Elezioni regionali 2024 / Politica / Sardegna

Centrodestra impantanato e col solito dilemma: dove sistemare Solinas? Le quattro ipotesi (più una)

Genti traballendi

Il centrosinistra diviso, Soru contro Todde, i sondaggi impazziti, i Progressisti in bilico: tutto vero. Ma il centrodestra? Vogliamo parlare dello schieramento che ora governa l’Italia e la Sardegna e che a poco meno di due mesi dalle elezioni si trova ancora assolutamente impantanato nella scelta del candidato alla presidenza della Regione?

E sia chiaro: è crisi vera, perché altrimenti sarebbe stata risolta in tempi più rapidi. E invece no: è tutto fermo. Da mesi. Con qualche piccola novità.

Ieri a Cagliari il segretario della Lega Matteo Salvini ha ribadito il suo sostegno a Christian Solinas ma ha aggiunto un “ma”: “Siamo per gli uscenti ma anche per l’unità”. In politichese, il segnale è molto chiaro: siamo pronti a sacrificare Solinas. Ma a quali condizioni?

Non è un mistero che da mesi il presidente della Regione chieda una contropartita per farsi da parte e soprattutto, per non schierare il suo Partito Sardo d’Azione contro il centrodestra.

Le ipotesi in campo non sono tante e sono tutte di difficile attuazione.

La prima, filtrata già da mesi, immagina Solinas seduto sulla poltrona dell’Autorità Portuale della Sardegna, attualmente occupata da Massimo Deiana, già assessore ai trasporti della giunta Pigliaru e da sempre vicino all’area del Pd che fa capo ad Antonello Cabras. Il posto è prestigioso e di grande potere, ma c’è un problema: lo stesso Solinas nel luglio del 2021 ha dato il via libera alla riconferma Deiana alla guida dell’Autorità (w la trasversalità…) e l’incarico scade nel 2025. Certo, circola anche la voce che Deiana possa candidarsi alle prossime elezioni europee. Ma se non lo facesse? Dunque, quella dell’Autorità portuale è una poltrona che nell’immediato non è nella disponibilità di alcuna forza politica, anche se ci potrebbe essere una sorpresa: il commissariamento di tutte le Autorità portuali d’Italia, già annunciato da Salvini. E allora la strada sarebbe in discesa.

Secondo scenario: e se invece di Deiana al parlamento europeo ci andasse proprio Solinas? Anche questa è una ipotesi che circola ma che ha una grande incognita, grande come una casa: chi lo vota Solinas? Se si candida nel collegio sardo, rischierebbe una sonora bocciatura. Servirebbe dunque un collegio blindato lontano dall’isola (non proprio il massimo per un sardista…), ma a questo punto a fare il sacrificio dovrebbe essere la Lega, quando invece il suo segretario Salvini vorrebbe far pagare proprio a Fratelli d’Italia il passo indietro del presidente della Regione a favore del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.

Ed ecco la terza ipotesi: un posto da sottosegretario, subito, nel governo Meloni. Magari in uno dei ministeri guidato alla Lega (e pare che ieri Solinas, in un impeto di autostima, abbia chiesto per sé a Salvini una poltroncina al Viminale). Anche in questo caso, ci sarebbe un problema ed è il seguente: perché Giorgia Meloni dovrebbe caricarsi un politico che è stato più volte lambito da inchieste giudiziarie non banali e che è sotto processo per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle nomine di due direttori generali della Regione? L’opinione pubblica italiana è più severa di quella sarda, che tollera senza fiatare che un candidato alla presidenza della Regione (non ascrivibile al campo del centrodestra) sia sotto processo per bancarotta.

Quindi voi potete immaginarvi quale campagna di stampa di fuoco attenderebbe il sottosegretario Solinas da parte di giornali come Il Fatto Quotidiano o la Repubblica? E siamo sicuri che la Meloni, che già ha i suoi problemi, voglia anche farsi carico della sontuosa buonuscita del presidente della Regione Sardegna?

La quarta ipotesi, ovvero un passo indietro di Solinas sic et simpliciter, non pare essere al momento percorribile. I sardisti hanno già minacciato di andare da soli e certamente lo farebbero se non avessero una contropartita per il loro passo indietro.

C’è però anche una quinta ipotesi: se le prime quattro non si dovessero realizzare, Solinas potrebbe essere nuovamente candidato alla presidenza della Regione. Per Fratelli d’Italia, che ha dichiarato ufficialmente conclusa l’esperienza a guida sardista, sarebbe un colpo durissimo. Inoltre, il centrodestra potrebbe veramente sfasciarsi. Il sedicente Grande Centro ha sempre detto no a una riconferma di Solinas, mentre i Riformatori non fanno mistero (in interlocuzioni private, ma che private di fatto non sono) di essere pronti a salire sul carro di… Renato Soru!

E a quel punto il minestrone sarebbe cotto a puntino, con il leader della “Coalizione sarda”, che contesta al Pd di avere fatto una alleanza con i Cinquestelle (che lui considera “di destra”), pronto a caricarsi il partito della borghesia compradora, attualmente al governo della Regione. Che meraviglia!

Ma non corriamo troppo con la fantasia e godiamoci il momento.

Che bella questa campagna elettorale!

Tags: , , , , , , , , , ,

7 Comments

  1. Ma la laurea farlocca non serviva per collocarlo nell’Università?

  2. Perché cavalcare solo una ipotesi? Meglio lasciarle in piedi tutte e quattro! Come? Un pezzo all’Autorità portuale, un pezzo in Europa, un pezzo in ministero e un pezzo in Sardegna!
    Jack lo Squartatore
    P.S.: ma perché si tinge solo i capelli e non anche la barba?
    P.P.S.: ci sarebbe anche un posto da cognato sfitto? Potrebbero caricarselo sia la Meloni che Salvini che in quanto a cognati, suoceri, parentucoli vari stanno a posto da far invidia a Renzi, Fini, Craxi… 😀

  3. Giovanni says:

    Per me, l’ipotesi 1 rimane la più accreditata anche perché se non erro Deiana scade nel 2024. Solinas candidato alle europee in un collegio del nord proporrebbe lo stesso problema di Solinas candidato in Sardegna. Chi lo vota? L’ipotesi sottosegretario la vedo difficile perché altrimenti sarebbe stata già messa in atto un anno fa e poi bisogna considerare che il governo Meloni potrebbe avere i mesi contati e l’alternativa sarebbe quella di mandare Salvini all’opposizione. A quel punto chi paga il mutuo? Solinas che fa un passo indietro aggratis non la tengo neanche in considerazione, più facile un immediato sbarco su Marte. Alla fine la ricandidatura è la migliore alternativa all’autorità portuale che comunque rimane il porto migliore (e remunerativo) per approdare

    • Marius says:

      Ipotesi 1? Se è vero che Deiana ha la proroga fino al 2025, poco praticabile. Se poi Salvini azzerasse le autorità portuali e mettesse dentro Solinas, la magistratura gli salterebbe addosso in tempo reale, e l’eroe padano, tra i problemi che ha personalmente a Palermo, quelli della famiglia della sua compagna (a cui l’altro ieri hanno arrestato il fratello) e quelli da cui al momento l’ha salvato Putin non rispondendo alla rogatoria della Procura di Milano sul caso Eni-Savoini, non credo ne voglia altri del genere.
      Ipotesi 2: a parte il “chi lo vota” c’è da considerare che la Lega alle scorse europee aveva il 34 per cento, e stavolta sarà grasso che cola se supererà il 10 per cento, quindi posti da regalare ne ha pochi, non potendo neppure sistemare tutti i suoi.
      Ipotesi 3: la Meloni, quando è messa sotto pressione su problemi giudiziari dei suoi, non li difende all’ultimo sangue, si è visto col caso della sua fedelissima ex sottosegretaria piemontese Augusta Montaruli. Effettivamente difficile che possa imbarcare Solinas. Oltre tutto, ci sono precedenti menagramo, come quello della Barracciu, che fu imbarcata come sottosegretaria alla cultura da Renzi a titolo di risarcimento per la rinuncia alla candidatura a presidente in Sardegna e l’ha finita con una pesante condanna per peculato, su cui credo però penda ancora ricorso per Cassazione.
      Ipotesi 4: a prescindere dalle schermaglie tra i partiti, la cartina di tornasole è cosa pensano di Solinas gli elettori indipendenti che inizialmente tendevano ad accordargli fiducia. Ne pensano malissimo, in genere. Ricandidarlo sarebbe una mossa assolutamente suicida, anche se non credo che la spunterebbe neanche Truzzu, che, al di là delle lodi che si leggono nei comunicati ai limiti dell’onirico dei parlamentari sardi di FdI sul suo conto, a Cagliari città prenderebbe un bel bagno. Comunque, Salvini non può spingersi molto oltre nel mercanteggiamento, ed è verosimile che tenda a difendere la presidenza della Regione Umbria, dove forse l’uscente leghista Donatella Tesei ha più chance, piuttosto che difendere la barca di Solinas che affonda.
      Con queste referenze, potrebbe “riciclarsi” con Soru? Ammesso che anche da quelle parti ci sia trippa per gatti.
      Bellu casinu. Solinas è più difficile da ricollocare di Massimo Zedda. Ita cazzu sciri fai? Massimeddu almeno in gioventù è stato attore teatrale. Magari potrebbero organizzarsi qualche riduzione teatrale di Zorro, e i ruoli li sappiamo …

  4. Fabio Cocco says:

    Genti traballendi…è bellissimo

  5. Marius says:

    Beh … Variotto Segni, uno dei politici più a destra della storia d’Italia (missini a parte), uscì sdegnato dall'”Alleanza Democratica” di cui era entrato a far parte accorgendosi stupefatto che aveva pensato al partito di Kennedy, ma si era ritrovato nel partito di D’Alema.
    Ovvove, i komunisti! E cosa diranno ad Angelo e Massimo gli amici del Tennis Club?
    Ma Variotto sapeva bene che andava ad allearsi coi postcomunisti, solo che voleva fare il premier, così come Occhetto, che come carta di riserva pensava a Carlo Azeglio Ciampi, non certo a lui. E quindi ruppe l’alleanza e andò a costruire coi rottami della DC il fallimentare “Patto per l’Italia”, che sarà divorato da Berlusconi nella tenzone coi Progressisti guidati da Occhetto.
    Rimase nella storia l’imitatore di Variotto che, al Bagaglino, declamava “Io vado avanti per la mia strada” con la tipica andatura ondeggiante dell’ubriaco fradicio.
    Con queste referenze, che volete che sia mai per los Reformadores accomodarsi alla corte di don Renato, e magari far pure finta che nella sua coalizione non c’è Rifondazione Comunista, come del resto Liberu e +Europa fanno vicendevolmente finta di non esserci?
    Il mondo è bello perché è vario. Certo più del raggruppamento cosiddetto del “campo largo” che, col prossimo ritorno dei cosiddetti Progressisti, sarà ancor di più una ridotta “de sinistra” senza manco l’ombra di un moderato (a parte, forse, l’ondivaga consigliera ex 5 Stelle Carla Cuccu, quella che voleva dedicare l’aula consiliare a Giorgio Oppi…). E con l’effetto respingente che Elly Schlein esercita su tutto ciò che puzzi di moderazione (o perfino di buon senso), questa Todde non la vedo poi molto bene, considerato che l’esito aritmetico del ritorno dei figlioli prodighi Progressisti è tutto da verificare nell’urna. Zedda? Se lo conosci, lo eviti …

  6. Don Bortolo says:

    altro che molletta al naso…..per votare bisognerà essere imballati come le pedane di acqua da bere….

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.