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Pensierini #19 Le domande della domenica: “Ma Mauro Pili è un politico o un giornalista?”

Schermate

 

“Scusa, ma queste sono cose che interessano solo a te. Non lo hai capito che siamo nell’epoca del Vale tutto?”.

“Boh, sì, forse… Ma anche no, scusa!”.

La domanda che anima la domenica mattina in famiglia è questa: “Ma Mauro Pili è un politico o un giornalista?”.

Questione oziosa di questi tempi; ma avendo avuto modo io di trattare argomenti ben più salienti, posso permettermi anche di svagarmi con problemi secondari.

Attacco: “Scusa, prendo atto che Mauro Pili è tornato a fare il giornalista: nulla quaestio. Certo, dopo quasi trent’anni di vita politica ai massimi livelli, presidenza della Regione e scranno parlamentare compresi, provare a lasciarsi alle spalle tutto può sembrare illusorio. Hai visto l’inchiesta su Moby-Tirrenia? Ma in ogni caso, se l’editore del gruppo Unione Sarda Sergio Zuncheddu ha deciso di dargli fiducia, fatti suoi. Così come sono fatti nostri se decidere di dargli fiducia e leggerlo o meno”.

“Allora, cos’è che ti turba?”.

“Che non ho capito se Mauro Pili continua ad essere a capo del suo movimento politico, Unidos, per il quale è stato candidato appena un anno fa alla presidenza della Regione, oppure no. Oggi ad esempio, ha fatto una pagina sull’Unione Sarda ma ha scritto anche sul sito del suo partito un post molto interessante sul numero dei contagiati comune per comune”.

“E quindi?”

“E quindi è molto semplice: se fai il giornalista per le testate di un gruppo editoriale, non puoi essere a capo di un movimento politico. È una questione di metodo. Non puoi avere due parti in commedia. Il politico simula e dissimula, tace e parla a seconda delle circostanze, agisce con obiettivi che spesso non devono essere immediatamente individuabili. Il giornalista no: il giornalista scrive e basta, e questa sua terzietà rispetto alla politica è garanzia per i lettori. Forse Pili si è dimesso da Unidos? Non mi risulta. E allora perché gli hanno dato un ruolo da giornalista, peraltro con tutta questa visibilità? Non capisco”.

“Eeeh, quante storie fai! Sei forse un giornalista del gruppo Unione? Fatti i fatti tuoi! E poi, non lo hai capito che siamo nell’epoca del vale tutto? Guarda Michela Murgia: scrittrice, attrice, drammaturga, conduttrice radiofonica e perfino dj comunista! E Marcello Fois, che da scrittore spiega ai sardi come fare opposizione? Ora è così: vale tutto! Lascialo stare a Mauro Pili! Ma neanche di domenica riesci a rilassarti?”.

“Hai ragione. Cosa c’è per pranzo?”

“C’è ancora un po’ di burrida: la finisci?”.

Sì, la finisco. Anzi, la smetto.

Buona domenica a tutti.

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8 Comments

  1. pietre libere says:

    ………….era il 5 aprile del 2011: quando il deputato Mauro Pili (Popolo delle Libertà) votava su ordine di Silvio Berlusconi che Ruby, una ragazza marocchina che il 27 maggio del 2010 era stata recuperata alla Questura di Milano, dove era stata fermata per furto, da Nicole Minetti , era la nipote di Hosni Mubarak, ex presidente egiziano.
    Uno così è semplicemente “pericoloso” può scrivere e dire di tutto…………………………

    • Roberto says:

      In Italia siamo pieni di queste situazioni malate.
      Da D Alema a Veltroni hanno contemporaneamente rivestito questi ruoli.
      Guardiamoci intorno con onestà intellettuale.

    • Bachireddu says:

      L’uomo va valutato su tutto quello che ha fatto, non solo su quello che ci torna utile per criticarlo .

  2. Massimo says:

    Non sono certo possa fugare i tuoi dubbi e quello dei tuoi lettori (io al momento ne ho di ben altri e con gioia vi rinuncio) ma volentieri ti giro un tratto dell’intervista al padre della Sociologia Franco Ferrarotti di Giuseppe Salvaggiulo per “la stampa” e da me ripresa dal sito “Dagospia”.

    Come sta l’ amata sociologia?
    «In crisi perché ha dimenticato la sua base filosofica originaria. È una presociologia. I bravi sociologi nel caso migliore sono giornalisti investigativi. Con tutto il rispetto».

  3. un tipo che io conoscevo da anni ed anni, passato nella sua vita da molteplici esperienze lavorative e sociali e del quale dubito che abbia conseguito la licenza media inferiore, mi dichiarò candidamente un bel giorno di essere laureato in sociologia all’ università di tokyo.
    all’ espressione dubbiosa scaturita dai miei lineamenti facciali mostrò un subitaneo risentimento quasi offeso, per cui mi affrettai a risolvere dentro di me, in una frazione di secondo, che… si! quello che mi aveva dichiarato doveva essere vero!
    d’altronde chi vuoi che vada a verificare a tokyo se c’ è una università di sociologia che abbia elargito una laurea a quel tipo?
    è il tipo di riflesso che è scaturito in me quando in tv ho sentito sottolineare “il giornalista Mauro Pili”. al dubbio scaturito all’ interno dei miei scarsi neuroni ha risposto un subitaneo ragionamento: chi se ne frega se è un giornalista o un politico? visto il proscenio dal quale si pronuncia si fa prima a cambiare, convintamente, canale.
    Benedetto sia il telecomando!!

  4. Tacitus says:

    >>>>Ma l’Assostampa (e i difensori della libera e incondizionata informazione) non ha nulla da dire?’???

  5. GentArrubia says:

    Ma ti práxit a intzullai a Calledda e Marcello! 🙂
    Comunque loro non sono giornalisti e non sono obbligati alla terzietà. Anzi. Che poi facciano politica o esprimano posizioni politiche coerenti e opportune è un’altra cosa…
    PS: com’era la burrida? 🙂

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