Elezioni regionali 2024 / Pensierini / Politica / Sardegna

Diario elettorale #7 Chi vincerà le regionali? I cinque fattori (più uno) che faranno la differenza

Amarcord

Caro Diario,
mancano 34 giorni alle elezioni regionali.

Ieri un amico mi ha girato un gustosissimo audio che un candidato della destra ha inavvertitamente girato a un gruppo wazzup sbagliato. Nell’audio si sente la voce di un conoscente dell’onorevole che, senza mezzi termini, dice al politico che stavolta non lo avrebbe votato perché, molto banalmente, in questi cinque anni il centrodestra ha governato male.

Ecco, io non riesco ancora a capire cosa succederà il prossimo 25 febbraio e questo perché ci sono almeno cinque fattori che concorreranno a determinare il risultato finale.

Il primo fattore è proprio legato a questi cinque anni di vero disastro della destra al governo. Provocato non solo dal presidente Solinas no, ma proprio di tutti i partiti che compongono lo schieramento che ora propone come candidato alla presidenza il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Il cambio di leadership è già di per sé un’ammissione di fallimento (come avvenne nel centrosinistra con Pigliaru cinque anni fa). Ma quanti voti perderà la destra per avere governato pessimamente la Sardegna? E questi voti, dove finiranno? Andranno a ingrossare le fila dell’astensionismo o si sposteranno su altri candidati?

Secondo fattore: il malcontento sardista. Il presidente Solinas è uscito di scena in maniera ignominiosa. Ancora non sappiamo se in cambio del suo passo indietro riceverà una qualche buonuscita, ma di sicuro i sardisti avranno qualche remora ad impegnarsi al massimo per il loro candidato presidente. Dirotteranno i loro voti su qualche altro candidato alla presidenza? E se sì, questa scelta sarà determinante?

A fronte di questi due elementi che indeboliscono certamente la destra, ce n’è un terzo che però potrebbe però riequilibrare lo scenario: l’impegno in prima persona nella campagna elettorale della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I manifesti già ci raccontano di come Fratelli d’Italia spenderà la sua figura e non quella di Paolo Truzzu per provare a catalizzare il consenso dell’elettorato. Domanda: in che misura questa discesa in campo della politica romana sarà determinante e cambierà gli equilibri del voto sardo?

Quarto fattore: i voti per Renato Soru. Da qualche settimana, grossomodo da dopo l’addio dei Progressisti, da parte della Coalizione sarda non si sentono più mirabolanti dichiarazioni di vittoria. Detto questo, è evidente che dal consenso che Soru sarà in grado di catalizzare sulla sua persona discenderà anche l’esito di queste elezioni. Ma quale percentuale ragionevolmente potrà raggiungere Soru? Tenuto conto che andrà oltre il risultato delle sue liste, supererà il dieci per cento? O il quindici? O addirittura riuscirà a sfondare la barriera del venti per cento?

Questo fattore si lega chiaramente a un altro, il quinto, che propongo alla vostra attenzione e che è legato al fenomeno del voto disgiunto. A sinistra potrebbero votare Soru, ma a destra (vedi punto due) potrebbero votare Alessandra Todde. In ogni caso, la domanda è: il fenomeno del voto disgiunto sarà determinante ai fini del risultato finale oppure sarà ininfluente, attestandosi su livelli fisiologici? Per vincere, Soru e Todde devono per forza contare (in misura diversa, chiaramente) su voti provenienti da destra, in quanto le loro liste rischiano di avere un consenso più basso di quello che gli stessi Soru e Todde sono in grado di ottenere. La destra invece potrebbe pagare la debolezza del suo candidato, scelto dopo polemiche infinite e chiamato a sostituire il candidato naturale dello schieramento.

Ecco, a me sembra che l’esito delle elezioni si giochi tutto intorno a questi cinque fattori. Dalla loro combinazione discenderà il nome del prossimo presidente della Regione. 

Certo, poi ci sono anche elementi che al momento non sono preventivabili. Qualcuno ad esempio, aveva messo in conto che alla fine la candidatura di Christian Solinas sarebbe stata affondata, di fatto, dalla magistratura? Credo proprio di no. E allora aggiungiamolo un sesto fattore, il “fattore x”. Quello che non ti aspetti, che può nascere o spuntare fuori da circostanze (locali, nazionali o internazionali) del tutto casuali; che può scaturire da un fatto di cronaca dagli esiti imprevedibili, da una gaffe o da un errore nella comunicazione di uno dei candidati. 

Perché tutto è possibile in questa inverosimile campagna elettorale per le elezioni regionali in Sardegna.

Tags: , , , , , , , ,

17 Comments

  1. Marius says:

    Io capisco che Campus debba controbilanciare altri ex assessori dei tempi di Floris come Giuseppe Farris, prossimo candidato sindaco, e Giampaolo Marchi che detestano Truzzu, ma resta fermo che la Sardegna, la regione di Antonio Gramsci e di Emilio Lussu, non può assolutamente avere un presidente di quell’estrazione politica.
    E’ vero che c’è stato il precedente Italo Masala, ma è stata una giunta-ponte, un caso eccezionale che non dovrà assolutamente ripetersi.
    Passi Cagliari, che ha una certa tradizione destrorsa, ma non l’intera isola.
    Purtroppo, il fatto che circolino anticipazioni di sondaggi di fonte e campione non meglio dichiarata che rischiano di confondere non poco le acque circa le reali posizioni delle forze in campo non aiuta.
    Ma sono certo che, alla fine, il popolo sardo saprà respingere l’ondata nera che arriva dal Continente, un dato politico importante anche a prescindere dal disastroso governo uscente di Solinas. Perché troppi guardano atterriti ai tedeschi di Alternativ fuer Deutschland, a Marine Le Pen o agli spagnoli di Vox, o perdono tempo in polemiche gratuite sul grado di antifascismo del M5S, senza prestare abbastanza attenzione a quello che ci ritroviamo in casa.

  2. Un’ ultima considerazione all’ amico Campus per cui il buongoverno di Truzzu è’ un assioma.A parte il malcontento generale sia nel centro storico che nelle periferie trascurate ( nelle quali vivo) , mi limito a citare l’ ultima rilevazione sul consenso degli amministratori locali risalente al luglio 2023 : Truzzu è’ risultato 84esimo su 87 sindaci, perdendo 7 punti percentuali rispetto alle rilevazioni effettuate ne periodo dell’ elezione. Saluti, senza puntini di sospensione.

    • GIOVANNI MARIA CAMPUS says:

      Grazie, Bruno.
      Gli assiomi sono altra cosa. Il mio è un giudizio, la mia verità. Che non procede dall’amicizia personale nei confronti di Truzzu, che dura da vent’anni, e certo non da miei interessi personali, che avrei grande difficoltà a identificare.
      Mettiamola così: la campagna contro Truzzu si è rivelata inutile. Perché Truzzu non è candidato sindaco. Invece di fare tanta fatica ad attaccare il suo accappatoio vuoto, forse sarebbe stato meglio raccontare meno storielle sui suoi presunti errori (tutti da dimostrare, alla lunga) e mettersi a proporre cose da fare per la città di Cagliari e per quella metropolitana.
      Farris – che ben conosco e stimo – ha speso tempo e risorse ad ascoltare opinioni e consigli, e ha fatto bene. Infatti, al momento, è l’unico candidato sindaco realmente in campo.
      Se posso dargli un consiglio, dato che a capo della Città Metropolitana non ci sarà più automaticamente il Sindaco di Cagliari, si prepari a parlare col Presidente Truzzu del futuro dei Cagliaritani, perché questi non finiscano per essere l’ultima ruota del carro regionale e metropolitano.
      Se ho un interesse, bene: è questo.
      In sintesi: avere una strategia politica chiara e condivisibile, non avversari o presunti tali.

  3. GIOVANNI MARIA CAMPUS says:

    In tutti questi ragionamenti c’è un convitato di pietra, che di pietra non è: Truzzu. Cioè, il più probabile prossimo Presidente.
    Chi ha detto, e dice, che Truzzu non è ben visto, si limita a raccogliere le chiacchiere immesse ad arte nel mercato delle opinioni, da parte di detrattori interessati.
    Truzzu, in realtà è stato un buon Sindaco, equilibrato e presente, che ha dovuto – e saputo – affrontare problemi diretti e indiretti come pandemia e PNRR. Il fatto che gli siano attribuite come negatività sia i lavori sulle piste ciclabili sia quelli di rinnovamento e abbellimento di alcuni fra i più importanti contesti cittadini, la dice lunga sulla posizione dei detrattori.
    Il vero problema sarà un altro: trovare il Sindaco di Cagliari e – soprattutto – una ormai ineludibile politica metropolitana.
    Gli altri soggetti politici si dovranno leccare le ferite. Truzzu, se riuscirà a dialogare con loro, dovrà prendere in mano la bandiera di un rapporto Stato Regione non gerarchico e più europeista per il Popolo Sardo.
    Può farlo: ne ha i mezzi e l’opportunità.
    Bisogna aiutarlo e non lasciarlo solo.

    • Ci sono detrattori interessati cosi’ , come in questo caso, propagandisti non disinteressati. Chi vive a Cagliari sa…

      • GIOVANNI MARIA CAMPUS says:

        Amicus Plato, magis amica veritas.
        Cosa saprebbe, chi vive a Cagliari?
        Facciamolo sapere a tutti.
        Senza puntini di sospensione

    • Gabriele Casula says:

      Concordo le critiche al sindaco Truzzu sono ridicole gli si imputa di aver fatto troppi lavori e contemporaneamente..incredibile!!!

    • Supresidenti says:

      Buonasera prof, sappia che un suo studente comunista continua ad avere un buon ricordo e a godere dei suoi insegnamenti. La saluto e spero di incontrarla

  4. Marius says:

    Hai ragione, Vito, il fattore sorpresa sarà fondamentale, e soprattutto la vicinanza o meno di certe vicende alla data del voto. Faccio un esempio. Giorni fa, un noto avvocato renziano di Golfo Aranci ché tiene un blog sul Fatto Quotidiano online fa un accorato intervento contro la Todde in cui l’accusa quasi di essere una putiniana per via di una mozione del gruppo M5s alla Camera sulle armi all’Ucraina. E conclude che il modo di evitare che gente simile vada alla guida della Regione è votare Soru. Aiuto! Se si fosse votato in quel preciso momento la mia reazione sarebbe stata votare la Todde. Infatti l’appoggio ufficiale di Arabia Viva alla c.d. coalizione sarda è stato accolto come sappiamo. Io ancor oggi non so come voterò, quel che è certo è che mi terrò mille miglia lontano da Fratelli d’Italia che, a parte tutto il resto, esclude balordamente dalle liste persone come Enrica Anedda Endrich e Pierluigi Mannino, probabilmente colpevoli di pensare con la propria testa. Comunque, un consiglio a Soru: la pianti con questa campagna antigrillina che, oltre ad essere a tratti fastidiosa come il vecchio anticomunismo trito è ritrito del fu Berlusconi, è condotta anche con argomenti spesso fortemente scorretti. Punti sui programmi,dove ha ancora una marcia in più degli altri.

  5. Giovanni says:

    Provo ad affinare un ragionamento già fatto in passato. La destra parte dalla sua ultima vittoria elettorale in Sardegna alle politiche del 2022 quando, col 53% di affluenza, le liste di destra presero quasi 310.000 voti. Questo è lo zoccolo duro di Truzzu, il così detto “vento” di destra. Con questa affluenza alle urne, anche al netto del voto disgiunto che storicamente si attesta tra il 4 ed il 6%, Truzzu conta di vincere. Cosa succederebbe se invece l’affluenza fosse superiore? Soru se ne potrebbe avvantaggiare in prima battuta con i voti indipendentisti (che si suppone non siano andati a votare nel 2022) nella misura di un 2/3% circa, forse anche di più. Secondo me non oltre perché l’elettore tipico di Soru è un elettore attento politicamente, di spessore culturale medio-alto che, a un mese dalle elezioni, ha già deciso chi votare. Non è il classico indeciso o l’astensionista più o meno seriale. Chi può arrivare a questo genere di elettore? Un’ipotesi sarebbe Alessandra Todde con l’aiuto decisivo e la presenza (molto) attiva di Giuseppe Conte che potrebbe far presa su un elettorato indeciso, poco impegnato e politicamente distratto. Ovviamente si tratta di qualche punto percentuale, sempre nella misura di 2/3%, ma che potrebbe essere decisivo. E’ evidente che se Conte non si vedrà, significa che, sondaggi alla mano, non crede nella sua candidata e non si vuole intestare una sconfitta in vista delle elezioni europee.

    • Gabriele says:

      Conte potrebbe giocare la carta del disastro finanziario del superbonus 130 miliardi di debito aggiuntivo accollato agli italiani

  6. Ajò cribbio SCENDINE sondaggio elettorale!

  7. Manca il sesto fattore: l’elettore indigente.
    Potrà l’elettore indigente far si che il proprio voto possa valere più di una bombola o di qualche buono sconto per acquistare beni di prima necessità? Riuscirà l’elettore indigente a far valere il proprio voto per avere una sanità pubblica che funzioni per se e per i propri familiari? Riuscirà l’elettore indigente a far pesare il proprio voto per avere un sistema sociale che funzioni e non lo costringa a continuare a chiedere l’elemosina? Riuscirà l’elettore indigente a far valere il proprio voto per avere una scuola che possa garantire un futuro migliore ai propri figli? Riuscirà l’elettore indigente a capire che oggi è in condizione di pretendere una contropartita molto maggiore per il proprio diritto al voto?

  8. Laurentium says:

    Partendo dal presupposto che i due cespugli indipendentisti + rifondazione che Soru si è caricato è già molto se riusciranno ad arrivare al 2% messi insieme e che azione/+Europa può arrivare al massimo al 3%, questo vuol dire che Progetto Sardegna deve arrivare minimo al 5% affinché Soru possa entrare in consiglio regionale. Poi io al disgiunto ci credo poco. Anche 5 anni fa si faceva un gran parlare della destra che avrebbe votato Zedda e invece non abbiamo avuto nulla di tutto ciò. Se l’affluenza dovesse andare verso il 40% così come sembrerebbe la destra vince tranquillamente. La Todde invece deve sperare di sfondare nel cagliaritano (sperando che il malgoverno di Truzzu sia percepito pure nell’hinterland), a Sassari (i sassaresi come nel 2019 si rifiuteranno di votare per un cagliaritano?) e a Nuoro.

    • Marius says:

      Chiedo venia. In Consiglio entrano solo il candidato eletto Presidente e il candidato alla Presidenza che viene subito dopo. Soru, per essere eletto in Consiglio, deve arrivare almeno secondo, non importa con che percentuale. Idem la Todde o Truzzu, che ci gabellano per sicuro vincitore, ma che si è chiaramente preparato la stessa manovra di Zedda nel 2019, visto che le comunali le perderà malamente (il caso di Zedda era diverso: lui era già al secondo mandato, mentre a Truzzu il secondo mandato i cagliaritani glielo darebbero sulla capoccia).

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.