Politica / Sardegna

In Sardegna aumenta la povertà (ma Luciano Uras prenderà tre pensioni). Buona Pasqua a tutti

Oliviero Diliberto: “La mia generazione ha fallito. Il suo unico dovere morale è scomparire” (da una intervista al Corriere della Sera)

 

Mi piace sempre leggere i giornali. Si imparano un sacco di cose. Continuo ancora a comprarli e a ritagliare gli articoli più interessanti. Poi ogni tanto li tiro fuori dalle loro cartelline (li divido per argomenti) e capisco cose che inizialmente mi erano sfuggite.

Ad esempio.

“Crescono i poveri in Sardegna” titolava l’Unione Sarda lo scorso 25 marzo. Per l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo i dati del 2016 nella nostra isola “il rischio povertà o esclusione sociale sul totale della popolazione ha raggiunto il 38 per cento, contro una media nazionale del 30. In buona sostanza, le persone in difficoltà e provazione sono aumentate del 6,5 per cento in dieci anni”. “In questi ultimi anni la crisi ha colpito indistintamente tutti, anche se le famiglie del popolo delle partite Iva (fantastico, si parla di me! ndr) ha registrato i risultati più preoccupanti”.

Una situazione del genere interroga soprattutto la sinistra, uscita distrutta dalle elezioni dello scorso 4 marzo. “Una nuova classe dirigente per evitare di scomparire” dichiara non a caso il 15 marzo all’Unione Sarda il consigliere regionale di Campo Progressista Francesco Agus. “O si fa subito un ricambio reale di classe dirigente o diventeremo un corpuscolo politico in un bipolarismo alla sudamericana”. E ancora: “La vecchia classe dirigente ha perso tutti i suoi alibi, c’è bisogno di nuovi interpreti. C’è spazio per i giovani studenti, per gli universitari, per chi ha voglia e idee”. Parole sagge.

Ricambio di classe dirigente sì, ma senza mettere da parte le competenze e l’esperienza. I lettori del quotidiano cagliaritano apprendono così giovedì 29 marzo che l’ex senatore di Campo Progressista Luciano Uras, ad appena 25 giorni dalla umiliante batosta rimediata alle politiche, dove da parlamentare uscente e candidato anche dal Pd è arrivato terzo nel collegio uninominale di Cagliari della Camera (una batosta, un chiaro invito a farsi da parte a tempo indeterminato), non solo tornerà giustamente al suo lavoro di funzionario regionale (“2400 euro al mese”, precisa lui) ma addirittura lavorerà in presidenza, fianco a fianco con Francesco Pigliaru, che con questa scelta conferma il suo straordinario fiuto politico. Perché non premiare chi candidandosi (e a dispetto di un rinvio a giudizio per la vicenda dei fondi ai gruppi), ha generosamente accettato di essere travolto dagli elettori per colpe evidentemente non sue?

In ogni caso, il futuro sorride all’ex senatore, ora presidente di Campo Progressista Sardegna. Allo stipendio da regionale (le malelingue dicono che a suo tempo fu assunto senza concorso, ma sono sicuro che si tratti solo di invidia), da questo mese di aprile inizierà a percepire il vitalizio da consigliere regionale, mentre per incassare quello da ex parlamentare dovrà aspettare l’ottobre del prossimo anno (lo dice sempre lui all’Unione Sarda). Fra qualche anno dunque il neo presidente di Campo Progressista Sardegna (ex Rifondazione, ex Sel), con una semplice maturità scientifica potrà dunque godere di fatto di tre pensioni. Però mi resta un dubbio, perché non trovo più quell’articolo di qualche giorno fa in cui l’ex senatore Cinquestelle Roberto Cotti dichiarava che non sapeva in che modo avrebbe dovuto restituire i 40 mila euro (o 70 mila?) che il Senato gli verserà quale indennità di reinserimento (chissà se Uras avrà lo stesso dilemma).

Ambiente, legge urbanistica, Sulcis, metanizzazione: quanta roba ho ritagliato in questo mese. Poi un altro articolo attira la mia attenzione. È una intervista all’ex senatore Ignazio Angioni, uscita proprio ieri sull’Unione Sarda. Una affermazione in particolare mi colpisce:

“Io noto che c’è odio verso di noi da parte di varie fasce sociali, specie le più deboli”.

Chissà perché.

Buona Pasqua a tutti.

 

20 Commenti

  1. P Angioni says:

    Bellissima accoppiata quella con Pigliaru. Ecco, adesso che il gruppetto Zedda – Ghirra – Uras é in attesa di decidere se proporsi alle prossime Regionali come “il rinnovamento nella politica”, mi chiedo; ci berremo anche la prossima gazzosa colorata apposta per sembrare vino nuovo fresco?

  2. Gianni says:

    Da uno che non ha votato la coalizione a Guida PD, dico che il calcio dell’asino non denota grande coraggio, inoltre, noto che i commenti sono un tantino ermetici. Coraggio, adesso è gratis.

    • i calci sono gratis, ma le pensioni no!!
      a sa faci nostra

      • Gianni says:

        A quanto ne so, sono quote sulla base dei contributi, e non pensioni. Se così non fosse, apprezzerei qualche precisazione in merito

        • Tutto quello che vuoi.
          I contributi della gente normale sono stati toccati con l’aumento dell’età pensionabile. Le leggi sono fatte dagli stessi che poi dicono che loro rispettano la legge prendendo 3 pensioni.
          Il capolavoro della presa per il chiurlo

  3. Sandrone says:

    E chissà che ne pensano di questa vergogna (“argomenti da grillini… facili populismi…”, già mi immagino le loro risposte) il nostro sindaco, la sua assessora che tutti (loro) danno come futura sindaca e tutta la loro cricca che hanno sostenuto apertamente Luciano Uras alle recenti elezioni politiche. Non che rispetto ad altri dinosauri del centrosinistra italiano in Sardegna questi siano meglio o peggio. Ma, per l’appunto, la stessa vecchia roba. Che poi vai a vedere e, come scriveva Vito un articolo fa, stesse famiglie e stesse dinastie che si ripetono.

  4. Diliberto insegna Diritto Romano in Cina, è tornato a fare il suo lavoro

  5. Un mio amico diceva spesso questa frase ” hanno perso anche la vergogna” che in questo caso la frase mi sembra appropriata ; peccato abbiamo sprecato tanto tempo ma possiamo ripartire anche dalle macerie, il tempo non è infinito per questo facciamocene una ragione e ripartiamo nuovamente.

  6. Der Kommissar says:

    Caro Vito, ti sei un po’ “ingrillito” dai tempi in cui ammonivi, non senza ragioni, contro quella che tu ritenevi la “demagogia d’autore” di Marcello Fois, che per sua stessa ammissione aveva fatto il verso a Cromwell (esagerando un tantino), ma ne hai ben donde, dato che la situazione che descrivi farebbe incavolare anche Nostro Signore oggi che è Pasqua.
    La capacità di guardarti intorno e non rifugiarti in torri di avorio ideologiche, che dovrebbe essere propria di tutti gli intellettuali non cortigiani, ti consente comunque di continuare ad essere una risorsa su cui la nostra bella Isola potrà contare, sul piano dell’informazione e della cultura, e magari non soltanto.
    Per quanto riguarda Uras, la situazione è davvero incommentabile, poi non ci si meravigli della paccata di voti al M5S …

  7. Mario Pudhu says:

    In Sardigna (si no de propósitu po tostorrímini o illusioni/ignoràntzia/ingannu coltivaus e dipendhéntzia coment’e teoria e pratica) seus in su logu aundi de su fallimentu chi dha mandat in fallimentu si ndi acataus candu su muenti est mortu de s’arrisu: prexaus meda po s’arrisu (is chi funt arriendi fendi fai s’arrisu a is angionedhus de Pasca).
    E dhui nd’at puru chi iant a pretendi fintzas s’istima de… is brebeis e de… is angionis incarreraus a fai su matessi arrisu.
    Iaus a parti genti nosatrus puru…

  8. Anghelu Marras says:

    C’e’ sempre stata molta ambiguita’ in Diliberto, in tutta la sua storia politica. Che cosa c’e’ di straordinario nella sua scelta (tutt’altro che modesta)??? Bho
    Uras e’ piu’ patetico che politico e per Pigliaru che lo asseconda … non ci sono parole! Va ricostruita la sinistra …questa gente non e’ SINISTRA e forse non lo e’ mai stata.

  9. Troppo tardi ci si è accorti che anche Uras era unto da grazia oligarchica. L’orticello è molto fertile e produrra’ per tanto tempo in abbondanza. E voi, invidiosi, andate a lavorare, se avete un lavoro.

  10. Ornella Piredda says:

    Luciano Uras si dovrebbe solo vergognare ma so che non ne e’ capace.

    • Francesco Buffs says:

      Ciao a tutti. Ha ragione ornella piredda. E dire che io da sempre(ora ho 67 anni)ho votato sempre a sinistra ma alla sinistra dell’allora pci, a sinistra del pd e cioè rifondazione e poi sel. Convinto che fossero dei puri contro i privilegi della politica. Oggi, meglio tardi che mai, ho deciso per i 5 stelle perché questa sinistra mi fa veramente schifo. È veramente vergognoso. Stipendio e pensioni cumulate! E dire che un tempo luciano uras, da consigliere regionale di rifondazione, era contrario alle rivendicazioni dei dipendenti comunali che chiedevano la parità di stipendio con i dipendenti regionali! Vergogna non basta
      Francesco Buffa

  11. Grazie Vito. Condivido dall’inizio alla fine. Dall’intervista di Angioni si ricava anche un certo odio verso qualunque cosa che sappia di “Sardegna”, tipico di una certa parte politica, che si dice di “sinistra”.
    Se hai inserito la foto di Oliviero Diliberto non ti è sfuggita certamente l’intervista di qualche giorno fa al Corriere. Beh, mi pare che Oliviero almeno abbia messo una pietra tombale rispetto ai suoi trascorsi politici, a differenza degli altri che abbiamo citato

  12. Ospitone says:

    Si ma: o Diliberto…….”Accorgersene quando il fallimento è in atto”.
    Tanti auguri Vito e grazie per il tuo impegno, la costanza e il coraggio delle idee (cosa rara di questi tempi).Un abbraccio

    • Giovannino Deriu says:

      Oliviero Diliberto se n’è accorto cinque anni fa.

      • Ospitone says:

        E non Sono pochi, per uno con alle spalle ,una lunga esperienza politica e parlamentare.
        I fallimenti non si costruiscono in 5 anni.

  13. Massimo Calabrese says:

    Sei una bella penna, un pensiero lucido, il dito puntato del bimbo che invita tutti a vedere come il re sia nudo.
    Mio nonno, Agostino Sanna, minatore e operaio, dicevano i suoi compagni che era solito dire loro: ricordate che, chi piega la testa, è anche destinato a camminare curvo!
    A te, Vito Biolchini. A te che hai deciso di camminare come fanno gli uomini liberi.
    M.C.

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