Sardegna / Servitù militari

Scoperte in Sardegna quattro opere di Banksy! Ecco dove si trovano!

Banksy

Sì, è tutto vero: Banksy in Sardegna! D’altronde, perché stupirsi? Da sempre questo inafferrabile artista (la sua identità è infatti assolutamente sconosciuta) sceglie le periferie per regalare al mondo i suoi meravigliosi capolavori. E cosa c’è oggi di più periferico della Sardegna? Non geograficamente, s’intende; ma nella considerazione della politica, della cultura e della politica? Nulla, direi.

Ecco perché la scelta del grande artista non è per niente bizzarra, ma è anzi in linea con il suo pensiero. A pensarci bene, c’era quasi da da aspettarselo che Banksy prima o poi sarebbe sbarcato in Sardegna: e infatti è avvenuto.

Le opere, dunque: meravigliose e straordinarie. Uniche. Calate in contesti degradati e, per questo, ancora più preziose. Perché Banksy ha scelto il Sulcis per lasciare un segno indelebile del suo passaggio nell’isola.

Quattro immagini per tre luoghi simbolo: Teulada, Domusnovas e Portovesme.

E nel paese della base il grande artista ha lasciato addirittura due opere. Vediamole assieme.

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Nel muro di cinta del poligono militare, Banksy ha voluto immortalare un momento speciale: quello del decollo di un caccia da una portaerei, una delle tante che in questi decenni hanno frequentato le acque del basso Sulcis. La richiesta di applausi da parte dei militari rappresenta la gratitudine che tutti i sardi hanno per i militari che, bombardando le nostre coste, hanno portato pace, lavoro e prosperità. Un’opera straordinaria.

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La seconda opera Banksy l’ha invece voluta lasciare nel muro della scuola materna di Teulada. L’elicottero militare, simbolo universale di ricchezza e di lavoro, qui viene ornato di un fiocco rosa. In questo modo i bambini già da piccoli imparano a non avere paura di queste terrificanti macchina da guerra, ma anzi a rispettarle e a considerarle dei veri e propri compagni di giochi. L’augurio di una buona giornata è parte integrante di un messaggio chiaramente rassicurante e destinato alle giovani generazioni.

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Banksy non poteva ignorare il dramma della Rwm, la fabbrica di bombe di Domusnovas ingiustamente oggetto di attacchi da parte di una opinione pubblica sempre più vasta e insensibile al tema dell’occupazione. La ragazza che abbraccia una bomba è dunque il simbolo di una comunità che crede nel lavoro e che non vuole farselo sottrarre. Diventerà ora una icona contro tutti coloro che portano avanti una battaglia (quella della riconversione della fabbrica) che rischia solo di far aumentare la disoccupazione nel Sulcis. Capolavoro.

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L’ultima sua opera Banksy l’ha voluta invece regalare a Portovesme. Qui il grande artista ha raffigurato una due Madonne che allattano con veleno i loro figli. Il senso è chiaro: le fabbriche possono anche inquinare e uccidere, ma è grazie ad esse che è possibile comunque dar da mangiare ai nostri figli. Gi immancabili caccia richiamano invece la specificità economica di un territorio la cui prosperità è indissolubilmente legata alla permanenza del poligono militare di Teulada.

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Queste quattro opere ora saranno oggetto di un pellegrinaggio da parte degli estimatori di Banksy, creando un indotto importante per un territorio come quello del Sulcis che ha sempre preferito puntare sulle fabbriche inquinanti e sull’economia di guerra piuttosto che sull’ambiente e la cultura. C’è da sperare ora che qualche malintenzionato non le danneggi, ma non vogliamo pensare che si possa arrivare a tanto.

Le quattro opere ora sono lì, a disposizione dei sardi. Andate a vederle e ad ammirarle.

Tutti coloro che non hanno la fortuna di stare in Sardegna potranno comunque apprezzare le opere nella mostra “A visual protest – The art of Banksy”, allestita al Mudec di Milano. Andate a vederla: farete un po’ di fila ma ne vale veramente la pena.

 

56 Commenti

  1. Neo Anderthal says:

    Mi pare che non si sia evidenziato abbastanza il fatto che le Opere sono dei Gessetti.
    Esattamente, di gesso!

  2. Alexandra Porcu says:

    Bello, Vito. Molto profondo ed intelligente. A si biri, Alexandra

  3. MammaTigre says:

    Genio, maledetto! A parte la verità sulle tristi realtà territoriali su cui hai messo il focus, mi hai fatto ridere da morire. Bel colpo, Olliera! :)))))))))))

  4. Ornella Casula says:

    Grande Vito! Trovo assolutamente geniale la lettura di queste opere, benché non siano presenti nelle sedi descritte. Trovo che riesca a rendere ridicoli i sostenitori di armi, militari e industria chimica, proprio perché questa sarebbe la loro lettura.

  5. Una bella riflessione orwelliana sul potere dell’informazione e la capacità critica media del pubblico, complimenti

  6. Francu says:

    Laghi se vieni a sant'”Elia ci sono una serie di cippe di cazzo d’artista da collezione.

  7. Cos’è il Genio?
    Grande Vito e gratzias meda.

  8. In su 2044 Banksy beciu at a benni in Sardigna po fai unas cantas operas in Casteddu. Ant at essi operas agiogràficas cummisionadas dae is meris nous: is frantzesus, mescamenti sa Légion Étrangère Cybernétique. Ant a essi is primas operas fatas pustis de sa Gherra Mediterranea, e ant a tzelebrai sa millenaria apartenentzia de sa Sardigna a sa Nazioni Frantzesa e sa liberatzioni dae s’Italia

  9. Le opere di Banksy sono azioni anarchiche concrete che sottolineano con ‘disarmante’ efficacia le ipocrisie dell’umanità nella cultura occidentale. Vito Biolchini ha riconosciuto che parlano proprio di noi, di noi in Sardegna adesso.
    Occorre fermarsi a riflettere e trasformare in altre azioni il messaggio visivo dell’artista. Altrimenti resterà solo uno stencil nelle pareti del MUDEC – Museo delle Culture di Milano.

    Ps. Mi pare che la pratica di certi strumenti di comunicazione che usano le bugie per attrarre lettori in questo caso sia superato dall’intelligenza del messaggio che contiene.
    Se poi qualcun* farà un salto in quei territori che il giornalista menziona per cercare Banksy non farà il viaggio a vuoto e troverà senz’altro le bombe, gli aerei da guerra e le altre nefandezze che Banksy raffigura nelle sue opere.

  10. Sono basita dai commenti, mi rattrista molto la mancanza di riflessione e la poca sensibilità che c’è nel capire una provocazione (fatta bene e geniale) della situazione tremenda in cui versa quel territorio.

  11. Alessandro says:

    Ma davvero, non si vuole comprendere il senso dell’articolo? É una denuncia da parte di Vito, io non conosco i posti e nemmeno la situazione, ma basta poco per capire……
    Ps. Banksy non è andato in sardegna, almeno non a fare queste opere.
    Sentitamente
    Alessandro

    • Chiara Leone says:

      Che io sappia a Teulada e nel Sulcis non sono presenti tali opere sicuramente sono presenti da qualche altra parte, ma raffigurano benissimo quella che è la situazione della suddetta zona, poligoni militari, fabbrica di bombe, inquinamento. Vito ha voluto, tramite i disegni, fare una sarcastica analisi della realtà ma anche accentuare quel pensiero comune, che spesso abbiamo sentito fare a proposito sia del poligono, che della fabbrica delle armi….. “danno lavoro, se non ci fossero i militari che preservano le coste…. “. Io sono di Teulada e purtroppo questi discorsi li sento fare da una vita. Come se non ci potesse essere un altra possibilità di sviluppo.

  12. Monica Murgia says:

    Vito sei un genio!

  13. Luca Pisano says:

    Sono di Teulada e le assicuro che non abbiamo opere di Banksy, non entro nel merito della sua interpretazione delle opere, ma posso affermare che come giornalista dovrebbe accertarsi della veridicità delle notizie prima di pubblicarle… sà.. la professionalità!

    • La base militare invece c’è ancora o anche quella è una notizia falsa?

      • Luca Pisano says:

        Quella purtroppo è sempre lì, ma l’argomento non è la presenza o meno della base militare, ma la presenza delle opere di Bansky, e le assicuro, che di quelle non c’è neanche l’ombra! Mi dispiace, ma ha pubblicato una notizia falsa. Tutto qua!

      • Luca Pisano says:

        Letta in chiave ironica e provvocatoria è un articolo molto intelligente, chiedo scusa, forse ho preso un pò troppo alla lettera ciò che ho letto 😉

      • Luca Pisano says:

        Chiedo scusa, ho riletto l’articolo con approccio differente rispetto alla prima lettura… ammetto di aver male interpretato…. visto in un altra prospettiva l’ho trovato ironico e intelligente 🙂

    • Gianfranco says:

      Si tratta anche di saper leggere tra le righe.

  14. Andrea Oro says:

    Certo, certo, Banksy in Sardegna e le marmotte che confezionavano la cioccolata

  15. Alessandro Z Manca says:

    Il messaggio che le opere vogliono dare e’ chiaro.
    Pero’ siamo sicuri che siano dei ‘Banksy’ originali e non siano dei fake? Mi puzza come una mossa pubblicitaria.

  16. Ma le opere sono quelle delle foto qui sopra?
    Se si, non è strano che un artista rifaccia suoi murales identici a quelli già fatto all’inizio del 2000?

  17. ma dire cazzate così a ruota libera? ripubblicando opere già stranote? e cazzate di questo livello: “Banksy non poteva ignorare il dramma della Rwm” nel sulcis sì ma in miniera dovreste andare

  18. Marco Bardini says:

    Concordo integralmente con l’interpretazione data alle opere.
    Spero vivamente che il messaggio dell’artista giunga forte all’intero popolo sardo e non solo a quello del Sulcis

  19. Caro vito secondo me hai le idee parecchio confuse! Ho aperto l’ articolo per vedere dove sono situate le opere, ma ora che ho letto tutto l’ articolo spero sia uno scherzo :-)!!! Ma veramente pensi che stia incentivando l’ inquinamento, la fabbricazione delle bombe ecc??? Oh, poi magari sono io che non ho capito nulla! Comunque buon 2019 sperando che l’ inquinamento aumenti, che fabbricheremo tante bombe, che I nostri figli mangino veleno ecc, tanto a quanto pare son tutte cose positive…almeno ci possiamo mangiare la pizza il sabato!

  20. A leggere i commenti:”Sarcasmo, questo sconosciuto….”

  21. Daniele Rosa says:

    Quello che scrive è agghiacciante e al tempo stesso pericoloso, perché lei non ha travisato, lei ha ribaltato il significato di opere che nemmeno hanno il bisogno di essere spiegate per quanto esplicite. Trasformare la protesta in propaganda è una cosa bieca e meschina, spero che in pochi assimilino le sue baggianate. Se ama così tanto le fabbriche di armamenti, i poligoni e le esercitazioni militari può pensare di andare altrove, ma non cerchi di inculcare i suoi ideali alle persone perbene.. La Sardegna è terra di giganti e centenari.. Lei è solo una piccolissima cariatide.

    • Gianni says:

      Non ce se crede… È davvero così difficile cogliere le frasi ironiche che criticano le realtà negative dell’isola??

  22. I comuni faranno coprire le opere perchè “offensive” verso qualcuno o qualcosa, o sarà la popolazione stessa a coprirle, pensando così di nasconere i problemi che esse denunciano e non capendone ne il senso ne il potenziale valore economico che da queste opere può derivare.
    Aggiungo che il fatto che alcuni commentatori di questo post non abbiano capito lo spirito e il senso delle tue parole è l’ennesima conferma dell’analfabetismo funzionale dilagante.
    La situazione è grave, da tutti i punti di vista.

  23. Manolo says:

    Manca l’ubicazione delle opere di Domusnovas e Portovesme!

  24. Giulio says:

    Grande notizia Vito, anche se a parer mio, guardando le varie opere di Banksy nel mondo, per quel poco che ho potuto capire di lui come artista, il significato di queste quattro opere dovrebbe essere abbastanza differente dall’interpretazione che ne hai dato nell’articolo.

  25. Ma con questo articolo e questa interpretazione vuoi condurre un esperimento su fake news e analfabetismo funzionale? È talmente delirante che non saprei (vorrei) darmi altre spiegazioni..

  26. Biby Pama says:

    Le opere potrebbero avere un interpretazione completamente opposta. Ma molto più lineare con l’artista. E anche vero che ognuno di vede quel che vuole in un opera d’arte.

  27. Antonello says:

    Aspettiamo che Francesco faccia luce..

  28. Ma chi l’ha detto che sono di bansky, lui stesso?

  29. Facile fare i giornalisti con i click degli altri.

  30. Stefano Loi says:

    I Comuni dovrebbero come minimo sistemare tettoie atte a riparare le opere almeno dal sole e dalle intemperie. Alcune opere asportabili di Bansy hanno valutazioni milionarie

  31. Molto toccanti e veritiere. La prossima aspettiamocela a Quirra.
    Ma… quando le ha fatte? Nessuno l’ha visto?!

  32. Gianni Campus says:

    E ora comincerà l’inevitabile degrado: che fare?
    I dipinti murali hanno un destino biologico: nascono ma, col tempo, scompaiono.
    E’ un destino artistico molto umano.
    Molti decenni or sono, a Portobello Road, ho letto su un muro questa geniale definizione:
    ” life is a biodegradable art “.
    Non aggiungo altro.
    Gianni Campus

    • Benigno Moi says:

      …”e specialmente il teatro, un grembo di pietre di così tenera grana che si teme di sfarinarsi d’un tratto in manciate di rena e sparire fra le dita. Dev’essere per questo timore che taluno le ha poc’anzi blindate con corazze di orrida plastica. Come se fosse giusto impedire alle cose, non meno che agli uomini, di cercare naturalmente la fine, quando sono sazie di sopravvivere.” Gesualdo Bufalino, La luce e il lutto, Sellerio 1990

  33. Debora says:

    Almeno, prima di scrivere “articoli” totalmente campati in aria, bisognerebbe conoscere un minimo l’arte e l’artista in questione.

    • Hai ragione. Ma prima di commentare un post come questo, bisognerebbe avere presente in quale condizione versa il Sulcis a causa della sua economia inquinante e di guerra.

      • giacomo pisu says:

        Io sono di Domusnovas e credo che l’immagine della ragazza che abbraccia la bomba,descriva tristemente la realtà! Giacomo

    • Hai completamente travisato il significato delle opere, opinione di un sardo e di uno studente d’arte

      • Ma veramente ho travisato? Veramente?

        • Andrew Kriss says:

          Senza voler fare polemica per forza, credo che Paolo si riferisse a: “Il senso è chiaro: le fabbriche possono anche inquinare e uccidere, ma è grazie ad esse che è possibile comunque dar da mangiare ai nostri figli. Gi immancabili caccia richiamano invece la specificità economica di un territorio la cui prosperità è indissolubilmente legata alla permanenza del poligono militare di Teulada”. Questa interpretazione è opinabile. E non conforme al sarcasmo del resto delle opere.

        • Andrew Kriss says:

          Però a questo punto credo anche io di non avere capito la doppia ironia dell’articolo

      • Giusi Usai says:

        Io ho colto un tono ironico nella lettura delle opere.. Ma forse mi sbaglio.

  34. Francesco says:

    Eh si…è proprio quello il senso….

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