Elezioni politiche 2022 / Politica

Ma se il Pd teme veramente Giorgia Meloni, perché non fa un accordo con i Cinquestelle?

Conte e Letta (foto Fanpage)

Il Pd invita gli italiani a temere l’avvento a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni, e fa bene. Ma se il partito ritiene realmente che la democrazia italiana sia in grave pericolo, perché non fa l’unica cosa che oggi potrebbe concretamente mettere in discussione la scontatissima vittoria della destra, ovvero stringere un patto elettorale con il Movimento Cinquestelle?

Ho sentito Letta in direzione e la sua posizione l’ho trovata a dir poco contraddittoria. Sulla base del suo ragionamento, non ho capito per quale motivo il centrosinistra potrebbe vincere le elezioni, posto che la legge elettorale non lascia molti margini di manovra. Anche perché, per quanto in caduta libera, il Movimento ha ancora almeno il doppio dei voti di Renzi, Calenda e Di Maio messi assieme.

Il Movimento ha fatto cadere Draghi? Certo: ma anche Draghi ci ha messo del suo con una gestione della crisi a tratti dilettantesca, per non parlare poi di Di Maio e della sua inopportuna scissione alla quale il Pd avrebbe dovuto opporsi, ben sapendo che si sarebbero aperti scenari incontrollabili. La palla di neve che è diventata valanga l’hanno lanciata in tanti. 

Ripeto: un partito che voglia mettersi a capo di un’Italia che fa di tutto per scongiurare l’avvento della destra al potere, propone ragionamenti diversi e più lungimiranti. Anche perché, quale sarebbe stato lo schema del Pd se si fosse arrivati, tra pochi mesi, alla scadenza naturale della legislatura?

Il Pd sta rimanendo invischiato in una situazione senza via d’uscita. Calenda, Renzi e Di Maio non hanno radicamento e insieme al Pd stanno scaricando sull’elettorato la responsabilità dell’esito di una competizione, in realtà già reso scontato da una legge elettorale molto chiara. Stando così le cose, la vittoria della destra sarà incontenibile. 

Certo, in questi due mesi potrebbero uscire nuove notizie sul controverso rapporto tra la Lega e Putin, ma non modificheranno i rapporti di forza. Non è con le veline dei servizi che si vincono le elezioni.

C’è solo una strada: azzerare tutto e guardare in faccia la realtà. Per provare a fermare la Meloni c’è solo una strada: ricostruire l’alleanza tra il Pd e il Movimento Cinquestelle. Non mi sembra una cosa impossibile da fare se realmente si teme per la nostra democrazia.

O no?

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8 Comments

  1. Il Medievista says:

    1) Il M5s ha lo stesso numero di voti del trio Calenda-Renzi-Di Maio
    2) Il PD non può opporsi a quello che si fa in casa d’altri
    3)L’accordo col M5s lo troveranno quando dovranno accettarsi per forza, dato che la coalizione di Centro Destra, pur vincendo, al Senato non avrebbe i numeri. Il problema è che vincerà alla Camera, a meno di miracoli, dunque avremo la solita ingovernabilità italica, con tutto quello che ne consegue

  2. Vladimiro says:

    Impossibile e inopportuno un accordo con il M5S. Intanto è tutto da dimostrare che il M5S avrà più voti di Azione, +Europa, etc. Secondo, dopo che il M5S, Lega e Forza Italia hanno fatto cadere il governo rompendo il fronte anti-Putin (quindi già prima della carognata sul decreto Aiuti 1) sulla questione delle armi di difesa all’Ucraina, come si spiega all’elettorato di CSX (io per primo) che la rottura di Conte passa così presto nel dimenticatoio e finisce a tarallucci e vino? Purtroppo Conte ha mostrato una grave mancanza di caratura politica, ha giocato su più staffe per non perdere la componente populista e di destra dei 5S e ora pagherà caro. Anche i beneficiari del RDC al sud gli voltano le spalle irriconoscenti (vedi amministrative in Sicilia). Azzardo una previsione: M5S al 6% o 7%

  3. Sergio Masala says:

    Credo che non ci sia tempo e i pozzi sono già avvelenati. Per non parlare del cavallo di Troia Gelmini-Brunetta-Carfagna in salsa Calenda.
    Toccherà esortare chi non vuole recarsi alle urne di tapparsi ancora una volta il naso e votare qualunque cosa che non sia la destra per arginare la portata della loro vittoria scontata.
    Ohi ohi…ta carta leggia

  4. Il PD comunque è il partito che espresse la ministra Pinotti (tanto per dirne una)

  5. Maria Ignazia Massa says:

    Intanto teniamo presente il comportamento del Movimento che si sente sempre movimento, e vota un provvedimento in Parlamento ma dopo qualche settimana vorrebbe cambiarlo, perché non ha capito che il voto impegna lo Stato a decisioni di lunga durata insieme ad altri Stati. Aggiungiamo l’insostenibilità di un atteggiamento di governo e di opposizione contemporaneamente. E mettiamoci pure il fatto che per dialogo hanno inteso l’imposizione di tutte le loro richieste, che in parte erano state accettate, come si fa in una trattativa. Infine, direi che se il senso di responsabilità è già mancato, in una situazione di una complessità fuori dal comune, potrà mancare anche altre volte.
    Il mio è solo il parere di una persona che non fa politica, ma è al mondo da un tempo sufficiente per capire che il famoso lupo può perdere solo il pelo.

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  7. Se fossi uno del PD mi arrabbierei se il mio partito si alleasse con il M5S, ma analogamente se io fossi un elettore M5S mi arrabbierei parecchio se il mio partito si alleasse con il Piddì.
    Se io fossi un elettore di Italia Viva mi sentirei parecchio scontento se il mio partito si alleasse con il PD dal quale abbiamo tempo fa fatto una scissione.
    Se io fossi elettore di sinistra comincerei a sistemare i fossi, tanto dopo il 25 settembre a quelli di sinistra viene fornita una asfaltata generale.

  8. Gianni Campus says:

    Ma se Biden teme la Russia, perché non si allea con la Cina?
    È l’eterna storia di polpo, aragosta e murena…
    Ad impossibilia nemo tenetur, anche se Gramsci ha aperto molte strade (alla Sinistra e ai suoi storici obiettivi, che non sono quelli di PD e 5S).
    Se poi amiamo Machiavelli…
    Ma, chi sarebbe il Principe? Chi “golpe”(!)? Chi “lione”?
    Mah…
    Con osservanza
    Gianni Campus

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