Cagliari / Giornalismo / Sardegna

Tunisini a Cagliari: l’Unione Sarda gioca sporco, semina paura e ignora la Carta di Roma (che forse nemmeno conosce)

Oggi l’Unione Sarda riporta in prima pagina una notizia che non troviamo in nessuno degli altri due quotidiani sardi: “A Cagliari allarme per i tunisini”. E a pagina tre, titolo a otto colonne: “Tunisini: molestie, risse, rapine”. E nel catenaccio: “Lucciola rumena aggredita, a Cagliari è allarme violenza”. La notizia della rapina alla lucciola è nuova (è non è apparsa ieri, come ho erroreamente scirtto in una prima versione di questo post), mentre quella di una rissa nel centro e di una donna molestatata l’abbiamo già letta nell’edizione di domenica.  Il giornale ricicla le stesse notizie dando però ad esse un risalto sporpositato.
Proprio il contrario di quello che dovrebbe fare secondo la Carta di Roma, una carta deontologica redatta nel 2007 e che fissa i paletti per una informazione corretta sui migranti. E questo per “evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. Ordine e Sindacato richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare, sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilità della intera categoria dei giornalisti”. Ci sarà qualcuno in Sardegna capace di farla rispettare?

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Carta di Roma
Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, condividendo le preoccupazioni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) circa l’informazione concernente rifugiati, richiedenti asilo, vittime della tratta e migranti, richiamandosi ai dettati deontologici presenti nella Carta dei Doveri del giornalista – con particolare riguardo al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per la razza, la religione, il sesso, le condizioni fisiche e mentali e le opinioni politiche – ed ai princìpi contenuti nelle norme nazionali ed internazionali sul tema; riconfermando la particolare tutela nei confronti dei minori così come stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dai dettati deontologici della Carta di Treviso e del Vademecum aggiuntivo, invitano, in base al criterio deontologico fondamentale ‘del rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati’ contenuto nell’articolo 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, i giornalisti italiani a:
 
osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti nel territorio della Repubblica Italiana ed altrove e in particolare a:
 
a.      Adottare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore ed all’utente la massima aderenza alla realtà dei fatti, evitando l’uso di termini impropri;
 
b.      Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. CNOG e FNSI richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare, sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilità della intera categoria dei giornalisti;
 
c.       Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;
 
d.      Interpellare, quando ciò sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni.
 
IMPEGNI DEI TRE SOGGETTI PROMOTORI
 
i. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in collaborazione con i Consigli regionali dell’Ordine, le Associazioni regionali di Stampa e tutti gli altri organismi promotori della Carta, si propongono di inserire le problematiche relative a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti tra gli argomenti trattati nelle attività di formazione dei giornalisti, dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti. Il CNOG e la FNSI si impegnano altresì a promuovere periodicamente seminari di studio sulla rappresentazione di richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e migranti nell’informazione, sia stampata che radiofonica e televisiva.
 
ii. Il CNOG e la FNSI, d’intesa con l’UNHCR, promuovono l’istituzione di un Osservatorio autonomo ed indipendente che, insieme con istituti universitari e di ricerca e con altri possibili soggetti titolari di responsabilità pubbliche e private in materia, monitorizzi periodicamente l’evoluzione del modo di fare informazione su richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta, migranti e minoranze con lo scopo di:
 
a)      fornire analisi qualitative e quantitative dell’immagine di richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti nei mezzi d’informazione italiani ad enti di ricerca ed istituti universitari italiani ed europei nonché alle agenzie dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa che si occupano di discriminazione, xenofobia ed intolleranza;
 
b)      offrire materiale di riflessione e di confronto ai Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti, ai responsabili ed agli operatori della comunicazione e dell’informazione ed agli esperti del settore sullo stato delle cose e sulle tendenze in atto.
 
iii. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana si adopereranno per l’istituzione di premi speciali dedicati all’informazione sui richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime di tratta ed i migranti, sulla scorta della positiva esperienza rappresentata da analoghe iniziative a livello europeo ed internazionale.
 
Il documento è stato elaborato recependo i suggerimenti dei membri del Comitato scientifico, composto da rappresentanti di: Ministero dell’Interno, Ministero della Solidarietà sociale, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) / Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le Pari Opportunità, Università La Sapienza e Roma III, giornalisti italiani e stranieri.
 
 
ALLEGATO: GLOSSARIO
 
–         Un richiedente asilo è colui che è fuori dal proprio paese e presenta, in un altro stato, domanda di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, o per ottenere altre forme di protezione internazionale. Fino al momento della decisione finale da parte delle autorità competenti, egli è un richiedente asilo ed ha diritto di soggiorno regolare nel paese di destinazione. Il richiedente asilo non è quindi assimilabile al migrante irregolare, anche se può giungere nel paese d’asilo senza documenti d’identità o in maniera irregolare, attraverso i cosiddetti ‘flussi migratori misti’, composti, cioè, sia da migranti irregolari che da potenziali rifugiati.
 
–         Un rifugiato è colui al quale è stato riconosciuto lo status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, alla quale l’Italia ha aderito insieme ad altri 143 Paesi. Nell’articolo 1 della Convenzione il rifugiato viene definito come una persona che: ‘temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale od opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese’. Lo status di rifugiato viene riconosciuto a chi può dimostrare una persecuzione individuale.
 
–         Un beneficiario di protezione umanitaria è colui che – pur non rientrando nella definizione di ‘rifugiato’ ai sensi della Convenzione del 1951 poiché non sussiste una persecuzione individuale – necessita comunque di una forma di protezione in quanto, in caso di rimpatrio nel paese di origine, sarebbe in serio pericolo a causa di conflitti armati, violenze generalizzate e/o massicce violazioni dei diritti umani. In base alle direttive europee questo tipo di protezione viene definita ‘sussidiaria’. La maggior parte delle persone che sono riconosciute bisognose di protezione in Italia (oltre l’80% nel 2007) riceve un permesso di soggiorno per motivi umanitari anziché lo status di rifugiato.
 
–         Una vittima della tratta è una persona che, a differenza dei migranti irregolari che si affidano di propria volontà ai trafficanti, non ha mai acconsentito ad essere condotta in un altro paese o, se lo ha fatto, l’aver dato il proprio consenso è stato reso nullo dalle azioni coercitive e/o ingannevoli dei trafficanti o dai maltrattamenti praticati o minacciati ai danni della vittima. Scopo della tratta è ottenere il controllo su di un’altra persona ai fini dello sfruttamento. Per ‘sfruttamento’ s’intendono lo sfruttamento della prostituzione o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato, la schiavitù o pratiche analoghe, l’asservimento o il prelievo degli organi.
 
–         Un migrante/immigrato è colui che sceglie di lasciare volontariamente il proprio paese d’origine per cercare un lavoro e migliori condizioni economiche altrove. Contrariamente al rifugiato può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.
 
–         Un migrante irregolare, comunemente definito come ‘clandestino’, è colui che a) ha fatto ingresso eludendo i controlli di frontiera; b) è entrato regolarmente nel paese di destinazione, ad esempio con un visto turistico, e vi è rimasto dopo la scadenza del visto d’ingresso (diventando un cosiddetto ‘overstayer’); o c) non ha lasciato il territorio del paese di destinazione a seguito di un provvedimento di allontanamento.

01/01/2007

17 Commenti

  1. Nicoletta says:

    Io ho mandato una mail per far presente che viste le false notizie e lo sciacallaggio su una situazione molto delicata come quella degli immigrati,io non acquisterò e leggerò più l’Unione Sarda,e lo stesso faranno i miei amici e parenti. Non servirà a tanto… questo l’indirizzo unione@unionesarda.it

  2. Ciao,
    ho inviato questa nota per ora a info@amnesty.it e all’ordine dei giornalisti (odg@odg.it). Credo sia giusto che ciascuno di noi la invii. Con un gruppo di colleghi avvocati stiamo anche individuando le mail delle principali organizzazioni internazionali competenti a cui segnalare questa vergogna. Faremo girare una mailing list quanto prima.
    Grazie
    Sergio Diana

    Gentili signori/e,
    con la presente intendo segnalare il vergognoso comportamento del quotidiano sardo l’Unione Sarda che, a parer mio, si è reso dolosamente responsabile di una illegittima campagna denigratoria contro i Tunisini recentemente giunti a Cagliari, rivolta a suscitare nei cittadini l’intolleranza e l’odio razziale nei loro confronti, Ciò attraverso notizie imprecise, sommarie e distorte.
    Si fa presente che il suddetto quotidiano è il più letto nell’Isola.
    In particolare, il giorno 12 aprile u.s. il suddetto quotidiano riporta in prima pagina la notizia “A Cagliari allarme per i tunisini” che non si legge in nessuno degli altri due quotidiani sardi (Metro e La Nuova Sardegna). A pagina tre dello stesso numero un articolo a otto colonne riporta: “Tunisini: molestie, risse, rapine” e, nel catenaccio: “Lucciola rumena aggredita; a Cagliari è allarme violenza”. Inoltre, mentre la notizia circa la rapina alla lucciola è nuova, quella relativa ad una rissa nel centro e alle presunte molestie ad una donna era già stata pubblicata nel medesimo quotidiano nella precedente edizione di domenica 10 aprile. Il quotidiano locale riporta quindi più volte le stesse notizie al fine di assicurarsi che, opportunamente distorte e ripetute, giungano al maggior numero di cittadini e cittadine.
    Certi in un vostro intervento, resto a disposizione per ogni chiarimento, ringrazio e porgo cordiali saluti.
    DATA FIRMA

  3. Pasquino says:

    Il gioco sporco è noto, in questo ed altri frangenti.
    Evidentemente paga.

  4. Michele says:

    Sinché non si risolveranno le questioni legate al precariato nel lavoro giornalistico, le carte e i codici deontologici non avranno alcun senso. Secondo me, il lavoro del giornalista per sua natura NON può essere precario.
    E’ stato detto: “Mi dispiace solo per il collega, che é un bravo giornalista, che ha DOVUTO realizzare la ripresa di oggi…”. E già questo fa riflettere.
    Ma in ogni caso, anche a prescindere dalla situazione specifica, chiedo: Si può fare giornalismo quando si rischia il posto se non si scrive esattamente quello che “deve” essere scritto?
    Come pretendere che si faccia il proprio mestiere senza condizionamenti e con coscienza se si è sotto ricatto?

    PS. il ragionamento, forse banale, certamente vale in generale, ma la sensazione è che a Cagliari si stia peggio che altrove…

  5. Vorrei segnalare questo: I SARDI SONO PEGGIO DEI SELVAGGI, VANNO SCHEDATI PRIMA DI TRUCIDARLI http://www.cagliarifornia.eu/2011/04/i-sardi-sono-peggio-dei-selvaggi-vanno.html

  6. Neo Anderthal says:

    In ogni caso vorrei rilevare che il centrodestra non ha nessun titolo per sfruttare la -scomoda e strumentalizzabile- presenza dei migranti tunisini.
    Dovrà essere fatto notare che loro presenza è una scelta precisa del “Governo del Fare” -un governo di fatti, ma fatti persi, infatti- che ha preferito ammassare i migranti in centri di raccolta TUTTI AL SUD, invece di programmare un impatto minore distribuendoli sul territorio nazionale, del quale fanno parte anche la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, che hanno tra l’altro una struttura economica certamente più attrezzata per l’emergenza.
    I tutto è stato accettato/subito con il consueto e ossequente sbattere di tacchi dai mandatari berlusconiani in carica alla Regione e al Comune.

  7. alessandro says:

    Se si leggesse la Carta di Roma, si sfogliasse la Convenzione del 1951 e il Protocollo del 1967 sui rifugiati, si riflettesse sui numeri del fenomeno (12mila rifugiati su 60 milioni di abitanti in Italia rispetto alle centinaia di migliaia o milioni di rifugiati che fuggono verso i paesi poveri in Africa o Asia) forse ci si asterebbe da posizioni così tanto lontane dalla realtà e così poco cristiane (per chi ha fede) e civili (per chi crede nei diritti umani).

  8. Michiko says:

    Michiko approva ed applaude questo post.

  9. matteo murgia says:

    uno schifo davvero, leggendolo stamattina mi sono vergognato al posto di quel povero giornalista che ha scritto l’articolo..

  10. Ma cosa vuoi che faccia l’Ordine… al limite spacca la zucchina a Michela Murgia, che naturalmente è il vero problema dell’informazione in Sardegna. A proposito di Michela Murgia: http://www.cagliarifornia.eu/2011/04/domanda-ma-michela-murgia-e.html

  11. Monica says:

    Siamo in piena campagna elettorale. Se, nonostante si soffi sul fuoco, non succede nulla, allora il merito sarà di Cappellacci e di Floris che sono riusciti a gestire la situazione insieme a tutto il centrodestra. Se invece dovesse succedere qualcosa allora parlerebbero alla pancia della gente tirando fuori l’asso della sicurezza e la necessità di un ulteriore governo cittadino di centrodestra, dato che la colpa dei disordini sarebbe data al buonismo di centrosinistra che, spingendo per l’integrazione e per la multiculturalità, sarebbe ritenuto unico responsabile

  12. Soviet says:

    L’utilizzo della paura è uno strumento consolidato nella strategia politica del centrodestra. L’Unione Sarda non fa altro che replicare moetodi già visti. A Roma, durante le amministrative, fu la strumentalizzazione degli episodi di stupro che coinvolgevano extracomunitari e stranieri in genere (in cui si distinse anche l’attuale Gianfranco “santosubito” Fini), oggi a Cagliari sono gli immigrati tunisini.
    Credo in questo caso debba valere la massima attribuita a Pertini: “a brigante, brigante e mezzo” ed utilizzare le stesse modalità per l’Unione Sarda, dicendo chiaramente che l’utilizzo della paura potrebbe determinare situazioni incontrollabili di cui direttore, editore e giornale saranno chamati a rispondere.
    Una massima evangelica recita che chi semina vento raccoglie tempesta, forse è ora di renderla di nuovo attuale!

  13. Pierfranco says:

    Vito solitamente non condivido molto di quello che scrivi. Ma stavolta sto con te! La carta di Roma ha avuto troppa poca pubblicità. E poi ogni tanto ce ne dimentichiamo. Come ha fatto l’Unione. Mi dispiace solo per il collega, che é un bravo giornalista, che ha dovuto realizzare la ripresadi oggi…

  14. L’Unione Sarda è parte di quel gruppo editoriale che annovera anche la principale televisione regionale. Tempo fa, quando furono sbarcati i rifiuti camapni in sardegna per essere smaltiti al Casic, nel corso di una trasmissione di “approfondimento giornalistico” in diretta furono diffusi gli sms di esagitati che si davano appuntamento di fronte alla casa di Soru per “manifestare” il loro dissenso. Ora con la Carta di Roma ci si puliscono il c…

  15. Claudia says:

    ormai tutto è lasciato alla propria coscienza, non sono controllate le azioni politiche (spesso esse stesse contro i diritti umani e sociali o anche puramente le semplici regole del buon senso) figuriamoci se i giornalisti servi di questa politica da quattro soldi…

    continuo ad avere fiducia nella controinformazione, nell’analisi oggettiva dei fatti e delle situazioni che pochi ma buoni portano avanti, e intanto condivido questo link e tutti gli altri che daranno voce alla verità!

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