
Visti i due cortei che ieri hanno attraversato Cagliari, qualche domanda sarebbe opportuno porsela. Senza retorica però, che la retorica non ci porta molto lontano. E dunque:
1 – Se la manifestazione di Blocco Studentesco è stata autorizzata, significa che non c’erano margini per negarne lo svolgimento: tutti sappiamo che, purtroppo, la legge Scelba e quella Mancino sono facilmente aggirabili. Tuttavia, questa ambiguità normativa meritava di essere esplorata. E dunque, quali interlocuzioni ci sono state tra il presidente dei Progressisti (partito che ha contestato lo svolgimento della manifestazione) e sindaco di Cagliari Massimo Zedda con il prefetto e la questora di Cagliari per capire se la manifestazione potesse essere impedita?
2 – Una volta autorizzata la manifestazione, perché la questura ha dato il via libera anche allo svolgimento di un corteo? Per motivi di sicurezza non sarebbe stato forse meglio autorizzare solo una manifestazione statica? Viste le poche decine di partecipanti, una piazza per i militanti di Blocco Studentesco sarebbe stata più che sufficiente. Oggi le forze dell’ordine affermano di avere evitato danni peggiori. Ma aver autorizzato un corteo non è stata forse una scelta poco opportuna che ha messo a rischio l’ordine pubblico?
3 – Una volta decisa la contromanifestazione antifascista, perché questa si è mossa per andare incontro al corteo di Blocco Studentesco? Palese che la manifestazione non fosse autorizzata, per quale motivo si sono create le condizioni perché le forze dell’ordine intervenissero in maniera decisa, con idranti e lacrimogeni? Per quanto tempo ancora si deve essere vittime della mistica dello scontro? Una manifestazione di piazza non avrebbe tolto nulla alla forza della protesta. Invece, cercando lo scontro (e trovandolo) si è dato modo all’opinione pubblica di giocare la carta degli “opposti estremismi”. La contromanifestazione antifascista non poteva essere gestita con maggiore maturità politica? E la domanda è rivolta alle associazioni e ai partiti che hanno preso parte al concentramento antifascista.
4 – L’uso di idranti e lacrimogeni contro il corteo antifascista non è stato forse eccessivo? L’impressione è che, come le altre parti in causa, anche le forze dell’ordine abbiamo voluto spettacolarizzare il loro intervento.
5 – L’ultima domanda (ironica, ma fino a un certo punto) è per i militanti di Blocco Studentesco. Cari ragazzi, ma chi ve lo fa fare? Ma perché militate in un partito come Casa Pound che non ha alcun seguito politico ed elettorale quando più facilmente potreste far parte di una formazione che, consentendovi di continuare a dire le stesse oscenità che dite oggi, sarebbe in grado di farvi diventare, sindaci, consiglieri regionali e perfino sottosegretari?
Ma non lo sapete che una ex iscritta a Forza Nuova, passata poi nelle file della Lega, qualche anno fa qui in Sardegna è diventata assessora regionale? E non lo sapete che il presidente della commissione Trasporti alla Camera di Fratelli d’Italia che oggi difende voi e attacca il sindaco Zedda, non tanti anni fa ogni 25 aprile in via Sonnino onorava i caduti di Salò, oltraggiando apertamente la Resistenza e la Costituzione? Fatevi furbi. Perché continuare a organizzare pagliacciate per poche persone?
Mettetevi tailleur o in giacca e cravatta: c’è una carriera politica che vi aspetta.




Sì lo sapevo
Tralasciando il significato (aberrante) della manifestazione del Blocco Studentesco e la sua autorizzazione in barba alla costituzione (antifascista) e alle leggi della repubblica: da cagliaritano quello che ferisce è la solita indolenza ,indifferenza e in gran parte il menefreghismo della società cittadina, per non parlare della politica sarda. Tutto bene insomma. La nostra ignavia sta normalizzando l’inimmaginabile, in questa e molte altre faccende.
Non so, non sono del tutto d’accordo. Oggi l’Unione Sarda riporta in cronaca il fatto che anche privati cittadini abbiano contestato Blocco Studentesco durante la loro manifestazione.
Caro Biolchini. Tutto giusto. Altrove ho scritto che il sindaco doveva agire più assertivamente, chiedendo una preventiva urgente convocazione del Comitato Provinciale per l’ordine pubblico.
Ritengo retorica la domanda finale. Questi gruppi sono la cantera, per la formazione di ministri , sottosegretari e persino Presidenti del senato. Ricordi l’incipit di “Sbatti il mostro in prima pagina” , di Marco Bellocchio?
Ottime domande (quinta inclusa). Occorre però capire se le risposte saranno adeguate. Qualcosa mi fa pensare che lato Questura/Prefettura prevarrà il silenzio. Lato amministrazione comunale, invece pure. Sulla contromanifestazione, come al solito, l’esca si è rivelata tanto efficace (come al solito, del resto) da giustificare l’intervento successivo.
Infine. Mi chiedo il senso di Piazza Ramelli. Perché non Piazza Giulio Regeni?
Fabio