Elezioni politiche 2018 / Politica

Sardegna, fine di un’epoca. In un colpo solo, quattro classi dirigenti spazzate via: e il futuro è tutto da scrivere

Sardegna, elezioni politiche 2018

Sardegna, è la fine di un’epoca. Le elezioni di ieri hanno spazzato via non una ma ben quattro classi dirigenti.

La prima è quella dei Silvio Lai, dei Luciano Uras, dei Bruno Murgia, dei Francesco Sanna, dei Giorgio Oppi, dei Gianfranco Ganau (e vorrei aggiungere anche dei Paolo Fadda, degli Antonello Arru, dei Pietrino Soddu, dei Massimo Zedda, anche se non erano candidati) e con loro tutti quelli che (a destra e a sinistra, ma soprattutto a sinistra) avevano speculato sulle macerie dei partiti della prima repubblica, infilandosi nelle crepe di un maggioritario malato. Con il voto di ieri i sardi sono stati chiari: “basta”.

Ma le elezioni politiche in Sardegna hanno decretato anche la fine della classe dirigente impostasi grazie alla rivoluzione berlusconiana degli anni 90. Emilio Floris, Pietro Pittalis e Ugo Cappellacci si salvano solo grazie al paracadute del proporzionale, perché nella sfida nei collegi sarebbero stati sicuramente travolti (e Cappellacci in effetti lo è stato). Travolto anche l’astro nascente Giuseppe Fasolino, battuto al fotofinish nel collegio uninominale della Gallura (e in questo modo il centrodestra perde un potenziale candidato alle regionali).

Viene spazzata via anche quel poco di classe dirigente (molto modesta in realtà, sia nella quantità che nella qualità) che Renato Soru, trionfatore alle regionali del 2004, aveva imposto in questi anni. Che grande occasione sprecata, che stagione politica gettata al vento! In tre lustri di impegno nelle istituzioni, Soru ha dissipato un gigantesco patrimonio di idee, entusiasmo, competenze, accumulato nei vent’anni precedenti alla sua elezione. Game over.

Poi ci sono gli indipendentisti. Com’era facile prevedere, i voti raccolti alle regionali di quattro anni fa dallo schieramento di Michela Murgia si sono dissolti e al Progetto Autodeterminatzione resta un modestissimo due e mezzo per cento, con imbarazzanti punte dell’uno e mezzo in alcuni collegi uninominali. Sarà difficile ora urlare, com’è stato fatto in chiusura di campagna elettorale “Vinceremo le regionali”. In realtà, l’esiguità del risultato è frutto di una strategia perdente delineata dal leader dei Rossomori Gesuino Muledda, che appena un anno fa, un una intervista a Sardinia Post, prefigurava per il suo nuovo schieramento addirittura il 25 per cento…

La verità è che da queste elezioni esce sconfitta anche la vecchia classe dirigente indipendentista/sovranista, quella dei Muledda appunto, dei Bustianu Cumpostu e dei Gavino Sale. Progetto Autodeterminatzione si presenterà alle regionali, ma con queste cifre, ad appena dieci mesi dalla presentazione delle liste, può ambire solo ad un ruolo da comprimario: come sempre è stato.

Perché in Sardegna vincono solo i Cinque Stelle. Un successo furioso, impetuoso, fuori quasi da ogni logica il loro, ma in realtà abbastanza prevedibile.

Con le candidature ai collegi uninominali i Cinque Stelle hanno mostrato di sapersi aprire alla società sarda. Ora, in vista delle elezioni regionali, quel percorso deve continuare. Perché se non verrà incanalato in un ragionamento coraggioso e nuovo, inclusivo e non settario, capace di affrontare i nodi della questione sarda, quel 40 per cento rischia di schiacciarli.

La partita è aperta. Il vecchio è definitivamente tramontato, il futuro è tutto da scrivere.

Post scruptum
Poi c’è Francesco Pigliaru. Così come non aveva capito poco più di un anno fa che abbracciare la battaglia referendaria di Renzi sarebbe stato esiziale, non ha capito pochi mesi fa che mettere sul tavolo di queste elezioni politiche quattro anni di governo regionale sarebbe stato rischiosissimo. Questi risultati travolgono anche lui, la sua giunta e la sua maggioranza. A questo punto le dimissioni sono più che doverose: una giunta così delegittimata, con il Pd al 15 per cento, non può governare per un altro anno.

Non può.

 

42 Commenti

  1. “che per una popolazione che vive di sussidi e di prebende come quella sarda è una manna caduta dal cielo…” scrive Luca.

    oggi al discount c’erano mozzarelle tedesche a 30 centesimi circa e ne ho comprato sei…. in stato di disoccupazione cerco di prendere un’altra laurea magari più utilizzabile per procurarmi dei soldi…. intanto pago le tasse/studio e mi conteggiano il reddito della pensione di mia madre perchè io sono a zero…. ascò…. poni reddito di cittadinanza e mandami anche a pulire la Strada dei Canadesi a Truncu is Follas….. Truncu is Follas fatti bella!

  2. Biolchini ha ragione da vendere sul risultato delle elezioni politiche.
    Non e’ automatico ,pero’,che alle prossime elezioni regionali i pentastellati raggiungano gli stessi risultati.
    Il movimento 5 stelle in sardegna possono scegliere due strade in sardegbna ,vincere o perdere le elezioni.
    Nulla dipendera dai vecchi partiti spazzati via dal risultato de 4 marzo,come dice biolchini,ma dipendera’ solo e unicamente dai comportamenti che il movimento 5 stelle terra’in sardegna.
    Se il movimento ripetera in sardegna l’impostazione nazionale nel trovare una candidata credibile a candidata presidente della regione ,capace ,seria che riesce a unificare le diverse anime dei pentastellati sardi, e a costruire una buona squadra per governare ,stravincera’ le elezioni regionali.
    E’ questa la strada da seguire,per mandare a casa definitivamente i vecchi padroni della sardegna,i cabras,i fadda,e i soru comprese le seconde e terze file.

  3. Oscar Piano says:

    Caru Vito, s’indipendentzia cummenzara primu de tottu de nosus, de cummenti pensausu, chistionausu, si poneusu cun is atrusu. No si pori chistionau de Repubrica de Sardigna chistionendi in italianu, chene tenni giai scritta una costitutzioni ( iara bastai pigai sa Carta de Logu e da curreggi po is tempus nostusu), chene sciri cummenti brintai a su postu de su stadu italianu in is istituzionisi ( Pensionisi, sanitari, trasportusu, iscola etc.
    Cumprendis chi no teneusu custas cosas no andausu in nisciunu logu. Primu imparai a fai custas cosas e appustis poreus cummentzai a s’indipendentzia. Fortza Paris. Oscar Piano

  4. Vito davvero sei convinto che con le preferenze alle regionali il Movimento 5 Stelle possa ambire alla Presidenza della Regione? A fare il botto con un 42%? Alle Politiche ha fatto presa il malessere diffuso, una crisi galoppante, il voto di protesta, la volontà di farla pagare a questo Governo (incluso quello regionale di Pigliaru), la promessa del reddito di cittadinanza, che per una popolazione che vive di sussidi e di prebende come quella sarda è una manna caduta dal cielo. Si è votato un avatar, per quel motivo il M5S ha fatto il botto. Quindi prima di dare morti Silvio Lai, Luciano Uras, Bruno Murgia, Francesco Sanna, Giorgio Oppi, Gianfranco Ganau, Paolo Fadda, Renato Soru e Massimo Zedda sarei un po’ più cauto. Anche perché le prossime regionali saranno proprio quelle, ahinoi, del centrodestra quindi di Emilio Floris, Pietro Pittalis, Ugo Cappellacci e Giuseppe Fasolino. Ma sopratutto della Lega a trazione salviniana. A meno che indipendentismi con carico di voti importanti come quelli di Maninchedda e di Solinas – che ha fatto una scelta politica poco etica ma dal punto di vista della strategia geniale – , non certo il flop AutodetermiNatzione, non spariglino le carte in tavola. O ,più verosimilmente, si accoderanno ad un centrodestra vincente.

    • Una forza che a undici mesi dalle regionali piazza 16 parlamentari su 25 e ne lascia tre a testa a Pd e Forza Italia non può che ambire a vincere le regionali. Che poi ce la faccia realmente, questo è un altro discorso. Secondo me, sono sicuramente sono fuori dai giochi il centrosinistra e gli indipendentisti (ancora frammentati).

      • Fabio Fadda says:

        Mai gli indipendentisti son stati tanto uniti, evidentemente l’unità non basta. Il M5s parte da una base importante per le regionali, son curioso di vedere con quale programma si presenterà agli elettori.

      • Alberto says:

        Forse lasciare a casa Cumpostu, Sale e company aiuterebbe…se c’è qualcuno che rappresenta il vecchio e convince ancora di meno che i soliti noti del pd e di forza italia sono proprio la vecchia guardia di sardigna natzione e indipendentisti. Il popolo, di cui mi onoro di far parte, si è rotto le palle di questa gente che ripete da trent’anni senza costrutto le stesse cose. Ben vengano allora persone come Muroni o Valentina Sanna (va beh, ex pd, ma tutti sbagliamo) e cerchiamo di far capire a questi sognori che si possono ritirare a vita privata. Magari qualche voto in più alle regionali il movimento lo prende!

  5. Ma cosa c’entra Michela Murgia? Ma, soprattutto che ha fatto Michela Murgia a Vito Biolchini? E’ questa la vera domanda…

  6. vabbè ò, Pino Cabras e Marilotti col cavolo che sono destra populista. comunque il “flashforward” con Biolchini che murrungia per 5 anni la giunta Puddu (prospettata da Alessandro) è divertente. poi, far emergere la questione della nazionalità all’interno del movimento 5 stelle magari è più facile che riuscire a far eleggere Cumpostu in Consiglio.
    ò, io gli voglio bene a Cumpostu, l’ho votato tante di quelle volte….

  7. francu says:

    Non siamo morti democristiani, berlusconiani e renziani e non moriremo pentastellati. Per quanto riguarda l’arrumbulamerda, é stato un aborto. Se hanno voglia provino nuovamente a ingravidarsi. Ma il seme é uno spermatozoppo e l’ovulo é sterile come la loro politica.

  8. Tutto è bene quello che finisce bene dunque. Com’era la questione del voto utile? Quello che sbarra la strada alla destra. Ah già. Abbiamo sbarrato la strada alla destra reazionaria per far spazio alla freschissima novità della destra populista. Tripudio.

  9. Supresidenti says:

    È lecito non condividere le scelte ma leggere nefasto fa davvero ridere. Sapete perché sbagliate? Provate a chiedere a chi, poco o molto, si è speso per progetto autodeterminatzione.
    Io continuerò a sperare in questo progetto. Potete benissimo pensarla all’opposto. Ma non fatevi condizionare da questo se state facendo una analisi del voto. A si biri vito.

    • Scusa Matteo, non ho capisco “nefasto” a cosa era riferito.

      • Supreside ti says:

        L’ha usata un commentatore per definire l’esperienza di autodeterminazione. E non voglio certo dire che sia un risultato esaltante. Ma il tuo e quello di alcuni amici del blog mi sembrano troppo severi. Io vedo positiva quest’esperienza e non sono oramai più.uno che coltiva chissà quali speranze.

        • Improvvida e dannosa avevo ex ante definito una partecipazione alle politiche divisiva e arrivista, quando pensavo che avessero comunque un seguito e sarebbero riusciti ad eleggere qualche parlamentare.
          Visti i numeri, c’è da dubitare che partecipare alle regionali sia utile al progetto in sé e non finisca, come dice giustamente Vito, col sancire la sua definitiva marginalità nella vita politica sarda.
          Per uno che con tutti i dubbi del caso credeva che stavolta avremmo potuto farcela, è un esito nefasto.

  10. In Sardegna ha stravinto il MoV5s, con il 42 % capisco, che dia molto fastidio, a chi ha ancora le ideologie partitiche ottocentesche e del primo novecento. Chi pensava ai risultati della lista Murgia i quasi ottatamila voti , furono il frutto della assenza del MoV5s alle regionali. Gli attuali eletti parlamentari sono tutti molto noti nella Sardegna progressista con la centralità dei diritti del popolo Sardo e impegnata, dal sindacato, al sociale alla cultura sino ai diritti civili, negati a molte minoranze. E in effetti ignorati da giornalisti al servizio del renzusconismo in salsa indipendentista, Dovranno farsene una ragione, l’amico Vito è sempre molto attento e non è mai caduto in quei tranelli, avvisando dei pericoli. Adesso occorre lavorare per impedire che il centro destra in salsa sardista possa avanzare una qualche pretesa.

    • GianniS says:

      “Adesso occorre lavorare per impedire che il centro destra in salsa sardista possa avanzare una qualche pretesa”

      Ma neanche per sogno. Piuttosto che i grillini mille volte meglio i sardisti con la lega, senza dubbio. La lega è un partito federalista e il Psd’az si è alleato con 10 punti che se applicati sarebbero ottimi per la Sardegna, a differenza dei grillini che di noi se ne fregano e se ne sono sempre fregati, e che non sono altro che un partito qualunquista, centralista e quindi ottuso e incredibilmente dannoso. Prima i 5S crolleranno e si leveranno dai piedi e meglio sarà.

  11. Alberto says:

    Il m5s vince a prescindere dai suoi candidati e dalla loro competenza, sconosciuta ai più; gli elettori premiano il progetto e non gli attori dello stesso e, fintanto che questo “amore” per il movimento continuerà, penso che non ce ne sarà per nessuno.
    Se e quando il programma dei pentastellati naufragherà, allora si potrà ricominciare a ragionare in termini di alternative.

  12. hai perso per strada cabras il filantropo! autodeterminazione è il futuro ,porta pazienza! a proposito ma tu chi sei,con chi stai con i vecchi travolto o il nuovissimi che avanzano?

    • Con i vecchi evidentemente no. I nuovi meritano attenzione (non penso a Cinquestelle come fenomeno populista ma come fenomeno popolare. Populista è Calenda che promette la riapertura di Alcoa e Eurallumina).

  13. Grazia Pintore says:

    Scusate,ma mi ricordo quando c’era ai tempi di mio nonno il partito sardo d’azione e,mi sembra che la tendenza era socialista non certo di destra.Mi sbaglio ancora?

    • salvatore angelo firinu says:

      Non ti sbagli gent.ma Gràtzia perchè ricordo bene quei tempi in quanto c’ero. Come credo tu sia nipote del mai dimeticato Gianfranco.

  14. Grazia Pintore says:

    Devo fare un grande mea culpa perchè,a suo tempo,avevo una grande stima di Renato Soru,anche quando dei sardi veri mi avevano messo in guardia,poi Soru si è alleato a renzi(volutamente minuscolo) ed ho capito che chi mi criticava,aveva ragione.Sono una sarda tosturruda,devo sbattere la testa prima di capire.La destra e la sinistra sono state deleterie per la nostra terra.Il M5S è stato votato dai sardi,mi astengo da giudizi per non dover dire un’altra volta.scusatemi ho preso un altro abbaglio.Quando inizieranno i sardi ad avere fiducia in se stessi ed ad autogovernarsi? MAI,purtroppo.

  15. Alessandro says:

    Insomma ora tiri la volata ai 5 stelle per poi da marzo 2019 frantumarci le scatole per 5 anni sui peccati della giunta Puddu 😀

    L’ho già visto questo motivetto…

  16. pietro porcella says:

    Contento per 5 Stelle. Dispiaciuto per Autodeterminazione natzione , ma alle Regionali cresceranno almeno al 6%

  17. Massimo says:

    Però due battute due di commento sul Psd’az-Lega mancano.

    • I sardisti sono da vent’anni stabilmente a destra. Hanno fatto eccezione solo per le ultime comunali a Cagliari, nelle quali hanno consentito a Zedda di vincere al primo turno. Per il resto che dire che non è stato già detto? Successo dato da una semplificazione del messaggi e del fatto che gli elettori di centrodestra (anche sardi) si sono stancati di Berlusconi.

  18. Gianni says:

    Le dimissioni di Pigliaru in questo momento sarebbero un atto di irresponsabilità. Manca meno di un anno, che bisogno c’è di altro casino?

    • Che bisogno c’è di un altro anno di assenza politica come questi ultimi 4? Meglio staccare la spina subito. Il casino è causato dalla Giunta attuale, non dal suo scioglimento

      • Gianni says:

        Scusa, posto che non sono interessato alle sorti personali di nessuno, ma a sostegno del buon uso di valutare le legislature
        a fine mandato e poi si vede, penso utile riferire che a Roma la giunta continui a lavorare nonostante (a Roma) Zingaretti 37,44- Parisi 27,78- Lombardi 26,44.

  19. Improvvida e dannosa, avevo definito la partecipazione del neonato Progetto AutodetermiNatzione a queste politiche, ma mai avrei pensato ad un esito tanto nefasto.
    Io avevo paura che in Parlamento si sarebbero sporcati il vestito buono per le regionali, verso le quali anche io guardavo con ottimismo nei loro confronti.
    Invece il vestito buono glielo ha rovinato il calcio in culo che gli hanno dato gli elettori sardi.
    I numeri, intorno al 2% su base regionale, sono umilianti, esiziali, tali da rendere impossibile la prosecuzione del progetto.
    Meglio dimenticare tutto, concentrarsi sull’unica dimensione possibile del sardismo oggi, quella carsica.
    Occorre abbandonare la superficie, dove la semplice evaporazione potrebbe disseccare del tutto i rivoli di sardismo residui, interrarsi, permeare il terreno in modo che i nuovi arbusti se ne nutrano inconsapevolmente, e li considerino originali.
    Mai avrei pensato ad una tale catastrofe.

  20. Quindi cosa devono fare gli indipendentisti?
    Accordarsi con i 5*?

  21. Una analisi del voto assolutamente lucida, chiara, condivisibile. Grande (as usual) Vito!

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