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Teatro Lirico, la nomina della Crivellenti diventa un giallo. Intanto i sindacati sono furiosi con Zedda, che però ha varcato il Rubicone…

Domandina semplice semplice: ma ieri Marcella Crivellenti è stata veramente nominata nuovo soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari? Certo, la volontà politica del presedente della Fondazione Massimo Zedda è emersa in modo chiaro, ma questo non basta. Per nominare un sovrintendente ci vuole infatti un voto favorevole del consiglio di amministrazione e un decreto di nomina. Ci sono stati? Chi ha votato a favore e chi contro? E chi si è astenuto? E il decreto dov’è?

Perché non pochi parlano solamente di un voto di fiducia dato dal cda a Zedda nel momento in cui in sindaco ha minacciato fuoco e fiamme nel caso in cui i consiglieri non avessero accettato la nomina della Crivellenti. Zedda ha dunque ottenuto la fiducia. Ma il voto esplicito al nuovo soprintendente c’è realmente stato? Perché, in caso contrario, servirebbe una nuova seduta del cda e una votazione esplicita, ai sensi della legge che regola la vita delle fondazioni liriche.

Non vi sembri un particolare di poco conto, perché in questa crepa potrebbero infilarsi i ricorsi al Tar dei candidati presi per i fondelli dal sindaco Zedda: che prima ha chiesto, con una manifestazione di interesse, l’invio dei curricula (secondo la Nuova Sardegna di oggi sarebbero 45), e poi ha scelto in assoluta solitudine un nome nemmeno presente nella lista dei candidati!

Ma vedrete che alla fine tutto risulterà regolare, anche perché è stato il ministero ad aver avallato con parole entusiastiche l’arrivo dell’organizzatrice teatrale, barese di nascita ma sposata con un cagliaritano dal cognome altisonante (e politicamente  non neutro).

Sia come sia, oggi i sindacati hanno dato il loro caloroso benvenuto alla signora Crivellenti: con un comunicato di durezza rara, che segna una sconfitta evidente di Zedda. Il sindaco ha perso la fiducia dei lavoratori del Lirico e si è assunto la responsabilità di aprire una nuova, durissima stagione di conflittualità. Ma perché commentare quando basta leggere?

La RSU del Teatro Lirico di Cagliari apprende con sgomento e profonda delusione della nomina di Marcella Crivellenti a Sovrintendente di questa Fondazione Lirico Sinfonica. Disattendendo lo Statuto della Fondazione, il Sindaco si è orientato su una nomina di dubbio profilo e senza la necessaria esperienza che costituisce un autentico salto nel buio.

La RSU si ritiene ostaggio di un CDA irresponsabile. Nonostante il drammatico recente passato di cui molti Consiglieri in carica sono stati protagonisti, con questa designazione si minano le basi per il futuro rilancio del nostro Teatro, forse in modo irreversibile. Il Presidente con questa inopinata nomina tradisce il messaggio di rinnovamento, trasparenza e riconoscimento del merito che aveva lanciato durante la sua campagna elettorale, disattendendo la fiducia che gli elettori avevano posto in lui, e operando secondo i vecchi e consolidati schemi della politica.

Con questa scelta dimostra davvero poca attenzione e fiducia nei confronti delle esigenze e delle aspettative dei Lavoratori che hanno di fatto mantenuto in vita il Teatro nella lunga attesa di una nuova Dirigenza capace e responsabile. La RSU definisce inaccettabile questa nomina e ritiene necessario un passaggio immediato fra tutti i Lavoratori per prendere tutte le decisioni che si riterranno necessarie.

Gli sforzi, le lotte, i tagli delle buste paga dei Lavoratori sono vanificati proprio in un momento in cui le mutate condizioni economiche lasciavano intravvedere un futuro di speranza possibile e una grande opportunità di realistico rilancio del Lirico. La Cultura ancora una volta si deve piegare suo malgrado ad una politica greve, incapace di comprenderne il valore assoluto come bene comune fondamentale per la vita di tutti.

Ultima considerazione. In questi mesi il sindaco e i fedelissimi di Sel hanno sempre negato che ci fosse un problema di collegialità all’interno della maggioranza che governa Cagliari. A chi chiedeva maggiore considerazione e ascolto veniva ripetuto che tutto andava bene e che la sede del confronto era solo quella istituzionale. Poi però si sono anche svegliati i consiglieri, tenuti sistematicamente all’oscuro di ogni mossa del sindaco. Ma loro erano animati dalla sfrenata voglia di diventare assessori, questo è evidente..

Di tutto ciò si sarebbe parlato sabato scorso, nel corso della riunione di maggioranza, poi annullata in segno di rispetto per Emanuele Sanna. Il Pd avrebbe posto il problema del modo attraverso cui al Comune si devono prendere le decisioni: nel rispetto delle prerogative di ognuno.

Con la nomina della Crivellenti, Zedda ha dato una risposta molto chiara al Pd e alla maggioranza tutta. Il sindaco ha varcato il Rubicone. Ora non ci si può nascondere più dietro un dito.

La situazione è evidentemente abbastanza complicata. Perché con questa incredibile nomina al Lirico, Zedda ha costretto Sel in un angolo, con il partito ormai tutto barricato in via Puccini a difesa del sindaco contro gli attacchi di Pd, Idv e sindacati. E infatti i leader regionali sono molto contrariati, questa conflittualità esasperata con mondi tradizionalmente vicini alla sinistra (come quello della cultura o del sindacato) preoccupa assai. Anche perché qualcuno lo dovrà pur votare Nichi Vendola alle primarie del 25 novembre, o no?

Post scriptum
Oggi questo blog ha superato le due milioni di pagine visualizzate in poco più di due anni. Grazie a tutti.

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109 Commenti

  1. muggine says:

    E c’è anche chi, cavalcando l’onda del clamore, fa della satira sulla questione.
    http://chiastedduonlai.blogspot.it/2012/10/esclusivo-ecco-perche-massi-ha-nominato.html

  2. Alberto L. says:

    Degno scolar di Don Basilio…
    Nun si cumprendi nudda: non è bonu a nai unu fueddu…
    Pogarirari….

  3. Luca S. says:

    Si, é un dialogo tra incazzati e qualunquisti. O meglio stanchi, stanchi di vedersi presi per i fondelli da anni, stanchi di essersi sentiti trattati come bambini viziati, stanchi di pagare di tasca propria le scelte scellerate di altri, stanchi di aver studiato anni e continuare a dedicare ore giornaliere di studio per essere poco valorizzati, stanchi di vedere che le professionalità prodotte negli anni all’interno del teatro restino a marcire, stanchi di vedere che gli sforzi per rimettere a posto le cose sono vani, stanchi di vedere che quel poco che si era riuscito a mettere a posto è già preda degli avvoltoi della politica e già vediamo svolazzare i Meli, i Pietrantonio, i Caldo (eh, il caro Vincenziello, colto con le mani nel sacco e scappato addirittura con pc e files compromettenti), stanchi di vedere buonuscite da centinaia di migliaia di euro dei vari Cetto La Qualunque avvicendatisi in vari ruoli ai posti cardine del teatro, mentre i nostri stipendi sono stati tagliati del 15-20% per tenere in vita le minchiate operate da questi inetti (e quando ciò é successo non é stata fatta una sola giornata di sciopero), stanchi di vedere come nei teatri del resto d’Europa via sia una filosofia artistica e gestionale diametralmente opposta alla nostra, stanchi di vedere che questo modus operandi si sta ripercuotendo anche in altri ambiti della nostra vita, dalla sporcizia dilangante nonostante 250 euro annuali di Tarsu ad una mensa scolastica indegna nonostante l’ennesimo aumento a 4,37 euro a pasto, ad uno stato dei trasporti penoso, al malaffare dilangante, ai giochetti della poiitica che tutto questo avvalla e, di qualunquismo in qualunquismo, ad una situazione generale davvero deprimente.
    Stanchi.
    Incazzati.
    Qualunquisti.
    Chi se ne frega di come ci appellate!!!
    Siamo stanchi di gente così e di chi la pensa come loro.

  4. Pingback: Teatro Lirico, la metamorfosi di Zedda: “Ora tocca a me”. Perché le politiche culturali svelano sempre la vera natura di un’amministrazione « vitobiolchini

  5. Oltre ciò che si scrive qui:
    Le cose andranno avanti, come le pietre che rotolano su un pendio. La Sovrintendente prenderà pieno possesso dei suoi poteri e doveri, inziera’ a lavorare,si dovrà confrontare con i diversi gruppi di professionisti del Lirico e con chi, al di fuori del Lirico, ha sempre concorso a definire una stagione. Ma anche questi gruppi di professionisti si confronteranno con lei e, TAR o non TAR, qui ha ragione anche Soviet. Se la sorte (o i buoni consigli) aiuteranno chi ha la responsabilità di nominare il direttore artistico ad essere illuminato nella scelta, molta polvere finirà sotto il tappeto. Se le relazioni tra la Sovrintendente e quest’ultimo saranno improntate da fiducia,collaborazione piena ( e delega?) … La polvere continuerà a stare sotto il tappeto. In caso contrario questo slancio di ammirazione e stima verso ” le decisioni forti dell’uomo forte nei momenti decisivi” sarà un triste un ulteriore prova del gioco retorico di SEL.

    Ps. A volte, come e’ successo in passato, dall’ora tocca a noi si passa all’ora tocca a voi… A ripianare i debiti.. Honour for me, debt for you baby..

  6. Ma Ainis no. Parla?

    • zunkbuster says:

      Ainis, professor Campus e Ale Sestu si stanno “passando” alla grande, scambiandosi commenti off topic nel post sul regolamento …

  7. Ferdinando says:

    Gli enti lirici sono finanziati dallo stato; ci sono rappresentazioni ormai stereotipate di cose concepite secoli fa che continuano ad essere finanziate per la gioia di persone che probabilmente preferirebbero guardare una partita di calcio o una sfilata di moda ma che, per darsi un tono, fanno finta di divertirsi. I concerti rock, invece, non godono quasi mai di finanziamenti: i giovani che ci vanno pagano un biglietto che corrisponde al costo dello spettacolo e che permette agli artisti e al resto del personale di vivere in modo agiato o almeno decoroso dipende dai ruoli). I soldi versati dai giovani che vanno ai concerti rock sono soggetti a tassazione e, con quelle tasse, si finanziano le opere di Zeffirelli, con gli elefanti, per rallegrare e trastullare le signore impellicciate e i loro annoiati mariti in abito scuro. Il mondo funziona davvero alla rovescia: chi ha meno soldi paga biglietti molto salati per divertirsi, e con quei soldi si allestiscono spettacoli per permettere a chi ne ha molti di far finta di divertirsi. Lo stravolgimento dell’importanza delle cose è molto frequente e, in economia, sembra essere dominante.
    Se ai ricchi piace tanto l’opera e fanno a gara per andare alla prima della Scala (magari con invito gratuito) perché non far pagare loro un sacco di soldi, tanto da coprire il costo dello spettacolo che vanno a vedere?

    • Sei un ignobile e gretto personaggio. Secondo te ci sono novemila ricchi a Cagliari che vanno a vedere spettacoli teatrali solo per snobismo? Sei la quintessenza dei nemici del vivere civile. Sei la sostanza di quello che combatterò tutta la mia vita. Sei l’immagine della decadenza dei nostri tempi. Sei ignorante e povero di spirito. Non abbiamo bisogno di insulti da persone come te.

    • Scusa Ferdinando, io non ho la cultura di Gianluca Floris in questa materia ma sbagli: la scorsa stagione sono andata al lirico a vedere madama Butterfly, il lago dei Cigni, e ultimamente il Barbiere di Siviglia al costo di 10 euro. Anche se era in alto si vedeva benissimo e dato che non avevo il libretto dell’opera leggevo la prosa dallo schermo. Non posseggo nessuna pelliccia, sono mediamente disoccupata ma Madama Butterfly è veramente commovente. Non solo i ricchi vanno a vedere l’opera, fidati.

      • Neo Anderthal says:

        Fernando: non ne hai detta mezza giusta.
        L’opera lirica, proprio perché “concepita secoli fa” -inesatto, ma tu non lo sai- ha resistito alla prova del tempo, segno che è diventata, in senso stretto patrimonio, ovvero lascito dei padri.
        È una parte costituente della identità culturale europea, ed è stato e resta uno spettacolo d’arte -non intrattenimento, non marketing di musichette e filastrocche di moda- estremamente popolare, e gran parte del popolo, senza distinzione, lo ama.
        Vai una sola volta all’opera, e te ne renderai conto tu stesso. Ma è evidente che scrivi su cose di cui non hai nozione, e le tue sono chiacchiere da biliardino.

    • gengis canu says:

      ecco vai a vederti la Cellinese a is arenas ed evita di cimentarti in questi tristi luoghi comuni

    • Alberto says:

      Che brutta cosa, l’ignoranza accompagnata dall’incapacità o dalla mancanza di volontà a conoscere la realtà. Ferdinando, la tua piccola mente è legata a stereotipi da barzelletta. Non vale neppure la pena discutere con te.
      A lavare la testa all’asino si perde acqua e sapone.
      Hai detto una marea di stupidaggini, lo sai? Macchè, ma cosa sai…
      Ignorante.

  8. Bugone says:

    Per chi non era alla conferenza stampa di oggi dove Solotronco presentava la sovrintendente, si è assistito a una gustosa scenetta.
    Ad un certo punto si alza la mano di un vecchio che, senza attendere l’autorizzazione, porge una domanda impertinente:
    «Ma la procedura di nomina della dottoressa Crivellenti è stata fatta rispettando lo statuto?» Gelo in sala.
    «Ma lei chi è?» gracchia solotronco stizzito.
    «Sono un ex sovrintendente che ha chiuso il bilancio in pareggio e la signora non ha i titoli adatti»
    «BASTA! – gidò solo tronco – Questa è un’operazione combinata!!!!»
    E Foffo Falqui sorrise soddisfatto nel vedere Oratoccasoloalui pesantemente disunito e senza nemmeno l’occhialino tattico.
    Peccato per chi non era presente

    • Sovjet says:

      Radio Press la racconta un po’ diversa:

      “17.20 – Alla conferenza stampa interviene l’ex sovrintendente Falqui: statuto alla mano sostiene che ci sono regole precise per la scelta del sovrintendente e non sono state rispettate. Zedda risponde che, se così fosse, “il direttore generale del ministero dei Beni culturali sarebbe intervenuto a sanzionare il cda e invece è intervenuto per approvare la scelta e sostenerla”.

      O Bugone, a chi credere?

      • Ismaele says:

        A Radio Press. E’ andata, in sintesi, come c’è scritto nella diretta web. La versione di Bugone, pur non priva di elementi verosimili, è a dir poco romanzata…

    • Ex ex sovrintendente says:

      A dir la verità mentre parlava l’ex sovrintendente ridevano tutti di pancia…..
      Ora, rivendere il dialogo, come hai fatto tu, come una discussione sui massimi principi del diritto amministrativo mi sembra una quantomeno forzato….

  9. zunkbuster says:

    Ok, lasciamo pure perdere le poco convincenti motivazioni del sindaco, ma se guardiamo a quelle della nuova sovrintendente, che se va avanti così come un carrarmato evidentemente sa di avere le spalle ben coperte (probabilmente non solo del giovane sindaco che ormai guida un “governo amico” più che una giunta di centrosinistra), sono ancor più inquietanti.
    Sembra che non sia la sua professionalità a doversi adeguare al Lirico, ma il Lirico ad adeguarsi alla sua professionalità, che infatti non è da teatro Lirico. Ha parlato moltissimo di teatro, mentre la lirica è parsa essere trattata come un fatto marginale. Fa molto piacere che in una città dove chiudono continuamente spazi storici come il Teatro dell’Arco la signora Crivellenti abbia scoperto l’acqua calda, ipotizzando l’utilizzabilità del Lirico in questa chiave. Faccio e mi faccio qualche domanda volutamente cretina. Ma allora, non era meglio metterla a dirigere il Teatro Massimo? Ma allora la legge prevede le Fondazioni Liriche come gusci vuoti riempibili a piacimento del sindaco e del sovrintendente di turno, e non come specifiche fondazioni di diritto privato con scopi pubblici ben chiari? Ma forse c’è in atto un mascherato processo di smantellamento del Lirico come l’abbiamo conosciuto finora, e nessuno ci ha detto niente?
    Boh, inutile chiedere al sindaco, è capace solo di dare risposte penose. Ad esempio quando si è fatto bello con l’assenso-lampo del ministero. Ci stiamo dimenticando che lo stesso ministero e la Regione stavano mandando solleciti sempre più spazientiti perché questa telenovela avesse finalmente una conclusione? Il ministero si è sbrigato perché altrimenti si sarebbe rischiato l’arrivo del commissario, atto che un governo tecnico è sicuramente più ritroso ad adottare rispetto a un governo politico, altroché. O forse non ha del tutto torto “Robin”, evidentemente la sovrintendente è molto ben vista in quelle alte sfere, fino a ieri pidielline, oggi probabilmente democriste di destra (data la provenienza dalla Cattolica del ministro, che ci ha messo mesi a silurare un personaggio discusso come Nastasi). E ancora si deve comprendere che ci azzecca questo col centrosinistra. Mah …

  10. Anonimo says:

    a leggere i curricula fra crivellenti e siciliano hanno tutti e due lavorato con premi oscar ma almeno siciliano stava nei titoli di testa oltre a far bene come assessore.

  11. Sovjet says:

    Bah, bah, avete fatto incazzare Massimo, adesso meglio prepararsi a qualche rito apotropaico… 😀
    http://www.sardiniapost.it/politica/693-il-sindaco-batte-il-pugno

    • zunkbuster says:

      Sarà anche un’infelice sintesi giornalistica, me lo auguro, ma letta così è veramente una caduta di stile che poteva risparmiarsi. Capisco, caro Sovjet, che è duro il ruolo di chi deve rigirare in qualche modo la frittata, ma da quando in qua perdere pubblicamente le staffe, e l’ha già fatto alla Serata delle Idee del PD, è segno di forza? Mi ricorda Francesco Crispi, che ai critici rispondeva: “Ho il diritto di ritenermi invulnerabile”, ma era già nella fase discendente della sua carriera politica. Io ci starei più attento a fare il barroso. Ricordiamoci che la giunta Zedda per il PD è solo una “giunta amica”, da quel giudizio emesso dal compagno Yuri Marcialis quando fu varata non è cambiato nulla, anzi, ogni giorno le cose cambiano in peggio.

      • Sovjet says:

        Zunk, sai com’è, dopo un sindaco che pareva uscito da un film di Romero, averne uno con un po’ di sangue nelle vene magari a qualcuno fa piacere…

    • “Lei lavorava nella biglietteria ed e’ diventata Sovrintendente”…eja.. io lavoro come usciere e diventerò Primario, Vito lavorava come notista e diventerà Direttore di La Repubblica…. Per cortesia ..!! Soviet, ma sono questi gli argomenti seri di Massi??

      • Sovjet says:

        Gli argomenti possono piacere o non piacere. “Massi” ha una sua idea e la persegue. D’altra parte, come già detto, si è assunto tutte le responsabilità senza fingimenti. La risposta la dà lui stesso:

        “Non conosco nomine che non scatenino polemiche: era iniziato un lungo lavorio per logorare e far cedere il sindaco. Ma la nomina è arrivata in sei ore quindi la tattica è crollata. Dicono le cose più disparate, che non abbia scelto io ma Vendola, il centrodestra, il ministero, ho letto che avrei fatto accordo con Oppi e Cappellacci, che la nomina sia dovuta a rapporti di parentela e amicizia. La realtà è molto più semplice: come altre volte, ho scelto una persona che non risponde a logiche di segrete stanze e ho valutato capacità e competenza in linea con la mia idea di teatro. Questo è il senso”.

        • zunkbuster says:

          Potresti anche gentilmente informare il sindaco che amministrare una città non è come giocare a World of Warcraft. Lavorio di logoramento, tattiche che crollano, ma cosa sono queste fesserie? Faccia nomi e indichi circostanze, altrimenti sta solo sparando nel mucchio.

          • Sovjet says:

            Io, Zunk informalo direttamente tu. Non sei anche tu un suo elettore? Magari lo vedi più spesso di me!

          • Zunk, il sindaco non è a un processo e tu non sei l’interrogante. Ti risulta che il tuo amico Claudio abbia fatto nomi e indicato circostanze, nelle dichiarazioni che ti sono tanto piaciute? A me no. Sono due politici, non due pirla.

            E poi, francamente, basta con queste minaccine sul Pd che si stufa. Il Pd ha la prima preziosa occasione per governare Cagliari assieme a tutti gli altri, può anche sprecarla se vuole.

            • zunkbuster says:

              “Il PD è come Bush, fa le guerre preventive”. Sarà questa la vulgata originale della farsesca conferenza stampa di ieri? Complimenti vivissimi a Massimo Zedda!!! Volevi nomi e circostanze? Eccoli!!! Queste non sono sciocchezzuole da videogame, si tratta di un problema politico grande come un macigno. Il PD è decisamente “troppo buono”. Dipendesse da me, Zedda sarebbe già a casa.

              http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121004075055.pdf

              • Il Pd è troppo debole, non troppo buono.

                • E per debolezza intendo che l’elettorato è molto più in sintonia con Massimo Zedda che col gruppo consiliare o col partito cittadino. Figurati se si tratta di nomine..

                  Ma aggiungo una cosa: da tre giorni insinui inciuci e acordi col centrodestra e poi fai l’offeso perché il sindaco parla di Pd e guerra preventiva? Almeno non ha parlato di gioco di spartizione.

        • Ok!! Siamo transitati dall’ora tocca a noi all’ora tocca a me degno della migliore destra.. L’uomo forte al momento giusto, l’uomo giusto nei posti forti. Bella torsione politica Soviet, complimenti… Comunque hai la mia comprensione: giustificare passaggi dall’alfa a beta e’ veramente difficile..

          • Sovjet says:

            Rispetto l’opinione di tutti, ma è molto più difficile passare da alfa a omega, che da alfa a beta, che distano di un solo grado…cos’è, un lapsus freudiano?

            • No, Soviet, e’ un tratto di strada consapevole e voluto. Ma perché sei così nervoso? Ti mancano gli argomenti giusti?

              • Sovjet says:

                Nervosissimo! Senza la Crivellenti sono perduto… 😀

                • Senza SEL in questa posizione di potere forse si’. 🙂

                  • Sovjet says:

                    E bello, mio, sai com’è, “io mangio del mio mangio” – come diceva la Cortellesi – e a Sel do più che avere, con tessera e contributi mensili al mio circolo. Della “posizione di potere” di Sel non mi giovo in nessun modo, come è noto a chi (e non sono pochi) mi conosce.
                    Quindi, caro Al, sei proprio cascato male.
                    Chissà tu invece cosa faresti al mio posto? Te la cavalcheresti l’onda?

                    • No Soviet, non mi riferivo alla dimensione economica ma a quella immateriale.. Ci mancherebbe! Comunque al tuo posto tacerei. Di fronte all’indifendibile userei l’arte del silenzio; in caso contrario rischierei di far torto all’intelligenza altrui… Questo e’ uno di questi momenti.

      • Alberto says:

        Aggiungo: la signora in biglietteria ne ha combinate così tante che è stata trasferita ad altro incarico in modo da limitare la sua “dannosità”…
        Quindi gli esempi di Mazinga Zedda sono davvero poco consistenti: è come dire che io, schiappa nei tornei aziendali di calcetto, devo avere l’opportunità di dimostrare quanto valgo con una convocazione in nazionale. O Zedda, ma mi faccia il piacere…
        Come dite? Cosa so della biglietteria? Beh, lavoro da trenta anni al Lirico, e qualcosina l’ho vista pure io…

    • Anonimo says:

      Zedda e’ stato eletto per fare cose diverse e creare un muovo clima a caliari, sta sbagliando,o e queste cose avevamo già Fantola! Pessimo direi

  12. Piccolo esercizio di stile:
    ce la fate, od amici commentatori, ad argomentare le vostre ragioni senza cadere in banali luoghi comuni? Già scrissi questo pezzo tempo addietro e credo che sia il momento di ripostarlo. Così, per essere d’aiuto.
    Cordialità
    http://costruiresumacerie.org/2012/05/22/i-luoghi-comuni-che-sento-sul-lirico-di-cagliari-smontati/

  13. ignazio says:

    Bellissime dissertazioni, piene di retorica sui sindacati,molta teoria di fantapolitica applicata, molto tempo da perdere, poca sostanza sul merito e poca informazione su come davvero funziona la macchina Teatro Lirico e su cosa necessiterebbe conoscere per dirigerlo dal 5° piano…a volte basta davvero passare davanti al Teatro per arrogarsi del diritto di commentare (nascondendosi dietro un nick name) con questo mucchio di minchiate.

    • Luca S. says:

      Tra una minchiata e l’altra… cosa necessiterebbe conoscere per dirigere il Teatro Lirico?
      Sono curioso, al 5° piano ci sono entrato una volta in nove anni e ho ricevuto una truffa nel più puro stile napoletano. Ma se vogliamo allargare il campo delle minchiate, sarò curioso di leggere i commenti non appena sarà nominato il direttore che sta al 3° piano… dato che i nomi che si fanno vanno da indagati a mezze cartucce…

      • ignazio says:

        Cercando di sintetizzare e non divagare, per stare al 5° piano bisognerebbe avere le capacità e le ambizioni di Mauro Meli, provando a perseguire obbiettivi raggiungibili, senza pensare di mangiare aragosta ogni giorno con uno stpendio di 1200 € al mese.
        Ricordarsi che siamo una delle 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche e quindi una delle eccellenze che promuovono e diffondono la Lirica, la Sinfonica e le grandi scuole mondiali di Balletto, che la nostra mission è diffondere e dare al pubblico nel corso delle stagioni programmate innanzitutto questi “prodotti”.
        Ben vengano tutti gli altri eventi che si possono portare in palco, ma pensare di entrare nella Fondazione con l’obiettivo di cambiare e stravolgere quello che si dovrebbe fare è quanto meno presuntuoso e arrogante.
        Non siamo un’azienda che produce reddito, (come i corpi militari per esempio) la bontà e la qualità del nostro lavoro si misurano in numero/qualità delle aperture del sipario e numero delle persone in sala.
        La signora in questione non può certo concretizzare questi obiettivi, visto che ha avuto come unica esperienza in una Fondazione come la nostra, la pessima gestione della biglietteria, con diversi richiami delle oo.ss ,e lo spostamento stretegico in segreteria della sovrintendenza al 5° piano durante la gestione Pietrantonio/Caldo, sui quali è inutile spendere parole di commento.
        Quanto al 3° piano di cui parli, mi sa che ne sai più di me.
        Cordialmente
        Ignazio Sibiriu

    • Per fortuna che ci siete voi del teatro che siete onniscienti e potete illuminare chi non ha le vostre stesse doti.
      Dietro i nick name possono anche celarsi delle persone che sanno bene come funziona la macchina teatro, proprio perché ci hanno lavorato e magari sono disgustate da qullo che hano visto, dai vostri commenti e dalle vostre giustificazioni ipocrite.
      Mi vorresti dire che i precari del teatro sono stati trattati tutti allo stesso modo? che non c’è nessuno tra i dipendenti del teatro che si sta rodendo di invidia per la scelta della Crivellenti?
      Il sindaco Zedda con questa nomina ha dimostrato di non essere un ostaggio dei sindacati. Gli stessi sindacati che non hanno tutelato tutti i precari del teatro ma solo alcuni.

  14. maneferru says:

    La Crivellenti dichiara: “ho gia dato disposizioni ai miei legali per intraprendere una causa atta ad individuare gli autori della mia nomina, avvenuta a mia insaputa e per altro non richiesta!” A chi non è capitato: andare al Lirico, trovare una fila chilometrica, deprimersi e poi la visione: un conoscente è fra i primi della fila. E’ possibile risparmiare ore e ore di coda. Ma come al solito, i soliti invidiosi (e sfigati senza amici) si lamentano: “le file non si saltano!” “che maleducata!”. Prima di tornare al tuo posto, leggi attentamente: basterà sgranare gli occhi (un po’ come Mara Carfagna, per intederci) e sobbalzare. Fila? Quale fila? Tu non volevi in realtà nemmeno andarci, al Lirico, bensì a casa di tua suocera: qualche grandissimo figlio di una buona donna ha però cambiato a tua insaputa i tragitti del tom tom, facendoti arrivare fino in teatro. Ma tu lo denuncerai, altro che: anzi, dove si trova il più vicino studio legale? Commossi da tanta crudeltà nei tuoi confronti, i compagni di fila ti faranno passare sicuramente….e la favola contrinua…

  15. Luca S. says:

    Ho scritto in un altro blog che sarà curioso vederla all’opera ma che il nostro obiettivo dev’essere comunque far bene il nostro lavoro. Ho fatto anche una battuta, scrivendo che di quelli del ’72 ci si dovrebbe fidare… Io mi fido di me!
    Le cose che mi lasciano perplesso in tutta questa storia sono diverse.
    Primo: il curriculum della Crivellenti non era tra quelli giunti sul tavolo delle candidature.
    Deduzione: o lei non era interessata o lo era, ma talmente sicura di ottenere l’incarico da non ritenere necessario l’invio del curriculum, il che sporcherebbe non poco l’immagine già fosca che ho nei confronti della politica e di chi difende questo tipo di scelta con giustificazioni imbarazzanti (magari il rapporto azienda-dipendenti fosse come quello tedesco!).
    Secondo: quei 43 curricula non devono essere stati ritenuti all’altezza di una collaborazione con Fo ed Albertazzi e di una gestione di una biglietteria.
    Deduzione: non serve conoscere musicisti, orchestre, cori, titoli d’opera o di concerto, storia della musica e del teatro musicale per guidare il teatro lirico di Cagliari

    Pensavo…

    Ho due diplomi, ho fatto il solista, sono artista del coro, sono direttore di coro, direttore artistico di un festival internazionale di musica corale, ho studiato con Giovanni Acciai, Karl Hogset, Andrea Veneracion, Peter Neumann, Giacomo Baroffio, Gary Graden ed altri, ho invitato 104 cori al festival con direttori quali Frieder Bernius, Stojan Kuret, Dario Tabbia, Enrique Azurza, etc.
    Insomma, nel mio campo ho un curriculum abbastanza soddisfacente.
    Ah, ho anche gestito la biglietteria per una partita di volley (Italia-Polonia, 4500 spettatori) al Palaserradimigni di Sassari, ho fatto il PR al Manpea di Alghero, ho organizzato per 5 anni un torneo nazionale di beach-volley, ho giocato in serie B a pallavolo, ho allenato i bambini del minivolley, ho fatto l’arbitro e anche l’ultrà allo stadio.

    E se il sindaco di Firenze mi chiamasse a dirigere la Galleria degli Uffizi anziche confermare la Acidini?
    E se Paolo Fresu mi chiamasse ad insegnare sax ai seminari jazz di Nuoro?
    E se Montezemolo mi chiamasse a dirigere il reparto corse della Ferrari?

  16. Philip Marlowe says:

    Bel post… ma si può sapere, anche in via riservata, chi è il marito della Crivellenti?
    PM

  17. Di Legno says:

    Marcella Crivellenti farebbe bene ad insediarsi infischiandosene dei lavoratori del teatro. È facilissimo guidare una nave avendo l’equipaggio contro. E non è assolutamente vero che le basti superare i sei mesi di prova per garantirsi gli emolumenti in caso di allontanamento.

    • Alberto says:

      Di legno… Scommettiamo che non ci riesce? Non è riuscita in compiti molto più facili di questo… Hai visto il curriculum? Siamo al livello di gestione del teatrino dei pupi… Ma mi faccia il piacere…

      • Simplicius says:

        Alberto, devi essere nuovo del blog. I commenti di Di Legno vanno letti e seguiti dalla sua firma. “È facilissimo guidare una nave con l’equipaggio contro”. Di Legno

      • Sovjet says:

        Ma hai visto la firma? Scusalo Di Legno, è un commentatore di passaggio…

  18. Alberto Loi says:

    Pinupretzisu, mi pare che di pretzisione tu ne abbia poca…
    Sono un lavoratore del Lirico e posso farti vedere la mia busta paga per dimostrarti che non sono affatto un superstipendiato.
    Posso anche dimostrarti che sto pagando di tasca mia, assieme ai miei colleghi, il prezzo delle precedenti, dissenate gestioni con pesanti tagli nella retribuzione.
    Sia ben chiaro: cattive gestioni, quelle che hanno portato al disastro, sempre contestate da noi lavoratori che purtroppo non siamo mai stati ascoltati ma accusati, invece, di terrorismo!
    Quando un poco informato, e poco avveduto, giornalista dichiarò che i dipendenti delle fondazioni liriche guadagnavano 70.000 euro l’anno (!) proposi di rendere pubbliche le nostre buste paga, e tutti ci rendemmo disponibili a mostrare quanto quei 70.000 euro fossero una cifra che non aveva nessun riscontro con la realtà.
    Stranamente nessuno si mostrò interessato a sapere la verità, perchè era più comodo credere a quella che era una abnorme deformazione della realtà.
    Io resto ancora a disposizione…
    Pinupretzisu, mi sa che sei “Pinupaguinformau”…

  19. thomas newton says:

    Chi, anche fra gli elettori e i simpatizzanti di SEL , è rimasto di sale alla notizia della nomina della Crivellenti? Tutti quelli che, come me, la conoscono e sanno perfettamente quanto di poco spessore sia la sua preparazione e la sua esperienza. E’ come se Cellino dichiarasse in conferenza stampa in mondovisione che Visentin è stato il più grande calciatore di tutti i tempi, certificando tale affermazione dal fatto che lui l’ha conosciuto personalmente e lo ha visto fare un tunnel allo zio di Langella. Poi chi afferma il contrario è o juventino o nemico del Cagliari, della Sardegna e di Amsicora.

  20. rosete says:

    ci avevamo creduto…adesso tocca noi blablabla, in realtà a chi governa questa città non interessano i lavoratori del teatro, che già si erano espressi nel merito e che sono molto più competenti sul lirico di quanto non siano il sindaco e il suo assessore alla cultura o la capogruppo in commissione. la verità è che è l’ignoranza e la prepotenza sono la strada maestra di questa storia. il sindaco farebbe bene a fare un passo indietro, ragionare con lavoratori e parti sociali, con la collegialità delle forze politiche a cominciare dalle forze che lo sostengono altrimenti ci accorgeremo che il nuovo che avanza è molto peggio del vecchio, che già non ci piaceva.

    • Federico says:

      se sono più competenti possono tranquillamente riunirsi e costruire un proprio teatro, privato. Finché prendono i soldi pubblici restano sottomessi all’eletto e alla politica. È una lama a doppio taglio.

  21. Anonimo says:

    La signora non possiede i requisiti necessari e il tribunale amministrativo annullerà la nomina. Alla faccia di ordini arrivati dall’alto ai soldatini locali. Inaccettabile. Ci penseranno i giudici. Basta attendere.

  22. Francu says:

    Claudio Cugusi, consigliere comunale Pd: “Sto cercando di capire come si possa essere arrivati alla nomina di un esponente del mondo della cultura romana, molto vicina a un particolare tipo di centrodestra romano, e protagonista di numerose vicende non esattamente culturali, né tantomeno edificanti.

    Il commissario Cugusi se dice che la Crivellenti é stata protagonista di vicende poco edificanti e di essere vicina al centrodestra evidentemente ha riconosciuto un suo simile

    • zunkbuster says:

      Biolchini, quanto sei pinniccoso … ok riformulo. Francu, cortesemente sai citarmi una sola occasione in cui Claudio Cugusi abbia mai militato in una forza politica del centrodestra? Ajò, date e circostanze, e non vale citare il vecchio PLI, dovresti sapere che da quel partito anche se sono usciti fior di destrorsi come Raffaele Costa, è uscito (anzi ne è stato a lungo segretario) Valerio Zanone che nella Seconda Repubblica è sempre stato schierato col centrosinistra. Poi se il problema sono le frequentazioni private di Cugusi, beh, ti confido un segreto: ho qualche amico che ancora si dichiara “fascista”, quindi sono anch’io fascista. Infatti al “Contro 25 aprile” c’ero anch’io, insieme a quelli di Forza Nuova e a Salvatore Sasso Deidda.

      • Francu says:

        Almeno non hai provato a difenderlo per quanto riguarda vicende poco edificanti.
        Sul fatto che in gioventù sia stato liberale naramì nudda. Noi in quegli anni dell’universitá ce lo ricordiamo molto bene da che parta stava.

        • zunkbuster says:

          Si o Francu, ma io ricordo anche molto bene che nella Pantera c’erano anche studenti di destra, e alcuni democristiani molto più a destra di Cugusi. Usare la Pantera come linea di demarcazione destra/sinistra può essere un piacevole ricordo di giovinezza, come quando si baruffava tra fan dei Duran Duran e fan degli Spandau Ballet, tra paninari e metallari, non certo un collante di appartenenza trasportato all’insegna del vintage nel 2012, oggi che magari chi stava nella Pantera lo trovi tra i più convinti sostenitori del rettore Melis. Comunque se pensi che PLI degli anni ’80 = destra di oggi, consentimi, sei troppo schematico.

  23. thomas newton says:

    Et voilà. Il nuovo che avanza si è fatto scoprire con le mani nella marmellata. Mai mi sarei immaginato di vedere Massimo Zedda protagonista di un democristianissimo intreccio in salsa barese-cagliaritana, quasi a livello di voto di scambio, pur di assecondare i giochi vendoliani. Sempre colonia siamo, e forse ne dovevamo avere maggiore consapevolezza. Risibili poi le argomentazioni che secondo il sindaco dovrebbero tagliare la testa al toro:” ha lavorato con Fo ed Albertazzi”. A quali livelli? Secondo questo metro allora qualunque lavoratore del Lirico avrebbe molte più carte di Lei nella scalata alla sovrintendenza, avendo lavorato non solo con Dario Fo ma con Muti, Abbado, Lorin Maazel, Andres Segovia, Pollini, Tebaldi, Del Monaco, Rastrapovich solo per citarne alcuni. Se poi qualcuno vuol sapere cosa esattamente accadde in biglietteria sotto la direzione della Crivellenti, i fatti sono questi: arrivata in teatro su insistente sollecitazione di Letta -” e mi raccomando che sia utilizzata ai più alti livelli” – mise mano alla biglietteria sovvertendo e capovolgendo ciò che era stato definito in una trentennale pratica sul campo (tipo ordinare che la biglietteria venisse aperta la mattina e chiusa la sera), col risultato di provocare il più grande flop della storia del teatro con un conseguente danno economico milionario. Per cui il disperato tentativo di renderla innocua spedendola alla corte di Pietrantonio, dove venne messa a far niente. Tutto qui. Ma per fortuna che c’è il nuovo che avanza.

  24. Fourthciucciu says:

    Evidentemente Zedda non ha imparato la lezione di Soru, l’uomo solo al comando sarà punito alle prossime elezioni, prima che sia troppo tardi cambi rotta e ascolti chi ha contribuito alla sua elezione

  25. Nessun dorma says:

    Vito, informati meglio. La prima parte del tuo articolo é una solenne cazzata. ma non é colpa solo tua: la cantonata l’ha presa un sindacalista incapace anche di leggere tre righe di statuto della fondazione. Tu ti sei limitato semplicemente a non verificare le fonti.
    Non é la prima volta che fai titoli come l’unione, o peggio come castedduonline, e inizio a pensare che non sempre sia in buonafede.

    Se vuoi puoi non pubblicare questo commento: ti consiglio però di cambiare il titolo e l’incipit: frugando negli articoli questa bufala potrebbe andare a fare compagnia alle indimenticabili “il centrosinistra verso primarie vetrina”, “un mese di campagna elettorale buttato al cesso: zedda cambi strategia” identici per pressapochismo ai pezzi dell’unione che tanto critichi.

    • Vito Biolchini says:

      Grazie collega!

      • massimo says:

        sempre lui? 🙂

        • zunkbuster says:

          “Lui” chini? Cussu chi “sciu tottu deu”?

          • Adriano says:

            Gesucristu?

            • Cussu de sciu rottu says:

              cussu de sciu rottu mi piace. Comunque non sono un collega: mi sarebbe piaciuto ma in Sardegna non é la professione che fa per me.

              va bene pure “cussu chi liggiri”, visto che in questo caso bastava leggere a fonte e non fidarsi di quanto detto dal sindacalista del lirico,

              • zunkbuster says:

                Neanch’io sono un collega di Biolchini, amico. Ma ti assicuro che sono abituato a leggerle, le cose. Non mi insegna certo la CGIL come procurarmi e leggermi uno statuto.

    • thomas newton says:

      Ho notato che si è dispiegato il “servizio d’ordine” a difendere le posizioni di Zedda e attaccare Vito. Purtroppo con argomentazioni da servizio d’ordine. Ce n’è bisogno? O qualcuno si sente la coda di paglia? Un pò di intelligenza per cortesia, che c’è il rischio che per troppa insistenza anche gli elettori si possano accorgere che il Re è nudo.

    • Da ricordare che il codazzo di “Sì, Vito su mellusu! In SEL tutti minchioni che non capiscono!” era lo stesso.
      Tutti preparati e sicuri del loro. Tutti la sapevano più lunga degli altri, di Massimo Zedda, di SEL e di chiunque non fosse d’accordo con l’analisi. Tutti con una figura di merda prenotata.

      E perché dimenticare la recentissima saga del regolamento contributi? Due bocce così per settimane e quando è venuta fuori la bozza Vito – mentre molti nel blog parlavano di importante passo avanti – ha detto che il regolamento non è importante (per questo ne aveva parlato fino alla nausea) ma che è molto più importante altro.

      Ugnone.

  26. Mah.. Alla fine pochi si accorgono di alciniparadossi fondamentali di questa vicenda. Un partito istituzionalmente nato “dentro e per” la classe lavoratrice (dire operaia in tal caso significa osare troppo..), prende troppo alla leggera gli interessi della stessa istituzionalmente rappresentata dai sindacati. Anche qui, quando la retorica può vincere “siamo tutti lavoratori”, quando la retorica e’ scomoda .. Fanculo i lavoratori e chi li rappresenta. La RSU aveva già da tempo manifestato opinioni negative verso questa nomina ma, soprattutto, opinioni motivate. Perché si e’ deciso di non ascoltarle? Come si giustifica il rispetto di interessi altri? Perche’ si sono cambiate le regole in corsa? Perche’ nessuno spiega questi cambi repentini oprati in ombra? Perche’ si pensa che basti l’evidenza di un curriculum ( peraltro poco rispondente ad alcuni criteri iniziali) per silenziare il tutto? Ora tocca a noi e’ banalmente destinato a diventare un cia’ cia’ cia’… Un ritornello vuoto che ha funzionato bene durante la campagna elettorale (complice la sorte benevola e una destra lacerata), ma che rischia di rivoltarsi contro un SEL chiuso in un fortino a difendere la coerenza di azioni incoerenti…
    Ps. Ainis non parla?

    • Pinupretzisu says:

      …in questi termini anche marchionne è un lavoratore, nel seno che prende uno stipendio
      Non metterei sullo stesso piano gli operai dell’alcoa con i professori del lirico, né i rispettivi sindacati
      I concetti vanno pesati

      • Forse non conosci i meccanismi retributivi del management nel privato Pinupretzisu. Non esiste uno stipendio vero e proprio.La dimensione finanziaria della retribuzione è quasi sempre agganciata alle performance che la Corporation ottiene sul mercato finanziario; nella sostanza.. l’apprezzamento che il mercato dedica (o meno) al(i titolo/i. E, quasi sempre, questo è vincolato alla capacità del management di tagliare i diversi costi dell’impresa reale..
        Ma il mio discorso era rivolto ad altro.. alla retorica del quasi -monopolio della difesa degli interessi dei lavoratori da parte di alcuni partiti. Qui non si sono ascoltati gli interessi dei lavoratori, “interessati” – questo sì – alla buona gestione del Lirico (in tal senso ha ragione Gianluca Floris: alla fine, se ben gestita, un’operazione culturale è di interesse diretto e “di proprietà” della cittadinanza tutta). Qui si è deciso di andare oltre,sopra e contro una componente lavorativa che conosce il proprio ambiente, la propria storia e quella fallimentare della Sovrintendente nella sua gestione organizzativa di competenza. Tutto qui. Semplicemente non sono stati ritenuti degno di ascolto.. E poi si parla di democrazia partecipativa,di dialogo etc.. Ma per piacere.. Giù la maschera…

        • pinupretzisu says:

          ok, allora vediamola così:
          il sindaco, istituzionalmente – e quindi anche come presidente del CdA della Fondazione, ruolo che riveste appunto in ragione della carica – deve fare gli interessi della città o dei sindacati ?
          E’ più “di sinistra” accontentare i sindacati dei lavoratori iperprotetti ed iperstipendiati, oppure mettere un freno a 18,5 milioni di stipendi annui che comune, regione e stato versano annualmente nelle tasche dei dipendenti?
          …tutto questo ovviamente prescinde dal nominativo del sovrintendente, ma appunto: i sindacati non hanno nulla a che vedere con la scelta del soprintendente.

          • zunkbuster says:

            Peccato che questa frase stia bene in bocca a Matteo Renzi, meno in bocca a chi si appresta a fare la campagna per Vendola alle primarie del centrosinistra.

          • Mamifacciailpiacere says:

            Luoghi comuni a gogo’….

          • Pinupretzisu, sulla favola dei super-stipendi ti ha già risposto Alberto Loi. Penso che la disponibilità a mettere in evidenza la verità delle cifre sia ancora in capo ai lavoratori del Lirico.
            Piuttosto, cosa su cui non rispondi, è sul metodo che mi concentravo. Ovvero, sulla retorica del metodo partecipativo sventolato alla rosa dei venti e negato nella prassi fondamentale “del momento della decisione”. Questo è il punto: Sel non è più legittimata a usare lo scudo della trasparenza, della co-partecipazione. dell’ascolto.. etc.. Tutto qui. I fatti contano, caro Pinupretzisu. e rimangono come pietre nella testa delle persone per le decisioni a venire..

            • Ma Ainis non parla?

              • Pseudo Ainis says:

                Sto facendo la somma di tutti gli interventi e poi deciso di prendere una posizione contraria a quella della maggioranza. Mi sto consultando con Sovjet e con le RSU della SARAS

            • Pinupretzisu says:

              mi rendo conto di aver portato una posizione poco politica, visto il micropolverone sollevato. Piuttosto che entrare nelle singole polemiche entro nel vivo: il sovrintendente sarebbe dovuto essere preventivamente accettato e condiviso dai sindacati ? per me la risposta è no. Chi conosce la storia delle relazioni industriali sa che in italia il principio fondante è la separazione tra lavoratori e impresa. La mitbestimmung tedesca in Italia non è mai stata accettata e condivisa dagli stessi sindacati. E allora, chiariamo prima che modello preferiamo anzichè fare il solito porcellum italiano salvo poi lamentarsi.

              • D’accordo. Allora finiamola anche di raccontare in giro (prendendo in giro) l’estrema disponibilità al dialogo e alla partecipazione con le diverse posizioni in campo prima di prendere le decisioni…

      • zunkbuster says:

        Pinupretzisu è poco pretzisu. I dipendenti del lirico non sono “professoroni” supergarantiti, quelli li trovi nelle facoltà universitarie. Ci saranno pure quelli, ma ci trovi anche normalissimi lavoratori che sbarcano il lunario, e, grazie anche alle discutibili prestazioni di molti degli ultimi sovrintendenti e direttori artistici, molte professionalità ampiamente sottoutilizzate. Magari sono loro i primi a cui girano le palle per prendere uno stipendio non essendo valorizzati, quando lo stipendio non viene erogato con qualche difficoltà. Magari se non fossero vincolati al Lirico potrebbero, molti di loro, tranquillamente prendere altre strade. So di che parlo perché di lavoratori del Lirico ne conosco molti. Ne ho anche in famiglia. Conflitto d’interessi? No, mesi fa ho avuto uno scambio poco tenero con Gianluca Floris e non è che in tale circostanza li difendessi, i lavoratori del Lirico. Ma ciò che è giusto è giusto, ciò che è impreciso è “pinuimpretzisu”.

        • Alberto Loi says:

          Pinupretzisu non è pretzisu proprio per niente, e oltretutto male informato…
          Sono un lavoratore del Lirico e non solo ti dico che non sono per nulla iperstipendiato ma, anzi, sto pagando di tasca mia, assieme a tutti i miei colleghi, le porcherie fatte dalle precedenti, dissennate e sempre da noi accusate, dirigenze del teatro, con pesanti decurtazioni dalla retribuzione.
          Aggiungo a questo che posso, se vuoi, farti vedere la mia busta paga e ti renderai conto della “inesattezza” che hai detto…
          Ho già proposto tempo fa, quando qualche cretino dichiarò che i lavoratori dei teatri guadagnavano 70.000 euro l’anno (!), di rendere pubbliche le nostre buste paga.
          Noi eravamo tutti d’accordo, ma stranamente nessuno si è dimostrato interessato a vederle.
          Io resto sempre a disposizione, se vuoi…
          Non so perchè, per quale misteriosa malattia o che, la gente si senta in dovere di dire la sua anche quando non ha nulla di sensato da dire…
          Non so se è anche il tuo caso, ma di certo dovresti modificare il tuo pseudonimo.
          Propongo, come minimo, “Pinupaguinformau”…

  27. rosete says:

    certo se i sindacati fanno muro compatti la crivellanti nemmeno ci mette piede in teatro, la cacciano prima.
    zedda ha esaurito il tempo della luna di miele con la sua città.

  28. Dev'essere says:

    Noi iscritti e militanti del PD siamo orgogliosi che i nostri rappresentanti in Consiglio Comunale rivendichino maggiore peso politico per potere indicare, in modo trasparente e meritocratico, alcuni nomi per l’incarico di sovrintendente largamente condivisi con il Partito e con la base.

    • zunkbuster says:

      Ma se manco vi fate vedere alle riunioni, ‘ta pugnolada boleisi?

      • Zunk sono certo che anche tu, in quanto tesserato, sia stato contattato per condividere la scelta da proporre al sindaco per il sovrintendente. Per questo ritieni inaccettabile che il sindaco non abbia ascoltato il partito, che tanto avevo condiviso con la base e gli elettori tutti. W la trasparenza.

        • zunkbuster says:

          Stai deviando Broz. Ma secondo te allora la nomina del sovrintendente è un atto di partito? Secondo ME no, e lo sai. E’ un atto del sindaco, solo che un minimo di trasparenza sui presupposti e sui criteri sarebbe stata gradita. Altrimenti non si possono fare gli specchietti tipo “voi volevate Siciliano o Meli”. Secondo te non è legittimo che il partito di maggioranza nella coalizione che sostiene Zedda e nella città di Cagliari chieda chiarezza? Per il resto credo che le consultazioni degli iscritti debbano farsi su cose più qualificanti che la sovrintendenza del Lirico. Magari quando si è trattato di mettere le mani avanti proponendo alleanze inusitate, qualche altro partito le avrebbe potute fare, invece …

          • Come Zunk, sono due giorni che spacchi la zucca su quanto Zedda avrebbe trattato male il Pd che aveva altre proposte, e mò mi dici che il tuo partito voleva solo chiarezza? E allora facciano chiarezza eventualmente su chi volevano e perché. Oppure chiariscicelo tu che sicuramente lo sai: non credo che stia scrivendo qui solo per partito preso, di certo conosci le buone intenzioni di Claudio e sai descrivercele.

            • zunkbuster says:

              Ascù o Broz, a parte che non sono il portavoce di Cugusi – difendere un amico da attacchi ingiusti e prevenuti è una cosa un po’ diversa – a me non me ne frega nulla di chi proponesse il PD, poteva essere anche un’emerita cazzata di proposta. Mi sono limitato a far notare che, sul piano dell’esperienza professionale prevalente, Siciliano (oggetto di polemiche sulle intenzioni del PD) e Crivellenti sembrano essere abbastanza sovrapponibili. Quindi non comprendo tutte ste polemiche su Siciliano, che comunque secondo me era troppo politicamente marchiato per fare credibilmente il sovrintendente, dato che poi ciò che è uscito fuori è stata la Crivellenti. Qui c’è chi insinua di accordi trasversali con l’Udc, col Pdl, addirittura gestiti a livelli romani e baresi. Non solo gli anonimi di questo blog, con una narrativa più articolata questa tesi è stata in parte ripresa anche da Mauro Lissia sulla Nuova Sardegna di oggi. Io non entro nel merito perché nulla so (a parte aver fatto verifiche sul profilo di questo Salvatore Nastasi, trovandolo poco rassicurante), chi di dovere potrà rispondere se del caso anche con querele per diffamazione. Ma finché rimarrà il sospetto che ciò possa corrispondere al vero, sulla reciproca fiducia tra le componenti di una maggioranza che dovrebbe essere di centrosinistra pesa un macigno. Per questo ho auspicato che “Robin” ripeta le sue accuse, se è in grado di provarle, presso istanze più appropriate. Come dato oggettivo e politico, al momento risulta che il sindaco ha ottenuto il via libera da un CdA in cui, a parte forse l’avvocato Arru (un tempo vicino a Gian Mario Selis, non so oggi) non c’era nessuno che fosse in alcun modo riconducibile al PD (a meno che non vuoi dire Cualbu, eh …) ed erano tutti graniticamente di centrodestra.

              • Ma abbi pazienza: quali attacchi al tuo amico? Non miei, non mi pare.
                E polemiche su Siciliano da parte di chi? Non mia, non mi pare.

                Io sto dicendo un’altra cosa: che sono due giorni che spacchi la zucca (bonariamente, si intende) sul trattamento riservato al Pd. Ma non analizzi, da militante, che il Pd è ben più vasto di chi nelle istituzioni ritiene di avere una nomina migliore. La stessa cosa varrebbe per SEL.
                La maggior parte dei militanti è ben contenta se le nomine non le decidono i consiglieri regionali o comunali, o comunali per commissione dei regionali o parlamentari. Perché dei giochi di partito lo sa anche il militante che non si deve fidare.
                Bene ha fatto Massimo a assumersi la responsabilità di una scelta sua. A parer mio.

    • Fidati says:

      Il Pd aveva avviato un meccanismo partecipativo al suo interno per selezionare le migliori esperienze nel paese e scegliere al meglio.
      Nei mesi scorsi la direzione cittadina si é piú volte riunita e con essa il gruppo consiliare per discutere della situazione drammatica in cui versano iconti del teatro lirico.
      Anche se alcuni maligni parlano di cene trasversali pd-pdl-floris-etc con gamberoni in salsa Siciliana, posso assicurarvi che nel Pd si é lavorato alla luce del sole per arrivare a una nona di alto profilo non dettata da giochi di palazzo.

  29. Quando tu decidi, Vito, è tutto “evidente”. Come se ricevere un duro comunicato sindacale sia una sconfitta a prescindere.

    • In ogni caso, Vito, che ci si senta in un angolo è da escludere, e che si sia barricati pure.

      A parer mio il sindaco non deve per forza rispondere ai partiti su nomine che fa da presidente di cda, ma è un parere mio.
      In caso contrario se la sbroglierà. E magari sarà la volta buona che hai ragione tu.

    • Dimenticavo, auguri per i due milioni di meritati accessi!

  30. ruggero says:

    Il confine tra il concetto di “collegialità all’interno della maggioranza” e lottizzazione delle nomine e decisioni adottate dai partiti e non dall’esecutivo è molto sottile, come è difficile trovare l’equilibrio tra l’errore dell'”uomo solo al comando” autoreferenziale (Soru) e l’errore opposto del vertice dell’esecutivo, votato dai cittadini per prendere decisioni, ostaggio dei partiti (Palomba). In ogni caso, a mio avvio, i ricorsi al Tar non hanno fondamento: la procedura di nomina non è una procedura comparativa, la nomina da parte del CdA deve limitarsi a rispettare quanto previsto dallo Statuto: http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=web&cd=8&ved=0CFoQFjAH&url=http%3A%2F%2Fwww.spettacolodalvivo.beniculturali.it%2Findex.php%2Fcomponent%2Fdocman%2Fdoc_download%2F286-fondazione-teatro-lirico-di-cagliari-statuto%3FItemid%3D565&ei=K1BrUJTxLcn-4QSz2IGACw&usg=AFQjCNGkWIC2dvtGJVlxLc-UtDmhQex11w&sig2=r_1zlvlCDPITX-WMpUTA7A

  31. Francu says:

    Il comunicato sindacale sembra scritto da cosa nostra. Perchè non ci dicono di grazia che cosa contestano esattamente alla Crivellenti? Già ieri parlavano di risultati deludenti nella gestione della biglietteria, ma non ci dicono sulla base di cosa fanno quest affermazione. Ora parlano di nomina inaccettabile, ma non ci spiegano sulla base di quali elementi. Curriculum insufficiente? Meli ne ha uno meraviglioso. Siciliano forse meno, ma ha padrini piú nobili evidentemente.

    • Tex Willer says:

      Francu, il curriculum di Meli contiene una sola parola: debito.
      Per quanto riguarda la biglietteria (mal)gestita dalla Crivellenti, è cosa nota a chiunque abbia avuto a che fare con la biglietteria in quel periodo, sia da interno al teatro che da “pubblico pagante”, il disastro combinato…
      Tanto che lo stesso suo “datore di lavoro” decise di spostarla ad altro incarico, cioè “seconda segretaria” che meno avrebbe lavorato e meno danni avrebbe procurato…

  32. Una Cibudda says:

    Massimo Zedda sta rivelando doti unanimemente riconosciute quali: capacità di mediazione, collegialità nelle decisioni, tempestività, chiarezza e trasparenza nella comunicazione con l’opinione pubblica e, soprattutto, una grande preparazione. E’ certo che terminerà in gloria la legislatura e che il centrosinistra, unanime, ne proporrà la ricandidatura a sindaco senza manco passare per le primarie.

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