Cultura

Noa affida ai sardi la sua lettera per la pace: “Uniamo la fazione dei moderati contro gli estremismi israeliani e palestinesi”

Non passa giorno senza che i massacri di Gaza non interroghino le nostre coscienze. Ogni persona di buona volontà assiste attonita al disastro in corso e si chiede che cosa può fare concretamente per fermare lo scempio. Se la nostra unica arma è la parola, allora bisogna sceglierle bene le parole per evitare che da ramoscelli di ulivo si trasformino in taniche di benzina gettate sul fuoco.
Chi, come noi, ha la fortuna di essere a migliaia di chilometri dai bombardamenti deve evitare di riprodurre nel suo piccolo le stesse sterili logiche di contrapposizione che stanno portando palestinesi ed israeliani nel vicolo cieco della Storia.
Per questo le parole più belle e (secondo me) più giuste sul dramma che si sta consumando in Palestina le ha scritte due giorni fa sul suo blog la cantante israeliana Noa. Le sue prese di posizione, poco gradite alla comunità ebraica, recentemente hanno portato all’annullamento di un suo concerto a Milano. Ma Noa sabato 2 agosto si esibirà in Sardegna, più precisamente a Siddi, ospite del festival Appetitosamente. Questa è la sua “Lettera aperta al vento”, che il maestrale ha portato fino a me. Ed io ve la ripropongo.

***

Lettera aperta al vento

Saluti dal nostro angolo del Medio Oriente, dove ultimamente si è scatenato l’inferno.

Terrorizzata, angosciata e depressa, frustrata, arrabbiata… Ciascun’ondata emotiva concorre con l’altra per dominare sul mio cuore e sulla mia mente… Nessuna ha la meglio, e io annego nell’oceano in ebollizione creato dal loro connubio.

C’è un allarme missili ogni ora da qualche parte vicino casa mia. A Tel Aviv, è anche peggio. Mio figlio e io oggi abbiamo fermato la nostra auto in mezzo alla strada e ci siamo precipitati in un vicolo vicino fino a che la sirena penetrante non ha smesso di suonare… Alcuni minuti dopo abbiamo sentito tre fragorose esplosioni che hanno fatto tremare i muri. Nel Sud la situazione è insostenibile. Le loro vite laggiù sono giunte alla paralisi, la loro sopravvivenza annientata; trascorrono la maggior parte del loro tempo nei rifugi anti bombe. In gran parte i missili sono intercettati dal nostro sistema di difesa, ma non tutti. Ogni civile è un obiettivo, i nostri bambini sono traumatizzati, le loro ferite emotive sono irreversibili. E i tunnel, scavati sottoterra, che raggiungono la soglia delle case di alcuni abitanti dei Kibbutz al confine di Gaza… Negli oscuri meandri dei miei incubi immagino a cosa sono destinati: contrabbando, rapimenti, torture, omicidi …! I nostri soldati sono in prima linea. Vi sono nostri figli, figli di nostri amici e vicini, giovani uomini e donne dei questo paese chiamati al dovere dal nostro governo… E già, bare avvolte nella bandiera, funerali inondati dalle lacrime, vite distrutte, il Kadish, la sconvolgente ben nota routine.

E la gente di Gaza  Oh Dio, la gente di Gaza… Cosa può esservi di più miserabile e orribile rispetto a quello che queste persone devono sopportare? Il loro destino sarà per sempre quello di soffrire per mano di crudeli tiranni? Le immagini dei bambini sanguinanti, le madri che piangono negli abiti macchiati di sangue, le macerie e la devastazione, il terrore nei loro occhi, cinque minuti al massimo per uscire dalle loro case, correre per sopravvivere perché stanno cadendo le bombe… nessun rifugio… La tattica dei talebani di Hamas da un lato e i bombardieri F16 dell’esercito israeliano dall’altro, queste persone sono tenute nella morsa come noci, schiacciate dalle spesse ganasce di metallo della cecità e stupidità umana! … il bilancio delle vittime continua a crescere… per amor di Dio, per quanto tempo dovrà continuare tutto questo?

Gli uomini di Hamas sono estremisti, sono Jihadisti, sono pericolosi, il loro scopo è di uccidere ogni Ebreo, me e i miei figli compresi. Non riconoscono Israele, hanno intenzione di trasformare tutti gli abitanti di Gaza in martiri usandoli come scudi umani… abbiamo sentito tutto. Abbiamo sentito Hannia e i suoi seguaci, ed è probabilmente tutto vero, per quanto possa esserci alcuna verità…

Ma ogni uomo, donna e bambino è da condannare per l’amara, orribile follia di entrambe le parti??

Io ascolto Naftali Bennet che parla alla CNN e spiega freddamente come quelli di Hamas sono terroristi e noi abbiamo tutto il diritto di difenderci, il che è vero… Aspetto, pazientemente, una sua espressione di dolore, un suo rammarico per la perdita di vite innocenti… ma non arriva alcuno di questi segni. E mi dico: hai dimenticato che rappresenti un’intera nazione? Hai dimenticato gli insegnamenti fondamentali della tua religione? Vergognati! Per te sono morte persone innocenti, uomini donne e così tanti bambini anche se non intendevi farlo! E sì, quelli di Hamas continuano con la loro orribile retorica intrisa di sangue, la loro crudele spavalderia a spese dell’infelice gente di Gaza… loro non nascondono il loro piano scellerato! Loro INTENDONO portare alla morte gente innocente! Non vi è dubbio che c’è un posto speciale all’inferno per gente del genere, e la storia ne è piena. Ma questo non ci esime dall’obbligo di comportarci come esseri umani, a meno che il nostro scopo non sia quello di una metamorfosi che ci trasformi nella terrificante identica immagine dei nostri più pericolosi nemici.

Noi, Palestinesi e Israeliani allo stesso modo, non abbiamo “mai perso l’opportunità di perdere un’opportunità di fare pace”. Abbiamo creato questo disastro con le nostre mani e stiamo pagando il terribile prezzo per la nostra arroganza e sorda stupidità.

È facile puntare il dito e diventare estremamente auto-difensivi quando le bombe cadono… ogni parte si rifugia nel proprio cantuccio, restando vicina alla propria gente, incolpando l’altra…

Il mio cuore va alle famiglie delle vittime dovunque esse siano. Sono felice di avere un esercito israeliano forte che mi difende da quelli che affermano chiaramente che il loro scopo è quello di tagliare la gola ai miei figli … MA non voglio usare la mia tristezza e paura come uno scudo che mi separi dall’empatia umana e dal ragionamento lucido. Al contrario, voglio fare l’opposto.

Voglio stare nell’arena e pronunciare la mia verità.

Vi sono solo due parti, e queste non sono Israeliani e Palestinesi, Ebrei e Arabi. Sono moderati ed estremisti. Io appartengo ai moderati, dovunque essi siano. Sono loro la mia fazione. E questa fazione ha bisogno di essere unita!! Io non ho niente di niente in comune con gli estremisti Ebrei che bruciano vivi I bambini, avvelenano pozzi e sradicano alberi, che scagliano pietre ai bambini della scuola, che sono motivati da un odio frutto del lavaggio del cervello, e da acuta arroganza. Voglio nascondere la testa nelle mie mani e scomparire, sulla luna se è possibile, quando leggo I sermoni dei Rabbini Ginsburg e Lior, che mitizzano la morte e l’uccisione in nome di Dio così come fece Baruch Goldstein, il loro sacro martire, che ha ucciso 29 Arabi a sangue freddo mentre stavano pregando. Quando leggo le incredibili parole di razzismo e di odio scritte da qualche mio concittadino israeliano, i pianti di gioia quando vengono uccisi bambini palestinesi, il disprezzo per la vita umana!! Il fatto di condividere lo stesso passaporto e la stessa religione non significa nulla per me. Non voglio avere niente a che fare con queste persone.

Allo stesso modo, gli estremisti sull’altro fronte sono pure i miei acerrimi nemici. Ma la loro collera è rivolta non solo contro di me ma contro i moderati della loro stessa società… ciò ci rende tutti fratelli armati!

Così come esorto I moderati arabi, dovunque siano, a fare tutto ciò che è in loro potere per respingere l’estremismo, non ho alcuna intenzione di chiudere gli occhi di fronte alle responsabilità che devono essere assunte dalla mia parte per il disastro che si sta verificando. L’Islam radicale è un fenomeno pericoloso che deve essere affrontato non solo da Israele, ma dal mondo intero. Ma vi sono nel mondo musulmano voci più liberali, vi sono partner per il dialogo! Abbiamo davvero fatto tutto ciò che è in nostro potere per aprire un dialogo con loro?

La risposta è NO, abbiamo fatto il contrario. Il governo attuale guidato da Netanyahu ha fatto tutto ciò che era in suo potere per reprimere qualunque tentativo di riconciliazione. Ha indebolito e offeso Abu Mazen, leader della più moderata OLP, che ha affermato più volte di essere interessato alla pace. Quando Abu Mazen ha fatto delle dichiarazioni sull’Olocausto, definendolo la più grande tragedia della storia umana, l’hanno schernito e screditato. Non hanno rispettato accordi che loro stessi avevano sottoscritto, rifiutando di rilasciare prigioneri che avevano già pattuito di rilasciare, preferendo continuare l’oltraggiosa ed esasperante costruzione degli insediamenti come se non vi fossero stati negoziati. È come schiaffeggiare qualcuno, ripetutamente, mentre nello stesso tempo innocentemente gli si dice: “Facciamo pace! Non vedi quanto voglio la pace? Perché non stai collaborando?”.

E cosa dire dell’iniziativa di pace della Lega Araba? Perché è stata sempre costantemente ignorata dal governo israeliano? Proprio di recente, in un gesto di buona fede senza precedenti, un ufficiale illustre dell’Arabia Saudita ha scritto un articolo su di un quotidiano israeliano, che esprimeva il suo desiderio di pace!! È rimasto inosservato! Questo comportamento può essere solo decritto come riprovevole e arrogante.

Quali folli forze messianiche accecano questi politici e il loro elettorato? Quale sindrome biblica di Joshua? Cosa stanno pensando, che pian piano domineranno i territori occupati sino a quando non vi sarà alcun modo di creare lo Stato palestinese? Che cosa sarà di tutti i palestinesi che vivono lì, delle loro aspirazioni, della loro storia? Che cosa sarà del loro benessere, dei loro sogni, delle loro speranze, del loro futuro? Vivranno semplicemente, come un lieto fine, come cittadini di seconda classe, o forse si convertiranno in massa al giudaismo? Qual è il piano?

Non c’è alcun piano, alcuna visione moralmente compatibile con valori universali, un desiderio di creare coesistenza: o almeno niente del genere è stato presentato in modo coerente alla nostra gente. Al suo posto, siamo nutriti di paura costante e paranoia, e si stanno alimentando le fiamme del nazionalismo, coltivando xenofobia e razzismo. Di fatto questi politici stanno deteriorando Israele a un ideologico e strategico punto di non ritorno.

Solo il dialogo da una posizione di rispetto e di empatia può salvarci.

Solo uno sforzo concertato per rafforzare i moderati e, di conseguenza, marginalizzare quanto più è possibile gli estremisti può procurarci un po’ di speranza.

Per quanto noi in Israele disprezziamo giustamente Hamas, non sembra che si vada da nessuna parte. Abbiamo seriamente preso in considerazione le loro condizioni per un cessate il fuoco? Molte di esse hanno un senso!

Perché non cercare di alleviare le sofferenze degli abitanti di Gaza, consentire loro di svilupparsi economicamente, restituire dignità alle loro vite ed ottenere un cessate il fuoco di dieci anni? Dieci anni è un sacco di tempo!

Le menti giovani possono aprirsi. Persino una modesta prosperità economica può fare da catalizzatore per il cambiamento! Perché diamo per scontato che questi anni verranno usati solo per rafforzare il potere militare di Hamas? Le condizioni includono una supervisione internazionale. Forse gli anni creeranno una situazione in cui Hamas, con una generazione di leader più giovani che vedono un orizzonte diverso, verrà trascinata all’interno del circolo della politica in un modo che consentirà, finalmente, di aprire un dialogo?

Io chiedo a me stessa ed a Netanyahu: perché non sorprendiamo noi stessi?! Netanyahu, si dice che tu sia un uomo intelligente: perché non fai un’inversione a 180 gradi, cambi le regole del gioco, pensi fuori dagli schemi? Da’ il benvenuto ad Abu Mazen, smetti di costruire gli insediamenti, sostieni il governo di unità, apri Gaza e consenti il commercio con la supervisione internazionale. Abbraccia le aspirazioni palestinesi unitamente alle nostre, accogli l’intervento internazionale e guadagna un vero alleato contro l’estremismo? Scacco matto!

Abbiamo davvero compiuto tutti questi sforzi, prima di mandare a morire i nostri soldati? E’ triste, ma la risposta è no.

Nessuno sta smantellando l’esercito israeliano, che resterà forte. Ma allora perché ci rifiutiamo testardamente di correre questo rischio calcolato, preferendo piuttosto il sacrificio dei nostri figli? E’ una cosa che va oltre ogni mia comprensione.

Ad Akedat Yitzchak, Dio è intervenuto salvando il bambino. Dov’è Dio, adesso? E’ forse divenuto indifferente a causa dell’abominio che è stato fatto dei suoi sacri insegnamenti dagli estremisti di ambo le parti?

Se ci rifiutiamo di riconoscere i diritti di entrambe le parti e di farci carico dei nostri obblighi, se ciascuno di noi rimane aggrappato alla propria versione, con disprezzo e inosservanza di quella dell’altro, se continuiamo a preferire le spade alle parole, se santifichiamo la terra e non le vite dei nostri figli, saremo presto tutti costretti a cercare una colonia sulla Luna, perché la nostra terra sarà così zuppa di sangue e così intasata di lapidi che non vi resterà più niente per vivere.

Io ho scritto queste parole e le ho cantate insieme alla mia amica Mira Awad. Oggi sono più vere che mai:

“When I cry I cry for both of us,
(“Quando piango, piango per tutti e due)
My pain has no name.
(Il mio dolore non ha nome.)
When I cry, I cry to the merciless sky and say:
(Quando piango, piango rivolta al cielo spietato e dico:)
There must be another way”
(Dev’esserci un’altra via)

22 luglio 2014

Noa 

 

41 Commenti

  1. Su Cooperadori says:

    Per me Noa era una ottima interprete di canzoni. Credo che con una certa difficoltà la riterrò ancora tale, ma come paladina della pace proprio no, non la posso proprio accettare.
    La sua biografia ha delle inquietanti zone d’ombra. Non solo ha prestato servizio obbligatorio nell’esercito israeliano, ma Noa è ormai tristemente nota per il plauso all’intervento militare “Piombo Fuso”, un infame eccidio su cui l’ONU ha richiesto un’approfondita indagine, condensata nel Rapporto Goldstone.
    Mentre i bombardieri, le navi da guerra e l’artiglieria israeliana rovesciavano sulla popolazione di Gaza migliaia di tonnellate di bombe, missili e fosforo bianco, Noa scrisse alla gente di Gaza una lettera aperta, in cui definì il massacro perpetrato da Israele come doloroso ma necessario queste le sue parole:
    “Io so che nel profondo del vostro cuore DESIDERATE la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria” (…) “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas. E che questi assassini scoprano quanta poca compassione possa esistere nei loro cuori e CESSINO di usare voi e i vostri bambini come scudi umani per la loro vigliaccheria e i loro crimini”.
    Con amarezza constatiamo che “l’augurio” di Noa venne purtroppo esaudito, durante “Piombo Fuso” l’esercito israeliano si è “liberato” di 1500 palestinesi, di cui 400 bambini, e oltre 100 donne, provocando oltre 5000 feriti e riducendo Gaza a un cumulo di macerie.

  2. Pingback: #Gaza #FreePalestine: ebrei che dicono “Not in my name!” – Al di là del Buco

  3. La costituzione di due stati, uno isreliano e uno palestinese è l’unica condizione che permetterebbe di ipotizzare la pace in Palestina. Ma è evidente che questa possibilità non esiste più dal 1949: come si può ipotizzare la nascita di uno stato autonomo palestinese quando i palestinesi hanno a disposizione due territori, la striscia di Gaza e la Cisgiordania separati da territori israeliani? E quando la striscia di Gaza non è ormai che un campo di concentramento a cielo aperto, di cui è facile ipotizzare una prossima annessione a israele; e la Cisgiordania viene continuamente saccheggiata dagli insediamenti abusivi israeliani, con continui espropri di terre da parte di israele e ignorando sistematicamente le risoluzioni dell’ O.N.U.?
    Se è chiaro a tutti che Hamas è un movimento che usa metodi terroristici con lo scopo dichiarato di eliminare gli ebrei dalla Palestina altrettanto chiaro che il governo israeliano sta usando metodi altrettanto terroristici e sta di fatto facendo pulizia etnica e cacciando gli arabi dalla Palestina.
    La grossa differenza è che Hamas è una espressione minoritaria del dello stato Palestinese, mentre i crimini di israele sono perpetrati dal GOVERNO israeliano.

  4. Chiara Lavra says:

    Personalmente, non condivido alcune cose che ha scritto Noa. Ma riconosco in lei una persona che non utilizza parole di odio e di disprezzo. Una persona che riesce a criticare il governo israeliano, senza deragliare nel razzismo anti-israeliano o nell’antisemitismo. E riesce anche a criticare l’estremismo di Hamas, senza usare parole razziste verso i palestinesi. Ritengo, però, che in questi casi ci voglia una certa concretezza. Se è vero che i civili palestinesi sono le vere vittime di questa vicenda, è anche vero che il terrorismo non è stato mai sconfitto con messaggi di pace. Non si può oltretutto ignorare che a Gaza non governa Abu Mazen, bensì Hamas, per cui il primo non avrebbe nessun potere nel far cessare il conflitto a Gaza.

  5. Un commento su questa frase Vito: “E’ l’estremismo israeliano che ha creato l’attuale estremismo palestinese”.
    Storicamente l’estremismo ha riguardato tanto Israele quanto i palestinesi, questi ultimi nel 1948 si sono immediatamente alleati con governi arabi che non hanno riconosciuto il piano ONU che prevedeva la creazione di 2 Stati, e hanno aggredito Israele negandone il diritto all’esistenza (ma chi lo decide chi è popolo o meno se non la comunità stessa che si sente tale?). Successivamente la Giordania ha fregato la terra ai palestinesi fino a parte di Gerusalemme (l’area che oggi conosciamo come Cisgiordania, che tanti scordano, fino alla guerra dei 6 giorni). Israele ha le sue colpe perché in qualità di occupante non ha minori responsabilità, ma dire che i palestinesi abbiano storicamente agito solo in risposta all’estremismo di Israele non corrisponde al vero. Entrambe le fazioni, democrazia o meno, hanno sempre operato per danneggiarsi a vicenda, e si sono affidate ad appoggi esterni. Vedo un vizio nella lettura di vari commenti. 4 appunti:

    1) Israele sarebbe sempre e comunque parte di complotti per generare l’estremismo, il che ricorda vagamente la retorica antiebraica degli anni 30… Nessuno in questo spazio considera che esistano anche altri Paesi arabi con i loro spietati interessi. Ciò è materia di dibattito nei media arabi da tempo, e mi rincresce aver conosciuto membri di Hizb’Allah in Medio Oriente più critici di molti nostri Sardi…Se ne parla anche fra gli intellettuali arabi di vari Paesi, dove non esiste il teorema diffuso di considerare il Mossad come una organizzazione onnipotente in grado di pilotare tutto e tutti, duole constatare che questo teorema, un tempo della destra radicale, oggi si è trasferito anche fra molti moderati, e a sinistra.

    2) In ragione di quanto detto sopra, bisognerebbe considerare che Israele magari non organizza ma semplicemente approfitta della situazione generata dagli interessi di altri Paesi della regione, che oggi sono importanti potenze economiche ed anche militari, in alcuni casi magari coordinandosi. Le quali, pur di allontanare l’espansione della democrazia nell’area, ritengono opportuno tenere lo scontro localizzato in poche aree, come Gaza.

    3) Israele ha smobilitato Gaza sotto il governo Sharon, il più improbabile per questo compito, ma è un fatto. Continuare a considerare imperialistica l’azione di Israele in un territorio ormai controllato da forze palestinesi mi pare improprio. Bisognerebbe piuttosto domandarsi perché Gaza sia stata volutamente trasformata da Tel Aviv in una prigione a cielo aperto da bombardare. C’è una nuova forma di imperialismo in atto? E’ un punto controverso sul quale bisognerebbe discutere.

    4) In Sardegna non c’è da discutere solo dell’impegno militare israeliano nelle basi Sarde, ma anche degli investimenti del Qatar, uno dei maggiori Paesi coinvolti in queste strategie.

    • Chiara Lavra says:

      Lei ha scritto un commento molto interessante. Se mi posso permettere di discutere su un punto. Quello della prigione a cielo aperto. Questa prigione, come lei sicuramente sa, è stata creata da Israele, ma anche dall’Egitto, in risposta ad una scelta (se si può chiamare tale, visto che non è stata né libera, né democratica) dei gazawi. Quella dell’elezione di un’organizzazione estremista e terroristica, ossia Hamas. Chi avrebbe garantito, da quel momento in poi, la sicurezza degli israeliani all’interno dei propri confini? E’ chiaro che non è umanamente accettabile che i gazawi subiscano tutto questo, ma è normale che un governo pensi innanzitutto ai propri cittadini.

    • Alessandro says:

      Buongiorno, mi chiamo Alessandro.
      Mi perdoni, ma se proprio vogliamo tirare in ballo le date dobbiamo partire dalla fondazione del Sionismo: 1897, Basilea, Theodor Herzl.
      Affrontare l’argomento israelo-palestinese partendo dal 1948, a mio modestissimo parere, è troppo riduttivo.

      Saluti
      Alessandro

      • Gentile Alessandro, è evidente che con Theodor Herzl nel 1897 si posero le basi della nascita dello stato di Israele, idea in se non priva di dignità, ma daterei al 1948/49 la fine della possibilità che tale stato nascesse in maniera non traumatica e non violenta.

      • Non avevo visto questi commenti, pardon. Non credo che il problema sia il sionismo, oggi volgarmente equiparato al razzismo anti-arabo. Non tutti i sionisti sono razzisti, ma certo, non si può dire che tutti quelli di Hamas (visto lo statuto a cui hanno aderito) non siano antiebraici. Ho letto anche Theodor Herzl. Il punto è che comunità ebraiche sono sempre vissute lì da secoli, ancor prima della nascita del sionismo come movimento culturale e nazionalista, e ben prima che arrivassero altre comunità ebraiche dal mondo alla vigilia della fondazione di Israele come Stato (e dopo il 1948). Per certi versi gli Ottomani erano più tolleranti di molti europei e di molti arabi attuali verso gli ebrei. Trovo ridicolo chi sostiene che lì gli ebrei non ci fanno nulla… Vedo spesso astruse cartine geografiche su internet che mostrerebbero l’avanzata di Israele nel corso dei decenni rispetto alla Palestina. Ma il precedente Stato palestinese non c’entrava un tubo col popolo palestinese che identifichiamo oggi. Tra l’altro senza mostrare l’avanzamento dei Paesi arabi (tipo Giordania) o i vari avanzamenti e restituzioni di terre compiuti da Tel Aviv negli anni. Chi fa questo tipo di disinformazione non sa nulla di panarabismo, di come è nata quindi la coscienza nazionale di vari popoli arabi e neppure i passaggi storici che hanno portato al presente.
        Per Chiara Lavra, si, penso che ci siano accordi fra Egitto (di Al Sisi) e Tel Aviv per impedire le scorribande da Rafah di Hamas.

  6. Francu says:

    Credo che ormai sia tardi per tutto. Valgono solo i rapporti di forza. Il forte militarmente é israele e la sua forza la fa valere. se hamas avesse più forza non esiterebbe un secondo a buttare a mare gli ebrei. Io ho sostenuto una palestina libera e anche rossa, laica e moderna. E non dimentico anche uno stato di israele che fondava alcuni dei suoi principi su un moderno socialismo anchesso laico. Oggi la sinistra israeliana è minoritaria e schiacciata dagli ultrá ortodossi e dalla destra becera. Dall’altra parte lo statuto di hamas mi fa orrore e mi fa cagare, ma è papiro troppo ruvido anche per pulirsi. 2 stati 2 popoli non sono ormai più possibili.

  7. roberta sanna says:

    Noe è un emerita velina del governo israeliano che rivendica il sogni sionista di uno stato per soli ebrei, una velina trita e ritrita che non riconosce responsabilità allo stato a cui appartiene e che se oggi esiste è solo grazie alla rinuncia entro i confini del 1948 da parte di Arafat allora rappresentante del popolo palestinese. L’unico, in base alla Convenzione di Ginevra che può disporre del proprio territorio è il popolo autoctono. Oltre i confini del 1948 Israele è definito occupante dal diritto internazionale e nessuno stato vi riconosce la sua sovranità oltre quei confini. Infatti le rappresentanze diplomatiche sono a Tel Aviv e non a Gerusalemme che invece ha uno statuto internazionale e non appartiene a nessuno ed dichiarata ugualmente occupata. Le risoluzioni che intimano a Israele il ritiro numerose cosi come quelle che si riferiscono alla deportazione della popolazione palestinese e alla pulizia etnica da Gerusalemme. Israele e popolo palestinese innanzitutto sono le diciture corrette. Non essendo la seconda uno stato ma indicativa delle popolazioni che insistono su un area geografica, la Palestina. Occorre vedere le cose dal corretto punto di vista del diritto internazionale e della storia. Quello che lì accade non è altro che ciò che accadde agli indiani quando si sollevarono contro la potenza coloniale inglese, o i vietnamiti contro l’occupante francese prima e statunitense poi. I Vietminh che costituivano l’esercito di liberazione e organizzavano la guerrilla popolare non erano certo dipinti come essere umani che lottavano per l’autodeterminazione del proprio popolo. Holliwood montava falsità e il maccartismo sosteneva la follia della guerra fredda. Il Vietnam venne colonizzato nel 1885, si liberò da una lunga storia di soprusi e devastazione nel 1975. Tutti i movimenti di liberazione hanno passaggi più o meno estremi ma ciò non toglie che l’occupato non abbia il diritto di difendersi dall’occupante. In sintesi queste similitudini per dire che Noa presenta nella sua lettera una mera velina governativa. È molto più interessante e pertinente alla realtà delle cose la lettera del premio Sakarhov per la libertà di pensiero al Parlamento europeo Nurit Peled di cui allego il link: osservatorioiraq.it/…/israele-nurit-peled-boicottate-questo-stato-di
    Mettere fine all’occupazione israeliana e al sionismo è un dovere morale dell’Europa dei popoli. Altrimenti significa legittimare ancora una volta una Germania per soli ariani e sappiamo come è andata a finire.

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    • Alessandro says:

      ottima analisi,Roberta.La lettera di Noa è un classico esempio di cerchiobottismo perlopiù tardivo…facile fare i pacifisti dopo che ti contestano ad ogni concerto!Perchè non pubblichiamo pure la lettera di Noa ai Palestinesi dove definiva l’operazione Piombo Fuso un male necessario?Chi parla di diritto di difesa degli Israeliani o mente o non sa di cosa sta parlando,e pubblicare questa lettera spacciandola per sommo esempio di pacifismo non fa onore nè alla causa degli oppressi,i Palestinesi,nè al detentore di questo blog,che sceglie di fatto di non schierarsi.

      • E’ un vecchio trucco quello di ritenere “non schierato” chi non si schiera con le proprie posizioni (in questo caso le tue, gentile Alessandro). Non ci casco.

  8. Alessio says:

    Ah, quelli che la guerra esiste perché ci sono gli estremisti, quelli che tendono a collocarsi nella posizione “di mezzo”, a non assumersi la responsabilità della ricerca e della ricostruzione degli eventi, a risolvere l’informazione con l’accostamento delle opinioni contrastanti. Una posizione mediana appunto che alla fine, così come fa Noa, giustifica l’intervento dell’esercito israeliano a Gaza con tutto il suo corollario di luoghi comuni e miti propagandistici spacciati per verità assolute. E allora diventa giusto e legittimo l’attacco israeliano a Gaza, anche se non esiste uno straccio di prova sul coinvolgimento di Hamas nel rapimento dei 3 ragazzi israeliani, e allora si ripete la storiella dell’uso di scudi umani da parte di Hamas, e ci si dimentica che la striscia di Gaza ha la più alta densità abitativa del mondo e che i dipendenti di Hamas, che sono diverse decine di migliaia, avranno pur delle case o appartamenti in cui vivono, e soprattutto ci si “scorda” del fatto che fino ad ora è stato dimostrato che solo l’esercito israeliano ha usato i bambini palestinesi come scudi umani (http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-129cf23a-367d-48a4-b109-55c55a6b3fb4.html). Provate ad ipotizzare cosa succederebbe se in futuro Hamas conquistasse la superiorità militare e cominciasse a mirare di proposito le abitazioni dei civili con la scusa che ogni casa “nasconde” delle persone arruolate nell’esercito israeliano, e se, di fronte alla proteste per tale comportamento, si giustificasse con la storiella che Israele sta usando i civili come scudi umani. Che direbbero i “moderati” con il loro fottuto buonsenso? Se la prenderebbero contro degli indefiniti “estremismi”? Ancora, a che serve criticare giustamente le angherie inflitte dal governo israeliano ai palestinesi nella Cisgiordania, se poi si omette che il blocco di Gaza ( chiusura dei valichi, limitazioni alla pesca e all’agricoltura lungo i confini) è stato dichiarato illegale dall’Onu sin dal 2006? Non trovate che sia un “tantino” intellettualmente disonesto omettere questo fondamentale dato di fatto giustificandosi con la cantilena della lotta al terrorismo? E che dire degli israeliani nel sud del paese terrorizzati dai lanci dei razzi di Hamas? Sono così terrorizzati che salgono sopra una collina per godersi e applaudire gli attacchi su Gaza (http://www.buzzfeed.com/dorsey/israeli-crowd-cheers-as-missile-hits-gaza-live-on-cnn). Alla fine questo intervento di Noa mi sembra soltanto un tentativo maldestro per sminuire le gravissime responsabilità israeliane mettendo sullo stesso piano aggressori e oppressi, insomma un minestrone che legittima l’azione criminale del governo israeliano.

    • Gli israeliani hanno delegittimato Arafat per estremizzare il conflitto. E ci sono riusciti. E’ l’estremismo israeliano che ha creato l’attuale estremismo palestinese. Se volevi il parere di un “moderato” e del suo fottuto buonsenso, lo hai avuto. Gli israeliani hanno ucciso Rabin e (politicamente) anche Arafat, non certo i palestinesi.

      • E se proprio vogliamo dirla tutta Hamas è stato appoggiato, dalla sua nascita intorno agli anni 70, in particolare dai sionisti (ma non solo) proprio x contrastare l’OLP di Arafat, ai tempi l’unico nemico da combattere. Poi le cose negli anni sono cambiate …
        Ma la storia del medio oriente (e non solo) è costellata di esempi di questo tipo.
        In tutto questo gran casino c’è però un’unica certezza. Da più di 70 anni (ho perso il conto …) i sionisti commettono crimini impuniti. Anche questa è storia, non propaganda.
        E certamente non è necessario elencarli in questa sede, anche perché bene o male si conoscono. Moderati o meno.

    • Sono d’accordo con te ne maledire i moderati e il “loro fottuto buonsenso”. Finalmente uno che la pensa come me. Quindi gioirai insieme a me nel vedere che attualmente in entrambe le parti prevalgono gli estremisti e i moderati sono sottomessi. Ci godremo una guerra bella lunga….

      • Alessio says:

        @AA Sei libero di travisare a piacimento, ma ciò non fa altro che rafforzare la mia opinione sull’ipocrisia dei così detti moderati, la quale poi fa soltanto il gioco di chi legittima l’aggressione e l’occupazione israeliana. Ipocrisia dei “moderati” che consiste, casomai non si fosse capito, nella sedicente narrazione “indipendente” ed “equidistante” degli eventi, per cui, di fronte alle ripetute azioni illegali ed illegittime che Israele commette da decenni, si presenta un quadro di opposti estremismi in cui non si capisce chi sono gli aggressori e chi gli oppressori e non si fa nessuna ricostruzione storica che permetta di capire e spiegare la situazione attuale. Introiettare questa narrativa falsamente equidistante, e a mio avviso Noa lo ha fatto, significa sposare un’informazione che, seppur partendo da improbabili intenti di riconciliazione, alimenta la censura e la semplificazione, con il risultato finale di deresponsabilizzare l’azione criminale del governo israeliano.

  9. Su presidenti è il migliore, anche Bashar el Assad in Siria è stato eletto democraticamente e ha avuto il 97% del consenso. Comunque, da che mondo è mondo, ogni combattente quando si trova il fucile puntato non cerca di fermarlo ma cerca di annientarlo. Tutti sappiamo che la reazione di Israele è spropositata ma se Hamas la smettesse di minacciare le popolazioni che abbandonano le aree pre-avvisate il numero dei morti e dei feriti sarebbe non dico irrisorio ma quasi. I tunnel e i missili, non me ne vogliano i contras, vanno distrutti, costi quel che costi, nell’interesse non solo di Israele ma di tutta l’area mediorientale.

    • Hasbara. Pura e semplice hasbara. Quello che hai scritto, soprattutto nella chiosa, è esattamente ciò che dicono i sionisti e i loro sodali (magari sei anche tu filo sionista, affari tuoi).
      In questi casi, un po’ di empatia, dalla parte degli oppressi (che, ti piaccia o meno, da almeno il 1948 sono i palestinesi) e magari vedresti le cose da un altro punto di vista. Tunnel o non tunnel, Hamas o non Hamas.
      Il quale, ti rammento, è un partito che ha le sue idee, sicuramente radicali (ma neanche più di tanto, c’è di molto peggio, anche nello stato che occupa la Sardegna), ma che è arrivato al potere grazie ad elezioni SPONSORIZZATE in primis dagli USraeliani, che non si aspettavano che vincesse. Comodo no ?
      Di chi è la maggior parte di responsabilità ? Dei bambini di Gaza o di altri criminali patentati ?

      • Bentornato nel blog, anche se hai cambiato nick. Sono sempre io, il sionista, filoisraele, semita (ma anche camita e jafetista).
        Ti dico due cose:
        – occhio: è pieno di hasbara in giro. Alcuni lo sono a loro insaputa. (ve n’è uno alle tue spalle in questo momento).
        – Sono d’accordo con te. Meglio i duri e puri generali di Israele, che dormono benissimo la notte (anche se hanno trucidato infanti palestinesi) in quanto convinti di fare il bene del loro Dio, rispetto alle persone ipocrite come Noa che vorrebbero che tutti fossero felici.
        Tuo hasbara n. 1

        • Ma a chi rispondi ? A me o a Enzo ? Perché non si capisce mica …
          Comunque, per la cronaca, hasbara non è una persona.
          Dovresti saperlo cos’è, se sei sionista come affermi. Altrimenti sei altro.

        • Rispondo a te. E’ chiaro o devo fare un disegnino ?

        • E fammelo va !! Ma hai lettp BENE quanto ho scritto in risposta ad Enzo oppure hai solo voglia di battere i tasti cosi a casaccio ? Mi sa la seconda, in pieno stile hasbara (che non è una persona …)

  10. La signora Noa dovrebbe sapere che “l’origine del male” è lontano. O forse fa finta di non saperlo. Facesse come altri suoi colleghi, molto più famosi di lei, che boicottano il regime sionista, o come molti intellettuali, non sionisti ma che vivono in Israele, che da sempre, almeno con la forza delle parole, si mettono di traverso alle scelte politiche dei loro governanti. Si leggesse i diari di Ben Gurion, lei che può visto che noi non abbiamo, ahime, questo piacere. Trovasse un equilibrio nelle sue parole.
    Usasse il suo potere mediatico, la sua visibilità per questo.

    E la smettesse, lei come tanti altri ipocriti, di dire che il regime sionista ha diritto all’autodifesa, un mantra comodo ogni volta che i sionisti sparano missili su civili inermi.

    Poi dopo se ne potrà riparlare.

  11. Gianni Campus says:

    Si vis pacem, para bellum…
    Una pragmatica ma terrificante visione.
    In merito, invito a leggere l’inizio del De Bello Gallico, dove un sereno Cesare espone le sue esperienze in materia di rapporti con i “barbari”, tosti ma creduloni.
    In realtà, se Cesare ha mai preparato una pace, questa era una Pax Romana, la pace di tutti I Cesari, appunto: come diceva Tacito, un deserto.
    Quegli stessi Cesari che venivano esposti sulle monete battute da Roma: in merito, Gesù Cristo è stato molto chiaro, rifiutando una sovranità che sia gli uomini che il Demonio gli proponevano.
    Ora, la pace, quella che Gesù ci ha lasciato, è cosa divina o terrena? E’ cosa di Dio o di Cesare?
    Dopo il tentativo di Francesco, apparentemente riuscito, ma immediatamente frustrato, forse non sapremo a chi chiedere la pace, ma certo sappiamo che al Demonio si deve la guerra.
    Naturalmente, con la fattiva collaborazione degli uomini…
    A proposito, occhio ai falsari: Mussolini a Monaco fu considerato grande facitore di Pace. Sappiamo come è finita.

  12. Pingback: in giro con la lampada di aladin | Aladin Pensiero

  13. Gianni Selargius says:

    Noa benedisse Piombo Fuso nel 2009 e non può parlare oggi di pace con tanta leggerezza: è, palesemente, una sionista opportunista che sta soltanto cercando di salvare la sua immagine
    sue parole testuali:
    “Io so che nel profondo del vostro cuore DESIDERATE (il maiuscolo è nel testo, n.d.t.) la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria”. Aggiungendo poi: “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas.”.

    l’uccisione di 1000 civili e di 400 bambini la definì “lavoro che deve essere fatto”. Raccapricciante.
    Assurdo che le si dia ancora credito, oggi.

    • Nessun credito, sono d’accordo

    • Supresidenti says:

      un po di memoria.. e un po di sollievo per me.. Tralasciando il fatto che Hamas ha stravinto le elezioni e come premio per la sua svolta democratica ha avuto ministri uccisi e incarcerati. Ma questo la signora Noa non lo sa. E non solo lei.

      • Amico Su Presidenti, la svolta democratica di Hamas non esiste, così come non esiste la famosa democrazia israeliana, giacché proprio i bombardamenti in atto a Gaza annullano ogni virtù legata alla forma di stato e di governo che Israele si è data, e anzi contraddicono proprio l’ideale di democrazia che tutti dovrebbero avere a cuore. Hamas e Netanyahu sono facce di una stessa folle medaglia: che non è né di sinistra né laica. E quindi per me inaccettabile.

        • Supresidenti says:

          La medaglia Hamas-Netanyau caro vito non esiste. Per due motivi. Non esiste governo israeliano che non abbia leso i diritti palestinesi e non esiste governo o organizzazione palestinese che non abbia imbracciato le armi per difendersi dall’occupazione o per attaccare gli occupanti che è la stessa identica cosa.
          Chi avalla questa idea sbaglia, magari lo fa in buona fede, ma sbaglia. Resta chiaro che queste mie parole non sono scolpite sulla pietra come quelle di chi farnetica sul popolo eletto.

  14. Neo Anderthal says:

    Mi pare che Su Presidenti esprima un atteggiamento di rabbia, comprensibile ma per me inutile, nel caso di specie.
    Nella visione realistica di uno stato dei fatti in Palestina/Israele non si può prescindere dal fatto che non solo tra gli israeliani ci sono i civili -bambini e persone non inquadrate nei ranghi dell’esercito- ma ci sono persone nate nello stato di Israele da persone a loro volta nate in Israele, e assumendo anche per possibile l’ipotesi che si tratti di “colonialisti”, resta il fatto che il legame tra terra e sangue è tipico delle destre estreme dovunque, e anche di quelle fascio-islamiche che sostengono che “ogni israeliano è parte di una forza di occupazione”, speculare e parallelo alle rivendicazioni di proprietà etnica da parte degli estremisti israeliani, compresi quelli al governo.
    D’altra parte lo stesso fatto che lo stato si chiami Israele ne fa uno sto fondato su basi etnico-religiose, che lo si voglia o meno, ma questo è un fatto che attualmente non si può superare, mentre moltissimo si può fare per migliorare la situazione, prima di tutto fondare lo Stato di Palestina su basi molto più solide delle attuali, che rendono le amministrazioni palestinesi dei semi-bantustan in qualche modo simili al modello sudafricano dei tempi dell’apartheid. Una soluzione teoricamente “giusta”, ovvero uno stato laico a-confessionale e non etnico sulle terre della Palestina storica, non appare praticabile in tempi ipotizzabili, e tantomeno la restaurazione di qualche califfato medioevale.
    Noa esprime, direi ovviamente, un punto di vista parziale che è espressione di sentimenti che possono sembrare contraddittori, ma che vanno visti partendo dalla constatazione che anche tantissimo israeliani -tra cui lei stessa- sono dei rifugiati, cacciati anche da nazioni arabe come lo Yemen -nel caso- o in cui si sono verificati pogrom e cacciate in massa che hanno costretto la gran parte degli ebrei mediorientali alla fuga. Proprio per questo l’appello alla pace sarebbe da raccogliere come sfida, come occasione per fare ripartire il percorso di organizzazione statuale, in cui secondo me dovrebbe in futuro trovare posto la Giordania, su basi differenti, con stati che garantiscano reciprocamente le rispettive minoranze interne, e che possano avviare una qualche forma di pace o di non belligeranza a lungo termine, alla fine del quale si possa ipotizzare uno stato confederale che si proponga come leader dello sviluppo dell’area. Questo significherebbe rinunce pesanti per ciascuna delle parti in causa e probabilmente più pesanti per la parte che ora è soccombente sul piano militare, ma è una strada che non mi pare abbia realistiche alternative che non siano la guerra continua, una situazione che avvantaggia solo le parti estreme in campo e in ultima analisi proprio la parte estrema più forte sul piano militare, ovvero le destre israeliane.

  15. Apprezzo Vito il coraggio di pubblicare la lettera di Noa. In Sardegna una parte della sinistra pare tifare per Hamas, e peggio, ancora, anche molti indipendentisti che si dichiarano pacifisti, ma che legittimano una organizzazione paramiltare eterodiretta da vari Paesi arabi come arma di difesa contro Israele. Ho ricevuto parecchi insulti privati di recente per un articolo come questo: http://www.sanatzione.eu/2014/07/quei-pacifisti-sardi-che-tifano-hamas/ Ma pare che ci sia più critica nel mondo arabo che non in certi ambienti Sardi, e questo è alquanto preoccupante per chi dovrebbe avere una visione neutra e democratica della crisi. Penso sia ora che tutto il nazionalismo Sardo riveda i suoi vecchi miti per adeguarsi alla realtà. Chi si batte per l’autodeterminazione di un popolo non può non riconoscere il diritto all’esistenza di un altro, anche quando questi sbaglia tramite il suo governo. O si è democratici o ciarlatani.

    • Alessandro says:

      in effetti se gli indiani d’America avessero avuto un atteggiamento più “democratico” invece di imbracciare quegli inutili tomahawk forse non sarebbero diventati attrazione per turisti in riserve grandi come campeggi…credici.

      • Non siamo nell’ottocento. Israele ha lasciato Gaza sotto il governo Sharon, non mi risulta che gli USA avessero abbandonato le Grandi Pianure…. Oggi basta un petardo per giustificare una invasione, ieri nemmeno quello.

  16. Supresidenti says:

    provvederemo a portare il suo messaggio agli oltre 600 morti palestinesi.

  17. Grazie per averla ripubblicata. L’ho letta stamattina in Inglese e ringrazio chi l’ha tradotta per poterla diffondere meglio.
    La pace agisce su livelli che non possono essere gli stessi delle fazioni impegnate in questa faida (perché è di questo che si tratta) e non può essere invocata o sbandierata dai filo-palestinesi o filo-israeliani. Invece la si scambia per il perdono (da parte di chi e nei confronti di chi?) ricadendo nuovamente nella logica della faida e alimentando un circuito inesauribile di violenza crescente.
    Poi chi chiede ad una artista di schierarsi non ha capito che l’arte, come la pace, non ha colore, non ha bandiere, non ha sponsor e quando li ha diventa invece mera artefazione. L’artista però può farsi portavoce della pratica della non-violenza, questo sì, cercando di riportare ciò che accade all’attenzione del pubblico, risvegliare le coscienze, rianimare sensibilità ormai sopite (ove non già defunte).
    A differenza di altri non penso che la questione palestinese si risolva boicottando il concerto di questa artista che ha la colpa di essere nata dalla parte “sbagliata” della barricata invece credo che la si debba usare e sfruttare come megafono per mandare un segnale forte e chiaro: basta, cessate il fuoco.
    Tutto il resto è frastuono di immagini raccapriccianti che solo il terrore della guerra può creare. PEACE

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