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Il passaporto sanitario di Solinas? Un vicolo cieco per la Sardegna

Our President, fisso a tamponi

Qualche anno fa un partito pensò che lanciare sul mercato turistico mondiale l’idea che la Sardegna fosse in realtà l’antica Atlantide avrebbe portato nella nostra isola più visitatori, e dunque più ricchezza. Oggi altrettanto banalmente, con uguale faccia tosta e per fortuna senza scomodare Platone, il presidente della Regione Christian Solinas si affida a un altro mito per provare a dare un senso ad una Fase 2 che arriva al termine di una imbarazzante Fase 1: il mito dell’isola Covid Free e del passaporto sanitario immaginato per preservarla da ogni male.

A volte ci si affeziona a delle idee anche se che alla lunga appaiono per quello che sono, cioè semplici intuizioni o, nel caso peggiore, vere stupidaggini; ma a quel punto chi è senza coraggio non sa fare marcia indietro e preferisce andare avanti costi quel che costi, anche a rischio di finire in un vicolo cieco.

È quello che sta avvenendo al presidente Solinas, che con la sua genialata del passaporto sanitario rischia di ottenere un risultato opposto a quello atteso, ovvero affossare quel poco di turismo che quest’estate potrebbe arrivare anche in Sardegna.

Ciò che sta avvenendo è infatti sotto gli occhi di tutti.

Su questa Grande Idea le dichiarazioni e i dietrofront della giunta regionale ormai si sprecano. Prima Solinas aveva affermato che i turisti avrebbero fatto il tampone all’arrivo nell’isola; poi, resosi conto dell’assurdità, aveva corretto il tiro, dichiarando che i turisti lo avrebbero fatto prima della partenza. 

“Ma dove? In quali laboratori?” chiede il turista, spaesato. Il presidente è imperturbabile e cambia rotta: d’altra parte, essendo un mito, il passaporto sanitario sardo è più polimorfo di Zeus che pur di raggiungere i suoi scopi goderecci si trasformava in cuculo, in cigno, in toro. Ecco che dunque il passaporto sanitario di Solinas (già tampone all’arrivo e poi tampone alla partenza) si trasforma magicamente in test salivare all’arrivo.

Ma le Erinni hanno un conto in sospeso con Christian e nelle vesti di compagnie di gestione aeroportuale dicono che no, che il test salivare all’arrivo nell’isola non si può fare!

Il nostro mitico passaporto sanitario conosce dunque la sua quarta metamorfosi: il turista dovrà arriva con il test salivare in tasca, “il cui costo verrà rimborsato in servizi turistici nell’hotel o nel resort in cui alloggerà”, ha affermato stamattina ad Agorà un grondante Solinas

“E se il turista non soggiorna in albergo?” vorrebbe chiedere l’Ingenuo. E se il turista non vuole o non può fare il test? Sulla base di quale norma si dovrebbe limitrare il suo diritto alla circolazione? E tutto questo per sorvolare sul fatto che sull’efficacia dei test salivari in tanti nutrono più di un dubbio…

Intanto l’assessore al Turismo Gianni Chessa, ignaro delle passate metamorfosi del passaporto sanitario e ancora fermo alla “cojonata major”, afferma nientemeno a Repubblica che no, i turisti faranno i tamponi! Nel frattempo il suo collega alla Sanità, il leghista Mario Nieddu, dichiara invece all’Unione Sarda che si tratta di un’ipotesi da scartare…

E tutto questo dopo la presa di posizione dell’Unione Europea secondo cui il passaporto sanitario non ha senso, in quanto non ci sono le basi scientifiche per dichiarare una persona immune.

In questo circo di dichiarazioni in libertà, il presidente Solinas non si arrende e, forte della sua genialata, si ricorda pur sempre di essere l’Ipnotizzatore di Capoterra e così si offre in pasto alla stampa italiana, ma si incarta tra Piani A, Piani B e Piani C, affermando al Sole 24 Ore di domenica scorsa che se dovessero tramontare i tamponi e pure i test salivari, ci sarebbe la quinta metamorfosi del passaporto sanitario: “Faremo controlli con i termoscanner agli arrivi e ai turisti faremo scaricare una app”.

Ormai non c’è limite al ridicolo. Ci manca solo che Solinas dica: “Il grande Ovidio mi è apparso in sogno e mi ha detto: Vedo la sesta metamorfosi: l’autocertificazione! Allo sbarco si chiederà al turista: “Sei malato?” “No”. “Benvenuto in Sardegna, ecco il tuo passaporto Ssanitario. È da parte del presidente della Regione, eh! Fanne buon uso!”.

È evidente che l’intuizione di Solinas si sta inesorabilmente trasformando da genialata in coglionata. Perché solo per raggiungere la Sardegna i turisti devono esibire un ipotetico certificato di immunità, quando per andare nelle altre destinazioni questo non viene richiesto?

L’unico risultato che finora Solinas ha ottenuto è quello di bloccare i flussi turistici verso l’isola per la bellezza di tre settimane, ovvero dal 3 giugno (data in cui gli aerei riprenderanno a volare) al 25 giugno, data in cui Solinas ha deciso, non si capisce bene per quale motivo, che inizierà la stagione turistica. 

Chiede l’Ingenuo: perché buttare via tre settimane e non consentire ai turisti di arrivare in Sardegna già dal 3 giugno? Volete la risposta? Banalmente, Solinas ha bisogno di tempo per provare ad uscire dal vicolo cieco in cui si è ficcato da solo, tra test mitici e multiformi, linee guida per gli aeroporti che non ci sono, varie ed eventuali.

Insomma, il disastro è dietro l’angolo. E infatti Federalberghi, Confindustria e Confcommercio (chi è causa del suo mal, pianga se stesso), adesso chiedono addirittura che in due giorni (due giorni!) la Regione dia risposte chiare e definitive sulle modalità di accesso all’isola, mentre Solinas sempre ad Agorà vaneggia di “due milioni e due, due milioni e mezzo di turisti che arriveranno in Sardegna da luglio a settembre”.

Siamo alla fine del nostro racconto. Un’idea buttata lì un mese fa insieme a tante altre (ricordate il “modello coreano”? E la app tutta sarda? E gli alberghi per i malati Covid o gli operatori sanitari che non potevano stare a casa? Tutta roba finita nel dimenticatoio) ha resistito e si trasformata in mito.

Non tutti i miti però sono eterni. Certo, dalla loro hanno un punto di forza: non devono essere veri, l’importante è trovare solo qualcuno che ci creda. 

Voi ci credete al passaporto sanitario? Caro Solinas, forse era più onesto puntare su Atlantide. Almeno non ci saremmo trovati un questo vicolo cieco.

Belle domande!
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34 Comments

  1. Sergio says:

    Le critiche, se costruttive (!!!), fanno solo del bene. Intravvedo, però, un spirito esclusivamente basato su opinioni politiche. Certo, con discorso aperto c’è tanto da dire ma l’idea io non la scarterei a priori. Ho testimonianze di addetti al settore turistico e comuni Cittadini che hanno molta paura per un’apertura indiscriminata e le norme emanate , ad oggi, non rassicurano di certo. Il distanziamento, nella necessità, sarebbero applicate? Potremmo trovarci dunque a correre un vero grande rischio. Il Certificato, per me, sarebbe da appoggiare sicuramente è, nel contempo, affinare procedure e tempi di esecuzione dei tamponi. Oltre le critiche, idee? Le critiche, ottime ma le soluzioni? Troppo facile così. Se le cose dovessero andar male ha già pronta la critica successiva? E se pensa che sia « filo Solinas » mi piace dirle che sbaglia.

  2. Riccardo Di Martino says:

    pur essendo d’accordo sul fatto che Solinas sia praticamente un dilettante allo sbaraglio ( per non offenderlo troppo) e che non ne faccia una giusta, mi vengono due dubbi.
    “Sulla base di quale norma si dovrebbe limitrare il suo diritto alla circolazione? “: detta così qualsiasi cosa venga proposta da chiunque sembra non possa valere nulla.
    “Perché solo per raggiungere la Sardegna i turisti devono esibire un ipotetico certificato di immunità, “: non c’è bisogno di Ingrandire le ca.. fesserie che dice il governatore, già il passaporto sanitario è mito figuriamoci un certificato di immunità che andrebbe anche oltre.

    ok adesso sarò sarò tacciato di essere un sostenitore di Solinas e pure leghista, purtroppo è un rischio che mi prendo l’importante e sapere di no esserlo anche se sembra impossibile non schierarsi a prescindere in questo periodo

  3. ANGELO says:

    Oggi ho ascoltato il video comunicato stampa del Presidente Solinas del 20/05 per cercare di farmi un idea di cosa intende fare Regione Sardegna per l’ingresso dei turisti nell’isola questa estate.
    Io sono un abituale frequentatore estivo della Sardegna e non vorrei perdere questa ottima consuetudine quest’anno. Purtroppo le notizie ascoltate mi hanno lasciato molto perplesso e sconfortato.
    Il discorso del Presidente era incentrato sulla bontà del cosidetto passaporto sanitario, che a suo dire null’altro sarebbe che un certificato, NEGATIVO, di test COVID sierologico/salivare da effettuare a cura del turista qualche giorno prima dell’imbarco e sulla mistificazione che gli organi di stampa stanno facendo del suo operato.
    Così facendo la Sardegna garantirebbe ai suoi cittadini e ai turisti un estate sicura dal contagio e vacanze prive delle restrizioni derivanti dal distanziamento sociale , si potrebbero affievolire le misure , dice il Presidente.
    Ora posto che le intenzioni sono buone e condivisibili , sicurezza sanitaria e tranquillità dei turisti e dei residenti, bisognerebbe fare il conto la realtà ovvero con un mondo non perfetto. Mi spiego meglio :
    Dunque se io debbo prenotare un viaggio e un soggiorno , potrei farlo solo dopo aver eseguito questo test , ovvero, immaginando tempi rapidissimi di esecuzione del test e relativi esiti, 3 o 4 giorni prima della partenza . E’ verosimile ? lascio al Presidente la risposta
    Questi test , diffusi sul territorio nazionale e accessibili a tutti, dove sono e in cosa consistono ? non mi pare ci siano risposte …………….
    Infine , in cauda venenum, se 1 o 2 milioni di turisti arrivassero sull’isola tutti con il loro bel test negativo e di questi l’1 per mille avesse un test fallace (che 1 test su mille fallisca è inverosimile ?) la Sardegna si troverebbe in casa 1000 o 2000 portatori sani di COVID, a loro insaputa che farebbero tranquillamente le vacanze con il distanziamento sociale …..affievolito accalcandosi in bar ristoranti spiagge ecc.
    Che succederà alla situazione sanitaria Sardegna a fine stagione ?
    Good luck and good night
    Angelo
    Torino

  4. Cariolato Ottorino says:

    Ho prenotato in gennaio 10 giorni in Sardegna per il mese di luglio per tre persone pagando il traghetto (andata e ritorno) e l’acconto per il residence. Ora viste le richieste del governatore Solinas che sarei disponibile ad esaudire, anche a pagamento, ma che lo stesso Solinas non dice come (qualcuno mi dice dove si fa in Italia un tampone con relativo esito entro sette giorni dalla partenza?) sono costretto a disdire. Andrò in Puglia dove nessuno rompe i ……e ciò per quest’anno ma, vista l’esperienza, anche per gli anni a venire, pur con qualche dispiacere per la bellezza dell’isola e la disponibilità dei sardi. Non sapere ad un mese dalla partenza se mi sarà consentito andare nell’isola a causa dei solitici interventi dei politici in cerca di visibilità e dopo aver sostenuto varie spese mi fa incavolare per cui preferisco recuperare qualche spesa (caparra) e cambiare destinazione, anche per il futuro.

  5. Corrado says:

    Per dirla con Obama: “Quest’uomo non fa neanche finta di governare”.
    Questa giunta di ridolini fa sembrare il Movimento 5 Stelle la Democrazia Cristiana di De Gasperi. E non dico altro.

  6. roberto says:

    Supponiamo che ci sia una famiglia di 4 persone che decide di venire in Sardegna. Sapete che i biglietti del traghetto o dell’aereo vanno comprati con un certo anticipo e con un grande costo per la stagione estiva. Ma via facciamo questo sacrificio, facciamoci ancora una volta rapinare. Spesi 1000 euro.
    Prenotiamo in un bel villaggio, conveniente anche: in quattro 300 al giorno per 15 giorni: fanno altri 4500. Pagamento anticipato…ovvio.
    Mi viene richiesto un tampone anticipato di una settimana al massimo….ok lo facciamo in 4: negativo (per fortuna se no mi sarei già fottuto i 1000 euro dei biglietti) ma ne spendo altri 300 per il tampone (se va bene e se trovo chi me lo fa). E fanno 5800.
    All’arrivo in Sardegna a seconda delle versioni mi fanno un test salivare ( a mie spese ovvio…e fanno altri 200 neuro) e fanno 6000 e devo ancora iniziare la vacanza.. Ma colpo di scena: mio figlio piccolo (4 anni) viene trovato positivo: Mica lo possiamo rimandare indietro da solo…per cui si torna a casa tutti. Cerca un volo per un rientro immediato per 4: all’ultimo momento per 4 fanno altri 1600, ma finalmente torniamo a casa.
    Risultato: soldi spesi 7600 euro…vacanze ZERO.
    Bye bye Sardegna

  7. Valentina says:

    ….e sopratutto Presidente lei si rende conto del danno che sta portando alla sua regione?

    se non fa chiarezza nel breve disdirro’ il mio viaggio programmato per tutto il mese di agosto andando a villeggiare in altra regione italiana.
    io per prima voglio essere tranquila per la mia salute, quella della mia famiglia e quella dei sardi che sempre ci accolgono con calore ma non posso certo rischiare di arrivare ai primi di agosto senza sapere se e come sbarcare sull’isola.
    faccia un sforzo e sia piu chiaro e più responsabile. la comunicazione è importante! grazie

  8. Vittorio says:

    Eppure basterebbe app di tracciamento (o in alternativa registro dei domicili) e OBBLIGO di mascherina identificativa TURISTA (fornite gratis allo sbarco con istruzioni scritte mandatorie) nei luoghi affollati e al chiuso. Per i turisti zone riservate in bar e ristoranti. Dopo 1 settimana termoscan di verifica, dopo quello allo sbarco. Tamponi ai rialzi febbrili. In spiaggia liberi tutti, se distanti.

  9. andrea says:

    E’ da due mesi che leggo gli interventi di questo gufo. Ma possibile che non ci sia una sola cosa buona che si faccia in Sardegna? Sembra solo un pretesto per attaccare l’amministrazione regionale sempre e comunque, come si fa ad essere così accecati dal fanatismo politico?

  10. Alessandro says:

    e io che dovrei semplicemente tornare a casa mia a Cagliari da Milano? Chi me lo ripaga il test seriologico? O siccome non sono classificato come “turista” non credono che ne abbia bisogno?

  11. Francu says:

    Oh Vito laghi a Villasimius si sono tamponati. E sono tutti lindi e pinti per farsi invadere dal milanese a cui estorcere qualche mancia (e pure un po’ di virus)

    • Anti asini says:

      Commento idiota. Io in Sardegna ci vengo dal 1972, magari tu non eri neanche nato. I sardi sani ed onesti sono in pochi oramai. Non fare il furbo che senza i milanesi saresti ancora in braghe di tela ! Asino !

      • equivalente replica a commento idiota

        • Alessia says:

          Ma lei conosce tutti i sardi per fare simili affermazioni. Guardi , mi abbasso al suo livello e le dico che senza di voi non ci saremo trovati in questa situazione. Chiaramente mi voglio rialzare da un piano così basso e mediocre su cui ha costruito la sua teoria.le consiglio di imparare le parole datore di lavoro e studiare la storia dalla seconda guerra mondiale al boom economico. Forse le sarà piu’ chiaro capire il perché si debba portare lavoro da voi!

      • Stefano says:

        Senza i milanesi, che hanno razziato, distrutto e inquinato la sardegna per profitti personali (vedi un paradiso come il Golfo degli Angeli distrutto dalla Saras, o il cemento sparso a destra e a manca), quell’isola sarebbe una zona meravigliosa.

        Lei in sardegna è venuto anche troppo, per quest’anno stia a casa sua. E poi ripeta per gli anni a venire. E tramandi anche ai suoi discendenti l’abitudine.

        Non sia mai che si disonorino frequentando una terra con pochi sani e onesti.

        A proposito dei sani, da quando hanno chiuso gli aereoporti, l’ingresso del virus in sardegna si è arrestato.

        Scommettiamo che dal 3 giugno il contagio risalirà? Del resto, se il 50% dei contagi in italia si verifica in lombardia, sappiamo per certo dove sono gli untori.

      • Silvana Tosciri says:

        La frase che ” senza i milanesi saremo in braghe di tela ” la dice lunga sul suo pensiero. Spero che quest’anno restiate tutti a casa vostra,cosi i “sardi veri”,non quelli che sono venuti qui per sfruttare la nostra terra,non certo per darle lustro,dimostreranno che in braghe di tela non ci rimangono.

      • Francu says:

        Oink

    • Gallurese d'adozione says:

      Non ti preoccupare. Anche per chi come me in Sardegna ci viene da 48 anni e ama la tua terra é ora di cambaire aria. A malincuore vendero’ la casa e ti lascero’ tranquillo, tu e i tuoi amici puri. Tempo due o tre anni ritornerete indietro di 50 anni.

      • Rokko Smitherson says:

        Gentile Gallurese d’adozione, se davvero vieni in Sardegna da 48 e ami questa terra, non sarà certo un commento in un blog a farti cambiare idea.
        A meno che, in questi 48 anni, tu non abbia capito nulla della Sardegna, della sua ospitalità, della sua gente, e ti sia dedicato giusto al sole e al mare: allora per te Sardegna, Croazia, Grecia o Egitto pari sono. Se è così, buon viaggio!

        p.s.: L’anatema finale te lo potevi risparmiare. Mi pare che questa pandemia ci abbia insegnato – e lo dovrebbe avere insegnato soprattutto a chi è stato più colpito – che senza solidarietà non si va da nessuna parte. Forse è il caso di inziare a pensare che siamo tutti sulla stessa barca, e magari smetterla col “noi” e col “voi”.

  12. Radio Pirri says:

    Non ne farei un dramma.
    Il “Capitano Vacanziere” sta provvedendo a inviare con estrema sollecitudine l’insegnante di sostegno.
    ___Benvenuto Governatore ZOFFILI___

  13. Ombretta carminati says:

    solo una grande confusione …passaporto si..passaporto no il virus non si abbatterà certo con tutte queste cautele e con tutti questi dubbi, riaprite gli aeroporti ,controllate la temperatura all’arrivo ed eventualmente fategli scaricare un’app. di tracciamento….
    Ombretta.

  14. Giuseppe Frulio says:

    Io invece dai primi di marzo come Residente ed in lunga quarantena in Toscana senza alcun sintomo febbre etc, sto cercando invano di rientrare in Sardegna, dove ho parte del mio studio professionale di architetto iscritto all’ordine di Sassari . Impossibile! Ho fatto tre biglietti a vuoto . Ho saputo in una rara telefonata con una signorina,dopo oltre un’ora di attesa, Che solo alcuni casi come gli autotrasportatori hanno deroghe . Le idee i progetti i saperi in Sardegna non arrivano, non hanno casa : rischio di portare davvero a Firenze la residenza visto che qui chi arriva non va 14 giorni in una nuova quarantena dopo 70 giorni di totale clausura nazionale! Ma che Regione siamo diventati? Io sapevo che su molente era protetto quello bianco all’Asinara e i cavallini alla Giara di Gesturi! Ma via Roma non era la sede della Rinascente e del famoso bar Torino ?

  15. ANGELO says:

    Grazie per il chiaro ed esaustivo articolo.
    Sono un frequentatore fedele della Sardegna e quest’anno non mi ci raccapezzavo proprio, cercando di seguire giorno per giorno le trasformazioni del fantomatico passaporto sanitario.
    Trasformazioni qui ben ricostruite.
    Aggiungo una considerazione : non è che con il paravento del cd passaporto si allenterebbero le doverose misure di distanziamento ?
    Questo sarebbe il vero rischio per la Sardegna , in quanto posto che la sparizione del virus non è prevista ne prevedibile a breve, l’unica misura di protezione è il distanziamento siciale che, ahinoi, costa in termini di riempimento delle strutture siano esse alberghi , ristoranti, stabilimenti balneari.
    Angelo
    Torino

    • Caro Angelo, tocchi perfettamente una delle questioni evocate da Solinas ad Agorà, che ad un certo punto dice chiaramente che se entrano i turisti con i tamponi allora si possono allentare altre misure… Disastro.

  16. Pietro Porcella says:

    Vitus ho scritto questa opinione. Se non come post spero che almeno come commento lo possa pubblicare … seu arribbendi… come congiunto non come turista. Neh, salvarì… Mc
    Caro Presidente Solinas
    Caro Assessore Gianni Chessa,
    Vi consiglio uno slogan turistico per noi Americani.
    Leggete l’articolo po braxieri.

    PLAY SAFE: COME TO SARDINIA !
    L’Opinione di Pietro Porcella*

    Siamo a meta’ Maggio, si e’ aperta la fase 2. La Sardegna bella, si e’ comportata bene e il rischio contagio e’ quasi 0. Pensiamo non solo a ripartire bene, senza rinculo, ma a come gestire l’industria-Turismo nei mesi a venire. Non tanto in Agosto e Settembre, che gia’ riprenderemo a memoria, pensiamo sopratutto ad Ottobre, Novembre, Dicembre,Natale e Capodanno, quando le limitazioni saranno allentate (Deu bollada), e sara’ piu’ facile arrivare, spostarsi e godere di settimane sarde piene, all inclusive.
    Ecco si apre una grossa opportunita’ in mesi nei quali non abbiamo mai realizzato un granche’.
    Permettetemi, da giornalista-promoter di consigliare uno slogan al Presidente Solinas, al caro Assessore al Turismo Gianni Chessa e alla brillante Assessora al Lavoro Alessandra Zedda. Uno slogan da sparare nel New York Times e nei tabloid americani o in quelli cinesi, giapponesi e scandinavi. Non da sprecare nei cartelloni all’aeroporto di Cagliari o magazine italiani dove chi guarda gia’ c’e’ o sa chi siamo.
    Io lancerei una campagna internazionale…. PLAY SAFE: COME TO SARDINIA !
    Ovvero, ‘gioca sul sicuro’ o ‘vai sul sicuro’ ,vieni in Sardegna !
    Non c’e’ bisogno delle parole mare, gente, cibo, macchia mediterranea, panorami unici. Quello lo vedranno e lo capiranno dalle fotografie sotto il titolo.
    Lo slogan, lo ‘strillo’ sparato in grande, in caratteri cubitali e’ quello che colpira’ la gente e sta’ in quelle due parole ‘stay safe’.
    Poi sotto ci possono andare le documentazioni fotografiche che volete e l’indirizzo telematico informativo da cliccare per prenotare e rendere fattibile il sogno.
    Perche’ dico questo ? Non lo dico per atteggiarmi da esperto pubblicitario (bastano e avanzano in questa fase gli esperti virologi e finanziari che spuntano da tutte le parti), lo consiglio perche’ da sardo-americano che da vent’anni vive in America, conosco bene il sensibile animo della borghesia medio-alta americana. Che ha paura di tutto, che vuole sicurezze e che questa estate non verra’ in Italia anche se vorrebbe e non ha ancora deciso dove andare e in queste ore sta riprogrammando. Non molto differente credo da quello stato d’animo dei giapponesi, cinesi, scandinavi inglesi o tedeschi che vorrebbero si venire in Italia, ma Milano, Venezia, Firenze, Roma e le grandi citta’ anche no, grazie. Parlo di quel tipo di turisti benestanti, che in queste ore sta’ riprenotando la loro vacanza, che e’ disposto a spender bene nelle due sole settimane di vacanza o dieci giorni in Italia. Quelli che in sette giorni volevano andare a Venezia, a Firenze, nel Chianti, fare un salto di tre giorni a Roma e se possibile anche una giornata a Pompei o Positano. E gloriarsi al ritorno con amici e parenti sulla bellezza dell’Italia e del suo cibo. Adesso che questo non lo possono fare, diciamoglielo: PLAY SAFE:COME TO SARDINIA.

    Fattela tutta da noi quella settimana o dieci giorni. Senza stop-over in the mainland. Giusto qualche ora all’aeroporto di connessione. Che sia Madrid o Parigi o Roma.
    Da Ottobre a Gennaio giocate sul sicuro quando arrivate nell’albergo o nel villaggio o nel b&b che vi ospitera’ la notte in Sardegna. Anche se e’ tardi, uscite fuori a vedere la luna e le stelle. Anche in Ottobre e Novembre spesso basta solo un maglioncino. Fidatevi del personaggio locale che vi accoglie e che vi portera’ in passeggiata a piedi o in bicicletta a vedere i monumenti e gli scenari piu’ famosi. Rilassatevi tanto tra poco c’e’ il pranzo o la cena e vedrete che buoni i nostri cibi e i nostri vini. Sopratutto che genuini. Non per niente siamo la terra dei centenari.
    E se la spiaggia vicina e lo consente, magari prendete il sole per un’oretta, fatte un bagno o uscite in Stand Up Paddling che non e’ difficile. Vi assicuro, il corpo sta’ meglio e si rafforza. Altro che palestra.
    Fattevi tranquillamente la passeggiata nel sentiero di un parco della Sardegna, anche quelli non ufficiali, tanto la Sardegna e’ tutta un parco.
    Prendetelo come un consiglio da un sardo-americano che si e’ sempre nutrito di sport e ambiente ma anche di cultura. Gli americani ancora non ci conoscono ma son prontissimi a scoprirci se li invitiamo con le parole che vogliono sentire.
    La promozione turistica e i soldi che ogni anno la nostra Regione spende o dovrebbe spendere per pubblicita’ e promozione all’estero per attirare nuovi turisti usiamoli a modino.
    Questo momento di stallo da coronavirus, della psicosi che ha creato sugli americani il fatto che l’Italia, il loro paese-mito, e’ stato uno dei primi e piu’ severi focolai di coronavirus divertiamolo su una Sardegna terra sicura.. Facendogli capire in quel ‘play safe’ che questa e’ la ‘blu zone’ la terra dei centenari, che lo diventano perche’ respirano l’aria buona e bevono e mangiano tutto l’anno cibi sani in un paradiso ambientale unico al mondo.
    Capito caro Gianni Chessa ?
    Lo slogan deve essere quello breve, incisivo che va dritto al sentimento. Quello che fa deflagrare i loro miti e le loro paranoie . Loro che possono e vogliono spendere, possono venire direttamente da noi. Senza ‘overnight’ in altre citta’ e PLAY SAFE and HAPPY per il tempo che vorranno stare. E noi li cureremo con la nostra accoglienza dove dobbiamo dimostrare una nuova maturita’.
    Io inoltre, se mi consentono di portarLa in mare in Luglio o Settembre, spero di avere il tempo per trascinare il nostro caro Assessore su di una tavola da surf al Poetto. Un longboard bello largo e galleggiante. Vorrei uscire con lei in acqua caro Assessore “Lo surf”. Lo so’ che lei e’ uno sportivo.
    E se anche non dovessi riuscire a farle provare la libidine di prendere un’onda, son convinto che riusciro’ a farlo pagaiare in SUP (stand up paddling) fino ai faraglioni sotto la Sella del Diavolo. E da quella posizione privilegiata, in piedi sulla tavola, con la pagaia in mano, fargli vedere quelle trasparenze sotto e alzando gli occhi quella magnificenza intorno. Capira’ , anzi lo ha gia’capito, che il cosidetto ‘allungamento della stagione’ lo possiamo davvero fare dall’inverno 2020, partendo dalle cose semplici che

    gia’ abbiamo. Allungando la mano e cogliendo gli elementi della nostra terra e del nostro mare.
    PLAY SAFE COME TO SARDINIA.
    E facciamoglielo dire ai loro amici quando tornano, che questa volta in Italia hanno scoperto un’isola speciale piu’ bella di Capri, di Panarea della Sicilia.
    Si chiama SARDINIA, very safe, very nice, the endless island !

  17. Andrea Mereu says:

    Storia vera di un tampone nella regione “covid free”: dopo due settimane con una febbricola continua a 37,5, il medico di famiglia decide di richiedere il tampone per mia moglie. Due giorni dopo arrivano a casa un’infermiera e una dottoressa, adeguatamente protette, che le fanno il test. “Quando saprò il risultato?” Chiede mia moglie, “domani o al più tardi dopodomani”. Alla fine l’esito (negativo, grazie a Dio) si è saputo una settimana dopo, non perché glie l’hanno fatto sapere, ma perché dopo aver provato inutilmente a telefonare a non so quanti numeri della regione, dell’ATS, del Santissima Trinità, alla fine ha trovato una santa che le ha risposto e le ha dato il n. di telefono “segreto” del laboratorio di analisi dei tamponi, il quale le ha comunicato l’esito via mail. Questo ritardo, oltre a costringerla a chiudersi in casa una settimana per cautela, le ha fatto saltare la visita periodica per l’asma all’ospedale Binaghi, visita effettuabile a condizione che il tampone fosse negativo.

    • Corrado says:

      Ho dovuto effettuare anche io il tampone, per fortuna negativo, ma sono stati di parola: due giorni e una grande disponibilità. Sarà che ogni storia fa caso a sé e talvolta è questione di fortuna

  18. Giuseppina Nonne says:

    Stavo per dirti lo stesso! Per il resto … grazie per le risate!

  19. Antonello Gregorini says:

    Ciao Vito. Ci sono tre refusi che se rileggi ritroverai facilmente.

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