Elezioni regionali 2019 / Politica / Sardegna

In Sardegna la politica è immobile. Zedda, Solinas, indipendentisti e 5 Stelle: è tutto esattamente come cinque anni fa

Prove di nuova politica: tutti maschi

Tutto come previsto: adesso non succede niente. E se rischia di accadere, non accadrà.

Il copione di ogni campagna elettorale d’altronde, si ripete stancamente. I giornali stanno dietro alle liturgie della politica ma non alla sostanza, e menano i loro lettori dietro i soliti stanchi quesiti. “Zedda è pronto a fare le primarie, anzi no: contrordine”. Perché, qualcuno ci aveva veramente creduto?

Piuttosto, per il sindaco di Cagliari rischiano di essere molto più insidiose le suppletive che non le regionali stesse dove, in caso di batosta salviniana, il candidato del centrosinistra potrebbe sempre difendersi affermando che “nulla si poteva contro questa Lega”. Ma le suppletive cagliaritane un mese prima delle elezioni di febbraio potrebbero evidenziare proprio il peso specifico di Zedda (a mio avviso sopravvalutato) e quindi fargli saltare il gioco ormai chiaro (perché a lungo praticato dalla sinistra) che vuole il candidato perdente successivamente premiato per il suo “sacrificio”. Ecco perché ora la stampa amica inizia a bombardare l’opinione pubblica con la necessità di accorpare suppletive e regionali: per evitare al suo campione l’impietoso giudizio ad personam che lo affosserebbe definitivamente.

Intanto però non possiamo non registrare i segnali di un vistoso cambiamento di rotta tra i progressisti sardi, evidentemente consapevoli che il momento richiede strategie coraggiose: l’attuale sindaco di Sassari Nicola Sanna (una amministrazione allo sbando la sua) potrebbe candidarsi alle regionali, mentre l’ex senatore ex deputato ex consigliere regionale ex segretario regionale del Pd Silvio Lai (strabattuto alle ultime politiche) dovrebbe prenderne il posto. Il centrosinistra sardo sta cambiando e non vuole più commettere gli errori del passato. E quando la nuova politica avanza, nulla la può fermare.

E il Partito dei Sardi troverà alla fine l’accordo con Zedda o andrà da solo? Questo è ormai l’unico vero quesito in attesa di risposta, anche se a mio avviso da questa scelta non discenderà niente in grado di cambiare l’esito sostanziale delle consultazioni.

Nel centrodestra Christian Solinas è candidato a giorni alterni, in attesa di una ufficialità che ci sarà solo quando l’accordo di potere si chiuderà definitivamente (c’è da spartirsi di tutto, dagli assessorati agli ambitissimi posti da commesso nei piani alti, passando per capi di gabinetto, segretari particolari, consulenti, consiglieri di amministrazione, equamente divisi per partiti ma anche per correnti, territori e logge).

Autodeterminatzione sembra avere le ruote sgonfie, ma c’è anche da capirli: la scelta di presentarsi alle politiche è stata tanto sbagliata quanto esiziale e il prezzo di quell’errore lo stanno pagando a carissimo prezzo.

Quindi è tutto come cinque anni fa: con un centrodestra che è sempre quello ma riverniciato a nuovo grazie al brand Lega, un centrosinistra che si scopre insufficiente e come nel 2014 cerca l’alleanza con gli indipendentisti, altri indipendentisti che vanno per i fatti loro a fare testionianza, e i 5 Stelle sempre al punto di partenza.

Perché partiti per primi, i grillini (si offendono se li chiamiamo così?) ora arrivano per ultimi alla definizione del loro candidato. Se Mario Puddu poteva essere portatore di una esperienza minimamente consolidata e riconosciuta anche al di fuori del Movimento, ora gli aspiranti presidenti parlano soprattutto agli attivisti ma poco alla società isolana. Ma allora a questo punto perché non operare una scelta di genere? Sarebbe una novità vera in questo stagno immobile della politica sarda, proprio quando i segnali che arrivano sono sempre gli stessi.

L’avete vista la foto di Salvini con i sardisti? Tutti maschi. Basta, non se ne può più di questa testosteronica rappresentazione della realtà.

Purtroppo però tutto procede come da copione: non succede niente. E temo che se qualcosa di nuovo rischia di accadere, non accadrà.

 

11 Commenti

  1. Francu says:

    Hai dubbi sul Partito dei Scranni? Maninchedda sta solo alzando il prezzo. Ovviamente nell’interesse dei sardi…

    • il prezzo politico: accettare da parte del PDeC(espugli) il concetto di Naciò Sardesca (come dicevano i nostri amici che pur suonando la Trompeta de fora Sarts e magari lanciandoci dalle mura della città pisana, almeno riconoscevano la nostra differente identità).

  2. Der Kommissar says:

    Quello che non riesco a comprendere è il Movimento 5 Stelle.
    Da sempre la Sardegna è la regione in cui, alle politiche, raccolgono le percentuali più generose. Se evitassero le risse e azzeccassero ogni tanto qualche scelta, per esempio su Puddu che aveva una posizione obiettivamente complicata per il processo in corso, o sulle liste per le regionali veramente imbarazzanti per pochezza dei candidati, avrebbero sbaragliato tutti. Qualche sondaggio riservato non troppo tempo fa li dava ancora prossimi al 40 per cento. Per le regionali, non per le politiche.
    Invece sembra che non sappiano fare altro che giocare a perdere, con tutti i casini a cui si stanno impiccando con queste regionarie e l’oggettiva “figuredda” fatta con l’esclusione non meglio giustificata di Luca Piras, mentre ancora aspettiamo di conoscere le ragioni dell’epurazione di Roberto Cotti. E col passo falso fatto su Andrea Mura che ancora pesa. Può anche darsi che il ricorrente senso di schifo degli elettori oggi per i fondi ai gruppi, domani per le pensioni integrative, dopodomani per qualche spreco esposto al pubblico ludibrio faccia ancora schizzare in alto le quotazioni pentastellate, ma credo che ormai neanche il più ottimista di loro confidi in una vittoria a queste regionali.
    E intanto un giovanotto della politica come Giorgio Oppi si prepara all’ennesima ricandidatura e all’ennesima giravolta: dopo aver fatto ammucchiata col PD a Iglesias, torna alla casa madre del centrodestra. E vabbeh.

  3. Solinas… segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione. “nazionale”… non nazionale nel senso che il Corriere e il Fatto Quotidiano sono definiti attualmente in Sardegna quotidiani nazionali mentre Videolina e la Nuova Sardegna sono testate regionali o locali…
    Solinas è segretario nazionale nel senso che in sardegna il termine nazionale dovrebbe riguardare persone, cose, fatti inerenti l’isola…. come prima del 1847 almeno… inzandu chiederei al candidato presidente Solinas, ma anche a Murgia e a Maninchedda che cosa ne pensino sul fatto di utilizzare nel comune parlare e con chiarezza il termine “nazionale” come equivalente di “sardo”…. esempio: l’agricoltura nazionale è in ginocchio per dire l’agricoltura sarda è in ginocchio. cioè, ho sentito un esponente del Partito dei Sardi parlare di “Elezione del Governatore” … Governatore? Chiamiamolo sempre Presidente come minimo, se vogliamo più autonomia.

  4. FORZA LARRY says:

    Immobile??? Ma kandu mai. La politica sarda è effervescente soprattutto con le due destre di Governo. Con la Lega, in potente campagna acquisti, e con il M5S, che ha deciso, per non disturbare El Ruspa e il suo fido Solinas, di non scendere in campo: lo sanno tutti che c’è un patto non scritto che rientra negli equilibri nazionali. Perché la verità è che i grillini (mi scuso se li chiamo così) hanno deciso (o almeno tentano) di dare il colpo di grazia finale a ciò che resta del centrosinistra “assassinando politicamente” Massimo Zedda con 2 obiettivi: radere al suolo via Emilia e via Roma e subentrare nella gestione delle questioni che appartenevano al centrosinistra. Quindi, la Lega vincerà facilmente le regionali e si papperà, come sta avvenendo a livello nazionale, il M5S. Poi darà l’assalto al Comune di Cagliari e alle nuove province (proprio qualche minuto fa una nota comunica che si tornerà a votare il 27 aprile, solo con voto di sindaci e consiglieri). A quel punto, a centrosinistra scomparso, e M5S inesistente…Matteo la Ruspa attuerà il suo piano: prima di uscita dall’euro con il ritorno alla lira (eh si…l’obiettivo di tornare alla lira è il suo primo obiettivo) poi lo sgancio dall’Europa (come la Gran Bretagna…solo con economie LEGGERMENTE diverse).
    Comunque…buon governo a Salvini…pardon Solinas (che vincerà a mani basse) e buona opposizione al M5S che, male andando, almeno una 20ina di consiglieri li metterà in Aula (e stapperanno lo champagne meritatamente). E la Sardegna, senza l’odiatissimo Pigliaru e senza l’inviso Zedda (visto che gli ostacoli sono loro), potrà tornare a volare con la zona franca integrale, senza le accise, con 9 miliardi che lo Stato ci renderà subito e con navi e aerei gratis (perché è questo ciò che Solinas sta promettendo).
    Buon voto e prima o poi, torneremo a parlarne.

    • Forza Larry fra non molto dovrai scrivere “lo sanno tutti che c’è un patto non scritto che rientra negli equilibri statali (al posto di nazionali)”… perchè il termine nazionale indicherà cose, persone e fatti inerenti strettamente l’Isola. per questioni inerenti la Repubblica Italiana nel suo complesso si utilizzerà in Sardegna il termine “statale”. Soleandro sarà per noi cantante nazionale. Nek, Antonacci e Los Fastidios saranno per noi cantanti statali. Che ne pensi?

      • FORZA LARRY says:

        In che senso? Che in sardegna ci sarà una forza che dichiarerà l’indipendenza? Mi vuoi dire che Solinas è indipendentista o che il M5S è indipendentista? Allora, forse, ne riparleremo fra 100 anni perché la LEGA governerà Nazione e regioni per molti decenni con il M5S andrà a fare un po’ di casino senza mai agire concretamente.

        • io penso che tra Solinas, Maninchedda e Sedda, Murgia, Zedda che forse cerca Murgia… ci siano le condizioni per sdoganare la questione della nazionalità sarda, della naciò sardesca…. almeno a livello lessicale…. poi, si continuerà a produrre bombe, a impiantare ipermercati, i prodotti alimentari sardi saranno sempre più cari…
          “tanti giai funti barattus is druccis natzionalis, deu mi compru fettallatte e arrisparmiu!”.

  5. Ilmionomeenessuno says:

    Quindi suggerisce un nome femminile, però dell’unico schieramento politico che ancora non ha un candidato certo, i 5stelle…. dei 5 nomi finali una sola è donna.. ma l’opinione pubblica non sa chi sia..
    Io personalmente non trovo corretto non conoscere chi potrebbe diventare Presidente della Regione, ok che dobbiamo cambiare, che siamo fossilizzati, che i partiti sono vecchi stanchi e senza idee… però non abbiamo 5 anni di tempo per risollevarci (come disse una futura senatrice nel lontano 2013 in piazza dei 100mila “dobbiamo studiare e prepararci perché per noi sarà tutto nuovo”, si è visto quanto poco abbiano fatto per i sardi e quanto stiano dimostrando di non essere capaci, ancora). Ecco io vorrei qualcuno che fosse preparato e capace e pazienza se non è simpatico.

  6. Ospitone says:

    Caro Vito…..E’ da Mariano IV d’Arborea che in Sardegna non succede veramente qualcosa.:)
    Io Voterei per te (VotaVITo,VotAVito,VotaVITo,VotAVito,)ma poi chi le da le notizie.
    Saluti

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