Politica / Sardegna / Servitù militari

Servitù militari, siamo pronti per una nuova Pratobello? (e comunque, complimenti a Mauro Pili)

 

Se guardi le cose per quelle che sono, rischi di trovarti in un posto diverso da quello in cui credevi di essere. Lo stravolgimento della Costituzione? Lo sta facendo il Pd, che ancora si vanta di essere l’erede del pensiero di Enrico Berlinguer. A difendere la carta nata dalla Resistenza è invece il Movimento Cinque Stelle, e alzi la mano chi nel movimento progressista non ha dato a Grillo almeno una volta del fascistoide (e io per primo, of course). È vero, a difendere la Costituzione c’è anche Sel; che a Cagliari esprime un sindaco che silenziosamente ha iniziato una guerra totale contro le famiglie senza casa che per disperazione hanno occupato alcuni stabili comunali: via l’acqua e ora, mi dicono, via anche le fogne. Una cosa indecente.
Regione Sardegna, Pigliaru firma un accordo capestro sulle entrate ed è colpevolmente immobile sul tema delle riforme istituzionali e del nuovo statuto: dove sono i sovranisti? Non pervenuti.
Servitù militari: chi se le sente di condannare l’azione di Mauro Pili, l’ex presidente della Regione berlusconiano che adesso mette in evidenza con la sua attività parlamentare e i suoi blitz l’assurda situazione che ancora viviamo in Sardegna?

Morale della favola: la destrutturazione del sistema italiano e sardo è giunta al punto tale che le etichette non rappresentano più il prodotto politico che vorrebbero dichiarare. E siccome la politica da soli non si può fare, su battaglie concrete bisogna laicamente imparare a fare pezzi di strada con chi fino a ieri pensavamo andasse in direzione opposta.

Non ci sono più paradigmi di riferimento, il segno distintivo della politica di oggi è l’ipocrisia e la contraddittorietà, e sta dunque a chi si muove in maniera autonoma nei territori dell’impegno culturale e politico di definire nuove categorie e sulla base di queste promuovere un’azione nella società. Dalla quale magari un giorno potrà nascere un nuovo paradigma.

Se riteniamo quella contro le servitù militari una battaglia di importanza fondamentale per il futuro della Sardegna, dobbiamo essere in grado di costruire un fronte politico eterogeneo che guardi alla sostanza delle cose e non alle apparenze. Perché divisi sicuramente non si vince.

L’azione politica che Mauro Pili sta portando avanti è di grande interesse perché presuppone non solo il suo impegno in qualità di parlamentare ma soprattutto la mobilitazione popolare. L’invasione del poligono di Teulada avvenuta due giorni fa ne è l’esempio.

Ora, dovendo continuare su questa strada e volendo fare i conti con la storia, c’è un’unica servitù militare che in Sardegna lo stato italiano non è riuscito a imporre, ed è il poligono di Pratobello, nel territorio di Orgosolo.

Sono debitore a Franco Branca di Casa Sardegna di avermi avvicinato in maniera nuova a questo episodio storico e di avermi fatto conoscere uno dei protagonisti di quei giorni, Giovanni Moro.

Nel 1969 a Pratobello uomini, donne e bambini occuparono fisicamente la campagna dove i militari si apprestavano a tenere le loro esercitazioni e davanti alla loro mobilitazione massiccia lo stato fu costretto a fare marcia indietro.

Oggi è possibile una nuova Pratobello? È possibile che la popolazione sarda si ribelli in massa al perdurare o, peggio, all’aggravarsi delle servitù militari nell’isola?

Un gruppo di associazioni ha indetto per il prossimo 13 settembre una manifestazione di protesta davanti alla base di Capo Frasca. Potrebbe essere un nuovo inizio.

***

Manifestada natzionale contra a s’ocupatzione militare

L’occupazione militare della Sardigna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare.

La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio.

Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari.

L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannando la Sardigna all’infamante ruolo di area di servizio della guerra.

Vogliamo che la Sardigna diventi un’isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili.

Chiediamo che la Sardigna sia immediatamente e per sempre interdetta all’aviazione militare israeliana.

Invitiamo tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce:

– Il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari.
– Chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate.

A Manca pro s’Indipendentzia, Sardigna Natzione Indipendentzia, Comitato Sardo Gettiamo le Basi, Comitato Su Giassu, Comitato Civico Su Sentidu

14 Commenti

  1. giulia says:

    sono d’accordo, Pili è stato un pessimo presidente, ma ora in Parlamento è l’unico che si sta dando da fare. Schfatissima da PD e da Pigliaru che coi fatti dimostrano di essere i nuovi esecutori degli interessi di Roma e non certo dell’isola. Delusa da IRS e sovranisti vari.
    Il 13 settembre voglio esserci. E vorrei che ci fossero tutti quelli che hanno a cuore il bene e il futuro dell’isola. Non m’importa quali bandiere sventoleranno, non può e non deve avere colori questa battaglia. L’obiettivo deve prevalere su tutto.

  2. salvatore says:

    complimenti un cazzo!
    smettetela di incensare la protesi del colonizzatore berlusconi.
    Gramsci esordì col motto “al mare i continentali” ma mise in guardia dal trasformismo e dal sovversivismo dall’alto delle classi dirigenti. Se fossi nullafacente e pagato a sbafo dal contribuente , con l’immunità parlamentare, li farei anch’io i raid in motoscafo a Teulada e Capo Frasca .

    • Mi dispiace ma come parlamentare a Roma e’ l’unico che fà anche le interrogazioni parlamentari di questo tipo a difesa della Sardegna, ( non quei sardi dei partiti italiani che non le fanno e puntualmente votano contro quando si presentano ) ormai non si contano piu’ da quando e’ fuori da quella specie di partito italiano che e’ il PDL o Forza Italia, quindi non si limita alle sole gite in barca. Piuttosto i comunisti che si spacciano per tante belle cose, cosa stanno facendo se non svendendo la Sardegna al miglior offerente e tenendo fede al padrone di partito a discapito dei sardi e della Sardegna intera. Fogu pighint issus e totus is partidus chi nosi arrapresentant.

    • oh salvatore,e vero mauretto, e un nullafacente e pagato a sbaffo dal contribuente, ma la sinistra sarda e gli ambientalisti gli indipendentisti dove sono? te lo dico io dove sono a si fai una birra.

  3. Sarebbe auspicabile che ci fossero anche sardegna possibile, progres, irs e partito dei sardi! Chi ne sa qualcosa?

    Ennio Porrino, grande poeta e compositore sardo, e la sua grande opera lirica I SHARDANA, ancora oggi più che mai attuale e profetica, ci saranno.

    http://www.youtube.com/watch?v=B-rs3Y4r9kI

    NIBATTA, moglie di GONNARIO, capo del popolo sardo, avanzando tutta tremante di dolore e di terrore:

    E sempre guerra,
    e sangue sulle arene!
    E ancora pensate di lasciar le case!
    Chi le falci userà, ma chi l’aratro
    per l’arsa zolla?
    Chi poterà l’ulivo e il tralcio d’oro?
    Chi darà dunque il farro?
    Né più vedremo biondeggiar la spica
    e il solco aperto non avrà più sementa! …

    NORACE, condottiero dei marinai sardi:

    Pastori del piano e del monte, io dico:
    dimenticato avete
    le ingiurie del nemico a questa terra?
    Allor case e campagne
    furon distrutte e selve:
    ovunque pianto e squallida miseria!
    Le donne, senza sposo,
    riempirono di grida le pianure
    e le deserte spiagge!
    E non vorrete dunque contro i barbari
    muover la guerra santa
    e vendicare i nostri morti eroi?
    Le navi tutte armiamo per salpare
    e consacrate sian
    con l’armi le strade benedette
    del nostro mare!

    INNO DELL’ISOLA:

    Dal picco Bruncuspina, alto nei cieli,
    ai granitici monti del Limbara,

    dal Capo del Falcone giù a Teulada,
    sia libera quest’Isola e temuta…

    TORBENO, figlio di GONNARIO:

    E sia dunque così!
    Verso le nuove strade, verso i cieli
    dove lucente splende
    la tua stella…

    BÈRBERA, e dopo TORBENO

    La fortuna,
    (insieme) l’amore! L’amore!…

    NINNA-NANNA DELLA MADRE, NIBATTA, con espressione assente, come di persona che ha perduto la ragione:

    La ninna nanna, figlio mio adorato,
    la ninna nanna della madre tua!

    Cento stelle rilucono nel cielo,
    ma la più bella dorme nella culla.

    Cento steli sorridono nel campo,
    ma il più fiorito cresce nella casa.

    Cento porti difendono le navi,
    ma più sicuro è il cuore della mamma.

    LE VOCI DELL’UNIVERSO:

    Piangano i fiumi, piangano le pietre;
    aridi siano i pascoli e deserti;
    crollino i monti, s’inabissi il mare;
    e si rivesta il mondo di tristezza.

    Ogni gioia è scomparsa dalla terra;
    ogni raggio s’è spento ed ogni foco.
    Una notte è rimasta senza stelle,
    e il canto disperato della madre!

  4. Mc Sardus says:

    Ecco qua, l’errore che continuano a fare i sardi , ogni qualvolta che qualcuno solleva la testa e’ il caso di Pili, qualcun ‘altro vuol mettere a prova sempre il livello di coerenza, veridicità e il pedigree sulla presunta sardità. Bravi continuiamo cosi’ andremo molto lontani ! unirsi tutti insieme per fare forza no…… ?

  5. gino benossa says:

    Ricordiamoci che Mauro pili fu uno dei firmatari del PdL che chiedevano l’ampliamento della pista polifunzionale a quirra. Cavalca qualsiasi battaglia gli dia un minimo di visibilita’.

    • Siamo sicuri che ci fosse anche lui? Io ricordo che erano soprattutto del Pd. In ogni caso, da presidente berlusconiano della Regione Sardegna penso che abbia fatto anche di peggio. Sul cavalcare la visibilità non sono del tutto d’accordo, la sua linea politica di questi ultimi anni sembra coerente.

  6. Ci sarò

  7. Tore Melis says:

    Ho ascoltato tutto l’intervento di Pili in parlamento. Aldilà del giudizio politico sulla sua storia e sulle sue scelte degli ultimi 20 anni, è innegabile la levatura culturale e sardista del suo intervento sulle servitù militari, sul rapporto stato regione, sulla necessità di restituire dignità e sovranità alla Sardegna e ai Sardi. Una voce troppo isolata purtroppo.

  8. OH FINALMENTE!

    • Non mi è mai piaciuto, ma devo riconoscere che e’ l’unico che si espone fisicamente verso le servitù militare, mentre altri pseudo politici fanno solo fumo .

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