellone portato da Vito può pienamente rappresentare. Quello scudetto è stato il riscatto di un popolo che ha affermato il suo essere nazione nella nazione e al contempo ha sdoganato una cultura nel mondo. Il risultato di ieri è il riscatto di una città (ma anche di tante altre cittadine e paesi sardi) nei confronti di una schiavitù verso un sistema sbagliato, morto e stramorto in tutto il mondo tranne che in Italia. E se Filippo Petrucci ha dato il là a tutto questo, gli abitanti di Borgo Sant’Elia hanno messo la ciliegina sulla torta, perchè la parola fine a tutto questo sistema l’hanno scritta loro. Li ho visti, mentre Massimo camminava tra le bancarelle del mercatino, li ho sentiti confabulare tra loro, indicando in massimo “il sindaco”, il ragazzo sul quale riporre le speramze per il futuro. Che non sono 2 mesi di bolletta, ma 5 anni di lavoro perchè Borgo Sant’Elia possa avere i mezzi per non dover esser più presa per la gola dal politico di turno.

  48. Gabriele says:

    Mi chiedo se la prima dichiarazione del nuovo sindaco, che ho votato, doveva essere, dopo decenni, forse un secolo di governo di destra, proprio sui baretti del Poetto. Sono una priorità? Anzi, la priorità? Sui baretti c’è un pronunciamento della magisratura, costituiscono un problema, certo. Ma sono il problema? Mi dispiace, ma aspettavo altro, magari qualcosa di non troppo alato, ma, comunque, altro.

    • Soviet says:

      Veramente la prima dichiarazione non è stata sui baretti, ma sui 400 posti di lavoro a rischio. Credo che ci sia una differenza. Ha semplicemente dimostrato di essere un concreto e che la prima cosa che deve fare e risolvere un problema lasciato marcire dal suo predecessore. Forse chi rischia di perdere il lavoro avrà apprezzato più quel riferimento che le parole alate (che per quelle c’era Vendola mercoledì…)

    • Massimo says:

      Sono una priorità incombente perchè, aldila di motli lati oscuri, rappresentano, come ha detto Massimo (il sindaco), 300 posti di lavoro. Oltretutto almeno 250 sono di ragazzi che aspettano l’estate per sbarcare il lunario e non si può non pensare a loro. E Massimo, che in quel settore ha lavorato, ha giustamente pensato a risolvere un problema contingente. Perchè, invece di cavillare, non vai a chiedere ad emiliofloris cosa ha fatto negli ultmi 10 anni per risolvere la questione?
      Saluti 😉

      • Gabriele says:

        Il lavoro, sopratutto se lo si sta per perdere, è la priorità, un’urgenza. Ovviamente sono d’accordo e sono certo che ci sarà una proroga, così come sono certo che il sindaco Zedda ci lavorerà. Anche per questo l’ho votato. Ma ripeto che mi aspettavo un discorso più ampio e, se si può dire, più alto. Quest’elezione segna un cambiamento epocale e meritava una riflessione di altra portata. Dentro, poi, ci starebbero stati anche i baretti e quelli che ci lavorano.
        Tutto qui.
        Saluti cordiali.

  49. mocambo says:

    ieri mi sono chiesto cosa ci facessi con quella foto sul palco ,ora lo so .
    Questo è quello che speriamo che cambi a Cagliari è in Italia ,non vogliamo più vivere le elezioni come un opportunità di liberarci da una dittatura latente ma come il confronto di idee.

    Restiamo umani

  50. Grazie Vito sei un grande!!

  51. Grazie per le bellissime parole, ti ascolto tutti i giorni da due anni e so per certo che se ci sarà da fare critiche, anche dure, non ti tirerai indietro. Se i signori della destra imparassero anche questo non sarebbe male…

  52. Neo Anderthal says:

    Posso fare una domandina al troppo saggio Prof. Giuseppe Marci e agli altri di sinistra ma-ragionevolemente-realisti-e-conseguentemente-arresi-in-partenza, quelli “che non si può fare, che Cagliari è di destra e bottegaia, che no, che no, chenonnonooo”?
    Domandina: almeno, ora, siete contenti di non avere capito una cippa di nulla?

  53. E’ stata una festa coinvolgente anche per chi, come me, è solo DOMICILIATO a Cagliari.
    Speriamo che quel vento che ha iniziato a soffiare ieri rimanga costante.

    E’ bello pensare che un ragazzo che ha pochi anni in più di me stia nella posizione giusta per permetterCI di cambiare rotta.

    Questa città ha bisogno di freschezza e novità che mi facciano continuare a pensare che è QUI che voglio costruire, che è QUIche voglio prendere la residenza, che è questa la città di cui sono ORGOGLIOSO.

    Sono curioso di vedere come si approccerà a tutte le Cagliari che ci sono. Lo vedo preparato e motivato, sembra pronto per questa esperienza.

    Serietà, basso profilo e concretezza è quello che gli ho detto ieri.

    PS. Comunque Vito, i migliori della festa erano i tuoi compari di Radio Press che ho immortalato saltellanti! Ahahah!

    • Francesco Gatto says:

      Ciao Vito, c’ero anche io in piazza ieri e concordo col fatto che a zio Peppe (Podda), così come io lo chiamavo perche ne ero, anzi ne sono il nipote, sarebbe piaciuta molto la serata di ieri.
      Avrebbe ritrovato il gusto vero della piazza di una volta, che , non esiste quasi più.
      Ti ringrazio per lo splendido articolo, che, inutile negarlo, mi ha commosso.

  54. QUANDO GIGGIRRIVA TORNERAAAAA’ UNA GRANDE FETSA CI SARAAAAAA’… era ironico Piero Marras, ma ieri sembrava profetico 😀

  55. “Quando Zedda farà degli sbagli glielo diremo!!” [cit. dal programma radiofonico condotto da Elio Turno Arthemalle e Vito Biolchini]

    • Soviet says:

      Beh, a sentirli su Radio Press e leggere Vito sul suo blog non credo proprio che sia necessario un memento a Elio e Vito…

  56. Simone D says:

    Hai scritto benissimo quello che c’è bisogno di scrivere in una giornata in cui tutti stiamo virtualmente girando una pagina scritta veramente male.

  57. Elio Turno Arthemalle says:

    Vengo da una famiglia di attivisti politici, eppure io non ho mai fatto campagna elettorale per nessuno. Ho sempre evitato con cura di salire sui palchi per sostenere questo o quel candidato, e mi sono sempre tenuto a debita distanza dagli artisti in fila per entrare alla corte di qualcuno che li proteggesse.
    E ‘ntza’, cosa ci facevo anch’io ieri lì sopra, mercoledì scorso con Vendola e tutte le altre volte che è stato necessario?
    Per tutte le ragioni che hai descritto sopra, Vito caro, e per una in più: mai come in questi ultimi mesi ho sentito la nostra città inserita in un processo di rinnovamento più ampio, mai come questa volta ho sentito il dovere di partecipare a questa generale “apertura di finestre” per far uscire un’aria che nel nostro paese stagna da decenni (vedi Gramellini su La Stampa: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1002&ID_sezione=56&sezione=).
    Avvertiamo tutti delle belle sensazioni: sforziamoci di farle durare e ricordiamoci delle intenzioni migliori quando si presenteranno i momenti difficili. Per adesso, auguri e forza Chiagliari.

  58. Ipazia says:

    Grazie Vito, con questo articolo mi hai emozionato!!!
    Grazie Massimo per aver creduto fino in fondo!!!

  59. antonio says:

    questo articolo mi piace!

  60. Fourthciucciu says:

    Che bello sapere, e toccare con mano, che non è vero che tutto è prestabilito, già scritto, inattaccabile.
    Un sistema di potere consolidato, palazzinari, sanità privata, massoneria, informazione al soldo dei poteri forti non hanno potuto impedire una sferzata di aria fresca e pulita.
    Giovani e meno giovani per una volta insieme a festeggiare la vittoria della Cagliari migliore.
    Un giorno che ricorderò, grazie a tutti i cagliaritani che hanno permesso tutto questo.

  61. MammaTigre says:

    Grande Vito!

  62. Felice Castelli says:

    mi piace. 🙂
    Vito, hai ragione da vendere:
    alla fine il coraggio ha pagato e si è fatta la storia di Cagliari! 🙂
    e d’ora in poi basta bugie:
    non ne sopporteremo mai più e peraltro i cagliaritani col loro voto hanno già mostrato di non aver creduto a tutte quelle raccontate e messe in giro dal centrodestra in questa campagna elettorale.
    ora tocca a noi!

  63. silvia says:

    Grazie, per essere stato lì. Grazie, per aver informato, come altri non hanno saputo e voluto fare.

  64. E che commento devo fare?
    Solo che da dietro non si vedeva nulla e ho solo sentito: “Sul palco ci sono Elio vestito da pinguino, Vito con lo scudetto….e un altro…..!”
    AMMACCHIAUSU!!!!
    Io mi sono sentito libero, felice, incredulo di andare in giro per la città a ridere, a dire cazzate,da abbracciare tutti, a urlare “Emilio dacci le chiavi”…mi sono sentito anche io SINDACO….come mi sono sentito CAMPIONE DEL MONDO nell’82 e nel 2006!
    E’ stata una cosa troppo bella, una cosa che ha unito tutti: dai giovani agli anziani, da quelli che c’erano a quelli che non sono riusciti a rimanere in questo mondo come Giovanni, il mitico Compagno-partigiano della Berlinguer, dai politici alla gente comune, da quelli organizzati nei partiti a quelli che man mano si sono uniti!
    Sono ORGOGLIOSO e STRAFELICE per esserci stato e per aver contribuito a far vincere Masssimo a cui ieri ho detto: “Auguri Compà: moh sono cazzi tuoi!”.

    IO, NOI, potremo raccontarlo! NOI!!!

  65. Grande Vito, bellissime parole!!!

  66. una città che si libera di 60 anni di un sistema assurdo ed anacronistico, non poteva che festeggiare così… ridendo e brindando con gioia!

  67. Marieclaire says:

    per me invece, che non sono giornalista, è proprio una questione di sinistra! la festa di ieri non la dimenticherò mai, questa finalmente è anche la mia città, ora, dopo che ci vivo da 18 anni. Ora può essere anche la mia Cagliari e non è faziosità, ma proprio voglia di un luogo che sia per tutti, finalmente una vera città viva e con dignità. la gioia degli abbracci e dei sorrisi, persino di qualche lacrima, è stata un’emozione che bisognava provare, non si può raccontare, in piazza bisognava esserci: prima in via puccini e per strada, poi in piazza del carmine. a salutare gli amici, o le persone mai viste, o quelli che conosci da sempre perché li hai visti sempre in mille manifestazioni. ora si governa e Cagliari sarà migliore! grazie a tutte e a tutti!

  68. Valentina Serra says:

    Bellissimo post, Vito. Ieri è stata una vittoria per tutti i ragazzi e le persone che finalmente hanno respirato una ventata di novità. Che questa giornata rimanga impressa a lungo, per sempre!

  69. Sembravi uno di quei talebani che vanno in giro con il ritratto di BinLaden… 🙂

  70. In lacrime ieri in piazza del Carmine. E commosso oggi per questo post. Complimenti Vito!

  71. Giovanni Fanni says:

    Bellissimo articolo Vito!

  72. gentarrubia says:

    c’è molta gente che non voleva più essere sola. eravamo in piazza perchè volevamo essere NOI, finalmente, anche a Cagliari, almeno per un giorno. poi dopodomani rinizieremo ad assediare noi stessi e (T)Zedda con i “se” e i “ma”.
    Oggi no. Oggi ci svegliamo con gli occhi gonfi di stanchezza, lacrime e felicità.
    Oggi godiamo. Oggi è il giorno dal “Vae Victis” e del ‘mammarua liberatorio.

    Ora tocca a chi ha energie nuove. Tocca a noi.

  73. Alessandro Valentini says:

    Grande articolo, caldo come un bicchiere di Nepente, fresco come il maestrale, limpido come il mare dell’Asinara, profumato come le bacche di ginepro, bello come è bella la gioia per un figlio appena nato.

  74. piriccocco mannaro says:

    Grande Vito, hai saputo dire quello che tutti abbiamo pensato.

    Io oggi non ho paura!

    ieri giravo con la bandiera italiana, augurando a tutti Buon 25 Aprile, e nessuno ha chiesto spiegazioni, nessuno ha ribattuto, era EVIDENTE a tutti.

    e adesso al lavoro, sappia zedda che saremo i suoi critici più severi, ma affettuosamente.

  75. Massimiliano says:

    Ieri è stata una serata, nottata memorabile! Non si era mai visto un “tifo” così per l’elezione di un sindaco. Grande Massimo ma direi… Grandi tutti! Ma proprio tutti!!!
    Da Nord a Sud un nuovo vento si muove… sì, è stata una liberazione…

    E ti ho visto lì con il poster del Mitico Cagliari e tutti abbiamo avuto la sensazione che era lo scenario, il richiamo giusto, perfetto… per questa incredibile, vivificante vittoria!

    Che energia! Speriamo che da questo si riparta verso orizzonti vasti e migliori. Per tutta la città! Per tutto il Paese!

    Massimiliano

  76. Anonimo says:

    Ieri è stata una serata, nottata memorabile! Non si era mai visto un “tifo” così per l’elezione di un sindaco. Grande Massimo ma direi… Grandi tutti! Ma proprio tutti!!!
    Da Nord a Sud un nuovo vento si muove… sì, è stata una liberazione…

    E ti ho visto lì con il poster del Mitico Cagliari e tutti abbiamo avuto la sensazione che era lo scenario, il richiamo giusto, perfetto… per questa incredibile, vivificante vittoria!

    Che energia! Speriamo che da questo si riparta verso orizzonti vasti e migliori. Per tutta la città! Per tutto il Paese!

    Massimiliano

  77. Banana says:

    no, ragazzi, quanto ho goduto ieri.. e la Sacra Sindone ci stava benissimo! Alè Casteddu!

  78. io dico solo. GRAZIE!
    Grazie a te Vito per come hai raccontato la città e i fatti dal giorno dell’apertura del tuo blog, e per come fai il tuo lavoro in maniera pulita e netta.
    Grazie a Massimo per la grande gioia che ci ha regalato, e per aver fatto modo che anche i giovani hanno fame di politica, che scendono in piazza cosi come sono scese in piazza tante famiglie!

    e infine un grazie a colui che abbia il merito morale di questa rivoluzione:
    FILIPPO PETRUCCI!

    Senza il suo gruppo che ha voluto fortemente le primarie probabilmente ora non saremo qui a festeggiare!

  79. Neo Anderthal says:

    Vito, mi sono commosso ieri, e mi commuovo leggendoti -sto rincoglionendo a rotta di collo-.
    Grazie per tutto, anche a te.

  80. alessandro says:

    Dagli scogli della Conca oggi arriva un sorriso verso Cagliari

  81. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    E’ stato un upperkut terrificante di dimensioni che nessuno si sarebbe mai potuto immaginare e voci incontrollate, persistenti e perfino fastidiose, che si rincorrono nel firmamento Cagliaritano e nell’infinito web sussurrano di numerosissimi casi di l’influenza da anatra pazza accompagnata, stimolata e aggravata dalla presenza di un venticello di ARIA FRESCA che si è abbattuto impetuoso in una anonima serata di fine Maggio.
    Rimane la quasi certezza che quel venticello mai si sarebbe levato con chiunque altro candidato avesse proposto il centro sinistra per il semplice fatto che al posto del venticello ci sarebbe stata giornata piatta e la regata non sarebbe potuta partire…. per mancanza di vento.
    L’impressione è che il Maggio Cagliaritano si sarebbe concluso, al massimo, con una “onorevole” salvezza ma mai con la conquista del secondo e bellissimo scudetto del Cagliari.
    Il punto sta tutto qui.
    Sembrerà strano ma a Cagliari, per battere la destra Cagliaritana serviva proprio… UNU PICCIOCCHEDDU.
    E allora noi ci adeguiamo, cambiamo autore, ma non ce la sentiamo di cambiare la melodia che rimane la stessa ma ci aggiungiamo gli applausi e allo stesso tempo gridiamo ancora una volta, forte e chiaro:

    AH! CHE BELL’ARIA FRESCA…
    Ch’addore ‘e malvarosa…
    E tu durmenno staje,
    ‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!

    ‘O SOLE, A POCO A POCO,
    PE’ STU CIARDINO SPONTA…
    ‘O VIENTO PASSA E VASA
    stu ricciulillo ‘nfronte!

    PS
    In piazza del Carmine ieri ho visto unu stontonau con la maglietta n.11 ma a GiggiRiva non d’asimbillada mancu de lagru.
    Cussu no segnada mancu chi si sposta su portieri!!!!

  82. Nicola says:

    In quel poster mostrato alla piazza c’è tutto quello che ci può essere.
    Dimostra, quella foto e la giornata di ieri, che niente è impossibile.
    E’ possibile che il Cagliari vinca lo scudetto, è possibile che la sinistra trionfi a Cagliari.
    Tutto è possibile ma nulla è frutto del caso.

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