Elezioni regionali 2024 / Politica / Sardegna

Elezioni regionali, solo le primarie ci salvano dai giochi di potere del centrosinistra

Cagliari, 7 luglio 2023

Fa caldo e bisogna risparmiare energie. Andiamo subito al punto ed evitiamo le ambiguità, i sottintesi, le ironie.

Se il centrosinistra e l’ampia pattuglia di area indipendentista che hanno stretto un patto in vista delle prossime elezioni regionali di febbraio vogliono evitare di impantanarsi nei soliti giochi di potere che contraddistinguono da troppo tempo tutte le tornate elettorali, fissino innanzitutto regole chiare. 

Se non vogliono infilarsi nel vicolo cieco delle spartizioni (presidenza della Regione a me, comune di Cagliari a te e comune di Sassari a quell’altro, fino a scendere ai singoli assessorati e ai capi di gabinetto) scelgano la trasparenza. Se vogliono veramente coinvolgere ampie parti della società nel confronto, abbandonino ogni ambiguità.

Con un tavolo così ampio e variegato, c’è un solo modo credibile per scegliere il candidato alla presidenza della Regione, ed è quello delle primarie. 

Per fissarle e organizzarle c’è tutto il tempo che serve. Si potrebbe votare a novembre, per dare così a chi dovesse vincere ben tre mesi di tempo per girare l’isola e convincere i sardi a liberarsi di questo osceno centrodestra.

Le primarie servono per consentire alla politica di (provare a) ritrovare il contatto con la gente. Alla luce del sole, senza troppe ambiguità.

Il segretario del Pd Piero Comandini ha detto in una intervista che il tempo dei candidati scelti fuori dalla politica è finito? Bene. Però allora i candidati politici escano allo scoperto.

Silvio Lai, Desirè Manca, Graziano Milia, Alessandra Todde, Mauro Usai: mi stupirei se il nome del centrosinistra non fosse contenuto in questo elenco (riportato in ordine alfabetico).

Le cinque persone che ho elencato si stanno muovendo ora con circospezione, come se nessuno sapesse qual è il loro obiettivo. Gli elettori non sono dei bambini da circuire con belle parole, le bugie portano solo a un ulteriore crollo della partecipazione popolare.

Se il cosiddetto “campo sardo” vuole vincere con l’appoggio concreto dei cittadini, giochi allo scoperto. Il tempo degli incontri convocati dai singoli gruppi più per saggiare tatticamente le proprie forze che per attivare un dialogo reale con la società, sta per finire.

Si dica chiaramente se il candidato alla presidenza lo devono scegliere gli elettori o i rappresentanti delle venti sigle che hanno costituito il tavolo elettorale. Non è una questione da poco. Anzi, è una questione dirimente da chiarire subito.

Se il centrosinistra e gli indipendentisti pensano di poter vincere contando solamente sull’esasperazione dei sardi nei confronti di questa giunta, scegliendo candidati e programma a seconda delle loro convenienze e nel segno della spartizione, facciano pure. 

Magari funziona. Ma a me non interessa. 

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9 Comments

  1. Ospitone says:

    Bah……Se come scrivi “il centrosinistra e l’ampia pattuglia di area indipendentista che hanno stretto un patto in vista delle prossime elezioni regionali di febbraio vogliono evitare di impantanarsi nei soliti giochi di potere….” io penso, che non da febbraio, ma da qualche anno addietro, avrebbero dovuto aver ben chiari, programmi, strategie e cambio di mentalità: soprattutto, convincere i Sardi a votarli o meglio far tornare ai seggi, la maggior parte del popolo Sardo. Dare credibilità alle loro parole. Questo, non lo ottieni nelle segrete stanze, con i gruppetti o facendo “cose tra noi”; ma come dici tu ,coinvolgendo potenziali elettori, con trasparenza, coerenza e candidati all’altezza del compito (lavoro lungo e faticoso che non puoi svolgere a ridosso del voto). Sinceramente di candidati ne vedo alcuni, ma non tantissimi. Di quelli citati, su tutti Milia, forse la Todde, poi per quanto mi riguarda anche P. Maninchedda ,persona spigolosa ma capace, piaccia o no. Pochini.
    C’è un deserto politico in Sardegna e non si è fatto nulla per arginarlo : una colpa anche delle opposizioni (tutte).Sarà la solita moscia campagna elettorale con il rischio concreto che FdI , governi in Regione per i prossimi 5 anni??

  2. Edoardo Murgia says:

    Il volto nuovo in questo elenco è Alessandra Todde, gli altri sono tutti nomi d’antan. Primare subito in autunno

  3. Filippo says:

    Domanda: quale tra questi ha il giusto profilo, al di là delle pur legittime ambizioni personali? Quale sarebbe più immune da farsi influenzare da chi non si candida ma (cerchiamo di essere realisti) conta?
    Quale ha un’idea di Sardegna?
    Quale è consapevole che: spopolamento, invecchiamento, progressiva desertificazione sono problemi ineludibili?

  4. Caro Vito, ho letto un virgolettato di Soru che sarebbe pronto a dare il suo contributo in caso di primarie. Pensi sia possibile una sua candidatura? Non lo citi nella lista dei papabili.
    Diego

  5. Alessandro Cuccu says:

    Sono del parere che gli unici in grado di avviare un coinvolgimento della popolazione alle scelte politiche della regione, visto che tutti i partiti hanno sempre cercato una spartizione del potere, sia Sardegna chiama Sardegna, ho molta fiducia che questo gruppo riesca a far ritrovare ai sardi, quella ideologia che ormai sembra estinta.

    • salvatore says:

      Sono d’accordo con Alessandro Cuccu. O si volta pagina oppure ci sarà alternanza tra minestre riscaldate ormai rancide.

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