Ambiente / Cagliari / Cultura / Politica / Sardegna

Todde su Tuvixeddu l’ha sparata grossa, ma Zedda perché non ha risposto? La paura di “farsi dettare la linea” non può mortificare il confronto

A rileggerlo a qualche giorno di distanza, l’intervento su Tuvixeddu e il sindaco Zedda, scritto da Giorgio Todde e pubblicato su La Nuova Sardegna, assume sempre più i contorni della classica “sparata” giornalistica. Lo schema è quello classico: trasformare un timore in una notizia, e la notizia in valutazione politica. Alla fine il timore probabilmente verrà ridimensionato o, peggio, si dimostrerà infondato, non ci sarà nessuna notizia, ma la valutazione politica negativa resterà tutta. Perché questo era l’obiettivo reale di Todde: screditare l’amministrazione Zedda.

Il linguaggio utilizzato dalla scrittore e le sue argomentazioni rendono infatti il tema Tuvixeddu del tutto secondario. Lo dico da tempo e lo ripeto: c’è una parte del centrosinistra cagliaritano che attacca Zedda perché ritiene di non aver raccolto quanto aveva seminato in anni di attività politica (soprattutto nel periodo dominato a livello regionale dall’Innominabile). Non parlo (solo) di poltrone ma soprattutto della capacità di influenzare in vari modi (tutti legittimi, per carità) l’amministrazione.

Tutto qui. Ed ogni occasione è buona per sferrare l’attacco. Sempre su Tuvixeddu, i soliti ambienti avevano contestato il sindaco quest’estate, dopo la decisione di Zedda di incontrare Cualbu in una sede ufficiale quale il Comitato di Sorveglianza dell’Accordo di Programma. “L’Accordo di Programma non esiste!”, avevano sbraitato, “Zedda legittima i cementificatori!”. Poi sono stati clamorosamente smentiti dai fatti, ma che importa? L’importante è urlare, mettere sotto pressione, conquistare spazi politici laddove non ce ne sono più. Si chiama democrazia e (nel limite delle cose) non c’è niente di male ad esercitare una pressione per poter contare di più. Ma non ditemi che questo non sta succedendo, ajò!

Todde con il suo articolo ha alzato il tiro, portando a casa comunque una vittoria personale. Se la Giunta Zedda cambierà la delibera (ed è probabile che la cambierà, ma non certo per effetto dell’articolo dello scrittore ma perché il dibattito sul documento in maggioranza si era subito aperto) l’inverosimile intemerata assurgerà al rango di allarme fondato; se la delibera non cambierà, Todde resterà delle sue ragioni e avrà comunque il sostegno della ristretta cerchia degli adoratori dell’Innominabile, sempre pronti a criticare tutto e tutti (a patto però di non ricordare i disastri che hanno combinato loro). Ma così è troppo facile.

Tuvixeddu è soltanto l’occasionale terreno di scontro tra una fazione che non riesce a contare quanto vorrebbe (e i toni apocalittici di Todde sono la dimostrazione di impotenza) e un’amministrazione che va avanti per la sua strada. Sul futuro del colle il tempo ci dirà la verità. E comunque se avete qualche dubbio su questa contestata delibera pro cemento, chiedete un parere ad altri ambientalisti, credibili e titolati quanto e più di Todde, e vediamo cosa vi dicono: non mi sembra che strillino come lo scrittore. Perché Tuvixeddu non è una religione, ma una questione terribilmente complessa.

 ***

Perché Zedda non parla?”. Chi si fa questa domanda ha ragione. Il sindaco avrebbe dovuto rispondere tempestivamente alle accuse mossegli da Giorgio Todde. Perché lo scrittore (come lui stesso in maniera un po’ minacciosa gli ha ricordato) fa parte di quello schieramento che ha sostenuto il centrosinistra in campagna elettorale, e quindi le sue accuse fanno presa direttamente sull’elettorato di Zedda. Ma anche perché ad un articolo pubblicato in prima pagina non si può non rispondere con il silenzio.

Ma dunque perché Zedda non risponde? Il primo motivo è semplicemente perché in questo modo vuole delegittimare il suo interlocutore. E sbaglia. La strategia del sindaco può essere valida quando si tratta di liquidare il solito Farris e le sue pretestuose interrogazioni. Ma con Todde non si può. Un conto sono le posizioni del capogruppo del Pdl, un altro quelle di un intellettuale che interviene sul giornale e alimenta il dibattito su uno dei temi più sentiti dall’opinione pubblica cittadina.

Se Zedda non risponde alle critiche espresse da voci slegate dai partiti e in un contesto democratico, il dibattito cittadino (anziché essere costruttivo), si radicalizza e rischia di esasperare le posizioni: la ragione da una parte e il torto tutto dall’altra. Ma un amministratore di centrosinistra deve avere il coraggio di non sottrarsi al confronto, anche quando questo comporta dei rischi.

Il secondo motivo per cui Zedda non risponde è perché il sindaco è ossessionato dal timore che si immagini che che qualcuno gli stia “dettando la linea”. La paura è comprensibile. Le pressioni dei partiti e delle lobbies devono essere fortissime, e il sindaco vuole mostrarsi da subito determinato a non cedere. Già questa estate, in risposta ai soliti ambienti vicini all’Innominabile e proprio su Tuvixeddu, aveva detto “Io non mi faccio dettare la linea”. Ma siamo sicuri che il silenzio sia la risposta migliore sempre e comunque? Non sarebbe meglio, ogni tanto, argomentare? L’impressione è che Zedda ritenga che star dietro al dibattito e alle esigenze della comunicazione sia una perdita di tempo.

E questo è secondo me il terzo motivo per cui il sindaco non risponde a Todde. È la vecchia contraddizione della sinistra, che prima stimola i movimenti dal basso poi riconosce solo le posizioni espresse all’interno delle istituzioni. È vero che questa amministrazione si sta confrontando con i residenti su tanti problemi (cosa che il centrodestra non ha mai fatto, e questo per Todde è irrilevante), ma quel processo di condivisione e di confronto continuo sui temi alti della città che nasceva dal basso, sembra essersi arrestato, né il sindaco sembra voglia stimolarlo.

***

Todde ha scritto il suo intervento su Tuvixeddu per modificare la realtà. Anch’io sono animato dallo stesso intento, ovviamente. È il lavoro dell’intellettuale: cambiare il mondo con la sola forza delle parole e delle idee. Ed è per questo che contesto pubblicamente la lettura data dallo scrittore su Tuvixeddu e sulla nuova Cagliari. Non perché voglio svolgere il ruolo di difensore d’ufficio di chissà chi, o perché ce l’ho con Todde, ma perché il nostro mondo lo cambiamo se partiamo da un’analisi il più possibile corretta e veritiera della realtà. La valutazione che Todde dà dell’operato della Giunta Zedda è per me profondamente sbagliata e distoglie l’attenzione dai veri limiti di questa amministrazione (uno di questi è la comunicazione e il modo di confrontarsi con le opinioni espresse al di fuori dei luoghi istituzionali). Ad analisi sbagliata corrisponde soluzione sbagliata. Si chiama “dibattito”, “confronto democratico”, fate voi. Niente di più, niente di meno.

Detto questo, continuo a non capire perché da un po’ di tempo Giorgio Todde non mi saluti più.

 

FacebookWordPressTwitterBlogger PostEmail.
Tags: , , , ,

251 Commenti

  1. Pingback: Cagliari, tre domande su mattone e urbanistica alla sinistra che governa la città - vitobiolchini

  2. Pingback: Tuvixeddu: a Deliperi la legge per il parco non piace, Maninchedda mette in guardia dai danni da pagare, e Andrea Scano accusa Todde. Vi basta? « vitobiolchini

  3. Pingback: C’è il modo per salvaguardare Tuvixeddu, basta volerlo. « Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

  4. ZunkBuster says:

    Mi devo disintossicare da questo 3d … con questo commento la faccio finita sperando di mantenere la promessa.
    Voglio dire solo una cosa. Qui si sta trasformando tutto in un dibattito giuridico-giudiziario più che politico, talmente noioso per chi non è un minimo addentro alla questione Tuvixeddu o alle cose giuridiche da rischiare di far prevalere l’effetto tedio. Non so se questo sia ciò che vogliono coloro che vorrebbero trattare la questione in silenzio nelle segrete stanze salvo andare a vedere come va a finire in Consiglio comunale (e il silenzio di numerosi influenti consiglieri fa riflettere), ma è così. Infatti se si da un’occhiata alla pagina Facebook del sindaco, è subissata di richieste di intervento sullo stadio, piuttosto che da richieste di chiarimento sul tema Tuvixeddu, a cui forse in molti hanno rinunciato per stanchezza, dato il muro di gomma che il nostro sindaco si sta rivelando al riguardo.
    Tutto questo è purtroppo la spia dell’ennesimo fallimento annunciato della politica. L’intero dibattito è condizionato dal timore dei possibili esiti in sede giudiziaria, quindi: facciamo l’accordo con Cualbu perdio, a tutti i costi, poi magari poco importa se ci toccherà trattare anche sui principi, anche su ciò che in base alle pronunce del Consiglio di Stato e non solo non è molto trattabile.
    Di una politica che non sa assumersi responsabilità, almeno rispetto a ciò che proclama in campagna elettorale, non se ne sa che farne. Non ho più voglia di farmi il sangue marcio. E dato che uno dei pochi in cui avevo fiducia, Massimo Zedda, purtroppo si sta rivelando troppo simile a un politico tradizionale, c’è ben poco in cui sperare ancora. Alle prossime elezioni non andrò a votare, così come non vado a votare da tempo per le provinciali. Almeno saprò di non aver speso il mio voto per l’incendiario ritrovandomi il pompiere.
    Arrivederci a tempi migliori, grazie al signor Biolchini, a cui chiedo scusa per averla fatta troppo lunga, per l’ospitalità. Non ho più voglia di farmi il sangue marcio su Massimo Zedda sindaco. Meglio pensarci, d’ora in poi, solo come al ragazzo simpatico conosciuto 15 anni fa.

    • Ma mi pare che sia tutta politica l’affermazione di Massimo Zedda: “Il nostro obiettivo resta quello della salvaguardia integrale di Tuvixeddu”.

  5. Maria Paola Morittu - Italia Nostra says:

    Gentile Antonio Dettori, Lei sa che con la transazione si sono chiusi diversi giudizi civili instaurati per decidere l’esatto ammontare delle somme dovute per gli espropri giudicati illegittimi dal giudice amministrativo. A quanto mi risulta, dunque, non esiste una determinazione dell’importo accertato da un organo giurisdizionale. Il Comune e le parti privati hanno raggiunto l’accordo per la cifra di 43 miliardi di lire (attraverso due transazioni: una con l’impresa per 38 Mld e l’altra con i Suoi familiari per 5 Mld) rinunciando entrambi alla cifra indicata dai rispettivi periti nei giudizi pendenti. Molto inferiore la quantificazione effettuata dal Comune, molto superiore quella dei privati. A questo punto si potrebbe sostenere che le transazioni fossero un presupposto per la stipula degli accordi di programma. Ma gli accordi di programma sono stati firmati e hanno convalidato le transazioni. Questo non significa, però, che la Regione Sardegna, con la firma di quegli accordi, avesse rinunciato alla tutela dell’interesse pubblico posto alla base dell’apposizione del nuovo vincolo paesaggistico.
    Il Consiglio di Stato, infatti, con la sentenza n. 3894 del 4 agosto 2008, ha dichiarato che l’Accordo di Programma relativo al piano di “Riqualificazione Urbana e Ambientale dei Colli di Sant’Avendrace”, non è un dogma insuperabile ma è “inquadrabile tra gli accordi di cui all’art. 11 delle legge n. 241 del 7 agosto 1990” e pertanto, contrariamente a quanto precedentemente affermato dal TAR Sardegna, “l’Amministrazione può sempre recedere per sopravvenuti motivi di pubblico interesse (comma 4)”.
    Adesso lo stesso Consiglio di Stato, con la recente sentenza, confermando il vincolo impugnato, ha implicitamente riconosciuto l’esistenza di “sopravvenuti motivi di pubblico interesse” e ha legittimato il recesso unilaterale dell’amministrazione regionale.
    Permangono, certo, i diritti acquisiti dai privati ai quali, come prevede la legge, deve essere corrisposto un equo indennizzo e il rimborso delle spese sostenute fino all’apposizione del vincolo, per l’adempimento degli accordi presi. Ma, in mancanza della dimostrazione dell’esistenza di fatti illeciti, è escluso qualsiasi risarcimento dei danni subìti.
    Queste sono le basi dalle quali dovrebbe partire un accordo equo per tutte le parti, pubbliche e private.
    Ho già avuto modo di dirLe qualche mese fa, proprio su queste pagine, che Italia Nostra ha il compito di difendere i beni comuni, non quello di aggredire i beni privati.
    La prego di correggere quanto sostengo se la documentazione in suo possesso contrasta con le mie affermazioni e Le formulo un’ultima richiesta. Potrebbe indicare l’esatta estensione delle aree oggetto delle transazioni?

    • Antonio Dettori says:

      Gentilissima Maria Paola,il problema risulta essere ben differente, la cifra indicata dallo stesso comune negli anni compresi tra il 1998 e il 1999, relativa agli espropri irregolari della via castelli, era stata calcolata dal comune di Cagliari in circa 65 miliardi di vecchie lire, poi transate in sede di accordo a 43 miliardi di lire.
      Questa transazione è però subordinata e valida se l’intero accordo stipulato si completa in ogni sua parte (salvo modifiche concordate in sede di organo di vigilanza tra le parti firmatarie), in realtà oggi sembra che l’accordo fu siglato dal comune al solo fine di trovare una soluzione risarcitoria senza pensare a successive conseguenze.
      Nella seduta del 5 settembre 2011, il sindaco Zedda, dopo aver opportunamente ponderato la situazione con i legali del comune è arrivato all’amara scoperta che anche in presenza del vincolo imposto dal consiglio di stato,l’accordo di programma resta comunque valido ed una soluzione va trovata.
      una soluzione è quella di recedere ma essa si porta dietro una serie di questioni:

      1) In presenza di recesso (via tribunale e con ulteriore esborso di denaro pubblico) il comune ritorna nella posizione debitoria verso i privati.

      2) La differenza transata con l’accordo ( circa 22 miliardi di vecchie lire) si ripresenta rivalutata di interessi in quanto la precedente cifra oggetto di accordo risulterebbe come anticipo.

      3) Oltre a risolvere il problema esproprio, il comune e la regione dovranno anche trovare una soluzione economica per l’eventuale recesso dall’accordo stipulato.

      4) Una volta risolti questi problemi, comune e regione dovranno trovare ulteriori fondi per l’acquisizione delle aree di proprietà dei privati.

      Esiste anche un’altro problema, il parco di Tuvixeddu, per la sua realizzazione, ha avuto bisogno di aree cedute da altri privati (Mulas) in relazione alla stipula dell’accordo stesso, cessione di aree che presuppongono il completamento in ogni suo punto dell’accordo stesso e per il quale il comune è stato avvisato in sede di organo di vigilanza.
      Dubito fortemente che gli altri privati coinvolti in questa faccenda stiano immobili in caso di apertura del parco in assenza di concrete soluzioni da parte della politica Sarda e con un accordo ancora in piedi.
      Un’eventuale soluzione è comunque lontana anni luce, infatti ad oggi non esiste nessun dialogo con regione e comune, non esistono proposte e non esiste l’apparente possibilità che questa giunta arrivi a chiudere il problema.

      • Avrei due elementari domande da porre al signor Dettori, che immagino avvocato ma credo sia più contento del titolo “signor”, tra le quali due sulle quali gli chiedo di riflettere :
        1- per farci una reale idea del valore dei terreni in gioco occorre una dimensione.Quanto sono estese le aree di cui parliamo? Quelle dei suoi difesi e quelle dell’ingegner Cualbu?
        2 – quando si è addivenuti ad una transazione, immediatamente prima dell’accordo di programma che concedeva oltretutto a Cualbu un premio di 170.000 metri cubi (ossia molti appartamenti), chi esattamente ha stabilito che la cifra dovuta consisteva per i i suoi difesi e Cualbu in ben 43 miliardi di lire? Non le sembra una cifra che avrebbe sfamato chiunque? Non le sembra che ci siano una sproporzione di partenza?
        Cosa dobbiamo noi cittadini cagliaritani al costruttore?
        Me lo spiega traducendo il suo linguaggio in un parlato corrente?
        La ringrazio fin da ora per la risposta.

        • Chiedo scusa. Ho sbagliato nel digitare. Mi volevo riferire alla cifra dalla quale partiva la transazione. Una cifra oltre i 60 miliardi di lire (43 miliardi è stato il risultato della transazione. Ci riferiamo all’epoca dei fatti, ossia il ’99. Chi ha stabilito esattamente l’ammontare della cifra, ossia oltre 60 miliardi, su cui poi transare e, successivamente, stabilire i termini dell’accordo di programma tra i quali l’ulteriore premio di cubatura?
          Chi ha decido che quei terreni valevano tanto? E come?
          Il denaro sborsato dal Comune era tanto. Ed erano soldi pubblici. Come spiega la sua omissione sull’estensione dei terreni e sul valore attribuitogli al metro quadro?

          • Antonio Dettori says:

            Sig. Giovy, non sono avvocato, sono il figlio di Piera Sotgiu, firmataria degli accordi di programma in quota al suo possesso e diritto sull’esproprio di via Castelli.
            Le faccio un piccolo riassunto su una questione che come ben sa ha una dimensione enorme.
            Tutto inizia con il maldestro esproprio di 52000 mq di aree in località tuvumannu di proprietà dei Sotgiu, l’esproprio fu giustificato come un PEEP (piano di edilizia economico popolare).
            Il ricorso al TAR della famiglia Sotgiu mette in luce un’occupazione irregolare in quanto comune e regione possono occupare con un PEEp le aree private solo a condizione di non avere altre aree di proprietà a disposizione, non era il caso del comune di Cagliari che in quel periodo aveva a disposizione 11 aree da utilizzare in alternativa.
            Nonostante il ricorso al TAR il comune e la regione resistono in tutti i gradi di giudizio arrivando, nel febbraio 1992, ad una definitiva sentenza di condanna da parte del consiglio di stato che li condanna anche per l’irreversibile modifica delle aree occupate senza un regolare esproprio.
            se la sentenza del 1992 del consiglio di stato condanna comune e regione, nel 1991, con atti presso il notaio Quinto Bassi di Cagliari, Cualbu acquista le aree di 4 Sotgiu su 6, e con esse acquista anche i diritti sull’esproprio in base alle quote vendutegli…..si garantisce così il regolare possesso della rimanenza di Tuvumannu ad eccezione di quote ancora oggi di proprietà delle sorelle Sotgiu.
            Nel 1992 la cifra è di circa 43 miliardi di vecchie lire, la cifra fu stabilita dai tecnici dell’epoca tenendo conto dell’esproprio irregolra, la modifica sostanziale e definitiva delle aree occupate (costruzione di via castelli) più interessi per 10 anni di causa (resistenza del comune al TAR e Consiglio di stato).
            Nonostante la sentenza di condanna, il comune ritarda il pagamento, si è anche in presenza di Coimpresa che propone (variandolo più volte) un progetto di edificazione sulle sue aree (tuvumannu) libere dopo l’edificazione della via castelli, infatti, il grosso delprogetto edilizio si sviluppa su tuvumannu.
            Dopo anni di progetti nel 1998 comune e Coimpresa arrivano a definire una bozza di accordo di programma, ma di fatto vengono bloccati da noi Sotgiu poichè le aree in quota su Tuvumannu sono indivise e Cualbu non può trattare un accordo anche per nostro conto.
            Di questo periodo è un documento che avevo rintracciato in rete (e che vi farò avere al più presto) in cui l’ex assessore all’urbanistica Emanuela Abis e Delogu fissavano con i loro tecnici una valutazione del danno comprensiva di ritardo, mora e interessi a circa 63/65 miliardi di vecchie lire.
            Il comune non sa come venirne fuori e si arriva ad un accordo stragiudiziale che metta fine al conteggio dei danni tra tutte le parti, la transazione è parte integrante e vincolante dell’accordo di programma e prevede che la cifra si abbassi a 43 miliardi di vecchie lire, non sono oggetto di transazione le aree rimanenti in quota ad ogni singolo proprietario perchè non di proprietà comunale o regionale.
            L’intera cifra (43 miliardi) deve soddisfare tutti i soggetti firmatari in base alla loro quota, noi Sotgiu per la quota stabilita di 5 miliardi (da dividere in due) più in saldo definitivo, porzione di area edificabile all’interno del progetto approvato su area di nostra proprietà.
            L’attuale proprietà delle Sotgiu su tuvumannu è di 4176 mq edificabili come da accordo e da progetto, la rimanente area su tuvumannu è di proprietà di Coimpresa da cui ci siamo divisi identificando le aree di pertinenza con atto notarile presso il notaio Tardiola nel 2003.
            Sorelle Sotgiu non sono dei costruttori e dunque sono disponibili a trattare (ma senza sconti ulteriori) ma comune e regione attualmente sono inesistenti, le ultime sentenze revocano la vocazione edificatoria dell’area precedentemente attribuita e sottoscritta e messa in opera dallo stesso comune con la via castelli, c’è da considerare dunque che se la zona perde efficacia edificatoria è da considerare nulla la transazione economica che abbassava la cifra a 43 miliardi per transare l’esproprio di 52000 mq (per decadenza del presupposto giuridico) e pertanto l’area di via castelli, modificata, dovrebbe essere interamente riattribuita in quota pro indivisa tra i proprietari come precedentemente all’accordo di programma, ma , poichè il consiglio di stato nel 1992 sancì la cessione invertita delle aree oggetto di esproprio, il contenzioso con il comune si riapre di fatto e non solo con noi, ma anche con Coimpresa.
            Una volta riaperta la causa (che vista l’incompletezza dell’accordo continua a macinare interessi) c’è da stabilire l’entità del danno per la perdita del valore del bene.
            Poichè le quote pre accordo erano indivise, si ritorna formalmente a questa situazione ovvero, 2/12 in quota a sorelle Sotgiu e 10/12 pro Coimpresa (nei 10/12 di coimpresa son comprese aree anche di altri privati firmatari dell’accordo).
            L’annullamento dell’accordo dunque deve tener conto anche dell’inefficacia della transazione sul danno in quanto subordinata alla completezza dell’accordo stesso in ogni suo punto sottoscritto tra le parti in causa.
            Le problematiche dell’accordo di programma sono state discusse conla nuova giunta in data 5 settembre 2011, il pdf dell’intera seduta con i relativi interventi delle parti è da me stato spedito via mail a fine dicembre a Vito Biolchini ramite mail.
            I relativi dati tecnici sull’intera operazione sono in possesso del nostro legale, Elisabetta Carboni e del nostro ingegnere Paolo Steri.

  6. ZunkBuster says:

    Una notazione di stile ahime’. Massimo Zedda non si degna di dialogare se non con due striminzite dichiarazioni strappategli da “Repubblica”. Poveretto, si vede non trova il tempo per distogliersi da ben piu’ importanti attivita’ come le feste al circolo di via Puccini con torta e zeppole per questa cavolata da niente di Tuvixeddu. Adesso l’atteggiamento del sindaco sta diventando offensivo per i suoi elettori. E qualcuno farebbe meglio a farglielo notare.

    • Penso che l’intervista fosse ben più lunga delle righe pubblicate..

      • ZunkBuster says:

        Vabbeh lasciamo stare. Intanto il coinvolgimento della cittadinanza, dell’associazionismo, dei partiti che fanno parte della maggioranza (possibilmente a livello di base e non di vertici ristretti) è stato e resta pari a zero. Non sono le modalità di democrazia partecipativa che erano state tanto conclamate prima e subito dopo la vittoria elettorale. E non credo proprio che un tema come Tuvixeddu possa essere affrontato in riunioni ristrette con pochi legali, magari compresi alcuni che hanno il vizietto di parlare e straparlare a sinistra e patrocinare a destra. Che delusione Zedda. Cominciamo a preparare le prossime Primarie va …

        • Ma di cosa parliamo?

          Ha presente gli incontri dell’amministrazione con chi fa cultura in città? E quelli con gli operatori sociali? Sa perché quest’anno gli ambulanti non hanno provato a occupare il Comune con i furgoni nel periodo di natale? E le assemblee a Sant’Elia, a San Michele? Dopo le elezioni, mica prima!

          Su Tuvixeddu ci dica tutto quello che sa, andiamo.

          Anzi, no. Ha già detto abbastanza, ZunkBuster: lo ha fatto con “Cominciamo a preparare le prossime Primarie, va..”. Adesso dica tutto: che la questione Tuvixeddu è semplicemente un pretesto per attaccare il sindaco.

          Saluti.

          • ZunkBuster says:

            Ma sono solo io che non noto differenze tra questo stile e quello di Berlusconi? Mah … tristesse.

            • Quale stile? Il mio scrivere? Berlusconiano? Ma mi faccia il piacere.

              L’ho forse insultata?

              Magari toccato sul vivo, quello sì.

              Di nuovo, saluti. Questa volta sul serio

        • Il coinvolgimento della cittadinanza su quella delibera?

        • Non capisco questa goffaggine, questa scompostezza, nello spostare l’oggetto di critica a ogni post/risposta. Prima la delibera, poi SEL e l’ecologia, poi la risposta striminzita a Repubblica, poi se la risposta è stata ridotta a poche dal giornalista in ogni caso è mancato il coinvolgimento della cittadinanza. Se poi invece la cittadinanza è stata coinvolta allora ce la sbrighiamo con un parallelismo con Berlusconi.
          Non è chiaro..

          • Neo Anderthal says:

            Caro Broz.
            È chiarissimo: Zedda= Brutto, delusione, PD -ma solo la corrente che dico io- = Bello, grande partecipazione…

            Meno male che del PD fanno parte anche persone come Paolo Frau e Andrea Scano, Fabrizio Rodin e M. Lecis Cocco Ortu.

    • E dai, ZunkBuster. Stia tranquillo, che quella al circolo di via Puccini era semplicemente la festicciola di compleanno di un amico del sindaco. O il sindaco non può avere amici da salutare?

      Piuttosto come fa a essere così sicuro che, siccome non risponde (a parte un netto “Non voglio cementificare Tuvixeddu”, ma cosa vuole che sia?) ai numerosi interventi, non si stia occupando della vicenda?

      Suvvia. Mi permetta, comunque: con questo post, lei che più o meno è sempre così lucido nelle sue analisi, inciampa proprio sullo stile. Ahilei.

      • ZunkBuster says:

        Ok, in via del tutto eccezionale ho voluto fare il “professor Mongili” della situazione, ciò non toglie che tutti i numerosi problemi finora segnalati restano. Di merito e di metodo. Spiacenti, ma cambiali in bianco non se ne firmano a nessuno: l’unico a cui le firmerei si chiama Pietro Ingrao.

    • Segretario says:

      La pianti di fare il boccomero su facebook. Capisco che non abbia molto da fare ma forrogare gli album di foto delle feste degli altri fa molta tristezza. Sembra il protagonista di tapparella di elio, che non essendo invitato alle feste di compleanno fantasticava su come potessero essere.

      Viva la sua vita, Professore.

      • Neo Anderthal says:

        Segretario, lo giuro, era vent’anni che non sentivo o leggevo la parola Boccomero.
        🙂

  7. I Masu says:

    Questa nota ricorre in numerosi blog- Mi piace…………“Prima ci pensavano loro. Ora tocca a noi. Faremo la festa a Tuvixeddu – dopo la vittoria, per significare il cambiamento. Lo faremo con il nostro stile elegante. Ci piace svolgere il ruolo che abbiamo deciso di assumere: liberi ecologisti di sinistra che liberano la città dall’incantesimo di un altro tempo ( con tutto il rispetto) e dalle grinfie dei grigi conservatori estremisti che non si accontentano del vincolo ministeriale e vorrebbero mortificare il paesaggio con divieti che tolgono i colori alle cose, il respiro alla storia. Abbracciamo il colle e suscitiamo una nuova narrazione. Ridiamo forza al mito punico realizzando mattone dopo mattone il sogno dei cagliaritani. Sì, facciamolo con la forza dei nostri cuori, delle nostre pale e dei nostri picconi. Spalanchiamo le finestre alla vita perchè i morti non afferrino i vivi!!!!!!!! Per non restare imprigionati nel passato cimiteriale, riprendiamoci il sacro colle che troverà una nuova trama discorsiva. In cui stare eretti e dove ri-edificare la sua storia millenaria. Contro le pratiche disfattiste del maschilismo narcisista di uomini grigi e ciechi, riprendiamoci il futuro. Ridipingiamo i sepolcri di un tinta multicolore, come le bandiere della pace al vento che arriva dal Poetto. Togliamo la muffa a un luogo che ha bisogno di parlare al mondo con il linguaggio delle imprese moderne. Contaminiamoci oltre le stantie isteriche ideologie dei conservatori. Ora tocca a noi aprire le finestre alla fantasia costruttiva non disfattista e boriosa. Ora tocca a noi fare scorrere il fiume di passione che continuerà a fare crescere i valori. Solidi come muri su solide fondamenta con il migliore cemento. Ora tocca a noi”.

    • Neo Anderthal says:

      @ I Masu. Questa nota non solo ricorre in numerosi blog ma:

      “arianna deidda
      9 febbraio 2012
      Guardate che questo è il messaggio che in campagna elettorale è arrivato da Bari. Non è uno scherzo. Oggi assume un altro significato. Ma questo è”. (segue una versione leggermente differente della stessa sbobba pseudo-vendoliana)

      il falso è già stato inserito nei commenti sul posti precedente sullo stesso argomento, da una intervenuta che ha sostenuto trattarsi di “cosa vera”.
      Ma è un fake, che come ogni leggenda metropolitana si modifica di bocca in bocca e quindi -chemmoderni!- di commento in commento. È chiarissimo che si dovrebbe trattare delle parole di un sostenitore di Zedda e probabilmente di un esponente di SEL (Vendola in prima persona? Sa, viene da Bari…), ma dire chi come e quando le avrebbe scritte pare troppo.

      Possibile che non vi venga in mente che si tratta di una specie di parodia?
      Un tentativo -riuscito o no importa meno- di fare dell’ironia.
      Sono finiti gli argomenti plausibili, per caso?
      O bisogna provare a inventare falsi?

      • Neo Anderthal says:

        Noto che Biolchini ha segnalato anche che lo Stanislao Moulinski che si firmava Arianna Deidda era anche
        .. contemporaneamente m delogu/agro quartese, sanna@libero.it, musicalta@libero.it, e antonello p..
        Si aggiunge anche lo spiritoso/a I Masu.
        E complimenti per la pazienza.

  8. Addetto says:

    Un ex Procuratore Generale che si fa rubare l’identità sarebbe il colmo di un Procuratore Generale.
    “Ricordo che in alcune intercettazioni telefoniche un noto consigliere regionale sardista, parlava di “proprietà perfetta” a proposito dell’area in questione. Pare che per il Consiglio di Stato quella proprietà non è perfetta per niente, ci sono principi invalicabili ricordati in quella sentenza. Mi permetto di dare un consiglio al caro sindaco di Cagliari, sui principi non si transige, in sostanza a mio avviso la questione è semplice nella sua enorme complessità: La Coimpresa si “ accontenta” di un altra area tra le tante di proprietà del comune di Cagliari, oppure tramite uno scambio con provincia o regione, di un area pubblica da usare come compensazione per l’accordo di programma da considerare non più applicabile. Oppure si torna alla questione di fondo dei principi ispiratori di un modo nuovo di amministrare la cosa pubblica, si applica alla lettera la sentenza del Consiglio di Stato e si resiste in giudizio”.

  9. ZunkBuster says:

    Ehm … c’è un signore che si firma “carlopiana” che commentando su Sardegna Democratica (http://www.sardegnademocratica.it/istituzioni/la-delibera-della-giunta-zedda-su-tuvixeddu-1.25966, penultimo commento in ordine cronologico) scrive cose interessanti e appassionate. Penso che si tratti di furto di identità od omonimia, o sarà veramente l’ex procuratore capo di Cagliari?

  10. Addetto says:

    Un quesito elementare. Se questa delibera è una perla amministrativa, esente da pecche, tanto più dopo il vertice di maggioranza, un documento tanto perfetto da aver incassato l’entusiastica adesione dell’oppposizione (a oggi insuperata cementificatrice, salvo che questa Giunta non metta in atto i suoi progetti), se questa delibera risplende ancora nell’albo pretorio del Comune, perché non l’hanno portata in aula?

    • ZunkBuster says:

      Beh gentile “Addetto”, secondo lei da un po’ di consiglieri di IDV; PD e perfino SEL, tra voti contrari, posizioni interlocutorie (vedasi Giovanni Dore), spaccature di alcuni gruppi (vedasi la cogodiana Marisa Depau che rema contro nel gruppo SEL) e “assenze strategiche” per le quali col consueto coraggio verosimilmente opterebbero alcuni consiglieri del PD, la maggioranza sarebbe autosufficiente? Bella figura per Zedda se si fa approvare la delibera coi voti di PDL e Riformatori ….

  11. Maria Paola Morittu - Italia Nostra says:

    Vito Biolchini, mi dispiace, ma il parere di Stefano Deliperi è stato confutato da un altro autorevole parere, contrario, rilasciato dall’Avvocatura di Stato. Che ha confermato quanto sosteneva Italia Nostra fin da quando è stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato. L’art. 49 del Ppr (che disciplina il vincolo paesaggistico) prevale sull’art. 15, comma 3, dello stesso Ppr (che farebbe salvi gli accordi di programma) perché è una regola speciale e come tale prevale sulla norma generale. L’art. 49, inoltre, non prevede alcuna deroga e dunque non lascia spazio a eccezioni. Come se non bastasse, l’art. 145, comma 3, del Codice Urbani – che stabilisce la prevalenza del vincolo sugli accordi di programma – è una norma di riforma economico sociale e non può essere derogata da disposizioni regionali di contenuto contrario. La Soprintendenza ha assunto da subito la stessa posizione di Italia Nostra. Credo, dunque, che quella di Stefano Deliperi sia solo un’opinione personale. Che malauguratamente coincide con quella di Coimpresa. Niente di più. Vorrei, invece, rassicurare ZunkBuster sulla questione degli espropri. Le aree espropriate, infatti, nel 1999 – a seguito di una transazione tra il Comune, Coimpresa e alcuni privati – furono pagate ben 43 miliardi di lire. Non vi sembra abbastanza, considerando che si tratta solo di quelle relative a via Codroipo e via Castelli? Aree popolari già pagate profumatamente da tutti noi. Ritengo che la questione degli espropri debba considerarsi chiusa a tutti gli effetti.

    • Realista says:

      Piccolo particolare: i 43 Mld di vecchie lire erano in origine molti di più, la loro quantificazione in riduzione è frutto di transazione in sede di Accordo di Programma. Ora non so se siano abbastanza, ma è chiaro che qualora l’Accordo di Programma decada, anche questo aspetto sarà rivalutato, quantomeno da Cualbu. Ed avendo a monte una sentenza passata in giudicato che diceva quel che diceva, non so come possa mettersi la questione. Si rischia di pagare ancora, e con gli interessi! Direi che, come il buon Deliperi sull’interpretazione degli artt. 3 e 49 del PPR, anche Lei, su questo altro argomento, fa delle considerazioni personali che purtroppo non coincideranno con quelle di Coimpresa…

      • ZunkBuster says:

        Sarebbe utile vedere tutte le clausole, perché a me a proposito delle transazioni hanno insegnato qualcosa di diverso. Resta fermo in ogni caso che per le fesserie fatte da chi ha gestito l’affare via Castelli le dovrebbe pagare chi le ha fatte e chi le ha coperte. Non certo la città di Cagliari, e va da sé neanche Cualbu, la cui arroganza deve comunque farci giudicare serenamente circa ciò a cui può avere davvero diritto.

      • Addetto says:

        Un bel quesito, caro Realista, chissà se la transazione, fissando e risolvendo il contenuto di un rapporto giuridico che preesisteva, preclude ogni successiva contrattazione al riguardo.
        Ci sono tanti giuristi in questo blog.
        C’è da aggiungere alla sua osservazione che in fase di Accordo di Programma (e non di transazione) l’ingegner Cualbu ottenne dal comune un sostanzioso premio di cubatura ex novo, visto che la cubatura di quelle areee era stata esaurita per l’edilizia popolare.
        Non so più chi lo ha scritto, però un nuovo accordo non è tabù. E necessario però convincerci che il Comune di Cagliari ci va in una posizione di forza, eccome.
        Saluti.

      • Antonio Dettori says:

        Realista hai perfettamente ragione, ma non sarà solo Cualbu a battere cassa, ci saranno anche i Sotgiu, e ci saranno anche gli interessi da rivalutare e calcolare.

    • Antonio Dettori says:

      Non ho capito bene, secondo lei la transazione mette fine alla questione espropri? nulla di più sbagliato se considera che quella transazione è parte integrante dell’accordo di programma e che è valida SOLO SE L’INTERO ACCORDO VA IN PORTO COSI’ COME FIRMATO…….se poi per lei non è così rimane una sua opinione.

      Antonio Maria Dettori

    • cara Maria Paola, bontà tua che hai la verità in tasca, così come respiri – a Cagliari – la stessa aria che respira Gualtiero Cualbu, Antonio Dettori, ecc.
      Non per questo mi passa per l’anticamera del cervello che abbia una qualche, seppur lontana, vicinanza per le istanze cualbiane.
      Un po’ di serenità di valutazione e di giudizio è d’obbligo.
      Tutto qui, se par poco.
      Parlando di calcio, ti direi che “rigore è quando arbitro fischia” (Boskov, indimenticabile allenatore), parlando di interpretazioni – seppure autorevoli come quella dell’Avvocatura di Stato – posso solo dirti che acquisiscono aureo valore quando vengono acclarate in via definitiva da qualche Organo di massima istanza giurisdizionale.
      Il resto è opinabile.
      Malauguratamente viviamo ambedue nella stessa Città di Cualbu e respiriamo la stessa aria.
      Abbiamo pure lo stesso Ordinamento giuridico vigente.
      Abbiamo, invece, diverse opinioni e obiettivi su Tuvixeddu (da Cualbu, of course).
      Personalmente le manifesto in tutte le sedi da oltre vent’anni.

      Stefano Deliperi

  12. ZunkBuster says:

    Qui il professor Pubusa effettua un’analisi ragionevole della situazione, ragionevole e soprattutto giuridicamente corretta, ben al di la delle affermazioni a capocchia che abbiamo letto qua e la ad opera di improvvisati esperti di diritto amministrativo.

    http://www.democraziaoggi.it/?p=2352

    Una permuta con Cualbu, magari avente ad oggetto aree in cui non incida alcun vincolo di sorta, potrebbe essere una soluzione ragionevole. Aggiungo che magari gli si poteva dare anche via dei Valenzani (se non fosse stato approvato prima il progetto della Cooperativa Cento) e pazienza se per salvaguardare Tuvixeddu i “compagni” non avrebbero potuto costruire. Tuttavia una cosa deve rimanere chiara: la storia dei 120-150 milioni di euro sembra essere un classico spauracchio da avvocati furbastri, è evidente che Cualbu non può rimanere privo di ogni compensazione perché ciò sarebbe in contrasto con la Costituzione e addirittura coi principi generali del diritto internazionale, tuttavia le pretese cualbiane devono essere ridimensionate alla loro effettiva consistenza avuto riguardo all’assetto effettivo dell’area di Tuvixeddu, sulla base, va ricordato, di un vincolo che ha natura ricognitiva e conformativa, e non di esproprio.

  13. ZunkBuster says:

    Non so chi abbia malconsigliato Zedda circa la persistente validità dell’accordo di programma sottoscritto da Delogu, le cose stanno come afferma la dottoressa Morittu, ma il problema, che rischia di causare oneri pesantissimi è un altro.
    L’accordo di programma fu sottoscritto anche per ovviare al pasticcio fatto in via Castelli, dove si è costruito sine titulo su terreni che non appartenevano al Comune e che non erano stati regolarmente espropriati; si è detto che l’ammontare dei risarcimenti dovuti ai privati, in moneta attuale, equivarrebbe a ben 40 milioni di euro.
    Se l’accordo di programma decade, e sicuramente deve considerarsi nullo e inefficace nella parte in cui prevede cemento sulle aree sottoposte ai vincoli, rivive il diritto dei privati (e nel caso di specie, correggetemi se sbaglio, non mi pare si tratti di Coimpresa) a ottenere i risarcimenti secondo legge.
    Il problema, casomai, è che “mi fraga” che qualcuno si sia approfittato della questione di via Castelli per cercare di regolare l’intero assetto di Tuvixeddu-Tuvumannu in modo conforme agli interessi di Coimpresa (all’epoca non ricordo se fosse già di Cualbu); e se è vero che si è evitata la bancarotta al Comune (in quel periodo le casse comunali erano messe anche peggio di oggi), è pure vero che non risulta che siano stati mai chiamati in causa, in sede di possibile rivalsa e/o di giudizio di responsabilità nanti la Corte dei Conti, i responsabili del pasticcio di via Castelli.
    Ora, il punto è questo: sono loro che devono pagare, e in via di regresso anche chi, stipulando e lasciando sopravvivere nel tempo lo scellerato accordo di programma, ha di fatto impedito la risoluzione della questione secondo il principio di responsabilità che nei paesi più seri dell’Italia trova regolare applicazione. Invece, si è concesso irresponsabilmente ai palazzinari di tenere in scacco la città. Non ho idea se tra quelli che dovrebbero pagare ci siano ex ed attuali amministratori anche di centrosinistra (la pratica di via Castelli sarà pure passata per il Consiglio comunale), ma non bisognerebbe guardare in faccia proprio nessuno.
    Un tema da investigare per la Procura della Repubblica? Non so. Intanto, quel che è certo è che sulle ali di questa logica rischiamo di trovarci due orrori: il cemento sul colle e l’orrido quartiere di via Castelli, il cui solo risanamento possibile sarebbe la demolizione.

  14. Maria Paola Morittu - Italia Nostra says:

    Gentile Vito Biolchini, la validità dell’accordo di programma non dipende da quello che pensa Italia Nostra o il Sindaco Zedda. Nel nostro ordinamento, a quanto mi risulta, vige ancora un principio fondamentale: la certezza del diritto. L’art. 145, comma 3, del codice Urbani stabilisce che “le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e 156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, […] sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici…”. Il vincolo apposto con il PPR rientra tra le previsioni dell’art. 143 e dunque è cogente, non derogabile e prevale immediatamente sugli accordi di programma che sono stati recepiti dagli strumenti urbanistici. Come si può, in buona fede, sostenere che gli accordi di programma sono ancora validi? Nessuno, finora, è stato in grado di spiegarlo. Spero che qualcuno che si firmi con nome e cognome abbia finalmente il coraggio di rispondere.

    • Nessuno, proprio nessuno sostiene che si debba ritornare in tribunale contro Coimpresa e tutti pensiamo che si debba arrivare ad un accordo. Ma l’accordo deve partire dall’obiettiva condizione di vantaggio che, dopo tanti giudizi, abbiamo raggiunto “noi che sosteniamo l’inedificabilità del compendio Tuvixeddu-Tuvumannu” e, dunque, anche questa Giunta.
      La condizione di vantaggio consiste proprio nel fatto che siccome il Codice Urbani stabilisce che le previsioni del PPR “vincono” su quelle del PUC, di fatto l’Accordo di Programma non è più valido perché era previsto dal PUC e dunque è annullato dal PPR vigente.
      Di conseguenza non sono valide le autorizzazioni rilasciate dopo l’entrata in vigore del PPR e dunque neppure quelle delle due palazzate già edificate in via Is Maglias.
      Il vincolo paesaggistico non prevede risarcimenti (e in ogni caso è stato apposto dalla regione).
      Ecco, riassunti, i motivi del vantaggio della Giunta in un tavolo di discussione.
      Da questa posizione di forza deve partire la nostra Amministrazione che abbiamo eletto anche per le promesse su Tuvixeddu.
      Il bell’intervento di Enrico Pau ricorda, appunto, quelle promesse e la delusione che deriverebbe dal non vederle mantenute.
      Personalmente spero e confido ancora che il silenzio della Giunta sia un buon segno. E che stiano attrezzandosi giuiridicamente per andare ai tavoli tecnici con argomenti che convincano l’impresa del fatto che ha perso in giudizio, che l’Accordo del 2000 non vale più e che Coimpresa ha diritto a un indennizzo (facile da calcolare e molto, molto inferiore alle cifre sparate da chi sostiene la validità dell’Accordo) e non a uno spropositato risarcimento.
      E spero anche sia chiaro a tutti che l’area di vincolo paesaggistico (attualmente di 120 ettari) sia da ridimensionare, visto che coinvolge aree orrende e supercostruite e da ridurre semplicemente alle aree sino a oggi non costruite, ossia Tuvixeddu e Tuvumannu.
      Cos’ avremo un vero parco, un paesaggio conservato e il bene archeologico all’interno di un’area vasta e protetta dal cemento.
      Buona giornata.

    • Un nome lo faccio subito: Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di Intervento Giuridico. Lo dice da tempo che, purtroppo, l’Accordo di Programma è ancora valido. Anche Deliperi in malafede?

      • I Masu says:

        anche Deliperi può sbagliare. O no?

        • @ I Masu

          Certo che può sbagliare, ma le cautele di Deliperi (inteso come esempio di coloro che si occupano di temi ambientali disponendo di una robusta esperienza) dovrebbero far riflettere sulla complessità della vicenda e soprattutto sulla necessità di non scatenare guerre di religione (o da pollaio) per motivi che potrebbero anche essere estranei ai temi di cui si dibatte (Tuvixeddu). Detesto la dietrologia, ma il tono dell’intervento di Todde mi è parso immediatamente funzionale ad altro che non ad una soluzione dell’intricata vicenda Tuvixeddu. Ciò che ne è seguito me l’ha, purtroppo, confermato e, tra l’altro, proprio l’atteggiamento di Deliperi (cui fischieranno le orecchie, poverino, però se lo merita, così impara a fare la persona seria nell’Italia di oggi!!) che si è defilato dopo un intervento “diplomatico”. Come dire: stiamo attenti a non tagliarceli per fare un dispetto alla consorte (sì, sono molto meno elegante di deliperi!),
          Cordialmente,

        • certo che “anche Deliperi può sbagliare”, ma solo i mercoledi di luna piena 😉
          O I Masu, ma ti pozzu toccài?! 😛

    • cara Maria Paola, come abbiamo già avuto modo di discutere in varie occasioni, ribadisco che l’accordo di programma immobiliare (art. 27 della legge n. 142/1990 e s.m.i., ora art. 34 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i., nonché art. 11 della legge n. 241/1990 e s.m.i.), deleterio per i valori storico-culturali e ambientali del sito, è valido ed efficace, fin quando non verrà revisionato o reso nullo da decisioni amministrative o giurisdizionali o da esercizi della facoltà di recesso, salvo eventuali penali (e azioni di rivendica dei terreni/risarcimento danni).

      Nonostante questo, c’è il modo per salvare Tuvixeddu, realizzare un grande parco archeologico-ambientale su tutto il Colle ed evitare nuovi contenziosi.

      Prima si deve “specificare” il contenuto della tutela di cui al P.P.R. mediante intesa Regione – Ministero B.A.C. – Comune come indicato dal Consiglio di Stato nella nota sentenza, poi si va a modificare l’accordo di programma in tal senso. Lì, in quella sede, si vedranno l’entità delle contropartite e la cessione di tutti i terreni ancora privati di Tuvixeddu.
      Più diffusamente vds. http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/09/16/il-sindaco-zedda-deve-gia-fare-il-compito-in-classe-su-tuvixeddu/.

      A breve ci ritorneremo.
      Ciao.

      Stefano Deliperi

      • Realista says:

        Niente di strano quindi: come indicato dalla Dottoressa Morittu, esiste la certezza del diritto per tutti, anche per i contratti sottoscritti tra soggetti pubblici e privati, come l’AdP tra Regione/Comune/Privati. Ed ha effetti che non possono essere cancellati tout court da leggi successive, per quanto sacrosante e giuste, che non possono essere retroattive. Bisogna rimodulare il tutto e, laddove di recesso unilaterale si tratti, bisogna ristorare il diritto venuto meno dalla parte che subisce il recesso secondo equa valutazione.
        Credo che anche questo sia un fatto certo, che preoccupa non poco la Pubblica Amministrazione. Confido nel grande parco che porti via tutti i dubbi e le paure, ma temo il suo costo

      • E, aggiungerei, Tuvumannu.

  15. spigolo says:

    Caro Vito,
    vedo che questo post ha forse battuto dei record interni al tuo blog, per numero di commenti. Questo fatto mi fa piacere, e mi fa anche pensare, davvero. Tuvixeddu davvero appassiona tanto e tanti, evidentemente. Ci si scanna, tutti a sinistra o quasi, alcuni usano il lei, altri il tu, ma ci si parla, si discute, al netto di qualche asprezza è positivo, no?
    Io ho un problema, però. Alla fine io – che non ho mai detto di essere il più informato su questa vicenda, ma mi interessa, questo sì! – mica l’ho capito come andrà a finire. O come potrebbe andare a finire. E soprattutto in che tempi finirà, o quantomeno quando potrebbe finire. Se non è un problema solo mio, qualcuno potrebbe ricapitolare i vari scenari in campo, magari uno dei numerosi giuristi che affollano questa discussione? Ho anche altri dubbi. Ad esempio: Giorgio Todde perché non è intervenuto? E soprattutto perché, assurdo, non ti saluta più? Ma a questi ultimi due provo a rispondermi da solo 🙂

    • vitobiolchini says:

      Caro Spigolo, secondo me andrà a finire così. La delibera verrà in parte riscritta, non perché Zedda voglia fare un dietrofront ma perché vuole evitare che alcuni passaggi possano poi risultare controproducenti ai fini della sua stessa strategia. La linea dell’amministrazione resta infatti quella del negoziato. La distanza con Italia Nostra nasce a monte, cioè da una diversa valutazione dell’Accordo di Programma: per Zedda è ancora vigente, per Italia Nostra no. Tutto qui.
      Mi aspetto poi una presa di posizione da parte delle altre due associazioni ambientaliste molto impegnate su Tuvixeddu: Legambiente e Gruppo di Intervento Giuridico. Secondo me ne sentiremo delle belle.
      Tuvixeddu è una questione giuridicamente molto complessa ma politicamente molto semplice: c’è chi vuole lo scontro a oltranza (dall’una e dall’altra parte), e chi dopo vent’anni e passa pensa che ci siano le condizioni per arrivare ad un negoziato in cui tutti guadagnano e tutti perdono qualcosa.
      Poi, politicamente è chiaro che Zedda è sotto attacco da parte di quello che potremo definire un “fuoco amico”. L’intervento di Todde è stato pretestuoso e lo si capisce anche da come è stato ripreso dalla stampa nazionale: in una chiave anti-Zedda e anti-Sel. L’articolo sull’Unità è semplicemente vergognoso. Ma L’Unità tre anni fa, parlando di Tuvixeddu, arrivò a dire che il centrodestra aveva garantito a Cualbu un posto nel cda del Lirico!
      Sì, andiamo verso il record dei commenti per un singolo post. D’altronde, se Zedda fosse intervenuto tempestivamente a chiarire il suo pensiero, secondo me tutto questo casino non si sarebbe scatenato.

  16. Così Maria Paola Morittu sul sito di Andrea Pubusa:

    “Ora si tratta solo d’individuare all’interno dei centoventi ettari – tutti inedificabili fino all’adeguamento del Puc al Ppr – le aree che dovranno restare libere dall’edificazione.

    Italia Nostra, pertanto, ha chiesto al Comune, alla Regione e al Ministero di disporre la tutela integrale dei cinquanta ettari in cui sono ancora riconoscibili il sistema e le emergenze storico-culturali dei colli di Tuvixeddu e Tuvumannu, seguendo lo spirito del vincolo imposto con il PPR e la certezza del diritto. E nella malaugurata ipotesi che l’impresa dovesse pretendere il riconoscimento di diritti non accertati, di confidare nella giustizia amministrativa. Malfatano docet.”

    Senza polemica, qualcuno lo può spiegare? Grazie, sul serio: è per capire!

    Saluti

  17. ZunkBuster says:

    Durissimo giudizio su Zedda di Ella Baffoni, giornalista dell’Unità che si dichiara “comunista”.

    http://cittaecitta.comunita.unita.it/2012/02/12/cose-tuvixeddu/

    Sovjet ci si sente bene in compagnia di Fantola e Farris?

    • Sovjet says:

      Francamente Zunk, mi pare che la giornalista, ancorché proclamatasi comunista, semplicemente riporti quanto detto da Todde prendendo tutto come oro colato e trasformando una situazione oggettivamente complicata, a meno che tu non ritenga la vicenda semplice da risolvere, ma non credo tu voglia offendere la mia e la tua intelligenza.
      Niente a che spartire con Fantola e Farris, d’altra parte mi sembra più che normale che loro si infilino in una fessura apertasi a sinistra cercando di allargarla. Comunque, sto ancora aspettando di capire qual è la posizione ufficiale del PD su questa vicenda, perché è vero che il sindaco e di SEL (bisognerà farsene una ragione prima o poi), ma è anche vero che il gruppo di maggior peso in consiglio è quello PD. Io personalmente sono per la tutela massima possibile su Tuvixeddu, sarebbe però utile sapere quanto costa, perché i costi ci sono. Io sono anche disposto a pagarlo come cittadino: pago una Tarsu alta per l’incapacità delle passate giunte di destra, figuriamoci se non pagherei qualcosina in più per vedere Tuvixeddu tutelata in tutto. Però magari qualcuno in giunta si deve giocare qualcosa in più. Per quanto mi riguarda, la mia posizione in SEL è chiara.
      C’è poi un’altro aspetto, di cui si potrebbe tener conto: bisogna sempre pensare alle conseguenze di quello che si fa e degli strumenti che si utilizzano per farlo, perché il rischio – se non si è strumentali a qualche posizione precostituita – di essere gli utili idioti dei Fantola e dei Farris è grande. E non ci fa bella figura nessuno.

      • I Masu says:

        Soviet
        ma davvero pensi che che la destra voterà con Zedda per infilarsi in uno spiraglio? Se gli va bene quella delibera è perchè è come l’avrebbero fatta loro. Pari pari, in continuità con il recente passato. Tutto cambia nulla cambia. Ha ragione Todde.
        La destra fa poltica facendo affari, non si mette a fare giochetti tattici senza convenienza.
        La giornalista dell’Unità è una professionista che si occupa di queste cose da 20 anni, avrà letto la delibera che dice cose facili da capire.

      • Neo Anderthal says:

        Zunk, ma… addavenì Baffoni? (a spiegarci le cose di Cagliari?) Eddaiii!

        • ZunkBuster says:

          Baffone? Magari accontentiamoci di Baffino (D’Alema), porta fortuna. E’ sceso a Cagliari prima del secondo turno delle comunali 🙂

      • ZunkBuster says:

        Caro Sovjet, capisco il tuo discorso (se mi è consentito il “tu” visto che avevo deciso di usare il “lei” d’ora innanzi) ma mi permetto di dissentire. Ho assistito anch’io a delle assemblee popolari alla presenza del sindaco, e ho notato (se c’eri l’avrai notato anche tu) il gusto sadico di alcuni “compagni” (del PD, ma davvero “compagni” tra virgolette) legati a certi interessi nel mettere in difficoltà Massimo Zedda. Penso siano questi i veri ostacoli sulla strada dell’attuazione dei programmi con cui si sono vinte le elezioni. Negli allarmi lanciati da Todde e simili non so se ci sia una porzione di perfidia soriana (che sappiamo bene tutti come Soru abbia molte qualità, ma anche diversi difetti, tra i quali quello di essere vendicativo), ma ci ho visto anche una buona dose di preoccupazione in buona fede. Insomma il messaggio secondo me non è “E’ Zedda, non poteva che fare queste porcherie”, bensì “No, Zedda non può fare queste porcherie”. Resto convinto che la soluzione dev’essere politica. Bisogna togliere a Cualbu ogni arma di ricatto, anche perché non è che se sei proprietario puoi fare il cazzo che vuoi, ci sono limiti anche alle pretese formalmente legittime, e questi limiti sono stati delineati con chiarezza dalla Cassazione penale (aspetto che dovrebbe un attimino preoccupare anche qualche irresponsabile fiancheggiatore di Coimpresa particolarmente spudorato). Bisogna mobilitarsi affinché la questione sia risolta mediante un intervento legislativo. Bisogna ricordarsi che non è una questione di quartiere, abbiamo addosso gli occhi del mondo, compresi quelli dell’UNESCO a proposito della questione parallela, ma altrettanto grave e necessaria di soluzioni, del Parco GeoMinerario. Vogliamo portare il dibattito a livelli adeguati, oppure restare fermi ai “conti della serva”, per quanto onerosi, e a farci mettere strizza da qualche avvocato? Figurarsi se i PM di Milano si fossero fatti venire la strizza di Ghedini e Paniz!!! Questo, secondo me, è fondamentale, ed è quello che ci si aspetta da Massimo Zedda. Del PD, purtroppo, non posso rispondere, sono un semplice elettore.

        • Sovjet says:

          Per “tu” o “lei”, non so dirti, ci siamo sempre dati del tu e non mi pare sia successo qualcosa che lo impedisca. Quindi userò il tono più informale. Se poi ci sono problemi, ti basta farmelo sapere e mi adeguerò al “lei”.
          Detto questo, nella sostanza le nostre posizioni non sono poi molto differenti. Ma io ho una visione un po’ più “antagonista” della politica, ragione per cui non sono adatto a cariche dove sia necessario mediare, come quella di sindaco. Fossi al posto di Massimo sarei molto più deciso. E farei cadere giunta e maggioranza riconsegnando la città alla destra per altri trent’anni. Quindi, molto meglio lui di me come sindaco. A Massimo per la sinistra non c’è alternativa. Questo mi fa fare alcune valutazioni, anche in ordine, diciamo così, strategico. Intanto, con un’opposizione incapace di metter su una minima argomentazione seria – anche perché molto hanno da farsi perdonare in tutti gli ambiti, eviterei il rischio di svolgere la classica finzione di “utile idiota”. L’utile idiota è in buona fede per definizione. Ma valuta male l’impatto e le conseguenze delle sue azioni, contribuendo a determinare condizioni che egli stesso reputa non desiderabili. Non entro nel merito delle “perfidie soriane”, non ho argomenti seri al proposito e rischierei di scadere del complottismo infondato (perché i complotti esistono e come!).
          Concordo sul fatto che sia necessario un intento legislativo, io stesso ho firmato, ma c’è stata anche la mobilitazione SEL e del mio circolo in particolare, per sostenere la proposta di Lega Ambiente per l’istituzione del Parco paesaggistico – archeologico di Tuvixeddu-Tuvumannu.
          Diciamo, che io, ma da uomo di sinistra, con forza di opinionista, avrei scritto al sindaco manifestando tutte le mie perplessità riguardo la delibera e avrei chiesto spiegazioni a proposito. In questo modo, avrei cercato di influire su qualcosa che reputo un male, senza correre il rischio di essere utilizzato per guerre intestine o per far rialzare la testa ad una opposizione ancora sotto shock. La destra voterà la delibera? Intanto bisogna vedere quale delibera Sara portata in Consiglio. Queste polemiche sono, è inutile negarlo, il tentativo di indebolire Massimo Zedda, che oggi ha una visibilità prima avuta solo da Renato Soru. Un Massimo Zedda più debole sarà utile alla causa di Tuvixeddu? Io non ne sono sicuro.
          Credo anch’io che il livello di discussione debba essere elevato e per quanto mi riguarda, come cittadino sono disposto anche a contribuire perché si realizzi la massima tutela. Ma io sono comunista, di quelli che hanno contribuito a scrivere la Costituzione italiana per cui l’intesse privato cede sempre il passo a quello collettivo, come mi pare reciti l’articolo 41. Ma sono anche abbastanza vecchio da capire che a volte l’ottimo è nemico del buono e che le cose le fai se hai la forza di farle. Massimo ha deciso di perseguire un via negoziale, d’accordo con te che non si negozia con una pistola alla tempia, ma negoziare ha le sue regole. Intanto capire quale sia la miglior opzione ad una soluzione non negoziata, ovvero cosa succede se si va allo scontro frontale, poi devi sapere quali sono i punti irrinunciabili e quelli su cui puoi trattare, perché una trattativa la fai se hai qualcosa su cui trattare. Io per indole andrei allo scontro, mirerei all’ottimo, perdendo il buono. Massimo, che in queste cose è molto più bravo di me (altrimenti sarei stato io il candidato e lui il mio committente responsabile), sono sicuro che invece otterrà il buono. E sarà la soluzione migliore ottenibile a Cagliari.

          • Stefano reloaded says:

            Sovjet (accidenti alla J 🙂 ) non buttarti giù.
            In questo caso non è detto che mirando all’ottimo si perderebbe il buono.
            Chi sostiene la tesi intransigente non è più peregrino di chi non dorme la notte pensando a come pagare i danni a Cualbu.
            Calmezza e freddezza.

            • Sovjet says:

              La “j” puoi anche lasciarla perdere…è un espediente per Facebook e qui la metto così se qualche scassa alle tira fuori la storia dell’anonimato, può semplicemente digitare su Fb e mi trova… Per il resto, io me lo auguro. Purtroppo l’esperienza mi suggerisce che nella maggior parte dei casi succede così. Speriamo non sia questa la volta. Ma converrai come me che non è cosa che possa essere attribuita alla sola volontà del sindaco. Serve che su questa ipotesi si schieri la città e, in primo luogo, la coalizione che la guida oggi, senza tatticismi o posizioni sfumate. Perché mi sembra che si stia cercando di usare Massimo un po’ come parafulmine. Lui si muove secondo il suo stile e fino ad oggi non si può dire che non l’abbia sempre azzeccata…basta rileggerai post e commenti su questo blog, fin dalle primarie. Zitto zitto è diventato sindaco, zitto zitto è il primo sindaco cagliaritano (almeno dal 1983, anno in chi mi sono trascritto a Cagliari per studiare) ad avere riscontro nazionale, zitto zitto ha un altissimo gradimento (che non vorrà dire molto, ma tra secondo posto in Italia e ultimo posto differenza ce n’è) fra i suoi cittadini.
              E sono passati solo otto mesi e chi ha un minimo di esperienza amministrativa sa che otto mesi sono niente, se poi questi otto mesi vengono dopo decenni di governo di segno opposto sono ancora meno. Bisogna avere anche un minimo di senso della realtà, cosa che spesso manca.

          • Alessandro Mongili says:

            “Non entro nel merito delle “perfidie soriane”, non ho argomenti seri al proposito e rischierei di scadere del complottismo infondato (perché i complotti esistono e come!).”

            Puoi sciogliere la contraddizione tu stesso?

            • Sovjet says:

              Beh, credo che sia semplice da capire: esistono i complotti veri e i complotti immaginari. Entrambi sono in genere criticati a partire dal termine “complottismo”. Quindi per “complottismo fondato” intendo una situazione per la quale potrebbe essere plausibile l’esistenza di un accordo fra più persone a danno di qualcun altro. Certo, c’è una certa forzatura del termine, non lo nego, ma era esattamente la mia intenzione. La “perfidia soriana”, in una tesi complottista, potrebbe essere alla base dell’attacco da parte di persone vicine a Soru a Massimo Zedda. È indubbio che in questo periodo, con una opposizione priva di argomenti, l’opposizione sia tutta “fuoco amico”. Qualcuno potrebbe sospettare. Io ho detto semplicemente di non avere argomenti a suffragio. Se avessi argomenti a supporto, la tesi sarebbe sempre complottista (il complotto di Soru o di suoi seguaci – il termine non è usato a caso – in funzione anti-Zedda, magari per la candidatura a presidente della regione), ma fondata.
              Personalmente non credo ci sia alcun complotto.
              Ti ringrazio per l’analisi della coerenza logica del periodo. Dalla “J” slovena mi sembra un gran bel passo in avanti!

    • I Masu says:

      http://oratoccaanoi.it/tuteliamo-tuvixeddu/2010/

      di quando è secondo voi?
      scrivono con tono roboante di tutela integrale su TUVI E TUVU
      I N T E G R A L E ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
      cosa vuol dire integrale oggi? nulla!

    • Neo Anderthal says:

      Baffoni spara! Pedrita la drita!
      Ha capito poco e confuso parecchio -per esempio, dove e come Zedda avrebbe detto che vuole abbattere lo stadio?- e arriva a vaneggiare cose del genere:
      “Fa impressione che un sindaco aderente a Sel (Sinistra, ecologia e libertà) sia tanto succube dei poteri forti.”
      Io sarei anche impressionato dalla faciloneria di certi cronisti, l’impressione è mitigata dal fatto che non li legge nessuno -i dati di vendita dell’Unità sono ulteriormente crollati, pare. E non mi stupisco-

      • Addetto says:

        Potrebbe aver ricavato la notizia dello stadio dall’Unione del 25 gennaio:
        “Per il sindaco la soluzione del caso-stadio potrebbe portare lontano da Sant’Elia: «La soluzione potrebbe essere quella di trovare altre aree dove realizzare un nuovo impianto. Il discorso con la società sportiva è già iniziato». La proposta, fatta ieri sera in Consiglio comunale da Massimo Zedda, ha sparigliato le carte: l’Aula in questi giorni aveva strizzato l’occhio all’ipotesi di una demolizione e ricostruzione graduale della struttura, mentre il primo cittadino ha indicato un’altra strada: «La volontà della società rossoblù è importante, non possiamo correre il rischio di ristrutturare lo stadio per poi farci giocare la Joannes o la Sigma. La convenzione con il Cagliari scade nel 2013 e muoversi adesso significherebbe proporre un intervento mentre siamo ancora legati alla società privata». Se si dovesse intervenire sul Sant’Elia, comunque, Zedda precisa le sue intenzioni: «Io escluderei la realizzazione di nuove città mercato. Alberghi? Perché no. Residenze? No. Uffici? Ragioniamo sul futuro del palazzo di via Sonnino: potremmo realizzare per noi o per terzi degli uffici. Di sicuro escluderei la demolizione: i pilastri hanno un valore, mica si abbattono gli appartamenti e palazzine degli anni ’70».
        Cosa vuol dire se non lasciare i pilastri e fare altro su quei pilastri?
        Gentile Neo Anderthal, se a casa sua lasciano i pilastri e rifanno tutto, che espressione utilizzerebbe?
        Si informi meglio e vedrà che sarà d’accordo che le intenzioni non sono certo di conservare lo stadio.
        La signora Baffoni, giornalista professionista e non bloggista di provincia, ha scritto con Vezio De Lucia un bel libro sul sindaco di Roma Petroselli che salvò l’Appia Antica.
        Speriamo che Zedda salvi Tuvixeddu.
        Inoltre non le consiglio l’uso dell’ironia. Non le riesce bene.

  18. enrico pau says:

    Ho scoperto in queste ultime settimane che c’è il cemento di sinistra, che non è come quello di destra, è diverso. Quello di sinistra è un cemento che non si può discutere, nemmeno su un piano estetico, come quello del futuro cardampone della casa dello studente, che, ci hanno spiegato, si doveva fare in fretta, quindi: “Si è brutto! Ma cosa facevamo perdevamo quaranta milioni di euro?” L’Architettura che è necessaria, come è necessaria finalmente per la città la Casa dello studente che nessuno discute, può essere anche bella e a volte riesce a rispettare la storia e la natura originaria dei luoghi, la loro memoria, vedi il meraviglioso MEM, certo ci vuole un po’ di talento, anche nelle progettazioni più frettolose. Vedere il rendering dove la vecchia nobile semoleria appare sepolta e oscurata da nove esuberanti, voluminosi e anonimi piani fa male, “ma – ci spiegano- è inevitabile”. Quello di sinistra è un cemento che addolora, come in Via Milano, dove con sincera sofferenza, prima l’Assessore, il buon Paolo Frau, poi alcuni giovani contriti consiglieri hanno dovuto prendere atto che era impossibile fermare la palazzina davanti alla Basilica, quella che prima e durante la campagna elettorale, “non si doveva costruire” ma ora invece, perché “la politica vuol dire prendersi le responsabilità, governare”, “non si può non costruire”. Poi c’è il cemento sostenibile, l’ho scoperto leggendo i giornali, come quello dei nuovi palazzi, ma “piccoli”, che sorgeranno davanti allo stagno di Santa Gilla a pochi metri dalle Torri di Zuncheddu. “Abbiamo chiesto ai costruttori di regalare un grande giardino davanti ai palazzi così riqualifichiamo la zona” dicono gli assessori, si sa il cemento buono riqualifica, è sostenibile e impreziosisce: “il giardino con il buco intorno”. Poi c’è il cemento confuso, quello che va spiegato, quello di una delibera della Giunta che prima che ai soliti ambientalisti non e piaciuta ad alcuni consiglieri, fra i pochi che in queste settimane sono riusciti a mantenere la rotta e la freddezza necessaria per dire quello che pensavano anche prima delle elezioni. Gli altri hanno spiegato nei loro blog quello che non si poteva spiegare, perché, forse, quella delibera è stata istruita con una certa fretta, sicuramente in modo almeno superficiale, probabilmente dagli uffici comunali, dentro i quali le ragioni dei costruttori hanno trovato sempre conforto e calore umano. Quello che è successo dopo ha avuto alcuni effetti. Gli ambientalisti, “ma non tutti”, solo i più cattivi, sono ormai rinchiusi, dentro un recinto dal quale non potranno uscire per i secoli a venire, per raggiungere lo status a cui ambirebbero di essere chiamati semplici cittadini che amano la città. Sono gli stessi che Cualbu definiva talebani e che le giovani speranze della politica cagliaritana sedute in Consiglio, che lo ricordo solo qualche mese fa erano romantici incendiari, ora guardano con una certa distante, ostile e malcelata insofferenza. Da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato a pensare da solo e a dire sempre quello in cui credo sinceramente, soprattutto agli amici. Credo che sarebbe utile aiutare il nostro Sindaco nel suo compito immane, non con il conformismo, ma con la sincerità. Ho visto che Giorgio Todde l’ha fatto con il solito amore profondo per il corpo della città, con la sua poesia che a volte può essere anche aspra, ma è necessaria a Cagliari, come erano necessari gli anatemi di Aqulino Cannas, anche lui di Italia Nostra, contro quei “faineris e benduleris” che hanno smembrato i colli di Cagliari nel dopoguerra. Politica vuol dire pensare al futuro, so che Massimo Zedda lo sa, lo dice la sua storia, lo dicono alcune scelte della sua Giunta. Prima fra tutte quella di mantenere la promessa di smembrare la legnaia dell’Anfiteatro. Quando tutti i cagliaritani avranno scoperto Tuvixeddu, la sua bellezza, la sua grazia, sarà difficile spiegare ai cagliaritani, ai semplici cittadini, che quei palazzoni e quelle ville di lusso, che quel “nuovo quartiere nel cuore della città, dove abitare non è mai stato così piacevole, lontano dai luoghi comuni”, ma vicinissimi alle tombe, “non si poteva non costruire”.

  19. Sono d’accordo con Vito. Il fatto che non parlino Tiana e Deliperi butta male per Italia nostra. Deliperi ha detto mah. Tiana sta sulle sue e ha detto boh. Gregorini ha alzato le spalle. Segnacci per Todde.

    • Tiana, WWF e Deliperi si battono da anni e con energia per il colle. Il Fai è preoccupato per la delibera C’è un’unita di fondo che unisce questi gruppi contro il cemento a Tuvixeddu. Non credo al tentativo di dividerli. Quanto agli altri citati sono stati da tempo allontanati dai verdi e sono pienamente a sostegno della cementificazione di Tuvixeddu.

      • Senza contare che quando Tiana e Deliperi scenderanno dal Monte Sinai doe sono per consultazioni, nel frattempo innumerevoli altri gruppi, tra i quali non dimentico gli impagabili e attivissimi del Social Forum, si saranno ampimente mobilitati.

      • interpretazione autentica says:

        Errato. Gregorini non fu mai cacciato dai Verdi. Se ne andò con i suoi piedini in altra occasione e per altri motivi.
        Non dimentichi che le posizioni su Tuvixeddu erano condivise dai Verdi cagliaritani all’epoca. Non dimentichi che Gregorini entrò nei Verdi con già quella posizione consolidata.
        Fu la Francescato a censurare l’operato di Copparoni e secondariamente di Gregorini (che non ricopriva alcuna carica quindi non era censurabile perché parlava in nome e per conto proprio) dal centro romano, in un partito fatto peraltro di federazioni autonome.
        Verifichi, chieda a Gregorini o a Francescato o a Copparoni. Faccia come me si informi.

        • Cacciati via dalla segreteria. CVD.

          • ti sbagli says:

            no! La segreteria (Francescato) fu cacciata via al primo congresso utile. Copparoni infatti è ancora il referente locale vittorioso. Manca Gregorini ma forse proprio a causa della vittoria di Copparoni. Chiamate Copparoni e chiedete a lui

  20. giovanni dore says:

    Tanto per fare chiarezza il pluricitato accordo di programma su Tuvixeddu (di cui sono in possesso, perchè mi sto studiando “le carte” da diverso tempo) è del 15/9/2000 e reca la firma di: Mariano Delogu (Sindaco di Cagliari), Gabriele Asunis (sì sempre lui !) quale d.g. dell’Ass. Reg. all’Urbanistica e delegato del Presidente della Regione (che all’epoca era Mario Floris http://www.consregsardegna.it/Manuale%20consiliare/XIV_Legislatura/Tomo%20II/07%20-%20Presidenti%20GR.pdf e non Palomba, come capziosamente riportato in un post di tale “disinformatissimo” Spigolo ), oltrechè dei privati proprietari delle aree (i vari Coimpresa, Sotgiu e c.). In questa complessa e lunga vicenda che coinvolge tanti personaggi, cerchiamo almeno di attribuire, con riferimenti veritieri, meriti (o demeriti) degli atti politici che sono stati fin qui compiuti.

  21. Anonimo says:

    Minca oh Vito! Il livello dei pareri è degno di “civiltà del Diritto”.

    Zunkjus e Mor-jus. Meglio Deliperi che a leggerlo bene, per quanto ideologico, è onesto intellettualmente

    • ZunkBuster says:

      Ha parlato Vincenzo Cerulli Irelli!!! Tse!

    • Perché, signor Anonimo, utilizza questo linguaggio che neppure in caserma si usa più? Anche lei, la prego, tenti un primitivo abbozzo di ragionamento sul tema interessante trattato.
      Le fornisco uno spunto.
      Se il PPR, nel 2006, dichiara inedificabile l’enorme area di 120 ettari di vincolo paesaggistico disegnata nel ’97 (nella quale è contenuta una piccola area di circa 23 ettari di vincolo archeologico) e se il Consiglio di Stato decreta a marzo del 2011 che in sede di adeguamento del PUC al PPR quell’area di vincolo paesaggistico può essere ridefinita, le chiedo: può l’area di vincolo paesaggistico (resa inedificabile dal PPR) coincidere con l’area di vincolo archeologico?
      Credo che la risposta sia “NO”. E che si ovvio che l’area di tutela paesaggistica debba essere molto più grande e incastonare l’area archeologica rispettando quello che paesaggisticamente conserva i caratteri del colle, ossia Tuvixeddu e Tuvumannu così come sono.
      E avremmo finalmente un quartiere civile, con il calcare bianco, il verde e tutto quello che definisce civile una città.
      Ci provi. E’ interessante. Vedrà che le riuscirà un ragionamento più articolato del suo umorismo.

      • ZunkBuster says:

        Perde tempo, gentile Giò. Forse questi sono fermi a un’altra era geologica del TAR della Sardegna, sono convinti di trovare il giudice a Berlino della santa causa cementificatoria di Gualtiero “Non si fanno prigionieri” Cualbu (indimenticabile quell’intercettazione con Maninchedda … e con questo qui bisognerebbe trattare? Andiamo …). Dovrebbero essere così gentili da leggere quali furono le valutazioni formulate dalla Procura della Repubblica di Cagliari, per la precisione dal dottor Daniele Caria, in ordine a quella famosa pronuncia del TAR che diede ragione a Cualbu e ai cualbini; penalmente non rilevante, ok, ma non furono valutazioni lusinghiere. Ma non perdiamo tempo. Vista la piega che la questione sta prendendo, sono convinto che entro pochi mesi, massimo un anno, si confermerà l’incapacità della politica di assumersi le proprie dannate responsabilità e la palla passerà nuovamente alla sede giudiziaria. Non solo amministrativa, anche penale, temo!

  22. I Masu says:

    buongiorno, grazie di cuore a chi ha portato chiarezza su questa grottesca vicenda. Evviva questo sito. Grazie a MP Morittu fine giurista che non lascia scampo a capziose letture della DdiG, grazie a Zunkb per la saggezza e ad altri che mi regalano un buon risveglio. Grazie alla destra di Cagliari che dice di condividere e di essere pronta a votare la DdiG degli ecologisti liberi, cosa che spiega bene tutto. E nessuno parli di strumentalità: la destra ha fatto leggere a chi di dovere il testo che va benissimo, appunto a chi ha interesse. In una settimana Z ha dilapidato la credibilità sul tema dellla tutela di Ca contro le grandi speculazioni. Siamo sotto zero. Il Consiglio dovrà fare marcia indietro con le conseguenze che è facile immaginare: la smentita di Z. Una figuraccia come quelle che molte volte ha fatto Berlu. Irrimediabile a meno di uno sforzo per assicurare che è acqua passata, un errore grossolano di cui fare ammenda. Non si fidi di dilettanti che non sanno nulla di queste cose e vanno a casaccio. Chieda a qualche bravo esperto, lo cerchi pure a destra, in grado di discernere. Sarebbe meglio interpellare a Gianni Campus che spiegherebbe le ricadute di una DdiG come quella in due minuti che a improvvisatori disorientati sedicenti di sinistra. Le politiche urbanistiche saranno la spia di una maggioranza guardata a vista. Arrriveranno le inchieste di Report? Sappiamo di sì. E allora si dovrà spiegare di fronte a domande incalzanti.

  23. Il coraggioso Consigliere Farris – siamo orgogliosi di essere suoi contemporanei – ha denunciato certe pressioni indebite esercitate sulla Giunta da associazioni non facenti capo al centro destra. Così ha detto.
    Il consigliere, che parla poco e nel suo seggio risparmia l’acqua minerale, aspetta a piè fermo il passaggio in aula della delibera. Tutto il partito, come un sol uomo, è d’accordo con quella delibera e la difenderà in nome della libertà che, lo ricordiamo, nel nostro Paese è spesso provvisoria.
    Ma quali sono queste misteriose associazioni. Il Consigliere ce lo deve rivelare.
    Esclusi i tughs e la Yakuza, esclusi gli ottimi Cavalieri di Malta e le Associazioni Partigiane.
    Le altre associazioni, del tipo massoneria o opus dei devono essere escluse perché, per tradizione guardano, come si dice, a destra e non si voltano mai a sinistra, salvo eccezioni.
    E allora domandiamo al nostro contemporaneo consigliere se non dobbiamo pensare – non sia mai, speriamo – a quei gruppi astutamente travestiti da signori e signore di mezza età, o giù di lì, che passano inosservati riunendosi in un anonimo locale e che sfacciatamente hanno scritto nella targhetta del campanello nientemeno che Italia Nostra. La ricca e potente associazione sovversiva travestita da associazione culturale che annoverò tra i suoi gran maestri il dinamitardo professor Antonio Romagnino.
    Perché se così fosse il nostro contemporaneo Consigliere Farris ha il dovere di avvertirci del pericolo che corriamo e avvertire la Digos. La situazione è seria.

    • ZunkBuster says:

      Gentile Giò, non sono certo un estimatore di Farris e condivido che se costui, a maggior ragione da avvocato che dovrebbe conoscere la legge, sa con precisione da quali “associazionI” vengono le oscure pressioni nei confronti di Zedda, dovrebbe prontamente recarsi dalle autorità competenti a fare denuncia. Escludo che la sua allusione fosse riferita alle associazioni ambientaliste: per soddisfare le proprie istanze, a Zedda sarebbe bastato rimanere coerente col programma con cui è stato eletto sindaco, senza pressioni di sorta.
      Casomai, al netto del frequente uso polemico che specie a sinistra viene fatta dell’accusa di appartenenza alla Massoneria (l’ultima volta tra la Barracciu ed Emanuele Sanna tirava aria di querele), lei è tanto sicuro che la sensibilità a certi interessi di cui la Massoneria, o meglio molti influenti aderenti alla stessa, è portatrice trovino ascolto solo a destra? Sarebbe bello se il mondo fosse così semplice e lineare: così come l’argomento Massoneria non manca di essere utilizzato con finalità polemiche anche a centrodestra (mi pare di aver udito perfino Verdini agitare lo spauracchio massonico, da che pulpito …), allo stesso modo le influenze non risparmiano del tutto la sinistra. Beninteso, aderire alla Massoneria di per sé non è una cosa disonorevole, in certi casi può essere vero perfino il contrario, e nel PD c’è un certo dibattito riguardo al fatto se l’appartenenza a sodalizi massonici debba in ogni caso considerarsi inconciliabile con l’iscrizione al partito o si debba valutare caso per caso. Concordo comunque sulla conclusione: si tratti di chicchessia, Farris se sa qualcosa vada in procura oppure stia zitto.

      P.S. (anche per il gentile tenutario del blog): Il passaggio dai “tu” ai “lei” non è presa di distanze, credo che dopo quello che stiamo vedendo sia opportuno un salutare ripristino della netiquette, specie nei confronti delle persone che non conosciamo.

      • Certo, la massoneria è ubiquitaria e lo è sopratutto in tema di cemento, credevo fosse implicito nel tono del post. Ed è presente e vigile.
        Al tenutario del blog chiederei anche la cancellazione delle parolacce. Non mi scandalizzano, ma involgariscono la discussione che mi pare nel complesso, dopo la dipartita di alcuni barabba, abbia toni civili.

        • Neo Anderthal says:

          Mi associo. Chiedo anche la cancellazione della parola “tenutario”, che sa -mon Dieu!- di Bordello.

  24. ZunkBuster says:

    Maria Paola Morittu, ospitata nel sito del professor Pubusa: “Zedda tenga duro, c’è il vincolo”.

    http://www.democraziaoggi.it/?p=2353

    Restiamo in fiduciosa attesa che il sindaco renda finalmente dichiarazioni meno “volanti” in cui chiarisca tutto, e se ci sono motivi per cui deve aver “paura” (come adombrato dal professor Pubusa) o pressioni da parte di non meglio identificate “associazioni” che non sono certo quelle ambientaliste (come insinuato dall’avvocato Farris) si rechi prontamente dal Procuratore della Repubblica ad esporre ogni circostanza utile. Se non lo farà lui, lo potrebbe fare qualcun altro, perché le circostanze che emergono sono inquietanti e, se non consentono ancora di formulare alcuna ipotesi certa, potrebbero essere meritevoli del sereno e imparziale approfondimento che solo la magistratura può garantire. Perché un amministratore pubblico, chiunque sia, non può permettersi, per la città che amministra prima ancora che per la sua immagine e la sua credibilità, di amministrare sotto “paura” o “pressioni”.

  25. Chiudiamo, per oggi, con la sicurezza che se la Giunta non elimina o, a essere gentili, non riscrive radicalmente – ossia a partire dalle sue friabili fondamenta giuridiche – la delibera, nessuno crederà più all’ aria nuova, al vento nuovo, alla città nuova. E che i cosiddetti dirigenti di Sel dovranno, siamo disposti a un contributo economico piccolo, fare un corso speciale di educazione civica. Almeno quelli che hanno partecipato a questo blog. Buonanotte.

    • Temo che la delibera non verrà modificata e rimarrà così com’è. Ho questo presentimento. Qualcuno, anche su questo blog, parla e desidera una forma democrazia partecipata. Ho i miei dubbi, dopo tante speranze, che questa possa determinarsi realmente. Speriamo ci smentiscano tutti e che Todde l’abbia sparata davvero grossa. Perché se così non fosse, la leadership di questa maggioranza perderebbe credibilità e consenso di fronte al proprio elettorato, e si creerebbe senza dubbio un precedente eclatante.

    • vitobiolchini says:

      Ma no, non sono d’accordo. Certo che la delibera verrà cambiata: lo ha deciso il vertice di maggioranza del 31 gennaio, sei giorni prima che Todde iniziasse a strillare allo scandalo. Verrà cambiata perché questi sono atti molto complessi che innanzitutto evidenziano una volontà, poi mettono in campo strumenti giuridici sempre più affinati. Fatta salva la volontà di Zedda di risolvere la questione Tuvixeddu attraverso una trattativa e non con uno scontro, alcuni elementi della delibera verrano cassati o espressi meglio per evitare autogol: è la politica.
      Piuttosto, ciò che emerge da questo dibattito è la sfiducia che una parte della sinistra e del mondo ambientalista ha di Zedda. Todde ne boccia l’operato non solo per il caso Tuvixeddu (rileggetevi il suo articolo), Italia Nostra sfiducia il sindaco e chiede di essere ammessa alle trattative. Caro Giovy, lei all’aria nuova già non ci crede più, forse non ci ha mai creduto. Questo è il punto: la delibera su Tuvixeddu viene usata strumentalmente da chi di Zedda non si è mai fidato e lo aspetta al varco col fucile spianato. Io invece di Zedda su Tuvixeddu mi fido. Questo non significa che l’attenzione debba stare alta. Ma un conto è criticare, un conto è dare un giudizio definitivo di una esperienza politica nata appena otto mesi fa.

      • ZunkBuster says:

        “la delibera su Tuvixeddu viene usata strumentalmente da chi di Zedda non si è mai fidato e lo aspetta al varco col fucile spianato”. No Biolchini, si sbaglia. Lei dovrebbe sapere che quelli che aspettano Zedda al varco col fucile spianato non sono i “soriani” e assimilati (oppure Mauro Coni e Barbara Argiolas non sono riconducibili a Soru?); cerchi altrove, magari in via Emilia o in certi settori del gruppo consiliare PD dove da tempo al sindaco “gliel’hanno giurata” (e quanto si possa dar credito alle pubbliche dimostrazioni di appoggio degli esponenti del PD ne sa qualcosa Emanuele Sanna). E’ singolare casomai che proprio in questa circostanza facciano quadrato intorno a Zedda. Chi contesta la “delibera” è molto più “amico” del sindaco di quanto non lo siano coloro che non vedono l’ora che siano rimosse le “anomalie”, magari perfino tornando a una placida amministrazione di centrodestra o appattandosi con UDC e Riformatori.

  26. ZunkBuster says:

    Leggete cosa scrive Giuseppe Farris (da Sardegna Quotidiano, 10/2/2011, riprodotto sul suo blog):

    “Le spiegazioni che arrivano dai banchi della maggioranza non convincono il Pdl: «Quel documento è chiaro e conferma l’impostazione urbanistica della giunta precedente», insiste Farris, «È un atto politico del sindaco che evidentemente vuole portare in Consiglio la questione Tuvixeddu, un problema sul quale devo registrare forti influenze esterne, da associazioni che non fanno capo certo al centrodestra. Attendiamo il passaggio in aula per vedere chi sarà presente e come voterà».”

    http://www.giuseppefarris.it/?p=1645

  27. I Masu says:

    http://krevas.net/2011/04/16/tuvixeddu-dallarea-urbana-al-paesaggio-urbano/
    MARCO MURGIA ELETTORE ECOLOGISTA DI ZEDDA SCRIVEVA COS?

    Il succo è che il Comune di destra sostiene, insieme a Coimpresa, che il vincolo può sussistere su un’area di soli 10 ettari e si tratta di vincolo archeologico. La Regione di Soru, e il Consiglio di stato le ha dato ragione, sosteneva che il vincolo deve insistere su un’aerea di 50 ettari ed è di tipo paesaggistico.

  28. Maria Paola Morittu - Italia Nostra says:

    Mi dispiace ma “spigolo” mostra di essere assai poco informato quando afferma in maniera apodittica che “Tuvixeddu è diventato solo negli ultimi anni la “madre di tutte le battaglie”, per anni non gliene è mai sbattuto niente a nessuno (manco a sinistra, tanto è vero che l’accordo di programma lo firmò anche un certo Palomba…) del colle e questo a Cagliari lo sanno tutti”.
    Sono costretta a smentirlo perché Italia Nostra combatte strenuamente per difendere il colle dall’edificazione, sino dagli anni ottanta. Lo studioso Antonio Romagnino – allora Presidente della Sezione di Cagliari di Italia Nostra – da poco scomparso, già nel 1991 si esprimeva con questo paradosso: “sarebbe come costruire nella Via Appia o nell’anfiteatro romano” e concludeva invocando l’intervento delle “Soprintendenze per ampliare il vincolo a tutta l’area”. Per averne conferma basta dare uno sguardo alla Nuova Sardegna del 21 luglio 1991, autore Felice Testa: No al massacro del colle. “E’ come costruire nell’anfiteatro”. Quando il silenzio suona complicità. Tra i tanti si può vedere anche La Nuova Sardegna del 3 agosto 1991, Gli “uccelli rapaci non hanno convinto”. In difesa del colle un appello di Italia Nostra al ministro. E’ sufficiente per dire che Italia Nostra difende l’integrità del colle, con comunicati e appelli a tutte le istituzioni, da oltre trent’anni? “Spigolo” – e non solo lui – dovrebbe informarsi di più e parlare di meno.

    • spigolo says:

      E poi aggiungevo “a quasi nessuno”, e rendevo merito all’impegno di Italia Nostra e degli altri che si sono sempre battuti per il colle, mi pare… Meriti enormi, che non mi sogno nemmeno di negare, e che sempre vanno ricordati e difesi. Ma non erano le masse, erano benemeriti ma marginali gruppi di cittadini illuminati. Infine, gentile Maria Paola Morittu, il suo invito “Spigolo dovrebbe informarsi di più e parlare di meno”, non mi pare un granché come uscita, se lo lasci dire. Saluti.

  29. Parlo da elettrice del sindaco , mi sento profondamente delusa per il tipo di politica che sta attuando.Mai un confronto con i cittadini o con chi chiede un incontro con lui come ambientalisti o altre associazioni che vogliono sapere cosa accade in città o quale sia il punto della situazione riguardo a certi problemi, insomma non è “il massimo della libertà”Su Tuvixeddu ha mantenuto tutto nella più totale segretezza come se fosse affare di stato (in stato di guerra).Gli assessori al traffico Coni e all’urbanistica Frau incontrano i residenti di quartiere poche centinaia di persone ai quali presentano progetti che li riguardano direttamente come Castello e il Poetto quasi fosse affare privato e non un bene storico e ambientale di tutta la città,è forse questa una nuova formula di democrazia partecipativa ristretta a pochi eletti? Vuoti urbani da riempire,alberi da abbattere al Brotzu il “massimo dell ‘ecologia “per lasciare spazio ad un parcheggio a pagamento (sarà vero?) se fosse così sarebbe il “massimo della sinistra” speculare sulla salute della gente ,perchè chi si reca in quel parcheggio non lo fa per prendere un gelato o fare schopping ma per motivi strettamente legati alla salute.Insomma avrei preferito contrastare un sindaco non eletto da me medesima alla quale ho dato la mia fiducia ,e alla quale ho dedicato parte del mio tempo per ascoltare la sua campagna elettorale e “lui” invece si mostra ostile verso ogni tipo di confronto.Destra sinistra per me è rimasto tutto tal quale, anzi chissà magari se avesse vinto la controparte si sarebbe riusciti a comunicare anzichè sbattere il muso contro un muro di gomma.Una semplice cittadina che ama la sua città.

    • Molto Deluso says:

      Confermo molti passaggi di quello che ha scritto Paola, forse mi ero illuso su un cambio radicale della politica nella nostra Città, che delusione comunque non mi scoraggio si abbia il coraggio di ritirare quella Delibera contestta e si iniziaa praticare la “Democrazia Partecipata” e non tra pochi amici nelle segrete stanze ho in qualche sede politica ( autoreferenziale), ma in incontri pubblici aperti e partecipati

  30. Vorrei segnalare, come Urban Center, uno speciale sull’argomento che tratteremo settimanalmente sul sito. E mi scuso con Vito Biolchini per quello che potrebbe sembrare spam.

    http://urbancenter.eu/?p=10320

  31. Anonimo says:

    C’é una confusione di fondo, come sempre. Si dice che la sentenza del CdS proclama l’inedificabilità. In realtà questa proclama la mera legittimità del procedimento che ha portato ai vincoli che, non dimentichiamolo sono paesaggistici, né archeologici, né integrali. Sono vincoli conformativi che non escludono l’edificabilità ma la sottomettono alle decisioni e ai nulla osta di chi è competente per giurisdizione. O no, professore? O no, vari esperti di diritto?

    • E no caro anonimo. Dipende dal ppr che potrebbe declinare il vincolo stabilendo che in quel punto – es 300 metri non si fa un fico secco. Zero. Codice dei bbcc e gia galasso amico mio!

      • Caro Anonimo, nessuna confusione di fondo.
        Il vincolo paesaggistico esisteva da prima del PPR – ha totalmente ragione il signor Musu -ed è stato “riempito di effetti” o, se preferisce, conformato, proprio dallo stesso PPR, che ne ha il potere.
        E nel momento in cui il PPR lo ha conformato, lo ha dichiarato i-ne-di-fi-ca-bi-le.
        Inutile giocare con le parole. Si chiama conformativo proprio perché si conforma. In questo caso la sua conformazione vieta l’inedificabilità
        Prima del PPR quel vincolo c’era ed era quello disegnato dalla commissione provinciale nel ’97.
        Ma era un vincolo, come si dice, “nudo” o seminudo, poiché prevedeva la possibilità (vedi l’accordo di programma del 2000 che era del tutto legittimo prima della sentenza del CdS) di edificare.
        Ecco perché la lotta, ecco perché i ricorsi.
        Sennò, perché l’atto di Soru nel 2006 avrebbe dovuto suscitare le ire e i ricorsi di Coimpresa?
        Di fatto il PPR rendeva inedificabile il colle per 120 ettari.
        Ora il CdS ha stabilito che quell’area di vincolo può essere ridiscussa, ma solo in sede di adeguamento del PUC al PPR e che quell’area (quella di vincolo paesaggistico e dunque di inedificabilità) deve per forza essere più grande dell’area del vincolo ministeriale (quello archeologico, il francobollo di cui parla Todde).
        Il PUC non può però mutare il contenuto del vicnolo, ossia l’inedificabilità.
        Le due aree non possono, ovviamente coincidere: quella archeologica resta un francobollo e intorno ci sarà un’area più vasta che conserva il paesaggio.
        Ecco dove sbaglia la delibera comunale.
        E dove sbaglia chi dice che ora, con quella delibera, stanno adeguando il PUC al PPR.
        Ora mi rendo conto che questo ragionamento sia inaffrontabile per chi porta come prove spot elettorali e parolacce da trivio.
        Ma vedo che un numero congruo di persone lo ha compreso.

    • ZunkBuster says:

      Signor anonimo “sciu tottu deu”, consiglierei anche l’attenta lettura delle pronunce della Corte Suprema di Cassazione (sezioni penali) in materia di permanenza del danno ambientale in caso di edificazione su area soggetta a vincolo paesistico, in particolare alla distinzione tra singole opere non conformi e vere e proprie lottizzazioni. Dovrebbe anche aver letto nella sentenza del Consiglio di Stato, visto che la conosce così bene che sembra averla scritta lei, che il potere esercitato dalla Regione era ed è essenzialmente un potere “ricognitivo”, per cui il vincolo doveva intendersi esistente ab origine e non già creato ex novo dal PPR. Ergo: è meglio che lasciate perdere.
      Nota a pié di pagina: l’opacità degli uomini di sinistra quando si tramutano in avvocati patrocinanti e smentiscono sistematicamente i principi che declamano in altra sede è qualcosa di rivoltante. Qualcuno ricorda Baia delle Ginestre? In quell’occasione la Corte di Appello di Cagliari peccò per eccesso, affermò la Cassazione, ma chi difese i cementificatori non fu certo un bieco Ghedini in salsa sarda …

  32. vitobiolchini says:

    Amici, vi state scatenando e non può che farmi piacere! Però riportiamo il dibattito sui giusti binari. Anch’io rimango sorpreso dai toni fin troppo decisi di alcuni di voi, come se tutto fosse chiaro, se il tema Tuvixeddu non fosse tra i più complessi in assoluto. Diamoci, laicamente, una calmata. Per bisticciare senza senso e per i dogmi assoluti c’è sempre Sardega Democratica.
    Piuttosto, avete letto l’ultimo intervento di Andrea Pubusa?
    http://www.democraziaoggi.it/?p=2351
    Il professore vorrebbe un accordo fra le parti, e io sono d’accordo con lui. Al post ci sono anche due miei commenti.

    • ZunkBuster says:

      Caro Biolchini, laicissimi, ci mancherebbe altro. Ad ogni modo Pubusa mi sembra contraddittorio, e innesta la retromarcia rispetto al precedente post. Afferma che Massimo Zedda dovrebbe farsi promotore di una grande mobilitazione su Tuvixeddu, al contempo sostiene che si dovrebbe cercare un accordo con Coimpresa. Di massima potremmo essere d’accordo: meglio evitare gli scontri. Ma gli accordi non si fanno con le pistole puntate alla tempia, non si fanno con minacce risarcitorie da 150 milioni di euro.
      Il signor Gualtiero Cualbu, dicono tra i personaggi più influenti della locale Massoneria (il che spiegherebbe anche perché l’Unione Sarda, dopo averlo sputtanato pubblicando le intercettazioni con Maninchedda, ora marci sostanzialmente allineata ai desiderata di Coimpresa) ogni tanto fa esternazioni pure ragionevoli, con cui tenta di dimostrarci di essere un imprenditore attento anche al bene comune: l’intendimento di recuperare dei ruderi della via Maglias per realizzarvi, a sue spese, delle aree museali (informazione da fonte diretta e che non mi pare menzognera) sembrerebbe dimostrarlo. Nessuno demonizza Cualbu. Però ora dimostri davvero di avere buona volontà non solo a parole. Il rispetto della comunità impone anche di rinunciare ad assurde pretese di far valere le proprie ragioni coi fucili puntati dei cavilli legali, considerato che le cause, peraltro, potrebbe anche perderle, e anzi, dati i recenti orientamenti del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato, molto probabilmente perderebbe. A queste condizioni si può trattare, altrimenti il “muro contro muro” è non solo legittimo e opportuno, ma doveroso.
      Mi spiace, ma c’è compromesso e compromesso. Questo non s’ha da fare. E personalmente, anche se vedo che lei continua a buttarla sul personale nei confronti di Todde e di Sardegna Democratica (forse giustificato dagli attacchi personali che costantemente le dispensano in quel benemerito sito), credo che stavolta lei stia sbagliando, e con lei il professor Pubusa e il sindaco Zedda. Gli sbagli, grazie a Dio, c’è modo di correggerli in sede politica, prima che sfocino in sede giudiziaria, non necessariamente amministrativa. Ad ogni modo Zedda non può fare nulla di meno di quanto proclamato in campagna elettorale, Cualbu faccia pure il cavolo che vuole: per quanto mi riguarda ho piena fiducia nella magistratura cagliaritana, ordinaria e amministrativa.

    • la vicenda di Tuvixeddu è molto complessa, soprattutto se si vuol perseguire una soluzione che abbia come obiettivi la tutela massima possibile del Colle e l’eliminazione massima possibile dei contenziosi.
      E’ facile prescindere da tutti gli aspetti presenti, ma porta acqua solo al mulino degli speculatori immobiliari. Come già accaduto in passato.
      L’abbiamo detto e argomentato. Lo rifaremo a breve.

      p. Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

      Stefano Deliperi

    • Anche a me è parsa come un’analisi molto chiara. Poi, chissà cosa farà realmente Zedda. Questo un po’ mi preoccupa.

  33. Amigu!!! says:

    “Ha sbagliato il pubblico quando firmo l’accordo di programma su un bene che non era nella sua disponibilità”. (vedi i video)
    Questa è una dichiarazione del tutto campata per aria, sia in termini pratici che in termini giuridici. La Regione il Comune sono NOI, il PUBBLICO, punto. Chi se non loro. Dio?
    Ma siete proprio sicuri che la maggioranza dei cagliaritani la pensi così?

    E poi mi domando, lasciamo stare Tuvixeddu o ciò che ne rimane, ma perché Tuvumannu dovrebbe essere diverso da Monte Claro, dove la Giunta Zedda ha approvato il progetto della Coop Cento?
    C’é cemento e cemento, allora…

    • ZunkBuster says:

      Il cemento è cemento e basta. Ricordate che ai tempi di Soru la Regione cercò di vederci chiaro anche su cose non molto chiare riguardanti le cubature commerciali della Corte del Sole, i cui amministratori erano Tonio Sardu (un tempo PdCI di Diliberto, non so oggi a quale formazione politica aderisca) e Ignazio Meloni, storico consigliere comunale PCI, oggi PD del gruppo vicino a Emanuele Sanna? Soru fiada mesu mortu, certo che in mezzo a queste miserie se ne stanno facendo di tutti i colori per far nuovamente giganteggiare la sua figura, anche se lui non dice una parola (a meno che qualcuno non voglia far davvero credere all’idiozia di Todde che scrive su commissione).
      Ad ogni modo, risulta che le cubature del progetto Coop di via dei Valenzani siano state ridimensionate rispetto al progetto originale, e questo ha causato perdite economiche non da poco, anche se Sardu non fa le sceneggiate che fanno Cualbu e i suoi amici.

  34. Caro Zunkbuster, hai fatto bene a ricordare la vittoria al TAR per Capo Malfatano. Perché tiri in ballo un argomento cavallo di battaglia zoppo di chi alle obiezioni sul cemento (chiamato di volta in volta ambientalista soriano, ambientalista radicale e con varie altre definizioni, tutte sciocche) risponde con un infantile “vedete? Le associazioni non sono d’accordo, lo vedete?”.
    Non è vero, non è assolutamente vero. Tutte le associazioni sono state unanimi, almeno quanto i componenti di questa Giunta quando hanno firmato la delibera, nella lotta contro la cementificazione a Tuvixeddu. Unanimi, siappure con sfumature differenti, ma unanimi.
    E non c’è malizia che riuscirà a spezzare la linea che, sia pure con approcci differenti, le accomuna.
    Il Fai, Legambiente, il WWF, Italia Nostra, Gruppo di intervento Giuridico, il Social Forum e numerosi altri movimenti meno organizzati o con storie più recenti sono schierati contro la cementificazione del colle. E la disparità di visioni è una ricchezza.
    Sono ridicoli i tentativi pettegoli che esaminano differenze al microscopio.
    Invece, purtroppo, non occorre il microscopio per vedere quello che è scritto nella delibera e quello che accade intorno. Si vede anche troppo.
    Cordiali saluti e grazie per la serietà delle tue argomentazioni utili a riacciuffare la discussione che spesso esce dai binari a causa di “io” troppo concentrati sul proprio ombelico.

  35. Insomma, la flebile risposta del Sindaco a Erbani, i dubbi di Erbani, l’improvvisa corrispondenza di amorosi sensi, almeno sulla delibera di Tuvixeddu, tra Fantola e Zedda, confermano in pieno i dubbi sulla volontà cementificatrice.
    In effetti l’elenco è ineccepibile.
    Lo Stadio: Zedda dichiara che si potrebbero conservare solo i piloni e fare un albergo oppure uffici. Non sarebbe una demolizione? A casa mia la chiamerei così. E in tutti i casi non si capisce un bel nulla di cosa vogliono farne. Conservarlo come suggerisce Riva, no certo.
    I vuoti urbani: solo alcuni si salverebbero dall’edificazione (abbiamo circa 13.000 case inabitate a Cagliari). Altro cemento in quasi otto ettari di vuoti nel centro della città che hanno fatto brillare gli occhi a qualcuno.
    Il parcheggio folle di tre piani sottoterra ai piedi delle mura di Castello (folle perché è rischiosissimo e perché muta per sempre uno dei nostri beni più grandi).
    Aggiungo il parcheggio sotto la Sella del Diavolo che è contro natura, un assurdo, quasi incommentabile, matroveremo le parole.
    Il campus: vorrei che i lettori di questo blog vedessero il rendering e come l’attuale ex semoleria, manufatto interessante di archeologia industriale, verrebbe coperto da tre lati in modo che dal mare si vedrebbero tre stecche di molti piani, di una continuità spaventosa con le torri di Zuncheddu.
    Nessuno aveva mai proposto tanto cemento e tutto in una volta alla città.
    Sarà lecito criticare la Giunta? O biusogna tacere perché sono di “sinistra”, qualifica che bisogna guadagnarsi?
    Quanto alla delibera abbiamo già detto abbondantemente. Con quella delibera la Giunta esprime una precisa volontà (adeguamento o non adeguamento al PUC): il vincolo è limitato solo alla piccola area archeologica e al catino e a pochi metri si può costruire. Così è scritto e così è confermato da letture attente della stessa delibera.
    La discussione andrebbe chiusa e dovremmo esigere una risposta precisa chiedendo anche ai dirigenti di SEL di contenere la maleducazione.
    Tutto qui.

  36. spigolo says:

    Tuvixeddu è diventato solo negli ultimi anni la “madre di tutte le battaglie”, per anni non gliene è mai sbattuto niente a nessuno (manco a sinistra, tanto è vero che l’accordo di programma lo firmò anche un certo Palomba…) del colle e questo a Cagliari lo sanno tutti. A quasi nessuno, per la verità, qualcuno c’era, e Vito – non solo Vito certo, ma anche Vito – già lo raccontava e se ne occupava. Piaccia o non piaccia ai vari Gianni che pensano – ri-di-co-lo! – di potergli dare o togliere patenti da “intellettuale”. Giudicherò Zedda sui fatti, e, guardando da sinistra, non mi scandalizzerà una soluzione che ripristini una qualche certezza del diritto in questo contraddittorio fiume di carte. E visto che le recenti sentenze hanno messo in sicurezza quasi tutto il patrimonio archeologico inestimabile di Tuvixeddu, forse non mi scandalizzerà una soluzione purché sia, perché non solo il cemento è un danno, ma anche questo stallo che valica il decennio. E aggiungo che, per quanto possa non fare piacere, non credo che Cualbu abbia solo torti e nessun diritto in questa vicenda.

    • ZunkBuster says:

      Questo (che Cualbu abbia solo torti) non lo credo neanch’io. La materia urbanistica è complicata ed è stata resa melmosa da taluni trascorsi orientamenti assai melmosi della Cassazione e della stessa Corte Costituzionale. Ma piaccia o non piaccia, una comunità ha tutto il diritto di determinare i suoi destini senza dover soggiacere alle smodate ed assurde pretese di un’impresa, per quanto apparentemente pienamente legittime sulla base delle affettate dissertazioni di legulei di vera destra e di falsa sinistra del tutto privi di onestà intellettuale. C’è un problema POLITICO: Cagliari non si farà spiantare da Cualbu, non gli pagherà MAI 150 milioni di euro (ma io dico neanche 15) per decidere quel che deve esserne di un suo bene IDENTITARIO. Se continuerà a muoversi su questa linea, Massimo Zedda ne uscirà più forte di prima, tutti gli perdoneremo qualche sbandamento. In caso contrario “this is the end”, almeno delle disillusioni da campagna elettorale.

      • Giorgio says:

        Aicci da accabais de nai callonarasa in merito a disillusioni da campagna elettorale 🙂

        • Grazie per la gentilezza e la cordialità dei modi. Ma parliamo d’altro. Sull’anfiteatro siamo contenti anche se impauriti dai progetti. Sullo stadio prendiamo per buone le ultime dichiarazioni, mai smentite, che resterebbero i piloni perché potrebbe diventare albergo o ufficio. E sui vuoti urbani, il campus e i parcheggi? Ma, sopratutto, su Tuvixeddu, gentile Giorgio, ha qualche filmato, ha qualche dichiarazione, qualche interrogazione in Consiglio Regionale? Ci illumini. Magari usi anche male parole, che tanto non attaccano e anzi la qualificano.
          Saluti

          • Giorgio says:

            E calandi!
            Su Tuvixeddu, se avessi ascoltato i video, avresti sentito ciò che dichiarava il sindaco in campagna elettorale.

            • Caro amico, mi spiace. Ho sentito di persona le dichiarazioni su Tuvixeddu e sono in totale contrasto con la delibera alla quale, infatti, plaude Massimo Fantola. Vede, non mi costruisco un’opinione su quattro video, ma su un attento studio dei fatti, quelli che contano. E sopratutto su quelli giuridici, visto che la politica, se è tale, è tenuta al totale rispetto delle sentenze e delle regole. Le opinioni basate su spottini di propaganda elettorale come quelli che lei propone definendoli decisivi mi fanno, perdoni l’espressione, ribrezzo. Crechi argomenti e non piccoli filmati senza alcun peso.
              E le ripeto che i suoi modi insultanti non attaccano, ma la collocano in una precisa categoria.
              Spero che SEL non utilizzi i suoi servigi.
              Saluti cordiali.

              • Giorgio says:

                Tutti contro SEL. Qualcuno ha pappingio?

                • Caro amico, abbandoni questa terminologia. Le ho detto che non attacca. E’ sufficiente un certo Matteo che parla come lei. Attaccherebbe, forse, un qualche abbozzo di argomento, anche in embrione. Le sue espressioni non colpiscono, lasciano sgomenti e tolgono speranza. Sia gentile, si trovi un buon argomento. La aiuto.
                  Cosa pensa della condivisione del gruppo di Massimo Fantola che plaude alla delibera? La prego, risponda gentilmente. Chissà perché la immagino abbastanza giovane, almeno per quello che si intende oggi. Non faccia così.

          • Gentile Giò, restiamo ai fatti. Sul Campus cosa c’è da dire? Mi pare che qualche tempo fa fosse pronto il progetto per una struttura della stessa altezza ma più lunga di quello su cui si lavora oggi. e dov’era Giorgio Todde allora? Ha mai detto qualcosa? Non ricordo, potrei sbagliarmi ma non credo.

            sui piloni dello stadio? Io ricordo, ero presente e lo riportò bene Ennio Neri su S24 la dichiarazione in Consiglio comunale del sindaco: “anche se lo abbattessi, e non voglio farlo, mi arresterebbero”.

            su tuvixeddu, ecco:

            http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Ordini%20del%20giorn/odg025.asp

            Magari una mobilitazione comune in questa direzione non sarebbe male, no? (tra i proponenti della mozione, poi diventato ordine del giorno votato all’unanimità in consiglio regionale c’è anche tale Massimo Zedda, dice niente?).

            Sul resto è tutto da discutere, non c’è nulla di stabilito.

            saluti

            • Peccato non poter mandare nel blog il rendering dell’attuale progetto sul Campus. Peccato. Sui piloni dello stadio ho letto dichiarazioni virgolettate. Sui vuoti urbani ho letto e sentito con le mie orecchie che dovremmo nostro malgrado ingoiare cemento. Su Tuvixeddu ho letto la delibera con una certa cognizione. Sui parcheggi ho sentito e letto.
              Mi pare che un allarme sia il minimo per chi, come me, ha votato un ecologista di sinistra.

              • Ti segnalo però che a quanto mi risulta il rendering è relativo al preliminare, e non è il progetto architettonico definitivo. Serve a definire le cubature (dimezzate rispetto a prima).

              • E poi, appunto, quell’interrogazione in Consiglio contraddice la delibera. Questo è preoccupante. E molto.

        • ZunkBuster says:

          Is callonarasa dda sas circas a tziarua. Queste al momento restano parole. Sono le azioni che contano. E le premesse sono poco incoraggianti. La cittadinanza e le sensibilità più attente della sinistra cittadina hanno tutto il diritto, anzi il dovere, di vigilare, di allarmarsi, di chiedere spiegazioni. Di queste ultime, si intende ancora di ottenerne una convincente dal sindaco: finora solo cosette generiche, fuffa, propaganda. Il giuramento di fedeltà alla comune causa comunista l’abbiamo sciolto oltre 20 anni fa: oggi vogliamo essere convinti da argomenti seri.

          • Giorgio says:

            Poi io ho letto che il Sindico ha detto che per Tuvixeddu ha in mente l’esatto contrario di quanto descritto da Todde.

            • Ha letto, caro Giorgio, chissà che cosa. Io ho letto la delibera e mi basta per essere dispiaciuto.

    • Caro spigolo, lei è profondamente disinformato. Sin dai primi anni ’90 c’è un documentato movimento anti progetto Cualbu. Basterebbe una piccola rassegna stampa della Nuova e perfino dell’Unione. Lilliu, Italia Nostra con Romagnino e numerosissimi altri oppositori del progetto, sino a oggi, si sono sempre occupati di Tuvixeddu. E lei considera il suo evidente disinteresse come universale, ma sbaglia a ritenersi rappresentante dello spirito dell’intera città.
      Quanto alla diatriba sul colle e alla complessa vicenda giuridica (nessun contraddittorio fiume di carte, ma, semplicemente, molte carte, di faticosa lettura, derivate dall’entità delle forze e degli interessi in gioco) le dico che nessuno, proprio nessuno, considera Cualbu un cattivone. Cualbu è l’impresa e fa la parte dell’impresa. Quelli che sono stati ambigui ( e c’è un processo in corso) sono stati la Sovrintendenza e una parte degli Uffici Comunali.
      Se lei, caro spigolo, lo desiderasse posso farle avere molto materiale in proposito che concerne, tra l’altro, anche il lato Sant’Avendrace, non meno interessante del lato via Is Maglias.
      Saluti cordiali

      • spigolo says:

        Caro Giò,
        gli oppositori nel 2000, 2001, 2002 erano numerosissimi, dice? Io dico di no, se ha numeri nella sua ricca rassegna stampa li ricordi a tutti. Io dico pochi, certo qualificati e davvero da ringraziare, un’opera meritoria. Pochi, però. Dalle iniziative della giunta Soru molti di più. Un grande merito, vanificato da una colpa più grande: aver scatenato una guerra, quando si poteva chiudere tutto lì. A questo proposito: “Nessuno, proprio nessuno considera Cualbu un cattivone”? Conferma? Io, che non credo sia un angelo, ricordo cose ben diverse. Un’ultima cosa: cosa intende per “fare la parte dell’impresa?”.

        • Intendo, nel caso di un’impresa di costruzioni, tentare di costruire.
          Gli oppositori erano molto numerosi anche prima di Soru, tanto che Soru appose il vincolo anche grazie agli argomenti esposti dagli oppositori.
          Lei, forse, si riferisce al fatto che non tutti i cagliaritani conoscono realmente Tuvixeddu e su questo posso essere parzialmente d’accordo. Non era un luogo adatto alle passeggiate dal dopo guerra in poi. Era una cava e poi un sito in (io dico felice) abbandono. Studiatissimo dagli archeologi dall’800 a oggi. Ma “abbandonato” anche dalle stesse Sovrintendenze (guardi cosa accadde alle 431 sepolture sullequali oggi sorgono i palazzi di Cadeddu in viale Sant’Avendrace). Un tesoro trascurato? Certo.
          Ci sono varie ricostruzioni delle vicende giuridiche e non solo che hanno coinvolto il colle dai primi del ‘900 a oggi. Gliele consiglio, sono letture che le faranno amare quel luogo.
          Saluti cordiali

          • spigolo says:

            “Gliele consiglio, sono letture che le faranno amare quel luogo”. Quanta presunzione, caro Gio’. Il felice abbandono è il mio a qualsiasi polemica con lei…

            • Sì, non le ho consigliato Main Kampf, ma qualche lettura su Tuvixeddu. La presunzione non c’entra un fico secco. Non si abbandoni. Salti cordiali. Ci sentiremo quando sarà un po’ più informato e non così abbandonato ai sentimenti e all’acredine.

              • spigolo says:

                Solo una domanda: ma perché parla come se fossimo nell’ottocento, dando del lei ad uno che si firma spigolo? Ciao

                • Per educazione e poi perché “signor spigolo” è molto simpatico. Nell’ottocento non si usava il lei, si usava il voi. Oggi, le suonerà strano, ma le persone che non si conoscono utilizzano il lei. Però questo è, come si dice, un andare fuori tema. Io sono sinceramente interessato a conoscere il suo parere su questa delibera. L’ha letta, signor spigolo?

                  • spigolo says:

                    Naturalmente sì, perché anche se ti sembrerà strano, so leggere. E, inoltre, quaggiù. negli antri infernali del blog di Vito Biolchini, non siamo esattamente persone, io sono spigolo e tu sei Gio’, amen. Il “lei” tra avatar è ridicolo. Buon risorgimento, goditi la vita e forza Cagliari.

  37. Musu A says:

    Bravo Zunkb, analisi spietata e lucida, tutto vero: dilettanti con qualche manina che ci ha provato. Hai ragione- Z dovrebbe ammettere e correggere rapidamente, invece di scivolare lentamente sugli specchi. Ma pensa: dà intevista a Repubblica e non alla Nuova. Singolare. Dovrebbe chiamare i suoi le sue consiglieri/e e alzarli a calci. Se come dice la sua idea è opposta ai sospetti suscitati dalla DdiG, lo dica con un atto, non aspetti che sia il Consiglio a dirlo contraddicendo la Giunta. Sarebbe travolto a questo punto: immaginate i titoli! Allora Z si sieda e si rilegga quel testo opera di irresponsabili e si dia un metodo, sia lucido perchè ha molti occhi addosso. Chiami qualcuno che sa leggere le carte e si faccia aiutare a contraddire i mariuoli. Incompetenza? Un trappolone? Un conflitto di interessi di qualcuno? Un po’ di tutto credo.

    • Giorgio says:

      Magari nella testa di qualcuno dovrebbe mandare via i suoi e circondarsi di una bella cerchia di illuminati: Maria Antonietta Mongiu e cricca. S’ara a prassi! Forse era quello che credevano sarebbe accaduto? Sono innervositi po “sa piccioccalla” che se ne frega di loro? Mischinetti..dai che tornate……

  38. ZunkBuster says:

    Ma a cosa si riferisce Zedda con questa storia che le accuse “devono essere indirizzate alla Regione”? Cioè a chi? A Cappellacci perché non scuce i soldi per tacitare Cualbu, oppure a Soru che ha giustamente cercato, invece, di metterlo a tacere? Nel primo caso, vuol dire che si riconosce implicitamente la legittimità delle pretese cualbiane (che sono invece doppiamente illegittime, per ragioni in parte stranote, in parte da affrontare con cautela e comprensibili agli addetti ai lavori tra i quali “Addetto” e “anonimo” che la sa lunga di leggi) ergo Zedda non è un politico ma un ragioniere. Le pretese illegittime e in sfregio agli interessi della comunità vanno fronteggiate senza cedimenti, sul piano giudiziario se necessario, ma anche e soprattutto su quello POLITICO!!! Nel secondo caso, cosa significa, che Zedda disconosce tutto quanto ha proclamato in campagna elettorale su Tuvixeddu e se la prende con Soru, offeso per il “fuoco amico” di Todde dai toni così diversi dai soliti laudatores di SEL, che anche se volesse demolire il Bastione troverebbero comunque modo di giustificare tutto? Una grande confusione sembra albergare nella testa del sindaco … forse non sa come trovare la retta via per una retromarcia onorevole … forse si è accorto di essere stato esposto a una figura barbina da certi consigliori politico-giuridici con molti rapporti trasversali a destra … propendo per la buona fede però Massimo, DATTI UNA MOSSA, METTI IL CULO SULLA SEDIA E TROVA UNA SOLUZIONE PERDIO!!! Continuo a suggerire cautela estrema nel fare sparate a capocchia quando si tratta di diritto e di legge … non so perché, ma si incomincia a sentire “odor di magistrato” tra le righe di qualche commento …

    • http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Ordini%20del%20giorn/odg025.asp

      Zedda si riferisce a questo, votato all’unanimità in Consiglio regionale.

      Saluti.

      • ZunkBuster says:

        Non meniamo il can per l’aia. Zedda ha parlato di “accuse” che “devono essere indirizzate alla Regione”. Ha chiesto a Cappellacci di contribuire e gli è stato detto formalmente picche? Non risulta. Ha pestato i pugni per chiedere che si procedesse? Non risulta. Il problema Tuvixeddu è uscito dalle segrete stanze prima che, in un primo tempo Mauro Lissia (sommessamente) e in un secondo tempo Todde (con fragore) sollevassero la questione della delibera incriminata? Ancora non risulta. C’è già stata una trattativa con Cualbu, il che spiegherebbe le oscenità contenute nella delibera? Aveva il dovere di informare sia il Consiglio comunale che i cittadini, spiegarsi e magari scusarsi. Zedda ha toppato stavolta, questi tentativi insistiti e penosi di difesa d’ufficio sono semplicemente patetici e inconsistenti.

  39. Alessandro Mongili says:

    Che palle essere chiamato professor Mongili. Uff. Chiamatemi almeno professor Mongiglio, come mi succedeva con molte matricole.

    • Neo Anderthal says:

      Attento Alessandro, non svegliare il can che dorme, il nome potrebbe essere alterato anche molto peggio di così.
      🙂

  40. Anonimo says:

    Spiace constatare che oltre qualche insulto non vadano i dirigenti di SEL. La discussione dovrebbe incentrarsi sulla delibera e non su male parole alternate abuone azioni e soccorsi al Brasile.
    Il problema resta il significato della delibera che limita la tutela a una piccola aerea e permette di costruire a pochi metri.
    Questo è il succo. Invece la maleducazione vince.
    Basta leggere l’articolo di Repubblica – scritto da un giornalista che segue la vicenda da anni – per capire che anche lontano da qui, pesone ragionevoli manifestano dubbi sulla quella delibera e si stupiscono che l’oppositore di Zedda gioisca per la delibera di cui parliamo.
    Incapaci di discussione i dirigenti di SEL sono deludenti.
    Personalmente voterei ancora Zedda, ma con minore convinzione. E se su Tuvixeddu si torna indietro (questo recita la delibera) non voterei più affatto.
    C’è un conflitto di interesse da eliminare, un assessore, quello all’urbanistica, che deve parlare, una Giunta e un Sindaco che devono modificare la delibera. E tutto si può rimettere a posto.
    Ma la volgarità dei dirigenti di SEL è indimenticabile.
    Cordiali saluti.

  41. vitobiolchini says:

    AGGIORNAMENTI!
    Della questione si occupa anche Repubblica! Che riesce anche a stanare il sindaco Zedda per una microscopica dichiarazione…
    http://www.repubblica.it/ambiente/2012/02/10/news/nuovo_rischio_cemento_necropoli_tuvixeddu-29660890/?ref=HREC2-23

    • ZunkBuster says:

      E poi non era una questione di soldi … per la serie che secondo quelli di SEL io mi dedico a raccogliere “trodi” …
      A proposito di soldi, come spunto di riflessione …

      Cassazione Penale, Sezione II, sentenza n° 39336 del 7/10/2010, depositata il 9/11/2010:

      “Integra il reato di estorsione non già l’esercizio di una generica pressione alla persuasione o la formulazione di proposte esose o ingiustificate ma il ricorso a modalità tali da forzare la controparte a scelte in qualche modo obbligate, facendo sì che non le venga lasciata alcuna ragionevole alternativa tra il soggiacere alle altrui pretese o il subire, altrimenti, un pregiudizio diretto e immediato.”

    • Ecco l’articolodi Francesco Erbani su Repubblica.
      L’articolo apre con la coincidenza di intenti tra Fantola e Zedda su un argomento spartiacque in campagna elettorale. Che i dirgenti di SEL presenti in questo blog rispondano con volgarità e raccontino di aiuti al Brasile anziché discutere della delibera infonde tristezza.
      “Torna l’incubo cemento sulla necropoli di Tuvixeddu? A Cagliari si spacca il fronte che ha sostenuto il sindaco Massimo Zedda, vendoliano, e che sulla difesa delle tombe dall’assedio di 270 mila metri cubi di palazzine sembrava compatto. La giunta ha approvato una delibera che Italia Nostra giudica quanto meno ambigua, se non illegittima, e che chiede di ritirare. Nella maggioranza di centrosinistra si odono mugugni, mentre il primo cittadino incassa il sostegno dal gruppo di centrodestra che ha espresso il suo rivale alle elezioni, Massimo Fantola.

      La questione è complicata, come tutta la vicenda di questi pregiatissimi colli che sorgono nel centro del capoluogo sardo e sui quali dal VI secolo a. C. fino all’età imperiale sono state scavate migliaia di tombe. Ma la si può ridurre, la questione, a un perimetro: quanto grande deve essere l’area di inedificabilità assoluta per stroncare le mire di chi vorrebbe premere sulla necropoli con una selva di edifici? Il perimetro deve comprendere la sola zona tutelata da un vincolo archeologico, già in vigore da anni e dove non si può costruire nulla? Oppure una zona più vasta, una cinquantina di ettari all’interno dei centoventi vincolati nel Piano paesaggistico dall’allora governatore regionale Renato Soru e che consentirebbe alle tombe di respirare, di essere cioè circondate
      da una fascia di rispetto, oltre che di struggente fascino?

      Maria Paola Morittu, responsabile della Pianificazione territoriale di Italia Nostra, e un gruppo di intellettuali alla cui testa c’è lo scrittore Giorgio Todde (autore di un duro articolo su La Nuova Sardegna) insistono per la tutela più vasta. E su questo punto pareva che anche l’amministrazione Zedda fosse assestata. Tanto più dopo una sentenza del Consiglio di Stato del marzo 2011 2 che dava pienamente ragione agli ambientalisti. La salvaguardia di Tuvixeddu è stata inoltre uno dei punti del programma elettorale 3con il quale il centrosinistra ha vinto le amministrative. Seguite, appena qualche mese dopo, dalla decisione della nuova giunta di non affiancare i costruttori nei contenziosi giudiziari (a differenza del governo cittadino di centrodestra).

      Ma ecco spuntare la delibera della discordia, che contiene alcuni passaggi molto contestati. In essa si sostiene, ad esempio, che “per le aree comprese nel vincolo occorre valutare la compatibilità delle previsioni del PUC vigente (il Piano urbanistico comunale del centrodestra, n. d. r.) con la disciplina dello stesso vincolo”. Oppure che “la fascia di tutela integrale possa essere fatta corrispondere con la superficie del bene sottoposto a vincolo ministeriale” (quale vincolo ministeriale? Quello archeologico? Si domandano preoccupati gli ambientalisti). O, ancora, si afferma la possibilità di ridurre la fascia di tutela, tutela che “dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal PUC”. Cioè, di nuovo, del Piano urbanistico della precedente giunta.

      Al di là delle formule tecniche, il timore degli ambientalisti è che si voglia piegare il Piano paesaggistico di Soru 4, molto stringente, al Piano comunale approvato dalla giunta comunale di centrodestra, e non il contrario (“come sarebbe obbligatorio, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato e del Codice dei beni culturali”, sottolinea Maria Paola Morittu). Con la conseguenza che prevarrebbe il perimetro stretto di tutela e che, come voleva la vecchia amministrazione, si consenta la costruzione dei palazzi. “È la tutela francobollo”, dice Todde.

      La reazione di Zedda alle critiche è molto netta. “Noi vogliamo esattamente l’opposto. E con un’altra delibera avvieremo l’adeguamento del piano comunale a quello regionale”, risponde il sindaco. “Per Tuvixeddu non ce la facciamo, da soli, a fronteggiare eventuali risarcimenti chiesti dai costruttori. Solo per l’annullamento di una piccola porzione del loro intervento, vogliono 12 milioni. E poi c’è l’Ici che hanno pagato. Deve intervenire la Regione. E noi puntiamo a trovare un intesa. Le accuse al Comune sono ingiuste, devono essere indirizzate alla Regione. Il nostro obiettivo resta quello della salvaguardia integrale di Tuvixeddu”. “Ma allora perché nella delibera si insiste sulla possibilità di ridurre l’area di tutela? E poi i vincoli paesaggistici non prevedono risarcimenti, ma solo il rimborso delle somme già versate per le eventuali opere di urbanizzazione”, incalza Morittu.

      L’area della necropoli 5 è dentro un contesto di paesaggio che si vuole a tutti i costi mantenere intatto. E non solo per consentire la fruizione di un patrimonio archeologico che dall’età punica arriva all’Alto Medioevo, che ha pochi paragoni in tutto il Mediterraneo e che è tuttora quasi impossibile visitare. Ma anche perché da Tuvixeddu al colle di Tuvumannu e poi a quello che chiamano il Canyon, lo spettacolare, profondo taglio di tutta l’altura, è riconoscibile un sistema unitario, fatto di cavità naturali e di una foltissima vegetazione, luogo di culto dove nei secoli si sono praticate anche molte attività, da quella mineraria (esiste una specifica tutela per questo aspetto) a quella di cava. Tutt’intorno si è costruito in maniera dissennata, in particolare lungo via Sant’Avendrace dove sono sorti edifici che sovrastano le sepolture. Palazzi sono cresciuti anche su via Is Maglias, una via che, spiega l’archeologo Alfonso Stiglitz “ricalca esattamente un’antica strada che percorreva quella che si configura come una valle naturale tra le due cime del colle (Tuvixeddu a ovest e Tuvumannu a est), una strada funeraria di età punica ancora perfettamente leggibile, nonostante i devastanti interventi edificatori, ancora in corso”.

      Altri palazzi si vorrebbero costruire. La battaglia per evitare il saccheggio dura da anni, a colpi di ricorsi e di denunce, con l’allora Direttore regionale dei Beni culturali Elio Garzillo e l’allora Soprintendente Fausto Martino in prima fila. Nel marzo scorso la sentenza del Consiglio di Stato, che si era pronunciato a favore di una tutela molto estesa, e poco dopo l’elezione di Massimo Zedda, sembrava avessero messo fine ai progetti edificatori. Ma le mire degli immobiliaristi sono incontenibili. E i valori monetari di questo lembo della città elevatissimi.
      (10 febbraio 2012)

  42. Sergian says:

    Ma siete sicuri che quello che sta postando sia professor Mongili?! secondo me è un fake … un intellettuale del suo spessore non può aver scritto certe cose …

  43. Daniela says:

    Bel dibattito.La città è viva e non vegeta.Però scusate ma dire che “Todde sono anni che è un opinion leader dell’ambientalismo e dà voce a sentimenti, paure e pensieri di centinaia di persone, oltre ad aver messo più volte anche le mani in tasca per sostenere battaglie legali contro gli edificatori” , mi sembra proprio una enormità….per non dire altro.

    • Gentile Daniela,
      Lei ha messo il dito nella…
      …piaga.
      Di qualunque cosa di si dibatta a Chiagliari (anche di una lite da condominio, come in questo caso) si finisce per considerare la rilevanza degli “intellettuali” che intervengono.
      Osservi la compilation, dallo strombazzamento iniziale (seguito da un piccolo svarione del nostro ospite, subito recuperato quando ha contato fino ad undici) ai commenti surreali di Mongili (mi raccomando la pizza di Monserrato, eh!) alla lettera di IN passando per il geniale commento di Pubusa, quest’ultimo davvero imperdibile.
      Noterà che le persone ragionevoli mantengono un imbarazzato silenzio… (forse tenendo la testa tra le mani).
      Cordialmente

    • Addetto says:

      Lo dica, lo dica, Daniela, questo “altro” non sia timida. Non si rinuncia senza un rimpianto a un suo giudizio.

  44. Efisio Loni says:

    Allora, facciamo il punto della situazione. Bisogna distinguere due problemi: la questione Tuvixeddu e la questione Todde. In seconda battuta, come sempre sullo sfondo, la questione del convitato di pietra che ossessiona sempre molti esponenti della sinistra sarda (più della destra) e che sembra ineludibile, di questi tempi, per quanto innominabile: Renato Soru e i cosiddetti, o presunti tali, “soriani”.

    Non c’è dubbio, almeno per me che sono un osservatore non partigiano e disincantato, che nella vicenda dell’approvazione della delibera incriminata ci sia stato un vulnus, una mancanza, un errore politico, anche grave forse, che ha originato questa querelle. La delibera in se non sarebbe un grande problema se fosse stata confezionata in modo più politico e meno amministrativo. Sostanzialmente nasce per rafforzare il ruolo politico a discapito di quello amministrativo, ma di fatto (colpa di qualche consulente maldestro?) indebolisce il politico e rafforza il continuismo amministrativo. Ci sarebbe invece voluta una maggiore considerazione per alcuni contenuti della sentenza del Consiglio di Stato e una maggiore specificazione del vincolo paesaggistico come confine intangibile e intoccabile della questione edificatoria, pur con distinguo e precisazioni che sono sempre utili in questi casi. Questioni di sostanza politica, insomma.
    Invece, no. Perché? Le possibilità possono essere diverse. Una è che si voleva in qualche modo liberare il politico da vincoli preconcetti in modo che una sorta di trattativa (se la trattativa doveva farsi, intendiamoci bene) potesse essere più libero. Oppure che non si è ritenuto in quella sede di entrare nel dettaglio (sbagliando, secondo me) perché si voleva comunque accelerare il percorso e dare l’impressione, immanentemente, che si stesse facendo qualcosa dopo aver ascoltato le parti. Il tutto rafforzato da un errore fondamentale, già messo in evidenza dal dibattito: la comunicazione. Il gentile padrone di casa del blog ha ragione quando dice che a una presa di posizione di quel genere (tra l’altro ampiamente annunciata dai rumors degli ambienti associativi) l’amministrazione, ed in primis il sindaco, non potevano fare a meno di rispondere. E subito. Rispondere come? Ma con la strategia che i migliori uffici stampa consigliano da sempre ai politici: la verità, signori.
    Ci sono difficoltà? Raccontiamole ai cittadini. Si è cambiato idea? Diciamolo, cercando di spiegare il perché ai nostri elettori. E’ solo un passaggio transitorio, ma ancora non abbiamo deciso? Facciamola passare per una fase di ascolto. Diamo però un messaggio chiaro. Quello che bisogna assolutamente evitare è che diamo anche solo l’impressione ai cittadini che non abbiamo un’opinione, che siamo indecisi, che non sappiamo che fare, che siano vasi di coccio in mezzo a pressioni varie di lobbies, intellettuali d’assalto, scrittori-oculisti e vasi di ferro vari. Questa sarebbe la cosa peggiore. E nel silenzio del sindaco, insistito e pervicace, questa convinzione si sta facendo largo tra i più scafati della politica cittadina di sinistra. Qui ci sarebbe una lunga divagazione sui problemi (a mio avviso) comunicativi del sindaco che sono di sostanza, badate, non di forma…ma la digressione sarebbe troppo lunga. Urge in fine intervenire, e subito. Urge soprattutto cheintervengano i gruppi e i partiti presenti in consiglio comunale. Pubblicamente.
    La questione Todde, in realtà, è la questione Biolchini, la questione Mongili, in sintesi la questione noi tutti che desideriamo dire la nostra. E’ la democrazia. La visibilità che viene assicurata a Todde è notevole, anche se non massima. Il personaggio, evidentemente, riesce a calamitare l’attenzione di alcune élites sarde che cincischiano intorno al problema: primi fra tutti La Nuova e persone e gruppi di passata militanza nella giunta “soriana”. C’è qualcosa di male in questo? Di illegittimo? Di scorretto? Io credo di no, perché come lo stesso gentile Biolchini ha ammesso si tratta di un agire democratico che riguarda lui stesso e tutti gli intellettuali (cioè coloro che si procacciano da vivere con l’intelletto). Fare dietrologia insistita in merito alla posizione di Todde che nasconderebbe un complotto dei “soristi”, mi sembra azzardato. Todde è uno che se deve andare anche contro lo stesso Soru,lo fa. Non mi sembra un calcolatore politico, né una mente raffinatissima nelle strategie. Idem, il buon Mongili che interviene sempre e comunque con la sua faccia, la sua firma, le due idee, e non credo che possa essere tacciato di “professorume” e tantomeno di essere spocchioso: accidenti !!! si misura con tutti su Facebook, Twitter e su Internet senza mai risparmiarsi. Dire come fa il responsabile di Sel regionale che si erge su un piedistallo è abnorme. Lo facesse lui, visto che fa politica attiva. Piuttosto direi che Mongili è un ricercatore all’americana (troppo eccentrico ed esclusivo per la Sardegna conservatrice e passatista di oggi) che da il suo contributo costruttivo alle cose, a volte azzeccando, a volte sbagliando (almeno mio parere), ma spesso incocciando sulla scarsa propensione che noi sardi abbiamo alla critica. Forse perché non abbiamo capito bene cosa significa democrazia? Può darsi. Da quando Il ricercatore Alessandro è onnipresente su Internet e sui giornali ha comunque vivacizzato e arricchito il dibattito, esattamente come il gentile giorn prof. Biolchini e altri intellettuali schierati o militanti.
    Alessandro Mongili si sente al telefono con Soru che gli detta la linea? Non credo, mi sembra un’ipotesi fantascientifica, magari Soru non gli parla neanche. Così come è capace di non parlare con Todde o con Redazione del sito Sardegna Democratica. L’uomo è quello che è. Lo sappiamo tutti. C’è quindi un complotto degli intellettuali soriani o ex soriani o presunti soriani o malcelati soriani o inconsapevoli soriani contro Massimo Zedda reo di non aver “calcolato” alcuni di loro? Forse c’è solo qualche risentimento personale, qualche piccola delusione, qualche sindrome patologica da ridimensionamento di “autorevolezza sociale” che però non centra niente con la “verità” vera o presunta della denuncia di Todde e dello schieramento anti-delibera di Sardegna Democratica. Diciamo pure che il nervosismo in quell’area culturale è, per il giovane sindaco, un pro-memoria di intervento nel senso che, ascoltando anche quel parere e mettendolo nel giusto dimensionamento (o anche rigettandolo cortesemente), magari si evitano
    posizioni pubbliche feroci e problemi ben più gravi. Del resto è vero che hanno contribuito alla sua elezione, e questo è un dato politico. Il vero problema, invece, come sappiamo e come evinciamo leggendo ogni giorno in questi blog, è la figura assente ma incombente (non nei fatti, ma nelle aspettative e nei riflessi immaginifici) di Renato Soru. O meglio del suo progetto politico, o meglio della sua temuta o sognata o auspicata o rigettata neo candidatura. Le élites sarde, di fronte al fenomeno Soru, si sono comportate in questi anni in ordine sparso, ma tutte reagendo in maniera contraddittoria e afflittiva.
    Amore spassionato, odio, guerra, pace, inimicizia, riconciliazioni, fulmini sulla via di Damasco, dimissioni, tattiche, separazioni, ricongiungimenti. E si registrano critiche feroci e amori incondizionati ancora oggi che Soru sembra messo all’angolo da un PD sardo imbelle, incapace, vecchio, diviso, stanco, rugoso e inconsistente nonché dai suoi guai di imprenditore rampante (come tutti gli imprenditori che sono costretti a essere così per sopravvivere, volgiamo farne una colpa, io non credo anche perché gli stipendi dei salariati di Tiscali sono importanti).

    Forse il vero problema di Soru è Soru. Non ha ancora deciso se vuole riprovarci. Non sa se ha le forze. Di sicuro ha i voti, ma non l’appoggio del PD, soprattutto di Bersani a Roma. Ma la realtà vera, quella difficile da raccontare, è che gli anti-soriani (di sinistra ovviamente) sono ossessionati da lui perché manca un progetto, un leader, un gruppo, una bandiera alternativi da contrapporgli seriamente. Chi ha pensato a Massimo Zedda, da fine politico, ha già capito che questa idea si ridimensionerà con il tempo. Chi spera in Maninchedda, perde invece tutto il tempo: l’uomo non ha un seguito eccelso, neppure il suo blog è molto frequentato, disperderebbe il consenso. L’indipendentismo, poi, che forse per lui è solo una posa, non gli porterà di certo il consenso del ceto medio. Chi resta?Nessuno all’orizzonte, almeno per ora, tantomeno qualche signora a cui pensa la dirigenza di SEL.
    Insomma, anche la vicenda Tuvixeddu, come quella di S24, fa audienceperché si intravede sullo sfondo l’eredità incisiva del lavoro di Renato Soru che (nonostante i tentativi di damnatio memoriae) si declina scompostamente e anarchicamente (per non dire naturalmente) in questi anni di controriformistici di post sorismo. Insomma, il nemico di Soru che attacca continuamente i soriani, non fa altro che confermare l’importanza del periodo storico del sorismo e continuarloall’infinito.
    E’ mancata invece, dopo la scomunica scontata di Lutero-Renato, un concilio di Trento, una nuova fede controriformata e un nuovo leader.

  45. musicalta.bero.it says:

    inquietante ma così è: la nota dei Riformatori – loro sì che se ne intendono – traduce il pensiero di Zedda ossia della delibera di Zedda. Il PUC ossia l’Accordo di programma è il faro! Per Tuvix il PUC recepisce l’Accordo nella sua interezza, un rimando semplice. La stampella arriva a spiegare che se va bene a loro pluripremiati cementofili, quella delibera è come Zedda non spiega ma come è: una roba incredibile. Senza ombra di dubbio, caro Vito.
    Ma non erano SEL per la partecipazione spericolata? il confronto sempre anche con il demonio, il dibattito come palingenesi? E ora che soffia il vento per mancanza di chiarezza? i suoi collaboratori? lo staff pronto a fare barriera? a replicare? sssssssss silenzio non si risponde perchè non gli diamo soddisfazione a Todde Morittu eccetera. Mi congratulo con i giornalisti d’assalto che non gli chiedono di spiegare, una bella intervista senza rete signor sindaco comunicatore! Se non la fa? si dice che la rifiuta perchè io che l’ho votato mi faccio una idea. Capisco che l’abbraccio dei Riformatori dà la spiegazione. Ti pare che sarebbero d’accordo strumentalmente? Che direbbero ok a una delibera che impedisce il cemento? Ne sanno più di Cualbu e soci.

  46. Addetto says:

    Dispiace – benché contenga aspetti surreali e inquietanti ma perfino comici – la stampella lanciata da Fantola a Zedda con il comunicato stampa dei Riformatori. Il cerchio si chiude. Le estremità coincidono e ora Zedda, che aveva fatto di Tuvixeddu un manifesto della campagna elettorale, e Fantola, sostenitore dell’edificabilità a Tuvixeddu e della mediazione a tutti i costi, si incontrano e si confondono l’uno nell’altro.
    Non raccontino di politica, che è un’altra cosa, non raccontino di necessità che non ci sono, di danni da pagare (ché casomai è la Regione a doversi preoccupare visto che il vincolo che definisce l’inedificabilità di Tuvixeddu è regionale e un vincolo paesaggistico non dà luogo a nessun risarcimento ma, è noto, a un giusto indennizzo che non è certo di 100 milioni di euro), insomma, non ci raccontino balle.

    • ZunkBuster says:

      Veramente togo dire “Si faccia il parco subito” volendo in realtà dire “Lasciate che Gualtiero continui a costruire in pace e non rompetegli le scatole, al popolo direte che è per fare il parco così passerete pure per paladini dell’Ecologia”. Questi riformatori sono da antologia, neanche Angelino Alfano sa essere tanto spudorato. “Addetto” dice giusto, a chi giocherella col diritto senza sapere neanche di che sta parlando rilancio il monito che a giurisprudenza formulava il Prof. Luigi Concas all’indirizzo di studenti che mostravano di non aver ben digerito istituti fondamentali del diritto penale: SONO ANNI DI GALERA ….

  47. A. Mongili says:

    Cari Matteo Massa e Michele Piras,

    forse non l’avete capito, ma in sintesi avete confermato quello che ho scritto al riguardo della vostra mentalità intollerante.
    Vi vedo nervosi, e fate bene, perché con le vostre mani ci avete cacciato, come sinistra, in un pasticcio.
    Noto anche che il vostro antiillettualismo (base di ogni autoritarismo) è profondo. Per quanto riguarda la pizza, chi mi conosce sa che ho qualche problema di intolleranza alimentare per cui la digerisco male. Ma, se volete, vi consiglio una piccola pizzeria di Monserrato dove fanno pizze buonissime di dimensioni ridotte, un po’ creative. Uno se ne può ordinare anche tre e sazzarsele. Io ogni tanto lo faccio.
    Per le tisane, semplicemente le adoro, come anche i tè. Mi piace molto il Roiboos, il tè darjeeling ecc. E esagero con il caffè, che adoro. Se ho tempo (e non ne ho molto) mi piace preparare una cena e invitare gente a casa. Soprattutto, non ho nulla di personale contro di voi e, anzi, sono sinceramente dispiaciuto che molti rapporti personali si siano incrinati solo perché abbiamo opinioni diverse. Ma cerco sempre di essere più amico della verità che di Platone.
    Il fango invece non mi piace troppo, ma credo che voi intendiate esprimere, con “fango”, una sottile metafora per indicare opinioni critiche nei vostri confronti.
    Le mie critiche nei vostri confronti sono abbastanza chiare: 1) siete un piccolo gruppo arroccato che non tollera alcuna critica; 2) avete poche competenze ma qualche appetito di troppo 3) non avete fatto i conti con una cultura autoritaria da cui provenite, in particolar modo amate stigmatizzare personalmente, come ragazzini e in questo seguendo tipologie “bolsceviche”, chi non esalta le vostre gesta 4) praticate la doppia morale e 5) non sembrate avere un chiaro progetto politico e culturale per la città. Ammetto di avere una colpa: siccome penso che sia mio dovere sostenere Zedda, vi ho criticato meno di quanto meritiate. Perché le critiche che ho esplicitato mi fanno ripensare spesso a quello che ho fatto, votandovi e sostenendo Zedda con crescente entusiasmo in campagna elettorale (non certo SEL che non ho mai né votato né sostenuto perché non mi è mai piaciuto).

    con molta cordialità

    • Boboreddu says:

      Mì a professor Mongili sciorando conoscenza di tisane a manetta….

    • Gentile professore,

      è la seconda persona che mi definisce nervoso. Francamente vi sbagliate: io sono divertito. Ieri al circolo mio si parlava di lavoro, e del rapporto sul lavoro 2011 in Sardegna. Venerdì, sabato e domenica raccoglievamo coperte per l’emergenza freddo. La settimana prossima parleremo di progetti sociali e educativi in Brasile e oggi di area metropolitana a Selargius.

      Dibattere con lei (o devo dire con “voi”?) è un passatempo, se mi innervosisse ne farei a meno, essendo cosa politicamente superflua.
      Ora mi sembra il caso di ribadire, come già feci un’altra volta, che il piccolo gruppetto arroccato mi pare abbia sede in via Maddalena (ah no, lì c’è S24..ah no.. Scusi ma cosa c’è lì ora?).
      E’ bene specificarlo: il circolo SEL Sergio Atzeni di via Puccini ha ampie vetrate e ogni assemblea è aperta a tutti, comunicata via mail a circa 400 persone e quando ci si ricorda anche alla stampa. Alla stampa che esiste già, sia chiaro, mica ne creiamo di nuova per far sfogare l’ego dei “Mongili” de noantri, che poi chi se li caga e facciamo disastri. Siamo gente più semplice, obiettivi e lavoro. Adoriamo gli intellettuali, ma non quelli col culo pesante e la lingua leggera (e multifunzione). Non quelli che parlano di popolo senza esserlo. Venga quando vuole, a farsi un bel bagno di umiltà!

      Saluti,
      Matteo Massa

      • Addetto says:

        Gentile signor Massa, quando finisce con i progetti educativi in Brasile, si studi un po’ di materiale su Tuvixeddu. Le farà bene, se ne gioveranno anche i brasiliani. Saluti cordiali.

        • Consigliere says:

          Nb

          Matteo Massa è stato per un quinquennio consigliere di circoscrizione del quartiere sant’avendrace.
          Caro addetto, vada a ripescarsi le mozioni presentate dal Massa e dal centrosinistra su tuvixeddu in quel periodo mentre lei, probabilmente, dormiva o scriveva sciollori.

          • Gentile signor Massa, non metto in dubbio la sua instancabile attività, solo che anziché utilizzare, come ora, l’insulto con il signor Addetto, dovrebbe tentare, se le riesce, di argomentare sulla delibera. Nessuno si fida di uno che dice.”caro signore, glielo garantisco io che queste cose le so”. Non basta. Può bastare con un disinformato ottuso. Non ai lettori di questo blog. Tanto meno a me. Se non possiede argomenti solidi, se li procuri. Agli insulti, ovviamente, non rispondo, se non con un sorriso e con l’invito a moderare i toni che fanno male non a me, ma al suo partito ecologico e libero. La sua infaticabile missione politica si gioverà di qualche lettura ulteriore su Tuvixeddu.
            Da SEL, che ho votato, mi aspetterei un minimo di civismo e non queste volgarità verso chi interviene civilmente.
            Chi rappresenta un partito l’obbligo del decoro, l’obbligo.
            Cordiali saluti

  48. Amigu!!! says:

    Gregorini scrive di te e di Zedda sul profilo FB

    La cosa che più mi ha sorpreso del dopo elezioni è che Massimo Forza Zedda non abbia chiamato Vito Biolchini a far parte della squadra.
    Doveva farlo per una serie di motivi:
    – Merito. E’ bravo e conosce la città come pochi altri.
    – Riconoscenza. Fra gli attori della campagna elettorale Vito è quello che più gli ha tirato la volata.
    – Convenienza. Vito gode di un largo seguito.
    – Capacità. Anche le pagine del programma per la cultura del Polo Civico Cagliari prendevano spunto da idee di Biolchini che personalmente ho sempre considerato originale e innovative.

    Ma allora perché? Perché non ha la tessera e non è controllabile?
    Perché doveva dare l’assessorato ad altri?
    Questi altri offrono le stesse garanzie di capacità?

    I posti sono tanti. Non vi sono solo gli assessorati ma anche i vari Enti culturali o similia.

    • vitobiolchini says:

      Mah, se avessi voluto buttarmi in politica l’avrei fatto: semplicemente e in prima persona. In questi anni le occasioni non sono mancate. Se non l’ho fatto, è perché volevo fare altro nella vita (ricordo a tutti il primo post di questo blog, nel settembre di due anni fa). Di tutti i meriti che mi vengono attribuiti però non capisco cosa c’entri la riconoscenza. A parte che in politica non esiste, rivendico il mio aver scritto quello che ho scritto in piena libertà e senza aspettarmi nulla in cambio. Non ho mai chiesto niente a nessuno, tantomeno alla politica. E questo tutti quelli che fanno politica a Cagliari e in Sardegna lo sanno benissimo.

      • Sovjet says:

        Anche perché prima di convincerti che Massimo Zedda avrebbe potuto farcela…

      • Amigu!!! says:

        La riconoscenza in politica è tutto. Berlusca docet!
        Una città dovrebbe essere amministrata dai migliori e tu, indubbiamente, sei bravo. Questo ti viene riconosciuto anche dalle poche teste pensanti di destra e da quelle di centro.

  49. ZunkBuster says:

    Update: il professor Pubusa rompe il silenzio. E, incredibile a dirsi, quel che scrive sulla vicenda è condivisibile e molto meno convenzionale dei piagnistei poco convincenti lanciati dai vari nani e ballerine della maggioranza. Anche sul parallelismo con Soru, purtroppo, potrebbe aver ragione.

    http://www.democraziaoggi.it/?p=2350

    • Adbuster says:

      Ottimo Pubusa. Condivisibile commento. Non resisto alla traduzione.

      – o Vito e Giorgio dai: fate la pace

      – A Soru du poneusu a ‘na parti e andiamo avanti.

      – Stratalliamo a Zedda po’ du fai movi, chi è unu pagu troppu alluàu.

      • @Adbuster

        Per una volta, non condivido la traduzione. Sono indeciso tra:
        1) Mì che ci sono anch’io (in ritardo)
        2) Non so bene cosa dire, quindi dico un sacco di banalità cercando una posizione diversa dalle altre.

        Proprio Pubisa, che dovrebbe avere capacità di ananlisi politica (e ci crede pure lui) non può non rendersi conto di quello che scrive Todde. Faccio notare che anche Deliperi, pur con tutto il garbo di questo mondo, si perplime alquanto per toni e contenuti, il che dovrebbe far riflettere.

        Che poi sarebbe il caso di piantarla di pestarsi in piedi quand si è seduti allo stesso tavolo e si cercano soluzioni condivise, questo è indubbio, ma è altrettanto banale ahimé.
        In ogni caso, non sfuggirà l’ironia sullo scrittore (oculista).
        Cordialmente,

  50. adbuster says:

    Ho letto sull’albo pretorio del Comune di Cagliari che Zedda sta facendo un bando per trovare la migliore risposta da dare a Todde. 🙂

  51. ZunkBuster says:

    Toh questa mi mancava. Dai Riformatori arriva una stampella alla traballante leadership di Massimo Zedda:
    http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2012-02-09/17624/Tuvixeddu_appello_dei_Riformatori_Subito_il_parco.html
    E’ proprio vero che con certi amici non c’è bisogno di nemici …

  52. “L’importante è urlare, mettere sotto pressione, conquistare spazi politici laddove non ce ne sono più. Si chiama democrazia e (nel limite delle cose) non c’è niente di male ad esercitare una pressione per poter contare di più. ”
    Esattamente come fa lei Vito!!

  53. Molto Deluso says:

    Ho letto con molta attenzione tutti comenti, il Sig. Todde ha posto un problema su tuvixeddu, che credo sia meritevole di attenzione Italia Nostra si occupa del problema da anni e conosce molto bene il problema, se il Sindaco e la Giunta prima di prendere alcune decisioni cosi “sofferte ” ascoltasse le Associazioni che si sono sempre interessate della salvaguardia del “bene comune” non nè uscirebbe sminuita ma rafforzata e forse più consapevole nella decisione che deve prendere e che nessuno mette in discussione senza se e senza mà. Faccio un esempio nel mese di agosto la Giunta ha approvato “la bozza del regolamento sugli orti urbani” senza consultare le associazioni che si occupavano della materia, salvo poi rendesi conto dopo la levata di scudi delle stesse della “difficoltà” della sua aplicazione, bene il Sindaco ha ritirato in Aula quella Delibera della sua Giunta con il plauso di tutti.

  54. Francesco Accardo says:

    Zedda vuole tornare, giustamente, all’accordo di programma del 2000. Stop. Quello che non capisco è perché questo accordo di programma sia stato etichettato, nei mesi prima della sua elezione, dallo stesso Zedda come un danno per la città. La frase tipica era: “lo squalo va a costruire sulle tombe”. Intendiamoci: con l’accordo di programma si attuerebbe (finalmente) il meraviglioso progetto di riqualifica dell’area (il progetto di Cualbu) e anche il parco archeologico di 48 ettari, quindi sarebbe una grande cosa per la città. Il discorso principale, però, è quello della coerenza. Perché quando c’era la vecchia amministrazione Zedda andava contro questa possibilità?

    • Stefano reloaded says:

      Quindi Todde su Tuvixeddu non l’ha sparata grossa?
      Almeno dal suo punto di vista (di Todde, intendo).

      • Francesco Accardo says:

        Dal suo punto di vista non l’ha sparata grossa! In generale sicuramente sì!! Non c’è nessun progetto in cui si parla di costruzione sulle tombe (per trovare qualche farneticazione del genere si dovrebbe arrivare al 1969!) o anche nelle vicinanze. C’è il progetto di riqualificazione dell’area firmato Coimpresa di cui nessuno ha mai voluto parlare in questi anni. E varrebbe la pena farlo senza demagogia, perché è un progetto che merita

  55. Roby59 says:

    Ma non si diceva che Zedda fosse il genero di Soru e che fosse addirittura un burattino nelle sue mani. Mi risulta che Soru sia stato uno dei pochi politici che abbiano festeggiato apertamente l’elezione di Zedda (si dice che in via Puccini la sera delle elezioni stesse piangendo dalla gioia). E adesso il centrosinistra vicino a lui (l’innominabile??? ma non era un altro presidente degli anni 50) starebbe tramando contro Zedda. Soru è sempre l’uomo ombra per qualsiasi stagione (vedi Sardegna 24) in maniera da poter sempre gridare …. COLPA DI SORU….

  56. ornella says:

    Signor Vito Biolchini lei ha scritto un pezzo spacciandolo per una sua opinione e afferma invece cosa intende dire Todde e il perchè del comportamento di Zedda. Non le sembra troppo? Se scrivesse un manuale di psicologia spicciola potrebbe avere il pane assicurato per i prossimi 20 anni. A me sembra chiaro cosa intende Todde, basta leggere ciò che ha scritto. Non è niente altro. I films che lei proietta sono collocabili nella mera fantasia o nella sua nevrosi sul mancato saluto di Todde.E se vogliamo rimanere sul “fantastico”, non è che zedda non abbia niente da dire e magari aspetti un suggeritore? Si proponga, ma la prego prima si informi meglio sui fatti. Se un fine intellettuale, una persona educata e gentile come Giorgio Todde si è cimentato nel linguaggio burocratese traducendolo egregiamente, sono certa che anche lei saprà fare di meglio. Non manco di salutarla cordialmente

    • Giosuè Cardulinu says:

      Il fine intellettuale passa nella cruna dell’ago intellettuale

    • anonimo says:

      Si, quella di biolchini si chiama megalomania, mista a manie di protagonismo

      • A. Mongili says:

        Ridicolo, è chiaro che Vito è un intellettuale, per questo vale la pena criticarlo, per cercare di andare avanti assieme. Se uno grugnisce, è invece complesso ragionarci.

  57. ZunkBuster says:

    Alla serie “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI”, insieme all’Unione Sarda (anche Zuncheddu tiene famiglia …) aggiungiamo lo splendido sito del Prof. Pubusa. Come mai non è ancora partita la consueta sequela di invettive con la bava alla bocca contro “Su Meri” Renato Soru? Chissà chissà, forse il recente riavvicinamento tra Maninchedda e l’uomo di Sanluri sta facendo sentire un po’ solo il professore ….

  58. Che togo, non sono solo gli indipendentisti ca si scorranta de par’e pari. Anche quelli del centro-sinistra lo fanno. Però non si scindono. Candu c’esti su dinai in mesu, tutti d’accordo.

    • Sovjet says:

      O Enrico Piras, novidadi! In fatto di “scorriare” non penserai che il centrosinistra possa prendere lezioni da qualcuno? Ne è un esempio la discussione che si sta sviluppando attorno ad un tema certo complicato, ma dove alla fine dei conti non si capisce bene quale sia la ragione del contendere: se la vicenda di Tuvixeddu, il modo in chi Todde ha esposto la vicenda nel suo articolo, il fatto che Massimo Zedda non si precipiti a petto nudo sul colle armato di mascella d’asino…in ogni caso, nulla da imparare dagli indipendentisti, siamo maestri!

      • Stefano reloaded says:

        1868, III Congresso della Prima Internazionale: scorrio brutto tra sostenitori delle tesi di Marx e proudhoniani.
        Però si discuteva di socializzazione dei mezzi di produzione. Non di bandiere con quattro mori o alberi deradicati.

  59. Addetto says:

    E’ un ammutinamento, gentile Biolchini.

  60. già 1 volta Zedda ha smentito con i fatti Vito Biolchini sulla comunicazione e sul modo di fare politica
    (in campagna elettorale, quando Biolchini disse che Zedda era rimasto al palo per troppo tempo)

    Va bene l’analisi politica e la critica (anche se per il resto lo difendi) ma sulla comunicazione di Zedda io starei più cauto

    ciao

  61. Anonimo says:

    Zedda non risponde per rispetto dell’autonomia del consiglio che presto si esprimerà. il tema, come giustamente rileva Biolchini, non è di religione e non va urlato in grassetto sui giornali ma discusso serenamente nel rispetto delle regole e delle ipotesi di sviluppo.

    • ZunkBuster says:

      Magari tenendo il più possibile l’opinione pubblica all’oscuro di tutto? Non ci caschiamo più nei trucchetti di voi politicanti. REFERENDUM SU TUVIXEDDU!!!!!

      • anonimo says:

        E questo acclamato referendum perché non l’avete proposto prima, quando c’era l’altro sindaco, intendo.

        • ZunkBuster says:

          Perché Emilio Floris non aveva fatto della tutela di Tuvixeddu la sua bandiera, quindi non ha tradito alcuna promessa elettorale. Ha fatto quello che ci si aspettava: mediocrità assoluta e acquiescenza ai poteri forti.
          Non è quello che ci si aspettava da Zedda. Ovviamente si attendono ancora chiarimenti convincenti (e il licenziamento di chi si occupa di comunicazione per il sindaco, che ha dato davvero una prova penosa, mal soccorso dai vari Petrucci, Dessì e altre mezze figure) prima di sputare sentenze definitive. Ma, se l’intendimento è quello di fare cose diverse da quelle che si sono declamate in campagna elettorale, nella democrazia 2.0., che non può attendere i tempi lunghi delle elezioni (cinque anni sono davvero un’eternità, negli USA nel frattempo può brillare e tramontare la stella di Obama) è più che legittimo chiedere che siano i cittadini a dire la loro.

          • Dai, come sei severo! Sono mezze figure solo al tuo confronto, ma per la gente normodotata vanno più che bene. Propongo la consulta dei superuomini!

  62. Maria Antonietta says:

    L’articolo di Todde sulla nuova sta a Soru come Andalas sta a Tiscali.

  63. Alessandra says:

    quando si dice gettare un sasso nello stagno, che nel caso della sinistra cagliaritana, più che altro è una pozzanghera.
    Alè. Tutti i girini a vortici. Anni di ignavia Florisiana hanno fatto un buon lavoro, ammettiamolo. Non siamo più capaci non dico di ragionare, di parlare.
    Vabbè, quello che non ammazza fortifica, si dice. Quindi presumo che il problema Tuvisceddu sarà un buon motivo per chiederci cosa ha fatto ognuno di noi, oltre che sbraitare, perchè questa giunta operi in maniera diversa dalle precedenti. Dobbiamo aspettare che qualcuno ci detti le linee?
    Baci.

  64. Giosuè Cardulinu says:

    Sardegna Vostra, mostra il viso truce, da Duce, conduce la rivolta democratica, sabbatica, elettrica, idraulica contro la giunta, smunta di ragazzetti, poveretti, radical-fighetti. FIAT lux… e Soru fuit!

  65. Gianni says:

    “Todde ha scritto il suo intervento su Tuvixeddu per modificare la realtà. Anch’io sono animato dallo stesso intento, ovviamente. È il lavoro dell’intellettuale: cambiare il mondo con la sola forza delle parole e delle idee”.

    Ma Vito Biolchini, ma a essere un intellettuale è Giorgio Todde, mica tu!! Tu sei solo un giornalista che fa il blogger. Giocate in due campionati talmente diversi che quello che pensa Todde fa dibattito in prima pagina su La Nuova Sardegna, mentre quello che pensi tu comincia e finisce qui. O sarai mica convinto che condurre Buongiorno Cagliari o fare post su un blog sostituisca l’elaborazione intellettuale di un uomo come Todde, che alla riflessione sul rapporto tra uomo e territorio ha dedicato anni di scrittura e impegno da ben prima che a Renato Soru pungesse vaghezza di darsi alla politica? Mi auguro di no! Todde sono anni che è un opinion leader dell’ambientalismo e dà voce a sentimenti, paure e pensieri di centinaia di persone, oltre ad aver messo più volte anche le mani in tasca per sostenere battaglie legali contro gli edificatori. Ha tutto il diritto di chiedere a Zedda cosa sta facendo e come!!
    Ma siccome tu sembri convinto che il suo mestiere e tuo siano lo stesso mestiere, ecco che succede un bel cortocircuito: mentre Todde fa il suo mestiere di intellettuale, cioè fare le pulci al potente sui suoi atti poco chiari, tu fai le pulci a lui, convinto che la prima pagina della Nuova e la homepage del tuo blog siano in dialogo paritario face to face.

    Hai seri problemi di dimensionamento, mi sa.

    • “Ma Vito Biolchini, ma a essere un intellettuale è Giorgio Todde, mica tu!!”

      Ma questi sono a essere i groupies di Todde??

      • Gianni says:

        Ainis, o le parole contano ancora qualcosa, o cosa stiamo a scrivere qui a fare? Facciamo tutti dirigenti della protezione civile, tutti sindaci, tutti allenatori e tutti intellettuali!! Allora mi faccio un blog anche io e poi mi chiamate intellettuale pure a me.

        • “Allora mi faccio un blog anche io e poi mi chiamate intellettuale pure a me.”

          Gentile Gianni,
          si tenga forte: con ogni probabilità è un intellettuale anche Lei… e anche se non “si fa un blog”.
          Cordialmente

          • Gianni says:

            Ainis, ma se lei è uno di quelli per cui per essere un intellettuale basta un elettroencefalogramma non piatto e la capacità di costruire la sequenza soggetto+ predicato+complemento+invio, com’è che in tutti i suoi commenti non fa altro che ripetere che in Sardegna non abbiamo intellettuali?

            • Gentile Gianni,
              non ho mai detto che sia necessario un elettroencefalogramma non piatto. Questo lo inferisce Lei. Continuerei con un esempio esemplificativo ma ho come l’impressione che Biolchini taglierebbe il commento.
              Non ho mai detto che in Sardegna non ci siano intellettuali (questo è proprio oggettivamente sbagliato). Poiché asserisce di aver letto i miei commenti, fatto che le fa onore e dimostra un certo masochismo da parte Sua, potrebbe provare a leggere meglio. Per non andare troppo lontano, e non farsi del male leggendo ciò che scrivo, rilegga il bel commento di Mossad, riguardante Todde, sul post di Biolchini che ha originato questo.
              Provo a spiegarmi meglio: c’è una gran differenza tra l’affermare che Todde non sia un intellettuale e porsi il problema della rilevanza di ciò che dice (o i motivi per i quali dice una cosa piuttosto che un’altra o in un modo piuttosto che in un altro).
              Oppure: ci sono intellettuali di valore ed altri mediocri o pessimi.
              Tutti intellettuali.
              Cordialmente,

              PS – Anch’io mi diletto scrivendo in un blog. Ci sono anche persone che commentano ciò che dico (ad esempio Lei). Vuoi vedere che sono un intellettuale?
              Anche lei scrive in un blog e c’è chi commenta ciò che dice. Ha visto? Glielo dicevo che Lei è un intellettuale!
              PPS – Ma davvero ha letto le sciocchezze che scrivo? Sa che ha un bel coraggio?

    • LUCIDA says:

      Tanti, tantissimi problemi, confermo.
      Ma nessun problema di dimensionamento.
      Lo assicuro.

    • Neo Anderthal says:

      Gentile Gianni, sa per caso chi rilascia le patenti di intellettuale?
      È una persona o è una commissione? Lei ne fai parte?
      Sarei curioso, nel caso, di potermi fare una idea del curriculum anche vostro, non certo perché possa mai aspirare al Vostro riconoscimento -Domine non sum dignus-.

      Io davvero non so cosa mai serva per essere un Intellettuale, ma in genere è un intellettuale chi vive dei frutti e azioni del proprio intelletto.
      Sono quindi da considerare tali tutti i professionisti, in special modo e a maggior ragione chi vive della parola scritta o trasmessa, compreso chi magari scrive qualcosa in contrasto e -Dio non voglia!- di urticante per l’area o gli Intellettuali di riferimento.

      A quanto apprendo dalle sue parole pare invece che la corretta nozione di Intellettuale comprenda l’iscrizione a un qualche campionato, dal che discende che in ogni caso sia necessario o preferibile aderire ad una squadra, indossare una maglietta numerata e magari delle scarpe coi tacchetti, chissà.
      Sorge un’altra curiosità: ma i campi in cui si gioca questo speciale campionato chi li stabilisce?
      E ancora, siamo sicuri che oggi sia la carta stampata, e nel caso in esame quella prodotta in altre parti dell’Isola, a garantire la presenza nel girone locale della Serie A di questo vostro brillante campionato?
      Se dovessimo definire, tanto per fare un esempio, l’importanza del Campionato dal pubblico che lo segue, allora davvero non saprei, tra un articolo in prima pagina sul primo giornale di Sassari e questo blog che ha i numeri che si possono leggere sulla colonna destra, chi davvero appartiene a quale categoria.
      A me sembra però che una specie di “commenti ti permittis?” indirizzato a chi un giorno “non gioca in serie A” e l’altro “ha fatto eleggere Zedda/boicottato Soru” sia parecchio fuori bersaglio, e soprattutto non tenga conto di nessun argomento espresso sulle questioni che si dibattono.
      Il “commenti ti permittis?” valeva ai tempi del feudo e dei Baroni, ma i tempi sono cambiati, e ora anche grazie al web chiunque ascolta chi meglio crede, chiunque esprime ciò che preferisce e trova e riscuote -approssimativamente- le dimensioni di ascolto che si è conquistato e merita. As simple as that.
      Il problema -ma non è un problema serio, mi creda- lo ha chi ha difficoltà a vedere la realtà per com’è. Ma per questo mi dicono che a Cagliari ci sono oculisti davvero bravissimi, chissà se ne conosce qualcuno.

      • Gianni says:

        Neoanderthal, Todde fa l’oculista, quindi non “vive di frutti e azioni del suo intelletto”, o vogliamo dire che… tutti gli oculisti adesso sono intellettuali?! Gli oculisti vivono di frutti e azioni dei loro studi sulle conoscenze mediche, ma elaborare pensiero utile alla collettività è un’altra cosa. Todde è un intellettuale perché ha una visione compiuta e articolata su un tema importante per tutti. Per questo lo pubblicano sulla Nuova Sardegna e per questo la sua visione del rapporto con il paesaggio ha ispirato dibattiti popolari e scelte amministrative (senza mai che gli servisse avere un blog per questo!!). Non è così famoso come scrittore da essere sopravvalutato per ragioni di classifica. Casomai ha usato il suo spazio pubblico per assumersi la responsabilità di quello che pensa (lui) e dice (lui) sulle cose che riguardano tutti. L’intellettuale è uno che fa parlare gli altri di quello che pensa lui, non il contrario. Nessuno va a dibattiti pubblici per sentire quel che pensano di Tuvixeddu Vito Biolchini, o Gianni Marras, o Neoandhertal.
        Poi ci sono quelli che hanno i blog. Alcuni intellettuali avranno anche un blog, ma non tutti quelli che lo hanno sono intellettuali. O sì?
        Poi, ma solo dopo, ci sono anche gli sbertidorisi, quelli che si svegliano la mattina e dicono “e oggi dal mio blog a chi la tiro la testata?”
        Gente che ha un casino di commenti, sicuro.

        • Neo Anderthal says:

          Gentile Gianni, mi perdonerà la puntualizzazione, ma innanzitutto io credo che anche un medico che ricerca una soluzione ai problemi della salute pubblica -anche come somma di problemi individuali- dal momento in cui opera con “scienza e coscienza” sia nient’altro che un intellettuale, in senso sociologico, ovvero una persona che esercita una professione intellettuale.
          O forse scienza e coscienza albergano da qualche parte, fuori dalla sfera dell’intelletto?
          Sarebbe interessante capire dove, ma andremmo troppo lontano e perderemmo il filo.

          Non mi sembra che la sua replica risponda alle questioni che le ho posto dopo il suo primo intervento. Anche se capisco la natura della stima che lei tributa al Dott. Todde, stima che sento di condividere in larga misura, non riesco a comprendere perché Lei crede opportuno, per sostenere le tesi o la persona del riverito Dott. Todde, contestare la legittimità dell’intervento di Biolchini tanto da -prima- negargli la “patente” di intellettuale -che se ho capito bene viene localmente distribuita a cura della Nuova Sardegna, il che è buono a sapersi- e in ultimo da etichettarlo “sbertirori”.
          Per quel po’ di mondo che conosco io, non collocherei il giornalista e la persona Vito Biolchini in quella augusta e nobile schiera, non so se ha il “physique du rôle” e il temperamento adeguati. E neanche sarei così sicuro, al posto suo, che nessuno andrebbe o sia mai andato a un pubblico dibattito per sentire -anche- l’opinione di Biolchini.
          Con lei, che sa bene chi è e cosa non è un Intellettuale non mi azzardo a comparare le giullarate di Biolchini e Arthemalle con gialli del Dott. Todde, e mi rendo conto che rispetto alla altezza vertiginosa e alla profondità intellettuale di questi ultimi testi, frutto di un oculato intelletto, le farse popolaresche dei due “brulloni” son poca cosa, ma si fa quel che si può e Biolchini almeno questo “lo può”.
          Di fatto ricordo -solo per riferirci a temi di pubblica rilevanza- che alla inziativa “Oggi smontiamo l’Anfiteatro” replicata più e più volte sempre con la presenza come autore e sul palco di Vito Biolchini, siano andate complessivamente diverse centinaia di spettatori -paganti-.
          Ma ovviamente non basta, se si è sprovvisti del bollo di Intellettuale Certificato, che spetta solo ai prescelti della Nuova Sardegna, come Lei acutamente rileva.

          • vitobiolchini says:

            Oh, comunque a me La Nuova mi ha messo pure nella sua Enciclopedia della Sardegna (mi sembra si chiamasse così)! Cioè, poche righe, ma mi ha messo: Biolchini Vito! Cioè, boooh!

            • Neo Anderthal says:

              Enzà sei di quelli TOGHI!

            • Stefano reloaded says:

              “Biolchini, Vito Giornalista e scrittore
              (n. Cagliari 1970). Fin da studente si e`
              interessato della vita culturale della
              sua citta`. Giornalista professionista
              dal 1993, collabora con ‘‘La Nuova Sardegna’’
              e con altri periodici. Ha scritto
              soprattutto per il teatro, ottenendo numerosi
              riconoscimenti anche a livello
              nazionale. Tra i suoi scritti: Sardegna.
              Fatti e persone 1992 (con Giovanni MariaBellu),
              1993;Estate10 (o della distruzione
              dei casotti) (con E. Turno Arthemalle),
              1999; Le irregolari (con E.Turno
              Arthemalle), 2000.”

              Cee! Con Giovanni Maria Bellu!
              As biu le cose che si scoprono con le enciclopedie.

            • anonimo says:

              Ve la cantavate e ve la suonavate tra di voi, finché è convenuto ad entrambi.

          • Gianni says:

            Neoandhertal, io a dire la verità la cosa degli sbertitori l’ho usata solo per dire che i commenti non sono un indice così attendibile di quanto conti, perché a volte basta solo fare un po’ di rissa per trovarsi molti contatti. Forse il fatto che tu associ il cazzottare a Vito è significativo più di come lo vedi tu che di come lo vedo io!
            Tra l’altro non c’è niente di offensivo nel fare lo sbertitore, sul web o sui giornali che sia, però mi vorrai ammettere che c’è differenza tra partire di testa al potente che governa la città e partire di testa a quello che non ti saluta più per strada. Per me il confine tra Todde e Biolchini è quello: Todde parla del destino di Tuvixeddu, Biolchini parla di quello che pensa Todde e di come lo esprime. Ma davvero puoi scrivere un giorno che è giunto il tempo del cunnemammarua e il giorno dopo affermare che tu e Todde siete due intellettuali, per di più nello stesso post in cui lo accusi di non salutarti per strada?? Secondo me no!
            Se però hai ragione tu e gli intellettuali sono davvero due, allora l’unica cosa che mi viene da dire è che uno dei due non sta facendo il suo mestiere, che è rompere i coglioni al potente, non a chi gli pone le domande, salvo poi fare un post dove si lamenta che il sindaco non risponde alle domande. Di Todde!!

            • Neo Anderthal says:

              Gianni, se lei usa le parole -che hanno un senso preciso- forzandone il campo semantico o per usarle in un senso figurato che è noto a lei, ma purtroppo non risulta chiaro, corre il rischio di non farsi capire, almeno da questo lettore poco avvezzo a sottigliezze linguistiche così raffinate e aduso in prima battuta ad attribuire alle parole il significato proprio.
              Lei invece coglie, devo dire che coglie moltissimo e alla grande, infatti trova in quanto ho scritto -a proposito, dove?- una associazione tra “il cazzottare” e il nostro ospite Vito, laddove io non ho fatto alcuna menzione della Nobile Arte, mentre lei cita ripetutamente le azioni del “partire di testa” e quelle del “rompere i coglioni”.
              In questo aspetto vedo però una luce e una guida. Lei è certamente avviato bene per l’accreditamento in quanto Intellettuale -e la Nuova seguirà-.

    • Realista says:

      Un plauso a Vito Biolchini ed a chi collabora con lui nel blog per la dimostrazione di democratica accoglienza fornita nel pubblicare questa incredibile successione di sciocchezze messe in fila da questo signore. Dal quale, comunque, si attendono lumi su come si possa diventare intellettuali senza tema di smentita…
      Ridicolo

    • supresidenti says:

      mi scusi gianni, avrò avuto si e no 15 anni quando ho letto qualcosa di biolchini,proprio su la nuova sardegna (sa com’è, a mio padre non piaceva ne grauso ne zuncheddu e a casa si leggeva la nuova). e già da allora lo leggevo con piacere e piacevolmente continuo a farlo. lo considero un intellettuale? il fatto che stia scrivendo nel suo blog lo dimostra, o no? a me stimola l’intelletto, e a lei? sa cosa mi preoccupa? che proprio un intellettuale come todde non abbia avuto di meglio da fare che attaccare frontalmente anziche chiedere spiegazioni più che legittime. e qui sta il problema. vogliamo governare i problemi e risolverli nel migliore dei modi oppure no? indebolire zedda a chi giova? alla necropoli? a differenza di biolchini io non mi stupisco del silenzio del sindaco. qualcuno ha detto che ne parlerà il consiglio comunale? meglio, a sto giro è pieno di gente onesta “intellettualmente”.

  66. ULTIM’ORA! Italia Nostra intima al sindaco Zedda di ritirare la delibera dell’11 gennaio e chiede al Comune di Cagliari di essere formalmente ammessa alle riunioni di valutazione tecnica. Manderanno Giorgio Todde?
    http://www.sardegnademocratica.it/culture/lettera-aperta-su-tuvixeddu-1.25933

    • Hanno dimenticato di mandare la lettera alla NATO all’ONU e all’Unione Araba… e adesso?
      Comunque benissimo, IN fa quello che deve, a parte l’estensore della lettera che si fa rider dietro con la questione della rivista “fondata da Moscati” (ma ci dobbiamo sempre far riconoscere?”.
      Comunque era ampiamente previsto che accadesse (se non sbaglio Cassandra Biolchini l’aveva predetto).
      Vediamo che dice Zedda (se dice).

    • Massimo says:

      Noto che:

      – la delibera della giunta comunale è dell’11 gennaio 2012;
      – l’articolo stampa di Giorgio Todde è del 6 febbraio 2012;
      – l’istanza di Italia Nostra, di cui si da notizia solo oggi, è del 2 febbraio 2012;

      Manca ancora qualcosa all’appello?

      • ZunkBuster says:

        Per la precisione era già stata inserita come commento alla ripresa dell’articolo di Todde nel sito di Sardegna Democratica.

    • Addetto says:

      Gentile Vito, quello che lei chiama ultimatum è il comunicato di Italia Nostra sulla delibera contestata. Le farebbe bene una serena lettura del comnicato, ne uscirebbe un uomo migliore, di certo.

      • vitobiolchini says:

        Forse non hai mai visto un comunicato stampa. E se lo era, perché Todde non ne ha parlato nel suo articolo che è uscito il 6 febbraio (e il “comunicato” è del 2?). Ho capito: Soru non c’entra niente con Sardegna 24 e Todde non c’entra nulla con Italia Nostra. Ci ho azzeccato?

    • adbuster says:

      Ceeeeh!!!
      Stanislao Moulinsky alias Italia Nostra, Alias Giorgio Todde che cerca un invito omaggio per entrare alle riunioni su Tuvixeddu!!!!

      Qui la traduzione di Adbuster:

      – Mi volete ascoltare? O Ministro, o Direttori Generali, o Cappellacci, o soprintendente, o assessore agli enti locali, o Zedda, o Paolo Frau, o Puggioni, qualcuno mi vuole calcolare?

      – Premesso unu sciaccu mannu de cosa che ho copincollato da quello che mi aveva spiegato Lissia, la delibera che avete fatto è ILLEGITTIMA perché fra PUC e PPR vince il PPR, come ha già detto il TAR.

      – Premesso anche che non state attenti vi mando le ruspe anche in via Is Maglias e ‘ndi bogu tottu a corpus de benna che Stigliz ha detto che ci sono morti anche lì sotto finzasa alla facoltà di architettura. Anzi mi sa che si deve sbancare tutto fino a via Seruci.

      INTIMO

      – A Zedda di revocare la delibera subito.

      – A Cappellacci e all’assessore di mettere i paletti sul terreno dove vi ho detto. Più in là.

      – Al Ministro di prendere Zedda a zugate

      E SOPRATTUTTO

      siccome nessuno mi ascolta e ho bisogno assoluto di nuova credibilità politica, almeno mi fate entrare alle riunioni su Tuvixeddu? Dài… mi sono anche fatto il timbrino di Italia Nostra. Tutto sommato me lo merito.
      Mi ascoltate? OH! APPU NAU: MI VOLETE CALCOLARE APPENA APPENA?

      Giorgio Todde alias Italia Nostra.

      • sicalta@libero.it says:

        Lei fa lo spiritoso caro Ad ma il suo linguaggio, la sua traduzione arriverà diretta sul tavolo del Palazzo. Bella mossa. Capiranno forse e revocheranno, eccome se revocheranno quella delibera sulla quale potrebbe cimentarsi in una versione per il volgo. Breve breve. Che so: adesso tocca a noi zuppare il pane nella necropoii. Oppure: basta coi morti evviva il calcestruzzo. Faccia lei, ci metta un po’ di colore. Provi a dire in sintesi che la legge è dura ma è la legge. E che i furbetti di Stampace non ce la faranno, perchè li abbiamo già scoperti. Ecco, visto che sa fare sintesi: ci dice chi sono i soci nell’impresa “palazzi sulle tombe”?

        • ZunkBuster says:

          Ecco, diciamolo al popolo oggi, per non doverlo dire al procuratore della Repubblica domani …

    • musicalta@libero.it says:

      scusi Vito, lei è intelligente ma perchè non si applica un po’. Sembra un politicante di altri tempi e non un giornalista. Si legga la lettera diffida – la chiami come vuole- e dica nel merito, se le sembrano fondate o meno le osservazioni di INostra. A confutare spera che siano altri.E quindi i suoi sono bla bla attendisti mentre la richiesta di ammissione alla valutazione tecnica è per via della legge ! e non per cortesia dovuta a Todde. Capito? Studi gli atti e lasci perdere i complotti, abituiamoci a non parlare a vanvera. Il testo di INostra dice cose: a-b-c-d e chiede risposte sui punti e il sindaco non parla. Fugge e fa l’offeso. Questa è l’anomalia; non che le associazioni incalzino che è il loro compito. Tutto questo evidenzia una fragilità estrema del gruppo di consulenti della AC ben al di là delle previsioni.

  67. ZunkBuster says:

    Caro Vito Biolchini, approvo quasi sempre quello che scrivi (anche perché lo scrivi informandoti, cosa non scontata) ma mi sa che con Todde la stai prendendo troppo sul personale. E’ vero che i toni sono fastidiosi, che l’antizeddismo complessivo è davvero eccessivo, tuttavia il problema sollevato è ben reale, come dici anche tu, e lo conferma quanto scritto con molto equilibrio dal Dott. Mauro Lissia, probabilmente il giornalista più informato e coerente in assoluto sulla vicenda Tuvixeddu. Non casualmente, dubitando che quanto scritto da Todde fosse la solita “sparata” soriana, ho cercato subito di capire cosa ne pensasse lui, trovando il commento nel blog di Matteo Lecis.
    Mi sembra, non solo dalle giustificazioni poco convincenti che vengono dalla maggioranza, ma anche da quelle che ho sentito in prima persona da soggetti molto vicini al sindaco, che alla base di tutto ci sia una paura fottuta degli avvocati di Cualbu (magari anche qualche avvocato e giurista di sinistra, per cui “pecunia non olet”, e magari scrive su internet fingendo di essere imparziale), ma cazzo, chi ha impersonato e incarnato la Primavera cagliaritana e ha fatto della tutela di Tuvixeddu un caposaldo della sua campagna elettorale non può mettersi strizza per un avvocato, casomai combatte su tutti i fronti, a livello giuridico, che per fortuna (anche se il caro sindaco Zedda diffida della categoria) non tutti gli avvocati di sinistra si vendono l’anima al diavolo, ma soprattutto a livello PO-LI-TI-CO. Perché se ci facciamo intimidire dagli avvocati, buonanotte!!!
    Oppure la verità è un’altra, che Cualbu ha ragione, ma allora dovreste, sindaco Zedda e non sempre buoni consiglieri, ammettere di averci presi in giro in campagna elettorale; dato che mi rifiuto di credere una cosa simile, per favore, fateci sapere come stanno le cose!!! E non rimettendovi alle note di un certo Sebastiano Dessì, che nello stile non ricorda esempi di origine sovietica come affermato dal Prof. Mongili, casomai a me ricorda il più terrestre e sgangherato stile del coordinatore della segreteria regionale PD Franco Marras.
    A proposito di comune: su Sardegna Quotidiano di oggi viene riferito di un “gossip” raccolto in ambienti consiliari secondo cui Massimo Zedda si sarebbe apprestando a dare il benservito alla vicesindaco Paola Piras. Magari la notizia non verrà confermata, ma se lo fosse, secondo voi che significa? (io un’idea me la sono fatta …)

    • Matteo says:

      Oh ZunkBuster, Sebastiano è un consigliere eletto che sa quello che dice, mica uno che va a elemosinare trodi nel Palazzo per scriverli su un blog (senza dire come si chiama).

      • ZunkBuster says:

        Noto che a SEL siete nervosetti … forse perché anche molti vostri compagni minacciano seriamente di mangiarvi la pastasciutta in faccia se fosse vero quello che temiamo di intuire dalla delibera di Giunta e che sindaco, assessori e maggioranza insistono a non volerci spiegare in modo convincente. C’è mezzo PD che ha i cabbasisi girati per questa storia, figurarsi il vostro elettorato … a meno che non siate diventati Sinistra (“po mod’e nai”) Ecologia (Cualbucompatibile) e Libertà (di fare “qui lo dico e qui lo nego”).

        • Matteo says:

          Bah, nervosetti magari no. Io personalmente sono stufo dei sapientoni. E di chi si diverte a sminuire le persone impegnate in consiglio comunale senza riflettere.
          Su Tuvixeddu evidentemente qualcuno ha deciso di cambiare direzione alla battaglia, e non in consiglio comunale né in giunta. Io tengo a Tuvixeddu, altri evidentemente tenevano solo alla propria immagine costruita sulla battaglia di tutela.

    • Sovjet says:

      O Zunk, dai fai da bravo, che poi si inizia ragionando e si finisce a sparare cazzate. Io credo sia assolutamente legittimo, quando noi si capiscono le cose, chiedere spiegazioni. Oltre al fatto che un amministratore pubblico deve essere sempre pronto a rispondere di quello che fa, fosse anche portare fuori alla mamma l’otto di maggio. Detto questo però c’è modo e modo…perché tu per avvisarmi puoi anche darmi un calcetto sotto il tavolo oppure anche una gomitatina, ma se tenti di investirmi in strada vuol dire che può essere ci sia altro. Certo, Massimo rappresenta la primavera cagliaritana e so muove con i ritmi adatti a Cagliari. E infatti è il secondo sindaco in Italia come gradimento. Forse questo può non piacere, ma è così. Per essere il secondo in Italia deve piacere un pochino alla cittadinanza, a tutta, perché è il sindaco di Cagliari, non il sindaco solo degli iscritti a SEL di Cagliari o del centrosinistra.
      Infine, io non so se sarà dato il ben servito a Paola Piras o no, oppure se questo sia il termine corretto da usare anche in caso di cambio di assessore, ma potrebbe anche essere che il ruolo di vicesindaco di Cagliari richieda un impegno incompatibile con l’insegnamento e con l’incarico di preside di una facoltà universitaria. O no?

      • ZunkBuster says:

        O Soviet no pighisi po culu!!! L’articolo accennava chiaramente a un problema politico, se hai altre informazioni smentisci Sardegna Quotidiano, non me, a meno che non stia facendo in nome e per conto della professoressa Piras il discorso della volpe e dell’uva. Quanto a quelle che a te appaiono “cazzate”, il discorso è semplicemente: “Amicus Maximus Zedda, sed magis amica veritas”; poi non so se Todde o chi per lui mirasse a un assessorato o a chissà che altro, mi sento personalmente di escluderlo, e comunque onore al merito a chi ha avuto il coraggio di dire le cose che in molti pensavano (pensavamo) ma non hanno (abbiamo) mai avuto il coraggio di dire, ivi compresi i dirigenti del PD che su Facebook fanno le difese d’ufficio del sindaco (perché sanno che nuove elezioni senza Zedda, che di questo passo ne avrà ben donde di rompersi le scatole del comune e imbarcarsi nel treno per le politiche 2013, farebbero rivincere il centrodestra riducendo Marcialis, Carta e soci a misere comparse di un insignificante partito di pseudoopposizione), ivi compresi molti tuoi compagni di SEL che in privato non fanno che ripetere da mesi che Massimo Zedda deve tirare fuori le palle ed aprire i cassetti. Che ci sia qualcuno che metta il sindaco dinanzi alla cruda verità può fargli solo bene: ascolti meno certi “grandi vecchi” del Sergio Atzeni (non mi riferisco a Matteo Massa o ad altri dirigenti, è proprio un discorso strettamente anagrafico) e torni ad ascoltare chi più entusiasticamente l’ha appoggiato.

  68. Franco says:

    Sillogismo:

    1) Sindaco, Giunta, Consiglieri non hanno mai detto di voler abbattere il Sant’Elia. Hanno sempre sostenuto l’esatto opposto. Parlano gli articoli di giornale e gli atti del consiglio
    2) Chiunque dica il contrario è un bugiardo.
    3) Todde dice il contrario
    4) Todde è un bugiardo

    • Addetto says:

      Dall’Unione del 25 gennaio:
      “Se si dovesse intervenire sul Sant’Elia, comunque, Zedda precisa le sue intenzioni: «Io escluderei la realizzazione di nuove città mercato. Alberghi? Perché no. Residenze? No. Uffici? Ragioniamo sul futuro del palazzo di via Sonnino: potremmo realizzare per noi o per terzi degli uffici. Di sicuro escluderei la demolizione: i pilastri hanno un valore”.
      Come chiama, caro signor Franco, risparmiare solo i piloni?

  69. Matteo A. says:

    Paura di “farsi dettare la linea” o semplicemente “non avere una vera e propria linea”?

  70. Gentile Biolchini,
    ecco, adesso concordo (per quello che vale) salvo interrogarmi sul senso da dare alla categoria di ‘intellettuale’ se applicata a Todde (padrone di scrivere ciò che più gli aggrada, naturalmente). Se posso permettermi (e sempre per quel che vale) la prossima volta suggerirei di contare fino a dieci prima di scrivere la risposta (e poi scrivere ciò che ha pubblicato oggi).
    Va da sé che ciò andrebbe completato con la bella analisi di Mossad riguardo gli orticelli o i fortini.
    Quanto alla “mentalità gesuitica, stalinista, togliattiana” paventata da A. Mongili, mi permetto di aggiungerne una che ha scordato: “democristiana”.
    Di cui dimostra di avere un’ottima conoscenza e una buona facilità d’uso.
    Cordialmente,

    • Alessandro Mongili says:

      Gentile signor Ainis,

      capisco che probabilmente non le sono simpatico, e le assicuro che la cosa mi sembra normalissima. Però questo commento mi ha incuriosito più dell’accusa di essere “surreale” (che invece mi ha un po’ gratificato).
      Vorrei chiederle: in che senso le sembro “democristiano” (se non ho capito male)? La prego, non sia avaro di spiegazioni.

      Con moltà cordialità,
      il professor Mongiglio

      • Gentile A. Mongili (noto prof Mongiglio)

        mi scuso ma non avevo visto il Suo commento e l’accontento (spero gradirà l’assonanza) immediatamente anche se con ritardo. Un ritardo immediato, insomma, visto che parliamo di democristiane cose.
        Se avrà la bontà di rileggere il mio post, si renderà conto come non abbia mai sostenuto che Lei sia “democristiano”.
        E’ vero invece che Lei ha una “mentalita democristiana”, come si comprende, ad esempio, dalla Sua risposta. Glielo ridico perché non sono avaro: non è che Lei abbia capito male: ha la mentalità democristiana.

        Avaro? Al massimo stitico.

        Cordialmente,

  71. A. Mongili says:

    Scusa Vito ma veramente credi che le perplessità di Todde e di tanti altri siano riconducibili alla voglia di discreditare Zedda, e magari ci sia una congiura soriana in proposito? Ieri mi è capitato di passare molto tempo a chattare con un simpaticissimo esponente di questa compagine zeddiana (diciamo così) che ne era assolutamente convinto e pensava di ottenere da me spiegazioni.
    Ma vi siete bevuti il cervello? Pensate veramente che la gente ragioni perché il Soru che è in me mi detta la linea? Seis macus!
    La delibera è poco chiara, la gente è preoccupata e giustamente, come dici tu, la Giunta comunica malissimo (ho assistito a un’assemblea con i residenti di Castello: da incubo). Noi li abbiamo votati, sostenuti, eletti. Noi chiediamo spiegazioni.
    Il tempo delle deleghe in bianco è finito, ma non quello dei ragionamenti da sezione, che vedono tutto come un gioco di scacchi e le persone come pedine. Ieri è apparso un commento di un consigliere di SEL, girato da Lecis Cocco-Ortu sul suo sito (http://matteoleciscoccoortu.wordpress.com/2012/02/08/su-tuvixeddu-ed-il-gattopardo-sebastiano-dessi/#comment-192), che è veramente un pezzo da manuale di questa mentalità gesuitica, stalinista, togliattiana, non so più neanche coma chiamarla.
    Io non conosco Todde né lo saluto, e vivo benissimo. Ma lo rispetto. Mentre questi uomini dalle pagine bianche che animano le pizzate di SEL non esprimevano lo straccio di un’idea sulla città (cosa di cui esistono notevoli tracce nella loro attuale azione politica come governanti), Todde conduceva battaglie che, al di là di ogni singolo punto, sono state essenziali per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il bene comune.

    • Matteo says:

      Prof. Mongili,
      noto che lei si da del noi (“li abbiamo votati, sostenuti, eletti”). Posto che dalla sua tastiera ormai da mesi e mesi, direi anni, esce solo fango e di certo non sostegno, avrei una domanda: VOI chi?

    • Michele Piras - Coordinatore regionale SEL says:

      “…mentalità gesuitica, stalinista, togliattiana”?
      Capisco che il prof. Mongili “non sappia più come chiamarla”, semplicemente perché da troppo tempo a questa parte evidentemente non aveva niente di meglio da fare che cercare appellativi per definire SEL, i suoi dirigenti, i suoi militanti, in un vortice di malcelato astio personale che si autoalimenta nel tempo e nello spazio dei suoi eloquenti interventi, articoli, commenti….una vera e propria guerra di religione.
      E per tali gradevoli letture deduco che l’idea che avrebbe il prof. Mongili del dibattito democratico sarebbe che esprimere opinioni, concetti, iniziative politiche, differenti dalla sua può essere pretesto di arringhe (non di rado vaneggianti e sempre più spesso di cattivo gusto), sentenze o scomuniche, senza che – ovviamente – nessuno possa assumersi licenza di segnalare all'”illustre” professore che tutto ciò assomiglia terribilmente a una “…mentalità gesuitica, stalinista, togliattiana, non so più neanche come chiamarla”.
      Che gioco divertente quello dello specchio riflesso. Oh quanti danni produce al lume della ragione il malfunzionamento dell’apparato gastrico.
      Si beva una tisana il professor Mongili e ci provi almeno ad applicare il metodo scientifico al suo ragionamento: che è sempre quello di conoscere, indagare, mettere alla prova del dubbio le proprie convinzioni prima di parlare.
      E lo sa il prof. Mongili (che evidentemente non gradisce la pizza in compagnia) che alle “pizzate di SEL” partecipa molto più popolo e circolano molte più idee (sulla città, sulla Regione, sul Paese) di quanto egli non abbia mai avuto modo di incontrare? Si dia una calmata allora ed abbia rispetto dell’intelligenza di quei tanti che non la pensano come lui e che sostengono altri modi di far politica e aggregazione democratica.
      Certamente è finito il tempo della carta bianca, che del resto nessuno ha mai preteso di avere, ma è anche finito il tempo (da tantissimo tempo) dei professori che si ergono sulla cattedra, un metro sopra il popolo, a sputare sentenze pretendendo di essere ascoltati.

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: