Politica / Sardegna

Anche il Conte Bis conferma la tradizione coloniale: ecco l’ennesimo sardo sottosegretario… alle servitù militari!

Il tradizionale assalto dei vacanzieri alle coste di Teulada

“Caro Conte, la Sardegna ha bisogno di tutto ma non di un sottosegretario alla Difesa!”.

Così ero pronto a titolare il post che avrei voluto pubblicare ieri, prima di essere risucchiato dal vortice della quotidianità.

Perché lo sapevo, e c’era da scommetterci, che se un sardo fosse stato nominato sottosegretario, sarebbe finito alla Difesa.

Perché negli ultimi vent’anni è sempre stato così, con straordinaria regolarità: con Salvatore Cicu (dal 2001 al 2006), con Emidio Casula (dal 2006 al 2008), con Giuseppe Cossiga (dal 2008 al 2011), per non dimenticare il ministro Arturo Parisi (dal 2006 al 2008).

Con la presenza di questi nostri compatrioti nella stanza dei bottoni, le servitù sono state ridotte? Gli indennizzi sono aumentati? La risposta la conoscete già.

Ma allora perché i sardi se vanno al governo, finiscono quasi sempre alla Difesa? Perché?

Perché lo Stato italiano ha bisogno di tenere sotto controllo il fronte interno della lotta alle servitù militari. 

Per cui, come dice un amico mio, il sottosegretario sardo di turno assolve la funzione di “delegato coloniale” del governo su una questione che all’Italia (e agli Usa, che su certi temi ci comandano a bacchetta) sta molto a cuore.

Non è una esagerazione: lo dicono i fatti.

Conosco e stimo Giulio Calvisi, è una persona perbene oltre che essere stato un buon parlamentare e un capace segretario regionale dei Ds, e so che queste mie parole rischiano di essere ingenerose nei suoi confronti. Però toccherà a lui ora dimostrare di essere al servizio della Sardegna e non degli apparati militari.

Allo stesso modo, i 5 Stelle sardi (a tutti i livelli) devono dire chiaramente se vogliono combattere la battaglia per la riduzione delle servitù militari in Sardegna, perché in questo ultimo anno e mezzo si è visto veramente poco.

Sottosegretario allo sviluppo economico sarà invece la manager nuorese Alessandra Todde, già candidata del M5S alle recenti elezioni europee. Anche qui, il ragionamento è simile: la Todde (che è persona preparata e capace) farà la guardia al bidone vuoto di Portovesme o affronterà con coraggio la necessità di chiudere col passato e aprire una nuova stagione nell’industria sarda?

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