Cagliari / Cultura

Addio a Gianluca Floris, l’artista a tutto campo che ci ha insegnato a costruire su macerie

Gianluca Floris a Radio X

Era tante cose Gianluca Floris. Un amico, è vero, con il quale giocare ogni volta a ribaltare opinioni mainstream grazie ai codici di una cagliaritanità condivisa che consentono di negare affermando. “Hai letto il bellissimo pezzo di…?”, “Hai visto l’ottima dichiarazione del presidente della Regione?”, “E vogliamo parlare di questa grandissima stagione del Cagliari e della Dinamo?”. Ecco, ogni discussione con Gianluca iniziava con una risata, con un sorriso, con uno sberleffo, senza i quali il dialogo non poteva proseguire.

Se si superava la prova del non prendersi troppo sul serio, delimitando i confini di un ragionamento che doveva essere depurato dalla retorica e dalle esagerazioni, allora sì che si poteva discutere. Di tutto (arte, politica, spettacolo, sport, musica, giornalismo) e senza filtri.

Era tante cose Gianluca Floris. Chiaramente, potremmo definirlo “un artista”, perché era un cantante lirico. Ma per lui l’arte era soprattutto una porta attraverso cui conoscere il mondo e, possibilmente, migliorarlo.

In questo suo approccio, Gianluca era certamente un artista straordinariamente moderno, capace di giocare a tutto campo tra musica, teatro, letteratura e cinema (passione condivisa con l’amata Stefania e che ha dato vita al Cinema Odissea), cultura alta e cultura bassa. Non c’erano steccati a dividere questi ambiti, lui li attraversava tutti agevolmente, con la stessa facilità con cui per anni ha attraversato i confini dei tanti paesi nei quali ha viaggiato.

Era un cagliaritano cittadino del mondo Gianluca, con l’ambizione di portare in città le cose belle che aveva visto nei teatri nei quali si era esibito o per i quali aveva lavorato (e ricordo ancora con stupore i suoi racconti della Cina in anni in cui quello era per tutti noi un paese assolutamente sconosciuto e misterioso).

Perché questa era la sua straordinaria unicità: a differenza di tanti suoi colleghi artisti, Gianluca Floris aveva la piena consapevolezza del suo agire. Sapeva che l’arte e lo spettacolo necessitano di essere organizzati al meglio se vogliono diventare uno straordinario motore di cambiamento sociale e non essere vissuti semplicemente come un mero intrattenimento. 

Ecco perché per Gianluca cultura e politica non potevano essere disgiunte. E infatti ragionava molto, e pubblicamente, sull’organizzazione della cultura a Cagliari (città che amava profondamente) e invitava tutti noi a farlo. Come in occasione di Laboratorio 5, una interessantissima esperienza portata avanti in città a cavallo della prima elezione a sindaco di Massimo Zedda.

Ma Gianluca aveva affidato anche ad un blog le sue riflessioni, e spesso interveniva anche su questo blog con interventi sempre mirati e coraggiosi. Non aveva paura della politica, non temeva di criticare la sua parte.

La sua libertà la ritrovava anche alla radio, frequentata fin da giovanissimo a Radio Flash per poi approdare negli anni della maturità a Radio X (e lo ringrazio per la sua generosità ad avermi sostituito quando serviva e per diverse stagioni alla conduzione di Buongiorno Cagliari, condividendo con me ed Elio Turno Arthemalle una straordinaria avventura non solo radiofonica). 

Poteva tacere, invece parlava. Poteva vantarsi, invece si metteva in gioco. Poteva arrendersi, invece combatteva. Parafrasando il nome del suo blog, sapeva di essere attorniato da macerie ma non per questo rinunciava allo sforzo di costruire. Questo ci ha insegnato Gianluca Floris.

Adesso però la tua scomparsa ci lascia tante macerie dentro, caro amico. Ci mancherà la tua intelligenza, la tua sensibilità, la tua curiosità intellettuale, il tuo amore per Cagliari, la tua generosità. Siamo attoniti, senza parole e con il buio nel cuore. Ma anche noi riprenderemo presto a costruire, a credere nell’arte e nella cultura nonostante lo sfacelo che ci circonda. Te lo dobbiamo. Te lo promettiamo.

Un abbraccio a Stefania e a tutti i suoi cari.

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8 Comments

  1. Senza dubbio, un necrologio commisurato alla statura intellettuale di Floris.

  2. Il Medievista says:

    A volte le grandi perdite invitano a grandi slanci

  3. Rossana Copez says:

    Grazie Vito hai teneramente tratteggiato l’amico. E sai una cosa? Era davvero interlocutore e amico di tutti. E a volte anche segamentu ‘e conca. Ciao Gianluca non ti si potrà dimenticare davvero

  4. Ignazio says:

    Una perdita enorme per tutti noi. Una di quelle persone che, quando vengono a mancare, ti chiedi: e ora, come faremo? Ho avuto modo di conoscere Gianluca quando il nostro teatro era in lotta per non soccombere sotto il fallimento causato dalle gestioni incompetenti imposte dalla politica (non che ora le cose siano cambiate!) e spesso in questi anni ci siamo confrontati o mi è capitato di chiamarlo e coinvolgerlo nelle questioni teatrali, perché i suoi ragionamenti sono stati spesso un prezioso e stimolante contributo. Ci mancherai caro Gianluca, le macerie sono ancora tra noi e sono ancora tante, ma abbiamo un lavoro importante da portare avanti.

  5. In tanti abbiamo amato la sua sensibilità e la sua passione per ogni questione civica , dalla cultura alla scuola come dallo sport ai servizi pubblici, alcuni però hanno avuto il privilegio di rendere pubblico, comune a tutti, questa sua capacità unica di smitizzare come di approfondire Ogni questione che avesse un interesse generale , in questo Vito sei stato uno dei privilegiati e lui te ne era riconoscente

  6. Antioco Floris says:

    Grazie Vito. Hai colto molto bene: un artista operatore culturale, soprattutto un operatore culturale. Aveva un carattere impegnativo, non sempre ci trovavamo d’accordo, ma sempre c’era uno stimolo e un confronto che lasciava un segno. Una grande perdita.

  7. Pietro Porcella says:

    Bravo Vito, l’hai fotofrafato per il grande personaggio che era.

  8. Un bellissimo ricordo, per una bellissima persona. Gianluca merita questo e altro.

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