Ambiente / Cagliari

Zedda e i caddozzi al Poetto: quattro estati di annunci e nulla più

“Pocos, locos y caddozzones”: era l’estate del 2012

Esulta su facebook e sulla stampa il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, impegnato in una lotta senza quartiere contro chi sporca la spiaggia del Poetto: “La prima multa non si scorda mai”, annuncia oggi trionfante. Ma per che cosa? Di quale “prima multa” sta parlando?

Essendo stato eletto nel maggio del 2011, Zedda vive ora la sua quarta estate da sindaco. E il problema dei caddozzi al Poetto se lo ritrovò come tanti in eredità dalla passata giunta di centrodestra. Non a caso il 3 luglio 2011 l’Unione Sarda scriveva: “Pugno duro contro chi sporca la spiaggia. Al Poetto fioccano le multe dei vigili”. “L’amministrazione comunale (del sindaco Zedda, ndc) lo aveva annunciato: pugno duro contro gli incivili che abbandonano rifiuti e cicche di sigaretta nell’arenile. Dalle parole si è passati ai fatti”. La città si abbandona ad un sospiro di sollievo: finalmente cambia qualcosa.

Ma i mesi passano, i bimbi crescono e le mamma imbiancano e arriva l’estate del 2012. E i caddozzi? Sono sempre lì. I giornali si indignano e parte sulla rete la campagna “Pocos, locos y cadozzones”. Anche l’umile tenutario (è il 9 luglio 2012) incita il sindaco alla violenza democratica: “La spiaggia del Poetto ogni giorno trasformata in discarica! Sindaco Zedda, è il momento di scramentare gente”.

E la reazione di Zedda non si fa attendere. È sempre l’Unione Sarda che registra il verbo dell’amministrazione. 16 luglio 2012, il quotidiano titola: “Due maxi-multe. Figli maleducati, altolà ai genitori”. Il testo è una vera e propria dichiarazione di guerra ai caddozzi di terra, di aria e di mare: “Due multe da 200 euro (ai maggiorenni) e sei minorenni costretti a sgomberare i loro rifiuti dalla spiaggia, dopo la convocazione dei genitori. È il bilancio di due giorni di controlli, effettuati al Poetto dalla Polizia municipale, per contrastare l’abbandono di rifiuti sull’arenile. A fare notizia, però, è l’aspetto del litorale che si presenta agli occhi dei bagnanti pulito come rare volte è stato”. E’ la svolta tanto attesa.

Il giornale però è consapevole che “la repressione, però, non è l’unico modo per proteggere uno dei gioielli di Cagliari. «Predisporremo una serie di interventi attraverso una campagna di sensibilizzazione», annuncia l’assessore ai Servizi tecnologici Leo, «coinvolgeremo le scuole, perché le nuove generazioni capiscano l’importanza della loro spiaggia»”. Una promessa solenne.

Gira il mondo gira, e arriva il 2013. Degli annunci fatti dalla giunta Zedda restano solo gli annunci. E i caddozzi sono sempre lì. Scrive Sardegna Quotidiano il 2 luglio 2013: “Rifiuti in spiaggia, c’è la stangata”. Dài, ma veramente? “Prima domenica di pienone e arenile coperto di ogni tipo di immondizia. L’assessore Leo: sanzioni fino a 500 euro. E la polizia municipale prepara le squadre di agenti in borghese”. La città plaude, immemore delle dichiarazioni rese nelle estati precedenti.

“Ho un anno di più” cantava il poeta di Poggio Bustone (bustone di aliga?), e siamo ai giorni nostri: estate 2014. I giornali si accorgono che il Poetto è il solito letamaio. I giornali, perché se fosse per l’amministrazione cittadina tutto andrebbe bene, zitti e mosca. Oggi, 18 giugno 2014, il sindaco Zedda si siede alla tastiera e scrive su facebook: “Spiaggia del Poetto, la prima multa non si scorda mai. Vale soprattutto per chi l’ha presa: 50 euro per una sigaretta spenta sulla sabbia. Abbandonare rifiuti sull’arenile può costare sino a 250 euro. I controlli continueranno nei prossimi giorni e saranno potenziati nei fine settimana”. Il solito annuncio.

Dei corsi di sensibilizzazione annunciati in questi anni non si è visto nulla. Nella spiaggia i cestini dell’immondezza si riempiono in poco tempo e nessuno li svuota con la necessaria frequenza. Di campagne di comunicazione neanche a parlarne (quelle solo per Cagliari Capitale della Cultura). Le multe è evidente che da sole non servono, gli annunci ancor meno. I problemi restano uguali a se stessi, anno dopo anno. D’altronde, uno stato su facebook non costa nulla.

A questo punto appuntamento all’estate 2015. Le dichiarazioni su multe e caddozzi al Poetto sono già pronte, basterà fare copia incolla. Perché prendersela solamente con i cittadini maleducati è più semplice che richiamare alle loro responsabilità gli amministratori inadeguati.

 

 

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