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Caro Maninchedda, dimissioni subito! Prima però…

Maninchedda

 L’assessore regionale ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda: per lui ore contate?

Da mesi ritengo che la giunta Pigliaru avrebbe bisogno di un sano rimpasto. Mai avrei immaginato però che il primo assessore a saltare sarebbe potuto essere Paolo Maninchedda, espressione del Partito dei Sardi e responsabile dei Lavori Pubblici, a mio avviso uno dei pochi ad avere finora interpretato in maniera innovativa il mandato ricevuto dal presidente della Regione e dagli elettori.

Io posso pensarla come credo, Maninchedda sarà pure un politico con il quale trattengo da tempo un dialogo sulle cose della vita e del mondo, rapporto facilitato dal fatto che non ho mai lavorato per lui, né per i partiti per i quali ha militato (che peraltro non ho neanche mai votato), né la mia carriera gli deve assolutamente nulla (devo molto invece a Renato Soru, ad esempio, avendo lavorato per la sua azienda e per lui personalmente), né tantomeno ho comprato casa da lui: siamo però entrambi due cattolici inquieti che amano i libri e la Sardegna e questo basta ad alimentare una reciproca stima; però le inchieste portate avanti sul suo conto dall’Unione Sarda mi sembra che non gli lascino scampo e che la sua sorte politica sia segnata.

Infatti in poche settimane il quotidiano ha improvvisamente messo in fila una serie incontestabile di fatti, accompagnati da severissime prese di posizione, che pongono Maninchedda in un angolo, senza lasciargli molti margini di manovra. Le dimissioni sono effettivamente dietro l’angolo, e mi stupisco di come l’assessore ancora resista a tanta pressione mediatica senza fare il fatidico “passo indietro”.

Cito così a memoria (e mi scuso se sto dimenticando qualcosa) la vicenda dell’inutile inceneritore di Macomer (sostenuto dall’assessorato all’Ambiente e promosso dal Savi, ma che servirebbe secondo il giornale solo ad alimentare le clientele politiche del nostro), lo scandalo dei finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche erogati a sportello (una procedura concertata con l’assessore al Bilancio ma di cui secondo il giornale hanno beneficiato maggiormente alcuni comuni, indovinate quali), e la nuova vicenda legata allo scandalo dai fondi ai gruppi, vicenda dalla quale Maninchedda (insieme solo a Pietro Pittalis) era uscito finora indenne ad anni di controlli ed intercettazioni, ma che ora lo potrebbe vedere clamoroso protagonista.

Perché adesso ci sono questi 7200 euro da giustificare, spesi nel 2007 per un sondaggio elettorale sulle intenzioni di voto nel Marghine dal gruppo consiliare di Maninchedda (uno dei tanti, giacché il nostro, come ha fatto giustamente notare l’Unione Sarda, è uno che ama cambiare partito e schieramento), sondaggio che sarà pure (come dice la Nuova Sardegna di oggi) “una delle attività indicate come compatibili con l’uso dei fondi destinati all’attività dei gruppi”, ma sul quale è opportuno vederci chiaro.

In queste settimane Maninchedda sul suo blog ha pure a provato a difendersi da questi furiosi attacchi (che un po’ si è anche tirato dietro, accusando in maniera un po’ scomposta l’Unione Sarda di omettere il ruolo della Regione nello sblocco di alcuni cantieri dell’Anas sulla 131), ma sinceramente fare l’esegeta delle sue posizioni non mi appassiona. Ho rispetto dell’opinione pubblica e della stampa indipendente e quindi se emergeranno fatti così gravi da costringere l’assessore regionale ai Lavori Pubblici alle dimissioni, che ben vengano.

Peraltro, per quanto possa stimare l’azione di Maninchedda, come ho scritto più volte continuo a ritenere l’azione di questa giunta molto deludente e ancor più deludente l’azione dei partiti sovranisti. Quindi se anche il politico di Macomer dovesse tornare al suo lavoro, paradossalmente la Sardegna potrebbe anche beneficiarne, visto che l’Università si vedrebbe restituito a tempo pieno un ottimo professore di filologia romanza, la giunta resterebbe essenzialmente quello che è, e Pigliaru non avrebbe nessun problema a trovare un politico di comprovata e specchiata onestà a cui affidare un assessorato delicato come quello dei Lavori pubblici, soggetto a pressioni non sempre trasparenti (come gli scandali nazionali ogni giorno ci dimostrano).

Quindi se anche Maninchedda dovesse abbandonare la poltrona da assessore per via delle dure accuse del primo quotidiano sardo, in quel caso dovremmo solo festeggiare una vittoria dell’opinione pubblica libera ed indipendente contro la certificata protervia della politica.

Tuttavia io mi auguro che Maninchedda resista ancora poche settimane e che il suo eventuale passo indietro arrivi solo dopo il varo da parte della Regione della cosiddetta operazione “Affitti zero” (come l’ha chiamata Sardinia Post) che lo stesso Maninchedda ha promosso.

Non so se l’assessore abbia iniziato la sua crociata contro le famiglie cagliaritane e gli imprenditori che danno in affitto alla Regione locali di cui l’amministrazione probabilmente non ha alcun bisogno prima o dopo la guerra che l’Unione Sarda gli ha dichiarato (il fatto è irrilevante). Sta di fatto però che Maninchedda si è messo in testa una cosa incredibile, che non era riuscita neanche alla giunta Soru, riuscendo a portarsi dietro il presidente Pigliaru e tutta la giunta.

Come prima cosa ha deciso che Abbanoa non deve più affittare la sua sede centrale cagliaritana, di proprietà del notaio Alberto Floris (fratello dell’ex sindaco ed attuale senatore di Forza Italia, Emilio) facendo risparmiare così alla Regione la bellezza di 676 mila euro netti all’anno (dal 2005 al 2012 la sede di viale Diaz in realtà è costata solo 500 mila euro all’anno). Ho letto la notizia su Sardinia Post, ma forse voi l’avete trovata anche su altri giornali. “La Regione ha tanti locali vuoti”, dice il nostro, “ma se anche non li avesse a quelle cifre una sede Abbanoa se la costruisce e se la ripaga in pochi anni”. Il ragionamento sembra filare.

Poi Maninchedda si è messo in testa di verificare se i locali presi in affitto dalla Regione all’Immobiliare Europea di Sergio Zuncheddu (editore del gruppo Unione Sarda, ma le due attività sono ben distinte e non interferiscono l’una con l’altra, come sappiamo bene tutti) servano alla Regione oppure no, posto che, come ha scritto recentemente la Nuova Sardegna, l’imprenditore “incassa 768 mila euro più iva all’anno per via San Simone, come dire oltre 63 mila euro al mese stabiliti in contratto ancora per i prossimi cinque anni”, locali che da due anni in parte sono vuoti.

Avete capito bene: come ha spiegato sempre la Nuova Sardegna, la Regione paga all’Immobiliare Europea di Zuncheddu 768 mila euro netti l’anno di affitto per l’uso di due piani su cinque di una palazzina di via San Simone: perché tre piani li pagherebbe “vuoto per pieno”. Incredibile, vero? Cosa aspetta Pigliaru a rescindere il contratto? Di cosa ha paura?

Di questi tempi 768 mila euro non sono uno scherzo: l’editore di quotidiano li guadagnerebbe vendendo 640 mila copie del suo giornale, in pratica 53 mila 333 copie al mese. E quanto vendono i quotidiani italiani oggi? Ecco la tabella relativa allo scorso mese di gennaio.

Fondi erogati in maniera clientelare, inceneritori sospetti, sondaggi pagati non si sa bene come e da chi: in queste settimane, tutti i santi giorni, Maninchedda ha molte gatte da pelare e l’Unione Sarda giustamente non fa sconti a nessuno. Ma la battaglia dell’assessore contro gli affitti inutili, almeno questa, mi sembra degna di lode. Speriamo che riesca a vincerla prima di essere giustamente costretto alle dimissioni per effetto della pressione dell’opinione pubblica libera e indipendente (a cui io personalmente sono sempre molto grato e devoto).

La Regione può certamente fare a meno di Paolo Maninchedda. Ma anche dei locali dell’Immobiliare Europea.

 

37 Commenti

  1. Caro Vito, non so chi legge più il vecchio Shakespeare.
    Nemmeno Maninchedda, a quanto pare.
    “Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa; e così sia di Cesare. Il nobile Bruto v’ha detto che Cesare era ambizioso: se così era, fu un ben grave difetto: e gravemente Cesare ne ha pagato il fio. Qui, col permesso di Bruto e degli altri – ché Bruto è uomo d’onore; così sono tutti, tutti uomini d’onore – io vengo a parlare al funerale di Cesare. Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma Bruto dice che fu ambizioso; e Bruto è uomo d’onore. Molti prigionieri egli ha riportato a Roma, il prezzo del cui riscatto ha riempito il pubblico tesoro: sembrò questo atto ambizioso in Cesare? Quando i poveri hanno pianto, Cesare ha lacrimato: l’ambizione dovrebbe essere fatta di più rude stoffa; eppure Bruto dice ch’egli fu ambizioso; e Bruto è uomo d’onore. Tutti vedeste come al Lupercale tre volte gli presentai una corona di re ch’egli tre volte rifiutò: fu questo atto di ambizione? Eppure Bruto dice ch’egli fu ambizioso; e, invero, Bruto è uomo d’onore. Non parlo, no, per smentire ciò che Bruto disse, ma qui io sono per dire ciò che io so. Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo? O senno, tu sei fuggito tra gli animali bruti e gli uomini hanno perduto la ragione. Scusatemi; il mio cuore giace là nella bara con Cesare e debbo tacere sinché non ritorni a me.”

  2. MARVIN says:

    Ma, allora, è possibile che la montagna partorisca un topolino!
    L’assessore Paolo Maninchedda ha fatto un casino del diavolo, minacciando, per giorni, la guerra termonucleare contro chiunque si fosse frapposto alla sua risolutezza nel voler disdire gli affitti di locali privati uso ufficio, a carico della regione, e poi ti trovi pubblicata la Delibera della Giunta n. 11/1 del 24 us. (cliccabile da qualche ora sulla home page della Regione), che contiene, indovinate cosa? Intenti, nient’altro che intenti.
    Partono, i professori, da una serie di inutili premesse per giungere ad immaginare tre diverse pressoché fantasiose soluzioni:
    1. costruire, nientemeno che la “Cittadella dei lavori”, dove, presumo, i disoccupati possono trascorrere ore felici facendo shopping e sognando un lavoro;
    2. costruire un complesso di edifici in viale Trieste. Forse con moduli del tipo Lego, che consentono velocità di esecuzione e risparmio di risorse:
    3. ristrutturare l’edificio di via XXVIII febbraio.
    Scartando, a priori l’ipotesi di costruire nuovi edifici o cittadelle, che dir si voglia, che, anche i bambini sanno, richiedono tempi biblici, solo di progettazione. Immaginarsi di realizzazione.
    La sola opzione fattibile in tempi accettabili rimane la ristrutturazione di via XVIII febbraio.
    Mi chiedo, allora, che bisogno c’era di fare tanto casino? Perché non vi hanno provveduto nei mesi passati?
    Mi chiedo, inoltre, che cosa cambi nell’immediato, per la questione spinosa degli affitti, se la Delibera in questione prevede comunque il trasferimento dell’Assessorato del Lavoro in via San Simone, dove si continuerà a pagare l’affitto al proprietario privato? Anche perché credo che il contratto sia stato rinnovato per altri anni. E, comunque, in qualsiasi caso, si dovranno pagare penali salate.
    Nei giorni scorsi ho scritto sul blog di Maninchedda che fino ad oggi, per il solo affitto di via S. Simone, la Regione, negli anni ha speso la modica cifra di 12.280.000,00 euro.
    Gli ho pure chiesto, senza avere riscontro, come mai si siano accorti solo dopo più di 16 anni che stavano pagando troppo e se, i manager super pagati che sono sopravvissuti ai politici di tutti gli schieramenti in questi lunghi anni abbiano o no delle colpe?
    Se si, come io ritengo, chiedo se la Giunta in carica intende chiedere loro il risarcimento per il danno provocato dal loro menefreghismo o se intendono mettere tutto a tacere?
    Comunque, tornando al discorso attuale, di questo passo ritengo che, nella ipotesi più realistica, mamma RAS (quindi tutti noi), dovrà ancora sborsare qualche altro milioncino.
    Ritengo, inoltre, che prima di fare bellicosi proclami che puntualmente si tramutano in nulla, bisognerebbe usare prudenza.
    Sul blog, leggo anche di quanto ci si stupisca de risveglio, dal letargo pluriennale, di un certo Dadea.
    Se è la stessa persona, a cui sto pensando io, un motivo per cui sia resuscitato ce l’avrei.
    Probabilmente gli hanno riferito che è tornato, o sta tentando di tornare, in pista un certo Renatino da Sanluri e,lui, essendo masochista non vede l’ora di farsi frustare un’altra volta.
    Un saluto a Vito ed a tutti gli amici elettori di questo libero spazio di confronto.
    Il Comandante.

  3. Bachisio says:

    Due cose. La prima è che non capisco perché si voglia per forza giudicare l’essenza stessa dell’editoriale o peggio attaccare il giornalista che lo scrive… Ma perchè? Che senso ha tutto ciò? Vito ha colto i segnali di un punto di debolezza del professor Maninchedda e ce ne parla. Punto. La seconda, cari tutti, è che si omette di parlare in maniera concreta di un altro serio problema per il quale l’attuale assessore ai lavori pubblici dovrebbe riflettere, un problema molto più grave che affligge tutti noi: ABBANOA!!! L’idromostro ci porterà tutti a fondo a causa dei suoi buchi causati dalla catastrofica gestione di una certa mala-politica che ha piazzato in questi anni pseudo dirigenti e pseudo manager capaci solo di peggiorare ciò che andava male e di cancellare, di contro, tutto quello che di buono andava bene.
    Quello che il prof. Paolo ci dovrebbe spiegare dunque, è perché voglia ergersi a difensore dell’indifendibile. 1 miliardo di € di deficit in pochi anni; utenti scomparsi dalle anagrafiche o intere comunità (interi quartieri a Quartu e a Cagliari) che non pagano acqua; tariffe alle stelle; dipendenti penalizzati; sindacalisti che diventano consulenti; affitti d’oro; parentopoli nelle assunzioni e nelle consulenze; perdite idriche e servizio nettamente peggiorati; conguagli retroattivi con rivisitazione delle tariffe(?!); amministratori multipli o unici assolutamente improponibili e inadeguati; istanze di fallimento; debiti con tutti i fornitori; manovre di bilancio sulle quali la magistratura da tempo vigila e indaga… Ma perchè?! Perchè tutto ciò?! Solo per portare il costo dell’acqua dai 0,37 €/mc medi del 2005 agli oltre 2 €/mc attuali? Ecco… Il prof Maninchedda ci deve spiegare perché tenta di coprire a tutti i costi questo “strano modo di fare” di Abbanoa rispetto al vecchio mondo dell’acqua che, forse, confuso lo era, ma non certo a questo ingiustificabile ed improponibile modo che noi sardi di certo non ci meritiamo…

    • balsamo slogan says:

      “ci deve spiegare”? il prof il perchè l’ha spiegato in lungo ed in largo, e chi non lo ha letto e capito è solo perchè è molto più facile attaccarsi al carrozzone degli slogan e dei luoghi comuni..
      il vecchio carrozzone, come dici tu, era un mondo dove i furbi sprecavano e non pagavano, e i fessi pagavano anche per loro…
      proponi tu un sistema di gestione che salvi l’acqua, i posti di lavoro e la gratuità dei servizi

      • Bachisio says:

        Ecco la, il solito intervento a gamba tesa dello “stopper” di turno su un libero commento… Il difensore che interviene a difendere chi difende l’indifendibile… Scusate il gioco di parole… Ma perchè non ci si concentra sul contenuto dell’articolo anzichè reagire istericamente come fanno i tifosi delle squadre di calcio? Boh… La verità dei vecchi carrozzoni, come dice lei caro sig. balsamo etc, stà tutta nei numeri. Lei per caso ricorda quanto poco costava l’acqua a mc col vecchio servizio pubblico? Io si. Ricordo anche quanto poco costava un allaccio e quanti pochi gg lavorativi occorrevano per ottenerlo. Ricordo che si entrava a lavoro solo per concorso e sempre per concorso si faceva carriera. Ricordo anche che quando chiamavo per un guasto gli operai intervenivano tempestivamente e risolvevano il problema. Ricordo tante altre cose caro il mio “stopper”, ma per esporle tutte esistono altri contesti. Qui possiamo solo dire, e ribadire, che siamo di fronte ad un disastro, e non serve a nessuno continuare a coprire e proteggere i responsabili. Sennò mi viene in mente il vecchio e saggio proverbio andreottiano: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.
        Saluti

        • balsamo slogan says:

          eccolo lì, il solito vezzo di dire e non dire…
          non ho mai detto che abbanoa sia un esempio di efficienza nè che sia esente da pesanti problemi.
          dico solo che a mettere in rilievo le storture siamo tutti capaci, specialmente sull’onda del battage sollevato da chi ha interesse a farlo per altri scopi.
          la questione vera è risolverli i problemi. e lì ci vuole capacità di analisi, volontà di agire – anche in modo impopolare, se occorre – capacità di vedere le soluzioni anche quando sono faticose, voglia di farsi un culo così… senza stare a menarla con i soliti luoghi comuni figli del sospetto gratuito e banale.
          cos’è indifendibile? la tutela di centinaia di posti di lavoro? il cercare di far si che un sistema rimanga pubblico? il recupero di somme dovute da chi ha rubato acqua per anni e ci ha costruito fortune a spalle dei soliti fessi?
          quando si parla di responsabili è bene fare nomi e cognomi e individuarne le colpe, fermo restando che le magagne di abbanoa non dipendono nè da Lei nè da me nè da Maninchedda.
          e comunque l’acqua vale molto di più di quello che paghiamo, per me.
          salute

        • Bachisio says:

          Egregio balsamo slogan, da qualche giorno cercavo un articolo di stampa, scevro dalla mia persona, che parlasse dei fatti (o meglio misfatti) di Abbanoa, così che lei potesse obiettare solo su questi ultimi anzichè contro la prima. Eccolo qua dunque. Chi scrive non è un utente, non è un dipendente, non è uno coinvolto nelle sabbie mobili della politicaccia di casa nostra. Parla di cose che neppure ci potevamo immaginare, e la cosa, a quanto pare, è molto peggio di quello che sembra. Chissà chi avrà mai indotto i manager e la dirigenza di Abbanoa verso quelle manovre di finanza creativa che ha allarmato la magistratura contabile e non solo. Chissà chi è stato l’ispiratore dei conguagli regolatori e tante altre diavolerie a danno di quei pochi che pagano e a vantaggio di quei tanti che oggi non pagano l’acqua.
          Buona lettura e buona difesa degli indifendibili, alla faccia di tutti i gli onesti cittadini/utenti sardi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/30/abbanoa-coincidenze-i-debiti/1549604/

  4. Alessio says:

    Ho appena letto un pezzo di Dadea. Ci ho trovato molte cose in comune con il tuo pezzo, che, dicono alcuni, voleva essere sarcastico. Intristisce l’idea che tu possa essere accomunato a squallide mosse di vendetta.

    • Sì, sono d’accordo con te. Il pezzo di Dadea è inverosimile, non si regge in piedi. Pensare che oggi il problema della politica sarda (con tutto quello che sta accadendo tra esponenti del Pd indagati o sotto processo, banche e fondazioni varie) sia Maninchedda è segno di miopia o malafede.

  5. antoneddu says:

    o Biol Kid! ma l’ugnone vende 44000 copie al giorno?
    solo?
    no ci pozzu crei!
    e totus is chi si nci furanta anch’e su bar o su braberi, no ddas contas?
    la ga funti meda, ma meda meda!

  6. deltap2 says:

    ….le ultime tre righe….per “incominciano il domani”….Sarebbe anche auspicabile restituire ai Sardi la gestione dell’acqua secondo legge…Non solo Abbanoa non ha bisogno di stare in affitto….ma non ha neanche la legalità di riferimento nazionale per esistere….

  7. orlando di lasso says:

    due cose so di tal persona: è una persona onesta e gran rompicoglioni.
    deve continuare: so che l’ onestà non gliela toglierà mancu su buzzinu, e sull’inceneritore deve continuare a rompere i coglioni, perchè quello che c’è adesso ci sta facendo ammalare, e se non vogliamo continuare ad ammalarci occorre metterne uno molto meno pericoloso, almeno fino a quando quelli che idealizzano la cacca profumata non ci diranno, quando sarà chiuso l’inceneritore, dove cazzo la metteranno, l’indomani, la loro cacca.

  8. Credo che Muroni faccia il suo sacrosanto dovere di giornalista quando critica l’assessore ed il suo composito schieramento di certamente disinteressati web-sostenitori. Ben venga chi fa da pungolo al potere, ne sottolinea incoerenze, omissioni, e atteggiamenti arroganti, a prescindere da fini editoriali o di altra natura.

    Una incoerenza che forse andrebbe sottolineata è la seguente. Il nostro vuole continuare l’opera di risanamento di Abbanoa e ha deciso che Abbanoa non deve più affittare la sua sede centrale cagliaritana. Parole d’ordine: cambiare verso e affitti zero. Benissimo.
    Ma le idee non camminano sulle gambe delle persone?
    Perché in Abbanoa il potere è rimasto nelle mani della persona che l’ha guidata finora e che per anni ha pagato l’affitto per la sede centrale cagliaritana e per altre sedi, forse inutili e sempre a Cagliari?
    Non sarà perché si tratta del suo compaesano, bravo a fiutare il vento e rimanere inchiodato al potere a prescindere dalle maggioranze in consiglio?
    Può essere che al nostro serva qualcuno di comprovata esperienza nel gestire i clientes di cui parla Muroni?

    Eddy

  9. Caro Vito, questo articolo è tutto antifrastico…

  10. Viperetta says:

    Mah…..cerchiamolo di capircelo!!
    Seguo sempre con attenzione e interesse Biolchini, ma non ho mai letto un articolo così ( volutamente ?) confuso.
    A quanto pare non sono la sola …..

  11. scusate ma mi sembra evidente l’ironia……..

  12. Renato Orrù says:

    …Vito…a volte le ciambelle escono senza il buco …questa volta è uscito il buco senza ciambella … a sa proxima …stai sorueno … ops sereno 😉

  13. Franco says:

    Eia il rimpasto. Tipica cosa democristiana

  14. Ammetto di essere sorpresa dopo la lettura di questo articolo. Ho letto e riletto gli articoli in cui la cosiddetta stampa indipendente avrebbe messo in fila “incontestabili fatti” a seguito dei quali Maninchedda dovrebbe dimettersi. Ebbene, non sono riuscita a trovarne neppure uno. Nè incontestabile, nè fatto. Vito, non è da te. Affermi che Maninchedda non è il peggiore assessore che la Giunta abbia. Direi che dalla mia quasi quarantennale esperienza in Regione posso affermare che dopo Nino Carrus è solo a lui che ritengo possa essere dato l’appellativo di Buon Assessore. Basta. E le cose che sta facendo, dimostrando con coraggio di volere il Bene della Cosa Pubblica, meriterebbe ben altro giudizio da parte di un bravo giornalista quale tu sei. Ti invito pertanto a rivalutare con occhio più attento sia la diatriba – a senso unico – scatenata dall’editore-affarista-immobiliarista, che le azioni coraggiose che sta producendo Maninchedda, al quale credo debba essere data/concessa più fiducia di quanta gliene hai dimostrata con le tue parole. Da amico.

    • cantos says:

      Beh, ma non ti devi sorprendere. L’articolo é scritto e strutturato per arrivare a una conclusione lapalissiana: Maninchedda, nonostante tutto, merita di restare in giunta!

  15. gianfranco bitti says:

    Possibile che, in Sarfegna, le mogli di Cesare siano tutte puttane?

  16. Antonio Succu says:

    In questo primo scorcio di legislatura la Sardegna ha avuto da Paolo Maninchedda più di quanto abbia avuto da tutti gli altri assessori ai lavori pubblici degli ultimi 20 anni. Non ha schivato ma affrontato i problemi, molti risolti altri avviati a soluzione. Lasciamolo lavorare.

    • Antonio hai ragione, non avrá risolto il 100% peró almeno ha cercato la soluzione ai problemi…

  17. Renato Usai says:

    Giusto per capire,Vito: l’opinione pubblica e la stampa indipendente della quale hai rispetto è anche quella che, riguardo alle prese di posizione del suo giornale, scrive: “Io sto prendendo nota di tutto e di tutti, non per fare vendette ma per ricordare cosa abbiamo detto e se ci siamo schierati dalla parte della ragione o del torto, quando sarà il momento”?
    Comprende anche questa?

  18. Alessio says:

    Leggo e rileggo, in particolare alcuni passaggi: “Ho rispetto dell’opinione pubblica e della stampa indipendente e quindi se emergeranno fatti così gravi da costringere l’assessore regionale ai Lavori Pubblici alle dimissioni, che ben vengano.” “.. dovremmo solo festeggiare una vittoria dell’opinione pubblica libera ed indipendente contro la certificata protervia della politica”. Non capisco, Vito. Davvero non capisco. Ma è uno scherzo?

  19. Con Paolo: ieri oggi domani.

  20. Vito, l’impressione è che la tua ironia non sia stata colta: http://www.sardegnaeliberta.it/non-un-passo-indietro-ma-uno-avanti-continuo-a-difendere-il-mio-diritto-a-non-pensarla-come-vogliono-i-giornali-i-piccoli-linciaggi-non-mi-intimoriscono/
    😀

    Ciò premesso (per i lettori che seguono queste appassionate vicende), se si volesse criticare Maninchedda – non sul penale – ma sul piano politico, gli argomenti non mancherebbero.
    Ma non voglio menare il torrone a quelli che considerano uno dei peggiori carrozzoni politici della storia autonomistica più meritevole di essere salvato rispetto all’affitto che occupa 😉

  21. Pietro Mastio says:

    Bravo Vito: questo si che si può’ definire un editoriale, non altre farneticazioni.
    Per quanto riguarda l’assessore Maninchedda, un’unica richiesta: Paolo resisti!!!!!

    • Maninchedda, non e’ un assessore mediocre come i suoi colleghi della giunta Pigliaru, anzi, e dopo tutto gli attacchi del unione sarda al centro sinista non sono credibili da anni, l’importante e nascondere le porcate del centro destra sardo.

  22. Ma scusa un attimo: se l’Unione attacca Maninchedda è perche’ questi vuole togliere dei benefici economici al suo editore.

    • pietro says:

      non riesco proprio a capire come ti vengano in mente certe idee.
      ma proprio volete trovare la malizia dappertutto.
      l’unione è un grande giornale, che svolge un indispensabile servizio di informazione.
      tutti i lunedì ci da tutti i risultati di tutte le partite di tutti i campionati.
      viva l’ unione e il suo grande (in un certo senso) direttore, benefattore dell’ informazione disinteressata e onesta.

  23. FrancoM says:

    leggo un filino di sarcasmo, Crozza docet…?

  24. Non so niente del merito delle vicende di cui si tratta e per cui, secondo Biolchini, Maninchedda dovrebbe dimettersi.
    Mi interessa l’aspetto deontologico e umano di un giornalista che, pur essendo amico da anni di Maninchedda, fa quello che deve essere fatto, sempre: dice la verità!
    Quanti possono vantare di essere liberi economicamente e intellettualmente al punto di dire la verità quando occorra per il beneficio pubblico, oppure di fare le cose “perché è giusto farle”, o dirle, anche a rischio danni per se stessi e la propria carriera?
    Io ne conosco pochi. A Biolchini riconosco questa qualità.
    Ad averne…

    • Gengis says:

      mi pare che l’appello alle dimissioni ed il paragone libera opinione pubblica=grande formato siano finementie sarcastici, che ne dici Greg ?

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