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Pensierini #23 Perché per le scorie in Sardegna minacciamo la rivoluzione mentre per i vaccini in ritardo stiamo zitti e buoni? Perché?

La mappa incriminata

Perché ci mobilitiamo per le scorie nucleari e per i vaccini che colpevolmente non ci vengono somministrati non battiamo ciglio? Perché la notizia che vede quattordici siti sardi tra quelli candidati ad ospitare le scorie (con scarse probabilità di essere prescelti, diciamola tutta) sta scatenando un’ondata di isteria collettiva mentre il disastro delle mancate vaccinazioni non provoca una reazione minimamente simile e viene di fatto accettato? 

Eppure c’è una distanza abissale tra le due notizie. Quella delle scorie, che infuria su tutte le bacheche di Facebook, dà atto di un processo amministrativo in corso ben lungi dall’essere concluso e che comunque vede i siti sardi tra i meno indicati a essere prescelti (come ricorda Progres in un suo comunicato“sui 67 siti individuati nello Stato italiano 23 sono stati valutati dalla Sogin tra i più interessanti per la costruzione del deposito e nessuno di questi è stato individuato sull’isola”). È chiaro che esiste una questione politica (che non voglio eludere) e che la guardia deve restare alta. Ma il disastro non è per nulla dietro l’angolo.

La notizia delle mancate vaccinazioni ha invece, questa sì, una ricaduta immediata e drammatica sulla vita di tutti noi. Perché se la campagna vaccinale non decolla in tempi rapidi, il beneficio di questa straordinaria risorsa contro la pandemia rischia di essere vanificato.

E che la campagna stia procedendo con colpevole ritardo e con evidenti responsabilità politiche è sotto gli occhi di tutti. Il commissario dell’Ares Massimo Temussi dice, bontà sua, “che manca personale”: ma allora che senso ha mobilitare quelle poche risorse umane che ci sono per una campagna di screening, che forse a questo punto, con decine di migliaia di vaccini pronti ad essere somministrati e fermi nei frigo degli ospedali, dovrebbe essere sospesa?

Posto che anche lo screening è importante, se manca il personale per portare avanti le due campagne contemporaneamente, perché non concentrarlo tutto sul vaccino? 

Queste domande sono senza risposta. E mentre l‘arma principale contro il virus resta inutilizzata a meno ottanta gradi, l’opinione pubblica si strappa le vesti in maniera isterica per la nuova puntata della saga “le scorie nucleari in Sardegna”.

C’è una sproporzione evidente tra le due notizie e tra le reazioni che le stanno accompagnando.

E allora io vi chiedo: perché per le scorie ci indigniamo e siamo pronti a mobilitarci fino anche a minacciare in maniera ridicola proteste estreme, e invece accettiamo come se niente fosse il ritardo colpevole con il quale questa amministrazione regionale sta portando avanti la campagna vaccinale contro il Covid 19?

Perché? Quali elementi emotivi, ideologici, culturali e sociologici possono spiegare tutto ciò? Ditemelo voi.

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15 Comments

  1. Marinella says:

    Gentile dott. Biolchini, si è perso di nuovo? Grazie.

  2. Marinella says:

    A me sembra che per quanto si tratti effettivamente, riguardo all’argomento centrale, di “mele” e di “pere”, paragonare invece le reazioni e gli umori immediati rispetto a temi scottanti sia utile e lecito. Le nostre esperienze, cioè della gente comune, al riguardo sono molto diverse, quantitativamente parlando. Per il nucleare iniziano se non altro con le bombe americane sul Giappone per poi arrivare – accorciando il discorso – fino a Chernobyl (su cui, noi fortunati, abbiamo visto solo documentari) e fino all’uranio impoverito di certe zone e basi militari di Sardegna (v. https://ilgiornaledellambiente.it/poligoni-militari-sardegna/, febbraio del 2020). E i risultati del nucleare, concreti, visibili, sperimentati da molti, li sappiamo, anche se mettiamo meno in conto le centrali elettriche e, appunto (come dice il signor ‘Andrea’ in risposta alla signora ‘Marta’; applico il principio della parità di genere nel rivolgersi alle persone), le scorie radioattive provenienti da altre attività moderne imprescindibili. Riguardo invece alle pandemie, chi si ricorda della ‘spagnola’, di cent’anni fa, che si è estesa sopra di uno scenario bellico catastrofico, i cui effetti durano ancora seppur camuffati dai nazionalismi contemporanei dilaganti? Chi ha insistito sul fatto che quella attuale era stata prevista da certi studiosi fin dal 2013, per cui anziché tagliare e ridurre e privatizzare (donde le cosiddette ‘eccellenze’) si doveva prevedere e prevenire (il che richiedeva investimenti)? Chi, tra tutti i divulgatori, politici e showpeople esibizionisti e più o meno starnazzanti (al maschile e femminile), ha speso tempo sufficiente per spiegare ripetutamente e con pazienza e umiltà (senza passare prima dal parrucchiere) le ragioni dell’antivaccinismo attuale? Per cui, in Sardegna come altrove – e si constata quasi continuamente – molte persone si dicono convinte che si tratti, in parole povere, di montature e complotti lucrativi; per cui molti ragazzi (dietro i quali ci sono adulti e parenti altrettanto sicuri di sé, che ignorano furbescamente durante gli incontri intra e interfamiliari le raccomandazioni di distanziamento; viva la libertà!) si radunano senza usare la mascherine.
    Onore invece a chi, in silenzio e a migliaia come formichine, hanno aiutato i malati, quelli in quarantena, e hanno prodotto i vaccini. A loro un monumento all’operatore sanitario ignoto!

  3. Pietro says:

    Io non metterei in antitesi le cose…ora non c’è dubbio che il problema numero uno sia il Covid…
    Ma la questione scorie va affrontata subito.
    …basta fare una carrellata oggi delle dichiarazioni di un po’ tutti i consigli, sindaci, parlamentari delle regioni interessate allo stoccaggio e vi accorgerete che non sono diverse per tenore da quelle Sarde ….
    …. leggete che dice Emiliano in Puglia;
    Ooooooooooooo… uno a caso :il Lazio!
    …che strano nel sorteggio mi è uscita proprio la regione governata dal segretario del pd…

    …date uno sguardo alla stampa locale se volete farvi qualche risata.

    Comunque:
    È un fatto! ….che non vi sia in tutta Italia un governatore, un sindaco, un amministratore disposto a mettere nella sua regione il mondezzaio nucleare.
    E altresì, una mia opinione; che per conseguenza
    vi sarà una lotta tutti contro tutti dove solo la forza politica della singola regione avrà il potere di contrastare l’imposizione.
    Perché argomenti tecnici …o non c’è ne sono! … o sono risibili…
    ….ieri ho ascoltato la trasmissione in streaming dell’ Unione Sarda in cui il presidente dell’ordine dei geologi ha portato degli argomenti interessanti certo….
    ….ma applicabili a qualsiasi luogo d’Italia; quindi inefficaci.

    Le ragioni che porteranno alla scelta della nostra isola (…mia opinione…) sono queste:
    1) rischio sismico quasi nullo.
    2) Siamo pochi;
    3)…molti di questi affamati;
    4)…viviamo…. in un isola ( …luogo ideale dove “isolare” le scorie).
    4a) forte presenza militare che all’occasione sarà utilizzata per imporre e gestire in qualche modo il deposito.
    4b) esperienza indiscussa nel nascondere, insabbiare, dissimulare tutto il possibile e oltre…. in materia ambientale.

    Le carte dello stato sul piatto sono queste!
    Le nostre?

  4. Francu says:

    @antonio. Vivo ovviamente in un attico a Monte Urpinu con filippini annessi. Quindi in Sardegna.
    Del resto pensavo che la battaglia fosse no scorie in Sardegna. È già diventata no scorie in Marmilla. Comunque aspetto che mi dica dove esattamente le metteresti.

  5. Mario Pudhu says:

    “perchè i sindaci della Marmilla dovrebbero” etc.?
    Ma sa chistione est de sos 4 o 5 Síndhigos de s’Arborea? (o a donzi modu de sa regione suta de su Monte Arci)
    Sa chistione est de totu sos Sardos, de totu sa Sardigna, o sinono própriu nois nois chi tenimus su bisonzu prus mannu de unione no resessimus a cumprèndhere una bótziga de sa chistione e cherimus fàghere sa figura istúpida de ndhe fàghere una chistione de calicunu e no de totu sa Sardigna in custu de sas iscórias e in totu àteras no prus pagu graves!
    E ispero chi totu sos Síndhigos de sa Sardigna si movant e fetant fortza paris e no contos bidhúnculos “de bidha mia” comente no sunt sos contos de sa Sardigna suta su domíniu de s’Itàlia!
    It’est, resessimus a èssere tallus de brebeis e badhinosas puru ma no pópulu chi zughet cherbedhos?

  6. Antonio says:

    Perchè un ritardo sui vaccini si può colmare mentre il sito di stoccaggio sarebbe per sempre. A Francu vorrei dire: perchè i paesi della Marmilla, che di questi rifiuti non ne producono, dovrebbero farsi carico di quelli prodotti dal resto d’Italia?

    • Francu says:

      Abbiamo cemento, la Saras, aliga varia. Un po’ di scorie possiamo prenderle anche noi. O va bene se inquiniamo altre regioni. Dove dovremmo metterle secondo te? Dimmi un luogo preciso. Però certo se pensi che un calabrese o un lombardo valgano meno di noi, allora possiamo rifiutare di averle e dire che devono prenderle solo loro

      • Antonio says:

        Scommetto che tu non vivi in uno.dei territori interessati, o sbaglio?

  7. Mettere in relazione le due cose è come paragonare le pere con le mele. L’idea, la sola idea, di accogliere un deposito di scorie nucleari viene percepita come un “disastro a lungo termine”, da allontanare con tutte le forze (parlo di percezione, poiché di concreto c’è ben poco). I vaccini invece sono percepiti come ormai imminenti, e se c’è un ritardo di un mese o due pazienza, invece di farli a febbraio si faranno ad aprile, ma pur sempre si faranno. Insomma: la prima viene considerata una situazione aperta e quindi dai contorni oscuri e pericolosi, la seconda è vista come una questione oramai praticamente chiusa.

  8. Francu says:

    Ma tutti gli indignati in salsa autonomista, i manincheddi, gli aspiranti pulitzer Pili, quelli che cemento sulle coste si, scorie no, dove metterebbero le scorie? In altre regioni va bene? E quali esattamente? E quegli abitanti sono meno importanti del villico da bar indigeno della nostra marmilla?

    • Non va bene perché la sardegna non ha centrali e quelle scorie non ne ha prodotte.

      Le farebbe piacere se una persona residente in un altro comune, che produce molta spazzatura, le lasciasse la monnezza dentro casa sua?

  9. Francu says:

    E soprattutto chiedo agli indipendentisti con la berritta, gli indignati che però una colata di cemento in più invece va bene, I politici servili,, gli aspiranti pulitzer Pili, i manincheddi vari. Ma se le scorie non vanno bene in Sardegna vanno invece benissimo in altre regioni? E quali esattamente? E gli abitanti di quelle regioni sono meno importanti dei nostri indigeni?

  10. Il fatto che siamo stati individuati i Siti “idonei ” per lo stoccaggio delle scorie nucleari e che la Sardegna sia ricompresa tra questi non significa niente. Nel lontano 1981 ho effettuato il corso per la difesa “NBC ” in seguito ho fatto vari corsi di aggiornamento in materia; nel 1986 dopo l’incidente di Cernobyl , per un periodo di circa un mese ho fatto un monitoraggio accurato per misurare la radioattività nel terreno con lo strumento R 54 B ( senza che nessuno me lo chiedesse ) la protezione civile non era ancora nata è nata nel 1992 .Buttarla in ” caciara ” politica non è utile e non serve , se non a distrarre gli allocchi. L’argomento merita la massima attenzione ma senza strumentalizzazioni . Non basta dire no, se poi i fatti non sono conseguenti ;le Servitù Militari e i Poligoni Permanenti in Sardegna occupano una grossa fetta di territorio e possono e devono essere Bonificati, si possono anche ridurre le Servitù Militari ,ma per fare questo bisogna sedersi intorno al un tavolo ; ma aimè la Regione Sardegna non ha ancora provveduto a nominare i suoi rappresentanti nei Tavoli tecnici su cui discutere di un importante protocollo tra Ministero Difesa e R.A.S. che si deve chiudere nel febbraio del 2022 . Il Comitato Paritetico sulle Servitù Militari di cui faccio parte nonostante le varie richieste al Momento non è ancora riuscito ad incontrare il Governatore per parlare di questo argomento .
    Paolo Erasmo

  11. Marta Aresu says:

    Forse perché ancora dei vaccini non se ne sa molto. La maggior parte di noi non viene informata sulla gestione, insomma è una questione recentissima. E’ comunque una questione totalmente differente,per quanto urgente, non è paragonabile. La questione del Nucleare invece indigna in quanto tale, proprio perché sarebbe dovuto essere un discorso chiuso da tempo. Esattamente da quando c’è stato il Referendum,vinto contro i depositi delle scorie in Sardegna.Invece è stata risollevata in campagna elettorale da Salvini e con (sembrava) l’appoggio di Solinas. Spenta, per fortuna. Ora se ne parla nuovamente anche se Solinas ha espresso il parere negativo, ma non essendo un personaggio troppo attendibile è chiaro che susciti ira. Il tutto potrebbe essere comunque considerato come un fattore di distrazione di massa per non farci concentrare sulla malasanità che aleggia attorno alla questione vaccini. Tutto può essere, però nessuno può affermare che l’indignazione anche su questo argomento non sia presente.

    • Andrea Sini says:

      Signora Marta, mi permetta di dissentire dal suo “Forse perché dei vaccini ancora non se ne sa molto” ; dissento, perché lo studio e la sperimentazione dei vaccini che si basano su una stimolazione ribosomiale comincia nel 1998 e oggi ,grazie alla comunità scientifica e alla tecnologia è possibile isolare, codificare e mappare qualunque e mappare qualunque agente patogeno, capisco bene che per chi non si è mai curato di sapere e conoscere come funziona il mondo dell’ infettivologia, della virologia e delle malattie più in generale sia difficile capire il come e il perché, a tal proposito allego un file che potrà aiutarla a comprendere meglio da dove si è partiti per poter sviluppare una risposta quasi immediata come quella alla quale abbiamo assistito in questo maledetto anno passato :https://www.scienzainrete.it/files/I%20vaccini.pdf Per quanto concerne e attiene al discorso SCORIE, difficilmente verranno portate in Sardegna ,ma una cosa và detta: ogni qualvolta si effettua una radiografia ,una tac, una risonanza ; vengono prodotte delle scorie che poi vanno smaltite, attualmente credo che vengano spedite fuori e lontano dall’isola, ma comunque, se pur in piccola parte e a fin di bene anche noi le produciamo; per concludere, è importante ricordare che la classe dirigente che oggi siede in regione è per la maggior parte composta dal clan Cappellacci, che a suo tempo, su ordini precisi di Padron Silvio volevano che la mozione nucleare passasse e tanti saluti ai sardi.

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