Politica / Sardegna

Grazie a Renzi, Soru si rifà una verginità politica. E, tra i due, Pigliaru rimarrà stritolato

Soru Pd

Dal sito www.mepranking.eu

Non c’è politico, tra quelli che ho avuto modo di sentire in queste settimane, che non ritenga che il reale obiettivo di Renato Soru sia quello di guidare il Pd sardo per poi, in un modo o in un altro, scalzare dalla presidenza della Regione Francesco Pigliaru: un po’ come ha fatto Matteo Renzi con Enrico Letta. E non c’è politico, tra quelli con cui ho parlato, che non interpreti il sostegno dato dalla stragrande maggioranza dei consiglieri regionali del Pd alla candidatura dell’ex presidente come la volontà di mandare un segnale preciso a quello attuale, di presidente: un segnale di forte scontentezza per come in viale Trento si interpretano i rapporti tra esecutivo e partiti, tra presidenza e consiglieri di maggioranza.

I nodi vengono al pettine, e il pettine di Francesco Pigliaru non è la crisi (nell’isola ormai quasi fuori controllo) ma ha un altro nome: congresso del Pd. Perché è finito quel tempo quasi magico e sospeso che al presidente era stato concesso dopo la sua elezione avvenuta lo scorso 16 febbraio, quei sette-otto mesi in cui avrebbe potuto fare qualunque cosa senza avere un contraltare politico forte, vista sia la sua fresca elezione sia la scadenza del mandato del segretario del Pd e la conseguente vacatio di potere.

Sette-otto mesi nei quali Pigliaru avrebbe dovuto accumulare un vantaggio e far accrescere la credibilità sua e del suo esecutivo, in maniera tale da poter reggere l’urto con un Pd nuovamente organizzato e soprattutto coeso sul tema degli “assetti” (ovvero assessorati, consulenze, posti negli uffici di gabinetto, nei consigli di amministrazione, candidature).

Adesso les jeux sont faits, e Pigliaru, senza avere neanche giocato un ruolo nella partita per il nuovo segretario, dovrà aspettare il verdetto che sarà, in ogni caso, negativo: un mini rimpasto se lo tsunami Soru dovesse miracolosamente infrangersi contro la barriera eretta dalla corrente diessina e che ha come suo candidato il senatore Ignazio Angioni (ma è candidato sul serio oppure no? Qualcuno lo ha visto in giro a fare campagna elettorale?), oppure un sostanziale azzeramento se a vincere fosse l’eurodeputato. La vittoria di Thomas Castangia, rappresentante dei civiatiani, non è neanche presa in considerazione dai bookmakers.

Il motivo della crisi politica strisciante è presto detto: assecondando i partiti nel momento della composizione della giunta, Pigliaru non ha allungato la speranza di vita del suo esecutivo ma, al contrario, l’ha drammaticamente accorciata. La solenne promessa di preferire le competenze alle appartenenze si è infranta subito e continua ad essere disattesa attraverso nomine sempre più orientate a destra nelle direzioni generali e nelle agenzie (ultima quella all’Agris, in attesa di capire ciò che succederà all’Agenzia per il Lavoro).

Soru segretario avrà buon gioco a fare tabula rasa e a chiedere la testa di quasi tutti gli assessori (salvo quelli, è ovvio, garantiti da Paolo Fadda e Antonello Cabras) e difendere l’esecutivo Pigliaru sarà difficile per tutti. Non solo: la naturale sintonia di Soru con il segretario Renzi (avete visto cos’è successo ieri in direzione?) rischia di metterlo in una posizione sovraordinata rispetto al presidente Pigliaru. Anche perché il Pd nazionale ha bisogno di un segretario regionale come Soru, il cui piglio autoritario bene si confà a questa nuova stagione in cui il partito si sta liberando di tutte le remore che arrivavano da un lontano passato di sinistra.

Dopo dieci anni di carriera, grazie a Renzi, Soru può dunque rifarsi una verginità: il suo momento politico è questo. Le vendette tanto attese devono solo essere consumate. Senza che ci sia nessuno a contestargli il processo per evasione fiscale o il vizietto dell’assenteismo dalle assemblee nelle quali si fa eleggere (a Bruxelles già risulta presente ad appena il 50 per cento delle votazioni) o l’astuzia di nominare tra i suoi assistenti in Europa il figlio di un capocorrente locale. Come si fa politica in Sardegna Soru l’ha capito benissimo, altroché.

Lui e Renzi sono figli della stessa idea di politica, condividono la stessa idea di società, insieme si troveranno benissimo. E Pigliaru, in mezzo, rischia di venire stritolato. Peccato.

 

20 Commenti

  1. Non dimentichiamo mai che il politico è un cittadino “assunto” è pagato lautamente da altri cittadini per tutelare il bene pubblico. Soru ha già mostrato tassi di assenteismo superiori al 90% quando avrebbe dovuto essere il capo dell’opposizione a cappellacci. un qualsiasi statuto di un qualsiasi partito serio ( ma temo non ve ne siano) avrebbe dovuto radiarlo senza appello. Ora ha solo ripreso le vecchie abitudini. Nella sua azienda tollera questo assenteismo? No, Mi dicono che è particolarmente attento e duro quando si infrangono le regole. Regole ad personam, naturalmente.

  2. Soru at a binchere ma non ca s’at torradu a faghere una virghinidade ma ca at ideas craras pro sa limba sarda, cheret e est su babbu mannu de sa Limba Sarda Comuna, fintzas cun medas cuntestatziones est su babbu mannu de su pranu de su paesagiu chi a fines e a cando a sarvadu sas costas sardas dae su tzimentu, tantumatessi at apidu una politica in su mediu ambiente e cheret un economia chi si fundet in pitzu de sos ricursos locales. Soru l’ant votare medas chi cun Isse non fiant d’acordiu ca sas ideas bonas non sunt de nche las vuliare a s’arga. E concruende medas in su PD cherent unu lider issoro chi siat iscurtadu dae sa Junta Regionale.

  3. teresa says:

    Sig.Murtas,condivido quasi tutto il suo post.Ha detto bene,in questo momento Renato Soru è la persona giusta.

  4. Carlo Murtas says:

    Il ritorno in auge di Renato Soru è inevitabile e a questo punto auspicabile.
    Chi è stato soriano della prima ricorda bene le sue forzature personalistiche e la pretesa di andare avanti da solo senza mediazioni di sorta, sino al suicidio finale e l’inevitabile delusione dei tanti sostenitori attivi.
    Stringendo un patto di ferro con le altre due colonne del PD sardo Soru dimostra di aver abbandonato quella logica d’azione che l’aveva alla fine politicamente isolato nel passato e si pone oggi come una fondamentale risorsa in una situazione che per la Sardegna si sta facendo disperata.
    Penso che Soru disponga della carica energetica necessaria e del sostegno dell’opinione pubblica progressista nazionale ( è pur sempre l’autore della Legge Regionale di tutela paesaggistica ed il salvatore della necropoli di Tuvixeddu dalla cementificazione a cui era destinata ) per gestire questo momento delicatissimo di scontro tra la Regione e lo Stato italiano, dal quale possiamo rischiare di uscire con le ossa rotte, abbandonati alla nostra marginalità economica di periferia colonizzata.
    ‘E anche vero quello che diceva quel tale socialista che la politica è merda e sangue, e a questo punto non è il caso di sottilizzare sul passato assenteismo di Soru in Consiglio o sul procedimento pendente per evasione fiscale, perchè qui senza una leadership forte si rischia di finire tutti allo sbando; e d’altronde era stato Soru a cavar d’impiccio il PD sardo da quel grande pasticcio che erano state le primarie per la presidenza della Regione, dimostrando non indifferenti capacità di manovra.
    Sono d’accordo anche questa volta con Biolchini che la politica è l’arte del possibile e la si fa con quello che al momento passa il convento politico, scegliendo di volta in volta il meno peggio perchè è così che funziona la democrazia.
    Mi sbaglierò, ma In questo momento mi sembra che l’unica risorsa politicamente spendibile per la Sinistra sarda ( o di quello che c’è rimasto) per affrontare questo confronto/scontro storico con lo Stato italiano sia Soru.

    • Con un piccolo particolare: che nel confronto/scontro tra la Sardegna e lo stato italiano, Soru sta con lo stato italiano.

      • Carlo Murtas says:

        La mia impressione è che in un intervento di mediazione a favore degli interessi della Sardegna, per tutta una serie di circostanze, tra le quali il suo peso nel PD nazionale, la discreta fama che gode nell’opinione pubblica progressista nazionale, la sua influenza economica, insomma per il potere reale di cui dispone, Soru sia, allo stato dei fatti, il personaggio politicamente più forte per arginare l’assalto neo-centralistico di Renzi. Comprendo i dubbi che si possono avere in merito, ma la mia impressione è al di là dei ripiegamenti tatticistici, Soru non si appiatirà, come qualcuno dice a mò di zerbino, sugli interessi dello Stato.

      • Cristian Caddeo says:

        Caro Vito, mi incuriosisce questa tua osservazione e mi piacerebbe sapere quali sono gli elementi che ti portano ad una simile conclusione.

    • giulia says:

      Purtroppo Soru, come tanti che lo hanno preceduto, dopo un inizio confortante della sua legislatura si è appiattito sulle posizioni del PD diventando l’ennesimo zerbino al servizio dello stato. Con lui, mi aspetto tappetto rosso per gli speculatori di ogni tipo. Non dimentichiamoci che il Progetto Eleonora della Saras ha avuto il primo via libera dalla Giunta Soru, non dimentichiamoci del folle progetto che voleva imporre a Ottana per la costruzione di un termovalorizzatore (favore a LegaCoop?),questi sono solo alcuni esempi. E lo dice una che tra abbonamento Adsl e Mobile Tiscali, fa il tifo sfegatato per la sua azienda. Credo che sia molto meglio che continui a fare l’imprenditore.

    • Tu dici che “Soru…è pur sempre l’autore della Legge Regionale di tutela paesaggistica ed il salvatore della necropoli di Tuvixeddu dalla cementificazione a cui era destinata”
      E lo dici come una cosa positiva.
      Certo, autore della legge che ha bloccato tutto, non solo le speculazioni, nei comuni sardi facendo impazzire cittadini e impiegati comunali.
      Su Tuvixeddu il risultato poi è ottimo: millanta miliardi di risarcimento per Cualbu (che dobbiamo pagare noi con le nostre tasse).
      Sul fatto che Soru abbia consenso nell’opinione pubblica, beato te che ne sei così sicuro. Vedrai alle elezioni (se si presenterà).

      • Supresidenti says:

        Caro A.A. questo commento potrei averlo scritto io. Non si offenda di ciò.

        • Nessuna offesa. Figurati. La pensa come noi la maggioranza dei sardi.

      • teresa says:

        Il fatto che il PPR abbia creato qualche difficoltà(è vero) nella sua applicazione(anche se a me risulta che molti comuni lo abbiano adottato senza grossi problemi),non esclude che sia una conquista culturale e civile molto importante (riconosciuto anche a livello internazionale)visto che ha evitato un’ulteriore colata di cemento preservando quel poco di costa intatta che ci rimane e che è la nostra vera ricchezza.Certamente la Regione di CAPP. non facilitò l’adeguamento dei puc per ovvi motivi.Su Tuvixeddu bisogna dire che Soru agì correttamente nell’interesse comune e il risarcimento a Cualbu(che ebbe da Soru proposte alternative molto valide puntualmente rifiutate)è fuori dal mondo,70 ml di euro sono una cifra folle(considerando anche l’interesse pubblico per l’area)e penso che ci sarà sicuramente un ricorso.R.Soru,qualunque cosa lei ne pensi, è ancora un punto di riferimento valido per quelle persone che vorrebbero vedere la Sardegna far parte di un mondo civile,istruito e in grado di sviluppare lavoro.Alle europee è andato bene(molti hanno votato per lui e non per Renzi),mi dispiace deluderla ma andrà bene anche alle primarie!

  5. Si parla del “destro” Temussi all’agenzia del lavoro. Ma ha i titoli? Quali le comprovate e pluriennali esperienze sulle politiche del lavoro?
    Risulta passato dalla direzione all’ass sanità (con polemiche sulla reale esistenza dei titoli) alla direzione dell’ass lavoro (per poco tempo), sempre per nomina politica di destra.
    Sarebbe questo l’investimento sulle competenze della giunta regionale?
    Sarebbe questo l’approccio culturale al tema del lavoro?
    Spero proprio di no.

  6. Gaetano Murru says:

    Terro’ a mente questo post…Tanto, come sempre accade, sarete in tanti a sostenere l’ennesimo governo democratico, giustificato dal “Chi dovremo sostenere? Questo e’ il meno peggio…”…Per poi riprendere a lamentarvi per le nefandezze e per le mancate promesse elettorali che inevitabilmente vi faranno salire sul carro…Good luck!

    • Gaetano, salire sul carro vuol dire stare zitti, non lamentarci. Quanto al resto, si vota sempre il meno peggio. Oppure non si vota (cosa che i sardi e gli italiani stanno già facendo).

  7. Ospitone says:

    Tutto pronto e confezionato nelle segrete stanze. Per Soru e i suoi ,ci sarebbero pero ancora delle Elezioni da vincere e parecchi cittadini da riconquistare:…….Oh…..perchè esistono ancora le elezioni vero?!?!?!

  8. giulia says:

    Tutta la campagna elettorale con la lagna/ricatto del voto utile per arrivare a questo. Sono disgustata.

  9. Ps: in quanto Thomas….sta facendo la sua corsa che serve solo a capire quanti sono con lui. Quella percentuale poi gli servirà per chiedere un Assessorato, un posto alla Camera e un posto alle prossime elezioni. E fa bene: lo sa fare e quel gruppo da quel punto di vista sta lavorando come nessuno.

    In quanto al “carneade” Angioni: ma che fine ha fatto? Non si vede, non parla, non organizza, non si conoscono le idee…è sempre cravvato al Senato. Su La Nuova Sardegna qualche giorno fa hanno messo una foto di quando aveva 25 anni….figuriamoci chi lo conosce.
    L’idea è che anche lui sia un candidato di servizio la cui corrente si debba “contare” per avere posti e ruoli futuri. Lo sanno tutti ma è triste che lo faccia “l’erede” di Emanuele Sanna….è molto triste soprattutto per tutti coloro che si sentono di sinistra e che non si vedono rappresentati.

  10. Hai “solo” scritto quello che tutti sappiamo ormai da quando Soru cedette il passo a Pigliaru (che dovette andare a chiedere la “grazia” a Sua Eccellenza) e soprattutto da quando si candidò come capolista nel Medio Campidano (anzi…quando li lo relegarono) durante le votazioni per l’Assemblea Nazionale. Era chiaro come la luce del sole.
    Poi, i geni del PD sardo, cosa fecero, per completare la cazzata: lo candidarono a Bruxelles.
    Il patto (e ci sono molto testimoni) però era: “Mi candidate così non vi rompo le scatole qui”.
    E infatti…..è tornato.
    Cosa succederà ora lo sanno tutti: provate a chiedere a chi sta dentro gli uffici, soprattutto in Presidenza dove Soru arriverà con il suo staff: il TERRORE è arrivato! Provate a sentire l’aria che si respira.
    Soru andrà li giorno e notte, mattina e sera: lo ha già promesso.
    Tutti sanno che dal 29 sarà lui il vero Presidente.
    Quanto a Pigliaru la sensazione è che non reggerà molto: l’ingerenza soriana, i problemi che non riesce ad affrontare e lo stress a cui sarà sottoposto saranno devastanti per lui.
    Quanto alla sua Giunta: si salveranno Erriu e Manichedda, Deiana volerà all’Autorità Portuale.
    Gli altri saranno spazzati come la Firino (in cambio SEL vuole il lavoro) e la Mura (cambio con un posto in altro Assessorato per un fresco ex consigliere cagliaritano, appena chiarirà i suoi problemi relativi ai fondi ai gruppi). Dimenticavo che Tore Sanna, l’ex Sindaco di Villasimius, sarà Assessore o all’Ambiente o al Turismo. Doveva già esserlo ma poi la centrifuga lo ha lasciato fuori.
    Nel frattempo la Maggioranza sta per perdere pezzi: il CD è pronto a mollare, per esempio.
    Peccato per Pigliaru e per chi lo ha votato.
    Quanto ai Consiglieri, l’80% è con Soru ma solo per ripicca verso Pigliaru reo di “….non farli lavorare….”.
    Non ho scritto nulla di particolare; come vedi, Vito, anche io ho messo nero su bianco quello che da prima dell’estate tutti sanno…e tutti temono.

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