Politica / Sardegna

Il progetto del Pd è ancora valido? Secondo me no: l’elettorato ha bocciato un partito a vocazione maggioritaria. E ora chiede un’alternativa vera

Il progetto del Pd è ancora valido? Se lo chiede il mio amico Efisio Demuru in un articolo pubblicato dal nuovo quotidiano on line Liberi a sinistra e ripreso anche da Sardegna Democratica.

Chiamato ad una risposta, do la mia: no, secondo me il progetto del Pd non è più valido. Per un motivo molto semplice: un partito nato con una “vocazione maggioritaria” se è ben al di sotto della soglia del 40/45 per cento (e anzi è in continuo calo) ha fallito la sua missione. Doveva essere una portaerei, si è rivelato un traghetto, rischia di diventare uno yacht. Evidentemente la gente non voleva la portaerei, cioè non vuole un sistema politico con due soli partiti. L’idea di Veltroni non è stata accettata dalla società italiana (e infatti anche il Pdl nel frattempo è crollato).

È proprio perché il partito non ha sfondato il muro del 40 per cento che non si è arrivati ad una fusione delle classi dirigenti ex Ds ed ex Margherita e alla nascita di una nuova identità politica. Il continuo calo di consensi ha invece acuito lo scontro tra i portatori di queste due sensibilità politiche diverse, senza dimenticare poi che spesso dobbiamo parlare più correttamente di esponenti ex Pci, ex Dc ed ex Psi (giusto per non farci mancare nulla).

La crisi del Pd sardo è la stessa del Pd nazionale e poco c’entra con la qualità della classe dirigente isolana: il problema sta nel manico.

Da questo fallimento (un partito che voleva essere maggioritario e che invece si ferma tra il 25 e il 30 per cento, bene andando) ne discende un altro: la schizofrenica politica delle alleanze. L’indecisione tra l’Italia dei Valori e l’Udc (che assieme non possono stare) riflette proprio la divisione ben visibile all’interno del Pd delle sue due anime fondative.

Io penso che il Pd debba uscire da questa crisi prendendo atto della sua naturale inclinazione ad allearsi con l’Idv, con Sel, con la Federazione delle Sinistre e con i Verdi. La componente moderata del Pd rischia di andarsene? Vada pure, sarà una benefica semplificazione del quadro politico. Ma il Pd non si può essere eternamente in bilico. Anche perché l’Udc non è quello che dice ma è esattamente quello che sembra: un partito strumentalmente all’opposizione di Berlusconi in attesa che il premier tramonti, e che laddove gli è consentito è ancora stabilmente organico al centrodestra (l’esperienza sarda sotto questo aspetto è clamorosa ma nessuno ne tiene conto).

Gli elettori hanno le idee più chiare di quelle dei dirigenti politici. E non capisco perché Veltroni vagheggi governi istituzionali ed Enrico Letta proponga addirittura che il Pd candidi un banchiere alla carica di Presidente del Consiglio. L’Italia non ha bisogno di governi tecnici appoggiati da Pisanu e Scajola (sopravvalutato il primo, impresentabile il secondo) ma una sana alternativa di centrosinistra. Perché queste sono le regole della democrazia. Il fallimento italiano è stato provocato dal centrodestra ed acuito da Berlusconi. Il centrodestra senza Berlusconi fa meno schifo di quello con Berlusconi. Ma fa sempre schifo.

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65 Commenti

  1. L’affermazione di Neo che “SEL non è Rifondazione 2.0″ è molto interessante. E’ vera in gran parte. Per adesso. La cosa andrà confermata se e quando SEL parteciperà ad una coalizione di governo (nazionale). Infatti in quel caso andranno affrontati i problemi cruciali della nazione. In particolar modo la risposta da dare all’UE che chiede riforme strutturali (pensioni pubblico impiego ecc. ecc.). Ad una domanda in merito Zedda a Ballarò ha nicchiato (anche se è giusto dire che lui amministra “solo” un Comune). La cosa importante è che in futuro non ritorni la filosofia del partito di lotta e di governo. Chiarezza innanzitutto.

    • Soviet says:

      Non so cosa dirà SEL, ma ad una tecnocrazia che ancora non ha capito il fallimento di un approccio liberista si risponde NO! Noi siamo troppo subordinati ai diktat comunitari, che sono espressione di ideologie precise anch’essi e non certo leggi divine. Altri Stati, Francia e Germania in primis, fanno ciò che è utile ai loro cittadini e quando è necessario si impongono anche su Bruxelles. Noi invece, che non sappiamo legare valori a programmi, siamo in balia. Per cui, se Bruxelles ci chiede di portare le pensioni a 120 anni abbiamo anche qualche ritegno a mandarli al diavolo. Io sono un europeista convinto, ma la democrazia si ha quando sono i popoli a decidere, anche attraverso la mediazione dei propri eletti (che in ogni caso ne rappresentano la sovranità), non quando si deve obbedire a chi non è passato per un processo democratico.
      Se poi essere di governo significa fare le stesse cose che fa la destra, ma usando la vaselina, meglio essere solo di lotta! Ma credo che la questione così sia mal posta e che non bisogna neppure cadere nell’inganno che esista una solae unica soluzione per ogni problema. E forse, chi si richiama ai valori della Sinistra dovrebbe ricordare che il problema non ha colore, ma la soluzione di certo sì!

      • Caro Soviet, mi sbaglierò, ma la tua risposta mi sembra proprio classificabile come Rifondazione 2.0. Io, come simpatizzante di SEL (non iscritto), chiedo che si elaborino strategie INNOVATIVE sempre però all’interno di un quadro liberale, europeo e sopratutto si agisca in maniera pragmatica mettendo in secondo piano l’ideologia.

        • Soviet says:

          Vedi AA o sei liberale o sei di sinistra. Se essere per i diritti dei lavoratori è essere “Rifondazione 2.0”, io lo sono di sicuro. Se per essere innovativi bisogna ridurre i diritti, liberalizzare, che significa privatizzare ogni cosa, no grazie, meglio niente. Il partito che vuoi tu c’è già, è il PD. L’ideologia, se non è falsa, serve, perché colloca in un campo valoriale. Il pragmatismo sta nelle soluzioni, non nei valori: di spregiudicati macchiavellini in radice quadrata ne abbiamo già troppi. Spesso e volentieri però innovatività e pragmatismo fanno a pugni, perché per essere innovativi bisogna avere immaginazione, saper sognare insomma. Ma SEL è il partito di Vendola, che è politico e poeta, poco si sposa con le tue aspettative.

        • Stefano reloaded says:

          Quadro liberale?
          Soviet di’ qualcosa!

          • Neo Anderthal says:

            Per una volta -evviva evviva- non sono d’accordo con Soviet.
            Mentre non si può essere liberisti e essere di sinistra, i liberali di sinistra ci sono eccome. Ci sono sempre stati.
            Anzi, lo stesso liberalismo, perché in contraddizione con il tradizionalismo e la reazione, nasce come opzione di sinistra.
            In Italia i liberali di sinistra hanno anche una storia illustre, da Piero Gobetti ai fratelli Rosselli, a Gaetano Salvemini fino alla sinistra repubblicana e azionista -e mi ricordo benissimo di un periodo in cui la FGR, federazione giovanile repubblicana, esprimeva posizioni per certi versi più a sinistra di omologhe organizzazioni della sinistra tradizionale-.
            Mi ricordo una dichiarazione di Valentino Parlato, uno dei fondatori de “il manifesto”, che obiettava sul nome dei “Comunisti democratici” raccolti intorno a Aldo Tortorella, sostenitori di una mozione contraria al cambio di nome del PCI. A memoria la sua obiezione suonava all’incirca “dire comunisti e dire democratici per come io la vedo è dire la stessa cosa, se dovessi scegliere un aggettivo prenderei liberali”.
            Di fatto le libertà di stampa e di espressione, e lelibertà di iniziativa -politica e anche economica- che ad esse sono intimamente correlate, sono quelle “Libertà borghesi” che i più accesi sostenitori di un orizzonte di “dittatura del proletariato” o di “governo dei Soviet” non hanno mai effettivamente accolto, non facendole proprie.
            Ma noi -intendo l’enorme parte del movimento che si richiama alla sinistra in Italia, compreso il PRC- sì. Abbiamo accolto e riprendiamo e facciamo nostri questi valori, che sono parte dei valori costituzionali, e lo si fa esplicitamente e senza dubbi.
            Il che non vuol dire assecondare la logica del capitalismo senza regole o anche “ben temperato”, nel momento in cui il primato nella società non è mai concesso alla proprietà, al profitto e all’accumulazione, ma alla garanzia di opportunità diffuse e garantite e di bisogni generali soddisfatti e promossi. In questo è sinistra nuova, che garantisce la libertà, e mira all’eguaglianza e alla fratellanza, oltre che alla pace tra gli uomini e con la natura.
            Una roba tipo Sinistra Ecologia Libertà…

            • Perfetto. Infatti secondo me Vendola è più vicino a Salvemini che a Bertinotti ( e ho detto tutto)

              • Neo Anderthal says:

                Credo che sia più vicino anche a Salvemini Michele, in arte Caparezza, se è per quello. 🙂

            • Stefano reloaded says:

              Quindi parliamo di socialismo liberale e non di “quadro liberale” tout court.
              Forse “libertario”, nell’accezione comune del termine, sarebbe più consono.
              Sul sistema che abbiamo accettato (chi più chi meno) e nel quale viviamo, forse c’è da riprendere la discussione. Senza la presenza tangibile, incombente, del socialismo reale, il profitto, l’accumulazione e il primato della proprietà, in pochi anni hanno sottomesso la Politica. E’ come se si fosse sganciato il freno a mano che impediva al capitalismo di arrivare sino alle sue estreme conseguenze. Conseguenze che non sono una degenerazione, ma un naturale sviluppo. E’ possibile che dall’interno di questo sistema, con queste regole, un qualsiasi governo, anche a livello internazionale, riesca a limitare i danni e a farsi garante di “opportunità diffuse e garantite e di bisogni generali soddisfatti e promossi”? E la forza di farlo dovrebbe derivare solo dal fatto che si ritenga cosa buona e giusta? O non è piuttosto necessario ripensare se questo sia l’unico modo possibile di convivenza umana? E soprattutto: tedeschi con il barbone ne nascono ancora?

              • Neo Anderthal says:

                Quando nascono di solito anche i tedeschi non hanno il barbone, ma dagli tempo.
                -se i paesi “socialisti” dovunque hanno creato regimi tirannici, anche con esiti grotteschi e tragici come nella Corea del Nord, con una specie di monarchia egizia ereditaria, non sarà che c’è un difetto insanabile in quello schema?- I punto è ancora quello: recuperare la centralità del bene comune salvando la libertà.

                • Esatto c’è un “difetto insanabile in quello schema”. Il difetto consiste nel fatto che quello schema non tiene conto di come è fatto realmente l’essere umano (che non è una bella bestia). L’uomo non deve essere idealizzato (Marx in questo non ne ha azzeccata mezza).

                  • Soviet says:

                    Ma neppure definirlo un lupo…anzi, le ultime ricerche in tema di neuroni specchio ed empatia (Empatia e Civiltà di Rifkin e La mente politica di George Lakoff aiutano) permettono invece di dire che l’uomo, almeno quello contemporaneo, proprio perché naturalmente capace di immedesimarsi negli altri anche dal punto di vista emotivo, di fatto è una “bella bestia”, che necessita di un addestramento specifico per atrofizzare o sopprimere questa facoltà. All’idealizzazione quindi non dovrebbe corrispondere una controidealizzazione, che è più vicina alla visione cinica della realtà (e quindi comunque ad una interpretazione della stessa) che al tener conto di come l’homo sapiens sapiens è realmente fatto.

                    • Citazioni bibliografiche da approfondire (la pila di libri sul mio comodino non riesce a scendere dai 50 cm). Grazie

                    • Soviet says:

                      Questo è un problema che abbiamo in comune… 🙂

              • Soviet says:

                A mio parere c’è anche un altro tema da tener presente, oltre a quelli legati a libertà e uguaglianza: la sopravvivenza della specie, non garantita dal modello capitalista, che per sua natura è incapace di dominare i suoi “animal spirits” e punta sempre dove c’è il profitto immediato (sulla lungimiranza degli azionisti c’è poco da contare) piuttosto che sul bene collettivo.
                Morta la certezza nelle sorti “future e progressive”, credo sia consapevolezza comune che le società possono anche collassare. Grandi civiltà del passato stanno lì a dimostrarlo. Ma quelle società vivevano ancora nell’Olocene e non nell’Antropocene come la nostra…

            • Soviet says:

              Per una volta si può anche non essere d’accordo. Ma credo che il punto sia nella conciliazione fra libertà e uguaglianza, tra loro spesso irriducibili, che tra teorie politiche. La Storia del XX secolo ha presentato modelli di società dove libertà e uguaglianza (di certo i regimi socialisti, magari livellando verso il basso, presentavo livelli di disuguaglianza inferiori a quelli dei paesi capitalisti) erano l’uno contro l’altro armati. La Costituzione italiana, che credo sia un esempio formidabile di conciliazione di questi due valori – che non a caso nasce dall’incontro fra idealità socialiste, cattoliche e laico- azioniste, non ha caso è stata parzialmente attuata, tant’è che si parla di Costituzione formale e Costituzione materiale. In fin dei conti credo che ciò che derime sia la visione di fondo: se è una società alternativa a quella attuale, una società socialista dove anche le libertà formali sono salvaguardate, Sinistra e Liberalismo sono modi diversi di vedere il modello. Almeno secondo me, naturalmente.

  2. don diego says:

    l’unica risposta a questo articolo emmh diciamo…discutibile è quella di Zorro. ci sono partiti che vogliono farci credere di essere dei paradisi terrestri partiti dove regna il ” tutto va bene madama la machesa” ceerto….finche restano fuori dal parlamento…è cosi facile fare l’opposizione così.. è cosi facile non dover decidere.. vediamo a Cagliari cosa succede passata la politica degli annunci

    • Soviet says:

      Fuori dal Parlamento restano solo i partiti della sinistra. E non credo che qualcuno di essi pensi di essere “un paradiso terrestre” o che tutto vada bene. O almeno, in SEL non è così (anche se si cerca di creare una comunità politica dove possa essere anche piacevole stare) e non mi pare che si espriamano in questo modo – io per lo meno non li ho mai sentiti – i compagni della Federazione.
      Dici che fare opposizione è facile? Non direi proprio, visto che il maggior rimprovero che si fa all’opposizione in parlamento è quella di non averne fatto abbastanza. E non lo diciamo noi pericolosi sovversivi, ma per esempio il gruppo dei laici di Micromega, i destri d’opposizione come Travaglio e altri non ricollocabili né in area SEL, né in area Federazione.

    • Neo Anderthal says:

      Diego, non mi è del tutto chiaro: ma “tutto va ben, Madama la macchesa” o “gi seus a frori, Monsignori su macchiori”?
      -Fuori dal parlamento c’è il mondo, il MONDO. Specie fuori da questo parlamento pieno d’immondo-

    • ZunkBuster says:

      Qui giustizieri e moschettieri vari si stanno moltiplicando a dismisura … comunque non credo che sia il tono di interventi come questo quello più adeguato a risollevare la situazione del PD. Invece di aspettare con bramosia da avvoltoi gli errori di Massimo Zedda bisognerebbe chiedersi perché il PD, che elettoralmente conta pur sempre quasi il triplo rispetto a SEL, non sia riuscito a far designare un proprio candidato alle primarie, per non dire far eleggere un proprio candidato a sindaco di Cagliari.

  3. eff ma di cosa parlate? ancora a riempirsi la bocca con pci, pd, pdl sigle, sono solo sigle, i partiti sono sempre stati inutili e fonti di divisione. ancora non riuscite a capire che è il sistema che non va, non va e non è mai andato.

    state discutendo di cose morte.

    vito, certo che il pd non ha senso e ci mancherebbe altro!

    • Neo Anderthal says:

      Ti sembrerò un fesso assoluto ma i partiti sono uno dei modi per organizzare una partecipazione politica attiva e costante in una democrazia.
      Uno dei modi, non certo il solo, in ogni caso sono libere associazioni, e se permetti sono anche associazioni di volontariato civico. Sono quasi sempre iscritti ai partiti anche i sindaci o gli assessori del piccoli paesi che magari rischiano la vita -non è retorica, succede ed è successo- per non cedere alla criminalità, così come sono iscritti anche del delinquenti/politici e dei politici/delinquenti.
      Io incontro molto di frequente persone che fanno politica per pura passione civile e sono anche iscritte ad un partito, come ne incontro altra che fa politica per interesse e non si iscrive a partiti per lucrare il credito -fittizio- di una posizione “indipendente”.
      Come in ogni tipo di associazione e direi di comunità umana nei partiti politici ci sono gli arrivisti, gli illusi, i fanatici -e si può essere fanatici di qualsiasi cosa o idea- i sinceri altruisti, i farabutti, i galantuomini, le persone ragionevoli e per bene, i fessi, gente intelligentissima e gente assolutamente tonta, ci sono gli ingenui e pure i furbacchioni, i puri e i fogneschi.
      Spesso addirittura alcune o molte di queste caratteristiche sono nella stessa persona.
      Certo che una bella dittatura, dove l’associazione a fini politici è vietata, non ci sono di queste inutili fonti di divisione e confuse e contorte, inutili sigle.

      • Soviet says:

        Caro Neo, a volte invidio la tua incrollabile infinita disponibilità di dare lo zafferano agli asini…

  4. Anonimo says:

    Nulla di sbagliato tesi antitesie sintesi. A da passa a nuttata? Vediamo.

  5. Coosaaaaaaaa? Non vi posso lasciare un attimo soli, che sparate un sacco di caz…diciamo meglio fesserie? Il Pd è morto? Evviva il Pd! Il problema è l’intero centrosinistra, un modello sociale, prima ancora culturale ed infine politico che non è più attuale ed attuabile. Così a destra come a sinistra e non riguarda solo il Pd, ma anche e soprattutto Sel, Idv e chi più ne ha, più ne metta…! Ma è mai possibile che ogni volta che Berlusconi e la destra, o meglio il modello che lui stesso incarna viene messo all’angolino, con le nostre seghe mentali, con le tafazziane randellate ai zebedei, finiamo sempre con rimetterlo in sella! Il Partito Democratico ha forse dei problemi di leadership, ma nel cuore della gente il suo programma, il modello di partito che guarda alla base con i circoli (solo in Provincia di Cagliari mi risultano essere presenti in 63 Comuni su 74!) presenti nel territorio, piace e pian pianino prende piede! Ma allora di cosa state parlando? E’ giunta forse l’ora di ruralizzare la città, rifacendo partire anche nei centri grossi i Circoli di Base. I Ladu, i Fadda della situazione ci sono ovunque nei partiti (Sel e Idv compresi!). Sono importanti, ma non necessari e così fondamentali!
    Ora vado che c’è uno stregone mescaleros da combattere.
    Hasta la vista a todos!

    • Neo Anderthal says:

      Zorro, ti darei ragione se poi la base nel PD contasse qualcosa, ma c’è per esempio chi anche tra i rinnovatori preferisce ascoltare il profeta o l’uomo forte, si chiami Renzi o Soru o chi ti pare.
      L’esempio fornito da Uolter alle scorse elezioni, con le candidature paracadutate e con i benefici del Porcellum sfruttati a dovere e neanche un accenno di primarie, parla chiaro. La base come si è espressa? Ha contato qualcosa?
      Il PD a vocazione maggioritaria è comunque fallito, parlano i numeri.
      E i circoli di base rappresentano la riapertura di una fase di partito/parte. Rendersi conto dei numeri che bocciano il partito maggioritario e agire di conseguenza in coalizione è solo un esercizio di realismo, e sarebbe realistico che il PD traesse insegnamento.
      Il PD è assiale nel centrosinistra, ma da solo non va da nessuna parte.

    • Soviet says:

      Ribadisco quanto scritto altrove, forse i Ladu e i Fadda ci sono anche in SE (fare qualche nome e richiamare qualche espisodio forse aiuta a non buttare tutto sul generico), ma non comandano e non hanno potere di interdizione.
      Berlusconi è stato all’angolo più volte, ma non è stato rimesso in gioco dai tafazziani del centrosinistra, ma da manovre dei geni del PD, i dioscuri D’Alema e Veltroni soprattutto, con bicamerali e vocazioni maggioritarie. Io, come ex Rifondazione, mi posso anche assumere in toto la responsabilità della caduta del primo governo Prodi, ma nessuno di Rifondazione e andato a visitare gli stabilimenti di Rete 4, che illegalmente deteneva una frequenza pubblica e non era Rifondazione il partito che avrebbe potuto legiferare in modo serio sul conflitto di interessi, impedendo che Berlusconi potesse giocare per decenni su un tavolo truccato. A ciascuno il suo…se poi per te nel PD tutto va bene così, come si dice, chi si contenta gode. Io credo che non solo per vincere le elezioni, che quello a volte si riesce a farlo anche per pochezza degli altri, ma per dare un senso al governare, qualcosina è necessario che si faccia. Il proverbio dice che non c’è due senza tre, noi per due volte abbiamo vinto le politiche e poi mostrato grande difficoltà nel governare. Spero che questa volta si vinca e che il proverbio più adatto sia che c’è un’eccezione ad ogni regola…

      • Aramis says:

        Non hanno potere di interdizione!
        Non comandano.
        Soviet, non esageriamo. Fadda e Ladu, che stimo quanto un unghia incarnita, hanno il potere che spetta a una minoranza, perché nel Pd esistono meccanismi almeno quasi democratici, che forse difettano in Sel. Quando comandano, come è successo con l’Anci, non lo fanno certo da soli, ma perché trovano sponda. Magari in Sel e nell’Udc, come per le norme salva-accozzati (i precari sono altri, Soviet). Norme che saranno censurate per l’ennesima volta e che sono state approvate solo per strizzare l’occhiolino al proprio elettore (“vedi, io ci ho provato, ma è colpa del sistema, di Berlusconi e del Pd”), ben sapendo che sono illegittime. Ricordo poi il ruolo di un certo Bertinotti nella caduta del governo Prodi. Vero che D’Alema e Veltroni ci hanno messo del loro, ma in quel caso i cog..oni non erano solo 2…

        • Neo Anderthal says:

          Aramis: per affermare che in SEL non ci sono meccanismi democratici dovresti provare a circostanziare la tua allusione. Il fatto che mentre per il PD si possono citare i vari capobastone per SEL non te ne vengono in mente mi pare abbastanza chiaro.
          Nelle dinamiche dei gruppi organizzati ci sono anche elementi di potere, anche personale, per cui prima o poi anche SEL potrà essere interessata da qualche fenomeno simile, e allora vedremo come si evolverà.
          Bertinotti poi in SEL non ha nessun ruolo – SEL non è “Rifondazione 2.0” – non so neppure se sia iscritto.
          Quanto all’ANCI -in sintesi: eletto un sindaco PD come presidente dell’associazione dei comuni, invece di un altro PD indicato dai vertici- mettetevi d’accordo: chi è democratico e chi no?
          Un solo sindaco di SEL ha votato, senza ordini di partito, per chi credeva che potesse meglio rappresentarlo e tu ti permetti di trascinare in una polemica interna vostra e solo vostra, di cui peraltro l’enorme maggioranza dei sardi giustamente si disinteressano, una organizzazione che con le vostre beghe nulla c’entra?

        • Soviet says:

          O Aramis, chi comanda e chi fa interdizione dentro SEL? Almeno dietro un nick si può dire, poi magari ne discutiamo. Restiamo alle illazioni. Ciascuno guardi i meccanismi democratici interni al suo di partito, nel mio i congressi sono regolari ed il meccanismo del tesseramento online e delle assemblee provinciali a cui partecipano tutti gli iscritti scoraggiano di molto il ricorso alle truppe cammellate. Da altre parti sinceramente non so e francamente, come diceva il tipo, me ne infischio.
          Rispetto alle norme salva accozzati, io ci andrei un po’ cauto con le definizioni. Intanto la gran parte sono precari storici e i pochi della regione sono tutti precari della legislatura passata, quella del quasi monocolore PD in giunta. Quindi se accozzati sono, sono accozzati “nostri” o forse meglio “vostri”.
          Neo da qualche parte ha spiegato, con una chiarezza che dovrebbe far comprendere al colto e all’inclita, che il partito rappresenta una parte, quindi credo che sia doveroso fare l’occhiolino ai propri elettori. Noi rappresentiamo gli interessi dei nostri, fra cui di certo ci sono anche i precari (che saranno sempre “altri”, magari inventi tu un sistema di certificazione), quelli veri in carne e ossa, non quelli immaginari che tutela chi parla sempre in generale e in teoria.
          Nei casi di bicamerale e di vocazioni maggioritarie i coglioni erano proprio due! Dopo la caduta del Governo Prodi, con buona pace tua, Rifondazione arrivò al suo massimo storico, segno che l’elettorato di sinistra apprezzò la coerenza, alla faccia della stampa moderata tutta schierata contro. E infatti, alle successive elezioni quella scelta pagò e lo stesso “maledetto” Bertinotti (che per altro non è mai stato la mia passione) divenne Presidente della Camera. La caduta del secondo governo Prodi, avvenuta invece per grande merito della parte destra dello schieramento (cosa rimossa, perché i rapporti illegittimi con l’UDC non li abbia o certo noi…) determinò la scomparsa della sinistra dal parlamento. Forse perché troppo fedele ad una politica in fin dei conti da destra storica.
          Forse sarai anche un bravo moschettiere del re, ma come avvocato ancora ne hai da imparare!

          • Aramis says:

            Soviet, io non ho probabilmente il tempo che hai tu per articolare risposte così lunghe.
            In sintesi: in Sel ci siete da domani, e questi meccanismi democratici sono gli stessi che sbandieravate in Rifondazione, CI e così via. Perché ne siete usciti? Bertinotti non è di sel, come non lo erano Uras, Cogodi e c. che alle ultime elezioni erano in Rifondazione e non nel movimento in cui militava Zedda. Tutto va bene, ma a parole, allora, pure i meccanismi del Pd sono inattaccabili: ci sono le primarie, il tesseramento ecc… Truppe cammellate ce ne sono ovunque. Non collocarmi Soviet. Io gli unici precari che ho li ho in famiglia. E non capisco perché debbano essere più precari dei tuoi e di quelli dei tuoi amici. In quanto ai rapporti clandestini fuori schieramento, è la cronaca che parla da sola. In quanto alla mia pace, pensa che io votavo proprio Rifondazione all’epoca. La coerenza avrà pagato, poi però si è cambiato cavallo e nome. Veltroni ha fatto le sue cazzate ma quanto è brava la sinistra a dividere anche l’atomo. Un suggerimento: dai uno sguardo ai nuovi adepti di Sel, ci troverai pure gli epigoni di Cabras e Spissu. Auguri. Una nota di cortesia: sei troppo aggressivo. Quindi tu sarai anche bravo a fare l’avvocato, ma come dirigente politico ancora ne hai da imparare!

            • Soviet says:

              Tempo bisogna averne, ma anche saperlo usare bene e l’argomentazione dipende soprattutto dal rispetto di alcune regole: le cons. idiomi devono essere coerenti con le premesse. Cosa che manca nel tuo scritto. Io sono molto aggressivo nei confronti di quello che uno scrive, poco nei confronti delle persone che scrivono. Quindi, se ti sono sembrato troppo aggressivo dal punto di vista personale mi scuso, non era mia intenzione. Ciò non toglie che valuto scarso il tuo commento, perché è un’accozzaglia di luoghi comuni. L’uscita da Rifondazione nasce dalla consapevolezza che si andava verso un partito più propenso a rivendicare un diritto di tribuna che capace di incidere sulla realtà. Forse siamo stati presuntuosi, ma i dati dei sondaggi confortano la nostra decisione. È assolutamente vero che noi di SEL ” ci siamo da domani”, resta il fatto che qualche bella soddisfazione ce la siamo già presa…in effetti nelle due competizioni elettorali che ci ha visto coinvolti, abbiamo vinto. In alcuni casi anche con risultati clamorosi, per esempio a Cagliari.
              Per il resto, io ho detto che con l’iscrizione online il ricorso a truppe cammellate e più difficile, non certo che è scongiurato. Ho detto anche che di ciò che succede dentro gli altri partiti, avendo già deciso dove militare, non mi importa. Quindi il tuo riferimento al PD è fuori luogo. Infatti, i tuoi precari sono esattamente uguali ai miei, non capisco però perché i tuoi siano precari e i miei “accozzati”, termine che hai introdotto tu. Quindi questa differenza tra precari “buoni” e “cattivi” l’hai fatta tu mica io! In pratica ti stai autocontestando.
              Entreranno gli Spissu e i Cabras in SEL? Può anche darsi, è un rischio, ma SEL non è un recinto, né un fortino, è un progetto politico e non un autobus sul quale salire a seconda della fermata che si ha in mente. Se riesce a confermare questo, sono sicuro sarà l’anima di una Sinistra nuova; se non ci riesce, sarà l’ennesima scommessa persa. Ma al momento tutte le strade sono possibili ed io mi impegno perché la prima ipotesi sia quella vincente.
              Concludo dicendo che servono i mansueti e gli aggressivi, forse gli aggressivi non faranno molta carriera, ma sinceramente, questo non è un problema che mi toglie il sonno.

              • Soviet says:

                “le conclusioni devono essere coerenti con le premesse”

                • Aramis says:

                  Naturalmente tu il tempo lo usi bene e tutti gli altri male. Tu argomenti e gli altri fanno illazioni. Tu hai giustificazioni storico-culturali e gli altri solo di bottega. Va bene.
                  Comunque, l’argomento precari vostri-nostri l’hai introdotto tu. Se una norma palesemente illegittima è approvata a favore solo di un certo tipo di precari almeno in teoria (perché è appunto illegittima) crea una classifica. Ecco, eviterei le classifiche. E, nonostante la buona fede di molti, quella delle stabilizzazioni aggira concorsi è una tentazione politica di troppi. In quanto all’accozzaglia di luoghi comuni: sarà così. Ma spesso deriva dall’accozzaglia di azioni cui si è spettatori. Buon sonno.

                  • Soviet says:

                    Continui ad attribuirmi cose che non dico e sinceramente non capisco la ragione. Tu dici di aver poco tempo per argomentare, io ti rispondo che il tempo va saputo utilizzare. È falso? Non mi pare. Io argomento meglio di te? Lo dici tu. Di bottega hai parlato tu, non io, con le norme salva accozzati. Quindi i precari buoni ( i tuoi, quelli che hai in famiglia, lo dici tu, non io) e i precari cattivi li tiri fuori tu. Dovresti sapere che per stabilizzare in regione devi esserci entrato per concorso valido per l’accesso alla pubblica amministrazione. Norme che valgono per tutti i precari non esistono, ma ce ne sono alcuni che è possibile stabilizzare perché lo permettono le condizioni, la L.R. 12 interviene su tutti i precari degli Enti Locali, quelli che non hanno bisogno di concorso ma di sola selezione ( perché i concorsi si fanno per i posti per cui serve almeno il diploma). Nella L.R. 16 si parla di concorsi per titolo e colloquio, ci sono poi gli operatori dei centri per il lavoro, che hanno tutti sostenuto un concorso per entrare e che dovrebbero aiutare i disoccupati a trovare lavoro, ma che sono appesi da anni ad un rinnovo.
                    I luoghi comuni sono luoghi comuni, i fatti a cui si assiste possono essere interpretati in vari modi, il luogo comune è una scorciatoia. Sempre. Buon sonno anche a te.

                  • Non te la prendere compagno Aramis! Soviet è fatto così….crede nell’infallibilità del Papa e dunque in quella di Sel! Io rispondo a giorni alterni, perchè tempo non ne ho. Potrebbe tuttavia, qualche volta, farmi un piccolo riassunto! Boh… personalmente non riesco ad immaginare un centrosinistra senza un Pd forte ed autorevole. Loro invece si per un pugno di voti! Se poi Sel vota con il centrodestra, a loro poco importa. Francia o Spagna…Mexico o muerte…W il Che! Quale delle tre? Decidetevi una volta tanto! Siate chiari. Se questo matrimonio sa da fare, prima vedere cammello poi…pagare! Prima vediamo la dote che ci portate, poi si vedrà. Tradotto: prima dei candidati portateci il programma! Per il resto siete uguali (in qualche caso peggio!) agli altri. Mai una parola sulla meritocrazia, una presa di posizione netta sulle pale eoliche. O almeno, sarà per il tempo, non ne ho mai visto! Mah…se dobbiamo convolare a giuste nozze, mi pare che con questi ragionamenti iniziamo prorprio male!

                    Hasta la vista a luego!

                    • Soviet says:

                      Ma cos’è un’associazione di spadaccini? Devo dire che ne dubito, perché la scherma e arte, ma anche scienza geometrica e io noto che continuate ad affastellare cose vostre. Intanto, evitiamo proiezioni e transfert: mi sa che all’infallibilità del papa credi tu e non io. Rispetto al tempo disponibile, visto che qualche Zorro imperversa non solo su questo, ma anche su altri blog, semplicemente lo distribuisci su più campi di battaglia…con gli stessi esiti. A meno che, come le Lanterne Verdi dell’omonimo fumetto (e ora film), non siate un corpo d’intervento interblog…l’addestramento è lo stesso, visto il modo di porsi: si preferisce l’affastellamento all’argomentazione. Un po’ alla Jovanotti, quando passa da Madre Teresa a Che Guevara.
                      Premesso che sono convinto anch’io che senza un PD forte non si vada molto lontano, bisogna capire come dovrebbe essere un PD forte e da cosa ci accorgeremmo che è diventato forte. Certo non dalle posizioni sempre difensive di Zorro, che mi pare cerchi di distogliere l’attenzione da i problemi in casa propria indicando un bersaglio esterno. È tattica logora: ciascuno pensi al suo di partito, che la meritocrazia all’interno del PD non mi pare sia tale da poter permettere ad alcuno di pontificare.
                      L’ho già scritto, ma mi pare che con Zorro il problema no sia di ripetizione, ma di capacità di comprensivo, se vogliamo mettere in tabella chi vota col centrodestra e quante volte lo fa, facciamolo pure. Mettiamoci i precari, mettiamoci la legge sul golf e anche quella sulla riduzione dei consiglieri. Vediamo poi nei totali chi inciucia con chi…
                      Rispetto al pugno di voti, visto che siamo accreditati all’8% più o meno, mi pare di poter dire che senza un PD forte non si fa centrosinistra, ma senza SEL non si va da nessuna parte lo stesso. A meno di laboratori con il terzo polo, come a Sinnai o meglio come ai voleva fare in Puglia. Se Vendola avesse perso le primarie sarebbe stato contento il PD di curia, il terzo polo, Casini e soprattutto Caltagirone suo suocero, che notoriamente è nel business dell’acqua, con mani libere nel più grande acquedotto d’Europa.
                      Non fare prediche Zorro, che non sei nelle condizioni di farle.
                      Se poi hai problemi, chiedi pure che ti faccio un riassunto.

                    • Prince of Persia says:

                      Eja! Siamo un’associazione di spadaccini. Shtai shfidando? 🙂

  6. Soviet says:

    La provocazione di Vito è interessante, anche se credo in fondo si tratti di una provocazione, perché c’è una sorta di istinto di sopravvivenza che riguarda tutte le organizzazion, che tendono a sopravvivere alle loro finalità. Credo che si possa essere d’accordo sul fatto che il partito a vocazione maggioritaria di Veltroni sia fallito (magari, visto che il buon Uolter sta riprendendo a pontificare, qualcuno gli spieghi i danni che fece con quella iniziativa), così come mi pare fallita la fusione fra anima cattolica e anima socialista (anche se, ha ragione ZunkBuster, ci sono ex democristiani con cui sembra si abbia diverse cose in comune, lui cita Francesco Sanna, ma a livello nazionale io credo che la Bindi sia abbastanza apprezzata dalla sinistra). Non era un’impresa facile e di sicuro non è bastato il collante antiberlusconiano. io credo che un elemento sia dovuto anche al fatto che il PD ha costruito la sua diversità dal PDL berlusconiano non tanto nella visione della società, quanto nello stile e nell’amministrazione. Quando Vendola dice che bisogna uscire da una logica da amministratori di condominio io credo si riferisca proprio a questo.
    Il PD è un partito “che volle farsi re”, cioè che – come acutamente ha fatto notare Neo – si è macchiato della hybris di voler rappresentare tutto e tutti. Cosa questa non sfuggita ad un comico intelligente come Maurizio Crozza quando si è inventato il “maanchismo”: si è a favore degli operai, ma anche degli imprenditori…in una visione edulcorata del mondo dove le frittate si possono fare senza rompere le uova. In verità il PD è stato pro-sistema quanto il PDL e quando si è trovato nell’infelice situazione di doversi schierare in modo chiaro ha avuto sempre tentennamenti, problemi, dubbi. E’ successo con Marchionne (si vede oggi cosa volesse Marchionne, una scusa per fare altro…), è successo coi referendum sull’acqua, dove è andato a traino, succede per esempio con la protesta NoTav, dove illustri esponenti PD sono a favore di un progetto che nessuno è riuscito ancora a spiegare e chi si è fatto un’idea chiara è contrario. Le fibrillazioni di Rifondazione durante l’ultimo governo Prodi erano inevitabili e molti voti sono stati dati non perchè d’accordo, ma come scelta del male minore. Dal punto di vista simbolico poi, il governo Prodi è stato devastante per la Sinistra – e i risultati hanno confermato – perché nessuno dei grandi temi ha avuto un riscontro: il pacifismo sconfitto dal rifinanziamento delle missioni di guerra e l’ingrandimento della base Dal Molin, la politica “lacrime e sangue” senza alcuna compensazione per le classi più povere o per i lavoratori (i governi presieduti da Prodi cado sempre prima della seconda fase…). Nessuna possibilità di leggi innovative e laiche per l’azione di infiltrati alla Binetti.
    E non dimentichiamo che il sentimento anticasta, anzi proprio il termine “casta” riferito ai politici nasce durante il governo Prodi col libro di Rizzo e Stella. Insomma, il PD ha dato il meglio di sè quando ha dovuto far quadrare i conti e fare qualche liberalizzazione: cioè quando ha dovuto fare la destra… E qui però credo sia legato dire “Houston, abbiamo un problema”!

    • ZunkBuster says:

      Sono sempre lieto di leggere le analisi del compagno Soviet, come sempre improntate a grande equilibrio. Peraltro, caro Soviet, visto che dalle memorie storiche che dimostri di avere devi essere più o meno mio coetaneo, saprai e ricorderai bene che qualche difettuccio nell’attuale “manico” del PD c’era anche nel PCI, quando specialmente a livello giovanile avevamo da un lato i compagni le cui opinioni erano più nette, e più nettamente “di sinistra”, dall’altro i compagni secondo i quali “la politica è mediazione” sicché si dava sempre un colpo al cerchio e uno alla botte per non scontentare nessuno, spaziando tra l’attuale Presidente della Repubblica che pur con un retroterra non poco filosovietico (ereditato da Amendola) sosteneva su parecchi temi, in particolare quelli economici, posizioni quasi sovrapponibili a quelle craxiane, e l’eterno punto ideale di riferimento, Pietro Ingrao, le cui posizioni erano sempre quelle che scaldavano maggiormente i cuori della base, ma non sortivano gli stessi effetti quanto a voti congressuali.
      Il giochetto, nato per compiacere un po’ tutti (vedansi le dichiarazioni di Berlinguer sulla maggior sicurezza sotto l’ombrello della NATO, l’attenzione verso un mondo cattolico non completamente uscito dal medioevo, etc etc.) a un certo momento ha finito per non piacere più a nessuno, e questa, più che il crollo dei regimi “fasciocomunisti” dell’Est, è stata l’essenziale ragione della fine dell’irripetibile esperienza del PCi berlingueriano.
      Ciò lungamente premesso, è ovvio che in forze politiche di massa un certo elemento di mediazione ci deve essere, probabilmente ci deve essere nella stessa SEL dato che le anime che vi confluiscono sono multiformi e non si riducono, banalmente, a fuoriusciti da Rifondazione, tuttavia se la mediazione prescinde dall’individuazione certa e senza tentennamenti dei valori fondamentali che devono sorreggere l’iniziativa politica e programmatica, essa finisce per essere fine a sé stessa, o meglio alla mera autoconservazione ed autoriproduzione di un ceto politico autoreferenziale. Mi auguro, per i destini della democrazia italiana piuttosto che per quelli del partito che al momento è l’ultimo che ho votato, che il PD riesca al più presto a fare definitiva chiarezza su questo punto.

      • Neo Anderthal says:

        Buster, non per spibincare, ma la fine del PCI Berlingueriano si ha in pratica con la fine del compianto Berliguer, nel giugno del 1984, e il leader del Cremlino era Constanti Cernenko, prima ancora che Gorbaciov allentasse il regime (dal 1985).
        La successiva fase, quella di Alessandro Natta non è così in continuità come si pensa.
        Per citare solo una evenienza significativa Natta fece nei primi mesi del mandato un viaggio ufficiale a Mosca. Non è un caso che la fine dell’esperienza dei paesi del blocco sovietico colse sostanzialmente impreparato il PCI, allora già con il fragile Occhetto alla guida.
        Hai perfettamente ragione quando sottolinei che SEL è multiforme e non raccoglie i fuoriusciti da Rifondazione, se questo fosse SEL avrebbe un decimo dei militanti -moltissimi i giovani alla prima esperienza politica- e soprattutto un decimo o anche meno dei voti e dei consensi nell’opinione pubblica. Per esempio non avrebbe il mio, di voto, come non lo ha mai avuto Rifondazione.
        SEL, è qui è un suo punto di forza, punta a un superamento delle griglie di appartenenza alle varie “comunità politiche della sinistra” non comunicanti, ma assemblate alla meglio di volta in volta, e propone un percorso che raccolga proposte e azioni e orientamenti vasti per unirli in una sintesi progressiva in senso democratico e socialista -nella accezione originale del termine-.

      • Soviet says:

        Concordo con l’analisi sul PCI, che un po’ rimpiangiamo, ma che nella fase finale della sua storia un po’ di “spinta propulsiva” l’aveva persa. È vero anche che all’interno di quel partito c’era una scontro generazionale strisciante, che veniva costantemente disinnescato richiamando al senso di responsabilità (chi è stato dentro il PCI sa che è come un comando ipnotico nascosto, bastava che si dicesse che bisognava essere responsabili nei confronti del partito e zack…) o più semplicemente cooptando i giovani più promettenti (a volte bruciandoli, come un primavera che esordisce troppo presto in prima squadra).
        In SEL ci sono più anime e quella di Rifondazione, nonostante Vendola, non è neppure maggioritaria. All’inizio dell’avventura sarda, con l’attuale coordinatore regionale, scrivemmo un piccolo documento che citando il Romeo e Giulietta, richiamava la necessità di rinnegare nome e casato. Io sono ancora convinto – la vicenda del PD conforta la mia posizione – che si possa fare qualcosa di nuovo solo se si riesce a far sublimare le passate esperienze. Io non rinnego nessuna delle mie scelte, a volte anche contradditorie, non rinnego di certo il periodo passato in Rifondazione, dove ho conosciuto compagni validi, molti dei quali militano ancora in quel partito, ma questa mia “appartenenza” perché sia ricchezza e pluralismo all’interno di SEL non può essere un elemento di gruppo (gli ex PRC che si fanno corrente), ma esclusivamente mio retroterra culturale. SEL nasce per essere partito di sinistra e di massa, non tanto per “unire le molte sigle della sinistra”, quanto per costruire qualcosa di nuovo e più adatto alla realtà che viviamo. O almeno, questa è la ragione della mia adesione. Credo che anche il PD avesse una finalità simile, ma se no si mette sullo sfondo un’alternativa di società, insomma se si crede che questo sia il migliore dei mondi possibili e che semplicemente va meglio amministrato, si perde moltissimo della forza e anche del senso dello stare a sinistra. Oltre al fatto che non si riesce a dare risposta ai grandi problemi attuali: quale modello di sviluppo che garantisca uomini e donne in tutto il globo, quali scelte per contrastare il collasso climatico, cosa fare per garantire maggior uguaglianza tra i popoli. Sono grandi domande a cui bisogna avere il coraggio di dare risposta, per quanto azzardato possa essere.

  7. Archeologico says:

    il fallimento italiano non è del centrodestra ma di un sistema partitico, istituzionale ed elettorale che non permette quelle qualità basilari della democrazia e quell’efficienza di governo che si vede in altri Paesi.
    Il PD è il tentativo fallito di cambiare il sistema dei partiti: fin quando non ci saranno modifiche alla legge elettorale, ma più in generale ai meccanismi di funzionamento della democrazia italiana, la classe politica continuerà ad essere autoreferenziale.
    Signori, il vento sta cambiando per tutti. Chi fa politica come il Pd verrà spazzato via.
    Siamo affezionati a questa classificazione destra-sinistra, il futuro non è lì e i giovani l’hanno capito.

    • Ogni tanto, a barca persa, si ricorre ai giovani.
      In realtà, sono i giovani che – per fortuna – ricorrono a se stessi.
      Quando questo succede, a pagarne le spese sono le parti del “sistema” più strutturate, con particolare riferimento a quelle che “hanno ragione”. Le altre, per lo più, se ne fottono.
      Non casualmente, nel 68, il vero guardiano del sistema era stato identificato nel glorioso PCI, che fu subito spedito fuori dalle palle da parte di tutti i sessantottini.
      Non dite che non è vero, se non c’eravate.
      Oggi, mi sa che siamo lì lì.

  8. Efisio says:

    Vito
    io vorrei non avere ragione ed essere smentito da fatti concreti, nel frattempo darò una mano a chi dentro e fuori dal PD crede ancora nella possibilità di realizzare il progetto di un’unica casa del centrosinistra

    • Neo Anderthal says:

      Efisio: apprezzo il generoso sforzo, ma perché mai -mai!- nonostante la stima che posso avere per persone come la Bindi o lo stesso Bersani, dovrei coabitare col tecnocrate Letta, con l’ultracentrista Fioroni, con Renzi che svillaneggia i dipendenti comunali, e per quanto mi riguarda anche con Veltroni e D’Alema etc.etc.?
      L’idea di unica casa del centrosinistra è rovinosa. Se per esempio SEL viene accreditata di una alta percentuale delle intenzioni di voto -mentre il PD perde a favore di SEL una quota consistente ma non enorme e soprattutto non equivalente- è proprio perché evidentemente la sua proposta raccoglie il consenso di chi non si sentiva più rappresentato a dovere, e anche di voti “nuovi” siano essi giovanili o strappati allo “schieramento a noi avverso”.
      Che fine farebbero tutti questi voti? Una parte andrebbero al PD, forse, un’altra parte sarebbero semplicemente persi.
      Una articolazione maggiore rende più estesa l’offerta di rappresentanza, e quindi la possibilità per ogni fascia di elettori di identificare chi meglio può portare avanti le relative priorità.

  9. E’ inutile Berlusconi ha vinto, tutti quelli del PD si sono convinti che essere di sinistra significa:
    1. Combattere per i diritti dei gay prima che per i diritti di lavoratori, malati, indigenti, disoccupati, poveri, famiglie…
    2. Essere atei e anticlericali
    3. Non avere nessuna idea oltre: “Se non votate noi votate vuol dire che votate lui!”
    Senza contare che si sono offerti senza colpo ferire al bipolarismo imposto da Berlusconi, ottenendo solo cantonate.
    Che pena!

  10. ZunkBuster says:

    Il PD, purtroppo, è il prodotto di una fusione fredda, allo stesso modo del PDL. Se non in termini estremamente minoritari, le varie componenti che sono confluite nel partito, quella comunista, quella democristiana e quella socialista (per non parlare in Sardegna di quella anomala soriana) hanno sempre continuato a guardarsi con reciproco sospetto se non in cagnesco, e per giunta coloro che all’interno di queste componenti, in epoca di Prima Repubblica, furono abituati ai “giochetti” trasversali per finalità non sempre limpide, ora possono esercitarsi a farli stando nello stesso partito.
    Per la vecchia DC a lungo questo è stato un punto di forza, ma perché era forte il collante del comunismo e, in misura minore, dell’antilaicismo, mentre è dubitabile che per il PD sia altrettanto producente il collante dell’antiberlusconismo, dal momento che ci sono tante forze a sinistra e a destra del PD in grado di fornire interpretazioni più nitide non tanto dell’antiberlusconismo, quanto dell’alternativa al berlusconismo. Gli ultimi sondaggi, coi dati elettorali elevatissimi attribuiti a IDV e SEL, due forze diversissime tra loro che però ormai insieme assommerebbero al 18 per cento circa dell’elettorato, per far grazia degli elettori sicuramente perlopiù di sinistra che seguono Beppe Grillo, parlano chiaro.
    Soluzioni? Forse ha davvero ragione il buon Biolchini, un sano pluralismo alla luce del sole potrebbe essere più producente di un’unità forzosa tra gruppi disomogenei che spesso hanno poco da spartire, non dico che debbano rinascere la Margherita, i DS e un soggetto socialista, ma quanto meno che militanti ed esponenti politici che siano uniti tra loro da un idem sentire più forte di quello che li accomuna con gli altri nel PD possano unirsi sulla base di una reale unità d’intenti.
    Infatti il problema è ben più complesso della differenza, ad esempio, tra ex DC ed ex PCI … io mi riconosco appieno come ex PCI, e non ho finora votato SEL perché nonostante abbia una sconfinata ammirazione per Nichi Vendola non mi ci riconosco culturalmente, ma se guardo agli ex DC, ad esempio, con uno come Francesco Sanna sento di avere molte più cose in comune rispetto ad un altro ex DC come mister Paolo Fadda, e allo stesso modo rispetto a un ex PCI come Emanuele Sanna. Che del resto lo stesso Massimo Zedda, la cui militanza DS non è così remota e che non appare poi così sideralmente lontano dal partito di Bersani (a differenza di altri compagni di SEL che vengono da Rifondazione o da altre esperienze), pare abbia deciso di non entrare nel PD, o comunque di abbandonare i DS, anche a causa di assoluta inconciliabilità con certi elementi del fu partito della Quercia è eloquente sulla situazione melmosa e vischiosa che contraddistingue il PD.

  11. Il problema sono anche gli elettori:
    Il PD gode ancora di una rendita di posizione, diciamo così, che porta il nucleo duro dei vecchi elettori del PCI-PDS-DS e di parte della DC-Popolari-Margherita a votare comunque un partito in cui si sentono “a casa”, in cui riconoscono la “famiglia” di appartenenza, anche magari per questioni, inteso nel senso antico e nobile del termine, “clientelari”.
    Da questa rendita di posizione derivano però purtroppo certe logiche miopi di pura conservazione del potere che portano il PD, appunto, a prospettare alleanze solo strumentali con l’UDC (partito indubitabilmente di destra) perchè in Parlamento ci sono loro e quindi gli sembra naturale e necessario confrontarsi con loro per battere Berlusconi.
    Ma in Parlamento in questo momento non sono davvero rappresentati gli italiani e, soprattutto, non sono rappresentati gli italiani di sinistra.
    Così come la rendita di posizione porta il PD a perpetuare una casta politica che dovrebbe avere invece il coraggio e la dignità di farsi da parte, dopo i loro evidenti fallimenti.
    Io spero che sia vero che come dici tu, Vito, “gli elettori abbiano le idee più chiare di quelle dei dirigenti politici”, ma allora questi elettori dovrebbero dare un bel segnale a questi dirigenti politici del PD e per una volta non votarli proprio, anziché aspettare ancora (per quanto?) che facciano “qualcosa di sinistra”.
    Ma non sto dicendo di non votare affatto: dico di votare qualche altro partito che abbia un programma chiaro e in cui ciascuno si possa riconoscere.
    Chi si riconoscerà in SEL, chi nell’IDV, chi nella Federazione della Sinistra, …
    magari anche qualcuno invece dal lato destro del PD voterà API o UDC, pazienza.
    Ma nel PD, così com’é, senza più identità certa e con una classe dirigente da cambiare, chi è che ormai può riconoscersi?
    Io non più, da tempo.

    • p.s.: e non venitemi a parlare di Renzi come campione del rinnovamento della classe politica del PD! 😀 😀 😀
      quello lo regaliamo volentieri tutto intero all’UDC! 😀 😀 😀

  12. a parte il progetto, purtoppo sono le persone del pd. poco credibili sia a livello regionale e anche nazionale, per certi versi capaci di partorire solo slogan, ma niente idee costruttive, con tutti i casini che combina il centro destra in sardegna non ci vorebbe molto vincere le prossime elezioni , ma questi del pd. perdono quasi tutte le partite, anche quelle piu’ facili

  13. Neo Anderthal says:

    Forse è superfluo, ma sono d’accordo. Soprattutto sul nucleo centrale del ragionamento: partiamo dai fatti, che in questo caso si chiamano voti.
    Il proposito -per me sciagurato- semplificatorio di Veltroni, quello di tender a due schieramenti all’americana, in cui in sostanza si alternano diversi governi spiccatamente centristi con sfumature di quasi-destra o simil-sinistra è fallito, per buoni motivi.
    Il principale tra questi è che, per le tradizioni e il radicamento delle tendenze politiche italiane, è velleitario il tentativo di passare una pialla che elimini le differenze e le articolazioni delle posizioni, in favore di una auspicata ma mai raggiunta unità di governo.
    Di fatto il regime pseudo maggioritario instaurato già dal Mattarellum -il sistema misto maggioritario con quota proporzionale- è stato foriero di ulteriori frammentazioni e trasformismi, come si può vedere nei casi dei feudi elettorali di Mastella e compagnia.
    Cosa si può fare? Innanzitutto recuperare la funzione e il senso del partito, che è per definizione PARTE, e che quindi non dovrebbe avere nessuna maschera totalizzante (per quello bastano i tentativi di “partito degli italiani” etc.etc. e in particolare “Forza Italia”) e che quindi esprime un punto di vista necessariamente parziale, e poi lo compone in accordi che possano costituire una coalizione -negoziata- intorno a obiettivi comuni -e si chiama programma- in cui inserire elementi tali da tranquillizzare una parte di elettorato che ha di sé una immagina tradizionalmente centrista o almeno non esplicitamente di sinistra -anche se lo è solo in parte, vedi una buona porzione dell’associazionismo di base cattolico, le ACLI etc. etc.-
    La sinistra, e il PD in quanto asse dello schieramento, perciò dovrebbe cercare le alleanze non in partiti che esprimono punti di vista e interessi incomponibili, ma direttamente e prioritariamente tra i propri elettori delusi, tra chi avrebbe interesse a vedere promosse le opzioni fondamentali della sinistra, ma è stato abbagliato dalle promesse e dalla propaganda di Berlusconi, e tra gli incerti o i confusi presentandosi in modo chiaro e realmente affidabile e onesto, facendo piazza pulita di cariatidi e capicorrente e di qualunque elemento compromesso con malavita e malaffare, a costo di dover accantonare per un po’ qualche personaggio “importante”. – a questo riguardo io credo che il vantaggio indicato dai sondaggi nel 2006, prima delle elezioni vinte per 25mila voti, sia stato sperperato grazie all’incapacità di tirarsi indietro dei vari Fassino e D’Alema, che sono stati investiti da una riuscita campagna di delegittimazione, anche infondata per molti versi, ma che sarebbe stata superate brillantemente se solo si avesse avuto il coraggio di fare delle primarie a tappeto, e di attuare un qualche significativo rinnovamento-
    D’altra parte, sulla scorta dei precedenti, una coalizione con il partito di Casini sarebbe un tentativo fallimentare in partenza.
    È bene ricordare che il secondo governo Prodi è caduto a causa del tradimento dei centristi -Dini, Mastella e i venduti come Di Gregorio/Papalla- prima ancora che per defezione di un paio di irresponsabili oltranzisti di Rifondazione.

  14. il giullare says:

    non sono elettore di destra, ma non ho capito per quale aulico motivo, o meglio pregiudizio, il centrodestra senza berlusconi faccia schifo. apriori. a prescindere.

    non s’è mai visto un centrodestra SENZA Berlusconi, dal momento che il bipolarismo è nato con Silvio

    e vien difficile capire COSA effettivamente resterà in piedi quando e se il nano se ne andrà.

    ma da qui a dire che fa schifo….mi pare esagerato

    anche perchè non vedo grandi cime/alternative/intellighenzie/politici a sinistra

    • Neo Anderthal says:

      Il centro destra fa schifo perché per 20 anni ha digerito, senza battere ciglio e battendo le mani spesso e volentieri, a tutte le zozzerie fatte e dette da Berlusconi e anche da Bossi.
      Il solo fatto di avere sostenuto per così tanto tempo questa avventura, rovinosa per l’Italia quanto impensabile in altre democrazie mature, basta e avanza per un giudizio -che non è un pregiudizio, e aggiungo purtroppo- che deve essere negativo senza appello.
      Una Destra democratica per bene, anche venata di tentazioni “forti”, dovrebbe avere mantenuto un minimo di ritegno e di orientamento non solo alla decenza democratica sbeffeggiata ma anche ai fondamentali della Destra.
      A segnalarlo e ripetutamente è stato -inascoltato e deriso- un campione della destra vera come Montanelli, che infatti è stato isolato come avesse la peste.
      Vogliamo parlare per esempio di Dio, Patria e Famiglia?
      Dio? È nominato invano in storielle “da contestualizzare”, magari in una caserma, e ignorato se non come pretesto per ungere il clero più clericale. Per il resto se ne fotte, e si contorna di paccottiglia massonica, come il suo grottesco sepolcro ad Arcore -a proposito, sapevate che per ultimarlo aveva fatto una delle tante leggi ad personam?-
      Vogliamo poi esaminare la questione delle sue squillo travestite da suora, con tanto di Crocifissi?

      Patria? La sola menzione di Bossi come alleato potrebbe bastare, ma comunque “è un paese di merda”, dixit.

      Famiglia? Averne fondato due non lo assolve dal fatto di avere promosso la più becera sottocultura del libertinaggio da casino. Non un bell’esempio.

      Vogliamo parlare di Disciplina, Merito, Legge & Ordine?
      I meriti che riconosce e la disciplina che pratica li abbiamo constatati, e si è ben visto che personale promuove e sceglie. La Legge si fa e disfa a piacimento e secondo convenienza, poco importa se si liberano o restano impuniti migliaia e migliaia di malfattori. L’importante è che lui la scappotti.
      TI basta per dire che il centrodestra fa schifo?

      Per quanto riguarda le personalità “alternative”, quelle della sinistra, non ti pare che loro siano esaminati senza riguardi da tutti, compresa la stampa “amica”? I loro eventuali difetti sono oggetto di esame dovunque. Berlusconi è criticato ma solo da chi non gli deve nulla, e non è salito sul carro. Lui comunque dispone di una macchina del consenso popolare -che non è fondata sulla informazione ma sulla distrazione e l’intrattenimento- e del divismo che lo rende inattaccabile agli occhi di tantissimi suoi elettori, che hanno superato subito la fase dell’adesione razionale e hanno premiato un simulacro di monarca.

      • il giullare says:

        vabbè se queste sono le motivazioni spero proprio che vinca il centrosinistra e in particolare quel simpaticone di diliberto che così ci porterà in italia la salma di quel sant’uomo di lenin.
        per non parlare della possibile causa di beatificazione dei ‘compagni che sbagliano’ che ha reso l’italia un paese terrorizzato nei 2 decenni PRIMA di Berlusconi e pure nell’ultimo (do you know Biagi?…no non il giornalista!)

        quanto poi al divismo…sbaglio o ricordo solo io il cachemeire del compagno bertinotti e la barca a vela di quel proletario di d’alema? e si..quelli si che sono gente del popolo!

        • Neo Anderthal says:

          1) il terrorismo è sto isolato culturalmente e sconfitto grazie all’opera della sinistra e del PCI in primo luogo. Chi fa -ha fatto, per meglio dire- apologia di “compagni che sbagliano” non fa certo parte dello schieramento di centrosinistra, ma di frange minoritarie extra-extra.
          2) Come puoi comparare cose così immensamente diverse, cadute di stile individuali o assolute inezie, ingigantite peraltro da macchine di consenso/sputtanamento come “Stiscia la Notizia” etc.etc. con l’immondizia di cui siamo quotidianamente coperti? Gli abusi di potere e le leggi taglia e cuci sono la stessa cosa di acquisti personali o stili di vita comunque accessibili per chi ha un reddito alto? Ma scherzi?

          • il giullare says:

            e si…il terrorismo è stato sconfitto e l’omicidio di Biagi è stato un errore di sbaglio. Quanto poi al terrorismo isolato e sconfitto dal PCI…forse ti manca qualche intervento recente (o anche solo qualche silenzio assordante) della vicenda Battisti.

            Come puoi esser così cieco da non vedere che a sinsitra si fa politica attraverso il sindacato che non difende da decenni i lavoratori ma i singoli interessi econocmici?come puoi essere così di parte da non vedere i d’alema, i veltroni, i bersani?tutti nati cresciuti e foraggiati dal PCI? quali grandi innovazioni hanno portato al paese questi signori che ancora sono lì a dire che berlusconi è vecchio?
            solo io vedo una FORTE connivenza di questa classe dirigente ‘di sinistra’ coi poteri economici, bancari, industriali?
            ma per favore!!
            qua per rinnovare l’italia ci vorranno decenni e sparare a berlsuconi (che peraltro si disegna da sè il bersaglio) serve solo a fornire degli alibi alla sinsitra idealista e senza idee!!

            • Neo Anderthal says:

              A parte il fatto che dall’omicidio Biagi -replica dell’assassinio di Massimo D’Antona e Luigi Tarantelli- sono passati quasi 10 anni, il terrorismo “comunista” italiano come movimento in possesso di un qualche radicamento o consenso è stato sconfitto, questo è un fatto.
              Ma se analizzi la storia del movimento della lotta armata in Italia -e di quello con radici ideologiche comuniste almeno nelle intenzioni- sai anche che, a parte ovviamente il lavoro pratico di repressione giudiziaria, il terrorismo è stato isolato politicamente e sconfitto tra la gente e i giovani proprio dal PCI e dal sindacato.
              Ovviamente non è sconfitto per sempre, perché qualche impazzito, per emulazione o scemenza o anche l’una e l’altro, può sempre esserci e domattina andare a sparare a qualcuno. Se conosci però l’estensione, la virulenza che il fenomeno assunse nel decennio che parte da metà anni ’70 sai già che nessun paragone è possibile con la situazione attuale.

              Quanto alla odierna vicenda Battisti forse ti è sfuggito un elemento: il PCI è sciolto da una ventina d’anni. Quali sono i silenzi di cui scrivi? A quale PCI si devono riferire gli interventi recenti sulla questione?
              Il sindacato poi mi pare abbastanza composito al suo interno -dalla Epifani alla Camusso a Landini a Cofferati, per parlare della sola CGIL- e in ogni caso condurre un parallelo esatto tra sindacato e partiti di sinistra è abbastanza inesatto.
              Non ti devi sforzare troppo per mostrarmi i difetti dei vari D’Alema e Veltroni: li vedo bene, e vedo bene l’abdicazione a aspetti fondamentali dell’essere di sinistra, anche su decisivi aspetti economici, tant’è che non li sostengo e non li voto, ma sono sempre comunque incomparabili con la fogna del Berlusconismo.
              Berlusconi è tutto meno che un alibi. È un danno inferto alla democrazia. Per rinnovare l’Italia ci vorranno tempi lunghi, certo, ma non si può neppure iniziare facendo di ogni erba un fascio o ripetendo la litania “sono tutti uguali”.
              Non solo non è vero, neppure è possibile.

              • ilgiullare says:

                già
                come non è vero e non è possibile che il centrodestra faccia schifo e che la soluzione a tutti i mali del Paese stia in sinistra ecologia e libertà

      • supresidenti says:

        a nai ca tenis arrexioni esti nai pagu…

    • Luca B. says:

      Giullare, ma stai celiando o parli sul serio?
      Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?
      La cosa ardua è trovare un motivo per cui non faccia schifo, non di certo il contrario.

      • Neo Anderthal says:

        È ovvio che persone in buona fede, illusi e/o abbacinati, ce ne sono dovunque e ce ne saranno anche nel centrodestra, forse. Rimane il dato politico: il centrodestra, per come si è storicamente mutato ed espresso in questi anni è complice dello sconcio, non solo morale, che pure non è poco, ma anche sociale ed economico: siamo a crescita ZERO, stiamo per fallire come stato, i giovani non hanno prospettive e molti tra i migilori fuggono dall’Italia. Così, giusto per ricordarselo.
        Una equanimità/equivalenza non si dà. Berlusconi è sconcio e rovinoso, chi lo appoggia e lo ha fatto sinora è squalificato moralmente e politicamente.
        Oppure per essere imparziali dobbiamo esaminare tutti i punti di vista di ogni elargitore di benefici -a spese anche nostre- a intere schiere di squillo giovanissime, ai loro protettori, a gente come Mora, Lavitola, Tarantini? Prima condizione: piazza pulita.
        Se pure SEL risponde alla mia visione più di altre posizioni in campo nessuno sano di mente direbbe quello che tu mi vorresti attribuire.

  15. Pisanu è l’ormai 74enne sardo che attaccò Soru perchè aveva “osato” portare la gente in piazza per chiedere si risolvesse la vertenza entrate; colui che si è fatto tutti i governi da Forlani a Berlusconi passando per Craxi e DeMita, e nel curriculum vanta un periodo di oblio politico in quanto coinvolto nello scandalo Carboni>Calvi>BancoAmbrosiano, prima di essere ripescato da Berlusconi la cui leadership (cito Pisanu del 2005) “non va assolutamente messa in discussione”.

    Viva il nuovo che avanza!

    il PD? continuo a chiedermi come si faccia ad essere così masochisti da trattare con Casini e co.

  16. Caro Biolchini, quello che scrivi è quello che tutti gli elettori di sinistra si augurano: speriamo che il pd non faccia la cavolata dell’alleanza con l’udc, perchè il governo con un minestrone del genere non durerebbe un giorno. Gli elettori di sinistra si augurano di vedere di nuovo una vera unione tra le sinistre, perdona il bisticcio di parole, per i motivi più vari (un mio amico ha smesso di votare perchè, dice lui, “non riuscite a mettervi d’accordo su nulla, non potrete mai governare in questo modo”), ma mi auguro di non vedere mai quelle che sono le nostre idee, mescolate con altre quasi opposte in un pentolone di alleanze fragili.
    Non servirebbe a nessuno

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