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Ci scrive Sandro Usai: “La Regione finanzia i giornali on line, un’ottima opportunità che non può essere sprecata”

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Qualche giorno fa la Regione ha reso note le graduatorie relative ai contributi (duecentomila euro) concessi ai giornali on line isolani. Si tratta di un provvedimento che sostiene un settore in crescita. Sandro Usai è un imprenditore che opera negli ambiti del digitale e dell’editoria tradizionale e on line e ha inviato al blog questa riflessione. Grazie Sandro per la tua generosità, su un tema del genere serve sicuramente un dibattito ampio e approfondito.

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La recente assegnazione di fondi da parte della Regione Sardegna (ecco la graduatoria dei beneficiari) a favore della editoria e informazione online ritengo che sia un successo per i tanti giornalisti e imprese editoriali che hanno puntato a investire in tecnologie capaci di supportarli nella loro idea imprenditoriale.

Sono davvero tante le testate interessanti (in molti casi gestite da giornalisti che si sono fatti imprenditori di se stessi) che si impegnano per promuovere l’informazione di fatti di cronaca e di politica a favore di una comunità.

Ogni testata giornalistica ha trovato il suo spazio, cercando l’attenzione del lettore (che potremo anche chiamare cliente) e coinvolgendolo affinché l’interesse per i contenuti esposti nel sito web o nel canale social si trasformi in ricavi che consentano di sostenere l’iniziativa editoriale.

Certo, al momento siamo ancora di fronte a vecchi modelli di business basati solo sulla raccolta pubblicitaria declinati su nuovi strumenti di erogazione dei contenuti.

D’altra parte però, per i giornali che puntano ancora al cartaceo sta diventando ormai insostenibile mantenere l’organizzazione di quando si vendevano molte copie e la pubblicità tirava, consentendo utili e capacità di investimento notevoli per editori cosiddetti “puri” e editori “non puri”.

In questo quadro generale italiano, e che la Sardegna rispetta, i fondi concessi dalla Regione Sardegna sono una importante conquista e dovrebbero essere utilizzati per fare innovazione, formazione, sperimentazione di nuovi giornalismi e di nuove metriche dell’informazione, utilizzando i tanti studi e ricerche che ci suggeriscono di provare a cambiare, tentare un approccio nuovo e capace di mantenere il contatto con i lettori.

Se gli editori che hanno beneficiato di questi incentivi non sceglieranno questa strada credo che possiamo affermare che è stata sciupata una grande occasione per migliorare le imprese editoriali e per dedicare ai loro lettori la crescita della qualità del prodotto offerto.

Come sempre l’impegno più grande lo richiedono le persone, i giornalisti, i grafici, gli sviluppatori software che, se impareranno a lavorare insieme puntando a qualificare e migliorare la qualità dei contenuti informativi offerti, sono certo verranno premiati dai lettori.

Un esempio per tutti lo merita la testata Casteddu Online che cinque anni fa ha creduto nel progetto di giornalismo iperlocale e, seppur allora fossero modelli informativi molto nuovi in Italia, ha provato e riprovato a percorrere questa strada sino a traguardare un ottimo risultato in termini di accessi unici che oggi si avvicina a centomila utenti unici al giorno.

Lo stesso dobbiamo riconoscere per la testata Sardinia Post che ha scelto un altro format, sempre ricercato da una fetta importante di lettori. Anche per loro i numeri sono davvero interessanti e dimostrano che anche quella impostazione giornalistica è vincente.

Questi risultati però non significano che il prodotto giornalistico offerto dalle testate online citate sia superiore di qualità rispetto ad altre testate, ma certamente conferma un fatto importante: le persone non perdono l’abitudine di informarsi e cercano quello di cui hanno bisogno in rete.

I lettori, ormai dotati quasi tutti di smartphone, sono sempre connessi e in perenne collegamento con le loro community e con il resto del mondo con cui scambiano continui e segnali di approvazione e di contrarietà: like sì, like no, condividi sì, condividi no.

Ogni nostra azione scambiata in rete viene amplificata, modificata, qualche volta strumentalizzata e falsata, buttata nel cestino. Lo stesso avviene per le notizie riprese dai giornalisti e offerte nel canale web e nei social. La rete ha in parte appiattito la relazione tra i giornalisti e i lettori e oggi addirittura spesso scompare.

Se con l’incentivo concesso dalla Regione Sardegna si iniziasse a lavorare insieme per mettere a punto un nuovo sistema di protezione dei contenuti informativi veri, utili alle persone, direi certificati, sicuramente ne gioverebbero i lettori e tutti gli interessati al mondo dell’informazione e anche molti fatti accaduti in questi giorni che riportano scene davvero preoccupanti verrebbero inseriti nel flusso informativo guardando più alle persone e meno ai click.

Si dice che i soldi non sono tutto nella vita e questo è giusto, ma per una impresa è diverso. I soldi sono tutto perché senza soldi non esisterebbero le imprese. Quindi se gli editori che sono stati ammessi al finanziamento decidono di investire per il loro futuro e per il futuro dell’informazione in Sardegna, allora il gusto e il risultato atteso da tutta la comunità sarà diverso e assicurerà anche a loro di poter traguardare di anno in anno il miglioramento del conto economico e il successo della loro iniziativa con una visione attuale e moderna del ruolo dell’editoria.

Cari editori, non sciupiate questa opportunità che vi hanno concesso le istituzioni. Riflettete, confrontatevi e osate perché quello che state utilizzando oggi è già desueto e il prossimo futuro sarà sempre più difficile e competitivo. Vincerà chi saprà rimanere attuale comprendendo le esigenze dei propri lettori.

Sandro Usai

 

3 Commenti

  1. Pepeco says:

    Sarebbe auspicabile perfezionare il metodo di assegnazione dei contributi con l’introduzione di due regole:
    la prima, che le spese sostenute debbano essere dimostrate dalla documentazione dei bonifici eseguiti. Lo scopo è di evitare che il rischio d’impresa venga trasferito sui fornitori.
    La seconda, che si tenga conto di eventuali provvedimenti sanzionatori da parte dell’ ordine dei giornalisti per violazioni deontologiche a carico dei giornalisti delle testate.

  2. Fourthciucciu says:

    Trovo semplicemente vergognoso che l’Amministrazione Regionale utilizzi risorse pubbliche per finanziate testate giornalistiche, on line o cartacee è uguale.

    Lo stesso si può dire per chi questi soldi li riceve, che garanzie di libertà e trasparenza possono garantire giornalisti che ricevono sussidi pubblici?

    Si critica tanto il finanziamento dei partiti politici e poi gli stessi che criticano la casta attingono ai danari dei cittadini, pecunia non olet.

    Meriterebbe un approfondimento poi la qualità dei quotidiani on line, che riescono a fare peggio, ed è tutto dire, di quelli tradizionali.

  3. Bravo Vito e bravo l’autore dell’articolo

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