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No al parcheggio che distrugge le mura di Castello! Sabato a Cagliari manifestazione contro il progetto del sindaco Zedda!

Ecco dove esattamente l’amministrazione Zedda vorrebbe realizzare il nuovo parcheggio multipiano in via Santa Margherita: bucando queste mura. Sulla destra, la torre dell’Elefante

Ci sono battaglie che vanno combattute e basta, a prescindere da chi ti trovi di fronte come avversario. Per lunghi anni a Cagliari abbiamo dovuto fare i conti con le follie del centrodestra: ripascimento del Poetto, legnaia dell’Anfiteatro romano, per non dire di Tuvixeddu. Ora è il turno del centrosinistra guidato dal sindaco Massimo Zedda, e il progetto da contrastare è quello del parcheggio multipiano all’interno delle mura di Castello, in via Santa Margherita.

Sabato prossimo 8 marzo è in programma una manifestazione di protesta, organizzata da Italia Nostra e supportata da un gruppo di cittadini (di cui mi onoro di far parte) per cercare di bloccare la realizzazione dell’opera, il cui procedimento ha conosciuto un ulteriore passo avanti nelle settimane scorse, grazie ad una nuova delibera della giunta Zedda. L’appuntamento è per le 10.30 in piazza Yenne, poi ci sposteremo sul luogo del delitto. Questo è l’evento su Facebook.

Non è la prima volta che parlo di questi argomento: esattamente due anni fa scrissi “La Giunta Zedda pensa ad un parcheggio sotto le mura di Castello. Ma prima non sarebbe meglio capire quale futuro si vuole per il quartiere?”, e il 7 dicembre del 2012 tornai sul tema nel post “Benvenuti a Cagliari, città di parchi e parcheggi. Perché il cemento sotto le mura piace anche al centrosinistra!”. Ve li segnalo perché gli argomenti illustrati sono ancora validi.

I motivi che spingono l’associazione ambientalista e i cittadini a ribadire il loro no al progetto sono gli stessi che il centrosinistra (ora al governo della città) oppose nei primi anni 2000 al centrodestra che immaginò di costruire questo parcheggio multipiano scavando le mura di Castello: “Basta con i parcheggi in centro, non servono a nulla”, “Quella è un’area pregiata, peraltro a rischio idrogeologico”, “Le mura vanno rispettate”: e cose così.

A dire il vero, il centrosinistra (allora all’opposizione) riuscì perfino a bloccare tutto, contestando la realizzazione dei tapis roulant che avrebbero dovuto portare dal parcheggio al quartiere di Castello. Il progetto si arenò, dunque. Finché non è arrivato Massimo Zedda.

Con l’ipocrisia che contraddistingue spesso il centrosinistra che passa dall’opposizione al governo, la trasformazione ad area verde del parcheggio a raso immediatamente sotto le mura di Santa Croce è stata spacciata come elemento caratterizzante del progetto, che mantiene invece al centro la costruzione di un multipiano da trecento posti.

La verità invece è un’altra: non c’è nessuna concessione ambientalista in tutto ciò, perché ogni volta che si realizza un parcheggio interrato di grandi dimensioni è necessario eliminare posti auto ad esso più vicini per evitare che facciano concorrenza alla nuova struttura.

Per cui, seguendo questa logica e fatti i conti (e li ha fatti benissimo il Gruppo di Intervento Giuridico) il nuovo parcheggio multipiano in realtà non aumenterà il numero dei posti auto a disposizione degli abitanti del centro storico ma al contrario li diminuirà, comportando infatti la cancellazione di circa 400 parcheggi a pagamento tra via Cammino Nuovo, via San Giorgio e via Santa Margherita! Come si possa dire che la struttura sia necessaria per pedonalizzare Castello è dunque un mistero.

Ma c’è di più. Il nuovo parcheggio sarebbe il gemello di quello realizzato dal centrodestra oltre dieci anni fa sull’altro versante del colle, in viale Regina Elena (il cosiddetto “parcheggio dell’Unione Sarda”). Ebbene, come tutti i cagliaritani sanno benissimo, quel multipiano è praticamente sempre vuoto. Maria Paola Morittu di Italia Nostra mi dice: “Nel piano del traffico c’è scritto che degli oltre 500 posti auto a disposizione nella struttura, meno di cento vengono utilizzati quotidianamente”. Perché allora si costruisce un nuovo multipiano a ridosso di Castello se quello che già esiste (molto più grande) è praticamente sempre vuoto, clamorosamente sottoutilizzato?

Andiamo avanti. Perché opporsi al parcheggio di via Santa Margherita? Perché il comune di Cagliari non ha ancora adeguato il suo Piano Urbanistico al Ppr, né esiste al momento un piano particolareggiato del centro storico. Non sarebbe il caso di adottare questi importantissimi strumenti di pianificazione territoriale prima di immaginare la realizzazione di una infrastruttura così impattante? Oggi in Castello vivono appena 1500 persone e tutta la zona di Stampace nei pressi del famigerato parcheggio è oggetto di un profondo mutamento che diminuirà drasticamente la necessità di parcheggi. La clinica Macciotta ha già chiuso, l’Ospedale Civile è in fase di dismissione così come i due Palazzi delle Scienze, che saranno abbandonati nel giro di pochi anni.

In poco tempo i parcheggi esistenti potrebbero dunque essere assolutamente sufficienti alle esigenze di questa parte del centro storico, anche ipotizzando la conversione ad area verde della zona ora occupata dalle auto in via Cammino Nuovo.

Basta così? Ma neanche per idea. Senza contare il crollo di domanda di parcheggi che già si sta registrando adesso, che senso ha costruire una struttura del genere senza avere preso in considerazione possibili alternative? Proprio di fronte alle mura c’è l’enorme sterrato frutto delle demolizioni operate dal sindaco Delogu tra via Fara e via Santa Margherita. Quell’area resterà per sempre così? Perché non immaginare nell’ambito di una sua riqualificazione, anche la realizzazione di un certo numero di parcheggi? E perché non sondare l’ipotesi di un intervento nella Fossa di San Guglielmo?

Come forse avrete notato, non ho ancora tirato fuori elementi di natura più squisitamente storica, paesaggistica, archeologica, e per questo vi rimando all’articolo pubblicato su Sardegna Soprattutto “Cagliari dalle bianche mura”, a firma dell’archeologa Maria Antonietta Mongiu e dello storico dell’arte Franco Masala, entrambi profondi conoscitori della città.

Basterebbero questi argomenti per far togliere i grilli dalla testa ai nostri amministratori. Invece adesso questa amministrazione cagliaritana, assolutamente a corto di idee e di consenso, ha bisogno di far girare le betoniere per dare l’impressione di una vitalità che non ha. A parte il jolly pescato dal mazzo della candidatura a capitale europea della cultura, al momento la politica di Zedda coincide solo e solamente con il Piano triennale dei lavori pubblici. Ecco perché il sindaco vuole spendere 14 milioni di euro per un parcheggio pensato dal centrodestra, dannoso e assolutamente inutile.

Opporsi al multipiano di via Santa Margherita è invece un dovere civile, esattamente come lo è stato contestare (e contrastare) il ripascimento del Poetto, lo stravolgimento dell’anfiteatro romano e l’urbanizzazione ai margini della necropoli di Tuvixeddu. E perfino questo stesso parcheggio, quando però lo proponeva il centrodestra. Chi, passando dall’opposizione al governo, ora pensa di prenderci in giro travestendo un parcheggio da parco, sta evidentemente facendo male i suoi conti.

Sabato alla manifestazione sono invitati anche gli accaniti sostenitori di questa amministrazione, gli stessi che ebbero la faccia di contestare i contestatori a Terrapieno qualche mese fa quando l’assessore ai lavori pubblici Luisanna Marras aveva iniziato ad abbattere le piante della passeggiata per poi cambiare idea: vi aspettiamo. Magari ci spiegherete perché il sindaco Zedda è scomparso da tutte le classifiche di gradimento dei sindaci.

 

Una visione d’insieme dello straordinario sistema delle mura di Castello, sul versante occidentale del colle

63 Commenti

  1. E’ inconcepibile. A nessuna persona sana di mente verrebbe in mente, non dico realizzare un parcheggio ma nemmeno una piccola finestrella …Sembra di essere tornati all’epoca di Bacaredda, anche se il fine ultimo dell’operazione è sicuramente diverso.

  2. Caro Biolchini, lo so che questo è un post passatino. Ma ci sono novità che smentiscono i soliti saputelli e confermano la correttezza della posizione di chi avversa questo progetto fallimentare del parcheggio che alcuni sostengono per chissà quali ragioni o interessi. La delibera è in crisi, come quella di Tuvixeddu di qualche anno fa. E il procedimento ha alcuni difetti insuperabili. Come l’aglio dopo cena questa delibera si ripresenterà con un cattivo sapore.
    Saluti e buon lavoro.

  3. Caro 2015, il Pai non consente questo parcheggio. Inutili precisazioni le sue. Le confermo tutto quello che ho scritto, salvo, ovviamente, qualche refuso. Il succo no, quello resta. Nonostante la sua esibizione di articoli.
    Saluti cordiali

  4. Caro Biolchini, consideri finita la vicenda del parcheggio. E’ illegittimo e non lo faranno mai. Anche se Maninchedda decidesse che è un lavoro pubblico utile. Perderebbe anche lui.

      • E non si farebbe neppure se l’assessore all’urbanistica Erriu decidesse di fare carta straccia del Ppr. Ne va della sicurezza dei cittadini.
        Tanto meno se si fanno referendum sciocchi su parcheggio sì, parcheggio no. Anche se il 99% dei cagliaritani votassero sì, si può contravvenire ai princìpi e alle norme del Pai. Quella zona presenta aree di rischio idrogeologico elevato.

  5. http://www.youtube.com/watch?v=L2rh84cqC5k&feature=youtu.be Per chi non fosse potuto intervenire sabato ecco un riassunto!

  6. Simone, si faccia due calcoli. Se lei elimina settecento posti auto e ne costruisce sottoterra trecento, non tornano i conti. Qualcuno non riesce a entrare nel suo parcheggio, ammesso che non crolli. O no? Deficitario nel calcolo in matematica. Ma deficitario anche in una disciplina che si chiama conservazione dei beni culturali. Per non parlare di geologia e rischio idrogeologico.E cosa dire della sua rivelazione sulle città che cambiano in Europa. Una vera novità urbanistica. Lei squarcia un velo. Grazie, Simone.

    • Simone says:

      Lei fa i calcoli (non io, non ho elencato numeri) e poi mi dà del deficitario nel “calcolo in matematica”. Sul rischio idrogeologico ho già anticipato di non essere competente. Conferma solo di avere una sua idea e di non essere disponibile al confronto costruttivo ma solo alla superbia. La saluto. Anzi, no.

      • Insomma, Simone, non sa nulla del rischio idrogeologico e nulla dei numeri. Di cosa vuole parlare? Vuole correre il rischio di crolli e vuole lasciare quattrocento macchine di troppo senza dimora? Si spieghi.

        • Simone says:

          Signor 2014, che no so nulla di numeri continua a dirlo Lei. Ho solo scritto di non averli elencati, ma facevo notare che Lei aveva avuto anche la capacità di farli uscire dalla mia bocca (questo succede quando a una persona piace sentire troppo la sua voce e mai il parere degli altri). I numeri comunque li conosco, così come le esigenze del quartiere Castello in cui vivo e lavoro (non faccio il barman, visto che secondo lei esistono solo gli aperitivi del Libarium). Conosco anche il rischio idrogeologico (semplicemente non sono un tecnico) ma conosco anche numerose interventi che a fronte della costruzione o di un rifacimento, hanno colto l’occasione per creare e fortificare (in questo caso) una struttura.

    • Occorre far presente che il rischio idrogeologico di un’area, a Cagliari come in tutta la Sardegna, e come in tutta Italia, non significa il divieto di intervenire sul territorio in questione. E per il tipo di pericolositá idrogeologica insistente in Via Cammino Nuovo ( che non sta certo crollando, idem le mure limitrofe) le norme non vietano a priori la realizzazione di parcheggi nel “sottosuolo”.
      (questo al netto di tutte le altre considerazioni politiche, urbanistiche, di mobilitá, ecc..)

      • Caro amico, si legga le norme del Pai. Il rischio 3 prevede le stesse prescrizioni del rischio 4, che è il massimo. Inoltre si legga l’articolo 33. Quel parcheggio non si può fare secondo il Pai anche se hanno trovato l’escamotage di dichiarare la mitigazione del rischio. Ma senza il parere favorevole dell’autorità d’ambito, attualmente mancante, non può essere smossa una zolla. L’autorità non permetterà mai di sventrare un enorme terrapieno sul quale, oltretutto, non esistono dati se non qualche povero carotaggio. Legga, legga e vedrà che diventa dei nostri.
        Poi si informi sugli aspetti trasportistici e su quelli archeologici.
        Termini il corso sul parcheggio con un attento esame del Ppr.
        Saluti e buoni studi.

        • Le norme bisogna anche capirle, oltre che leggerle, e sapere anche anche come vengono interpretate e applicate dalle autoritá (Autoritá di Bacino, l’autoritá d’ambito é un’altra cosa…….;-) )
          Le norme del Pai da nessuna parte prescrivono vincoli sul “rischio” idrogeologico, ma solo sul “pericolo” ( anche qui, cosa ben diversa….). Nelle aree perimetrate con pericolo 3 (che poi sarebbe hg3) sono possibili interventi giá concessi per le aree a pericolo 4 ( che poi sarebbe hg4) oltre a nuovi e ulteriori interventi ( art.32 delle NdA).Quindi le prescrizoni non sono le stesse ( altrimenti che senso avrebbe distinguerle???).
          Da nessuna parte é scritto il divieto alla realizzare parcheggi interrati: questi potrebbero essere ammessi in base alla tipologia di opere complessive a cui li si “ricollega”….
          Detto questo, esistono nel PAI opere escluse a priori ( tipo impianti smaltimento acque reflue, o smaltimento di rifiuti, ecc), per tutte le altre, a prescindere dal clamore mediatico, é prevista (per ottenere il parere favorevole ) comunque l’approvazione di una documentazione tecnica ad hoc ( studio di caompatibilitâ geologica-geotecnica, che non ē quella per ora redatta dai progettisti del parcheggio), che studia se le opere proposte aumentino il pericolo di idrogeologico individuato nel PAI, o se pregiudicano eventuali futuri interventi per mitigare il rischio idrogeologico.Questi sono gli aspetti analizzati dalle autoritá che vigilano sul PAI:sventrare o squarciare hanno poco senso,sono i dati che contano, e risultati degli studi geologici-geotecnici che simulano l’assetto e la stabilitá dell’area post-operam. E siccome, appunto come diceva lei, a parte qualche povero carotaggio dati ora non ce ne sono, mi spiega come l’Autoritá di Bacino ( che non fa il tifo per nessuno) debba a priori stabilire che dal punto di vista tecnico le opere non siano realizzabili perché si aumenta il rischio idrogeologico? Peraltro questo parere viene reso sul progetto preliminare, quindi fino a quando questo non viene redatto non ci saranno manco gli elementi minimi perché l’Autoritá si possa esprimere. Chiudo, osservando che in Sardegna é pieno di interventi e opere realizzate in aree a rischio di frana ( perché concesse dalle norme, e perché strutturalmente stabili) le quali “reggono” e sono più sicure di altre aree non perimetrate dal Pai ( queste ultime quindi non sono studiate né monitorate). Un’area perimetrata a rischio idrogeologico comporta che bisogna indagare prima di intervenire e ottenere apposito nulla osta, non é una salvaguardia integrale come se fosse un’area parco.
          (Non é molto diverso, quindi, da altre pianificazioni territoriali di settore: tutto ció che é citato o normato nelle norme del PPR non é che non possa essere realizzato…non si capisce allora cosa servirebbe una relazione paesaggistica e il nulla osta paesaggistico.).
          Buono studio anche a lei, che ne ha senz’altro bisogno per argomentare correttamente le battaglie. Saluti.

          • L’argomentare avvocatizio non funziona. La sua idea di pianificazione territoriale, la citazione del Ppr e del Pai è sua e, per fortuna, solo sua. Smentita dalla realtà e dalle sentenze.
            Saluti

            • Ok, abbiamo capito che non sa piú cosa rispondere.
              Peró faccia la cortesia: invece di farfugliare si confronti sul tema e sia puntuale, che poi le sentenze che richiama lei non si basano per fortuna sugli sciollori di improvvisatori tecnici-amministrativi-esperti legislativi e soprattutto chi legge si fa un’idea precisa su chi sá le cose e su chi millanta su tutti i post argomentando con aggettivi a effetto e proponendoci “la realta”. Ci racconti qualche esempio della sua realtâ, cosi vediamo se le sue argomentazioni sono veramente robuste e consistenti.Rimaniamo in attesa.

              • Iniziamo con realtá che puó constatare chiunque. L’area del parcheggio é perimetrata dal Pai con pericolo geomorfologico Hg2, quindi altro che pericolo 4 ( il massimo!)…chiunque può verificarlo andando su Sardegna Mappe ( dal sito della Regione ), applicativo PAI. che ne pensa?

  7. Legambiente, per vivificare il Castello, che pure vive anche senza Legambiente, ha proposto un annetto fa un concorso dal titolo “Miss città murata” che per un’associazione ambientalista non è male. Si potrebbe svolgere sul prato verde, che poi sarebbe il tetto del parcheggio, decantato dall’assessore all’urbanistica e nella giuria, oltre allo stesso assessore, potrebbe ben figurare Vincenzo Tiana. Non trascurerei l’assessore al traffico che è simpatico, né l’assessore Marras come quota rosa della giuria e siccome serve sempre un pizzico di cultura, anche l’assessore alla cultura. Una manifestazione del genere ci proietterebbe di sicuro ai vertici della cultura europea e batteremmo la concorrenza di Ravenna, Siena, Matera etc. Cagliari capitale europea della cultura. Non vedo l’ora.

    • Lega ambiente dovrebbe pensare più all’inquinamento che alle cazzate…..la parola ambiente dovrebbero toglierla.Oramai suona megli LEGA con i dinosauri che la gestiscono e come……

  8. Pingback: Il parere di Stefano Deliperi: “Il parcheggio sotto le mura di Castello? Semplicemente inutile” - vitobiolchini

  9. Caro Vito, ‘sto progetto è sempre lì, sospeso fra serietà e stupidità nella realtà Kasteddaia.
    Sono spariti, grazie anche ai nostri documentati denunce e ricorsi, tapis roulant e “percorsi meccanizzati” vari, che lo rendevano un’ottusa oscenità storica e paesaggistica di provincia, ma sono rimaste idee intelligenti e assenza di concretezza.
    Mi spiego meglio.
    Va certamente bene smantellare il parcheggio di superficie sotto i Bastioni di Santa Croce e S. Guglielmo di Castello, recuperandoli a un bel giardino (non “parco”, non esageriamo) lungo le mura.
    E’ però molto dubbio il risultato positivo nel voler realizzare un parcheggio auto interrato in quello che era un “contrafforte” dei Bastioni.
    E’ vero, il contrafforte è stato realizzato sicuramente con materiali di riporto in epoca spagnola.
    Ci sono molto probabilmente “resti” medievali, sepolcri, “pezzi” della “Juderìa” Kasteddaia quattrocentesca lì buttati, anche qualche cadavere seicentesco e chissà che altro.
    Spero non ci siano miei antenati rosicchiati da cani randagi.
    La stessa relazione di “rischio” archeologico lo colloca al livello “medio alto”.
    Le Città si evolvono e trovano al loro interno le soluzioni ai tempi che cambiano, come accade in tutta Europa, ma in questo caso mi pare che si vada un po’ alla cieca, a vanvera.
    A chi servono questi benedetti posti auto?
    Ai residenti di Castello, ormai meno di mille (altro che i millecinquecento di cui parli)?
    Per loro sono posti gratuiti?
    E per un anziano, a Castello, non sarebbe meglio avere un “posto auto di prossimità” in Piazza Indipendenza, alla faccia degli “utenti” del Palazzo dei cattolicissimi Sanjust venduto alla Massoneria?
    In cambio verranno eliminati 3-400 posti auto nei dintorni (Via S. Margherita)?
    Siamo certi?
    Per carità, evitiamo parcheggi nella Fossa di S. Guglielmo, a rischio idrogeologico e di valore archeologico, o in Via Fara, da recuperare a zona verde e basta.
    E perchè non fare un parcheggio interrato da 1.000 posti auto alla Stazione Ferroviaria, dove problemi non ve ne sono di sicuro?
    Quel che voglio dire, molto semplicemente, è che un parcheggio, lì, senza il minimo inquadramento generale in un contesto più ampio della mobilità sostenibile nel centro cittadino è come i cavoli a merenda.
    Cerco semplicemente di dire che non mi pare che vi possano essere soluzioni preconcette e predeterminate, da tutte le parti, ma soluzioni da ricercare con attenzione e confronto, con intelligenza a sensibilità.
    Cagliari vuol essere la “capitale” europea della cultura per il 2019 ed è uno splendido obiettivo, raggiungibile: allora c’è bisogno di amore per questa Città, non c’è invece bisogno di ottusità, provincialismo e permalosità.
    Forza Kasteddu 😛

    Stefano Deliperi

    P.S. qui, da tempo, i concetti sono espressi con un po’ di logica: http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/12/04/il-cammino-nuovo-il-progetto-del-percorso-verde-e-del-parcheggio-cagliari/ .

    • Ottimo Stefano, condivido! Cagliari vuol essere la “capitale” europea della cultura per il 2019 ed è uno splendido obiettivo, raggiungibile: allora c’è bisogno di amore per questa Città, non c’è invece bisogno di ottusità, provincialismo e permalosità. Un piccolo spunto per gli amminsitratori, viaggiate (a spese vostre) e prendete almeno idee da Perugia, Assisi, Toledo, Edimburgo, citta’ alte, sebbene di grandezza differente a Castello ma utili alle nuove idee! Giusto cosi’ , uno spunto per comprendere come citta’ simili hanno preso determinate decisioni importanti.

      • Gisto, Diego, vadano a vedere luoghi come Arles dove conservano ossessivamente quello che noi gettiamo alle ortiche, vadano a vedere come si potrebbe conservare Tuvixeddu o i resti romani (lei ha presente l’anfiteatro e la villa di Tigellio), vadano a vedere come nelle città medioevali conservano ogni chiodo, vadano a vedere come fanno, poi tornino qua e la finiscano di bucare, trapanare e ricoprire tutto con una crosta che cancella ogni segno del passato.

  10. Il Pietro F. che dice di essere, beato lui, sempre in giro per l’Europa e di trovare parcheggi dappertutto e ripete che siamo arretrati e paesani perché non facciamo parcheggi, rivela la sua sostanza quando parla degli alberghi al Poetto.
    Caro Pietro, durante i suoi viaggi faccia una deviazione nella Spagna meridionale e veda che risultati hanno ottenuti quelli che lui che seminano cemento armato sperando che cresca come il grano.
    Di gente che esce di casa, fa una vacanza, fa qualche fotografia e poi decide cosa si deve fare per salvarsi ne abbiamo piene le tasche.
    Che diavolo c’entri Bruges, dove hanno conservato anche i chiodi antichi, con un parcheggio che distruggerebbe un quartiere antico e bello, dovrebbe spiegarlo. Ma si ricordi che non parla con cretini.

  11. Grazie pietro.Di bruges oltre alla bellezza del posto,mi ha sconvolto la gentilezza e disponibilità della gente comune.Sicuramente ci ritornerò.Saluti

  12. Ciao Vito,

    Su questa parte qui devo dissentire:

    “Per cui, seguendo questa logica e fatti i conti (e li ha fatti benissimo il Gruppo di Intervento Giuridico) il nuovo parcheggio multipiano in realtà non aumenterà il numero dei posti auto a disposizione degli abitanti del centro storico ma al contrario li diminuirà, comportando infatti la cancellazione di circa 400 parcheggi a pagamento tra via Cammino Nuovo, via San Giorgio e via Santa Margherita! Come si possa dire che la struttura sia necessaria per pedonalizzare Castello è dunque un mistero.”

    Non e’ stato il Gruppo di Intervento Giuridico a fare questi calcoli, gia’ a suo tempo, quando ero i circoscrizione, sia io e altri colleghi, mettevamo in evidenza che il progetto, all’epoca presentato dalle 3M cagliaritana, fosse una bufala in relazione al fatto che aumentassero i parcheggi e la pedonalizzazione, dicveamo a chi presentava il progetto (Assessore Campus) di trovare un altra scusa e che non avevamo l’orecchino al naso.

    Inoltre io rimarcai il fatto che era vero che le grandi opere fossero importanti per far diventare una citta’ grande e importante, ma che le grandi opere sarebbero state le ben venute se fatte con logica e rispetto. Cosa che in qual progetto non c’era proprio.

    Inoltre ricordo benissimo che il collega Cogotti, in merito ai famosi tapiroulnt disse “ma sa genti non si poriri fai una bassilara”? effettivamente….

    Quindi, gia’ all’epoca (e ricordo che erano pochi i privati cittadini che protestarono, ma adesso la rete e’ cresciuta rispetto ad allora, e va bene cosi’.), facemmo gia’ noi i calcoli, in considerazione del fatto che in via Santa Margherita e via San Giorgio non sarebbe stato piu’ possibile lasciare i pargheggi a disposizone, di fatto diminuendoli e non aumentandoli.
    E qui scrivo con cognizione di causa, inq aunto noi all’epoca avevamo i progetti in mano.

    Inoltre qualcuno del centro destra, ribadiva il fatto che quelle mura non erano mura ma bensi’ terraglia di riporto dell’ultima guerra mondiale, io ribadii con fermezza e irritazione per la mediocrita’ di determinati interventi, che quello era il cosi detto barbacane un antemurale a protezione aggiuntiva rispetto al muro di cinta principale.

    Le cose discusse all’epoca sono sostanzialmente le stesse discussioni di adesso. Ma zedda, che all’ epoca non era nemmeno consigliere comunale, ma bensi’ segretario del gruppo D.S. in consiglio comunale (legislatura 2001-2006), pupillo dell’allora capogruppo e attuale assessore Paolo Frau (tant’e’ che l’ha nominato tale infatti).

    Ma la mia domada e’ questa: all’epoca, quando anche la regione dava parere positivo su quel ridicolo progetto, a protestare eravamo noi 8 cosiglieri dell’opposizione della ex circscrizione 1 e qualche cittadino, ma quelli che adesso si reputano grillini o vicini, dove erano? Se tale forza di protesta ci fosse stata all’epoca, avremmo certamente evitato questo disastro. Zedda porta avanti politiche diverse, favorevoli ad alcune lobbies e forse vicine alle 3M, o forse anche no, dipende dai punti di vista ovviamente.

    Logicamente approvo e appoggio la protesta, per una questione di coerenza e di principio. La rinascita e il rilancio di Castello non puo’ partire da un multipiano sotterraneo. Sarebbe troppo facile e semplice dare le colpe al parcheggio….

    • paulsc says:

      Ma in questi anni che proposte son state fatte e quali passi avanti per risolvere il problema delle auto all’interno del quartiere. Sempre che lo si voglia risolvere e non si pensi che le auto parcheggiate in piazza palazzo, via santa croce o piazza indipendenza, siano belle. Non penso di aver mai visto nessuna cattedrale che abbia un parcheggio nella piazza antistante. Quello è il problema principale. Se non ci son proposte alternative anche cittadini come me perplessi dal progetto, rimangono sempre più perplessi.

      • Caro Paulsc, la media di ultilizzazione del parcheggio interrato di Terrapieno – quello che sta facendo franare il Terrapieno – è di circa 80 auto su 600 posti. Le dovrebbe bastare questo dato per capire. Ma se le occorrono altre notizie le avrà sabato alla manifestazione. Saprà, per esempio, quando viene pagato il progetto del parcheggio sotto Santa Croce al funzionario comunale. Saprà qual’è il rischio idrogeologico e i pochi carotaggi fatti. Vedremo anche se l’autorità d’ambito ha ritenuto fattibile il parcheggio
        e cosa ne dice il Piano di Assetto Idrogeologico. Piangere dopo aver fatto stupidaggini non serve.

        • paulsc says:

          Sul parcheggio di Terrapieno sento numeri contrastanti. Per quanto mi riguarda, come ho accennato, in centro città mi muovo esclusivamente a piedi, non utilizzo nemmeno gli ascensori, però non tutti mi pare si comportino nello stesso modo. Il parcheggio in piazza Palazzo lo vedo sempre pieno, macchine in via santa croce sempre parcheggiate, così come in piazza Indipendenza. Anche il parcheggio che dovrebbe diventare un giardino è sempre pieno nelle ore notturne, soprattutto dal venerdi alla domenica. Si può mantenere questo status quo, oppure cercare un cambiamento, che io auspicherei. Il quartiere Villanova alleggerito dalle auto è migliorato. A me piace di più. Bisogna discutere e trovare delle soluzioni percorribili. Certo che mi sento di dire che non si può chiedere ad un residente di parcheggiare la propria auto in via Roma e poi risalire verso il quartiere. Mi sembra una forzatura. Sabato non potrò esserci ma cercherò di seguire il dibattito.

          • Caro Paulsc, e lei crede che sarebbe una soluzione il parcheggio sotto Santa Croce, che diventerebbe pericolante, fatto solo per portare su qualche tacco a spillo la notte? Ci crede davvero? Lei crede alla possibilità che quel quartiere viva perché qualcuno ci va a bere? Non funziona così. Cari saluti. E non finirà certo domani mattina.

  13. Maurizio Melis says:

    Ciao Vito, grazie dell’invito. Purtroppo il sabato mattina sono a scuola. Verrò volentieri alla prossima manifestazione così possiamo discutere di persona. A presto.

  14. Ma che bisogno c’e’ di scavare mettendo a rischio il contrafforte? Basta lasciare il parcheggio dove si trova, sollevare di 2 metri e mezzo le mura esterne con materiale identico e rispettando l’estetica. Poi si metta una copertura adeguata che potra’ diventare sia praticabile a piedi che piantumata a prato e fiori (anche alberi visto che ci sono 2 metri per interrare dei vasconi. Costo dell’operazione pari ad un ventesimo o forse meno del mastodontico progetto di scavo, tempi di realizzazione pochi mesi, benefici identici o forse superiori..!

  15. Pingback: No al parcheggio che distrugge le mura di Castello! Sabato a Cagliari manifestazione contro il progetto del sindaco Zedda! - ilpopblog

  16. Pietro. F. says:

    Io sono senza aprole…un articolo e una tesi spt totalmente fuori dalal realtà e peina di falsità. Sconcertante. Davvero…figlia di un provincialismo senza pari. E anche di una totale disinformazione sui concetti base dell’urbanistica.

    • E allora illuminaci tu. Argomenta, spiega, confuta. Siamo qui.

      • Pietro. F. says:

        E lo facciamo subito allora. Intanto non verrà demolita alcuna parte di mura come ho letto anche altrove. Si immagini poi il giardino sotto le mura al posto dell’attuale parcheggio e poi la Via S.Giorgio libera dagli attuali stalli e con magari una bellissima aiuola a giardino o alberata al centro. Quindi macchine nascoste sotto le mura e tanto verde. Io faccio sempre più fatica a capire come si ragioni sulla questione viabilità poi. Ma chi critica ha mai girato in macchina per l’europa? Da Valencia a Bruges, passando per Parma o Achen o Assisi o Amiens…sotto ogni piazza un parcheggio…sotto ogni centro storico un parcheggio..sotto ogni rocca un parcheggio. Tutti sotterranei. E nessuna macchina in superficie parcheggiata e piste ciclabili a go go. Parcheggi sotterranei che ovunque svolgono la loro funzione quasi esclusivamente di giorno quando accolgono le macchine di chi viene in centro per lavoro o shopping o semplice turismo. La notte poi si svuotano quasi totalmente ed è normalissimo. Si contesta poi che come numero complessivo, eliminando quelli attualmente in superficie tra via del cammino nuovo e via s.giorgio, si andrà a perdere parcheggi ma non si considera che il S. Giovanni sta chiudendo. Max 3 anni e diventerà un edificio vuoto…ecco, magari ci si dovrebbe battere sul come riutilizzare quel gioiello architettonico. Ma scendere in piazza per difendere quell’attuale obbrobrio che è Via del cammino nuovo è un mistero gaudioso…secondo me e tanti altri cittadini. Ecco Vito, perchè non proporre invece un referendum? Come in Svizzera che va tanto di moda ultimamente. Contiamoci e vediamo chi vince..:)

        • Pietro. F. says:

          Aggiungo. Un parcheggio in Via Fara? A vista??? E la proposta di farlo nella Fossa? Ma Vito…quella zona è ricchissima di cavità storiche ed è mooolto instabile. Non puoi non saperlo…

          • Caro anonimo Pietro F., non c’è un esempio calzante tra quelli che lei fa. Difficile paragonare Valencia a Bruges, però lei lo fa. E’ un audace. Non ci racconti, nello stile che conosciamo, le solite robe sui parcheggi.
            Castello ha a suoi piedi gli altri quartieri storici. E lei, con un tono da esperto urbanista, ci vuole spiegare che per collegare mille e quattrocento persone al resto del mondo occorre sventrare le vecchie e bellissime mura insieme ai contrafforti. Oltretutto ignora il rischio idrogeologico, proprio come quelli che dopo aver costruito nel letto di un fiume si lamenta di essere sommerso dalle acque. Il suo è un modo acritico di discutere e non possiede alcun valore argomentativo. Biolchini le ha chiesto argomenti.

  17. un multipiano travestito da palazzo nello spiazzo di via fara sembra brutto? non tocchi le mura, fai un parco al posto degli attuali parcheggi e riempi uno sterrato inguardabile

  18. Dipende tutto da come la si racconta.
    A me sembra (immagini delle simulazioni di progetto) che il parcheggio interrato non modifichi l’aspetto esteriore delle mura, se non marginalmente, e che sostituisca il cemento attuale con del verde (chiamarlo parco mi sembra troppo). Insomma un’opera abbastanza inutile nella sostanza, ma niente di devastante nella forma, anzi.
    Quello che non mi convince, come al solito, è l’ambientalismo di maniera per cui tutelare = mummificare = comitato del “no”. Quasi un riflesso alla Pavlov.

    • Pietro. F. says:

      Quoto tutto il tuo intervento.

      • Scusatemi,perchè dovete chiamare sempre,ambientalisti quei comitati che si muovono contro qualcosa,il parcheggio in questo caso?I cittadini sono mossi dalla paura dei disastri,dei disagi e delle incompiute.Non penso che a bruges,dove la gente vive ancora in case del 1400,ci sia un parcheggio sotto il centro della piazza principale,servita dai mezzi pubblici.I disastri ai quali ci hanno abituato i nostri amministratori tutti indistintamente ci fanno paura.Senza contare che nessuno vuole più fare 10mn a piedi,cosa che non succede nei centri storici europei.Prova a parcheggiare in 2 fila per comprare le sigarette a bruges………Senso civico e rispetto per il comune ci olliri e……sicuramente anche parcheggi.

        • Pietro. F. says:

          Thor…su Bruges caschi male dato che la conosco come le mie tasche. 🙂 In quella meravigliosa Città, è impossibile fare parcheggi direttamente sotto il centros torico dato che è coem Venezia, ovvero pieno di canali. Ma il medesimo centro storico è totalmente chiuso al trafico tranne che per i residenti e coloro che devono recarsi negli hotel, i quali hanno i parcheggi sotterranei (arrivi, si apre una saracinesca, entri con una macchina e un levatore ti porta sotto terra), e tutti glia ltri hannoa disposizione migliaia di stalli posizionati sottoterra all’ingresso della città vecchia. Se non hai mai provato a usarli è difficile eprsino spiegarteli. 🙂

          • Pietro. F. says:

            Chiedo scusa per gli errori ortografici…la fretta. 😉

          • Non metto in dubbio,è giustissimo che residenti e turisti che devono recarsi in hotel e b&b circolino,ma come dici tu stesso hanno i parcheggi sotterranei,gli altri sono fuori dalla città vecchia che raggiungi a piedi o con i mezzi pubblici.Ma lì mica trasformano i garage in mini appartamenti da affittare.Siamo ancora lontani dal vivere in quel modo………E il video norvegese che sicuramente avrai visto su questo sito te lo ricorda.Saluti

  19. Paulsc, le faccio presente che Piazza Palazzo è dal lato opposto al nuovo parcheggio immaginato da questa Giunta. Ed è vuoto. Ne tragga le conclusioni che preferisce. Oltretutto è la cosa più brutta che si vede passeggiando a Terrapieno.
    Sono brutte le auto sotto Santa Croce e sotto le mura. Certo. Ma è ovvio che non si può trasformare in una gruviera il Castello, tanto più senza conoscere profondamente la realtà del rischio idrogeologico di un colle che è tutto percorso da acque ed è ricco di falde che non sono conosciute.
    Non bastano un po’ di carotaggi.
    Troppe pressioni economiche, troppi interessi per essere tranquilli. Troppa approssimazione.
    Qua è in gioco il quartiere più antico della città e sono in gioco le persone, le case e, in fin dei conti, tutti noi.
    No, non mi fido e farò tutto quello che è in mio potere e nelle mie capacità per bloccare questo progetto che, tra gli altri difetti, è vecchio e contro ogni regola elementare di mobilità urbana.
    Sugli ascensori sono d’accordo con lei. Stessi sentimenti contrastanti.

    • Pietro. F. says:

      Contro ogni regola di mobilità urbana? Non si pososno legegre ste robe….evidentemente quando giro per l’europa, quasi sempre in macchina, ho sbagliati continente…In questa Città vige la dittatura del non far niente per non creare polemiche. E la polemica è l’unica benzina che tiene viva la pochezza e l’incapacità delle classi dirigenti cagliaritane. In poche parole siamo di un provinciale imbarazzante, eternamente compressi tra la paura del futuro e la certezza, stolta, che tutto ciò che è nuovo porta disastri. Che sia una stupida rotonda, un parcheggio sotterraneo come migliaia in Europa, o un hotel sul lungo Poetto.

    • paulsc says:

      perché allora non si da una dimostrazione concreta che il parcheggio sia inutile? Il comitato di quartiere o i contrari potrebbero sollecitare o convincere chi ora parcheggia in piazza palazzo, in via santa croce etc a parcheggiare altrove. Si può fare anche domani e sarebbe un gesto concreto. Io lo appezzerei

  20. Francesco Sechi says:

    Quando le città si sviluppano al di fuori di un quadro omogeneo e coerente di pianificazione territoriale, urbanistica e trasportistica il risultato è la proposta di interventi che i proponenti non sono in grado di difendere e che gli oppositori contestano senza dare motivazioni convincenti. Alla fine verrà scelta una delle due opzioni “fare” o “non fare” senza sapere quale è l’opzione migliore per lo sviluppo della città. Questo vale per il parcheggio di via del Cammino Nuovo come per tantissimi altri interventi che vengono proposti sul tema della mobilità con il risultato conseguente che la città futura sarà frutto del caso e non di un progetto. Detto ciò la strategia di trasferire la sosta dalla strada ai parcheggi in struttura è una strategia corretta nell’ambito della pianificazione dei trasporti perché le auto in sosta su strada occupano spazi estesi che vengono sottratti ad altri possibili utilizzi. Non dimentichiamoci che le strade e le piazze sono un inestimabile patrimonio della città.

  21. Ma quali mura di Castello? Diciamo la verità!

    • E dilla tu la verità.

      • Non si preoccupi di rispondere, Biolchini, a un abusivo del nick name. Mi auguro che Robespierre non passeggi sotto le mura quando franeranno sulla città di sotto.
        Non c’è nessuna conoscenza sull’assetto idrogeologico di Castello che permetta di riversare cemento sui suoi contrafforti. Per questo non ci sarà mai una definitiva autorizzazione per questo mostro. Dal lato opposto il terrapieno frana per il parcheggio dell’Unione Sarda che nel frattempo si conserva eternamente vuoto. Spero che Robespierre si faccia una passeggiata e veda anche lui gli effetti del costruire a pera e a rischio, impavidi e sprezzanti del pericolo.
        Vede, Rosepierre, ci si può divertire a fare i bastian contrari, ma i numeri e i fatti sono implacabili. Le mura esistono da molto prima di lei e le sopravviveranno. Sopravviveranno – senza parcheggi – anche a questa Amministrazione.
        Saluti

    • robespierre Te la dico io la verita’…la verita’ e’ che ci sono interessi che noi nemmeno possiamo immaginare, il centro destra e il centro sinistra sono daccordo, cosi come lo erano al tempo delle discussioni, gli unici contrari eravamo noi della ex circoscrizione 1 che nella legislatura 2001-2006 eravamo 8 all’opposzione (anzi due andavano e venivano per l’esatezza). I cosiglieri del centro sinistra al comune (Zedda non era consigiere ancora, e non aveva nemmeno idea di dove avesse i piedi) erano in parte daccordo. Se ancora non lo sai, ma forse si che lo sai, che la citta’ e’ sempre stata governata, e lo e’ anche a desso, adalle 3 M… Poi tu dici ma quali mura di Castello? Se tu non sai cosa e’ un barabacane…allora invito ad una brevissima lettura e ricerca in internet, perche’ la dove vogliono bucare e’ un barbacane, cosi’ come e’ (anzi era) un barbacane dove hanno costruito il multipiano di viale regina elena, era un barbacane il Gioardino Pubblico ma almeno ci hanno fatto un giardino sopra, non l’hanno sventrato..non so se sono stato chiaro nel concetto, o robespierre…

  22. Simone says:

    A mio modestissimo parere il grande errore fu costruire il parcheggio attuale, che tendenzialmente fa solo da muro virtuale a quella che potrebbe essere una passeggiata dal centro storico fino al quartiere Castello. La variante di un “giardino pubblico” porterebbe invece turisti e cittadini a utilizzare un nuovo canale per gli spostamenti tra i diversi quartieri. Ovviamente lo smantellamento di 200 (numero a caso) posti auto dovrebbe essere recuperato (non sarebbero quindi posti auto in più). E sono convinto che i parcheggi interrati siano più comodi, meno inquinanti visivamente e risolverebbero il “disagio” del pizzo richiesto. Sono d’accordo con la previsione di un piano urbanistico completo, ma in assenza di questo non possiamo pensare che la città non debba cambiare, ammodernarsi e virare verso un idea di pedonalizzazione che tutti amano.

    • Il parcheggio attuale, caro Simone, non è stato costruito. Era un contrafforte. Lei ignora la storia recente.
      Solo da poco quel contrafforte è stato ricoperto di uno strato di cemento e addomesticato. E’ un terrapieno che esiste da molto prima delle automobili.
      I parcheggi interrati che lei definisce “comodi” e un modo di “ammodernarsi” sono la negazione della comodità e dell’ammodernamento.
      Comodità e modernità sono il contrario delle macchine nei centri storici. La modernità non consiste certo nel portare macchina nel ventre di un quartiere antico senza, oltretutto, conoscere la realtà del rischio contenuto nello sventramento delle mura.
      La modernità consiste nella conservazione di quello che di bello ci hanno tramandato. E non nel bucare le mura con parcheggi ed ascensori per bere un aperitivo in quartiere che nel frattempo verrà abbandonato dai pochi residenti.
      Caro Simone, la modernità consiste nel costruire sulla Sella del Diavolo e nel fatto che siccome è bella ma ripida ci devi fare scale mobili per portarci qualcuno a mangiare e bere? Consiste nell’aver trasformato il Poetto in una plaga grigia? Consiste in un uno squallido parcheggio e in un ancora più squallido terrazzo ricoperto di erbetta con i bocchettoni per il gas di scappamento?
      La sua breve considerazione sulla modernità e sulla comodità è interessante per gli antropologi e la dice lunga sulla nostra città che, in mezzo secolo, ha moltiplicato schifezze da Is Mirrionis a San Benedetto, da La Palma a Sant’Elia, perdendo occasioni magnifiche e dando un esempio esemplare di cattiva urbanistica.
      Peccato, perché avevamo un angolo di natura davvero bello, una meraviglia.
      E gli ammodernatori come lei lo hanno ammazzato.

      • Simone says:

        Caro 2014, mi stupisce notare che Lei sappia cosa ignoro (l’ha dedotto dalle mie poche righe di commento?). Quando parlo di ammodernamento parlo semplicemente di evoluzione della città, realtà che accade in tutte le città d’Europa. Cagliari in confronto è sempre la stessa da 50 anni, si espande ma nessuna miglioria è stata fatta. Io non voglio inserire nuovi parcheggi e congestionare il traffico, voglio rimodulare lo stesso numero di parcheggi che già esistono, eliminando le auto in sosta dal terrapieno e dalle vie di castello, per concentrare le macchine in un unico parcheggio senza “inquinamento visivo”. Nell’articolo si parla di 1.500 abitanti di castello, ma la speranza di tutti è che il quartiere si ripopoli e non è quindi possibile progettare un parcheggio che soddisfi solo l’utenza attuale ma uno che preveda un aumento futuro auspicato da tutti. Sulla capacità delle mura e di tutto il territorio di reggere tale impatto, lascio la parola ai tecnici in quanto non lo sono. Non voglio parcheggiare in centro per bere un aperitivo (pensava di insultarmi?). Io ci vivo in castello e vorrei che le persone non intasassero un quartiere stupendo per bere una birra o uno spritz. Quale pertinenza ha il rifacimento del poetto con questo discorso? Sono un ammodernatore e ho ammazzato cosa? Le piace forse solo insultare gratuitamente e non è disponibile al confronto serio e costruttivo.

  23. giollone says:

    antimoderno 🙂

  24. sergio masala says:

    certo

  25. Vito,
    separiamo le cose.
    Per la manifestazione, condivisione incondizionata.
    Che il progetto sia positivo o meno, deve essere discusso approfonditamente. Se ci sono cittadini che hanno perplessità è bene che l’amministrazione venga sollecitata. E risponda. Così tutti quanti potranno farsi un’idea più chiara. Punto!
    E poi: è positivo? Secondo me potrebbe esserlo:
    1. Se serve a tirar via le macchine dalle strade. Quindi non è che debba aumentare i parcheggi. Deve fare in modo che la città sia più vivibile. E lo è se ci sono meno vetture in mezzo alle palle. Se c’è un piano organico per migliorare questo aspetto bisognerebbe valutarlo. Però ci deve essere sul serio. Perché a levare davvero le macchine di mezzo poi la maggior parte della gente si incazza. Quindi ho qualche dubbio.
    2. Se è sicuro. Quindi non c’è il rischio di far venir giù la collina.
    3. Se non è un obbrobrio. Se il parcheggio è un cubo di cemento incastonato nelle mura che fa bella mostra di sé, meglio lasciar correre. Seu antigu ma non ci posso far nulla. Il cemento armato non mi piace.
    In ogni caso, ripeto, a chiedere non si fa mai male. Quindi ben venga la manifestazione.
    Una cosa invece non condivido. Questa: ”questa amministrazione cagliaritana, assolutamente a corto di idee e di consenso, ha bisogno di far girare le betoniere per dare l’impressione di una vitalità che non ha”
    Se abbia vitalità o meno è materia opinabile.
    E’ sulla questione delle betoniere che non sono d’accordo. Zedda ha bocciato Su Stangioni. E qualche bel % di gradimento lo ha perso proprio lì. Anche a sinistra. Un sacco di suoi elettori sono incazzati neri.
    A Su Stangioni di betoniere ne avrebbe fatte girare, altro che il parcheggio! Avrebbe messo la firma su un quartiere.
    Ecco, su questo proprio non ti seguo. Il Cindaco non ha bisogno di un parcheggio per sollevare polvere. Funziona meglio il Poetto. Tanto per dire.
    Potrebbe essere semplicemente una scelta sbagliata. Se lo è. Quindi sono contento che la manifestazione si faccia.
    E se ci riesco ci faccio anche un salto.

  26. paulsc says:

    Ho partecipato, l’anno scorso, ad una interessante visita al quariere Castello, organizzata da Legambiente. Al termine della quale vi è stato un dibattito sul futuro del quartiere e su questo progetto. Anche io ho delle perplessità. Non tanto sul parcheggio in se, quanto su come si accederà dallo stesso al quartiere. Pare che non ci sarà nessun elemento esterno, ma un passaggio interno che non compremetterà l’insieme. Detto questo, il problema che anche del dibattito si è posto è stato quello di eliminare le auto dal quartiere, pensiamo a Piazza Palazzo. Come fare? Dove gli abitanti del quartiere sarebbero disposti a parcheggiare i loro mezzi? Bisogna anche pensare a delle alternative. Io son personalmente contario agli ascensori di Viale Regina Elena, li trovo orribili. A suo tempo son stato contrario alla loro installazione. Ma noto che, se restano fermi anche un solo giorno, le proteste divampano su stampa e social network. Proteste da parte degli abitanti stessi del quartiere. Appaiono, dunque, indispensabili. A questo punto devo prendere atto dei fatti e lasciar da parte le mie convinzioni. Il discorso è complesso…

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