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Burocrazia/1 “All’Ufficio Erasmus dell’Università di Cagliari non leggono le mail e io ho perso la possibilità fare un tirocinio a Bruxelles!”. I dolori del giovane Jacopo

Da qualche settimana sto ricevendo frequenti segnalazioni di disservizi da parte di vari uffici della pubblica amministrazione: cose che capitano. Inauguriamo dunque oggi la sezione “burocrazia” di questo blog, con le vostre storie e le vostre disavventure. E grazie a Jacopo per la sua testimonianza.

***

Ciao Vito,

ti scrivo per raccontare a te e ai tuoi lettori questa storia e perché spero di trovare in te un megafono per raccontare le vessazioni che subiamo all’università per colpa del malfunzionamento degli uffici. Vedi un po’ che te ne pare!

Sono Jacopo Fiori, uno studente del quarto anno della facoltà di Giurisprudenza di Cagliari. Scrivo e mi sfogo per raccontare un caso di cattiva amministrazione che mi ha reso vittima delle ragnatele burocratiche degli uffici dell’Università di Cagliari.

La mia istanza
All’inizio di quest’anno accademico ho deciso di intraprendere il percorso burocratico che mi avrebbe potuto portare a vincere una borsa “Erasmus placement”.
L’ufficio che ha gestito il procedimento amministrativo è l’Ufficio Ismoka (che si occupa delle relazioni internazionali dell’Università).

Il percorso burocratico
Dopo un’iniziale esclusione dalla graduatoria formulata dall’Ufficio Ismoka, il 10 gennaio sono stato ripescato in seguito alla rinuncia di alcuni miei colleghi e sono così entrato nella fase cruciale dell’iter burocratico, nella quale diventava necessario concludere un accordo con un’impresa o un centro di formazione/ricerca (a patto che non fosse finanziato direttamente dall’UE). È iniziata così la lunga e impegnativa fase di ricerca dell’impresa estera, durante la quale ho mandato oltre 75 mail, la maggior parte delle quali in lingua straniera, e durante la quale ho attivato una decina di contatti sparsi in Italia e in Europa che mi hanno cortesemente dato una mano nella ricerca o che si son fatti addirittura carico di presentarmi direttamente ai soggetti che potevano essere interessati a beneficiare del mio tirocinio.

La ricerca si è conclusa positivamente il 12 marzo, quando son riuscito ad accordarmi con l’EUC Group, un’azienda italiana che opera a Bruxelles e che svolge corsi di formazione aventi ad oggetto i finanziamenti comunitari. Ripeto, il 12 marzo: ben 59 giorni in anticipo rispetto al termine ultimo (10 maggio) fissato da Ismoka per consegnare la lettera di accettazione dell’azienda. Il 5 aprile ho però ricevuto una mail dall’EUC Group dove mi segnalavano di aver contattato via mail l’Ufficio Ismoka ma di non aver riscontrato nessun segnale di vita.

Dopo aver sollecitato l’Ufficio Ismoka affinché rispondesse, dall’ufficio stesso mi hanno comunicato che non era arrivata nessuna mail. Ho dunque deciso di inoltrare personalmente la mail di EUC Group all’Ufficio Erasmus. Anche io non ho mai ricevuto una risposta. Dopo diverse telefonate e dopo essermi recato varie volte all’ufficio in questione ho ricevuto i miei primi due brutti schiaffoni burocratici di questa vicenda:

1) l’addetto all’Erasmus placement dell’ufficio mi ha comunicato che moltissime mail non vengono ricevute e alla mia richiesta di spiegazioni ha risposto precisando che la casella è intasata e (udite udite) “gli impiegati dell’ufficio lavorano tantissimo (c’è addirittura chi si porta il lavoro a casa) e non c’è tempo per svuotare la casella mail”. Un ufficio Erasmus in cui non si trova tempo per svuotare la casella mail! Roba da terzo mondo.

2) Sempre in quei giorni, tra il 10 e il 15 aprile, il capo settore dell’ufficio ha letto sulla mia pratica “Bruxelles” e “finanziamenti europei”, e con una rapida quanto superficiale associazione mentale ha immaginato che per quanto riguarda l’impresa da me trovata potessero rilevarsi profili di incompatibilità con il bando europeo Eramus placement, il quale esclude le istituzioni europee, le organizzazioni che gestiscono programmi europei e i soggetti che ricevono finanziamenti dall’UE. Errore grossolano, visto e considerato che nel caso della EUC Group i finanziamenti europei rappresentano solo l’oggetto dello studio e delle competenze che ci si propone di fornire tramite i corsi di formazione. Ma tant’è, questa associazione mentale del capo settore ha fatto si che la mia pratica finisse in stand by, in attesa che “dalla Commissione che si occupa di queste valutazioni”, si pronunciassero con un definitivo ok o un definitivo diniego sulla mia pratica.

Da questo giorno della prima metà di Aprile le mie telefonate all’ufficio Erasmus si sono ripetute a cadenza regolare ogni martedì e giovedì sino alla metà di maggio, quando ancora dall’ufficio mi dicevano di essere “in attesa di una risposta”.

Poi a fine maggio finalmente mi è arrivata una telefonata dall’Ufficio Erasmus con la quale venivo convocato. Quando il giorno dopo mi sono recato all’ufficio, è bastata una semplice telefonata all’organismo che doveva sancire l’eventuale incompatibilità dell’impresa col bando per scoprire che non sussistevano problemi, così come tra l’altro era stato tempestivamente comunicato via mail. Ma come abbiamo già detto, all’Ufficio Erasmus non ricevano mail e non fanno niente per riceverle!

E peccato che nel frattempo l’impresa EUC Group si era stancata di attendere un tirocinante che doveva arrivare ai primi di maggio e ha dunque smesso di manifestare interesse per il mio stage.

L’epilogo
Ma non si tratta neanche semplicemente di una storia finita male, perchè dopo la prima delusione, l’Ufficio Erasmus mi ha illuso nuovamente, facendomi credere che comunque, grazie “ai loro contatti”, sarei riuscito a partire per un tirocinio in qualità di Research assistent presso un giovane e brillante ricercatore cagliaritano all’università di Leicester. E così è ricominciata la trafila, con l’integrazione della documentazione, nuove mail, invio CV, lettera motivazionale, etc.

Il ricercatore si è mostrato molto lento nelle risposte ma comunque ha rivelato almeno a parole un certo interesse. Questa lentezza ci ha portato però a ridosso del termine ultimo per poter partire, il 1° luglio.

Venerdì 29 giugno mi hanno convocato all’Ufficio Erasmus per firmare il nuovo training agreement. Da Leicester mancava a quanto pare “solo una formalità” e all’Ufficio Erasmus mi hanno detto che in attesa di quella potevo spostare di qualche giorno la partenza, giorni che avrei poi recuperato alla fine dei tre mesi del tirocinio.

Ho avuto l’ultimo colloquio di persona sempre con il solito capo del settore il giorno 3 luglio e anche quel giorno mi è stato detto: “Appena ti arriva l’ok del ricercatore, parti immediatamente”.

Il 9 luglio l’ultimo contatto, questa volta telefonico, sempre con il solito capo settore dell’Ufficio Erasmus. Il tono questa volta è cambiato, alla attesa e alla speranza si è sostituita la decisione ferma e immutabile: “Anche se Paolo avesse messo a posto l’ultima formalità è comunque troppo tardi e non puoi più partire”.

Io non ho capito cosa sia potuto cambiare rispetto al colloquio di un paio di giorni prima,  ma a quanto pare la decisione è irreversibile. Con un rapido gioco di scaricabarile mi scaricano addosso anche un  paccone pesante di inefficienza della pubblica amministrazione: “Sappiamo che non è colpa tua, ma neanche nostra. Ciao e arrivederci”.

Io ho chiuso il telefono con un bel groppo in gola e in un minuto di conversazione ho visto svanire i miei progetti per l’estate, la mia prima esperienza lavorativa nel campo del diritto, il miglioramento del mio livello di lingua inglese, il miglioramento del mio curriculum, insomma la costruzione di un pezzo di mio futuro.

Ma in tutto questo quello che mi fa più male è l’aver capito, sbattendoci il muso, quanto sia stato ingenuo a riporre la mia fiducia in una pubblica amministrazione. E oltre che nella mia estate questa vicenda credo che lascerà il segno nel mio bagaglio culturale.

È difficile per me che ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni e che ho sempre provato a trasmetterla agli altri, riuscire ad accettare una batosta che arriva proprio dall’università, da quell’istituzione che in questo momento più di qualunque altra dovrebbe accompagnare e sostenere il mio percorso di crescita in quanto studente ma prima di tutto in quanto cittadino.

Una cosa è certa, anche se questa volta non son partito appena avrò l’occasione non ci penserò due volte a prendere il primo volo per uno di quei paesi in cui i burocrati non mi possono tarpare le ali.

Jacopo Fiori

 

21 Commenti

  1. Alberto Tidu says:

    Francamente, mi piacerebbe che la sig.ra Anna Maria Aloi replicasse alla risposta di Jacopo al suo commento, altrimenti presumo che sia nel torto.

  2. Vedo che l’Ufficio Erasmus continua a far danni nonostante siano passati ben 6 anni da quando lo provai sulla mia pelle. Io partii per sei mesi in Spagna, ma l’incompetenza dell’amministrazione suddetta rischiò veramente di farmi gettare la spugna. Nei mesi prima della partenza ho ricevuto telefonate che non dovevo ricevere, non ho ricevuto quelle che invece mi sarebbero servite, mi hanno convocato per due riunioni a cui potevo benissimo non partecipare, visto che erano riunioni per studenti di una facoltà diversa dalla mia e che sarebbero partiti per una meta diversa dalla mia. Le email, che ve lo dico a fare? Lasciamo perdere…
    E tutto questo perché? Perché per tutto il tempo precedente la mia partenza, gli intelligentoni erano troppo impegnati e non volevano perdere tempo a controllare date di nascita o facoltà di provenienza, dando importanza solo ed esclusivamente al mio nome e cognome e non conoscendo il significato della parola “omonimia”. Avete capito bene, già. Per mesi io ricevevo le comunicazioni che dovevano essere inviate ad un altro con lo stesso mio nome/cognome, tant’è che dopo aver notato che continuavano imperterriti nei loro errori, ogni volta dovevo specificare che ero il R. M. studente in ingegneria e in partenza per la Spagna, e non l’altro R. M.
    E nonostante questo, hanno continuato nella loro incompetenza, arrivando perfino a versare sul mio conto il saldo della borsa di studio che invece spettava al mio omonimo.
    Sapere che a distanza di anni non sanno ancora come si lavora in una pubblica amministrazione mi lascia veramente senza parole…

  3. Anonimo says:

    Caro Jacopo, immagino la tua immensa amarezza e per quel che può valere ti do tutta la mia solidarietà.
    Anni fa ho avuto a che fare anch’io con quell’ufficio, e quanto racconti non mi sorprende neanche un po’.
    Ogni volta che ho avuto modo di confrontarmi con altri (all’epoca) studenti italiani ed europei mi sono reso conto della differenza abissale tra i servizi di cui i miei amici usufruivano, e i disservizi contro cui mi sono imbattuto io.
    All’epoca purtroppo non esistevano canali di comunicazione come i blog, e l’inefficienza di questo servizio veniva conosciuta solo tramite un circoscritto passa parola.
    Ha detto bene l’utente del 16 luglio che ha parlato di dilettanti e pressapochisti.
    Hai fatto bene a denunciare i fatti.
    Purtroppo hai trovato persone per le quali sei solo una pratica burocratica, non una persona che cerca di costruirsi con tutto il suo carico di entusiasmo e determinazione alcune piccole cose chiamate LAVORO, VITA, FUTURO.
    Capita quando ci sono persone che la prima di queste cose se la sono vista regalare.

  4. Scusate, ma il mio commento che fine ha fatto?

  5. Dato che Su Presidenti giustamente chiama in causa i rappresentanti, mi sento in dovere di rispondere. A Jacopo è successa una cosa come ne succedono decine ogni anno, lui di suo ci ha messo il trovare l’azienda dopo aver vinto la borsa (anzi, dopo essere stato ripescato) e non prima, cosa assolutamente non obbligatoria ma consigliata, come feci io a mio tempo e la maggior parte dei partenti che ho avuto modo di conoscere negli anni, e, per una serie di coincidenze (e disfunzioni) è arrivato a ridosso della scadenza ultima. Una storia come molte altre, con la differenza che dopo che è saltato il primo contatto gli è stata data un’altra possibilità, che poi per motivi di tempo non si è sviluppata nel migliore dei modi.
    Altra gente negli anni ha rinviato di un anno la sua partenza in Erasmus Placement, o vi ha proprio rinunciato per sempre, perché gli è saltato il primo contatto trovato e non ha avuto la seconda possibilità. Magari con meno delusione, ma con lo stesso risultato.

    Per quanto riguarda la questione della posta elettronica è verissimo, io mi rivolsi ormai 7 anni fa all’allora Settore Relazioni Estere e già da allora rispondevano alle mail dopo un mese, o dopo che gliene venivano mandate 5 uguali, causandomi diversi problemi, tra cui quello “finale” del farmi tornare dall’Erasmus alla scadenza dei 6 mesi perché non mi veniva data alcuna risposta alle mie richieste di chiarimento sulla possibilità di avere un prolungamento della borsa (che poi due mesi dopo il mio ritorno a Cagliari si scoprì che sarebbe stato concesso a tutti per quell’anno). Ovviamente in quella situazione mi avvelenai moltissimo con il S.R.E., per cui capisco la stizza e la delusione di Jacopo, ma vedendo la situazione a freddo e sapendo meglio di allora come funziona l’università, mi sono reso conto che probabilmente sbagliai a prendermela (mentalmente) con chi lavorava lì.
    Il problema di fondo è infatti che se il Magnifico Rettore parla di internazionalizzazione e poi i lavoratori stipendiati per l’ufficio IsmoKa non aumentano di numero e anzi si vedono aggiungere un bando in più da gestire (e diventano 5 programmi di scambio, i due Erasmus, i due Globus e il Mundus, tutti in entrata e in uscita, naturalmente, più non so che altro) a me pare ovvio che le cose funzionino male.
    In uno dei miei primi Consigli degli Studenti, 3 anni fa, in cui si parlava con il rettore delle sue linee programmatiche per il quadriennio, non mancai di intervenire a proposito del potenziamento del servizio di internazionalizzazione (traduco: destinare maggiori fondi per migliorare la struttura dei servizi) e il Magnetico si disse assolutamente d’accordo con me, salvo poi non fare nulla in proposito. A distanza di un anno e mezzo in un altro Consiglio degli Studenti con il rettore presente chiesi che si studiassero delle collaborazioni studentesche che permettessero di porre, in periodo di apertura dei diversi bandi, delle postazioni di orientamento all’internazionalizzazione nei diversi poli, in modo tale da un lato da coinvolgere un maggior numero di studenti (da rappresentante della facoltà di Lettere evidenziavo la gravità del fatto che ogni anno la metà delle borse Erasmus nella mia facoltà rimanessero inutilizzate e che quindi servissero delle figure che potessero spiegare l’importanza di quest’opportunità per gli studenti) e da avvicinare il servizio ai luoghi effettivamente frequentati dagli stessi, dall’altro da sgravare l’ufficio centrale del nugolo di studenti che lo intasano nei ristrettissimi orari di apertura (ristretti rispetto alle esigenze degli studenti in determinati periodi dell’anno, specie sotto scadenze) per chiedere informazioni che un tutor istruito a dovere non avrebbe alcuna difficoltà a dare. Anche questa proposta non mi risulta abbia ancora avuto alcun seguito (eppure è a costo zero per l’università, sarebbe bastato una specializzazione di alcune unità delle collaborazioni studentesche).
    Vedendo questa situazione “dal di dentro”, mi sembra assurdo chiedere efficienza ad un ufficio che non è messo nelle condizioni di lavorare a regime. E per quanto possa sembrare incredibile che nel 2012 non si riesca a riordinare la posta elettronica di un ufficio pubblico, non mi fa assolutamente strano pensare che non ci sia nessuno (dei 4, ricordo) che abbia il tempo di farlo seriamente, classificando la posta in arrivo per argomento, per provenienza, per urgenza, per importanza. Mi dispiace doverlo ripetere sempre, ma senza soldi non si va da nessuna parte, i tirocini gratuiti non sono una soluzione (anche perché se fossi un tirocinante a titolo gratuito là dentro mi guarderei bene dal controllare la posta perché per un errore banale rischierei magari una denuncia e uno stipendio da 0 euro non mi pare un incentivo particolare a rischiare) e in un momento in cui si taglia come pazzi sul personale tecnico-amministrativo all’università, chiedere efficienza mi pare davvero fuori dal mondo.
    Questo il Magnifico, e come lui tutti coloro che parlavo di efficienza in senso astratto, senza calarla nel contesto effettivo, dovrebbe metterselo bene in testa: non esistono miglioramenti del servizio, non esiste efficienza, non esiste la sua tanto amata “eccellenza”, senza uno straccio di investimento.

  6. annamaria aloi says:

    Cerco di lasciare da parte tutta l’amarezza che la lettura di queste righe mi ha scatenato e mi affido alla narrazione dei soli fatti per cercare di ripristinare tutta la verità su questo increscioso episodio.

    1. Lo studente Jacopo Fiori non si è aggiudicato una borsa erasmus placement;ma dopo la selezione, curata dalla sua facoltà, è risultato idoneo non vincitore e non ha quindi da subito acquisito il titolo ad effettuare tale esperienza.

    2. Lo ha potuto fare solo perchè ISMOKA, per dare maggiori opportunità agli studenti di UNICA, ha sottoposto al Consiglio Di Amministrazione l’ampliamento dei posti. disponibili. Il Consiglio ha approvato la spesa e le borse da 90 sono diventate 125 per cui tutti gli studenti idonei non vincitori di UNICA sono stati autorizzati a partire con una borsa di mobilità.

    3. Lo studente Jacopo Fiori sa benissimo che ha mandato ad ISMOKA delle email che non sono mai arrivate ne al capo ufficio ne all’impiegato addetto per problemi legati alla posta elettronica; Lui sa bene però che quando si è presentato negli uffiici gli è stato detto che l’eleggibilità dell’azienda, come è obbligatorio in caso di aziende che hanno a che fare con fondi comunitari, doveva passare al vaglio dell’Agenzia Nazionale. Così è avvenuto e così è stato fatto; l’Agenzia Nazionale ha dato il suo benestare, ma è stata a quel punto l’azienda Europea ad abbandonare lo studente e a negargli l’accettazione in tempi in cui la ralizzazione dello stage era ancora possibile.

    4. Al capo settore di Ismoka è sembrato importante a quel punto avvalersi della propria rete di conoscenze personali ( cosa che ha fatto per almeno altri 20 richidenti assistenza) e chiedere ad un suo amico, che di mestiere fa il ricercatore all’estero, di prendere in considerazione il C.V. di Jacopo e di proporgli un attività di stage nel proprio dipartimento.
    .
    5. Dopo aver parlato con il ricercatore, Ismoka sapeva quindi che lo studente Jacopo Fiori sarebbe finalmente partito a Leicester entro la data limite del 30 giugno; anzi in via del tutto eccezionale ha acconsentito a posticipare la partenza dello studente fino al 3 Luglio per consentire allo stesso Jacopo di sostenere un esame prima della partenza.

    6. Il capo settore ha appreso poi dalla viva voce dell’interessato che la partenza è dovuta slittare ultriormente perchè l’esame del 3 Luglio era andato male ed era intendimento dello stesso studente ripetere lo stesso il 9 Luglio.

    7. A questo punto il burosauro capo settore ha dovuto forzatamente mettere lo stop all’esperienza perchè le regole comunitarie sono chiare; lo stage deve essere di 3 mesi completi e deve concludersi alla data del 30 Settembre.

    8. Resta l’amaro in bocca per tanti motivi in questo caso; in primis perchè è stata bruciata una meravigliosa opportunità, poi perchè raccontare i fatti e pubblicizzare gli stessi in modo non certo fedele alla verità, ma al solo scopo di gettare discredito sull’operato altrui, fa sempre e comunque male, molto male a chi, pur avendo la coscienza pulita subisce tali maldicenti accuse .

    9 Una considerazione finale. Ismoka è la decima Università in Italia per borse erasmus assegnate; ha programmi di mobilità che gli altri atenei si sognano ( globus studio e placement, progframmi intensivi erasmus) e di recente si è vista assegnare da Bruxelles anche 2 erasmusmundus per la mobilità. Tutto questo non viene da Marte, è frutto del lavoro paziente e certosino di sole 4 persone che avranno di sicuro tanti limiti e difetti, ma che cercano ogni santo giorno di dare agli studenti di UNICA o in arrivo ad UNICA tantissime opportunità di mobilità.

    10 Ovviamente al sig. Fiori un suggerimento: se pensa che il nostro comportamento lo ha realmente lesionato perchè non si rivolge nelle sedi competenti e puntualizza meglio le sue accuse? Sarò felice di poter rispondere alle stesse in qualunque sede lei scelga purchè questo serva a far cessare questo inutile gioco al massacro nei confronti Ismoka.

    Un caro saluto
    Anna Maria Aloi
    Capo Settore ISMOKA

    • Gentile Ama Aloi,
      Mi fa piacere che si parli di amarezza. Le chiedo uno sforzo di immaginazione per capire quanta amarezza ho provato io quando mi è stato da lei comunicato che (nonostante avessi adempiuto a tutti i miei oneri per tempo) non potevo più partire.

      Ciò che continua a lasciarmi basito dell’atteggiamento dell’ufficio ISMOKA è il totale menefreghismo nei confronti della “Customer Satisfaction”, che trovo assolutamente inadatto a una PA del 2012. Lei è soddisfatta del suo decimo posto in Italia e quindi difende d’ufficio il suo operato, senza analizzare le critiche che le vengono rivolte.

      Allora le rivolgo nuovamente la domanda: Non le pare “roba da terzo mondo” che all’ufficio che gestisce i rapporti internazionali dell’Università di Cagliari, che mette i giovani Sardi in contatto col mondo, non funzioni la posta elettronica (così come da lei confermato al punto 3 della sua replica)? E pensare che dovreste avere la Posta Elettronica Certificata. Ma non mi aspetto così tanto dall’ufficio Ismoka, mi accontenterei di una casella mail funzionante.

      Sempre al punto 3 conferma la fondatezza dell’altra critica che le ho mosso, ovverosia quella di aver effettuato una superficiale associazione mentale che l’ha portata a sostenere che l’azienda nella quale sarei dovuto andare a svolgere il tirocinio avesse a che fare con fondi comunitari. Non funziona proprio così. Trattandosi di un centro di ricerca e formazione si svolgono ricerche che hanno COME OGGETTO il funzionamento dei finanziamenti europei. Sa com’è, un centro di ricerca, per l’appunto, compie studi e ricerche!
      E’ peraltro vero, come afferma lei, che è stata proprio l’azienda europea che ai primi di Giugno “si è stancata” di aspettare. Ma omette di dire, come risulta dalla mia domanda iniziale, che il periodo della mia partenza era previsto tra aprile e Maggio, e che se la vostra posta elettronica avesse funzionato, voi avreste potuto leggere immediatamente la risposta positiva dell’agenzia nazionale e io sarei potuto partire tempestivamente, senza perdere la possibilità di effettuare lo stage.

      Al punto 6 “l’imprecisione più grave”: Non è vero che non sono partito in tempo perchè volevo sostenere un esame il 9. Le ho chiesto se ci fosse questa possibilità, ma dopo aver appreso dal mio professore che non potevo sostenere l’esame all’appello del 9 e da lei che non potevo tardare così tanto, ho aspettato paziente di ricevere l’ultimo documento dall’Inghilterra, che, come sa, ancora non avevo ai primi di Luglio e che mi sarebbe dovuto arrivare di li a pochi giorni.

      Detto ciò trovo veramente poco professionale che un Dirigente di un ufficio così rilevante dell’Università compia la leggerezza di “buttare in piazza” in questo modo l’esito negativo di un mio esame universitario, fatto personale confidatole in via del tutto CONFIDENZIALE.
      Io ho mosso delle critiche al suo operato in qualità di pubblico ufficiale e mai mi permetterei di parlare dei suoi fatti personali in un’ “arena virtuale”. Allo stesso modo esigo lo stesso comportamento da parte sua.

      E’ possibile che i miei reclami giungano anche al rettore e nelle altre sedi opportune, ma comunque non vedo dov’è il problema se di un pubblico servizio si discute in una pubblica piazza, anche se virtuale. Penso che se lei è soddisfatta del suo operato e crede di aver agito per il meglio, avrà anche la capacità argomentativa necessaria per convincere gli studenti e i lettori del blog che non ci sono pecche nell’azione quotidiana dell’ufficio erasmus.
      D’altro canto mi suona male sentir parlare di “gioco al massacro”. Per fortuna siamo in un blog democratico che garantisce il contraddittorio. Io ho detto la mia e lei ha tutte le possibilità per replicare.

      Poi se le interessa chiarire di persona, avremo sicuramente occasione da settembre in poi, quando mi presenterò nuovamente all’ufficio erasmus e comincerò un’altra volta tutte le trafile per le borse dell’anno prossimo.

      Cordialmente,
      Jacopo Fiori

  7. Ciao ragazzi ciao Vito,
    vi racconto la mia esperienza con l’ufficio relazioni internazionali dell’università di Cagliari.
    Conclusa l’esperienza Erasmus, non priva di problemi e di comunicazioni contraddittorie da parte dell’ufficio ismoka, ho la seria intenzione di svolgere il mio lavoro tesi in un paese extracomunitario.

    Mi informo e nello stesso tempo preparo, sostengo gli esami e chiedo una tesi in una materia per cui la presenza in una facoltà extracomunitaria risulta fondamentale.

    in data 31/12/2011 esce un comunicato del c.d.a dell’università pubblicato nella pagina “mobilità studentesa” di unica.it, in cui si indica l’uscita del bando globus tesi in data 23/01/2012.http://unica.it/pub/6/show.jsp?id=16923&iso=218&is=6
    Sono felicissimo perchè avrò tutto il tempo per dedicarmi agli ultimi esami.
    Passano più di due mesi e conoscendo la prassi dell’ufficio ismoka, nessuna risposta alle mail, utilizzo semplicemente il telefono per chiedere notizie. Cadono dalle nuvole, chi mi risponde non ha alcuna informazione e mi dice ” il bando uscirà se e quando arriveranno i fondi”.

    Bene, a questo punto decido di rivolgermi ad un livello più alto, alla Prof.ssa Ledda, Prorettrice per le attività internazionali, la quale cortesemente gira la mail in cui chiedo “perché indicare una data di pubblicazione del bando se il programma non è dotato ancora dei fondi necessari e non vi è certezza dei tempi di finanziamento?” e “perché comunicare una data non certa o comunque rilevatasi non corretta in base alla quale gli studenti delineano le proprie scelte accademiche? “.
    Pensate che la presenza di una email della Prorettrice potesse portare a qualche risultato???
    Ovviamente, nessun risultato nessuna risposta, non rispondono nemmeno alle mail dei loro superiori, mi domando come comunichino.

    Non mi perdo d’animo, in fondo ho ancora tempo per sperare e aspettare. Intanto scopro che facebook è ormai lo strumento che ha preso il posto delle comunicazioni di unica.it ( e chi non utilizza facebook?) questo il messaggio della sig.ra Ama Loi nella pagina ismoka del social network
    “Ama Aloi esce il globus studio che scade il 14 Maggio. Il globus tesi esce subito dopo e scadrà a metà giugno. Tutte le esperienze globu tesi dovranno concludersi entro il mese di dicembre 2012.
    16 aprile alle ore 17.42 • Mi piace • 2”.

    Aspetto la penultima settimana di maggio, ancora niente.
    Tra fine maggio e inizio giugno effettuo 3 telefonate in cui ricevo le 3 seguenti risposte:
    -esce sicuramente entro la prossima settimana;
    -esce nei prossimi giorni;
    -dovrebbe uscire nei prossimi giorni;

    Al 16/07/2012 il bando non è stato ancora pubblicato. Tutto ciò ha avuto un prezzo:
    ho dovuto cambiare relatore, ho dovuto rinunciare (ingenuamente) ad altre opportunità accademiche e al sogno di partire in Sud America.

    Un saluto,

    C.C.

  8. Mammarua says:

    l’ho segnalato ai ragazzi di Unica 2.0! speriamo bene!!

  9. roberta says:

    io vorrei difendere l’ ufficio, è vero che a volte è necessario sollecitare le risposte, ma io sono ormai alla mia tera esperienza internazionale e posso testimoniare che per il lavoro che c’ è da fare e il poco personale di cui può disporre l’ ufficio, fanno davvero tutto quello che possono.
    è giusto lamentarsi quando le cose non funzionano per pigrizia, ma in questo caso, quando ci sono problemi non è nè per incompetenza nè per pigrizia, non c’è abbastanza personale e dovremmo solo essere grati per la quantità di possibilità che abbiamo a cagliari perchè è una delle università che elargisce più fondi per tutti questi tipi di esperienze.

  10. grazie Jacopo per questa tua segnalazione tanto garbata.
    ti scrivo perchè lavoro all’Università di Cagliari (sono la responsabile dell’orientamento al lavoro per i laureati dell’ateneo) e seguo il blog di Vito da tanto tempo.
    Ho sentito il dovere di intervenire.
    In primo luogo prima che si scateni la caccia al dipendente pubblico e in secondo luogo per mettere a disposizione le mie competenze ed offrirti la possibilità di una consulenza presso il mio Sportello per supportarti nell’affrontare questa situazione.
    Sono coach professionista e posso aiutarti a valutare quali sono i passi migliori da compiere per raggiungere il tuo obiettivo professionale. Nel caso specifico potremmo verificare se ci sono ipotesi alternative nell’immediato o nel prossimo futuro.
    Non entro, ovviamente, nel merito della questione. Non credo spetti a me. Sarà l’interessata a rispondere, se vorrà.
    Quello che posso dire a favore delle persone che operano nel pubblico è che in questi ultimi anni la situazione è peggiorata e ci troviamo con personale ridotto, maggiore complessità del lavoro e maggiori adempimenti.
    Non lo dico per lamentarmi. Si tratta unicamente di una constatazione: negli ultimi tre anni nel mio ufficio siamo passati da un organico di otto persone a due sole persone!
    E’ dura, inutile girarci intorno, e da quanto vedo e sento, con il passare del tempo la situazione sarà sempre più difficile con i previsti tagli alla spesa.
    Credo comunque che un giovane studente abbia diritto come tu dici ad avere un servizio da parte del suo Ateneo.
    Sarò in ufficio domani. Mi trovi al numero 070 6758401, mail graziella.marceddu@amm.unica.it.
    Un caro saluto
    Graziella

    • robespierre says:

      Se nel mio post precedente è trapelato un motto di rabbia, giuro che questo era rivolto a quelli che non fanno il proprio dovere, siano essi lavoratori pubblici o privati. Questo post di Graziella è la dimostrazione che ci sono, per fortuna, tante persone che operano con serietà e sensibilità.

  11. Utente says:

    questa storia non mi lascia minimamente perplesso,questi sono gli stessi signori che continuano a gestire l ufficio Erasmus (“ISMOKA”) in maniera assolutamente discrezionale e approssimativa,sostengono che le colpe sono sempre degli altri,i ritardi non sono mai imputabili a loro,si avvalgono della collaborazione di tanti studenti tirocinanti che non possono avere ragionevolmente le competenze e l’esperienza per mandare avanti pratiche,servire gli studenti che lì si recano (sempre stra-affollato)…quando ci andai io in Erasmus (sempre con ISMOKA) mi ricordo tutti i miei colleghi di altre Università con nessun problema di carattere amministrativo e con le borse di studio accreditate puntualmente,mentre loro ti rispondevano che i finanziamenti erano in ritardo da Bruxelles..la verità è che sono dei dilettanti e senza il minimo rispetto per gli studenti,ma la cosa più triste è che nessuno ai vertici dell’Università di Cagliari si sia mai preso la briga di capire perchè questo ufficio funziona in maniera così disfunzionale senza dover rendere conto a nessuno!

  12. ZunkBuster says:

    Gia’ da quasi un anno tutti gli avvocati sono obbligati a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) e a indicarla in tutti gli atti rivolti all’autorita’ giudiziaria, pena pesanti sanzioni disciplinari. Invece non solo molte p.a non sono munite della pec, ma le email neppure le leggono. Il top del buon esempio si raggiunge con le email istituzionali dei parlamentari: danno regolarmente “disco pieno” non a caso molti di essi cercano di porre rimedio pubblicando loro email private su facebook. Una situazione davvero incommentabile.

  13. Anonimo says:

    So che qualcuno considera poco costruttivo e anche un po’ egoista partire e abbandonare tutto in cerca di migliori orizzonti… però se ti sei rotto le palle della burocrazia, lasciando l’Italia (e soprattutto l’Università di Cagliari!) c’è soltanto da guadagnare. Ogni tanto servirebbe anche un po’ di amor proprio.

  14. Supresidenti says:

    jacopo, mi dispiace ma non mi stupisce. al tuo posto investirei un po di soldi con un avvocato e gli manderei a quel paese. purtroppo noi dell’associazione donchisciotte oramai siamo fuori dalle questioni universitarie. ti consiglio un tentativo con i rappresentanti di unica 2.0. un bocca al lupo.

  15. robespierre says:

    Questi fatti o meglio misfatti fanno cadere le braccia, il guaio è che questi signori continuano a stare ai loro posti, tranquilli e sereni, come se nulla fosse accaduto, avanti il prossimo!

  16. Non e’ la prima volta che sento una cosa del genere. Non so se succedano ancora queste cose, ma ISMOKA in passato (quando ancora non si chiamava cosi) aveva lo stesso atteggiamento di scaricabarile verso chi protestava per il mancato accreditamento della borsa Erasmus, notoriamente soggetta a lungaggini kafkiane che mettono in crisi chi non puo’ contare su altre risorse. Poi pero’ se protesti ti vanno a dire che gli studenti che partono con questi programmi sono un’elite, quando non e’ assolutamente vero, non sono tutti benestanti, c’e’ anche chi si mette a lavorare durante l’Erasmus proprio per far fronte ai disagi creati dai pagamenti tardivi. E’ incommentabile che non si leggano le email, in tempi in cui si parla tanto di societa’ dell’informazione e mercato unico. Peggio ancora che la pratica non sia stata letta con attenzione, facendo perdere tempo al candidato in questione.

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