Coronavirus / Sardegna

Adesso basta

Sassari, via La Malfa, 17 aprile 2020

Così ieri ha scritto su Facebook un giornalista cagliaritano:

Ho appena assistito a una scena abbastanza scioccante in piazza San Benedetto. Una specie di blitz di finanzieri in borghese. Macchina buttata sul marciapiede tipo telefilm e giù all’inseguimento per controllare i documenti di un ragazzo che aveva appena attraversato via Paoli. Per quello che ho visto, aveva l’unica colpa di essere vestito un po’ modaiolo. Lui tranquillo e finanzieri con modi bruschi da poliziotti americani. Ma siamo impazziti?

Ieri notte mi arriva, sempre via Facebook, un video abbastanza scioccante. Mi dicono che siamo a Sassari, si vedono un uomo e una donna fermati e strattonati da agenti della Polizia Locale; una situazione inverosimile, di ingiustificabile violenza nei confronti di inermi cittadini. Lui si prende perfino qualche calcio, si vede chiaramente una colluttazione e ad un certo punto grida “Chiamate la polizia!”.

Ecco il video.

Scoprirò stamattina da una lunare cronaca della Nuova Sardegna (che titola “Sorpresa a gettare i rifiuti attacca i vigili”: titoli da regime, solo che allora i giornalisti che scrivevano la verità perdevano il posto. Ora di chi avete paura colleghi di Predda Niedda, del sindaco Campus?) che l’uomo era sceso con la sua compagna a buttare l’immondezza. Incredibile.

C’è evidentemente qualcosa di strano nell’aria, come se il lockdown avesse liberato in qualche esponente delle forze dell’ordine quell’oscuro istinto autoritario che talvolta anima chi veste una divisa.

Apro l’Unione Sarda: “Nuoro, va a fare la spesa con la moglie disabile: multa da 900 euro”. Leggo la cronaca:

Un verbale salatissimo: novecento trentatré euro. Vittima, una coppia di anziani di Nuoro: lei, 72 anni, disabile al cento percento con accompagnamento, era in auto col marito 74enne. Andavano a fare la spesa. I due ieri mattina sono stati fermati dalla polizia Stradale che non ha voluto sentire ragioni. Li ha sanzionati entrambi (533 euro all’uomo e 400 alla donna) per aver violato il decreto del presidente della Regione Solinas che impone l’uscita per necessità ad un solo membro per famiglia al giorno. «Io non so fare la spesa e certo non potevo lasciare mia moglie sola a casa» ha detto l’uomo agli agenti. Non è bastato. Subito dopo l’anziano ha accusato un grave malore tanto da far arrivare l’ambulanza. Nessun commento dalla Questura.

Volete altri casi? Ieri la testimonianza, sempre sull’Unione Sarda, di una donna inseguita e fermata dai vigili urbani solo perché, dopo avere visto la coda davanti ad un market, aveva deciso di recarsi n un altro esercizio commerciale.

Poi ancora un caso ancora più inverosimile, sempre a Cagliari: “Infermiera in pensione multata di 400 euro: Stavo solo facendo una telefonata sotto casa”.

Ora basta.

Basta con gli abusi. Basta con le forze dell’ordine che, male interpretando lo spirito delle leggi e delle ordinanze regionali e comunali, si lasciano andare a inverosimili manifestazioni di violenza e di sopruso contro semplici cittadini.

Non è possibile tollerare ancora. Consiglieri comunali, regionali, parlamentari: chi ha il potere di mandare un messaggio chiaro e forte ai responsabili dell’ordine pubblico o a chi, come il presidente della Regione Christian Solinas o ai sindaci delle maggiori città, si sono assunti l’onere di guidare le nostre comunità in questo momento di crisi, lo mandi immediatamente. 

La Sardegna non si merita atteggiamenti simili. Dalla crisi usciremo con un esercizio sempre maggiore dei nostri diritti democratici, non con gli atteggiamenti autoritari di chi pensa che la limitazione del diritto di circolazione equivalga alla dichiarazione di un generalizzato stato di emergenza in grado di giustificare la compressione di tutti gli altri diritti.

Non è possibile tollerare più oltre questa situazione di sopruso, che deve essere denunciata in ogni momento e in ogni sede.

Adesso basta.

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67 Comments

  1. Mario Pudhu says:

    Ajó, a ite a cumprèndhere male?
    Est chi si ifatu de donzi cristianu chi essit de sa zanna li ponent ifatu unu carabbineri, o unu pulitzoto, o unu vígile, o una guàrdia de finantza o unu forestale… pessade cantu prus amus a èssere totugantos seguros, sanos (mancari mortos de fàmine ma sanos si no amus ancora pérdidu sa conca) e trancuillos a s’iscrafi, e cale muntone mannu de postos de triballu ant a dare (a pistare abba pista e recuperare carchi sodhu de contravintziones, si no a collire nessi arga o a chircare cocois o nessi ambuàcia o àpara fintzas a su mese de maju, ca apustis s’àpara si falat e sicat e s’ambuàcia s’intostat ca incimit e tandho… Riposo!).

  2. Mario Grossi says:

    La polizia è capace solo di fare questo, di prendersela coi cittadini italiani per bene.

  3. Pingback: Rompere il vetro, tornare in strada | NuovoSoldo.it

  4. Walter Lussu says:

    Siamo impazziti …… in nome di che? E sopratutto con quale diritto? Per questo virus? Che se tieni le distanze non succede niente? Vergogna.

  5. Michele says:

    Grazie per questo articolo che evidenzia un modo di operare troppo autoritario da parte delle Forze dell’ Ordine che sicuramente agiscono in base agli ordini ricevuti e, voglio sperare, male interpretati. Sembra però che ci sia la volontà di spaventare la gente, il tranquillo cittadino che compie delle azioni quotidiane assolutamente innocue (che rischio si corre a andare a buttare l’immondezza o fare un po’ di corsetta o passeggiata all’aperto?) non può essere trattato come un delinquente! Tra l’altro, da quanto dicono diversi esperti costituzionalisti, i DPCM da cui derivano queste imposizioni e limitazioni delle libertà individuali sarebbero in evidente contrasto con la Costituzione e questo, se sarà confermato, è un fatto gravissimo che fa preoccupare ancora di più.

  6. Pingback: Verso il 25 Aprile. Riflessioni urgenti sulla necessità di rompere il vetro e tornare in strada - Giap

  7. Rokko Smitherson says:

    Caro Vito,
    credi che nel tuo “adesso basta” possa trovare posto pure questo avviso del Comune di Villamassargia nel quale, in sostanza, si dice ai genitori che se i figli se ne andranno in giro saranno segnalati alla procura dei minori, con possibilità di interventi rieducativi e limiti alla potestà genitoriale? Tutto normale?
    http://www.comune.villamassargia.ca.it/villamassargia/images/Avviso%20Minori%20COVID19.pdf

    • Bestiale!!
      era anni che non vedevo una boiata simile!
      “interventi rieducativi” per mio figlio diciassettenne che va a farsi una pomiciatina con la pivella di nascosto!!!
      e se mi tolgono la patria potestà e la danno al sindico?

  8. Ricapitolando, se uno esce con moglie (non si può) per fare la spesa senza documenti (non si può) e fermato dalle forze dell’ordine, perde le staffe, lo multano, lo picchiano e diventa un povero e malfattore… Se un ricco imprenditore con precedenti di vario tipo e natura, che per lavoro presiede una squadra di calcio in zona ad elevato contagio decide di prendere un elicottero privato e rientrare per le feste dalla famiglia (con quale autorizzazione è tornato?) e poi, dopo un tampone (che non fanno a tutti ma a lui sì), si scopre positivo, e quindi avrebbe potuto contagiare familiari, amici o altri, non gli fanno un cazzo, neanche un buffetto???? Ma che cosa strana!

  9. A proposito del credere obbligatoria (o utile) la mascherina all’aria aperta, segnalo i Wu Ming:

    https://www.wumingfoundation.com/giap/2020/04/obbligo-mascherina/

  10. Roberto says:

    Sono vigili urbani e con tutto il rispetto la Polizia e le forze dell’ordine sono un’altra cosa. Massimo rispetto e solidarietà per i cittadini ove venisse accertato un sopruso.

  11. Roberto says:

    Si ormai non siamo più liberi
    Di impongono di fare la spesa nel nostro comune…..
    Ma avete idea di quanto si risparmia acquistando in un discount?
    A Monserrato non ce ne neppure uno, dove dobbiamo fare la spesa? Presidente ci paga lei la differenza?

  12. Alcune considerazioni: in Cina ne sono usciti prendendo a calci nel sedere, in Corea fregandosene della riservatezza, in Svezia e Germania ne stanno uscendo rispettando le regole. In Italia è un mix, ma i dati sono ancora terribili per numero di decessi e contagi. Non in Sardegna, ma nel Nord Italia si. È giusto chiedere equilibrio alle forze dell’ordine, così come è giusto biasimare i furbetti. Pazienza ci vuole, fanno il loro lavoro, portiamoci dietro certificati, documenti, buste della spesa, quanto possa servire per fare i loro controlli. E chiediamo che decreti ed ordinanze siano più chiari possibile, perché il rischio di abuso deriva dalla troppa discrezionalità nell’interpretazione. Buon senso ci vuole, da parte di tutti, giornalisti inclusi.

    • furbetti says:

      furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti furbetti

      • olguita banana says:

        Scimprixeddu scimprixeddu scimprixeddu scimprixeddu scimprixeddu scimprixeddu
        scimprixeddu
        e poi ho altro da fare, al contrario suo. Continui a divertirsi.

  13. Rokko Smitherson says:

    Tutto molto triste, grazie Vito. Occorre una reazione sana dei cittadini che denunci gli abusi e chieda il rispetto dei nostri diritti e delle nostre libertà scritti a caratteri chiari nella Costituzione. Basta allo stato di polizia e allo sceriffismo, sì allo stato di diritto: bisogna chiederlo con forza in tutte le sedi.
    E affanculo i delatori!

    • more cesena says:

      abbiamo troppo diritti con prepotenza di pochi doveri

      • Rokko Smitherson says:

        Si sforzi e argomenti: vedrà che riuscirà – prima o poi, con gli anni – a esprimere un concetto degno di questo nome e della lingua italiana. Poi, comprendo che per gli webeti in generale (senza riferimento a lei, che mi sembra un genio) i diritti e le libertà costituzionali siano una cosa trascurabile.

  14. Sergio Masala says:

    Siamo solo all’inizio… il pacchetto orwelliano lo stanno confezionando da tempo e queste situazioni di emergenza sono la manna dal cielo. Faranno rinunciare a pezzetti di dignità e di diritto al rispetto a molte, moltissime persone che spesso non sanno neppure di avere il diritto alla libertà. Mentre a chi, frustrato da anni di obbedienza ai superiori, non gli pare vero potersi scagliare su gente inerme, terrorizzata dal senso di colpa di aver tentato di vivere un’afflato di normalità. E pensare che ho sentito tantissimi inneggiare all’esercito per strada….Sono anch’io per gridare ADESSO BASTA.
    si rispettino le ordinanze ma si rispetti la dignità della gente e i fascisti FUORI DALLE ISTITUZIONI

  15. Antonio says:

    Da un giornalista come lei mi aspetterei una verifica più precisa del materiale che si va a pubblicare. I due tizi di Sassari, innanzitutto, non potevano girare assieme in quel modo. Lei scrive che erano sotto casa: per caso conosce il loro indirizzo? E ancora: pare che queste persone, oltre a non avere mascherine, non avessero nemmeno documenti; inoltre, si sono rifiutati di sottoporsi al tampone. Di fronte a questi comportamenti sconsiderati, perchè accusate i vigili, che stanno semplicemente facendo il loro mestiere? Del soggetto multato a Nuoro sa darci maggiori informazioni? Dell’uomo che faceva la spesa con la moglie, siamo sicuri che quest’ultima non potesse stare a casa da sola? Vi rendete conto che gli onesti sono chiusi in casa da un mese mentre c’è gente che continua impudentemente a violare le regole?

    • Strattonare le persone e buttarle a terra è “fare il loro mestiere”?
      Dopodiché, forse io non sono come lei chiuso in casa da un mese? E quindi?

      • Antonio says:

        “E quindi?” lo chiedo io a lei. Qual è lo scopo di quest’articolo? Chiarire bene i fatti o far credere senza motivo di essere piombati in uno stato di polizia? Premesso (lo do per scontato) che nessun sopruso è mai accettabile, da Sassari mi dicono – oltre a quanto ho già scritto – che è stato l’uomo ad aggredire i vigili i quali, giustamente, hanno dovuto usare le maniere forti. Io però non sono un giornalista e non posso verificare. Lei sì. E’ andato a fare un riscontro di come sono andate le cose? Ha chiesto delle spiegazioni ai vigili urbani di Sassari (e a quelli di Nuoro, per l’altro caso raccontato)? Oppure si è limitato a riportare fatti che non conosce, facendo un copia-incolla dall’Unione Sarda e dando per scontato che i vigili abbiano abusato dei loro poteri, semplicemente offrendo una sua ipotesi non suffragata da prove?

        • Lei parla come se non avesse visto il video. Se non lo vuole vedere, o non vuole capire quello che si vede, io non posso farci nulla. Se non le bastano le informazioni sul caso di Nuoro date dall’Unione Sarda e da altre testate (che hanno fatto tutte le verifiche del caso, basta leggere l’articolo integrale dell’Unione per accorgersene), non ci posso fare nulla. Se la testimonianza del mio collega su ciò che è successo a Cagliari ieri lei non la vuole ascoltare, io non posso farci nulla.

        • Antonio says:

          Ho visto il video più volte e ho letto con attenzione l’articolo dell’Unione Sarda. Nel video, come ho già detto, manca la parte iniziale dell’accaduto. Si sentono le urla della persona fermata e un commento degli autori del video, manca del tutto la versione dei vigili e da quel che mi risulta, le ripeto, sono stati i vigili ad essere stati aggrediti per primi. L’articolo dell’Unione Sarda riporta solo la versione dei due anziani e della loro figlia, per cui non sappiamo come stiano realmente le cose. In ogni caso, sulla base di queste informazioni non ci sono gli elementi per parlare di abusi e soprusi, come lei ha fatto. In una situazione così difficile, in cui è molto importante la tenuta sociale, prima di lanciare accuse così gravi sarebbe opportuno verificare i fatti con grande precisione ed evitare di levare accuse in assenza di elementi validi a supporto. Saluti.

      • Alessandro says:

        Spero di apprendere dai media locali la condanna del vigile inflitta dal giudice a suo tempo.
        Innanzitutto ti saluto e ti ringrazio per ciò che fai.

      • more cesena says:

        buttarle a terra no—-ma prenderle di peso

    • Cortesemente può indicarmi, quale disposizione, ordinanza o decreto prevede l’obbligo della mascherina per strada? le rispondo io nessuna, a Sassari con ordinanza sindacale la mascherina e i guanti sono obbligatori per accedere alle attività commerciali. Cioè all’interno delle attività. Ancora quale normativa prevede l’obbligo di sottoporsi al tampone, rispondo ancora io, nessuna, in modo particolare non credo che un cittadino venga sottoposto al tampone perché si reca a depositare i rifiuti nel cassonetto. Voglio anche informarLa che i tamponi non si trovano neanche a pagarli, non è competenza della Polizia Locale sottoporre le persone a tampone.
      Visto che Lei è cosi meticoloso nella ricerca della verità, Lei a notizie di come sono andati realmente i fatti? visto che a già deciso chi condannare. Di chiunque sia la ragione, credo sia palese che la reazione violenta e l’imponente spiegamento di forze della Polizia locale sia sproporzionata. Cinque auto e dieci agenti.

      • Carlo Rosas says:

        Esiste l’obbligo di fornire le proprie generalità, art.651c.p., al rifiuto oltre alla denuncia segue il fermo di identificazione, qualora l’individuo interessato opponga resistenza e non voglia salire sul veicolo per essere condotto nei locali dove avviene materialmente la procedura di identificazione come dovrebbe procedere l’agente? Olbia.it riferisce infatti che sono stati denunciati per Rifiuto di fornire le generalità e Resistenza a P.U. (https://www.olbia.it/polizia-locale-sassari-nellocchio-del-ciclone-per-un-video-virale/). Nei confronti del verbale elevato dalle forze di polizia per le ordinanze relative all’emergenza dovuta al COVID-19 si può proporre ricorso, col ricorso un ente super partes stabilisce se ci sia stato un errore da parte degli accertatori, o addirittura se ci siano delle motivazioni che possano condurre all’annullamento del verbale benché gli operatori abbiano fatto egregiamente il proprio lavoro, perché su loro grava sempre il rischio di una denuncia per Omissione d’atti d’ufficio. Gli operatori hanno l’obbligo di identificare, soprattutto in un caso come questo in cui l’accertamento è scaturito da una segnalazione. Pertanto da quello che era un controllo di routine, che molto probabilmente si sarebbe chiuso con un verbale su cui è possibile proporre ricorso, si arriva ad un altra situazione in cui un cittadino, poiché rifiuta di dire il proprio nome, deve essere condotto in caserma, rifiutandosi di essere condotto in caserma costringe l’agente ad impersonare il ruolo della forza coercitiva dello Stato, quella che afferra, ammanetta e se necessario spintona, la scriminante si trova nell’art. 53 c.p. “Uso legittimo delle armi”.

        • Maria Francesca says:

          Spiace leggere di come molti cittadini accettino docilmente, quasi con piacere, limitazioni palesemente incostituzionali e del tutto inutili per prevenire il contagio della propria libertà personale. Tanto da inventarsi ricostruzioni di comodo di fatti gravissimi come questo, dal video si sente un agente urlare dammi i documenti e tutti i resoconti parlano di una pretesa di avere i documenti non le generalità, cosa completamente diversa. Quindi sembra proprio che si tratti di un abuso di potere coi controfiocchi.

      • Gpiero says:

        Per la precisione, la donna di Sassari, stando alle gestimonianze delle diverse persone alle finestre, era scesa da sola a gettare l’immondizia, il suo compagno è sceso dopo a seguito della richiesta dei documenti degli sceriffi. Mi dica, ma lei quando va a gettare l’immondizia sotto casa, è solito portarsi dietro i documenti? E poi, le sembra un mltivo valido per scatenare una scena i equivocabile come quella del video? Un donna in vestaglia strattonata e quasi spogliata e un uomo a terra preso a calci da uomini in divisa?

        • Maria Framcesca says:

          Non c’è nessun obbligo di fornire i documenti, impariamolo tutti. C’è l’obbligo di fornire le proprie generalità e basta. Se un agente pretende i documenti commette un chiaro abuso di potere. Impariamo a conoscere i nostri diritti.

    • Teresa says:

      Non dica fesserie. Se anche fossero scesi insieme, da conviventi non ci sarebbe stato alcun problema. Oppure a forza di farle il lavaggio del cervello si è convinto che si possa convivere h24 senza rischi e appena si supera la soglia della porta ci si ammala?
      La informo poi che non c’è nessun obbligo di avere con sè o mostrare i documenti alle forze dell’ordine ma solo quello di fornire le proprie generalità. Ma qui il punto è un altro, sono i comportamenti che sanno molto di squadraccia più che di polizia locale di uno stato democratico a doverla indignare. Oppure dopo un mese e mezzo di privazione della libertà individuale lei manifesta già la sindrome di Stoccolma e trae godimento a esser trattato come un suddito da prendere a calci se non obbedisce agli ordini illegali del primo agente di polizia locale o carabiniere che passa? Ecco, quello che fa paura e l’attitudine di troppi italiani a privarsi quasi con piacere dei propri diritti fondamentali. Incredibile!!

    • olguita banana says:

      Certo, buttare la spazzatura senza documenti é un reato gravissimo, sarei per la fucilazione sul posto, cosa ne dice? La frenesia di credere obbedire e fare i delatori. Po’ caridari.

  16. Antonio Pabis says:

    Questa si chiama coerenza e responsabilità dell’intellettuale organico. Grazie, Vito

  17. Marisa says:

    Logicamente ci sono le mele marce in ogni posto…pero’pero’….devo segnalare che in questo periodo veramente assurdo…abbiamo chiamato varie forze dell’ordine per intervenire per una parrucchiera a domicilio della vicina…per assembramenti nel condominio senza dispositivi….Tu li hai visti? Ormai non chiamiamo piu’….Anche stamattina si prendevano il caffe’….Lo fanno ogni giorno e noi chiusi in casa…..

    • Spero che i vicini le usino altrettanta attenzione mia cara signora. Sono certo che nessuno è santo ed i delatori meno degli altri

  18. Settimo Zummo says:

    Certo che, se ci immedesimiamo nelle forze dell’ordine, è un pò difficile capire la situazione di ogn’uno di noi, se è vero quello che si afferma oppure no, le sanzioni possono essere giuste, ma che siano moderate, non ci dobbiamo trovare con il danno dell’epidemia anche la beffa, di rimetterci anche una bella sommetta proprio nel momento più critico, le forze dell’ordine fanno il loro dovere ma che si mettano anche la mano sulla coscienza.

    • laura berardi says:

      É sufficiente che sotto la divisa ci sia un essere umano..non è difficile no? Non stanno dando la caccia a terroristi o delinquenti….penso che abbiano bisogno di un reset e di essere rieducati in tal senso..ma è un problema questo che non può ricadere sugli inermi cittadini.

  19. Gian Paolo Vallati says:

    E’ ora di cominciare a dirlo forte: #adessobasta

  20. Mario Melis says:

    In realtà di “abusi di potere” ce ne sono sempre stati, e di certo non è per fortuna la regola. I tutori dell’ordine sono esseri umani come gli altri che possono subire l’influenza del “gruppo” (non sono mai da soli e di certo DEVONO avere un forte spirito di corpo perché continuamente esposti). Hanno peró l’assoluto dovere, per il ruolo che coprono, di essere più forti ed equilibrati degli altri. Non possiamo sapere che reazione abbia avuto il soggetto in questione, ma chi ha il coltello dalla parte del manico deve sempre imporre con intelligenza calma e rispetto. Lo stato di polizia non è certamente il nostro, e dobbiamo tutti lottare aspramente perché i tutori dell’ordine non obblighino solamente i cittadini a rispettare le regole, ma tutelino anche la libertà di ognuno di noi capendo lo spirito delle leggi e non applicandole alla lettera…la storia dei due anziani è pura follia.
    E poi, quando la smetteranno i giornali di fare titoli “per” o titoli “contro”?…siate obiettivi, vi prego.

  21. Stefano Casti says:

    Adesso basta.

  22. Maria Ignazia Massa says:

    Il potere si basa sull’ignoranza di chi deve far rispettare le norme e pensa di essere non strumento del potere, ma detentore del potere. Quanto riportato nell’articolo non è solo sgradevole e intollerabile: è soprattutto preoccupante.

  23. Ospitone says:

    Non è il momento di “Sclerare”….sembra la descrizione di uno stato di polizia ,ma scherziamo Vito ? Il titolo dell’articolo lo trovo Violento….mi scuserai,ti stimo come giornalista e per i principi che porti avanti con coraggio…ma non sono convinto che questa sia la situazione generale. Gli episodi ci sono, ma non sono la norma. La maggior parte degli operatori di sicurezza fa un un lavoro utile ,lo fa bene e in condizioni difficili. Controlli si,controlli no.
    Se ci sono :”abuso di potere è una vergogna (adesso basta)”,se non ci sono “siamo abbandonati,lo stato è assente”…….ognuno vorrebbe egoisticamente ,la sua ricetta personalizzata,dimenticando che si continua a morire. Si è vero siamo chiamati ad essere più attenti e responsabili di una volta (ammesso che lo siamo mai stati) ma di fronte alla morte ,tutto passa in secondo piano e il resto sono solo “Pinnicche”.
    Un abbraccio

    • Caro Ospitone, il problema è che certi episodi si stanno ripetendo ormai con troppa frequenza. Pochi arrivano ai giornali, altri restano sottobraccio. Ma il clima sta cambiando, purtroppo in peggio. Abbiamo bisogno di fiducia, non di sceriffi. Il caso di Sassari è inaccettabile, da qualunque lato lo si osservi.

  24. Grazia Pintore says:

    Molto spesso le persone con la divisa,scaricano le loro frustrazioni contro persone deboli ed è una gran vergogna,dovrebbero essere sanzionati questi frustrati ed i vari sindaci dovrebbero fare una risciacquata di testa,non credo dipenda da Solinas,o sbaglio?

  25. Vittorio says:

    Credo che il 25 Aprile meriti una liberazione. Tutti sotto la Regione coi clacson a tutta forza. Organizziamoci. Io ci sono. Se lo hanno fatto in 4 a Bologna, possiamo farci sentire anche noi

  26. Vittorio says:

    Finalmente, grazie. Si renda conto che il tutto è giustificato….coi numeri segreti dei contagi . Hai lo stato d’emergenza perché ci sono problemi sanitari, ma non puoi non fornire le informazioni che lo giustificano. Se la gente sapesse che, rispetto al dichiarato ufficiale, ci sono 200 guariti che la regione Sardegna ha deciso di non comunicare per mantenere pieni poteri, come vuoi chiamarlo? Additano però quale pubblico capro espiatorio chi corre per strada. E la gente applaude. Se vuole spiegazioni, sono in grado di fornirgliele

  27. Supresidenti says:

    Vito, grazie. mi limito a questo. Commetterei un reato, quello si sanzionato dal nostro ordinamento. Anzi aggiungo una cosa. Io non ho paura.

  28. alessandro says:

    stiamo solo parlando e non agendo. Denunciamoli

  29. Ciao Vito, grazie per le segnalazioni. Questa per altro è solo la punta dell’iceberg. Facendo il volontario per portare i pasti a casa di chi non ce la può fare (e sono molti che prima ce la facevano, anche se a stento, e ora non più) ho registrato altre denunce di questo tipo che non sono riportate sui giornali. Incredibile come la colpa dei contagi la si voglia far ricadere sui cittadini mentre il 57 % dei lavoratori non ha mai smesso da quando si parla di blocco totale. Tu, anche giustamente e forse retoricamente, ti appelli a Governanti e Sindaci… io credo che questa mano pesante sia imposta proprio da loro che vogliono nascondere con la durezza le loro colpe.

  30. L’altro giorno un carabiniere, nell’espletamento delle procedure di identificazione, mi ha confessato “Guardi, non ce la facciamo più”. È una situazione che sta pesando un po’ a tutti: solamente, chi ha un po’ di sale in zucca sdrammatizza (con il carabiniere poi ci siamo concessi il lusso di un paio di battute su un bizzarro caso di omonimia al posto di blocco), chi invece non gliela fa si abbandona a questi comportamenti che a questo punto vanno denunciati puntualmente e sanzionati con forza.
    Grazie Vito.
    T

  31. Paola Scano says:

    Parliamo anche di buone prassi,
    esco spesso con mio figlio autistico di 27 anni (non si vede subito che è autistico…), ogni volta che mi hanno fermato sia polizia sia guardia di finanza sono stati gentilissimi, comprensivi e tolleranti. certo, giro sempre con autocertificazione e certificato medico di mio figlio, mascherine e quant’altro, compresa la gentilezza nei confronti di chi fa il suo dovere.
    Anche a me non piace questo clima di controllo e l’interdizione a molti luoghi di svago come i parchi, sto affrontando grossi disagi con mio figlio, spero finisca presto.
    Paola Scano

  32. Gino D'Abbruzzi says:

    Presentare querela presso i Carabinieri e alla Procura.

  33. Stefano says:

    Carissimo Vito , non capisco il tuo commento “VABBÈ CHE SIAMO A SASSARI” ricordati che tutto il mondo è paese. Ho vissuto per 7 anni a Cagliari e sono stato molto bene , anche se come a Sassari esiste la delinquenza. Quindi rettifica il tuo articolo. Sassari non è il lazzaretto poi leggiamo i giornali dove ci sono più delinquenti. Grazie. Buona giornata

    • E dove l’ho scritto?? Ho scritto “Capisco che siamo a Sassari”, nel senso che individuo dalle voci che la scena si svolge a Sassari, tutto qui. 🙂

  34. Carlo Nicola Puddu says:

    Grazie. Sei l’unica voce in un deserto di inettitudine.

  35. Donatella Gallistru says:

    È una vergogna! Vito facciamo qualcosa. La situazione sta diventando insostenibile! Se posso essere d’aiuto io ci sono.

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