Politica / Sardegna / Servitù militari

Bravo Pili! Ma cosa hai fatto contro le servitù militari da presidente della Regione e da deputato di Berlusconi?

Pili

Quando Mauro Pili amava i militari: da presidente della Regione, Capodanno 2002 in Kosovo con i soldati della Brigata Sassari  (ecco il video)

Bravo Mauro Pili: la sua azione politica contro le servitù militari è ineccepibile. Le foto scattate all’interno del poligono di Capo Frasca (le trovate in fondo al post) sono la dimostrazione delle bugie dei militari e dei troppi segreti che riguardano le basi in Sardegna. Davanti ad una situazione del genere, la politica di “mitigazione del danno” che sta portando avanti Francesco Pigliaru non ha molto senso, né tanto meno l’accordo già sottoscritto dal presidente della Regione in via riservata con il ministero della Difesa per dirottare consistenti investimenti della Vitrocisiet a Teulada. Che sarebbe anche una cosa interessante se unita però, in una sana logica dare/avere, quantomeno alla chiusura di almeno un poligono: il rischio invece è che a fronte di quattro spiaggette lasciate libere dai militari ci sia un aumento complessivo del carico della presenza militare nell’isola. Una beffa.

Per questo oggi l’azione di Mauro Pili nella battaglia contro le servitù militari si sta dimostrando fondamentale, e sapete perché? Perché mai nessun parlamentare isolano si era trovato in anni recenti nella sua posizione: deputato di una forza politica non italiana, sganciato da ogni obbligo di fedeltà alla linea.

Pili sta usando bene le sue prerogative parlamentari, complice anche quel suo modo ancora un po’ movimentista di fare politica: gli assalti, le azioni clamorose, i gesti dannunziani gli sono sempre piaciuti. E adesso tornano comodo alla causa, come ho scritto nel post “Servitù militari, siamo pronti per una nuova Pratobello? (e comunque complimenti a Mauro Pili)”.

C’è stato però un tempo in cui Mauro Pili ha avuto più potere di quello che ha ora: per esempio quando è stato presidente della Regione Sardegna: dal 25 ottobre 2001 al 25 agosto del 2003.

Di servitù militari in Sardegna si parla dalla notte dei tempi e lo stesso Pili, in una intervista rilasciata al Corsivo oltre dieci anni fa (quindi già da ex presidente), prendeva posizione contro la base americana della Maddalena e ricordava come nel 1985 fosse “sceso in piazza per protestare contro la presenza militare nell’Isola. Avevo 17 anni”.

Ma da presidente della Regione Pili cosa ha fatto? Me lo chiedo senza ironia e senza preconcetti, perché noi oggi stiamo mettendo in croce Pigliaru ma dobbiamo anche chiederci cosa hanno fatto i suoi predecessori sul tema delle servitù militari.

Ebbene, nelle dichiarazioni programmatiche del presidente Mauro Pili, lette al Consiglio regionale il 13 novembre 2001, di servitù militari non si parlava neanche per sbaglio.

Il risultato è infatti che nel bilancio da lui stesso tracciato dei suoi venti mesi di governo, di servitù militari non c’è traccia.

Nell’interessante libro “Unidos – La Nuova Via dell’Autonomia Sarda”, edito nel 2006, a pagina 138 c’è invece un Mauro Pili in tuta mimetica che consegna i quattro mori ai militari della Brigata Sassari in partenza per il Kosovo nel 2002. Ed è ancora in mimetica a pagina 221 (“Kosovo – Capodanno 2002, incontro con i giovani della Brigata Sassari”).

Nel 2004 Pili viene nuovamente candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. Il suo avversario, Renato Soru, fa sognare la Sardegna quando si scaglia contro le servitù militari, Pili invece tace: nel suo programma delle basi non si parla neanche lontanamente.

Pili viene sconfitto, ma per lui c’è pronto un seggio in parlamento. Siamo nel 2006 e Pili diventa addirittura capogruppo alla Camera di Forza Italia. Sinceramente non so se abbia mai detto qualcosa sulle servitù militari, sto spulciando il database della Camera, ma a naso vi dico che non c’è nulla.

Nel 2008 è di nuovo eletto alla Camera nella lista del Pdl. In cinque anni di legislatura presenta 190 atti (ecco il link a cui li trovate).

Nelle otto mozioni a sua firma non c’è traccia del tema delle servitù militari, e neanche nelle cinque interpellanze presentate. E neanche nelle cinque interpellanze urgenti. E neanche nell’unica interrogazione a risposta immediata in assemblea.

Poi ci sono 84 interrogazioni a risposta scritta e 82 a risposta in commissione: ben 166 atti che mi sono spulciato. In due il deputato Pili chiede lumi sulle dismissioni dei beni militari inutilizzati, in uno prende posizione contro la costruzione di nuovi radar nella costa orientale e in un altro invece (interrogazione n° 4/01368) interviene perché preoccupato dello spostamento di un progetto di Finmeccanica dal poligono di Perdasdefogu alla Puglia. Avete capito bene: il deputato che ora tuona contro le servitù in Sardegna, sei anni fa lavorava per un loro potenziamento.

Nel 2013 Pili torna in parlamento, subito abbandona il Pdl e da allora una conversione che neanche Paolo sulla via di Damasco: le servitù militari diventano la sua ossessione.

Mauro Pili ieri ci ha fatto conoscere cosa c’è veramente dentro il poligono di Capo Frasca: la sua azione parlamentare è encomiabile. Ma un giorno o l’altro dovrà spiegarci i motivi della sua improvvisa conversione, da amico fedele della Brigata Sassari e dei militari a nemico giurato delle servitù militari in Sardegna.

Se non ci spiegherà il suo percorso politico, il dubbio che questa sua battaglia possa essere ritenuta in qualche modo strumentale rimarrà sempre forte. Così come sarà difficile immaginare che Pili e il suo movimento Unidos possano contribuire alla nascita di quel grande polo nazionale sardo in cui i tanti partiti, gruppi e movimenti indipendentisti e sovranisti oggi esistenti prima o poi saranno chiamati a costituire.

***

Le foto scattate ieri dal deputato di Unidos Mauro Pili all’interno del poligono di Capo Frasca. Le foto sono tratte dal suo profilo facebook.

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37 Commenti

  1. MARRAS GIULIANA says:

    CIAO SONO SARDA E SONO COMOSSA DA TUTTO QUESTO CHE STA ACADENDO IN SARDEGNA PER COLPA DEL GOVERNO ITALIANO I MISSILI TIRATI DA I SOLDATI PER COLPA DI LORO IO O AVUTO UN CANCERO SONO STATA AMMALATA 5 ANNI ADESSO STO MEGLIO E IO VORREI CHE TUTTI I MILITARI VANO VIA DA LA TERRA MIA BASTA CON I TIRI DI MISSILE E TUTTI QUANTI ANO AROVINATO LA TERRA I PASTORI I BANBINI L/ANIMALI LUCEMIA CANCERO BASTA VIA LA COLPA L/INDUSTRIA FRANCESE ET L/AERONANTIQUE ITALIANNA IL GOVERNO COLPA VOSTRA VIA IMILITARI DA LA SARDEGNA TUTTI I GIORNI E UNA LOTTA SENZA FINE VERGOGNIA A VOI TUTTI IL COLPEVOLI SARDEGNA TERRA MIA TI VOGLIO TANTO BENE CHE TUTTI IGIORNI PREGO PER TE E I SARDI DIMENTICATI DA TUTTI QUANDI VENITE A PASSARE LE VACANZE NO BUTATE PIU NIENTE PER TERRA METTETE TUTTO DENTRO A LA PATUMIERA GRAZIE M G

  2. giulia says:

    invece il lavoro degli altri, allevatori, agricoltori, imprenditori turistici,quello non conta nulla, vero?Chiedilo a chi lavora la terra in quella zona se il poligono porta benefici al proprio lavoro. Sappi che anche la Commissione del ministero della Difesa ha stabilito che le servitù militari non portano ricchezza. Comunque, fino a quando i sardi come te vorranno vivere di assistenzialismo, continueremo a rimanere una regione povera.

  3. giorgio says:

    molte volte mi vergogno di essere un sardo abbiamo un progetto x occupare tuta sta gente non lavorano mica dei cinesi militari e civili sono sempre i nostri fratelli sardi oh….chi sene fotte ………..
    fare anche una manifestazione x creare disoccupazione e proprio da sardi bravi il 13 portiamo anche la macchina dei panini …….

  4. secondo me,se continua così,i tedeschi che sono a decimomannu alla fine si romperanno le scatole e se ne andranno.così ci sarà capo frasca chiusa(per la gioia di tutti),decimomannu chiusa,teulada,perdas e altre basi militari chiuse(sempre per la gioia di tutti,ma non per colpa dei tedeschi).una volta chiuso tutto e trasferiti nella penisola tutti i militari che ci sono in sardegna(credo 2000 persone),resteranno tante basi vuote.i civili che lavorano per le basi e nelle basi ,verranno licenziati.io intravedo un’altra storia come per La Maddalena…alla fine le promesse,sono rimaste promesse

    • Dando per scontato che quei 2000, secondo me qualcuno in più, non abbiano mogli e figli, in quel caso a dover emigrare saranno molti di più.

  5. Per dovere di cronaca, nonostante fossi molto giovane, ricordo che l’istituzione dell’unica commissione d’inchiesta sull’inquinamento nelle basi militari della Sardegna porta la firma del Presidente Pili. Quella Giunta rimase in carica solo 20 mesi, ma riuscì a lavorare tanto e a definire vertenze rimaste chiuse nei cassetti da decenni. Strade, acqua, opere pubbliche, continuità territoriale, turismo, commercio, artigianato, trasporti… Potrei continuare… ma scelgo di fermarmi.

    • Scusa Valentina, puoi essere più precisa sulla commissione di inchiesta di cui parli? Perché io non ne ho trovato traccia.

      • Certamente. Per essere precisi sto rintracciando la copia degli atti. A più tardi. Buona Giornata

        • Ghostwriter says:

          Siamo ancora in attesa…

        • Quindi…….?

        • Gentile Dr. Biolchini, chiedo scusa per il ritardo nel rispondere al Suo quesito. Ad ogni buon conto la Commissione d’Inchiesta era prevista dall’art. 2 della Legge Regionale 3 luglio 2003, n. 8. Inoltre, la Giunta Regionale, proprio in merito al Salto di Quirra, aveva adottato due delibere: la prima è la n. 8/3 del 2002, la seconda è la n. 2/1 del 21.01.2003. Nella prima venivano definiti le azioni e programmi da attuare attraverso un coordinamento interassessoriale unitamente alla Presidenza della RAS. Nella seconda si possono leggere i risultati relativi all’indagine sulla compromissione ambientale nell’area Salto di Quirra.

      • Gentile Dr. Biolchini, chiedo scusa per il ritardo nel rispondere al Suo quesito. Ad ogni buon conto la Commissione d’Inchiesta era prevista dall’art. 2 della Legge Regionale 3 luglio 2003, n. 8. Inoltre, la Giunta Regionale, proprio in merito al Salto di Quirra, aveva adottato due delibere: la prima è la n. 8/3 del 2002, la seconda è la n. 2/1 del 21.01.2003. Nella prima venivano definiti le azioni e programmi da attuare attraverso un coordinamento interassessoriale unitamente alla Presidenza della RAS. Nella seconda si possono leggere i risultati relativi all’indagine sulla compromissione ambientale nell’area Salto di Quirra.

  6. Ghostwriter says:

    Pili è un viscido, ma in questo caso almeno si è reso utile, in quanto è l’unico politico sardo che ha continuato a parlare delle servitù militari anche dopo le elezioni. Al momento mi fanno più schifo altri politici sardi che lo criticano per l’opportunismo senza però aver mai fatto nulla in merito all’argomento.

  7. Nei primi degli anni 70, venivo mandato in missione, (nei mesi estivi) nella base Interforze di Salto di Quirra. Il mio compito era, recuperare in mare, quello che vi cadeva, nelle sperimentazioni che tutte le Nazioni della Nato effettuavano. Da quello che mi veniva detto, tutte queste Nazioni, per fare le loro sperimentazioni, usando le attrezzature della base, pagassero allo stato Italiano, una certa cifra, (Non conosco l’importo) quindi più Nazioni facevano sperimentazioni, più lo stato Italiano incassava. Questa era la situazione, per quanto riguardava Salto di Quirra, (non so se sia ancora cosi) se anche le altre basi militari, fossero come quella che ho sopra descritto, mi chiedo come faccia, uno come Pili, o come chiunque si voglia cimentare a smantellare dette basi, che portano un notevole introito allo stato Italiano, troverebbe un muro insormontabile. Quindi, una cosa è la propaganda elettorale, un’altra cosa sono gli atti concreti!!!

  8. Davide says:

    Aria fritta e fumo negli occhi x il popolino …Le foto di due serbatoi in alluminio sono niente in confronto a tutti i frigoriferi e lavatrici e pneumatici che ogni giorno vedete è non dite nulla ..Quelli si che inquinano …vergognatevi della Saras, di Porto Torres, di Portovesme, di Ottana, di Macchiareddu dei Fanghi Rossi proprio sotto casa di PILI …Sono anni l’ex Deposito A.M. di Monteurpinu è abbandonato e ci costa 200mila euro di Vigilanza..soldi buttati dopo che avete reclamato la zona x la bomba ecologica..e adesso tutti zitti …Vergognatevi e aprite gli occhi che i VERI PROBLEMI sono altri ..Trasporti, Scuole a pezzi, il Turismo che fa acqua da tutte le parti, l’Industria Chimica fallita ..Se si deve chiudere qualcosa andate in Via Roma e fare chiudere quel bruttissimo palazzo del Consiglio Regionale..quello SÌ covo di sprechi trasversali da sempre … Aprite gli occhi e ragionate con il vostro cervello …se ne siete capaci !

    • giulia says:

      io mi vergogno ANCHE di Saras, Portovesme etc… e vado anche a manifestare contro queste realtà (vedi sit-in contro progetto eleonora). Il fatto che abbia poi dei concittadini incivili, non significa che non possa lamentarmi se lo STATO contribuisce anch’esso all’inquinamento della mia terra. p.s. sono una di quelle che in spiaggia raccoglie immondizia lasciata da altri.

  9. ignazio says:

    Premesso che difficilmente votero’ mai Pili, il tuo ragionamento lo si potrebbe fare anche con quelli che dalla falce e martello son passati ad appoggiare un democristiano alleato con post fascisti e delinquenti al governo. Credibile o no l’importante e’ spingerlo a fare battaglie che crediamo giuste come questa che sta portando avanti ora. P.s. Vito, sai che faranno il13 di settembre quelli che votano Beppe Pibitziri? Manifesteranno?

  10. Marco Zanzar says:

    La cosa singolare é che questo sia il solo articolo che lo evidenzia. In modo documentato. Fa il paio con l’osservazione di Muroni su Pigliaru (Unione oggi) che chiede lo stop a esercitazioni d’agosto per non fare scappare i turisti. Un figurone. Lo spirito del mediatore…

  11. Karalis says:

    giusto una precisazione…Pili ha parlato dei resti di centinaia di missili…ma a occhio,dalle sue foto, quelli sembrano vecchi serbatoi ausiliari, che gli aerei sganciano quando entrano in azione vicino ai bersagli….ciò non toglie che si tratti di una marea di rifiuti ferrosi e altamente inquinanti , anche se non missili che possono esplodere

  12. Un articolo scritto per screditare un politico e non per cavalcare una buona battaglia tutti assieme!!!!

    A ringraziare che si è esaltata la vicenda nei media, e noi continuiamo a farci la guerra?

    Non ho sentito altri politici regionali e nazionali commentare seriamente questo eventi!!

    Che si vergognino tutti…. Traditori!!!

  13. Certamente è un opportunista, ma potremmo anche noi approfittare di lui e del suo attuale impegno per raggiungere l’obiettivo. Più siamo, meglio è.

  14. gaetano murru says:

    ignazio 5 settembre 2014 at 15:19
    L’indignazione mi piacerebbe che la usaste anche quando andate a votare
    Rispondi
    gaetano murru 5 settembre 2014 at 19:38
    parole sante…ma sai com’e’, quelli che lo hanno eletto (Pili prima, Pigliaru poi) ora possono criticarlo….e vivere felici e contenti, dietro le tastierine, combattivi e pronti per la prossima campagna elettorale….da perfetti democratici…
    Rispondi
    giulia 6 settembre 2014 at 09:08
    molti di quelli che lo hanno eletto, non hanno manco l’onestà intellettuale di ammettere che tutto questo non è il domani di cui si parlava in campagna elettorale. Se alla regione ci fosse stato il centrodx, come si dice in un altro commento, allora sì che si sarebbero lamentati…

  15. Corrado Putzu says:

    Forse l’interrogazione che ha trovato di Mauro Pili del 2008 che coinvolge Finmeccanica è legata a questa fatta nello stesso periodo dai deputati sardi del Pd di allora: Fadda, Marroccu, Melis, Schirru, Calvisi, Lulli, Pes. http://parlamento16.openpolis.it/atto/documento/id/10264

  16. sull’azione di Mauro Pili ho commentato nel blog di Vito Biolchini:
    “Sulle sue conversioni Pili ci spieghera…sull’encomiabile lavoro di denuncia che ora sta facendo va però giustamente lodato. Non fermiamoci qui però. Facciamo sentire TUTTI la nostra voce di sdegno. Io sarei pronto ad OCCUPARE pacificamente alcuni poligoni, a iniziare da Capo Teulada e metterci le nostre tende, le nostre bici e i nostri surf. Impiantare una grande ‘Woodstock’ di cittadini sardi ‘volontari’ e con speciale attenzione ecologica e propensa al riciclo. Che durante l’occupazione ecologica inizi a bonificare terreni e fondi marini sotto la guida di un artificiere qualificato e avare percorsi a terra ciclabili e in mare surfabili,e SUPpabili (da circumnavigare in stand up padding). E non andar via finchè i militari realmente non dismettono e passano di mano i loro possedimenti nelle nostre terre. E quei fabbricati e prefabbriccati che diventino sede dei nostri centri di attività turistiche, ambientali, culinarie, promozionali. Nostri, per usucapione. E non andarsene finchè gli uomini in divisa non consegnino le chiavi su ordine superiore del parlamento italiano. Teulada, Quirra, Capo Frasca, La Maddalena servono al popolo sardo, saranno una delle industrie che producono e non inquinano nella Nazione che ormai la maggioranza di noi sogna entro la fine di questo secolo……

    • molto deluso says:

      il lavoro di Mauro Pili è lodevole anche perché altri politici una volta conquistata la “cadrega” si dimenticano…..e il loro piccoli partiti ..poi urlano al vento…ecco un esempio dove sono i fatti ancora gli aspettiamo…Cagliari svegliati ……https://www.youtube.com/watch?v=BZfnz4beXy4

    • Rossana Fais says:

      Ci sto !!!!

    • Giuseppe Piga says:

      Io ci sto, Pietro, conta su di me…
      Quanto a chi, poco sopra, chiedeva maliziosamente se i grillini si sarebbero fatti vivi, posso assicurare che Si, andremo, e credo saremo tanti. Ma NON saremo lì con bandiere e distintivi di partito, o di MoVimento, ma come CITTADINI SARDI CONSAPEVOLI. Amanti della propria terra, delle proprie prerogative di Cittadini liberi, e desiderosi di metterle in pratica.
      Che è TUTTO ciò che deve essere un Attivista a Cinque Stelle.
      Chi non ha capito questo, e continua a inquadrarci come un qualunque partito, ha sbagliato malamente le sue valutazioni.
      Per quanto ne so, saranno presenti anche i nostri portavoce sardi, ma sarà la testimonianza del nostro impegno, come singoli cittadini (compreso il loro) la vera differenza.
      Perchè a noi non importa la rappresentanza di “partito”, ma la testimonianza di una lotta da condurre coinvolgendo, e informando, e sensibilizzando Ogni cittadino Sardo.
      Grillini o no.

  17. Mi pare ovvio che dopo esser stato completamente scaricato dal PdL l’unica maniera per fare politica per conto suo, in assenza di idee originali, era calcare sul ‘nazionalismo sardo’. Per lo meno adesso fa qualcosa di utile, questo delle ingombranti servitu’ militari e’ una rgomento che sarebbe dovuto esser messo all’ordine del giorno almeno dalla fine della guerra fredda.

  18. Karalisa says:

    Io di questo non mi fido. Nemmeno un po’.

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