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Altro che donne incinta! L’attacco di Zedda ai lavoratori del Lirico è solo l’ennesima dimostrazione che per la cultura a Cagliari non c’è proprio nessuna speranza…

 

In senso stretto, sulla questione del Teatro Lirico l’intervento di Massimo Zedda sabato al Mediterraneo non ha aggiunto né tolto nulla a ciò che già si sapeva. Secondo il sindaco (che della Fondazione è presidente) la nomina di Marcella Crivellenti alla carica di soprintendente è assolutamente valida. Non solo: per Zedda la vicenda è esemplare e dimostra come a Cagliari forze eterogenee si stiano coagulando contro quel processo di rinnovamento che la nuova giunta di centrosinistra incarnerebbe. Secondo il sindaco, non solo tutti quelli che dicono no alla Crivellenti si stanno schierando contro il cambiamento e auspicano un ritorno al passato, ma anche tutti quelli che sono contro di lui stanno usando strumentalmente questa nomina per attaccarlo. C’è chi fa il gioco degli avversari, ma ci sono anche avversari che approfittano della situazione. Così dice il sindaco.

Sotto questo aspetto, niente di nuovo. Ma l’intervento al Mediterraneo in realtà rivela politicamente ben altro.

Nella prima parte, Zedda sostanzialmente accusa i lavoratori e i sindacati di essere stati complici di quella cattiva gestione che ha fatto del Teatro di via Sant’Alenixedda un “centro di potere”. Per il sindaco, al Lirico si è assistito ad una

lunga storia costellata da frequenti agitazioni degli orchestrali e dei coristi che si dipana attorno ad un filo conduttore, e che filo, dato dal fatto che l’Ente Lirico è uno dei maggiori centri di potere in ambito locale e regionale per la valenza culturale, certo, ma soprattutto per le dimensioni della spesa, per la possibilità di assunzioni discrezionali, per gli incarichi e gli affidamenti stabiliti con disinvoltura, il tutto in un intreccio di favori fatti e ricambiati, di fettine distribuite all’insegna di
saper stare al mondo, insomma un equilibrio o per meglio dire una ragnatela, una tela del ragno vischiosa di interessi di uomini e di cose che, mentre non ha contribuito all’ulteriore qualificazione dell’Ente Lirico, ne ha appesantito i bilanci in un deficit complessivo di 25.000 di euro dove ci sono 7.000.000 di esposizione nei confronti di fornitori che rischiano il fallimento.

“Assunzioni discrezionali”, “una tela vischiosa di interessi”, “intreccio di favori fatti e ricambiati”, “affidamenti stabiliti con disinvoltura”, “fettine distribuite all’insegna di saper stare al mondo”. Tutto (in parte) vero se il sindaco si fosse riferito solo alla gestione politica dell’ente, che ha conosciuto soprintendenti e direttori amministrativi capaci di pagare agenti con milioni di euro dati in contanti e di bruciare documenti all’interno degli uffici di via Sant’Alenixedda. Invece no: Zedda ce l’ha proprio con i lavoratori del Lirico. Sono loro, secondo lui, ad aver non solo contribuito, ma soprattutto beneficiato del disastro, a cui oggi lui è costretto a mettere mano. I lavoratori del Lirico non hanno la coscienza pulita, e infatti Zedda li contrappone ad altri lavoratori, quelli buoni, quelli che protestano avendo un motivo per farlo:

Ebbene, la mia solidarietà va ai lavoratori di Energit, ai precari del comune, ai lavoratori dell’Alcoa, della Carbosulcis, dell’Eurallumina, di Porto Torres ed ai tanti che quotidianamente lottano e soffrono per il posto di lavoro.
E invece è quell’altro che dicevo, lo scenario in cui si colloca l’agitazione di alcuni, o più correttamente di pochi, e non tener conto dell’effettiva posta in gioco sarebbe cosa da ingenui o peggio.

Per Zedda, i lavoratori del Lirico non soffrono per niente e non hanno nessuna ragione di protestare, e se lo fanno è solo per mantenere i loro privilegi frutto della cattiva gestione che va avanti da anni. Per Zedda le vertenze simbolo della crisi sarda sono altre.

Il lungo e convinto applauso della platea dei militanti di Sel che ha suggellato questo attacco del sindaco, segna inequivocabilmente l’ulteriore distacco tra l’esperienza di questa giunta e il mondo della cultura a Cagliari.

***

Da sempre i lavoratori dello spettacolo e della cultura cercano di vedere riconosciuti i loro diritti e i loro doveri, così come tutti gli altri lavoratori, combattendo quell’assurdo pregiudizio secondo cui chi suona, chi canta, chi scrive, chi dipinge, chi danza e chi recita non fa un lavoro vero e proprio: no, non lo fa. I veri lavoratori sono altrove, nelle fabbriche, nelle miniere e negli uffici, ma non in un teatro.

Con questa scandalosa uscita, Zedda e i militanti di Sel rinforzano nell’opinione pubblica un pregiudizio che, da sinistra, dovrebbero invece contribuire ad estirpare. Perché, alla faccia dei privilegi denunciati, gli artisti assunti dal Lirico guadagnano stipendi normali a fronte di anni e anni di studio, e lavorano tutti i giorni, non due volte alla settimana come qualche assessore della giunta Zedda (mostrando tutta la sua inadeguatezza) ha avuto il coraggio di dire ad un attonito orchestrale…

Se in via Sant’Alenixedda ci sono state assunzioni clientelari, il sindaco avrebbe dovuto mettere sul banco degli imputati qualche consigliere di amministrazione che curiosamente nella seduta del primo ottobre aveva sostenuto la Crivellenti, nonostante il suo partito di appartenenza si fosse schierato contro…

Il contesto nel quale Zedda cala la protesta del Lirico è dunque strumentale. Il contesto nel quale arriva la decisione di nominare la Crivellenti soprintendente è invece un altro. Ed è quello che modestamente io per primo, e poi altri dopo, stiamo denunciando da tempo: la giunta Zedda non dà alla cultura quella rilevanza strategica che era stata promessa in campagna elettorale. Anzi, questa giunta di cultura non ne capisce proprio niente e la nomina della Crivellenti sta lì a dimostrarlo, ciliegina su una torta impastata e infornata in questi sedici mesi di centrosinistra alla guida della città.

Non c’è nessun complotto, nessuna esclusione di stampo sessista, nessuna volontà di tornare indietro alle pratiche del centrodestra. Basta ripercorrere gli atti dell’esecutivo e le perplessità di diversi osservatori per rendersene conto.

Posso citare qualche mio post, giusto per dimostrarvi che, per quanto mi riguarda, non ho certo aspettato la nomina della Crivellenti (arrivata lo scorso primo ottobre) per dire che la giunta Zedda non aveva ben inquadrato i problemi della cultura in città?

3 dicembre 2011: “Prepararsi all’impatto! Arriva la crisi e la Regione taglia brutalmente la cultura e lo spettacolo. E la Giunta Zedda che fa? Ascoltare non basta più”.

20 febbraio 2021: “Ma Zedda cosa sta facendo? Ecco il bilancio dei Servizi Tecnologici! Ma sulla Cultura Gianluca Floris avanza le prime critiche”.

3 marzo 2012: “Dalla fine del Teatro dell’Arco un monito per la Giunta Zedda: la politica dei bandi per gli spazi culturali rischia di provocare un disastro!

4 aprile 2012: “E questo sarebbe il “Piano per la cultura a Cagliari”? Senza l’indicazione di tempi e risorse? E senza nemmeno citare il Teatro Lirico e Monumenti Aperti?”.

9 maggio 2012: “Cultura a Cagliari, la crisi del Lirico lo dimostra: non è tempo né di bandi né di piani, ma di scelte politiche rapide e responsabili. Ma il sindaco Zedda lo ha capito?”.

23 giugno 2012: “Cultura a Cagliari: ma Zedda che idea si è fatto? Perché dopo un anno all’orizzonte si vede solo il deserto. Ne parliamo o continuiamo a far finta di niente?”.

1° luglio 2012: “Cultura a Cagliari: l’inutilità del nuovo Piano Comunale e la tragica continuità di Zedda con la Giunta Floris. E intanto un altro teatro chiude…”.

3 luglio 2012: “Teatro Lirico di Cagliari, ecco il tredicesimo candidato! Ma sulla vicenda sta calando un silenzio preoccupante (anche per i sindacati)”.

26 luglio 2012: “Marina Café Noir getta la spugna, quest’anno niente festival! Sbaglio o a Cagliari c’è un piccolo problema nel settore della cultura?”.

12 settembre 2012: “Ecco i soldi per la cultura a Cagliari! Ma dopo tante promesse, dalla Giunta Zedda arriva la solita elemosina: urge un cambiamento radicale!”.

13 settembre 2012: “Ci scrive Enrico Pau: La Cagliari sognata non corrisponde a quella reale. E le scelte di Zedda dividono la cultura dalla politica”.

20 settembre 2012: “La cultura a Cagliari è un fallimento targato Sel. Che in città replica gli errori di Progetto Sardegna nel 2004…”.

Altro “ostracismo preventivo”, altro che posizioni “viziate da razzismo o da pregiudizi di ordine politico, religioso o di genere”: questa amministrazione dimostra ogni giorno di più la sua impreparazione ad affrontare con competenza i temi della cultura, e i segnali sono chiari da mesi. E Sel, che a Cagliari si sta caricando la responsabilità di governare il settore, sta sbagliando tutte le scelte, una dopo l’altra.

Niente di grave, per carità. Di normali giunte di centrosinistra che trattano senza alcuna carica innovativa il tema della cultura è piena l’Italia, e anche la Sardegna non fa difetto. L’importante è dirsi la verità, serenamente. Con la sua uscita al Mediterraneo, Zedda ha confermato (per chi non l’avesse ancora capito) qual è il suo approccio alla cultura. Che non è però quello promesso in campagna elettorale. Poi sicuramente questa giunta saprà fare grandi cose in altri settori (non ne dubito), ma in quello della cultura proprio no. Perché mancano i “fondamentali”. E quindi la visione che emerge è quanto di più antiquato e retrogrado ci possa essere.

***

Ovviamente (e ci mancherebbe pure) c’è chi non la pensa come me. Riconosco a Gabriele Ainis di sintetizzare efficacemente le critiche che mi vengono rivolte soprattutto dai compagni di Sel. E cosa mi si imputa?

Lei e i suoi amici stiate commettendo un errore politico grave… Io esprimo il dubbio che molti di coloro che si ritengono intellettuali siano al contrario affetti da una forma grave di conflitto di interessi quindi inadatti ad una visione distaccata del problema.
Ciò che vorrei sottolineare, invece, è … il fatto che la sinistra stia amministrando la città non significa che la torta vada spartita con le stesse modalità precedenti ma a favore di nuovi commensali (ricordo che disse che ci volevo proprio io per farglielo dire: adesso lo dice anche Zedda).
Non è detto che lei intenda rivendicare la fetta di torta, ma è di sicuro ciò che appare ad un osservatore neutrale che veda la faccenda dall’esterno. Così come appare a coloro che stanno osservando le proteste surreali dei lavoratori del Lirico.

Quale che sia la mia “grave forma di conflitto di interessi” sulla vicenda del Lirico non capisco bene. Ma capisco bene le insinuazioni di chi afferma che io non potrei parlare di cultura perché… perché… Perché?

Nei lunghi anni di Delogu e Floris io mi sono opposto duramente (e pubblicamente) alle politiche culturali del centrodestra a Cagliari. E, coerentemente con i tempi, i miei avversari liquidavano le mie argomentazioni dicendo: “Biolchini è un comunista”. E oggi invece, perché non sarei credibile? Lo so io il perché. Perché alle critiche il potere reagisce sempre allo stesso modo: cioè male.

Che poi io sia poco credibile perché non ho una visione distaccata del problema è tutto da dimostrare. Perché se così fosse, dovrei trovarmi in splendida solitudine. E invece no. Le mie critiche coincidono perfettamente con quelle avanzate dal gruppo del Pd in consiglio comunale, dalla Cgil regionale, dalla Cisl, da tutti i lavoratori del teatro e dalla stragrande maggioranza degli operatori culturali cagliaritani.

Sulla vicenda del Lirico (che chissà adesso come si concluderà) Zedda può prendersi tutti gli applausi che vuole dai suoi militanti nel corso di un incontro elettorale, ma questo non sposterà di una virgola la questione: perché è il sindaco ad essere isolato, non i lavoratori. Altro che “conflitto di interessi” e donne incinta. E per un sindaco che doveva fare della partecipazione il punto forte della sua azione, l’isolamento è un peccato mortale. Ed è tremendamente sbagliato pensare che un provvedimento sia tanto più giusto quante più proteste genera. Così ragionava Berlusconi, così ragiona Monti per giustificare le sue assurde  politiche antisociali. Che anche un sindaco di Sel affermi di sentirsi nel giusto proprio perché la nomina della Crivellenti ha scatenato tutte queste polemiche, la cosa fa veramente cadere le braccia…

Quelle novità promesse in campagna elettorale non si sono viste e forse mai si vedranno. Nessun problema: la giunta Zedda esce dal novero delle giunte con un programma per la cultura innovativo ed entra in quello con programmi ordinari o mediocri, dove si vola basso e, quando serve, i piccoli giochi di potere e le convenienze di partito vengono giustificate in maniera acrobatica.

È bene dirsi la verità, ogni tanto.

 

 

223 Commenti

  1. Carlo Asili says:

    Se il faraone della Bibbia avesse subìto anche la piaga di Ainis, avrebbe lasciato andar via Mosè e i suoi molto prima.

  2. Anonimo says:

    questo blog e diventato da amico del sindaco Zedda ,ad nemico del sindaco, per colpa di alcuni personaggi dell’ente lirico, convinti e presuntuosi ,che per loro le regole del mondo del lavoro devono essere diverse !

    • Matteo says:

      Non credi che, se in un blog d’informazione ci siano sia pareri pro che contro Zedda sia perché non si ha il prosciutto sugli occhi e si analizza la situazione senza atteggiamento fideistico? O vorresti che Biolchini fosse un nuovo Emilio Fede? Vito cerca di dare la sua opinione e noi commentatori diamo la nostra, a volte non a prescindere altre a prescindere da chi è l’oggetto della stessa. Non si può dire che Zedda sta facendo una cosa sbagliata? Non si può nemmeno pensarlo? E, allo stesso modo, come giustamente fanno tanti, non lo si può osannare quando si ritiene che lo meriti? O uno deve essere per forza, in ogni suo atto, giudicato allo stesso modo sempre? Voglio capire, perché questo sistema di tifoserie non va affatto bene. Zedda è il sindaco e in quanto tale viene giudicato per quello che fa e che non fa e non in quanto Zedda. Quelli sono i commentatori dell’Unione e, sinceramente, è un’altra parrocchia.
      Ora, nel mio piccolo ho più che sostenuto Zedda per elezioni, durante le elezioni e nel 99% dei suoi atti da quando si è insediato (al netto del passato da superare e dei problemi incancreniti che la nostra città si trascinava da decenni), ma posso essere libero di criticarne un atto, un semplice ed unico atto senza essere tacciato di lesa maestà? Boooooh!?!?

    • sannai@alice.it says:

      Bravo anonimo. Hai sentenziato senza argomentazioni valide, tipico degli spara letame da “bimbominkia”. Noi stiamo motivando le nostre rimostranze da mesi cercando di far capire che non sono capricci da primedonne, ma ai qualunquisti come te non importa se siamo o meno valide le nostre ragioni.
      Lavoratore

      • Anonimo says:

        infatti siete delle primedonne,ma secondo te’ ti risulta che negli enti ospedalieri della sardegna i medici e gli infermieri abbiano preteso nominare chi gli amministra o ha nominare assessore la DE FRANCISCI, ti risulta questo ? perche’ stiamo parlando sempre di enti, altro che senza argomenti. ciao lavoratore

  3. Tafazzi says:

    La crivellenti non era stata nominata per pressioni politiche. Infatti stamane alle nove mi dicono, fonti del ministero ,che si cerca un grosso teatro di prosa dove installarla, visto il fallimento della mossa sovrintendente a Cagliari. E che le “spinte politiche” ad una sua “necessaria sistemazione ai livelli che le si addicono” sono assolutamente bipartizan (sinistra, centro, ex destra). Auguri

  4. Dopo aver letto tutti i commenti, articoli e quant’altro, restano due grossi quesiti irrisolti.

    Uno è quello di Ainis:

    “ma che diamine vogliono, davvero, le RSU (e gli autonominati Lavoratori del Lirico)?”
    Aggiungo io:
    perché la nomina e il CV della Crivellenti sono valutati così negativamente mentre quelli di precedenti Sovrintendenti no? e dire che loro avevano già fatto quasi fallire altre fondazioni quindi non c’era neanche il beneficio del dubbio, ma la reazione che è arrivata dal lirico è stata decisamente più sobria… non vi sembra una contraddizione?
    a parte la delusione per il non aver dato seguito alla manifestazione d’interesse (delusione che condivido appieno), la nomina della Crivellenti è avvenuta con le stesse modalità dei precedenti sovrintendenti secondo i pieni poteri del Presidente e del CDA, però ora questo non va più bene, perché?
    Perché scagliarsi con così tanta forza contro l’unico sindaco che negli ultimi anni ha fatto qualcosa per i dipendenti (“ce ne ricorderemo alle prossime elezioni”) quando senza di lui (e della regione) probabilmente ora ci sarebbe davvero una situazione simile a quella dell’alcoa? nel valutare il sindaco non sarebbe più intelligente mettere nel piatto della bilancia entrambe le cose (il successo del prestito e l’insuccesso della nomina) prima di sparare a zero? accusarlo di voler ammazzare il teatro (quello che ha salvato 3 mesi fa)?

    L’altro quesito è quello di Simplicius:

    “Ma in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe per il sindigo cedere ai poteri forti?”
    Aggiungo io:
    Perchè se il Sindigo è così sicuro della trasparenza e della correttezza di questa nomina, la Crivellenti oggi, dopo 25 giorni, non è stata ancora ufficializzata e non sta già lavorando al piano industriale?
    Cosa vede il Sindigo nella Crivellenti? da dove gli è arrivato il nome (se gli è arrivato) e quale è la posta in gioco per insistere su un nome così contestato?
    Considerando che Vendola manco sa chi sia la crivellienti, che la fantomatica ipotesi Oppi-Cappellacci si è rivelata una bufala (complimenti vivissimi al giornalista della Nuova, già tanto amato da altre sovrintendenze cittadine per sparate simili), non è che Zedda ha davvero scelto di testa sua (maledetta Sorite)? o c’è dietro il ministero (ultima delle ipotesi complottiste rimasta in piedi)?

    Per me il centro della discussione ruota attorno a queste due domande.

    Poi ci sono tanti altri aspetti collaterali nati da questa vicenda che meriterebbero una discussione a parte, ma voglio evitare polemiche e cercare di stare “su pezzo”.

    • Wolfgang Amadeus Mozart says:

      Signor Tato, la richiamo all’ordine. Lei e’ una persona intelligente, in buona fede e che cerca di farsi un’opinione con autonomia di giudizio, al di la’ delle tifoserie. Tuttavia la prego vivamente di non insinuare dubbi sulla buona fede dei lavoratori, sbaglia di grosso. Per il resto diciamo che il Compagno Sindaco a quanto risulta avrebbe voluto fare le cose in modo impeccabile, ma poi ha in qualche modo spintaneamente optato per la scelta Crivellenti. Forse Massimo Zedda non lo sa, ma ha modo per uscirne bene, se trova il coraggio di farlo Cagliari sara’ lieta di averlo sindaco a vita.

    • Matteo says:

      Purtroppo queste domande si rincorrono da ormai un paio di post, Simplicius, prima ironicamente adesso puntigliosamente continua a chiederlo a chi dovrebbe avere un prinicipio di risposta, ma niente. Però, davanti ad altri commenti, le risposte stranamente arrivano e anche abbastanza piccate. E ci si offende quando lo si fa notare. E ci si offende quando si critica. E ci si offende quando si cerca di capire meglio. E ci si offende quando si dice che Zedda, questa volta e non sempre, ha sbagliato. Insomma, forse è il caso di farcene una ragione e aspettare, magari arriverà anche la sorpresa che abbiamo fatto tanto rumore per nulla e la Crivellenti si dimostrerà il miglior sovraintendente possibile. Chissà. O meglio, lo spero vivamente.

    • A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar, da narrar
      venire con me, nel mio mondo fatato per sognar, per sognar… o Tato Tato, meravigliosa cosa è la giovinezza, che di stupore sobbalza l’anima quando gli occhi mirano il mondo…Eppure le risposte sono così banali e sotto ai nostri occhi che a volte si cercano là dove non ci sono e si trovano solo confuse ombre. La storia è più semplice di quel che possa sembrare a prima vista; senza tornare ai tempi di Nino Bonavolontà, si può dire che sino alla metà degli anni 90 l’Ente lirico era il tipico carrozzone clientelare dove politici di piccolo cabotaggio, soprattutto della DC e del PSI locali, piazzavano protetti, parenti e amici. Tutto era in funzione politica, presidente e CdA sempre in sintonia, i lavoratori eseguivano i compiti che la dirigenza assegnava e gli imboscati facevano carriera facendo finta di lavorare.Ricordate però che ciò avveniva in tutti gli enti e le istituzioni, pubbliche o no, influenzate dalla politica mercantile, e quante persone sono entrate senza meriti alla Regione, al Comune, alla Provincia, all’Arst, Al CTM, all’ERSAT eccetera eccetera perchè favorite dal sistema clientelare? Dopo la parentesi del commissario Spocci (93-95) inizia con Meli l’era del “Grande Teatro Internazionale”, e si sa ,quando si sale di livello crescono anche la fame e il parco macchine. Grandi produzioni, grande sperpero di denaro dei contribuenti, grandi arricchimenti personali. Poi Pietrantonio, e il buco, anzi la voragine, continua a crescere. Poi DiBenedetto, ed è storia a tutti nota. Come avveniva la nomina del sovrintendente? Era sempre una scelta concordata fra politici, anche di diverso schieramento ma contigui nel considerare la cosa pubblica un affare in cui mettere becco e gargarozzo. Nella forma, sempre ineccepibilmente corrette apparivano queste nomine, specialmente al quotidiano sardo. E i lavoratori? C’erano quelli che Francia o Spagna purchè se magna, e quelli che mettevano i bastoni tra le ruote, quasi sempre senza alcun risultato, se non vedere ferma al palo la loro carriera. Stesso discorso per i sindacati: qualcuno ha avuto vantaggi per i propri iscritti e qualcuno no. Ma siccome tutto cambia e spesso in peggio, quando i nodi vengono al pettine ci si accorge che il proprio posto di lavoro è in pericolo, e ci si mobilita contro lo sfascio, e questo comporta una crescita, una presa di coscienza che sotto il nome “non zittite l’arte” manifesta l’intenzione dei lavoratori di rompere con gli schemi del passato e di creare un nuovo rapporto con la politica che ha sempre deciso sulla loro testa, portando il teatro ad un passo dal precipizio. E si arriva alla convinzione che per cambiare e dare prospettive al loro lavoro bisogna assolutamente far diventare il teatro una casa di vetro. Di questa “rinascita ideale” si fa portavoce il candidato sindaco Zedda, che promette un immediato cambio di rotta e assicura etica, moralità e trasparenza nelle scelte che se verrà eletto sindaco si dovranno compiere. Questi sono i fatti. E’ ovvio che i lavoratori, acquisita coscienza, vogliano vedere rispettati i patti. E’ altrettanto ovvio che la politica quegli stessi patti, a giochi conclusi, li veda come pastoie. E tutto riprende le consuete strade: DiBenedetto rimane (bisogna aspettare che faccia un passo falso, diceva il sindaco) e quando ormai va via il suo portafoglio è più gonfio (circa 200.000 euro di liquidazione, e sarebbe bastato non fargli finire i 6 mesi di prova per risparmiare questo denaro pubblico); il consiglio regionale approva, per sola caparbietà del direttore pro-tempore Loi, il prestito che permette di pagare artisti e fornitori (nessun altro si appropri di questa conquista per favore); si deve trovare un nuovo sovrintendente in grado di prendersi sulle spalle il peso del teatro e con un piano industriale tale da affrontare i tempi, e si decide di farlo nel modo più trasparente possibile, prima con concorso internazionale e poi (bocciato questo dal sindaco) con una procedura di manifestazione d’interesse che permettesse di individuare tra i tanti candidati quello più adatto al ruolo. I lavoratori, consapevoli di essere diventati nei rapporti interni al teatro voce e coscienza di una nouvelle vague, attendono che il sindaco agisca secondo i modi promessi. Al contrario, solo ordinaria amministrazione, tempo che fugge, speranze che soffrono. Fino ad arrivare al colpo di mano della nomina per “intuitu personae” con tutta l’opacità che la contraddistingue. E poi il pesantissimo attacco ai lavoratori davanti alla platea dei suoi sostenitori. Ma vi sembra tutto normale? O non vi è alla base di tutto ciò una serie di pregiudizi, o peggio ancora un maldestro tentativo di scoraggiare l’antipolitica con una prova di forza della “politica” che pretende i suoi spazi e le sue vittime?

    • pinupretzisu says:

      1) le RSU vogliono che si scelga tra le buste arrivate per tempo, ed è comprensibile: si attaccano alla forma sapendo di non aver diritto di parola sulla sostanza. E’ tuttavia una scelta azzardata, vedi sotto.

      2) Ma siete davvero sicuri che il sindaco non abbia visto i curriculum?
      Le buste sono come il vaso di pandora: dentro c’è il caos e la confusione. Spacciato il candidato del sindaco, chiunque può vincere, visto che non ci sono criteri predeterminati per la selezione (e questo credo sia pacifico).
      E visto che non sappiamo i nomi di tutti i candidati, se tra quelle buste ci fosse il curriculum di Alì Babà, e per i giri della ruota fosse scelto proprio quello…. amen.

      A quel punto le RSU non avranno fiato per lamentarsi ancora, visto che dietro l’angolo ci sarà pronta la risposta “…ma come, vi siete lamentati, abbiamo fatto quello che avete chiesto e ora vi lamentate ancora? quindi c’è qualcosa sotto !”
      E gli abbonati non ci crederebbero più.
      E i politici simpatizzanti sparirebbero.
      E i lavoratori sarebbero più soli che mai.

      Ecco perché secondo me il sindaco tiene duro, e credo sia quello che sovjet ha intuito e invece i lavoratori del lirico continuano a non capire.

      • Matteo says:

        No, scusami, ma una cosa inesatta l’hai scritta. Non ci sarebbero criteri predeterminati per la selezione? Scusa, ma l’articolo della statuto che viene (a mio modo di vedere giustamente) utilizzato per contestare la nomina della Crivellenti non lo hai mai visto citato in questo blog? Allora ho ragione quando sostengo che si continua a deviare dal punto centrale del problema..Scusami, se fosse come dici tu, come si potrebbe contestare il cv della Crivellenti perché non idoneo sulla base dello statuto? Allora sarebbe davvero lecito anche Alì Babà. E poi, ultimo, ma non ultimo, mi spieghi come fai a sostenere che il Cda potrebbe scegliere uno dei cv, anche quello di Alì Babà, per buona pace dei lavoratori? Ma all’interno di certe scelte, non dovrebbero essere stilati verbali ufficiali? O facciamo tutto alla carlona? Non c’è polemica, cerco di capire la base del tuo ragionamento.

        • pinupretzisu says:

          quelli dello statuto sono criteri minimi, non criteri di selezione (che infatti non è mai stata fatta in passato, pur essendo identico lo statuto)

        • Matteo says:

          Quindi non sono stati rispettati i criteri minimi, o sbaglio? O abbiamo un diverso modo d’intendere il significato di criterio minimo?

      • Se Alì Baba fosse scelto con trasparenza non ci sarebbe nulla da dire: E’ questo il problema che proprio non riuscite a capire!!! E’ la trasparenza, e non il sovrintendente, il motivo della contrapposizione. Ma forse non lo capirete mai, sono cose che infastidiscono quando si è abituati a “fare la politica” senza la politeia.

        • alberto says:

          tra i cv arrivati da quanto dice Odabella (ridicolmente, perchè ne sono arrivati 45 e non 30, di cui lei ne sapeva 12…penosa..anzi penosi) ci sono anche quelli di Meli e Tutino..vi va bene uno di questi due nomi?

        • Matteo says:

          No, mi va bene il migliore fra gli altri 43 e non è la Crivellenti, almeno così sembra evidente (anche dal suo mancato insediamento, almeno attualmente). Dai, andiamo avanti sul ”volete quelli di prima?” come risposta, così sì che si va avanti sì sì

      • Wolfgang Amadeus Mozart says:

        Signor Pinupretzisu, scegliere il Sovrintendente di una Fondazione Lirico-Sinfonica non è come scegliere il direttivo di una bocciofila. Forse, se in occasione delle riunioni a cui, mi dicono, spesso partecipa facendo scena muta e stando sempre attaccato all’Iphone, ascoltasse ogni tanto quello che persone ben più prudenti e preparate di Lei argomentano con saggezza, comprenderebbe che più pesanti sono gli interessi in gioco, più la forma diventa sostanza. Finché si leggono le sciocchezze di “Gabriele Ainis” “calcolato” (meno elegantemente dovrei dire “cagato”) in questa sede solo dal signor Sovjetskij Soyuz, si può anche essere presi sul serio nello sparare solenni fesserie (meno elegantemente dovrei dire “cazzate”), ma ci sono raffinati intellettuali a cui queste giustificazioni non bastano, specie non lontano dal viale Trieste.

  5. Luca S. says:

    Caro Sovjet, é proprio per tutto quello che ha scritto il maestro Faelli che avresti dovuto convincerti del contrario.
    Ed é proprio per tutto quel che hai scritto tu che la nomina della Crivellenti appare fuori luogo, dato che per saper sovrintendere bisognerebbe essere competenti in materia e, in questo caso, di competenza ce n’é ben poca. E, soprattutto, mai come in questo caso il tempo non é galantuomo, ma maledettamente tiranno.
    Il teatro non é (più) nelle condizioni di potersi permettere di far fare apprendistato a chicchessia, a qualunque livello! E se ciò fosse successo in passato, col bene placito di cda o sindacati o lobby di tecnici, amministrativi, orchestrali, magari per dare una possibilità di lavoro in più ai precari, magari su pressioni degli stessi sovrintendenti, o per motivi che possono essere i più svariati, (né più né meno di quel che succede con gli operai delle fabbriche o dei call center dove il potere politico la fa da padrone in maniera più subdola e “convincente”), ciò non significa che gli stessi non si siano resi conto degli errori del passato e stiano invitando anche gli altri a fare altrettanto.

  6. È estremamente divertente osservare tutte queste discussioni sul nulla. Perché né i tifosi del sindaco (eroico Sovjet), né i poveri dipendenti del Lirico (eroici anche loro) hanno capito assolutamente nulla di quello che sta succedendo sotto i loro occhi. Eppure gli elementi ci sarebbero tutti, basterebbe leggerli su quello che è uscito sull’unico giornale che ne parla. Particolarmente divertente l’intervento, serio e avulso, del Maestro Faelli, perché ha scatenato un putiferio e una serie di stupidaggini inverosimili meravigliose. Aspettate sviluppi, prima di commentare.

  7. Sovjet says:

    Chiedo scusa.
    Chiedo scusa a Massimo Zedda perché nei miei interventi ho sempre scritto che c’è stato un cortocircuito: ad una nomina un po’ avventata è corrisposta una teoria di errori che hanno portato fino al cul de sac attuale. Ho utilizzato termini come “festival delle cazzate” o “Fiera dell’Est delle cazzate” (in virtù del crescendo di errori a partire da quello del sindaco).
    Dopo estenuanti dibattiti, dialettica vivace e qualche insulto, grazie anche all’autorevole intervento del Maestro Marco Faelli, Maestro del Coro del Teatro Lirico di Cagliari e Direttore artistico pro-tempore, mi sono invece convinto che Massimo Zedda ha avuto ragione a proporre la nomina della signora Crivellenti e il CdA ad approvarla.
    Rispetto al fatto che ancora non sia stato perfezionato il suo contratto spero si faccia luce il prima possibile.
    Quali sono le mie ragioni?
    Intanto vediamo il contesto. Il Teatro versava in una situazione gravissima, con un buco di bilancio enorme. La situazione è stata salvata in extremis dall’intervento congiunto di Comune, Regione e Governo, col prestito da parte della Regione di 10 milioni di euro a tasso zero (mi pare, ma accetto correzioni). Cosa che fa scrivere a Gianluca Floris, tenore lirico e conoscitore delle cose del Teatro sul suo blog “Costruire su macerie” un post dal titolo “Il Lirico di Cagliari dal fallimento alla rinascita. Un successo di tutti: lavoratori, Zedda, Milia e Consiglio Regionale.” (http://costruiresumacerie.org/2012/07/14/il-lirico-di-cagliari-dal-fallimento-alla-rinascita-un-successo-di-tutti-lavoratori-zedda-milia-e-consiglio-regionale/)
    Ma come si è potuto creare questo buco? Il CdA, parte del quale è lo stesso di quanto il buco si è creato, ha compiti statutari precisi. Oltre a nominare e revocare il sovrintendente a maggioranza assoluta, ha funzioni importantissime riguardo al bilancio: approva il bilancio d’esercizio, approva su proposta del sovrintendente i programmi artistici (sempre con un occhio al bilancio attuale, a quelli passati e a quelli futuri), stabilisce gli indirizzi di gestione economica e finanziaria ecc. Insomma, non sarebbe possibile alcun buco di bilancio senza la fattiva collaborazione o omissione da parte del CdA. Le scelte da Meli a Di Benedetto hanno avuto tutte il beneplacito del CdA determinando quelle voci di Radio Teatro riportate da Vito, che ho già citato ma reputo utile riportare:
    “Radio Teatro Lirico parla di amanti di politici assunte, sindacalisti in carriera, sprechi assurdi avallati da un CdA incompetente. I politici invece denunciano le pressioni dei sindacati e le loro proteste ad orologeria, placate solo da promozioni e prebende.
    Tutte voci, per carità. Ma non è un’invenzione che Angelo Vargiu sia direttore commerciale e del marketing del Teatro Lirico. Vargiu è stato per anni segretario territoriale della Cisl, poi assessore ai servizi sociali del Comune di Cagliari, poi ancora a capo della fantomatica agenzia di sviluppo comunale Ask, per poi essere parcheggiato a spese nostre a ricoprire un ruolo per il quale non credo abbia le competenze giuste.”
    Ma per avere una simpatica descrizione del CdA rimando al post completo:
    (http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/12/08/il-capolavoro-del-sindaco-floris-il-teatro-lirico-di-cagliari-e-allo-sbando-e-senza-vertici-intanto-il-direttore-amministrativo-distrugge-documenti/)
    Quindi un enorme buco di bilancio e la necessità di questi tempi di essere particolarmente rigorosi nella gestione dei vincoli economici. Anche perché tutto si potrà dire del Governo tecnico di Monti, tranne che non sia particolarmente occhiuto per le spese.
    Cosa è cambiato dal Lirico del buco lì lì per fallire (con stipendi a rischio, mi pare di ricordare) da quello attuale, che una certa serenità sui conti ce l’ha? Niente. O meglio, bel frattempo a Cagliari si sono svolte le elezioni amministrative e c’è un nuovo sindaco, Massimo Zedda.
    I debiti sono stati fatti con sovrintendenti titolati, quelli per intenderci che il comma 2 dell’articolo 9 dello Statuto della Fondazione neppure lo vedono: infatti, “il sovrintendente deve essere scelto tra le persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore dell’organizzazione musicale e della gestione di enti consimili”.
    Cosa serve quindi oggi per evitare di ricadere negli errori passati? Un genio della musica? No. Ce lo dice, con la chiarezza chi conosce a fondo mestiere e organizzazione, il Maestro Marco Faelli, Maestro del Coro e incaricato da Massimo Zedda in qualità di presidente del CdA, di svolgere la funzione di Direttore artistico pro-tempore (e, diciamocelo pure, “salvatore” della stagione lirico-musicale):
    “Inoltre: non è vero che “regola vuole” che il sovrintendente scelga cast, programmi, ecc.: questo compete al Direttore Artistico, il Sovrintendente “sovrintende” solamente, a questa come ad altre decisioni; cioè controlla. Non è neppure vero che “regola vuole” che il sovrintendente si scelga tutto lo staff: in molti teatri vi sono ruoli apicali stabili (ad esempio, proprio il direttore di produzione, guarda caso, è stabile in vari teatri)”.
    Al Teatro serve quindi un sovrintendente “che sovrintende … cioè controlla” e non solo deve controllare, ma deve avere anche (e direi soprattutto) la fiducia del Presidente, che vuole evitare come il fuoco qualsiasi rischio di spreco (cifra della sua amministrazione).
    Come fare? Con l’indizione di un bando per manifestazione di interesse, assolutamente non vincolante – come si evince dalla lettura del bando stesso, per chi sa leggere – che ha semplice funzione di mappatura dei possibili candidati. Che però non li esaurisce. Tant’è che il CdA ha deciso di ammettere anche altri curricula arrivati fuori termini (e qualche segnalazione pare sia pure arrivata).
    Perché Marcella Crivellenti ha la fiducia del Sindaco? Io non lo so. Lui però la reputa perfettamente in grado di “sovrintendere”, cioè di controllare. Non ha i requisiti per controllare? Io mi fido del Sindaco, che per altro su questa nomina si è gioca la reputazione e ha innescato, lui, noto per la sua prudenza, un conflitto fortissimo con le RSU, con parte del mondo culturale cittadino, anche se uno dei più esperti, Gianluca Floris, sul tema non ha reputato opportuno esprimersi. Oltre, naturalmente che con una parte del maggior partito di maggioranza. Partito all’interno del quale c’è ancora qualcuno che non si rassegna alla perdita di Meli (http://m.youtube.com/?reason=8&rdm=2852#/watch?v=euE43GnFtwE&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DeuE43GnFtwE&gl=IT).
    Inoltre, il Cda può revocare il mandato al Sovrintendente nel caso lo reputi inadeguato.
    Per il resto, che le risorse siano destinate a ridursi, a tutti i livelli, è cosa certa: l’amministrazione comunale ha visto ridotti i suoi trasferimenti di 40 milioni di euro e non c’è dubbio che Regione e Stato ridurranno al Lirico i finanziamenti nel futuro. È necessario quindi, sia pur mantenendo come “core” l’attività lirico-sinfonica, aprirsi al nuovo e integrare le entrate con i privati. Che lo si voglia o no.
    Inoltre, c’è un problema di pubblica opinione, che i tempi di crisi diventa sempre poco attenta i bisogni della cultura ed è pronta a vedere privilegi ovunque (per esempio lo scambiare, come sta succedendo, i costi della democrazia con quelli della politica sta promuovendo un neoautoritarismo neppure troppo strisciante).
    Quindi, ringrazio tutti perché sono arrivato alla mia posizione definitiva grazie al dibattito che c’è stato dentro questo blog, grazie a Massimo Zedda per il suo impegno nel salvare il Teatro e la Fondazione e grazie al Maestro Faelli per aver salvato la stagione, aver dimostrato che si può lavorare con dedizione e per avermi fatto capire meglio a situazione.
    Naturalmente, per quanto mi riguarda, reputo inutile qualsiasi ulteriore commento. Il tempo, come si dice., è galantuomo. Vedremo chi l’azzeccherà.
    Finiamo con l’intervento del sindaco alla manifestazione con Vendola, riportato da Vito in questo post. I punti critici sono la solidarietà data ai lavoratori dell’industria che hanno perso o stanno per perdere il lavoro e la citazione del film “Prova d’orchestra” di Fellini.
    La prima mi sembra doverosa, prescindere che qualcuno la trovi “vetero-sindacalismo e un vetero-operaismo insostenibili”, questi stanno perdendo il lavoro con pochissime speranze, non mi pare che i lavoratori del Lirico rischino lo stesso destino immediato.
    “Prova d’orchestra” è un film metafora che può essere letto a più livelli. Uno è che indietro non si torna, inutile cullarsi in quel che fu.

    • Simplicius says:

      Ma in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe per il sindigo cedere ai poteri forti?

    • Anonimo says:

      O Sovjet, fa un riassunto di tutte le cose che ha postato fino ad ora e poi dice che ha capito la verità dalle parole di Faelli. Ma si può essere più schierati? Suvvia, siamo persone serie, non ci prenda in giro.

    • Vargiu non è più direttore marketing dal 2011

    • Anonimo says:

      Gentile Sovjet, la Signora non ha titoli. Si deve arrendere. E la nomina non viene ratificata per questo motivo. C’è un limite alla discrezionalità delle scelte ed è stato superato tecnicamente e politicamente. Un po’ come nel caso di Lorefice. Non siamo in un feudo, anche se in qualche momento sembrerebbe proprio che sia così. Il Sindaco non è stato battuto dalle astuzie di altri, dalla lettera del Presidente della Regione o dai consiglieri del Cda, ma da se stesso, nel senso che è insostenibile la sua posizione. Buona giornata.

    • Wolfgang Amadeus Mozart says:

      Toh il signor Sovietskij Soyuz si umilia con l’antico rito staliniano dell’autocritica. Ci dica la verita’ o eroico militante, sul seguente articolo di prova da intendersi preceduto dall’espressione “vero che”: ha fatto un cazziatone al Compagno Sindaco ed e’ stato richiamato all’ordine dal vero Capo Supremo di entrambi. Oppure piu’ semplicemente si sta esercitando per scrivere un libro a quattro mani col bel tomo che si occulta dietro lo pseudonimo “Gabriele Ainis”. Chissa’ se e’ vero che, come si dice negli ambienti degli agenti librari, tale libro sara’ presto in vendita a Piazza Repubblica Libri.

    • Anonimo says:

      Ammirevole argomentazione la sua, gentile Sovjet. Lei dice che siccome i buchi di bilancio sono stati prodotti da sovrintendenti titolati allora dobbiamo puntare su un sovrintendente senza titoli. Ottima idea che splende e abbaglia.

    • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

      Sei male informato, Sovjet…
      L’unica cosa giusta che hai detto è che bisogna esser grati al maestro Faelli e noi tutti lavoratori gli siamo davvero riconoscenti.
      Zedda non può fare esperimenti per i quali lui non corre rischi, se non la figuraccia politica..
      E non può neppure fare demagogia spicciola, strappando gli applausi di quattro gatti, ponendo i lavoratori del Lirico in una serie B e altri (ai quali va tutta la nostra solidarietà, come essi stessi sanno) in una serie A.
      E’ vero che noi lavoratori del Lirico, per adesso, non sono nelle stesse condizioni di quelli di Alcoa, Carbosulcis ecc., ma non per questo dobbiamo essere colpevolizzati e criticati!
      Come è assolutamente a diri poco scorretto identificarci come coloro il quali favoriscono assunzioni clientelari e alimentano tutto quel sottobosco sordido, quella tele di ragno di cui parla il sindaco! Dimentica che questo è “compito” della politica, e una nomina tirata fuori come un coniglio dal cilindro, senza nessun confronto con altri curricula (dei quali tanti sicuramente migliori di quello scelto) non mostra certo un cambiamento di rotta rispetto al vecchio sistema.
      Su questo penso che non si possa obiettare a meno di non essere spudoratamente di parte e negare l’evidenza della realtà dei fatti.
      Sei male informato, Sovjet, anche sul ruolo del direttore artistico: la vecchia figura del direttore artistico non esiste più. Il direttore artistico è una consulenza della quale si avvale, se vuole, il sovrintendente al quale spetta l’eventuale nomina. Il sovrintendente ha facoltà di scegliere se avvalersi di tale consulenza, e in questo modo puoi capire da solo che ogni sovrintendente non potrà non scegliere un consulente che non abbia le sue stesse vedute, per così dire…
      Il maestro Faelli fa eccezione, ovviamente, perchè nel momento in cui è stato necessario avere una guida alla direzione egli si è trovato ad essere la più alta personalità artistica presente in quel momento in teatro e pro tempore, nonchè gratis et amore dei, ha accettato, per fortuna di tutti, di prendersi questo grosso onere.
      Ma una volta che ci sarà il nuovo sovrintendente, chiunque esso sia, si sceglierà (forse!) un consulente artistico e qui vedremo cosa succederà… Nel caso della Crivellenti, circolava già un nome, ma sono solo ipotesi e congetture, che se fosse stato quello… lasciamo perdere.
      Tutto questo è da imputare anche alla veltronata della trasformazione degli enti lirici in fondazioni, una delle tante veltronate ovvero idee buttate lì a casaccio e mai sviluppate totalmente, lasciate morire non appena partorite…
      Con le fondazioni si è creato un ibrido pauroso: non abbastanza privato e non abbastanza pubblico, ma abbastanza privato perchè lo stato se ne freghi e abbastanza pubblico perchè se ne freghi anche il privato.
      Si voleva aprire agli sponsor, ai privati, ma senza l’incentivo della defiscalizzazione non si sa perchè i privati dovrebbero mettere soldi di tasca loro mentre lo stato ha pensato bene di scaricarsi una parte del “grave onere” tagliando i fondi del FUS, ridotto a poche briciole. Inoltre lo stato non interviene più, come faceva uan volta, nel caso in cui i conti non fossero a posto cacciando via i sovrintendenti incapaci e mettendo al loro posto un commissario.

  8. Anonimo says:

    Che il Lirico, come ricorda il nostro Sindaco, sia un crocevia di interessi non mi pare una scoperta. E’ così in tutti i teatri del mondo. Solo che alcuni sono bene amministrati e qualcuno, come il nostro, non lo è. Non certo per colpa dell’ottimo Maestro Faelli. Ed è vero che il sottobosco fitto del Lirico è orribile come molti altri sottoboschi.
    Però è altrettanto indiscutibile che esista una retorica insopportabile sugli operai delle industrie in disfacimento legata a un vetero-sindacalismo e a un vetero-operaismo insostenibili. Il Sindaco ha inneggiato come in un comizio anni Cinquanta agli stessi operai che poco prima avevano contestato lui e Vendola e ai quali il Presidente pugliese che dev’essere un dispettoso – aveva gridato che erano loro, gli operai, ad aver creduto alle favole di Berlusconi. Altro che elogio degli operai. Salvo poi richiamarli a sproposito in un discorso greve e tenebroso sul Teatro e su chi ci lavora.
    Oltretutto è profondamente scorretto assimilare la crisi dell’industria in Sardegna con quella del Teatro. In tutt’e due i casi, però, sindacalismo e operaismo vetusti hanno prodotto un danno.
    L’obiettivo del risanamento economico e artistico del lirico è ambizioso e condivisibile. Su questa urgenza, su vari punti e sul sottobosco ha ragione il nostro Sindaco il quale, però, ha torto su un punto specifico e fondamentale. Ha torto sulla scelta del nuovo Sovrintendente.
    E’ proprio l’attuale condizione di decadenza che richiederebbe un amministratore frugale, ma sopratutto di riconosciute capacità. E non pare questo il caso della Signora Crivellenti, della cui simpatia, frugalità e intelligenza non dubitiamo.
    E’ la sua mancanza di titoli a renderla non idonea e perfino “pericolosa” se la sua nomina fosse ratificata. Per una malattia grave occorrono medici esperti. E non può passare il principio: “lasciamolo lavorare, se poi il malato crepa, pazienza”. D’altronde, se questa nomina fosse di cristallo, come sostiene il nostro Sindaco, il Sovrintendente sarebbe già alacremente al lavoro. Invece, come da tradizione, tutto è immobile.
    Ma ancora più inquietante della nomina è il tono e la sostanza delle espressioni utilizzate dal Sindaco a proposito dei dipendenti del lirico e dell’orchestra.
    Non sono dichiarazioni da Sindaco. Non sono neppure dichiarazioni. Sono manifestazioni umorali. E per di più, questo è forse l’aspetto più grave, rappresentano l’esatto opposto di quello che aveva declamato in campagna elettorale.
    C’è qualcosa di sinistro, nel senso di cupo, in questo quotidiano operare in senso opposto alle promesse fatte e, addirittura, mostrare un’aggressività proveniente dai recessi più riprovevoli dell’attività politica.
    La posizione assunta sulla questione del Lirico è in linea con altre posizioni contraddittorie – qualcuno lo ha segnalato in questo blog – assunte da questa Giunta e dal suo Sindaco in tema di urbanistica.
    Quest’ultimo è il vero terreno di scontro e purtroppo si può prevedere che la Cagliari che vorrei cantata dal Sindaco prima delle elezioni, diventerà un’altra cosa.
    Capiterà di discutere d’urbanistica a breve, appena la nomina della Signora Crivellenti, alla quale auguriamo comunque buona fortuna perché sull’ara sacrificale bisogna darsi coraggio, verrà annullata.
    Ha detto giustamente il Sindaco che “per fare una buona frittata bisogna rompere le uova”. Anche lui ha intuito di averla fatta la frittata. E non sembra buona.

    • Anonimo says:

      Il Maestro Faelli sarebbe, forse, non ho le sicurezza del sindaco, un Sovrintendente che rispetta la decenza. Con il pregio, oltretutto, del silenzio.

    • Fine della stima nei confronti di Sovjet, pusillanime burocrate della politica di basso cabotaggio. Vergogna, vergogna vergogna. Sordo e distratto, fintamente interessato alle ragioni degli altri ma furbescamente aggrappato alle piccole cose di nesuna importanza. Questo mi fa incazzare, che si sia potuto scambiare per un maitre a penser un così banale lettore della storia, con così incredibllmente banali e vuote analisi. Ma non siamo scemi, tu questo lo pensavi dall’inizio, ed hai aspettato una stampella per dichiararti come quello che sei. che poi è quello che pensi. Anche se continuo a pensare che lo fai turandoti il naso, sapendo nel fondo dell’animo tuo che stai servendo una causa sbagliata ma necessaria al tuo partito. E’ un errore storico e culturale, antropologicamente ascritto al senso di vuoto che corrisponde alla distribuzione a mani prenasa di slogan e dichiarazioni di pragmatismo. A gente come te va bene il modello Togliatti, sicuramente non hai mai sofferto per gli altri, se non forse a livello intellettuale, nella tua tiepida casa. Sei mai stato, come me, in galera per le tue idee? Hai messo a rischio la tua stessa vista? hai per caso visto morire a un metro da te Saverio Saltarelli, spirato fra le mie braccia? O sei dovuto andare a studiare fuori perchè qui eri “bruciato” e non avevi una famiglia che ti tenesse al cado, degli affetti e del benessere economico? Quanto mi dispiace dovermi così crudelmente disilludermi nei tuoi confronti, ma se quello che affermi è vero e non un calcolo politico (spregevole comunque) ti meriti la mia riprovazione (disprezzo sarebbe troppo e lo lascio ad avversari più tosti). Da compagno a compagno.

  9. .. Vito, perché diamine non gli hai risposto?? Mò so ca**i tua…
    http://gabrieleainis.wordpress.com/2012/10/24/tafazzi-nuovo-soprintendente-al-lirico/

    • Matteo says:

      Smettetela di dare importanza ad Ainis, per favore. Vuole solo visibilità e, tra l’altro, ultimamente si ritiene anche un Bukowski intellettuale. Basta linkarlo ogni piè sospinto, per favore.

      • Barbara says:

        Quoto Matteo.

        • Alberto Loi, artista del coro del Teatro Lirico di Cagliari says:

          Quoto Barbara che quota Matteo.

      • Sovjet says:

        Scusa Matteo, “smettela chi”? Se questo è diventato il blog dove tutti sono contro Massimo Zedda e non si può più linkare Ainis perché dice cose diverse da quelle che pensi tu, siamo veramente messi male.
        Per quale ragione non si dovrebbe linkarlo, perché tu pensi che dica cazzate?
        Ma ti rendi conto?

        • Scusa sovjet, ma con questo intervento crei forti dubbi sulla tua onestà intellettuale: Ainis, a prescindere da quello che dice, si presenta con una violenza che in questo blog non ha pari. Tratta gli interlocutori dall’alto in basso, li apostrofa con una virulenza addirittura classista, trattando tutti da inferiori e incapaci di comprendere i suoi alti ragionamenti, ignoranti, poco istruiti e appartenti al vil ceto degli storici perdenti. In un modo talmente pregno di strisciante razzismo da lasciare sconcertati. Scegliersi i compagni di strada per mero calcolo politico è indice di settarismo, di giudicare le alleanze nel segno di Molotov e non certo di don Lorenzo Milani. Ainis è libero di dire quello che vuole, ma noi siamo liberi di ignorarlo, ne va della nostra salute mentale e della nostra autostima. Poi, cambiando argomento, se tu hai cambiato idea sulla Crivellenti basandoti su quanto scritto da Faelli, permettimi di giudicarti una di quelle contraddizioni in seno al popolo che rendono ancora più faticoso essere inflessibilmente severi nel giudicare i politici e la politica, anche quelli a noi più vicini. Senza nessuna acrimonia, ma con un bel pò di delusione. E” difficile essere intelligenti ma allo stesso tempo sentirsi costretti ad un’appartenenza. Forse è un residuato della cultura cattolica, ma io preferisco chi (come me) non battezza i figli a quanti fanno fuoco e fiamme per il sindaco amico ma magari il consenso sociale se lo coltivano e come.

        • Matteo says:

          Sovjet, scusa, ma con tutto il buon cuore io sto cercando di trovare un punto d’incontro fra le mie e le tue opinioni. Detto questo, io NON ho mai detto che Ainis dice cazzate (prova a trovare quando l’avrei scritto, ti shhhfidoooo), ho semplicemente detto che è uno che ha bisogno di visibilità, gli è necessaria. Tutto qui. Ti dirò di più, io sarei anche d’accordo con Ainis su diverse cose, ma se condisse i suoi discorsi con un po’ meno spocchia e con meno cazzi e minche sparse sarebbe meglio. Detto questo, il mio era un semplice invito, puoi essere d’accordo o meno, però delle tue sentenze su parole non dette inizio ad averne piene le tasche. Replico con le tue stesse parole: ti rendi conto tu? Leggi il mio commento, poi rileggilo, poi rileggilo ancora, poi magari sputa la sentenza.
          Cordialmente (è ironia)

        • Matteo says:

          Ah, e dimenticavo. Io NON sono contro Massimo Zedda. Te lo devi scrivere in altre lingue o riesci a farlo entrare dentro il tuo cervello che, tra l’altro, ritengo ben sopra la media?

  10. Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

    Visto che sono stato censurato, ci riprovo… Forse sono stato un po’ offensivo e allora riposto la domanda: perchè il sindaco, visto che è così certo di essere nel giusto e che la sua nomina è valida a tutti gli effetti, non ha ancora fatto insediare il nuovo sovrintendente, al momento ancora privo di contratto?
    Non è che tutta questa sicurezza in effetti è solo un modo per mascherare, invece, la paura di aver toppato?

  11. Simplicius says:

    in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe per il sindigo cedere ai poteri forti?

  12. Pingback: TAFAZZI NUOVO SOPRINTENDENTE AL LIRICO | Il blogghino di Gabriele Ainis

  13. Alberto Loi, artista del coro del Teatro Lirico di Cagliari says:

    Giusto perchè trolls o semplicemente ignoranti (nel senso che non sanno, e non in senso offensivo) sappiano di chi parlano quando nominano il maestro Marco Faelli, pubblico qui il suo curriculum.
    Purtroppo il web permette a tutti di sputare sentenze su tutto, e rimango davvero basito quando leggo premesse come questa: “Premetto di non sapere nulla di teatro e musica classica” per poi lasciarsi andare a tutta una serie di teorie prive di qualsiasi fondamento.
    Chi non sa taccia o si informi prima di esporsi a figure meschine.
    Si legga il curriculum del maestro Faelli e prima di parlare pensi mille volte se sta per dire stupidaggini o cose sensate.
    __________________________________________________________________

    Marco Faelli laureato in Fisica teorica presso l’Università di Parma, si è diplomato in Direzione d’orchestra presso il Conservatorio “Verdi” di Milano, perfezionandosi in seguito presso l’Accademia “Ottorino Respighi” di Roma e quindi presso “I Pomeriggi Musicali” a Milano con Gianluigi Gelmetti. Ha inoltre seguito per un certo periodo l’attività di Peter Maag, importante punto di riferimento per la sua formazione di interprete.

    Ha iniziato l’attività artistica presso il Teatro Regio di Parma come maestro sostituto; dal 1980 al 1986 è stato primo assistente e quindi “Altro maestro del coro”, Maestro di sala e Direttore del coro di voci bianche presso il Teatro alla Scala di Milano, dove ha collaborato con Romano Gandolfi (di cui è stato allievo per la direzione corale) e Giulio Bertola; è stato poi Maestro del coro al Teatro Carlo Felice di Genova e al Teatro Regio di Parma e presso la Fondazione “Arturo Toscanini” di Parma. Ha anche svolto attività di Maestro del coro con i complessi di Radio France e della Radiotelevisione spagnola ed ha al suo attivo molte registrazioni discografiche, tra cui, in occasione del Centenario verdiano, Messa da Requiem e Il Trovatore.

    Ha esordito come Direttore d’orchestra presso il Teatro Comunale di Genova, e ha quindi diretto opere liriche, concerti sinfonici e concerti sinfonico-corali in Italia e all’estero.
    Con i complessi da lui fondati, il Collegium Farnesianum (orchestra barocca che opera con strumenti originali), il Coro Cameristico Maria Luigia e il Coro Filarmonico di Parma, si è dedicato anche al repertorio sacro e cameristico, curando la ricerca, la trascrizione, la riproposta di numerose opere inedite, con speciale attenzione ai criteri esecutivi filologici.

    È Direttore artistico della rassegna di musica barocca Incontri Musicali Farnesiani, che si svolge a Parma dal 1997.

    Ha inoltre svolto intensa attività di pianista accompagnatore in molti concerti e attività saggistica in campo musicologico.

    Come insegnante di interpretazione dello spartito lirico ha collaborato con il Centro di Perfezionamento per artisti lirici del Teatro alla Scala e con l’Accademia Lirica e Corale “Città di Osimo”; svolge anche attività di docente presso la Showa University di Tokyo.
    È Stato docente di esercitazioni orchestrali e corali presso i Conservatori di Parma e Mantova. Ha insegnato anche nei Conservatori di Parma e Mantova.
    E’ stato Maestro del Coro presso Fondazione Arena fino a dicembre 2009.
    _________________________________________________________________

    Questo fino al suo incarico di maestro del coro presso il Teatro Lirico di Cagliari.

    • O Alberto non hai capito una cibudda! Nessuno se la prende con Marco Faelli, ma quando mai. Stiamo prendendo bonariamente in giro Sovjet perchè secondo noi strumentalizza lo scritto di Faelli per darsi ragione. E ta manera!

      • Alberto Loi, artista del coro del Teatro Lirico di Cagliari says:

        Infatti non era diretto a te, Paolo!

      • Sovjet says:

        Io non ho capito: cosa c’è da strumentalizzare? Il maestro Faelli dice che Massimo Zedda si è comportato nella situazione di cui parla in modo ineccepibile, io lo riporto e sto strumentalizzando? Io credo che ci sia molta disonestà intellettuale in questo.
        Salvo poi, riportare qualsiasi mal di pancia di chiunque, fosse anche qualcuno che vicino al Lirico ci abita e basta a sostegno delle proprie tesi.
        Ma non vi sentite un po’ cialtroni?

        • Sovjet no ti da pighisti, non devi confondere l’ironia con gli attacchi personali ,che non ci sono.Devi tener conto che siamo gente che è “di casa in serie B” e di fronte alle argomentazioni ben articolate, ma a volte un pò schematiche, la buttiamo sul “dark humor”.Certo che quando tutto è stato detto e nessuna posizione si è smossa di un millimetro si finisce per cercare il pelo nell’uovo. E il tuo sottolineare l’intervento di Faelli è parso ingenuamente interessato, nel senso che realmente portava acqua al tuo mulino…ma, a conoscerne il contesto, l’intervento di Faelli è la sua difesa contro la ridda di insinuazioni che dentro al teatro è un pò che girano. Diciamo che diversi personaggi distintisi negli anni scorsi per carriere incomprensibilmente rapide, imboscamenti altrettano veloci e intere giornate passate nei bar della zona si “divertono” ad intorbidare le acque perchè tutto cambi in modo che nulla cambi. E pare anche che si stiano affrettando a fare la tessera di Sel. Nel senso che volendo saltare sul carro giusto hanno abbastanza pelo sullo stomaco per voltagabbanarsi ad ogni refolo di vento. Se poi il sindaco ha lasciato che il teatro continuasse a funzionare anche in piena emergenza è merito di coloro che glielo hanno proposto, essenzialmente. Lui ha accettato ma non poteva realisticamente fare altro, nè in meglio nè in peggio. Per le altre cose è tutto da vedere, ma questa è un’altra storia.

        • Arroscia says:

          Già. La tessera di Sel, è appunto quello a cui mi riferivo prima. Ma i kamikaze di Sel questo problema non se lo mettono?

        • Arroscia says:

          Ma la starà facendo anche Porcelli la tessera di Sel? In fondo lui è solo razzista, ma non fa battute sulle donne incinte, a meno che non siano zingare.

        • Brava!!!!!! Cavalcare questa scivolata inopportuna del sindacalista è di una cattiveria che fa inorridire. Li sfatiamo i tabù o la continuamo con questo perbenismo strumentale e peloso, fatto oltretutto da chi ha ordinato, con scelta politica degna di Pilato, la “deportazione” dei rom? Forse per fare un dispetto ad Amali Schirru? Basta con la doppia morale, integralisti che non siete altro!!!

        • Francu says:

          Secondo il tuo ragionamento quindi se Porcelli propone di deportare i rom la sua è una scivolata inopportuna, mentre chi gli da del razzista lo fa perchè è di una cattiveria che fa inrridire

        • Arroscia says:

          O Francu, la’ che i rom li ha deportati Massi!

        • francu says:

          è vero lui voleva fargli fare lo strescio allora riformulo e rifaccio la domanda

          se porcelli dice che farebbe pulire il campo ai rom per te la sua è una scivolata inopportuna, mentre se qualcuno gli dice che è razzista lo fa perchè è di una cattiveria che fa inorridire

        • Anonimo says:

          Ma, o Francu, ita ti ses fumau?

        • Arroscia says:

          Sai, Francu, Porcelli lo ho dimostrato in molteplici occasioni di essere un razzista, non è solo una scivolata sul detersivo dello strexu. Forse il sindaco, prima di cavalcare l’arma del sessismo, avrebbe fatto meglio a guardare chi si sceglieva comei alleato in CdA.

    • Anonimo says:

      Gentile Alberto Loi, forse Faelli sarebbe un buon Sovrintendente, sopratutto se ha il pregio di non aver fatto domande e petizioni. Le richieste le hanno fatte a lui. Non lo conosco, ma il suo è un vero curriculum. Chi sostiene ancora che quello della signora Crivellenti sia un curriculum ineccepibile ha torto su ogni piano, anche quello giuridico.

    • Osservatore says:

      Mah! vista la cronistoria di frominside e l’intervento di Marco Faelli,
      come dire…. prima della nomina, Mai sentito nominare ne mai incontrata la Sig. Crivellenti. Boh ….poco credibile.
      Ma poi …che c’entra il curriculum?
      Non mi pare sia Lui inquisito. Se non ho capito male si ipotizza molta nebbia intorno alla nomina.

  14. marco faelli says:

    Mi è stato girato un commento che in qualche modo mi riguarda e mi sembra giusto dire due parole, premettendo che non ho molto tempo per seguire i blog (so sì e no cosa sono). Il commento è a firma di tale “frominside”, che devo dire di fantasia ne ha veramente molta. Un pò meno di informazione, o di capacità di fare semplici constatazioni. Si meraviglia, infatti, che il Presidente (o, meglio, il CDA) abbia nominato un consulente artistico (sono io) a due mesi dalla nomina del sovrintendente. Veramente le cose non stanno così: in giugno (quindi ben prima della nomina del Sovrintendente) il Presidente mi ha pregato di assumermi un onere non poco gravoso del tutto gratuitamente: ho accettato, soprattutto perché se non lo avessi fatto il teatro si sarebbe fermato, e in questo teatro io ci lavoro e preferisco che funzioni. E, in effetti, funziona, e anche piuttosto bene, non certo solo per merito mio. Nel mese scorso mi è stato chiesto di prolungare questo “volontariato” e ho accettato: ma era un fatto pressoché scontato, in quanto vi erano atti urgentissimi da fare che non potevano attendere ulteriormente (vi sono stati alcuni giorni in cui il mio incarico era scaduto e si sono creati non pochi problemi e ritardi). Forse “inside” non lo sa, ma ogni giorno devo prendere decisioni, fare parecchie firme, ecc. ecc., perché la gestione di un teatro lo richiede, e la Direzione Artistica (o Consulenza che dir si voglia) non può restare scoperta: la Sovrintendenza agisce su tempi più lunghi, ma la Direzione Artistica si occupa di questioni quotidiane. Certo, il Presidente ha autorizzato la programmazione e la presentazione della stagione sinfonica: ma era un fatto inevitabile, e ha agito bene. Se non lo avesse fatto non avremmo potuto programmare la stagione sinfonica in tempo utile, e quindi neppure inaugurarla: non mi sembra un concetto molto difficile, vero “inside”? Inoltre: non è vero che al nuovo Sovrintendente è stato imposto un Consulente Artistico: la nomina che il Presidente mi ha fatto è “pro tempore” (non è difficile da tradurre), e decade naturalmente nel momento in cui viene nominato un Direttore Artistico, perché non ha più ragione di essere. Inoltre: non è vero che “regola vuole” che il sovrintendente scelga cast, programmi, ecc.: questo compete al Direttore Artistico, il Sovrintendente “sovrintende” solamente, a questa come ad altre decisioni; cioè controlla. Non è neppure vero che “regola vuole” che il sovrintendente si scelga tutto lo staff: in molti teatri vi sono ruoli apicali stabili (ad esempio, proprio il direttore di produzione, guarda caso, è stabile in vari teatri). Non riesco, poi, neppure a immaginare quali accordi sotterranei ci sarebbero stati alla base del comportamento del Presidente: da parte mia non mi risultano nel modo più assoluto. Da quanto scrive “inside” (forse sarebbe meglio definirlo “outsider”) il Presidente avrebbe imposto ad un Sovrintendente da lui stesso scelto (e con non pochi contrasti) un staff preconfezionato in rotta di collisione col Sovrintendente stesso? Un capolavoro di logica, l’ipotesi di “inside”! Quanto poi al fatto che qualcuno dei dirigenti “si mimetizzi” non riesco a capire neppure cosa questo significhi: Bo? Personalmente mi presento tutti i giorni davanti a un terzo dei dipendenti del teatro (il coro) più tutti gli altri che incontro per le mie mansioni; venerdì e sabato sono uscito sul palcoscenico per i ringraziamenti dopo il concerto. Non mi pare di nascondermi, e non mi pare neppure lo facciano i miei colleghi. Quanto poi al fatto che i “Garanti” (garanti di cosa?) abbiano fatto preso accordi col Presidente (o forse col nuovo Sovrintendente, non è ben chiaro nel testo) per avere in mano il teatro, trovo quanto espresso da “inside” delirante! Ci siamo sì trovati a gestire il teatro in pochissime persone, ma per necessità, e in un momento contingente. Ma, personalmente non ho mai pensato di avere il “controllo del teatro”: sono un artista esterno al teatro, che ha firmato un contratto con la Fondazione, che intende onorarlo operando con la maggiore professionalità possibile, e che in un momento di emergenza ha dato una mano, probabilmente perché sapeva di poterlo farlo bene, e anche perché a questo teatro si è un pò affezionato. Tutto qui.
    Marco Faelli

    • Anonimo says:

      Non se la prenda Maestro, “frominside” e’ un palese troll. O meglio un Elio Ciolini della battaglia del Lirico. Alla fine comunque le chiacchiere staranno a zero. Il perche’ e il percome si sapra’ a tempo debito, dipende dalla saggezza che dopo gli svarioni di questi giorni il sindaco sapra’ dimostrare.

    • Sovjet says:

      Gentile Maestro Faelli, a volte risulta difficile capire per chi non fa parte di un’organizzazione, cosa porti una persona a dedicarvisi anche se questo comporta un aumento di oneri e nessun onore in più. Lo sa chi la situazione la vive, chi ha una professionalità che lo obbliga senza costrizioni a fare il massimo e il senso di appartenenza per una struttura che lo porta a “prendersene cura”, anche quando sarebbe molto più semplice rispondere come quel personaggio di Melville: “preferirei di no…”
      Per questa ragione diventa poi semplice immaginare scenari, questa volta sì, un po’ complottisti (il cui grande avversario su questo blog è Zunkbuster o sempre lui ma sotto forma di anonimo. Ma dubito che lei conosca tutta variegata fauna che frequenta questo blog, me compreso, naturalmente).
      Ma lei Maestro, mi pare dica anche un’altra cosa, ovvero che il comportamento del presidente è stato in questo caso ineccepibile e diretto a mettere il Teatro nelle condizioni di operare in una situazione di emergenza.
      Questa è cosa difficile da dire in questo blog e lei penso sia uno dei pochi a poterselo permettere.

      • Sovjet gongola, ha trovato qualcuno che apparentemente sembrerebbe dargli ragione. Contento? Peccato che Sovjet si accontenti di questi giochini dialettici. L’abbiamo capito che qui si scrive per convincere se stessi, e basta poco per alimentare la propria autostima. Ma se tanta gente è scontenta ci sarà un motivo o no? E non si sente la necessità di trovarlo, questo motivo, per comprenderlo e superarlo? A me sembra che certi atteggiamenti un pò manichei contribuiscano a delineare come reale questo scenario: Il sindaco non ha colpe, anzi; è stato ineccepibile. Quelli che lo criticano (da sinistra) sono solo utili idioti, e se sono scontenti è solo colpa loro. E pensare che qualche ingenuo si era illuso che questi sarebbero stati i “migliori anni della nostra vita”.

        • io credo che Soviet abbia sottolineato quel passaggio per fare presente che il Presidente fino a ieri ha lavorato per il bene della Fondazione e non è solo il mostro cattivo portatore di morte e distruzione come viene dipinto oggi.

        • …per far presente che qualcuno (Marco Faelli) ha scritto delle cose che Sovjet ritiene vadano lette nel senso che il Presidente fino a ieri ha lavorato per il bene della Fondazione. Consiglio a Tato di sentire tutte le campane, e di sforzarsi di distinguere ciò che in questi post è detto per sè stessi, quello che è detto per la nuora, e quello che è detto per la suocera. Ps ci son due Paoli diversi nel blog.

        • Matteo says:

          Io credo che Sovjet abbia sottolineato quel discorso per tirare acqua al suo personalissimo mulino.

        • Sovjet says:

          Invece tu l’acqua a quale mulino la tiri? Si può usare la lettera della violinista arrabbiata, ma non la testimonianza del Maestro Faelli.
          Complimenti.

        • Matteo says:

          Sovjet, non è una battaglia tra me e te e nemmeno una lotta dialettica a chi è più bravo a fare il gioco delle tre carte. Le questioni al centro le ho poste diverse volte, non mi date spunti e allora anche io cazzeggio (che è anche molto più facile).
          Io non dico che non puoi citare (ci mancherebbe), dico che non dovresti citare solo le cose che ti fanno comodo (all’interno di uno stesso intervento ben più articolato), aspetto che ho riscontrato con me e con chiunque. Sei molto bravo nella battaglia dialettica, ma per favore scegli meglio gli interlocutori con cui farla perché con me possiamo andare avanti anche ore e giorni e mesi che tanto non la finiremo più.

        • Sovjet says:

          Appunto, non è una battaglia tra me e te. C’è stato un commento che chiedeva conto di una fase di vita del Lirico; c’è stata una risposta auterevole che credo chiarisca quella fase evidenziando che il comportamento del sindaco è stato corretto.
          Allora ti pongo la domanda: in quella fase il comportamente del sindaco è stato corretto o no? Non c’è da andare avanti per giorni, basta che scrivi se quanto afferma il Maestro Faelli per te è vero o no. Perché se è vero, Massimo Zedda si è comportato come doveva, se non è vero allora spiegami secondo te perché non lo è.
          Poi, parliamo anche della nomina della Crivellenti, che io all’inizio pensavo fosse, per il modo, una cazzata (ho scritto di “festival delle cazzate” e “Fiera dell’Est delle cazzate” per evidenziare che ce n’è stata una sequenza e zenza assolvere neppure il sindaco) e invece, proprio a leggere quanto scritto da Faelli mi rendo conto in ultima analisi, bene ha fatto il sindaco a proporre quel nome e il CdA a votarlo.

        • Matteo says:

          Sovjet, quanto afferma Faelli non è nelle mie competenze stabilire se sia vero o meno, ma se fosse vero (e non ho motivo per dubitarne) ovviamente sarei d’accordo con te. Sì, in quel frangente Massimo Zedda ha svolto un ottimo lavoro. Cosa c’entri questo con la successiva nomina della Crivellenti lo ignoro. Io trovo la nomina della Crivellenti infelice nei modi e nei tempi. Su questo non mi smuoverà Sovjet e nemmeno Faelli, ma l’unico che può smuovermi è Massimo Zedda (o la stessa Crivellenti). Il discorso al Mediterraneo non mi ha smosso, anzi, mi ha fatto rafforzare la mia opinione. Mi e la mia non li ho usati a caso, non pretendo che sia la tua ne’ che la capisca ne’ che la condivida.
          Tutto qui.

        • Matteo says:

          Tra parentesi, carissimo Sovjet, già altrove ti ho spiegato che capisco (pur non condividendola in gran parte) la tua posizione e ho cercato di chiarire meglio la mia sottolinenando che non ho nulla contro Zedda, anzi. Andando fuori tema, posso confermare ancora una volta che in quasi tutti i suoi atti mi ha trovato assolutamente dalla sua parte, ma manca quello che in tanti (elettori o meno) si sarebbero aspettati dopo averlo votato. Un vero cambio di rotta sulla cultura. Questo finora è mancato, fermo restando che in altre cose riguardanti il lirico è evidente la sua mano nel salvataggio (ma infinitamente meno importante della mano della Regione, come d’altronde prevede la differenza di capacità economica). Inoltre, a mio modo di vedere, è stato davvero fuori luogo il discorso al Mediterraneo, ma è mia modestissima opinione.
          Io sono dalla tua stessa parte, solo che non sono realista (nel senso di corona), ma cerco di capire, anche attraverso le critiche. Ho chiesto (e con me Simplicius e altri) senza alcuna vena polemica di farmi capire alcune dinamiche, visto che siete dentro e siete a Cagliari e le conoscete meglio del sottoscritto. Però, su quelle domande, le risposte non arrivano e anzi, arrivano inviti stucchevoli e anche abbastanza irritanti a ”recarsi in via Puccini”. Per questo mi arrabbio. Il resto non mi interessa.

        • Sovjet says:

          Non commento neppure quello che scrivi. Cosa vuoi che ti dica? Ormai l’attacco è alla persona e punto. Gongolo perché il maestro Faelli dice che Massimo Zedda ha fatto il suo dovere?
          Quindi Zedda ormai non può fare nulla di ben fatto?
          Qui ormai il Lirico non c’entra nulla…

        • Matteo says:

          L’attacco è alla persona è quanto di più inesatto (almeno per ciò che mi riguarda) che potessi scrivere. Nel caso della Crivellenti si tratta di un attacco alla non adeguatezza del suo cv, per quel che riguarda Zedda è un attacco al modus operandi nella scelta della Crivellenti. (Matteo che spiega la sua posizione! Ciaaaaaaaaaaaaaaak decimaaaa!)

    • Ineccepibile! Chiarezza e lucidità

    • Ineccepibile! Chiarezza e lucidità. (repetita iuvant)

    • Alberto Loi, artista del coro del Teatro Lirico di Cagliari says:

      Maestro Faelli,
      “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”
      Frominside, sempre che sia davvero “from inside”, è evidentemente uno che in teatro vive avulso dalla realtà o se ne è costruita una tutta personale.

  15. Anonimo says:

    Quando in questo sito qualcuno domandò mesi fa:
    Scusate, ma se la delibera su Tuvixeddu è un modello di perfezione, perché, allora, non viene portata in Consiglio Comunale, messa ai voti e adottata?” la risposta dei sostenitori acritici della delibera fu: “Ci andrà in Consiglio, statene certi, noi noi non scherziamo”.
    Il risultato fu che vari mesi dopo la delibera venne annullata. Insomma, la deliberà morì.
    Ora c’è da chiedersi: “Ma se questa nomina ha la purezza del diamante, perché, allora non viene ratificata?”. Toni analoghi nelle risposte: “La nomina è ineccepibile, abbiamo deciso perché, nella vita di un amministratore arriva il momento di decidere e il momento è giunto”.

  16. Mandai una lettera di disponibilità un po’ di tempo fa (sono un violinista), visto che tanti lo facevano e lavoravano pure. Mi risposero “poco elegantemente”, con una raccomandata contenente il bando per l’audizione.
    Fatemi capire dunque come si svolgono e con quale criterio le chiamate per coprire l’organico considerato che ci suona (o ci suonava) anche chi non ha o non aveva fatto alcuna audizione. Forse Zedda per certi versi ha ragione quando parla di “problemi clientelari”….

    • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

      Ah, ecco.. Ora Mat ha scoperto le carte.
      Lettera di disponibilità per essere assunti come violinisti? Ma dove vivi? Esistono solo due modi per essere assunti: audizioni per i lavoratori a tempo determinato e concorsi per quelli a tempo indeterminato. Le assunzioni tramite lettera di disponibilità non esistono, e ti sfido a dimostrare quello che affermi! Le chiamate dirette vengono fatte solo quando si esauriscono le graduatorie stabilite con le audizioni, e chi è chiamato in questo modo è scelto fra chi ha già prestato la propria opera in precedenza superando le audizioni prescritte. Chi non ha superato le audizioni non viene chiamato neppure per chiamata diretta. Mi pare sia chiaro e soprattutto “trasparente”. Il sindaco non ha ragione proprio per niente: forse è abituato ad altri ambienti.

      • Mi dispiace per te, ma tante volte sono state chiamate persone che mai avevano partecipato ad una audizione….
        E le lettere di disponibilità esistono eccome!!!
        E non sparare minchiate, perché io NON HO MAI PARLATO DI ASSUNZIONE!!! Leggi bene

        • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

          Le minchiate le hai sparate tu, se ti rileggi bene, con le tue lettere di disponibilità.
          E forse faresti bene a leggere anche quello che ho scritto: le chiamate dirette esistono, e scattano nel momento in cui si esauriscono le graduatorie.
          Dimostra ciò che affermi, invece di fare accuse e diffamare.
          E’ facile sparare cazzate, difficile sostenerle, però, soprattutto se ti trovi di fronte a chi sta esattamente come stanno le cose. Non dar retta alle favole: sei grande, ormai…
          Informati.

  17. Luca S. says:

    frominside, non ti é balenato che nell’attesa della nomina di un sovrintentende il teatro debba andare avanti nella programmazione e che se questa non vi fosse ci dev’essere qualcuno che debba provvedere? O magari stavamo tutti con le mani in mano in attesa della nomina! Almeno in quel caso Zedda ha fatto bene a firmare un provvedimento provvisorio (che non ha certo proposto lui, stanne certo) che desse la consulenza artistica (e non la direzione artistica) a un signor musicista quale é il maestro Faelli (leggere il curriculum per capire che razza di personaggio abbiamo la fortuna di avere e forse qualcuno non se n’é ancora reso conto) il quale ha accettato gratuitamente di farsi carico di questo ulteriore compito, allestendo e salvando quantomeno la stagione sinfonica e quel che resta della stagione lirica.

    • La pulce says:

      Sì, è vero, Luca S., ma 18 mesi sono tanti, no?

      • La pulce says:

        E non parlo di Faelli

      • Barbara says:

        La Pulce, onestamente, pensi davvero che i dipendenti potrebbero trarre qualche utile dall’immobilizzazione del teatro?? La nomina di chi deve portare avanti la baracca non spetta ai dipendenti ma al cda. Il lavoro straordinario ed efficace svolto dal maestro Faelli (che dal nulla ha tirato fuori una stagione sinfonica coi fiocchi in quanto persona competente e preparata) e dal dott. Loi sono state l’ancora di salvezza per il teatro. Per questo mi fa arrabbiare il pressapochismo del finto insider che è talmente fuori da non sapere neppure che il consulente artistico si sta facendo un mazzo AGGRATIS… Ho io una domanda per voi: quando Cappellacci ha fatto una nomina palesemente assurda come quella di Lorefice per la Carbosulcis ci siamo (giustamente) indignati TUTTI, mi spiegate, a parità di incompetenza sul campo, perché ora il teatro dovrebbe accollarsi il costo della Crivellenti e del suo fantomatico staff?? Mi sfugge qualcosa o la puzza la sento solo io?

    • frominside says:

      Luca S., probabilmente sei un inconsapevole complice di questa situazione.
      Se riuscissi a osservare con la necessaria attenzione la sequenza che ti ho descritto, qualcosina dovresti dedurla. Se invece vuoi far finta di nulla … allora vi è da dire
      che la posta in gioco è più alta di quanto tu possa o voglia capire.

      • Luca S. says:

        La “posta” in gioco é la nostra… Vuoi che non lo capisca? O che sia inconsapevole?
        E tutto quello che ho scritto in queste settimane e nell’ultimo anno sarebbe far finta di nulla?

  18. Annalisa says:

    Ai lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche
    p.c. Ai Sindaci – Presidenti
    p.c. Al Ministro Ornaghi

    Le scriventi Segreterie Nazionali vogliono con la presente rappresentare e far proprio il disagio e lo sconforto di tutti i lavoratori dei teatri lirici che in diversi modi seguitano la lotta perché sia possibile tenere in vita il messaggio culturale italiano che proprio nei teatri si realizza e viene diffuso.
    La scarsa attenzione delle Istituzioni a questo settore non è imputabile alla recente crisi che ha coinvolto il Paese in tutte le sue realtà produttive ma è testimoniata dalla cinquantennale assenza di leggi regolatorie, dalla progressiva riduzione degli stanziamenti a supporto dell’attività, e dalla disinvoltura con cui si assiste alle locali dispute per le assegnazioni dei ruoli guida delle Fondazioni.
    Le sovrintendenze prime imputate, per ruolo e responsabilità, della grave situazione economico-gestionale delle Fondazioni, hanno bisogno di essere affidate per meritocrazia e non per partitocrazia, attraverso sistemi selettivi certi, limpidi e visibili e con responsabilità in solido per chi ha la nomina.
    I lavoratori hanno partecipato le varie vicende negative del settore rispondendo in professionalità, quando si è richiesto di aumentare le produzioni, in responsabilità quando scoperti bilanci insostenibili hanno messo in gioco parte dei loro integrativi e applicato sistemi di solidarietà.
    Questi lavoratori, gli artisti italiani tanto apprezzati nel mondo, sono oggi costretti a rispondere con l’ultimo mezzo a disposizione che hanno per alzare l’attenzione dei media e di chi ha diritto e dovere a vigilare ed intervenire, presidiare i teatri.
    Le Segreterie Nazionali aspettano ancora il tavolo interministeriale propedeutico di un nuovo percorso e di una nuova legge per le Fondazioni, promesso dal Ministro Ornaghi, come attendono quello sui regolamenti, ugualmente da tempo richiesto.
    Le situazioni di Bari, Cagliari, Palermo, Genova, i teatri già commissariati, le errate applicazioni legislative e del contratto nazionale vigente in atto in diverse Fondazioni, sono allarmanti segni del generale stato dei nostri teatri lirici che non possono e non vogliono rimanere vittime degli italici giochi di potere.
    Le segreterie nazionali riformulano con urgenza la richiesta ai Sindaci-Presidenti ed al Ministro perché vengano ripristinati momenti di confronto capaci di riportare nelle giuste regole nomine e gestioni dei teatri oggi e nel futuro.

    Roma, 23 ottobre 2012

    LE SEGRETERIE NAZIONALI

    SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL

  19. Simplicius says:

    in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe cedere ai poteri forti?

    • frominside says:

      solo il CDA lo può decidere ….
      questo è stato chiesto nella lettera inviata agli stessi consiglieri, Presidente e revisori dei conti compresi.
      la lettera è stata gentilmente pubblicata in questa sezione, qualche post sotto.

  20. Anonimo says:

    Rossella Diana ha posto un problema centrale:
    “..Non mi meraviglia che chi fa una scelta, qualunque essa sia, voglia difenderla e sostenerla. Mi meraviglia invece, e non poco, vedere così poca determinazione in chi, a parole, difende a spada tratta, contro tutto e tutti la nomina della sovrintendente. Che senso ha, di grazia, far passare tutto questo tempo? Perché ci si è fermati ad una sterile nomina e non si è ancora dato corso al rapporto di lavoro? Perché la grande determinazione gridata ai quattro venti non si traduce in un dato di fatto?”
    Nessuno di SEL ha la risposta?

    • Osate! says:

      Tutte le arti producono dei capolavori; l’arte del governo non produce che mostri. Sono le parole del cittadino Saint-Just, che di potere e sue aberrazioni se ne intendeva. Il rinnovamento che si chiede alla nuova classe dirigente, e non solo a Cagliari ma a Cagliari è stata promesso in campagna elettorale, è innanzitutto di tipo culturale prima che politico. Una rivoluzione che cambi in maniera esplosiva i rapporti con i cittadini, fatta di proposte sincere, di trasparenza e di legalità, di confronto continuo, di dialogo, di ascolto. di innocenza. Cittadino Zedda, io continuo a sentire puzza di trasse anche adesso, e per me è indefferente che le trasse le facciano i relitti del passato e i fini tessitori di trame più o meno occulte, o che le faccia tu e chi ti consiglia. Sempre trasse sono. Cittadino Zedda, se pensi di contrastare le trasse con altre trasse o non hai caputo tu, o non abbiamo capito nulla noi che ti abbiamo votato. Hai tutti i modi per farci ricredere. Ma se non vuoi o se pensi che il fine giustifica i mezzi, e giudichi queste critiche attacchi personali e reazionari, va bene lo stesso. Ne terremo conto. Ma una cosa sia chiara fin d’ora. Quest’esperienza rischia di fallire proprio nel momento in cui si doveva dare la vera prova di forza e scavare nella riserva del potere passato: ospedali, cliniche private, università, CTM, porto, tuvixeddu, rom. immigrati, quartieri e periferie, grandi appalti, urbanistica e chi più ne ha più ne metta. Prendersela con i lavoratoridel Lirico è miopia politica, è prendersela con la cultura, è pensare con schemi adolescenziali. E poi, cittadino Zedda, si liberi dei sanfedisti che la circondano, il puzzo di zolfo è insopportabile per quasi tutti.

    • Si tradurrà presto in dato di fatto, sicuramente.

      • Cos’è questa, una risposta? Un “Vedrete, il cielo tornerà sereno e tutti gli augelli canteranno felici!!” ? O Broz, un pò di serietà… E basta con gli slogan..

      • Non so chi ci sia dietro il nick Osate!, ma sicuramente è un compagno che si sente tradito. E grida (ma forse nel deserto) chiedendo a SEL di giocare a carte scoperte, e dire cosa vuole fare da grande. Non è la movida, compagno Zedda, che cambia la mentalità di una città. ma l’esempio autorevole. Rileggiti gli scritti di Liu Shao-c’hi, e considera che chi vuole servire il popolo deve farsi popolo, e non burocrate.

        • Arroscia says:

          Sel, che delusione! Non solo Zedda, anche Vendola… Io l’ho votato, che scema… Mi chiedo: c’è un minimo di selezione dei tesserati, o è una cosa alla Scilipoti (visto che non ha avuto problemi ad iscriversi una accozzata di ferro di Letta e Alemanno)?

        • Anonimo says:

          e vero Fantola, avrebbe fatto molto meglio di Zedda , il nostro sindaco e troppo decisionista , li sta’ trattando troppo male i lavoratori dell’ente lirico, poveri cristi.

  21. frominside says:

    (Forse aiuta a capire di più ?) – alcune considerazione antecedenti la contestata nomina:
    – Dr. Di Benedetto non è uomo di fiducia di Zedda, nonostante questo ne conferma il contratto dopo il periodo di prova.
    – Qualche mese dopo matura la convinzione e lo liquida con un accordo da 150.000 €.?
    – nel frattempo inizia in vari ambienti ad indagare sul gradimento per la Sig. Crivellenti.
    – scade la data per la presentazione delle candidature
    – conferma per 15 mesi il contratto per un dirigente della programmazione
    – conferma il contratto al direttore amministrativo.
    – affida al Maestro del coro il ruolo di consulente artistico.
    – qualche giorno prima della nomina del sovrintendente convoca conferenza stampa per la presentazione della stagione concertistica.
    il resto è storia di questi giorni…

    vi sarebbe da chiedersi:

    Perché il Presidente proroga il contratto di un dirigente (per ulteriori 18 mesi) a due mesi dalla nomina del sovrintendente?
    Regola vuole che un sovrintendente scelga autonomamente il suo staff e non trovi al proprio arrivo una squadra precostituita

    Perché il Presidente nomina il Maestro del coro Consulente artistico a due mesi dalla nomina del sovrintendente?
    Per statuto della Fondazione il Sovrintendente ha il compito di nominare un Direttore Artistico di sua fiducia.

    cosa spinge il Presidente a presentare alla stampa e al pubblico una stagione sinfonica a qualche giorno dalla nomina del sovrintendente?
    Regola vuole che un sovrintendente scelga di concerto con il direttore artistico i programmi e i cast e anzi, sarebbe stata l’occasione per presentare il “proprio” progetto artistico e strategico

    Non è che sotto tutta questa buriana ci siano accordi antecedenti la contestata nomina?
    I fatti sono chiari. Perché imporre al neo sovrintendente uno staff con una stagione preconfezionata.
    Non ha molto senso se non ci sono stati accordi e assicurazioni precedenti.
    Si è avuto modo di notare che “alcuni” dirigenti, in questi giorni, appaiono come mimetizzati anzi spesso intrufolati tra gli attivisti sindacali, come in un’ attesa di eventi e nella speranza di non essere scovati
    Appare verosimile che “i Garanti” abbiano in qualche modo fatto capire al Presidente che, comunque andasse, avrebbero avuto loro il controllo del teatro.
    Ma qualcosa non ha funzionato nei calcoli, e allora.. pronti a schierarsi sul carro dei vincitori. Comunque vada sarà un successo!

    C’è odore di “TALPE” interne … e non solo tra i dirigenti…
    C’è puzza di accordi, di probabili scambi, … c’è puzza, molta puzza.
    Sarà un caso che il Presidente non ne ha percepito la poco gradevole esalazione?
    Forse si, ma ormai è forse troppo tardi per tornare sui propri passi.

    Forse è solo fantaTeatro, o forse no !

    • toh… qualcuno che scrive qualcosa di diverso e di molto interessante…

    • La pulce says:

      E quindi? Spiegati meglio, frominside.
      Zedda è uno sprovveduto che si è lasciato turlupinare? Oppure è coinvolto nella trassa? Mm…
      Ma non era agevole per chiunque supporre che la nomina della Crivellenti avrebbe generato questa reazione?
      Oppure la reazione era voluta e pilotata per sceditare il sindaco? Ma dai…

      • frominside says:

        -Non ho elementi certi per affermare con certezza che Zedda sia o meno uno sprovveduto.
        L’impressione è che non lo sia!
        Coinvolto? certamente Si, anche se, con buona probabilità in modo inconsapevole.
        Diciamo che ha fatto affidamento su personaggi non proprio privi di interessi e senza scrupoli? … cit. (la squadra)-(con stimate professionalità interne) ti dice nulla?

        -No, o forse si. Dipende dal punto di vista qualcuno ha giocato d’azzardo (non Zedda) sperando che arrivasse un poker d’assi, purtroppo è rimasta solo una coppia!

        • La pulce says:

          Volevano vincere facile nominando la Crivellenti? Può anche darsi che un esterno non prevedesse la reazione della base dei lavoratori, ma nessuna delle “stimate professionalità interne” poteva ignorare le conseguenze di una nomina tanto pedestre. A meno che come trasseri siano piuttosto grossolani.
          Se le cose stessero come dici tu, frominside, sarebbe una ragione di più per chiedere trasparenza e rispetto delle procedure. Altra strada non mi pare ci sia.

    • Talpe interne, scheletri nell’armadio, accordi, scambi e chi ci rimette sono sempre i più deboli….

    • Di Legno says:

      Infatti tutti sanno che il direttore di produzione, il direttore artistico, il direttore amministrativo e il direttore degli allestimenti scenici sono posti di lavoro a contratto controllati dai sindacati. Frominside è proprio bene informato.

      • frominside says:

        Ma anche no!
        in alcune delle citazioni da te fatte, talvolta, si potrebbe scrivere anche al contrario!

        • Anonimo says:

          E infatti i post di “Di Legno” si leggono proprio cosi’. Ormai ci vuole un corso di formazione professionale per leggere questo blog. Ah … Quello per la qualifica di troll non vale!

      • Controllati magari anche no, ma non mi stupirei se non fossero un tantino pilotati

    • Barbara says:

      Mi sa che la puzza arriva da altre parti, e l'”insider” mi pare più un outsider un bel po’ disinformato… Oppure semplicemente una persona in malafede: alla fine del suo messaggio manca il classico “fate girare!!!!!!11!!!!!1!!!” e la trollata è servita…

  22. Vibrissa says:

    Caro Vito ,condivido pienamente questa lucidissima analisi.

  23. Luca S. says:

    Simplicius, ti rispondo io: non sarebbe cedere ai poteri forti, sarebbe semplicemente un salto politico e culturale che i nostri amministratori (a tutti i livelli), diversamente dal resto d’Europa, non sono in grado di concepire. Ti posso dire per esperienza personale che ci sono teatri ed istituzioni come l’Opéra de Paris, Radio France, Bayerische Rundfunks, dove anche l’impresa di pulizie é selezionata per curriculum e meriti conseguiti sul campo, dove su 120 artisti del coro ben 119 sono vincitori di concorso (il 120° ha vinto tre audizioni consecutive con contratti da un anno e l’hanno dovuto stabilizzare per legge tra le proteste dei colleghi e dei sindacati…), dove anche il maestro del coro è assunto dopo un concorso, anche i tecnici devono passare delle selezioni. Perfino il sovrintendente!!! La politica semplicemente non ha posto. Lo ha quando deve fare in modo che attraverso il teatro e la radio passi forte il messaggio che quelle nazioni sono all’avanguardia, hanno a cuore la divulgazione del patrimonio culturale nazionale ed internazionale, hanno le migliori maestranze e i migliori amministratori e lo pubblicizzano ogni giorno, lavorano per ottenere partnership prestigiose (L’Oreal, BNP Parisbas, Kone, Swarowsky e via discorrendo) e per mantenere l’eccellenza in questo campo.
    Il dazio che sta pagando il teatro lirico di Cagliari e, più in generale, la politica culturale del nostro Paese e, se vogliamo, anche la politica del lavoro in Italia, nasce proprio da queste infiltrazioni oltremisura della politica che, anziché attenersi ai propri ruoli e svolgerli al meglio, ci ha incastrato tutti in una Babele di relazioni, controrelazioni, scambi, favori, nomine, raccomandazioni, dalle quali ormai non se ne uscirà più se non con un cambio radicale di mentalità. Vengo da Porto Torres, quando si parla di crisi del lavoro so a cosa ci si riferisce, ci sono nato, l’ho vissuto sulla mia pelle, ma ho visto anche fino a che punto la gente rinuncia alla propria dignità per un pezzo di pane, a fronte di quei pochi che sulle loro rinunce lucrano da decenni, lasciandoci poveri, malati e senza speranza. Quando ho vinto il concorso nel 2003 al Lirico é stato come un bagliore di speranza, ma ora sto quasi sperando di vincere un concorso all’estero perché quella speranza é durata poco e non voglio vedere i miei figli mendicare per un’assunzione in qualche fabbrica con prospettive zero, lavorare qualche anno e poi occupare tralicci, isole, porti, strade per salvare un posto di lavoro costruito e distrutto dalla politica. Perché la Sardegna é cosi. E c’é gente che ha interesse a che rimanga così, o peggio…
    Chi ci critica, chi non ci vuol capire, é ormai avvezzo a questo modus vivendi, perchè lo vede da qualunque parte si volti: nella sanità, negli enti pubblici, al lavoro, IN PARLAMENTO, dappertutto. I messaggi “educativi” dispensati in questi anni hanno fatto danni tali che si è perso il senso delle cose.
    Tornando al Lirico di Cagliari, non c’è un dipendente, sia esso vincitore di concorso o meno, sia esso artista o tecnico o amministrativo, che non ammetta che in passato siano stati commessi degli errori, a volte dettati da ingenuità, altre da manie di grandezza (Meli docet), ma questo non significa che ora, aperti finalmente gli occhi, non ci si renda conto che perseverare sarebbe diabolico. Se ne sono accorti tutti, in teatro, tranne uno…

  24. Anonimo says:

    Gentile Simplicius, il magazziniere di Sel comunica che l’articolo “risposte” deve essere ancora ordinato. In mancanza, ci si potra’ rivolgere ad altro fornitore merce pronta consegna in via Sassari

  25. Simplicius says:

    Ancora nessuno mi risponde: né Sovjet, né Broz né nessun altro dei sellini sempre pronti a difendere il loro capitàno. Ma io la domanda la riposto e la vostra non risposta già la dice lunga sulla vostra possibilità di argomentare aldilà degli slogan antisindacali e antilavoratori del Lirico.
    in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe cedere ai poteri forti?

  26. Sardina says:

    http://www.selinsardegna.it/?p=1177
    Posizione di Sel condivisa da Sel?

    • Sovjet says:

      Il sito non rappresenta Sel, ma Pietro Maurandi, che infatti firma l’articolo.
      Naturalmente, il nome del sito trae in inganno e forse sarebbe più corretto avvisare.
      Questo al netto di quanto afferma Maurandi.
      Posizione di uno di Sel (notoriamente in contrasto con Massimo Zedda ben prima della loro confluenza in Sel), che avrà l’accordo di quelli che sono sempre d’accordo con lui. Una minoranza all’interno del partito.

      • Sparallestru says:

        Minoranza sostenitrice di cabras alle primarie e capace di raccogliere la bellezza di 60 voti in cittá sull’unico candidato espressione di quell’area candidato alle comunali. Più che di corrente, sarebbe più corretto parlare di piretto.
        I lavoratori del lirico si scelgano meglio i loro interlocutori ed evitino di essere strumentalizzati per motivi tutt’altro che nobili dai trombati del passato.

        • Anonimo says:

          Un piretto nel piretto, allora. Una maggioranza di Sel che, con pochissimi voti di partito, ha potuto costruire posizioni di forza in ruoli chiave nell’amministrazione comunale. Solo per la debolezza del Pd locale (a cui si affianca, ma è un’altra faccenda, la frammentazione della destra locale). Riassunto: qualcuno si è montato la testa.

        • Firmati zunk..

      • Ma esiste una posizione ufficiale di Sel sulla vicenda ? intendo oltre agli scritti di Uras, di Maurandi e alle dichiarazioni del Sindaco

  27. Rossella Diana says:

    Mi piacerebbe poter fare alcune domande al Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, e ancora di più mi piacerebbe ricevere da Lui delle risposte.
    Oggi il calendario segna 23 ottobre; 20 giorni fa, una conferenza stampa organizzata per presentare la nuova sovrintendente, ha originato una serie di polemiche. Non voglio, ora, entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato le OO SS (faccio parte di una di queste) ed i lavoratori a contestare tale nomina. Tanto si è detto, ma soprattutto scritto, su questo. Negli ultimi due anni, nel condividere lotte, speranze e delusioni dei lavoratori del Lirico ho avuto modo di apprezzare la loro grande onestà intellettuale. Personalmente ritengo giuste le loro proteste, ma non pretendo che queste vengano assunte ad assiomi. Non mi meraviglia che chi fa una scelta, qualunque essa sia, voglia difenderla e sostenerla. Mi meraviglia invece, e non poco, vedere così poca determinazione in chi, a parole, difende a spada tratta, contro tutto e tutti la nomina della sovrintendente. Che senso ha, di grazia, far passare tutto questo tempo? Perché ci si è fermati ad una sterile nomina e non si è ancora dato corso al rapporto di lavoro? Perché la grande determinazione gridata ai quattro venti non si traduce in un dato di fatto? Signor Presidente, non le chiederò,ancora una volta, di ascoltare il grido dei lavoratori che da anni combattono per salvare il loro posto di lavoro, non le chiederò di ascoltare quanti hanno a cuore le sorti del Teatro; mi permetta però di chiederle quanto tempo ancora dovremo aspettare prima che nella più grande fabbrica culturale della Sardegna si riprenda la produzione. Signor Presidente, che problemi ci sono a far firmare un contratto ad un dirigente da Lei prima selezionato e poi scelto? Che senso ha prolungare l’attesa? Se le proteste dei lavoratori sono solo pretestuose, perché non avere il coraggio di andare avanti? L’attesa, il non agire, signor Presidente, a volte possono rivelarsi elementi molto dannosi. Specialmente quando, pericolosamente, si avvicina la data in cui si dovrebbe presentare una programmazione. Specialmente quando, da questa programmazione dipende il finanziamento e la vita stessa del Teatro. Ma ovviamente Lei non ha bisogno dei miei suggerimenti, ovviamente Lei ha la situazione sotto controllo…..
    Mi permetta di farle una domanda anche sull’intervento di sabato 20 ottobre: Lei ha parlato di un teatro malato, viziato da “assunzioni discrezionali, incarichi e affidamenti stabiliti con disinvoltura”. Possiamo dormire tra due guanciali, possiamo ritenere tutti gli incarichi dirigenziali da Lei affidati del tutto fuori da queste logiche?
    Un’ultima cosa, e questa si, vuole essere una protesta. Non me ne voglia Signor Presidente, ma mi piange il cuore a sentire un uomo di sinistra fare una classifica tra lavoratori: non esistono, non devono e non possono esistere in una società civile (ma possiamo ancora definirci tali???) figli di un Dio minore.

    La saluto cordialmente

    Rossella Diana

  28. Simplicius says:

    Non mi stanco di ripostare la domanda fino a che qualcuno non mi risponde: in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe cedere ai poteri forti?

  29. Anonimo says:

    i signori lavoratori dell’ente lirico sembrano i nipotini di formigoni, (i celestini) ora pretendono dal nostro sindaco le scuse ? ma chi siete? ma pensate veramente che appartenete ad una piccola casta casteddaia vi ricordo ancora che siete dei semplicissssssssimi dipendenti di un ente lirico e’ fattevene una ragione una volta per sempre.

    • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

      Anonimo, anche tu fai parte di una casta: quella degli idioti che ormai in Italia sono speci protetta. Smettila, per cortesia: ho l’impressione che dietro il tuo anonimato si nasconda uno dei tanti “trombati” alle audizioni, uno dei tanti incapaci che vengono scartati e poi, unici consapevoli del loro grande valore artistico, recriminano e sputano veleno.

      • Francu says:

        siete ridicoli entrambi. anonimo che accusa senza prove e da fiato alla demagogia e tu Floris altri che rispondete con la solita solfa dell’invidia. Così non si va avanti.

        • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

          Francu, certo che non si va avanti, ma alle stronzate non si possono dare risposte serie, e ad un anonimo che definisce casta quella dei dipendenti del Lirico non si puà che rispondere così…
          Se ha il coraggio, l’anonimo, venga in teatro e ripeta le sue cazzate ai lavoratori.
          Povero idiota…

      • Anonimo says:

        lavoratore hai capito tutto… secondo te io sono un trombato alle audiozioni? mai stai scherzando ? so solo suonare il campanello di casa,e pure dicono che gli uomini di cultura non sono permalosi si vede che non e il caso tuo,che ridere quando ho letto che secondo te mi hanno trombato alle audizioni, troppu togu, ciao lavoratore.

  30. sardina says:

    Caspita! Ho visto che si muove Bersani, naturalmente in modo intelligente e facendo parlare le sue seconde linee. Primarie nodo/snodo anche per il Lirico?

  31. Annalisa says:

    un grazie di cuore ai I lavoratori della Saint Gobain e ai compagni del circolo “Franco Serantini” solo con l’unione si vince!!!!!!!!

  32. Annalisa says:

    Carissimo Sovjet capisco quello che tu dici, poni l’accento sul fatto che a tuo parere la vertenza sia stata mal gestita e potrei darti ragione se non sapessi che da 5 mesi cercavamo disperatamente di avere un incontro con Massimo Zedda ( non lo incontriamo dal mese di aprile ) a cui abbiamo dato un intero anno di tempo per risolvere le situazioni pendenti gravissime.
    Abbiamo continuato a lavorare nella totale auto–gestione , dato che ci siamo resi conto che occorreva tempo per affrontare una valanga di problemi. Per cui abbiamo dato a lui la fiducia, sia nella risoluzione della vertenza di Di Benedetto che potevamo mandare via nei sei mesi di prova (gratis) ma si è voluto lasciarlo lavorare .Il risultato??? ha contribuito ad aumentare il debito con fornitori e cast che da 4 milioni è arrivato in pochi mesi a sette e ci è costato 200.000 € quando invece lo si poteva licenziare per giusta causa anche solamente per la disastrosa stagione sinfonica fatta con Marco Carta .
    Gli abbiamo prospettato mille problemi che richiedevano una soluzione urgentissima una azienda non può funzionare con il solo Direttore della produzione, ma senza direttore amministrativo e del personale e senza direttore artistico. Per cui su sua richiesta abbiamo fatto un piano industriale ( un insieme di progetti più che un piano industriale ) , poi ci ha chiesto di predisporre una proposta di stagione decentrata e l’abbiamo fatta anche se questi non sono nostri compiti.
    Gli avevamo fatto notare che la previsione di produrre la Salomè ed il Nabucco deciso da Di Benedetto ci avrebbero fatto spendere un mare di soldi. ma lui ha dato retta a Di Benedetto ed ora siamo costretti a cambiare Salomè avvisando all’ultimo momento il pubblico perché strana cosa..si è scoperto che costa troppo dato che ci sono 25 solisti..Nabucco è stata aggiustata in corso d’opera ed è costata molto meno grazie agli sforzi dei nostri colleghi.
    Abbiamo sempre fatto notare a Zedda gli scivoloni in cui si poteva incorrere, in maniera assolutamente costruttiva e dando piena disponibilità per risparmiare il più possibile, il tutto per salvare l’azienda.
    La nomina dei consulenti è stata spinta da noi dato che lui stava ancora prendendo tempo e anche in condizioni d’urgenza si rendeva irrintracciabile sia via mail che via sms che via telefono!!!!!!!!!Per cui ti domando quando arriva il momento di perdere la pazienza?????E te lo dice chi come te fa sindacato da tanti anni, che è sempre stata giudicata anche troppo mediatrice ma che in questa ed in altre circostanze si è resa conto che sono poche le persone che veramente sanno come deve funzionare un teatro e se poi nessuno ti ascolta e non hai una controparte con cui dialogare finisce anche la pazienza !!!!!!!!

    • Matteo says:

      Grazie per questo commento. Per chi si è fatto un’idea, ma chiede ulteriori risposte alle proprie domande, è arrivata finalmente una risposta nei toni giusti e con i crismi giusti. Che dire, grazie. E non sono ironico, te lo assicuro. Ti ringrazio davvero.

    • Finalmente qualcuno che spiega e non urla… grazie Annalisa…

    • Sovjet says:

      Ti ringrazio anch’io. Sono considerazioni sensate e certo pongono domande serie. Naturalmente è necessario sentire anche l’altra campana.
      Gli elementi per perdere la pazienza ci sono, resta il punto che quando si gestisce una vertenza ci si deve mettere nelle condizioni di ottenere dei risultati. Ma da uno scontro così duro non se ne esce. Io capisco che i lavoratori perdano la pazienza, ma ripeto, chi fa sindacato la pazienza la può perdere solo se questo va a vantaggio dei lavoratori.
      Tu, visto che fai sindacato da tempo come me, come pensi che si possa realisticamente uscire da questa situazione? Pensi che la capitolazione totale del sindaco sia un’ipotesi plausibile? Perché questo si chiede in fin dei conti, che abdichi alla sua responsabilità. Responsabilità, se è vera la tua ricostruzione, che finalmente si era presa.
      Lui ha la responsabilità di proposta e lui reputa la Crivellenti idonea al ruolo di sovrintendente. Il CdA si è presentato senza altre proposte. Io non entro nel merito, non ho competenze, ma la responsabilità è sua e se l’è presa.
      Poi, forse l’ho già scritto, io mi posso permettere di dire quello che voglio perché in fin dei conti non rischio nulla.
      Per questo mi permetto di dire che forse si poteva gestire tutto in altro modo, anche facendo buon viso a cattivo gioco e puntare sul piano industriale e sulla squadra.
      Ma è il vostro posto di lavoro e dal momento che il rischio è vostro, spetta a voi scegliere come agire. Vi auguro, e lo faccio senza alcuna ironia, un in bocca al lupo, perché la situazione è difficile e i tempi molto complicati.

    • Anonimo says:

      Annalisa, il suo commento dipinge una verità incontrovertibile. Il silenzio sui nodi importanti è la caratteristica del nostro Sindaco. E senza necessità di urla vengono al pettine problemi che non si risolveranno con dichiarazioni vuote e piccoli proclami che trovano un applauso facile e privo di valore.

  33. Simplicius says:

    Ripeto la domanda che ho fatto a Sovjet e alla quale non mi risponde. Magari lo fa qualcun altro. in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore progetto, sarebbe cedere ai poteri forti?

    • Matteo says:

      A quelle domande non risponde nessuno, devi andare in Via Puccini per farti rispondere, perché stranamente in questo blog si ha risposte e provocazioni su tutto, ma nel merito è difficile averle. Facciamocene una ragione.

    • Stefano says:

      chiedilo a Odabella… è l’unica che sa tutto delle domande e dei cv!!!

  34. Renato Scipioni says:

    I lavoratori della Saint Gobain e i compagni del circolo “Franco Serantini” esprimono la loro solidarietà ai lavoratori del Teatro lirico di Cagliari. Pisa 22/10/2012

  35. Anche io vorrei sapere quali sono le mancanze di cui è responsabile la Crivellenti, nella gestione della biglietteria.

    • Anonimo says:

      Caro Ale, la signora Crivellenti potrebbe essersi occupata della biglietteria in modo magistrale, resta, indiscutibile, la sua assenza di titoli. Non bastano due urla in campagna elettorale per cancellare il problema.

  36. shooter says:

    per corretta informazione rendo nota la lettera inviata a tutti i componenti del CDA prima dell’ultima riunione dello stesso.
    Saranno queste le pressioni che cita il Presidente ?

    Alla cortese attenzione del Dottor ……….
    Consigliere di Amministrazione
    della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

    Gentile Consigliere,
    riteniamo necessario e indispensabile richiamare la Sua attenzione, in questo particolare momento della vita del nostro Teatro, sul procedimento che il Consiglio di Amministrazione tutto ha approvato e posto in essere: la manifestazione d’interesse per la nomina del Sovrintendente.
    E’ utile ricordare la procedura che si attua nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche quando si intende procedere all’assunzione di una figura di un dipendente, sia esso un professore d’orchestra, un artista del coro, un addetto ai servizi amministrativi vari oppure ai servizi tecnici: si deve obbligatoriamente e legittimamente porre in essere una procedura che si chiama concorso o selezione o audizione con lo scopo di reperire sul mercato la professionalità migliore per implementare gli organici artistici, tecnici ed anche amministrativi dell’azienda facendo riferimento al C.C.N.L. delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
    Anche la figura del Sovrintendente fa riferimento ad un contratto collettivo nazionale di lavoro che, seppur diverso da quello precedentemente citato, viene applicato ed è quello dei Dirigenti d’Azienda, tant’é che si instaura di fatto un rapporto di “dipendenza” fra la figura giuridica “Fondazione lirica” ed il Sovrintendente.
    Questo Consiglio di Amministrazione, di cui Lei è legittimo componente, per selezionare la miglior professionalità interessata e disponibile sul mercato per la copertura di detta rilevante figura strategica, correttamente ha scelto di avvalersi di una manifestazione di interesse nazionale, e quindi di una prova selettiva.
    Stante il fatto che nella selezione indetta dalla Fondazione Teatro Lirico di Cagliari sono stati indicati alcuni presupposti e/o titoli di accesso, risulta assolutamente indispensabile analizzare preventivamente se tutti coloro i quali hanno presentato il curriculum sono effettivamente in possesso di tali requisiti di ammissibilità, a pena, quindi, di esclusione dalla selezione (un esempio fra tutti il possesso della laurea che per altro è richiesta anche per l’applicazione del contratto dei Dirigenti d’Azienda); in secondo luogo poi, qualora si decidesse di ricercare con trasparenza e regolarità estrema la miglior professionalità disponibile ed utile per guidare per i prossimi 5 anni la Fondazione cagliaritana, si dovrebbe fornire ai restanti concorrenti i seguenti strumenti di lavoro:
    gli ultimi tre anni di bilancio consuntivo,
    gli organici stabili e a termine dell’ultimo triennio,
    la programmazione artistica dell’ultimo triennio in sede e fuori sede,
    le presenze paganti e non paganti sempre relativa all’ultimo triennio,
    le dotazioni di magazzino utilizzabili ed il loro stato di conservazione e di eventuale utilizzo,
    ogni altro elemento utile per l’analisi compiuta e completa della vita artistica, economica e finanziaria della Fondazione degli ultimi tre anni.
    Sulla base degli strumenti di cui sopra, chiedere in un tempo ragionevolmente breve, la predisposizione di un vero e proprio PIANO INDUSTRIALE (comprensivo, quindi, sia della proposta artistica che corredato di tutti gli strumenti economico-finanziari) per giudicare e dare un punteggio alle singole parti degli elaborati, punteggio dato su criteri stabiliti in precedenza e su basi trasparenti e certe dallo stesso Consiglio d’Amministrazione o da una Commissione all’uopo incaricata.
    Qualora, invece, i tempi di definizione da parte del Consiglio d’Amministrazione venissero ritenuti troppo lunghi per dar corso alla procedura sopra illustrata, in sub ordine e solo dopo aver fornito gli strumenti descritti a tutti coloro che hanno i requisiti per la corretta e legittima partecipazione alla manifestazione di interesse (vale a dire i cosiddetti AVENTE DIRITTO), si potrebbe procedere ad una serie di AUDIZIONI direttamente in Consiglio d’Amministrazione dei partecipanti chiamati ad illustrare nel dettaglio e con dati certi direttamente agli organi deliberanti (Presidente, Consiglio d’Amministrazione, Collegio dei Revisori dei Conti) il PROGETTO della loro elaborazione su base 3/5 anni di attività.
    In tale eventualità non si può e non si deve prescindere da un confronto, seppur non vincolante per nessuno e con nessuna possibilità decisionale riconosciuta, con le OO.SS. o ancor meglio con tutte le componenti lavorative della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari che sarebbero poi chiamate a dare “corpo ed anima” ad un progetto che deve essere condiviso anche se non concordato preventivamente, nel rispetto reciproco dei ruoli, delle funzioni e delle responsabilità.
    Va rigettata, quindi, a tutti i livelli la scelta della figura del Sovrintendente al di là ed al di fuori dei requisiti minimi richiesti dallo Statuto della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, dalla manifestazione di interesse nazionale e anche dalla corretta applicazione del Contratto dei Dirigenti d’Azienda e va ancor più rigettata la possibilità di scegliere tale figura senza conoscere e sapere preventivamente quale dovrebbero o potrebbero essere le linee-guida di natura artistica ed economica per il mantenimento e lo sviluppo del nostro Teatro.
    Va inoltre sottolineato che la procedura della manifestazione d’interesse messa in essere non è stata conclusa, pertanto ciò genererà sicuramente dei ricorsi da parte dei partecipanti alla stessa, che se accolti potranno sfociare in un possibile commissariamento di tutto il Consiglio di Amministrazione.
    L’unica possibilità, quindi, che si vede è quella della procedura selettiva nelle sue due articolazioni sopra esposte in quanto la figura di un “dipendente” anche se si tratta del Sovrintendente (Dirigente d’Azienda) non può essere scelta sulla base dell’intuito personae, bensì solo ed esclusivamente attraverso una selezione chiara e trasparente, unica garanzia questa per i lavoratori della Fondazione cagliaritana per vedere il loro posto di lavoro assicurato e la Cultura Musicale in Sardegna rafforzata attraverso la valorizzazione della più grande INDUSTRIA CULTURALE presente nell’isola.

    Confidiamo nel Suo senso di responsabilità e restiamo in attesa della Sua decisione.

    • potrei sapere se prima della rattifica della nomina dei precedenti sovrintendenti, che erano evidentemente frutto di nomine politiche e dannose al lirico, sono state inviate lettere simili al CDA? e se no, potrei capire cosa succede oggi di diverso rispetto a prima? perchè la Crivellenti è peggio di Di Benedetto a priori?

      • Shooter says:

        @tato
        No, che io sappia non ha precedenti.
        Ma non ha precedenti neppure la pubblicazione di una “manifestazione di interesse per la sovrintendenza del lirico di Cagliari”.
        Le nomine precedenti, sono state di tipo politico e tutti gli eletti avevano le caratteristiche come da statuto.
        Es. Pietrantonio era consigliere di amministrazione del San Carlo di Napoli
        Di Benedetto era sovrintendente al Carlo Felice di Genova.
        Per l’ultima domanda, Non ritengo di dover rilasciare giudizi sulla persona, se peggio o meglio di Dr. Di Benedetto attualmente non è dato saperlo.

        Saluti

        • grazie per la risposta chiara e pacata, finalmente alcuni di voi stanno spiegando in modo sereno quello che succede e sta succedendo

          saluti

        • Stefano says:

          essere nel cda di un ente consimile non è avere esperienza!!!!!

  37. Vito Biolchini says:

    I lavoratori del Lirico pretendono le scuse da Zedda.

    COMUNICATO STAMPA
    SlC- Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil Fials-Cisal Snater Libersind CSS USB

    R.S.U

    COMUNICATO STAMPA

    Le O.O.S.S. e la RSU del Teatro Lirico di Cagliari, intendono denunciare la gravità delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Massimo Zedda sabato sera all’Hotel Mediterraneo (video).
    Tali affermazioni risultano ancor più gravi in quanto espresse dal Presidente della Fondazione, rappresentante legale dell’azienda.
    E’ indecoroso accanirsi contro 300 Lavoratori che hanno l’unica colpa di aver richiesto il rispetto della legalità e della trasparenza.
    E’ troppo facile diffamare un’azienda per spostare l’attenzione dal reale problema, cioè il mancato rispetto dello Statuto della Fondazione, delle leggi vigenti e dell’iter della manifestazione d’interesse, bandita dallo stesso Presidente e dal C.d.A. in data 4 giugno 2012.
    Quindi, una vertenza sindacale che attiene esclusivamente al merito e ai contenuti.
    Mai nessun Presidente prima d’ora si era spinto ad un attacco così violento e diretto nei confronti dei Lavoratori del Lirico.
    Mentre il Presidente scomodava Fellini con un paragone offensivo e del tutto privo di fondamento, le maestranze del Teatro ricevevano grandi elogi da uno dei più famosi direttori d’orchestra, M° Aldo Ceccato, mettendo il suggello ad una serata trionfale a cui solo Zedda, per l’ennesima volta mancava.
    Il Presidente e il CdA devono urgentemente riprendere la procedura della manifestazione lasciata sospesa.
    Perdere ulteriore tempo paralizza l’azienda e ne impedisce la programmazione e la stesura del bilancio preventivo, condizione necessaria per l’attribuzione della quota di F.U.S. 2013.
    Le OOSS, la RSU e i Lavoratori tutti, infine, invitano il Presidente Massimo Zedda a presentare formali scuse pubbliche per le pesanti diffamazioni.
    I Dipendenti del Teatro Lirico di Cagliari meritano rispetto e tutela al pari di tutti gli altri Lavoratori sardi in difficoltà, ai quali va la nostra piena solidarietà.
    Cagliari, 22-10-2012
    Simone Guarneri
    Per le O.O.S.S. e la RSU

    • Sovjet says:

      Io l’ho sentito il discorso di Zedda, mi pare che le RSU del Lirico no. Cosa c’entrano i complimenti del maestro Ceccato? Perché Zedda ha detto qualcosa sulla professionalità dell’orchestra? L’unico passaggio è sulla critica preventiva, che sarebbe “come fischiare un’orchestra prima della prima nota”.
      Rispetto a cosa dovrebbe chiedere scusa, al fatto che all’Alcoa il lavoro lo stanno perdendo davvero e al Lirico no, perché dal punto di vista economico – grazie anche all’azione di questa amministrazione – i conti sono stati messi in salvo?
      Non se la deve prendere con chi ha lasciato il buco di bilancio che ha trovato al suo insediamento?
      Qui veramente siamo alla follia. Almeno sentirsi l’intervento e stare sul merito!

      • Di Legno says:

        In effetti, a riascoltare l’intervento del sindaco, dovrebbero essere i lavoratori a dover chiedere scusa a Zedda!

      • Bruno Ghiglieri says:

        Be’, Marcello, il richiamo a Prova d’Orchestra di Fellini non suonava proprio come un complimento. Nemmeno io c’ero, ma ho sentito il video e ti assicuro che si comprende benissimo il senso del discorso di Zedda. Dai, va bene la militanza, ma non parlare di follia.

        • Sovjet says:

          Nessuna follia e la militanza non c’entra nulla (ma è facile tirarla fuori per rispondere, è una forma di fallacia argomentativa “ad hominem”, come direbbe il mio amico Zurru) in mezzo ad un intervento più lungo del solito, non credo che abbia offeso i lavoratori. Risposto sì, ma non mi pare che i lavoratori siano stati molto teneri col sindaco.
          Credo che il senso del discorso fosse chiaro e l’obiettivo la mala gestione, rispetto alla quale non si può certo dire che non vi fosse, che ha portato il Teatro quasi al fallimento.
          Se poi lo si vuole leggere come attacco ali lavoratori, liberi di farlo. Tanto ormai vale tutto.

    • Greyound says:

      Siamo solo agli inizi, Vito analisi molto lucida, Zedda non lo fermi piu’…. Il PD non muove piu’ tanto e la cultura ne vedrà altre, siamo nudi in pieno inverno. Ammettere un errore era la strada, onesta e rivoluzionaria per un politico, davvero nuovo.

  38. le lotte dei lavoratori sono sacrosante per definizione, a loro sempre e comunque, in ogni forma, la mia solidarietà.
    io sono un precario della Provincia, che alla pari dell’Ente Lirico, è “volente o molente…”un ente assimilato al pubblico, gestito da ente pubblico, con gioie e dolori che solo il fantastico mondo degli enti pubblici regalano..
    cioè, l’ente lirico, alla fine viene gestito esattamente come un ente pubblico viene gestito.
    anche noi paghiamo, come i lavoratori dell’ente lirico, la gestione di determinate pratiche nel corso dei decenni, nell’avvicendamento delle varie etnie politiche..
    questo, ribadisco è quello che succede quando ai vertici dei posti chiave della politica, vengono messi o luminari della scenza del latrocinio, o perfetti incapaci di intendere e di valere.
    io direi che sarebbe ora di fare un fronte unico di tutti i precari, compresi i cassintegrati e quelli cui, per cattiva e piratesca gestione imprenditoriale, è stata negata la setssa cassa integrazione.
    io mi sono rotto di avere più rate che diritti.. lavoro 8-9 h al giorno e grazie alla fantastica invenzione delle agenzie intestinali, mi viene versato solo il 50€ dei contributi, non ho alcun privilegio se non quello invidiabile……….. di far parte del fantastico mondo dello stipendio sicuro a fine mese..wow!
    rispetto per la lotta dei alvoratori!

    • Sovjet says:

      Se lavori per un’agenzia interinale che ha un contratto di somministrazione con l’amministrazione, hai il diritto di essere trattato come un dipendente pubblico di pari categoria. Almeno questo dice la legge…

  39. Annalisa says:

    Caro Sovjet l’ho detto e lo ripeto finiamola di fare fanta-politica e di leggere Ludlum prima di dormire…..cerca in internet quante volte i lavoratori e i sindacati hanno denunciato le forti pressioni o meglio infiltrazioni politiche per assunzioni clientelari ( saranno una decina ), non è inusuale in tutte le aziendae e tu lo sai…..non ha forse asserito Mauro Lissia che c’è una situazione analoga a Molentargius???? il riferimento che tu fai ad Angelo Vargiu è però inopportuno visto che non era segretario cisl da tempo, ma era reduce dal suo incarico al comune, vicino al sindaco…quale strada scegli????? chi è più forte??? il sindacato o il sindaco ????
    Le pressioni sindacali di cui si parla sono lecite e tutte scritte sulla carta e riguardano semmai denunce di non rispetto delle graduatorie che si tengono per legge in teatro o ancora sempre in difesa di precari che sono tali da oltre 10 anni.E a questo proposito vorrei dire che siamo tanto privilegiati che ci hanno bloccato le assunzioni a tempo indeterminato e da noi la gente va in pensione da precario ( vedi la sartoria un solo capo e 15 precari con anzianità dai 15 anni in giù ) non esiste la cassa integrazione e per noi neppure la mobilità !!!!!!! ed ora ci hanno tolto anche la disoccupazione !!!!!!!!
    Io per prima ho rotto le balle a Zedda per la biglietteria da un anno e non mi pento di aver fatto il mio dovere.
    e lo è nella misura in cui da quando non ci sono i colleghi abbiamo perso tremila abbonati!!!!!!!!!!!! lo è perché i colleghi hanno vinto una conciliazione dal giudice che è stata disattesa anche nel diritto di anzianità pregressa. ( in media 12 anni )….
    Ma poi che proprio un politico venga a dare lezioni di verginità…….ma mi faccia il piacere!!!!!…Il lirico era bacino di voti……..e perché lui forse non ha ricevuto voti dal Lirico?????? certo non li ha chiesti, ma ha fatto esattamente come Emilio Floris che non li aveva mai chiesti…..
    Vi dico la mia. Zedda sta cavalcando il cavallo dell’anti-politica fa ne più e ne meno quello che fanno i piccoli sindacati che per farsi grandi attaccano gli altri sindacati dicendo:” noi siamo diversi”…..la tiriade è corrotta !!!!!! si crea il suo partito rimpinguandolo di gente sbandata e poi gonfio dei nuovi numeri fa il togo con il PD e magari a breve si candida come Governatore della Sardegna meditate gente meditate!!!!!!!!!! Gli serviva uno scoop per fare la gran figura del non politico ( Renzino 2 alla riscossa ) Lui che nella politica c’è cresciuto!!!!!!!
    grazie Vito grazie perché sei un grande, perché vai contro-corrente, perché sei un bravo giornalista d’inchiesta ma sopratutto perché non hai mai perso la capacità di dissentire civilmente!!!!!!!!
    Per quelli che invece scivolano sulla bava posto una poesia di Trilussa :

    Quanno de notte sparsero la voce
    che un Fantasma girava sur castello
    tutta la Folla corse e, ner vedello,
    cascò in ginocchio co’ le braccia in croce.
    Ma un Vecchio restò in piedi, e francamente
    voleva dije che nun c’era gnente.

    Poi ripensò: – Sarebbe una pazzia.
    Io, senza dubbio, vedo ch’è un lenzolo:
    ma più che di’ la verità da solo,
    preferisco sbajamme in compagnia.
    Dunque è un Fantasma, senza discussione. –
    E pure lui se mise a pecorone.

    • Sovjet says:

      Cara Annalisa, ho cercato di illustrare in modo più chiaro possibile il mio pensiero. Ti chiedo lo sforzo di leggere (lo so, è un commento troppo lungo!) e di commentare.
      Ti assicuro che io non ho nulla contro i lavoratori e credo che loro abbiano tutti i diritti di mostrarsi preoccupati: chi si è scottato in passato tende a temere il fuoco più di ogni altro. Ma credo anche che questa vertenza sia stata mal gestita. Cerco di spiegarlo.

  40. Gentile Biolchini,
    «Quale che sia la mia “grave forma di conflitto di interessi” sulla vicenda del Lirico non capisco bene. Ma capisco bene le insinuazioni di chi afferma che io non potrei parlare di cultura perché… perché… Perché?»
    Mi scusi ma questa volta davvero non ci siamo. Che lei mi attribuisca così poca onestà intellettuale mi offende profondamente. Glielo ridico: che lei possa pensare che mi spinga a insinuazioni, quindi dichiarazioni allusive che farebbero pensare a chissà quali interessi sotterranei di Vito Biolchini, mi fa girare ampiamente le palle, perché non è così e non mi pare di avere mai parlato in questa maniera. Anzi, se proprio devo essere sincero, lei non ammette i miei commenti quando sono fin troppo espliciti!
    Per cui vediamo di chiarire (perché invece io, a lei, l’onestà intellettuale l’ho sempre riconosciuta, in pubblico e ancor di più in privato).
    1) Errore politico grave: credo non ci sia possibilità di equivoci. Significa interpretazione politicamente debole di quanto accade, sia dal punto di vista strategico che tattico. Ad agire in questa maniera, secondo me, si sbaglia l’analisi e soprattutto si provoca un danno proprio alla cultura.
    2) Grave forma di conflitto di interessi: ciò significa che una persona come lei (ed altri) così convinti che sul discorso della «cultura» – coniugata nel senso che lei intende – si giochi il futuro dell’umanità (mi lasci esagerare, ma credo renda l’idea), quindi così intellettualmente concentrata sul problema culturale da trascurare tutto il resto, una persona come lei, appunto, abbia poca lucidità nell’interpretazione di quanto accade. Quindi – e lo ripeto – sto parlando di un atteggiamento mentale! Lei è tanto pieno di «cultura» che non vede a un palmo dal suo naso!
    Ora i casi sono due: o lei davvero non ha capito il mio pensiero – e ci potrebbe pure stare proprio per il «grave conflitto di interessi», ma non è che mi piaccia – oppure sta davvero pensando che quel coglione di Ainis si diverta a dire che Lucido Sottile o chissà chi cazzo, prende soldi dal Lirico o dalla cultura o chissà da dove mai, e lei deve stare zitto. (Le pare abbastanza esplicito?)
    Se è questo che pensa di me, se ne può andare a quel paese senza passare dal via: lei e quelli come lei! Se pensassi una cosa del genere gliela direi in faccia e non commenterei sul suo blog. Anzi, con lei non ci parlerei neppure!
    Infine, che io abbia potuto dire che lei «non dovrebbe parlare di cultura… perché», se l’è inventato!
    Caro Biolchini, so benissimo che pubblicherà questo intervento e le domando, cortesemente, di rispondermi, perché tutto mi si potrà dire – e mi viene detto – ma non che mi piaccia insinuare ciò che ventila lei.
    Grazie.
    Cordialmente,

  41. Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

    Certamente il sindachetto si è dimenticato di dire che l’unico piano si sviluppo da lui approvato e apprezzato è proprio quello preparato dai lavoratori e dalle OO.SS.
    Ha tenuto in carica Di Benedetto senza che questi avesse preparato un valido piano di sviluppo (il cosiddetto “piano industriale”), poi Di Benedetto partorì un piano fatto preparare da una ditta esterna (costo dei decine di migliaia di euro a carico del teatro) in cui si arrivava alla folle conclusione che “non è conveniente produrre” !!!
    Nonostante questo, il sindachetto ha atteso a lungo prima di liberarsi di un tale sovrintendente ed ha atteso abbastanza da dovergli pagare una sostanziosa buonuscita al momento della rescissione del contratto. Se lo avesse fatto da subito, e il flop targato Marco Carta gliene dava la possibilità, non avrebbe dovuto sganciare neppure un euro.
    Ora si ripete: nomina un sovrintendente che non ha nessun piano di sviluppo, nessuna idea, oppure, se ce l’ha, non si è degnato di sottoporlo all’esame del CdA. Ghe pensi mì, dice il sindachetto che non si differisce certo da chi prima di lui ha pronunciato questa frase.

  42. Sovjet says:

    Caro Vito, non è che tu sia molto più leggero di Massimo Zedda sul Lirico, come è giusto che sia un giornalista con la schiena dritta…

    “Radio Teatro Lirico parla di amanti di politici assunte, sindacalisti in carriera, sprechi assurdi avallati da un cda incompetente. I politici invece denunciano le pressioni dei sindacati e le loro proteste ad orologeria, placate solo da promozioni e prebende.
    Tutte voci, per carità. Ma non è un’invenzione che Angelo Vargiu sia direttore commerciale e del marketing del Teatro Lirico. Vargiu è stato per anni segretario territoriale della Cisl, poi assessore ai servizi sociali del Comune di Cagliari, poi ancora a capo della fantomatica agenzia di sviluppo comunale Ask, per poi essere parcheggiato a spese nostre a ricoprire un ruolo per il quale non credo abbia le competenze giuste.”

    • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

      Sovjet, i dipendenti del Lirico hanno denunciato prima di te queste cose: non confondere con i lavoratori assunti in base al CCNL e i lavoratori assunti con contratto di collaborazione, fra i quali si trovano di certo amanti e amichetti…
      Sia ben chiaro che anche fra i contratti di collaborazione ci sono persone valide che meritano ciò che hanno.

    • Simplicius says:

      Ripeto: e siccome c’è lo scandalo di Vargiu al Lirico, allora vi dovete prendere la Crivellenti e non si deve dar seguito all’apertura delle buste?
      Sai che sono semplice di ragionamenti e non capisco una cosa: in che modo aprire le buste, fare una lista dei dieci, sei, quattro migliori profili, chiedere a loro una bozza gestionale triennale e poi decidere il migliore, sarebbe cedere ai poteri forti?
      Me lo vuoi spiegare con calma e pacatezza?

      • Sovjet says:

        Da quello che so io, l’apertura delle buste c’è stata, ma partecipare alla manifestazione di interesse non era vincolante in alcun modo per il CdA (come evidente dal bando e dal fatto che si crei una “long list” e non la classica “short list” da cui attingere). Detto questo, ciascun componente del CdA doveva selezionare dei nomi e portarli alla riunione, con tempi stretti (ammetterai che si è in forte ritardo). Massimo è arrivato con la Crivellenti, gli altri con nessuno. Per altro qualche segnalazione di candidati che non non avevano partecipato alla manifestazione di interesse pare sia arrivata anche da parte di chi oggi grida alla legalità violata.
        Perché Massimo ha scelto la Crivellenti? Perché la reputa adeguata al ruolo e con un curriculum adatto. E dal momento che lui è fra quelli che questa valutazione la possono fare, l’ha fatta.
        Se ci fosse stato maggior tempo credo che l’approccio migliore sarebbe stato quello proposto da shooter. Ma non credo ci fossero i tempi per una procedura così complessa.

        • Matteo says:

          Io ricordo una frase riportata di Vito e da lui stesso pronunciata al Ghetto degli Ebrei (credo). Nello specifico una domanda a Zedda, ovvero “ma il sovraintendente”? Era ad una iniziativa del Pd e si era già in ritardo ed eravamo non so quando, ma diversi mesi fa. Ora, perché c’è poco tempo? Chi l’ha perso? Chi non ha deciso potendolo fare? Perché far sprecare tempo alle persone (e risorse e speranze) che hanno inviato il loro cv se poi tanto non si sarebbe scelto dai cv? Io questo non lo capisco, poi magari la sovraintendente farà un gran lavoro e lo spero, ma sono le procedure e i modi che non mi piacciono. Certo, finché non piacciono a me tanto quanto, ma il muro contro muro non è una soluzione. Ho capito Sovjet cosa intendi, però mi piacerebbe da chi cerca di trovare delle giustificazioni, per altro legittime, anche una maggiore critica e, magari, anche un certo pungolamento verso il sindaco che, d’altronde, è lì grazie e soprattutto al vostro (e nel mio piccolo anche del sottoscritto) lavoro. La forza di un sindaco di sinistra è avere elettori critici e che non sono più realisti del Re e che gli fanno capire quando sta rischiando di farla fuori dal vaso. Questo mi sembra il caso e dopo il discorso di ieri mi sarei aspettato meno applausi e più domande, ma forse non era l’occasione adatta. Vorrei che si recuperasse il bandolo della matassa, sono infastidito non per chissà che cosa anche perché ritengo ottimo il lavoro dell’amministrazione in tanti campi, ma sulla cultura mi aspettavo la vera inversione di tendenza che non c’è stata e l’episodio Crivellenti ne è il più eclatante esempio.

        • Anonimo says:

          L’apertura delle buste non c’è stata, poni menti a mei, tanto che il CdA per quello si riuniva, per visionare i curriculum, e invece Zedda è arrivato con nome in tasca che rendeva inutile l’apertura delle buste e la valutazione dei profili. Il tempo poi sempre Zedda l’ha fatto mancare, col suo silenzio/assenza durato sei mesi. Vi vedo in imbarazzo a difendere ad oltranza una stupidaggine del sindaco, e poi a marmellatizzarla in gorghi di ragionamenti autoconsolatori. Il bisogno di appartenenza tende a cristallizzare le emozioni, laddove la ragione non vuol mettere in discussione le certezze che danno senso e sicurezza. Ma è la verità che vi farà liberi, anche a costo del vostro stesso dolore.

        • Sovjet says:

          Da quello che so io, ciascun membro del CdA doveva proporre un nome, ma solo Zedda è arrivato con un nome e la manifestazione di interesse non era vincolante in alcun modo, come risulta dal bando, a leggerlo. Poi, non dubito che tu ne saprai più di me…

    • Sovjet says:

      Dev’essere il mio destino: non posso scrivere senza essere frainteso. La citazione che ho riportato, tratta da un post di Vito, significa solo una cosa: quella “ragnatela” di interessi vischiosi attorno e dentro al Lirico non è invenzione estemporanea di Massimo Zedda.
      Con la cautela del giornalista professionista Vito la riporta come voce di “Radio Teatro”, che immagino composta da chi dentro il Teatro lavora, quindi anche dei suoi lavoratori. Che quindi possono essere chiamati a testimoniare. Su una cosa possiamo essere d’accordo: non c’è stato un’età dell’oro decaduta con l’arrivo di Zedda alla presidenza del CdA.
      A meno che questa ragnatela non si sia dissolta da sola (fenomeno teoricamente possibile, ma di cui non si hanno riscontri nella realtà) credo sia interesse di tutti reciderla e costruire le condizioni perché non si riformi mai più. Questo è il mio primo punto, siamo d’accordo o no?
      Il mio secondo punto riguarda il lavoratori. Io penso che la loro preoccupazione sia legittima e che sia loro diritto anche manifestare il loro disappunto per una nomina che non reputano adeguata. Però da qui ad ipotizzare la distruzione totale del Lirico a causa della Crivellenti e comportarsi di conseguenza, innescando un conflitto dove ormai nessuna delle due controparti può recedere ce ne passa. Ciascuno di noi fa il suo mestiere, io fra le altre cose ho fatto e faccio (sempre con più fatica a dire il vero) l’RSU, eletto nelle liste della CGIL. Io credo che impostare in questo modo il confronto col presidente del CdA sia stato un errore. E lo sarebbe stato anche se quel presidente fosse stato ancora Floris o Fantola. Per altro, l’esperienza passata sta lì a dimostrare che il curriculum non garantisce nulla senza la vigilanza del CdA. E infatti per salvare il Lirico è stato necessario un intervento combinato di Regione e Comune, che hanno messo in sicurezza attività e stipendi. Attività e stipendi non messi in pericolo da Zedda e dalla Crivellenti (per quanto disastrosa possa essere stata la sue gestione della biglietteria), ma dai sovrintendenti passati e dal CdA, che fra le altre incombenze ha quella di approvare il piano industriale e di vigilare sulla sua realizzazione.
      Un errore nelle relazioni industriali dicevo, perché non si è aspettato per capire quale sarebbe stato il progetto reale e quale la squadra chiamata a realizzarlo.
      Che la Fondazione debba cambiare, riducendo la dipendenza dal finanziamento pubblico e aprendosi maggiormente sta nell’ordine delle cose del tempo presente, non capirlo potrebbe portare a bruschi risvegli, Crivellenti o non Crivellenti, Zedda o non Zedda (ma io Vasco Rossi al Lirico proprio non ce lo farei suonare, meglio che so, i Dead Can Dance, che sono sempre musica leggera). Quindi secondo punto: errore da parte dei sindacati nell’impostazione della rivendicazione.
      Il mio terzo punto riguarda il rischio di apparire all’opinione pubblica non lavoratori in lotta, ma una casta di privilegiati. Lo dico perché lo vivo in prima persona come dipendente pubblico (con una laurea presa col massimo dei voti, due anni di specializzazione, un master e molta altra formazione finanziata da me medesimo): spesso noi lavoratori tendiamo a vedere l’organizzazione in ci lavoriamo come l’ombelico del mondo, mentre per quelli di fuori siamo lavoratori come altri. Anzi, siamo privilegiati perché il lavoro non è a rischio mentre molti lo stanno perdendo, perché le retribuzioni sono un pochino superiori a quelle medie, perché si hanno le garanzie di un contratto applicato, cosa che magari non avviene dappertutto allo stesso modo. Io a volte devo spiegarlo anche ai miei che certe rivendicazioni, in punta di contratto potrebbero essere anche giuste, ma oggi semplicemente non sarebbero capite. La prova? Se Vito pubblica un post sulla riduzione di 2,30 euro a buono pasto per i regionali chi va a dirlo che il contratto collettivo diceva altro? Si dirà che giustamente è stato portato al livello degli statali (che però non hanno i limiti numerici che noi abbiamo). Poi certo, ci sarà sempre qualcuno con un buono inferiore a cui rapportarsi, finché qualcuno dirà: “ma perché cazzo questi devono avere un buono pasto?” E quello che era un diritto non ci sarà più grazie al meccanismo della rana bollita (o dell’erosione degli obiettivi, se si sa qualcosa di pensiero sistemico). L’ideale sarebbe quindi lottare duramente fin da subito: ma quanti di voi sosterrebbero una lotta del genere? Nessuno! Perché il dipendente pubblico non fa un cazzo. Così l’artista, quanti credete pensino che fare l’artista sia un lavoro? Chi lo fa, i parenti di chi lo fa e qualcuno di livello culturale medio alto (ci sono eccezioni, ma sono appunto eccezioni). Quindi, dire come fa qualcuno, che i militanti di Sel pensano che gli artisti non siano lavoratori è una madornale idiozia, che rischia di alienarsi l’appoggio di persone, che per cultura e sentire politico, all’arte e agli artisti sono vicini (Vendola, per dire, è politico ma anche poeta). Quindi terzo punto, attenzione all’impatto che si ha sull’opinione pubblica, perché viviamo in tempi barbari e si potrebbe essere non capiti.
      Riassumo e concludo:
      1) Esisteva ed esiste una ragnatela di interessi vischiosi attorno e dentro al Lirico, di cui i lavoratori erano consapevoli e che hanno denunciato, che è necessario spezzare e inibire.
      2) È legittimo che i lavoratori esprimano il loro disappunto, ma la vertenza è stata mal impostata dalle organizzazioni sindacali, che l’hanno trasformata in un negoziato a somma zero, dove uno vince e l’altro perde, senza possibilità di mediazione.
      3) Attenzione all’ambiente circostante, la crisi fa sembrare privilegi quelli che sono diritti e l’opinione pubblica, tra l’artista del Lirico (o il dipendente pubblico) e l’operaio licenziato sa subito da che parte stare. Questo significa che le vertenze vanno gestite avendo la consapevolezza di quello che si ha attorno e di cosa succede.
      Si può essere d’accordo con me o contrari, ma spero senza fraintendimenti.

      • Simplicius says:

        scusa ma non mi hai risposto

      • oberdan says:

        Come sempre si parla di mele e lei risponde con pere, di canne da pesca e lei risponde con bonsai. Guardi che non siamo scemi e questa pratica è vecchia come il cucco e si chiama disinformazione.

    • lavoratore del teatro. says:

      @Sovjet.Non so se ne sia al corrente, ma anche la Crivellenti arrivò in teatro proprio nello stesso periodo.

  43. Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

    Come lavoratore del Lirico, non posso che essere grato a Vito Biolchini per aver analizzato nell’unica maniera corretta lo sciagurato intervento di Zedda.
    E’ vero: il sindachetto detesta i lavoratori del Lirico e li considera non vittime ma beneficiari degli sperperi delle precedenti amministrazioni.
    Giova ricordare che i lavoratori stanno pagando di tasca loro il disastro lasciato da Meli prima e Pietrantonio (con Caldo distruttore di documenti scottanti) dopo, con un taglio della retribuzione del 30%.
    E giova anche ricordare che i recenti flop della gestione Di Benedetto (con relativi costi a carico del teatro e della collettività tutta) portano anche la firma di questo “eroe” che si chiama Massimo Zedda.
    A Cagliari si è creduto di avere il Massimo, ma ci si è ritrovati col minimo.

  44. Ma questa Crivellenti cosa ha combinato per meritarsi questo ostracismo? Qualcuno lo può spiegare? Sgobbava biglietti? Perdeva le chiavi dell’ufficio? O ha impedito agli orchestrali di parcheggiare all’interno del Teatro? Io ero al Mediterraneo e l’attacco del sindaco non era certo rivolto a considerare quelli del lirico dei lavoratori diversamente utili, ma a ridimensionare una protesta che in confronto ad altre (energit e via dicendo) appare sopra le righe.

    • La Crivellenti pare non abbia gestito al meglio la biglietteria del lirico e non ha mai gestito un lirico… quindi deve essere lapidata quanto prima.
      Per fortuna che il precedente sovrintendente Di Benedetto avesse un CV di tutto rispetto visto che aveva appena fatto quasi fallire il Lirico di Genova, anche lui non è che andasse proprio bene… infatti c’è stata una clamorosa protesta durata 5 minuti e 22 secondi…
      Poi è scandaloso che pare che le Crivellenti voglia portare la Mannoia al Lirico… vergognoso! Quando si possono avere sovrintendeti in grado di portare artisti del calibro di Marco Carta o altri che spendono pochissimi soldi per avere Sting… (cose che sono successe con lo stesso CDA di oggi, quello che viene applaudito per capirci, o quasi, a parte il Presidente… quello cattivo.. quello che 4 mesi fa ha ottenuto il prestito dalla regione per salvare il lirico…)

      • Matteo says:

        Tato, sono sempre lo stesso di prima. Vorrei che a tutti entrasse in testa un concetto non mio, ma di un partito che grazie a quel concetto ha preso abbastanza voti da far entrare il suo principale esponente in consiglio (no, non sono io e non li ho nemmeno votati, io ho votato Sel credendoci e continuando a crederci, nonostante alcuni): MEGLIO DI PRIMA NON CI BASTA. E’ così difficile da capire? Non ce l’ho con te, però basta con i confronti con prima, l’ho scritto anche altre volte, confrontarsi con i Floris o i Farris di turno è troppo facile. Alziamo il livello, perbacco!

        • mi spiace Matteo, a parte che io penso che meglio di prima mi possa bastare, ma in ogni caso il mio intervento non voleva essere un confronto col passato nell’ottica in cui l’hai inteso tu… e considerando che alcuni lavoratori del lirico hanno intelligentemente scritto “ce ne ricorderemo alle urne” mi pare di non essere io quello con la memoria corta o che abbassa il livello del confronto…
          io non faccio il confronto Zedda/Floris o Farris, ma figurati… quello è l’ABC, anche mia nonna di 89 anni farebbe di meglio… io faccio il confronto Lirico/Crivellenti – Lirico/Altri… e mi faccio delle domande…
          ribadisco che le mie perplessità derivano da una reazione che gli stessi attori attuali non hanno avuto in situazioni molto peggiori, e mi chiedo perchè.

        • Matteo says:

          Sai Tato, anche io mi trovo in difficoltà di fronte ad alcune reazioni, perché probabilmente la verità sta nel mezzo. Però penso anche che un sindaco debba andare oltre ed evitare il muro cotnro muro. Non solo per opportunità politica, cosa della quale non me ne può sbattere di meno, ma soprattutto per semplice modus operandi. A me non piace come affronta la vicenda Zedda (e con lui la Crivellenti) e io ho votato per lui e, a prescindere d questo, è il mio sindaco e lo sarebbe anche se non l’avessi votato, mentre i sindacalisti che hanno aperto bocca così come i lavoratori sono tutto ciò che vogliamo, ma di certo non li ho votati ne’ mi rappresentano a livello istituzionale. Poi, se vuoi un mio parere sul perché questa levata di scudi così rumorosa, eccolo: perché ci hanno creduto davvero ad un diverso modo di operare e si sa, l’innamorato tradito fa cose peggiori dell’innamorato respinto (passami la metafora). E un altro ancora: perché ad una certa dirigenza del lirico brucia il (prosegui tu) e ha paura che certe pentole vengano scoperchiate. Di questo, però, da elettore, me ne frega meno. Basterebbe davvero poco, in ogni caso: si continui pure con la Crivellenti, ma si presenti alle svelte questo benedetto piano industriale e con esso si presenti chi deve gestirlo assieme alla signora.
          Una volta fatto, qualsiasi critica e qualsiasi replica alle stesse avranno un soggetto ed un verbo che non sia personalistico, da un lato e dall’altro. Fermo restando che a me la scelta fa ribrezzo (per questioni oggettive, non certo di genere), ma ad un certo punto ci si deve venire incontro, chi è contrario e chi è a favore, per il bene di Cagliari e non di Matteo, Tato o Biolchini.

        • le nostre opinioni non sono distanti e tu sei un romantico come me, che resta deluso dal politico in cui aveva creduto (almeno nella situazione attuale)… ma le urla che arrivano dal lirico mi fanno supporre che queste non arrivino dallo stesso romanticismo che muove me e te… comunque, voglio continuare a credere in Massimeddu, anche se in questo caso non ha fatto la scelta di metodo migliore…

    • Sì, ho capito che ha fatto degli errori, ma nello specifico cosa ha combinato? Di quale cifra si parla? Sparivano i biglietti? Sparivano gli incassi? Sparivano i bigliettai? Non si aprivano i botteghini in tempo?

    • Enrico says:

      Ciao “Lavoratore del Lirico di Cagliari”, Mi chiedo e ti chiedo, errori di che tipo ?
      (son semplicemente curioso e non ho alcuna vena polemica)
      Premetto che non so bene in cosa consista dirigere una biglietteria.
      Suppongo che l’unica cosa da fare in una biglietteria sia vendere biglietti e non credo che sia più difficile che farlo in un cinema o da qualche altra parte, quindi se davvero ha fatto casini son curioso di capire di che casini si tratta. In ogni caso spero che il lavoro di direzione della biglietteria sia articolato, perchè far casini li, significa davvero non saper fare una mazza.
      Grazie in anticipo per la risposta.
      Enrico

      • Gianluca says:

        Durante la sua permanenza nella biglietteria.. questa è stata smantellata ed è stata data in gestione al box office con considerevoli danni al teatro ed ai suoi spettatori. Il rapporto che esisteva tra la biglietteria e gli abbonati è stato dimezzato, questi ultimi non sono riusciti più a comunicare e ad avere notizie sulle campagne di abbonamento e sugli spettacoli. Il Box Office pretende per ogni biglietto una maggiorazione di 10 euro come diritto di prevendita.. cosa che non accadeva con la biglietteria interna e che ha messo in difficoltà decine di spettatori anziani che in molti hanno dovuto rifiutare. Tutto ciò ha sorbito l’effetto di un calo drastico di abbonamenti e di spettatori paganti……… ecco il grave danno che ha fatto la Crivellenti!!!!!

        • pinupretzisu says:

          ma queste non sono decisioni che spettano al sovrintendente o al cda ?
          quando mai un dipendente può decidere prezzi, contratti, assunzioni etc.

          avete documenti, contratti, lettere firmate, oppure è un’equazione, che dicende dal ruolo di “responsabile”.

          no, perché se mi nominano “responsabile della pulizia di via roma” dopo sant’efisio, e poi danno le ferie a tutti i netturbini (operatori ecologici o quello che è), oppure non gli danno una scopa, allora nonostante il ruolo di “responsabile” non mi si può addossare la responsabilità della cacca di mucca per strada.

        • Decisione della Crivellenti o del Sovrintendente? O del CdA?

  45. scusami Vito… però il sindaco parla di “protesta di alcuni, o meglio di pochi”… non attacca i lavoratori del lirico in toto…

    tant’è che se non gliene fosse fregato nulla del lirico e della cultura, non vedo perchè solo qualche mese fa Floris avrebbe dovuto pubblicare questo articolo in cui sembra proprio un ringraziamento pubblico al sindaco…

    http://costruiresumacerie.org/2012/07/14/il-lirico-di-cagliari-dal-fallimento-alla-rinascita-un-successo-di-tutti-lavoratori-zedda-milia-e-consiglio-regionale/

    che poi ci sia differenza tra i lavoratori che rischiano il posto e lavoratori che al momento, grazie proprio a Zedda, il posto non lo rischiano più mi pare molto evidente…

    • Barbara says:

      Il problema è che non ci sono lavoratori che rischiano il posto e altri no…. Tutti i lavoratori finiscono per strada, nessuno escluso: quando un’azienda fallisce, fallisce per tutti.

  46. credo si dica donne incinte. (cfr: http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3949&ctg_id=44) Così, per la precisione…..

  47. ripropongo il ragionamento che ho proposto a ainis (che però è un pò violento nelle risposte):

    la lirica va tutelata perchè è nostro patrimonio, come altre arti. tra l’altro l’abbiamo proprio inventata noi.
    le fondazioni, come i musei e gli altri presìdi culturali, sono stati creati per tramandare questo patrimonio e sono sovvenzionati dallo stato perchè l’italia, come scritto anche nella costituzione, si è imposta di farlo, riconoscendone l’importanza storica.
    molto semplice, mi pare sia stato detto tante volte ma lo ripetiamo volentieri.
    il lirico di cagliari è uno di quei presìdi in grado di svolgere questo compito. si può di certo sempre migliorare la qualità, ovviamente.
    e questo è il PERCHE’ lo stato, la regione e il comune, sovvenzionano la lirica.

    la questione qui però è fare in modo che le sovvenzioni siano usate al meglio per questo scopo.
    io non voglio scegliere il manager; io voglio che zedda e il cda lo scelgano con il metodo che ZEDDA HA PROPOSTO, ovvero la manifestazione di interesse. sono arrivati dei curriculum e vanno vagliati tutti e fra i migliori dieci o cinque o quindici, si scelga quello con le caratteristiche più vicine a quanto indicato dallo statuto.

    la procedura va rispettata; la crivellenti non ha neanche partecipato, magari non le interessava neanche (…).
    zedda e il cda, se ancora si vogliono nominare la crivellenti, chiudano la manifestazione di interesse, renda noti i curriculum, e dichiarino che siccome nessuno tra quelli che hanno manifestato interesse aveva le caratteristiche che cercavano, si procede a nomina diretta.

    le regole, sopratutto se è lo stesso presidente a imporle, andrebbero rispettate.

    p.s.: un anno e mezzo fa, all’hotel mediterraneo, su quel pulpito zedda usava il lirico come bandiera della sua campagna elettorale e fra il pubblico c’erano lavoratori del teatro, lavoratori che lo hanno votato perchè credevano nel rinnovamento.
    così. per fare memoria.

  48. Anonimo says:

    Vaffanculo sull’ali dorate!

  49. BimboRosso says:

    Come si fa a parlare di cultura quando l’assessore preposto è di una pochezza imbarazzante. Basterbbe questo…

  50. Pagubessiu2 says:

    Usare le donne incinte che sono belle fuori e dentro? Citazione della Dr.ssa Fradelloni, in Consiglio Comunale, a sostegno della risposta ad una interrogazione in merito ad un posto per addetto stampa, era del Sindaco Zedda. Mi pare di ricordare, per cui usi e costuni devono rimanere nel rispetto di uomini e donne e non usati strumentalmente.

  51. Claudio says:

    Da musicista posso affermare che la situazione degli orchestrali del teatro lirico è molto privilegiata rispetto ad altre orchestre di fama internazionale.
    Prima di tutto perchè qualsiasi altra orchestra seria in Europa fa alme o il doppio dei concerti.
    Peraltro è brutto da dire ma si può affermare senza problemi che il livello è veramente scadente rispetto a qualsiasi altra orchestra.
    Di certo gli orchestrali sono stati selezionati al meglio, eppure a suonare insieme proprio nonsi ritrovano. Questo è dovuto alla mancanza di serietà. Chi è stabile a Cagliari ha finito di studiare o fare arte…almeno nella maggior parte dei casi. Purtroppo l incarico di orchestralea Cagliari e in altri teatri mal gestiti è diventato un ruolo simil-parlamentare:
    Si timbra un cartellino, si fanno le prove, se si sta 10 minuti in più ci si lamenta.
    Il risultato è che questo costo “extra” per un cittadino che paga le tasse non è più giustificato da un risultato adeguato.
    Piuttosto che di polemiche riguardanti un sovrintendente sarebbe meglio sentir parlare di livello dei musicisti, progetti paralleli di sensibilizzazione e magari stare in silenzio per un attimoa sentire quale sia la proposta di rilancio diquesto ente PUBBLICO

    • BimboRosso says:

      La prima volta che sento parlar male dell’orchestra del lirico di Cagliari. Ho sempre sentito elogi da chiunque per la qualità che esprimono gli strumentisti di questa orchestra che sono universalmente (o quasi) riconosciuti fra gli ottimi del campo. Credo li si possa criticare per altro, come si sta facendo, ma proprio sulla professionalità e qualità mi sembra un vero e proprio azzardo.

    • tott'attadinantau says:

      ..come ti permetti? nome e cognome. Io sono Giorgio Bozzano e sono violino di fila, tu chi sei? ..hai lavorato in orchestra? mancanza di serieta’.. finito di studiare.. il doppio dei concerti.. livello scadente..?!! ou!!! ma chi ti credi di essere?

    • claudio,
      si può parlare anche di questo ma anche per far funzionare bene un orchestra, un coro, degli uffici, serve una dirigenza capace e seria.
      per ridurre assenteismo e magagne, privilegi (che privilegi poi? è tutto scritto nel contratto), aumentare i concerti, serve una buona dirigenza.
      un manager, un direttore artistico, un direttore del personale, un direttore amministrativo.

      quello che a volte non si sa è che per fare più concerti non serve il benestare dei lavoratori o dei sindacati ma solo una manager che aumenti la produzione.
      nell’orario e nello stipendio mensile è compreso tutto e rimane invariato, sia che facciamo un concerto sia che ne facciamo quattro o cinque.
      quindi meglio farne quattro o cinque, dico io.
      è due anni che abbiamo chiesto di aumentare le alzate di sipario per aumentare gli incassi e per produrre di più in modo da avere più finanziamenti pubblici (che sono in base alla produzione).
      invece il manager precedente (di benedetto) cosa ha fatto? ha diminuito i concerti perchè (detto da lui) “meno concerti vuol dire meno spesa”. e il cda per risparmiare ci ha tagliato il 20% dello stipendio più due premi produzione.

      e non abbimao neanche scioperato. pensa che coglioni.

    • Simplicius says:

      Fammi capire: siccome suonano male (anche io è la prima volta che lo sento dire) allora devono prendersi la Crivellenti? Boh!!!

    • Bruno Ghiglieri says:

      Scusa Claudio, ma il paragone con le “orchestre di fama internazionale” proprio non regge. A quali ti riferisci? A quelle di Berlino, Vienna, Amsterdam, Londra, New York? Compagini attive in luoghi dove si riservano alla cultura e alla musica attenzioni e risorse di gran lunga superiori alle nostre. Stiamo parlando di complessi orchestrali che oltre ai guadagni derivati dall’attività concertistica e teatrale (non sempre le due cose coincidono, con l’eccezione dei Wiener Philharmoniker che con la denominazione di Wiener Staatsopernorchester suonano nelle stagioni liriche) in contesti metropolitani , beneficiano di ricchi contratti discografici stipulati con le multinazionali, a loro volta sponsor munifici di numerose iniziative, a cominciare dalle tournée. Che l’orchestra della fondazione abbia bisogno di un bravo direttore stabile per rendere al meglio è ovvio, ma se quella figura è stata stralciata dall’organigramma del Lirico non è certo colpa dei lavoratori. Come non è responsabilità di coristi, orchestrali e tecnici se la produzione langue. Proprio i sindacati ne stanno sollecitando da anni l’incremento. Riguardo al livello dell’orchestra, posso dire di aver ascoltato dal vivo in teatri e sale da concerto, su disco e in trasmissioni radiofoniche quasi tutte le compagini italiane e pure numerose straniere, e posso affermare che i nostri organici non sono inferiori alla media nazionale. E’ con questi che dobbiamo misurarci, non con i Berliner Philharmoniker o l’orchestra del Concertgebouw, e nemmeno con la Filarmonica della Scala o Santa Cecilia. A me il tuo intervento pare, perdonami, non del tutto disinteressato.

    • Barbara says:

      Mettiamola così: se ci fosse una persona competente nell’organizzazione e gestione del teatro, potremmo finalmente raddoppiare la produzione, così come avviene nei normalissimi Teatri dei paesi civilizzati

    • Anonimo says:

      Prima vinci un concorso, poi informati meglio e poi potremmo considerare la tua risposta meno qualunquista!

    • Lavoratore del Lirico di Cagliari says:

      Claudio, l’orchestra del Lirico esegue i concerti che vengono programmati e non decide sulla quantità. Sulla qualità dell’orchestra, poi, sei una voce isolata perchè tutti i grandi che l’hanno diretta si esprimono in modo totalmente contrario al tuo. Non è che sei uno di quegli invidiosetti che non sono riusciti a farne parte per manifesta incapacità?

  52. Nella vicenda, vorrei che non si sottovalutasse l’infelice uscita di quel sindacalista sul fatto che la signora sia incinta. Non si tratta di una gaffe, ma di un retropensiero presente nella testa di molti- datori di lavoro, colleghi di lavoro, ora pure chi li dovrebbe tutelare- : è una donna, quindi potenzialmente incinta oppure, mioddio, “veramente” incinta!, laddove la gravidanza è vista (e strumentalizzata) in funzione anti-lavorativa. Parafrasandoti, Vito, “che lo dica un sindacalista fa “veramente cadere le braccia”. poi certo la cosa è marginale rispetto al nodo centrale della questione, che è politica e NON di genere. Però è stata detta, e qualcosa significherà, forse anche solamente che certi pregiudizi sono ancora durissimi a morire.

    • Gianluca says:

      Ancora con questa polemica… sua maestà lasci perdere… è una frase estrapolata ed utilizzata ad arte .

      • Pagubessiu2 says:

        Estrapolare dal contesto non va bene, come giustamente dice Gianluca. In consiglio comunale il Sindaco ha parlarto di una donna incinta. Per la precisione in risposta ad una interrogazione in relazione all’assunzione di addetto stampa. Nessuno sottolineò, in quella circostanza, la cosa come negativa. Mi chiedo se era diverso contesto o una donna e diversa da un’altra quando è incinta. O meglio si hanno due metri e due misure. L’ultima che ho detto.

        • Il sindaco in risposta a quell’interrogazione ha detto che la donna vincitrice (della quale si contestava la vittoria) non aveva accettato il lavoro perché essendo futura mamma aveva preferito percorrere altre strade professionali.
          Non c’entra davvero nulla.

    • Barbara says:

      “laddove la gravidanza è vista (e strumentalizzata) in funzione anti-lavorativa”, in questo caso è solo strumentalizzata da chi non vuole vedere la luna dietro al dito..

  53. Alberto says:

    Chapeau. Si parla di destra e sinistra, di lavoratori di serie A e di serie B… Zedda andava tra i lavoratori del Lirico, in campagna elettorale, per raccogliere voti. E i lavoratori gli hanno dato fiducia. E ora: “La mia solidarietà va ai lavoratori di Energit, ai precari del comune, ai lavoratori dell’Alcoa, della Carbosulcis, dell’Eurallumina, di Porto Torres ed ai tanti che quotidianamente lottano e soffrono per il posto di lavoro”. I buoni e i cattivi… Chissà perché tutto questo mi fa venire il voltastomaco…

  54. Simone Tanda says:

    Caro Vito,

    nel premettere che sabato sera al Mediterraneo ad applaudire non c’erano solo “militanti” di SEL (magari fossimo così tanti, attru che percentuali del Piddì!), ma anche tante compagne e tanti compagni di altri partiti e anche curiosi, mi permetto di dirti che scrivi una grande stronzata quando dici che i “militanti” di SEL non considerano lavoratori chi fa arte.

    Il discorso che sottolineava Massimo Zedda è che i lavoratori del Lirico non rischiano il loro posto di lavoro, al contrario dei lavoratori di molte altre aziende in Sardegna, ciò non significa che siano dei lavoratori di serie B, mai detto e mai pensato.

    Ma ci tenevo in particolare ad un altro aspetto. Nei tuoi articoli fai continui riferimenti ai militanti di SEL e a via Puccini (senza esserci nemmeno mai stato al nostro Circolo tra l’altro) scaricando su di noi quelli che tu reputi i fallimenti di una politica errata.

    Capisco che sia più facile prendersela con dei volti e delle persone, piuttosto che elevarsi al livello di una critica di un paradigma (come direbbe Khun), ma mi preme sottolineare che noi iscritti al Circolo Atzeni non siamo perfetti, non siamo i salvatori della città, non siamo i galoppini del sindaco, siamo un gruppo di ragazze e di ragazzi che con passione e con volontà ed in maniera totalmente gratuita e senza nessun tornaconto pesonale si battono per migliorare ciò che li circonda, convinti di farlo per tutti e non solo per noi stessi.

    Tra le compagne ed i compagni di via Puccini qualche dubbio sulla vicenda c’era e c’è, ma penso che i comportamenti dei lavoratori, alcuni chiarimenti ed articoli di questo genere rendano ben chiara la situazione e mitighino qualunque dubbio.

    E’ sempre un piacere leggerti, buon lavoro

    Simone

    p.s.
    Inutile dirti che ti scrivo come semplice iscritto al Circolo e tuo lettore e che non ricopro alcun ruolo dirigenziale

    • Alberto says:

      Non rischiano il posto di lavoro? “O la Crivellenti (nominata fregandosene delle norme di uno Statuto che Zedda, come Presidente del lirico, dovrebbe difendere a spada tratta) o il commissario”. O la Crivellenti o lo smembramento del Lirico. Non vuol dire rischiare il posto di lavoro, questo?

      • Le norme di cui parli, se venisse data l’interpretazione che dai tu, porterebbero all’estinzione della categoria (che tali norme farebbero diventare una casta) dei sovrintendenti.

        • Barbara says:

          Gentile Broz, ci sono tanti modi per “farsi le ossa” nel nostro campo. Così come uno studente di medicina sta prima in corsia seguito dai propri docenti, e dopo si fa la sua gavetta.. Credo sia chiaro per tutti che la signora non dispone delle competenze specifiche per QUESTO tipo di azienda (per esempio sarebbe perfetta per Vetreria o Teatro Massimo), perché dunque non impiegarla lì dove la sua esperienza sarebbe più utile? Mandare avanti un teatro non è semplice, e l’Italia è piena di teatri di tradizione dove poter svolgere lo stesso lavoro (quindi, farsi una sana gavetta), senza rischiare di mandare per strada 350famiglie…

    • Gianluca says:

      Caro Simone Tanda.. io sono un lavoratore del Lirico…e stai certo che con questa nomina stiamo rischiando seriamente di chiudere il nostro Teatro…. e di perdere il nostro lavoro! O per ribellarci abbiamo bisogno per forza di arrivare con le spalle al muro?

      • Simone Tanda says:

        il Piano Industriale rischia di farvi chiudere?Lo avete già visto?Dove posso dargli un’occhiata?
        E quando avevate 25 milioni di euro di buco di bilancio non rischiavate di chiudere?Non mi ricordo di lettere di Enzo Costa a Floris in quell’occasione

  55. Visto ma questa ragnatela di interessi esiste o no? Sei in grado di escluderla o di spiegarla, o volti la faccia?
    Della Crivellenti si è saputo tutto subito, anche cose – che tu per primo hai scritto, vedo che ti piace vantarti dei primati – rivelatesi poi delle enormi colossali bufale. Poi si è virato sul più comodo “Lei è di Bari, Nastasi è di Bari e Vendola è di Bari” (su un social network) dallo stesso Mauro Lissia che aveva in precedenza inventato inciuci SEL – PdL.
    Dei restanti intrecci, parentele, vicinanze politiche non si sa nulla? Non sai nulla? O escludi esistano?

    Se esistessero, sarebbe sicuramente ai protagonisti che Zedda si rivolge. Non credo dia a nessuno la colpa di suonare bene un violino.

    Il lungo applauso, comunque, è di sostenitori di Nichi Vendola non di militanti di SEL. Per quel che conta, fa differenza: c’erano 1000 persone (alla faccia di chi parla – per primo o per ultimo – di “scollamento”.

    Tralascio il commento sulla terza parte dove spieghi quanto sei bravo e intelligente e ti auguro buona giornata.

  56. Vorrei segnalarti che anche in altri settori si stanno sviluppando simili dinamiche. Non mi sembra che l’urbanistica (nel senso di assessorato e di programmi da questo proposti) sia uno dei nuovi punti di forza di questa giunta, che stia portando avanti innovazioni e proposte all’altezza delle aspettative che si nutrivano.

  57. Matteo says:

    Autoreferenzialità all’ennesima potenza (quella di Sel, non quella di Vito)

  58. Barbara says:

    Grazie Vito. È bello sapere che c’è ancora qualcuno che va oltre le apparenze e gli strumentalismi del sindaco… io l’ho sempre sostenuto, e l’ho votato/fatto votare, sentire questo attacco al veleno è stato ben peggiore di quando Brunetta ci accusò di essere parassiti. Venga a stare con me il sindaco, venga a vedere che mazzo mi faccio tutti i giorni per studiare, preparare concorsi e intanto lavorare per essere ineccepibile sul palco… due lauree in strumento, una specializzazione e tanti master e corsi, per sentirmi dire da lui che sono un NON lavoratore…… ma mi faccia il piacere…

    • ILTROTA says:

      @barbara:
      Lauree in strumento ???
      Sarei interessato, dove le rilasciano?
      Scusa e grazie.

      • Barbara says:

        I diplomi di Conservatorio sono attualmente equiparati alla Laurea del vecchio ordinamento, se si è conseguito anche un diploma (obbligatorio per veder riconosciuto il titolo). Contando che un corso di pianoforte dura 10 anni, e in contemporanea si seguono altri corsi, proprio come in tutte le scuole e università “normali”, non vedo cosa ci sia di così alieno 😉 se poi ci aggiungi che, in contemporanea al conservatorio si prosegue anche con il normale iter di studi (scuola superiore)..

      • LAVORATORE says:

        Si, trota, lauree in strumento. Sei interessato ? Ci fa piacere. Studia 8 ore al giorno tutti i giorni tutta la vita e poi capirai…

        • Matteo says:

          Anche voi, però, potreste evitare di prendere tutto come un attacco personale. Caro lavoratore, a me sembrava una domanda senza ironia e lecita, perché sempre queste risposte altezzose ed arroganti? Ma ti pozzu toccai?

  59. francu says:

    a questo punto la domanda sorge spontanea. Se anche zedda pensa quello che molti a Cagliari pensano (basta vedere i commenti sull’ugnone) dell’ente lirico e dei loro lavoratori, come mai non si riesce a comunicare in maniera diversa? Quello che tu hai scritto nei vari post e ha scritto Gianluca Floris o gli stessi lavoratori sulla vicenda perchè non passa in maniera corretta? O loro sono più bravi o qualche minchiata anche da chi si oppone alla Crivellenti è stata detta (hai sototvalutao la questione donna incinta per me), oppure non so

    • Secondo me anche il fatto che chiunque la pensi diversamente sia trattato come poco più di un coglione o poco meno di un colluso incide sulla capacità delle ragioni dei lavoratori di essere prese in simpatia.

      • Anonimo says:

        Se vogliamo essere tutti onesti la nomina del Sovrintendente deve corrispondere a criteri oggettivi,meritocratici e rispettosi di norme e regole.A questo si arriva avvalendosi della manifestazione di interesse , del rispetto dello Statuto e delle leggi.Questa è la vera novità!Questo è quanto chiedono i lavoratori del teatro.Tutto il resto è vecchiume,politica becera,immondezza,trasse,noia!! O ci si allinea alla novità o si è ancora paladini di ciò che convenientemente si è criticato predicando bene ma razzolando male.Basta con le stucchevoli strumentalizzazioni che nascondono altri mal di pancia.Al lavoro per il lavoro.

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