Cagliari / Elezioni comunali a Cagliari 2016 / Politica / Sardegna

Inesperta, povera di competenze ma totalmente lottizzata: è la giunta Zedda bis

Zeddabis

La giunta Zedda bis

Come mai un primo cittadino confermato al primo turno, per questo portato in trionfo in mezza Italia e quindi politicamente fortissimo, ha impiegato la bellezza di trenta giorni per presentare una giunta comunale così straordinariamente povera di competenze?

La giunta Zedda bis lascia senza parole: da quando esiste il sistema maggioritario, mai Cagliari ha avuto un esecutivo così modesto. Basterebbe associare ad ogni assessore il suo curriculum per rendersene conto: quasi nessuno si è mai realmente occupato seriamente dell’ambito che gli è stato affidato, né ha fatto studi specifici.

A fronte di tanta inesperienza e pochezza di competenze, la scelta è stata dunque operata sulla base delle sole appartenenze partitiche. Le parole giuste che definiscono in base a quali criteri ci si è mossi, anche se ormai desuete, sono quelle di “lottizzazione” e “spartizione”.

Ma se il problema fosse solo questo, Cagliari sarebbe nella stessa condizione di tutte le altre città italiane governate dal centrosinistra, ma non è così. Il problema ulteriore, il nostro specifico, è che questa spartizione ormai avviene pescando da una base molto ristretta.

A differenza di altre realtà, a Cagliari i bacini da cui i partiti del centro sinistra selezionano la loro classe politica sono essenzialmente tre: la pubblica amministrazione (con prevalenza di dipendenti della sanità, funzionari regionali, spesso in pensione, e docenti universitari), il sottobosco partitico (giovani senz’arte né parte che, per non avere né studiato né lavorato ma avendo sempre servito con fedeltà la causa del partito, ovvero del capobastone di turno, vengono da questo ricompensato) e rappresentanti di famiglie note e/o potenti, in grado di tramandare consenso e pacchetti di voti di generazione in generazione. Questi tre fattori possono anche mescolarsi tra di loro, generando ciò che è sotto gli occhi di tutti.

Da questa giunta (che si ostina a definirsi “di centrosinistra”) mancano così del tutto i rappresentanti delle categorie produttive, del mondo del volontariato, della cultura, dell’impegno civile, dell’associazionismo, e perfino del sindacato. Mondi tradizionalmente vicini al centrosinistra, ma che il centrosinistra però non vuole più rappresentare.

Non prendendo in considerazione questi mondi, Zedda comunque è stato coerente: visto che i settori più vivaci della città hanno da tempo abbandonato sua nave, il sindaco non aveva nessun obbligo a rappresentarli. Più importante invece dare spazio agli avanzi del centrodestra, gente che non molto tempo fa teorizzava lo spostamento dei fenicotteri da Molentargius per costruire alberghi.

Quindi questa giunta fotografa perfettamente la desertificazione di impegno politico che in appena cinque anni il centrosinistra è riuscito a provocare in città.

E, costa dirlo, per la loro capacità di aprire a settori cittadini realmente significativi a Cagliari le giunte di centrodestra sono state molto più innovative e meno conservatrici di quelle di centrosinistra.

Rieletto alla grande, libero da ogni vincolo, il sindaco ha così potuto finalmente fare una giunta che gli assomiglia veramente: povera di contenuti, autoreferenziale, incapace di rappresentare la realtà cittadina, attenta agli equilibri di potere, prona al fascino delle parentele.

Quest’ultimo è un tema che meriterebbe un approfondimento a parte, ma capisco che a Cagliari niente è più pericoloso di ricostruire le genealogie (non a caso, il giornale cittadino da giorni evita accuratamente di dire ai suoi lettori che uno dei nuovi assessori è figlio di uno dei più importanti esponenti del Pd regionale, derubricando a pettegolezzo quello che è a tutti gli effetti un importante elemento della notizia).

Appare dunque evidente che questa giunta, ben lungi dal poter dare risposte alle necessità della città, è stata solo costruita apposta per assecondare ambizioni politiche personali. C’è chi acquisirà crediti per provare a finire in Consiglio regionale, chi lavorerà per assicurarsi un altro giro di giostra, chi tenterà il grande salto a Roma: perché i servili atti di sottomissione al Lotti di turno verranno certamente ricompensati.

Sia chiaro: è bello vedere una volta tanto le dinamiche del potere dispiegarsi in maniera così trasparente, Cagliari è la Città del Sole non degli “arcana imperii”: e almeno di questa assoluta assenza di ritegno al sindaco Zedda va dato merito.

 

33 Commenti

  1. Bellissimo leggere questi commenti di persone, a cominciare dal giornalista-articolista, che proprio non riescono a digerire che Massimo Zedda sia stato rieletto addirittura al primo turno. Vero Vito? La tua invidia è ai massimi livelli. Dopo aver ostracizzato Zedda per cinque anni, dopo aver scritto che è stato pessimo e si levasse dai piedi, dopo aver sperato che i vari Paolo Matta&Company gli avrebbero rubato la scena, qual è stato il risultato finale? Una figuraccia totale da parte tua.
    Perché non riconosci di aver preso lucciole per lanterne?

    Adesso la storia, anzi la comica, ricomincia. Vito e Compagnia, avanti, scatenatevi per altri cinque anni con la storia che la Giunta è miserabile (esattamente come avete fatto per la precedente legislatura), siamo qui pronti a leggervi, con le vostre critiche sempre e comunque.

    Un sospetto l’avrei….voi tutti siete l’esempio fulgido della peggiore critica possibile.
    Avete inviso Zedda, siete stati sconfitti e umiliati dai numeri..ed ancora insistete.
    Ma nessuno di voi fa un piccolo mea culpa?
    Nessuno di voi possiede e conserva un briciolo di dignità?
    Signori, avete perso, i vostri pronostici e le vostre aspettative si sono liquefatte.
    Siete dei perdenti.
    Coerenza, Vito, coerenza….per molto meno si ammettono figuracce e sconfitte…ma la coerenza non esiste per voi commentatori azzeccagarbugli delle cause perse.

    A adesso rispondimi pure da par tuo…..

    Coerenza e dignità………where are you?

    • No, non abbiamo dignità. Siamo dei perdenti. Chiediamo scusa.
      Presto in piazza San Domenico pronuncerò l’abiura e, davanti all’intera giunta, darò fuoco a tutti i miei post contro Zedda. Chi volesse unirsi, approfitti dell’occasione che ci viene gentilmente offerta dai compagni di redimerci perché dopo ci verrà comminato l’esilio.
      Ps. Chiedo scusa.

      • Vito, risposta scontata, deludente e in definitiva inefficace.
        L’ironia, la vera ironia, è ben altra cosa.
        Quando una persona, senza alcuna interruzione, senza sosta, sempre battendo il solito tasto della “Giunta mediocre”, persiste nella critica preconcetta, manifesta un impaccio che si confonde, come detto, con l’invidia e la gelosia.
        Continua così, comunque, troverai sempre i quattro gatti che ti seguono.
        Quello che non ammetterai mai è la tua sconfitta intellettuale, nell’aver presa una cantonata solenne nei pronostici e nei risultati definitivi.
        Appunto: le vere persone ammettono i propri errori, anche quelli di valutazione: tu no, appunto perché sei testardo, permaloso e invidioso.
        E non credere ce l’abbia con te: ho cose più importanti cui pensare.
        Tu dell’invidia politica non ne hai fatto una semplice differenziazione di idee preconcette, ma una vera e propria religione.
        La “religione” dei perdenti.

        • Hai ragione, la vera ironia è un’altra cosa. Chiedo scusa anche per questo.

        • Virgilio Tragitti says:

          Senza entrare nelle polemiche personali il mio personale giudizio da appassionato di politica e da elettore (soltanto) della prima consiliatura Zedda è che il caso cagliaritano sia un esempio fulgido di quella crisi della democrazia su cui ormai esiste una bibliografia sterminata. Gli elettori (in calo rispetto al 2011) hanno creduto a un racconto quasi interamente controfattuale e hanno premiato un sindaco pessimo riconfermandolo. Il merito è degli spin doctor del PD, non del sindaco. Gli spin doctor hanno fatto un ottimo lavoro.

        • Fourthciucciu says:

          Ahahah, ancora di elezioni parlate? pittica sa surra.

        • Virgilio Tragitti says:

          Non è una partita di calcio, amico mio. C’è di mezzo il presente e il futuro della più importante città della Sardegna.

  2. antonio rosso says:

    Leggo l’articolo e rifletto. Questa città ha rieletto Zedda pare per aver fatto opere importanti. Prima fra tutte: il Poetto. Lungomare definito “bello” da quasi tutte le persone con cui ne ho parlato. Praticamente un pista d’atletica srotolata e poco più, secondo me. Se questa è bellezza… forse ci siamo disabituati alla bellezza. Forse ci siamo disabituati a tante cose, compreso valutare l’operato di un amministratore al di là di un singolo intervento di edilizia pubblica. Ed a proposito di edilizia pubblica, mi chiedo se qualcuno si sia accorto che la rampa d’uscita dell’asse mediano è assolutamente inutile. Milioni di euro buttati, tutto tace. In questa città, in questa isola siamo fuori dal mondo. Tutto tace davvero. Rientro da un viaggio in una delle grandi capitali europee. Mi guardo attorno e noto che nella nostra città anche interventi poco costosi, quando vengono fatti, riflettono un pensiero molto primitivo, culturalmente povero. Ognuno fa quel che può, Zedda fa Zedda. Non penso sia una persona di grande cultura, anzi. Probabilmente anche lui viaggia e ha la possibilità di entrare in contatto con la bellezza, l’organizzazione, la produttività di tanti luoghi. Ma ho il dubbio che non li veda, che non riesca a decifrarli perchè poco abituato a linguaggi non ipersemplificati. Spero di non essere offensivo nei suoi confronti, ma le scelte, le azioni, i progetti di un amministratore sono la sua immagine (politica). Lui è quel che è, la maggior parte dei cagliaritani l’ha scelto, questa è la realtà. Zedda è davvero “poco” come amministratore? Allora i cagliaritani sono davvero “poco” come cittadini. Probabilmente la giunta non può che essere “poco”.

  3. sandro says:

    ho letto l’intervista del “nuovo” assessore ai lavori pubblici, chessa. sono sbalordito per la profondità dell’analisi e per la lungimirante visione del compito che lo aspetta. siamo in ottime mani. sto facendo ironia, naturalmente. se le interviste facessero curriculum saremmo davvero sotto la soglia minima. per punizione, costringerei zedda e tutti coloro che lo hanno votato, a leggere e rileggere questa intervista per i prossimi cinque anni e poi chiedergli se sono davvero convinti di essere di sinistra, ma che dico?, di centrosinistra..

  4. Mariolino says:

    Una preghiera per il vestito lungo della ghirra

  5. Franco says:

    Credevo fosse amore e invece era un calesse

  6. Un interessante contributo al dibattito da parte di Alessandro Zorco:
    https://www.blogosocial.com/cagliari-la-capitale-del-familismo/

  7. Come sempre la sinistra o meglio certi personaggi prima creano i mostri e poi li distruggono. Stalin uccideva i suoi eroi di guerra, la sinistra italiana quella che si “differenzia”, forse per meglio riciclarsi, uccide i suoi leader.

  8. I cagliaritani, quelli intelligenti, aspettavano la rivoluzione con Cagliari Città Capitale.
    Ma poi sono diventati scemi, e non hanno più votato Cagliari Città Capitale.
    Ecco perchè una sola lista di Paolo Matta ha preso quanto i voti delle 4 liste rivoluzionarie di Cagliari Città Capitale.
    Per non parlare dei Comunisti: prendono più voti di tutti, di Paolo Matta e Cagliari Città Capitale!!!…sono inorridito, non c’è più religione

  9. Propongo un confronto tra le deleghe di Massimo Zedda e quelle di Chiara Appendino, sindaca di Torino. Anche semplicemente come denominazione dei contenuti delle stesse. Emerge una differenza di capacità di visione, evidentemente a favore di Torino. Sarà un caso?

    La Giunta comunale di Torino al completo

    Sindaca Chiara APPENDINO nata a Moncalieri il 12/06/1984: partecipate, cooperazione e relazioni internazionali e promozione della Città, decentramento, partecipazione, eventi, attività e manifestazioni culturali, Polizia Municipale e politiche per la sicurezza, Protezione Civile

    Sergio ROLANDO nato a Nole (To) 12/04/1948: bilancio e programmazione, Controllo di Gestione, Tributi comunali e trasferimento al Comune del catasto terreni e fabbricati, Edifici Municipali ed attività amministrativa relativa al patrimonio immobiliare, Facility management, Materie relative al personale, all’ordinamento e all’organizzazione Uffici.

    Guido MONTANARI – Vicesindaco – nato a Milano il 04/06/1957: Piano Regolatore Generale e Politiche Urbanistiche, Edilizia Privata, Banca Dati e nuova cartografia, Pianificazione strategica, coordinamento interassessorile politiche territoriale e dei progetti di trasformazione e riqualificazione urbana, Progetti di Rigenerazione Urbana e qualità della vita e relativi progetti comunitari, Arredo e decoro urbano, Autorizzazioni suolo pubblico, Lavori Pubblici e Ispettorato Tecnico.

    Roberto FINARDI nato a Moncalieri il 07/03/1965: Sport, attività ed impiantistica sportiva a carattere territoriale a valenza cittadina e relative concessioni, Promozione sportiva e grandi eventi sportivi, Tempo libero, Spettacoli viaggianti.

    Sonia SCHELLINO nata a Torino il 28/04/1966: Politiche sociali, educative e di cittadinanza, Funzioni attinenti all’assistenza sociale di competenza del Comune e conseguente programmazione e coordinamento di tutti i presidi socio-assistenziali comunali, Stranieri e Nomadi, Tutele, Edifici per il sociale, Presidenza della Commissione per l’emergenza abitativa, Politiche abitative di Edilizia Pubblica, Coordinamento delle relazioni con le Aziende Sanitarie e delle attività di indirizzo in capo al Comune verso tali aziende, Atti connessi ai trattamenti sanitari obbligatori.

    Stefania GIANNUZZI nata a Torino il 01/12/1977: Politiche per l’ambiente, politiche per l’energia, lo sviluppo tecnologico, la qualità dell’aria e l’igiene urbana, Verde pubblico, viali alberati, parchi e sponde fluviali, Impianti elettrici speciali e illuminazione pubblica, Fondi Europei, Tutela degli animali.

    Alberto SACCO nato a Torino il 09/12/1971: Autorizzazioni amministrative e ordinanze sanitarie di competenza del Comune, Formazione professionale, Politiche attive del lavoro, Promozione e Occupazione giovanile e femminile, Materie relative al commercio, all’industria, all’agricoltura, all’artigianato e ai mercati, Piano per il commercio, Sportello unico per le imprese, Eventi cittadini di promozione economica settoriale e Turismo, Approvvigionamento ed economato, Contratti ed Appalti, Avvocatura comunale, Affari legali, Materie relative al D.Lgs. 81/2008 e sua attuazione in ambito comunale e nei rapporti con gli Enti competenti e interessati.

    PAOLA PISANO nata a Torino il 04/02/1977: Materie relative ai servizi demografici e statistici (anagrafe, stato civile, elettorale e leva), Toponomastica, Materie relative ai sistemi informativi, Progetto Smart City, innovazione.

    Federica PATTI nata a Torino il 28/06/1974: Torino città educativa, Materie relative all’istruzione e all’edilizia scolastica, Asili nido, scuole materne, servizi e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza, Orientamento scolastico e centri territoriali permanenti, Istituti scolastici municipali.

    Marco GIUSTA nato ad Alessandria il 08/12/1981: Politiche Giovanili, Politiche delle Pari Opportunità, Piani dei tempi e orari della Città, Coordinamento Politiche per la multiculturalità e per l’integrazione dei nuovi cittadini, Politiche per la famiglia, Politiche a sostegno di Torino Città Universitaria.

    Maria LAPIETRA nata a Reggio Emilia il 11/05/1974: Piano dei trasporti e conseguenti rapporti, Piano del traffico e dei parcheggi, Politiche per l’area metropolitana, Provvedimenti amministrativi di viabilità, Grandi infrastrutture nel settore dei trasporti, Viabilità invernale, Area Metropolitana

  10. Ospitone says:

    E vai altri 5 anni buttati.
    Cagliari città indifferente!!

  11. Antonellina says:

    Questa è una Giunta puramente politica ovvero di spartizione e di equilibrio che servirà per dare visibilità ad alcuni, per accreditarsi con Renzi, standone ben distante, per finire qualche cosa che è stata pianificata e per scalare la Regione.
    Massimo, infatti, è al secondo mandato ed è rilassatissimo forte del vuoto che c’è nel PD, forte della straripante vittoria del primo turno e forte di una azione di Governo regionale indegna.
    Chi potrebbe contrastarlo? Chi potrebbe fargli opposizione? Forse Pigliaru, con cui Zedda riprenderà a giocare al gatto col topo per logorarlo piano piano. Forse Fadda (dentro la Giunta c’è il figlio)? Forse Cabras? Forse Angioni?
    Sparizione ed equilibrio: pochissimo al PD e tantissimo ai comprimari. Ovvero…”me ne frego di voi, delle vostre correnti e della vostra incapacità da Dirigenti Democratici”. Ieri alla presentazione le sberle volate sono state veramente pesanti. La parte del leone è quella del Psdaz: si è mangiato il “boccone del prete” e dopo gli spetterà anche un seggio alla Camera in lista PD (questi sono i patti tra Lotti e Solinas).
    Visibilità: la via per Roma è tracciata (da 2 anni) per la Medda, per la Ghirra e forse per Chessa (seggio blindato quota PD). Chi non è entrato in Giunta finirà presto in viale Trento (Argiolas al posto di Morandi) e forse Coni al posto di Deiana (che andrebbe all’Autorità Portuale o nel CDA di Alitalia). Per altri consiglieri c’è aperta la porta delle Regionali del 2019 (Portoghese, Rodin, Marcello in primis).
    Accreditamento con Renzi: Massimo sa bene che Renzi è appeso a un filo sottilissimo. Infatti non lo ha voluto durante le elezioni, non vuole entrare nel PD e allo stesso tempo, però, vorrebbe diventare lui il referente politico sardo. E’ l’idea del personaggio che piace a Renzi: giovane, smart, piacevole, deciso, autoritario, arrogantello e con una carriera giovane ma importante. E’ perfetto per fare il Governatore della Sardegna o per un posto da Ministro.
    Questi nomi dureranno finché dura il Governo Nazionale (al massimo 18 mesi circa).
    Il ripasto poi durerà un altro anno perchè poi ci saranno le regionali…se Pigliauru reggerà il nulla cosmico di questo suo inverosimile mandato.

  12. Gabriele Burricchis says:

    Sull’inconsistenza del Consiglio non si può essere al 100 per cento d’accordo. Qualche persona competente c’è. Anche se sembra che si voglia fare di tutto, grazie al Cencelli, alle paturnie di Zedda o a chissà che altro, per non utilizzare le loro competenze. Vedi Portoghese dirottato alla presidenza, che non mi sembra proprio il posto giusto per un uomo del fare.
    Si capisce che vedere la banda dei riciclati rientrata dalla finestra grazie ai “sardisti” e alla Base getti nello sconforto …
    Sul movimento 5 stelle stendiamo un velo pietoso, non è la soluzione di nulla, specie l’armata brancaleone cagliaritana.
    Speriamo che alla prossima occasione, che potrebbe non essere lontanissima (per candidature di Zedda altrove o a causa della legge Severino) ci siano le condizioni per formare un ampio movimento civico, democratico e sovranista che sia più solido e credibile sia della coalizione Massidda che di Cagliari Città Capitale, per motivi diversi poco convincenti.

  13. cagliaritano says:

    Ma come mai non è stata riconfermato l’assessora alla cultura Enrica Puggioni? Tutti dicevano che per Cagliari ha fatto “grandissime” cose!

  14. Virgilio Tragitti says:

    Son d’accordo con Gabriele Burricchis. Aggiungo un elemento: le recenti elezioni (in cui Zedda ha preso meno voti rispetto al secondo turno del 2011 ovvero 10’000 degli elettori che nel 2011 l’avevano votato sono rimasti a casa o hanno votato altri) sono state vinte, di margine, solo grazie allo straordinario impegno degli spin doctors del PD probabilmente guidati da Roma. È stata imbastita una eccellente campagna pubblicitaria in cui si sono raccontati miracoli e, come negli spot, senza alcuna verifica dei fatti, gli elettori-consumatori sono cascati nella trappola del Mulino Bianco. Buon appetito.

  15. Stefano says:

    Commento non proprio con piacere questo articolo che peraltro condivido e penso che probabilmente visto che le alternative per la formazione di questa nuova giunta ed i tempi erano già ad odore di muffa, infatti un mese è troppo per riempire le caselle, ma facciamo lavorare loro e confidiamo in tutti quei movimenti a vario titolo che liberi da qualsiasi inchino potranno aiutare la nostra città, vero è che tremo all’idea di pensare come si farà con l’indigenza che aumenta, gli sfratti, le occupazioni,le disoccupazioni, l’abbandono dei quartieri insomma anche tu Vito e tanti altri potete,possiamo aiutare…forse!Grazie e buon lavoro.

  16. Marieddu says:

    Biolchini ha espresso in modo chiaro quanto sia drammatica e pericolosa per i cittadini la composizione della nuova giunta: estremamente povera di contenuti, autoreferenziale, con diversi cambiacasacca e per nulla libera.
    A ben guardare rispecchia buona parte dell’inconsistenza degli eletti in consiglio.
    Questo è l’invito a nozze per i cittadini per spostare sempre maggiormente l’orientamento al voto verso i 5stelle, a prescindere da qualsiasi vincolo ideologico.

  17. Gabriele Docheis says:

    “mancano del tutto i rappresentanti delle categorie produttive, del mondo del volontariato, della cultura, dell’impegno civile, dell’associazionismo, e perfino del sindacato”
    E avresti anche ragione, od Vito, se parlassimo della società di venti anni fa. Peccato che non sia proprio così. Il mondo del volontariato, con la figlia della Depau e tutta la Caritas, con Rita Polo della ABC, ha appieno appoggiato questa esperienza.
    Il mondo della cultura con Paolo Frau e tutti i vari marinacaffènoir, saveriogaetamenevadoanzino, e tutti gli altri hanno appoggiato pesantemente questa maggioranza. Idem dicasi per il cosiddetto “impegno civile” e del sindacato che ha avuto fra le file sel e rossomori molti apporti.
    Questo per dire che non concordo con questa parte di analisi.
    Questa giunta è altamente rappresentativa di Cagliari e dei cagliaritani.
    Se tu leggessi, od Vito, su Facebook le proteste dei grupies di Massimosolotronco che adesso si fingono inalberati per questa giunta di profilo sogliola.
    Si stanno già posizionando per lamentarsi ancora e per poter apparire liberi, per non far capire che sono appiattiti sul potente di turno con il quale si fanno i selfies.

  18. tiziana paderi says:

    Hai pienamente ragione Vito, fai una analisi particolareggiata e veritiera. Vorrei solo aggiungere che mi pare che qualcuno del volontariato e/o dell’impegno civile ci sia, ma riuscirà in un contesto così fatto a portare la voce delle categorie meno potenti?

  19. Gabriele Burricchis says:

    Caro Biolchini, Zedda non è fortissimo, stavolta è politicamente debolissimo, dato che in questa elezione al primo turno di suo non c’è niente, anche i poco meno di tre punti in più che ha preso rispetto al coacervo delle liste che l’ha appoggiato sono spiegabili in base al “disgiunto” di alcuni “grandi elettori” che, formalmente, votavano Massidda con l’intento di fargliela pagare e mettere comunque dentro i “loro”.
    Zedda è debolissimo, perché non avendo alternativa al vivere di politica, non può mandare a quel paese chi gli proponga cose vergognose, lo si è visto sulla vicenda del Lirico, dove ha dovuto ingoiare cose che a parole non avrebbe mai ingoiato, lo si è visto con la composizione scandalosa della giunta, col vergognoso il riciclaggio di un assessore dell’ultima giunta Floris (e neppure dei più competenti, semplicemente il più abile a raccogliere preferenze) e tante altre amenità. Non può, come chi ha una professione e una dignità, mandare tutti a quel paese.
    E la cosa, del resto, è reciproca con l’accozzaglia di cose politicamente distantissime che si è aggregata per la sua rielezione. Se si fosse stati alla sua inadeguatezza, Zedda avrebbe dovuto essere estromesso già nel 2013, invece un concorso di cose, soprattutto l’atteggiamento sconcertante del PD e di qualche alleato come Cugusi, gli ha conservato la seggiola in danno alla città.
    Ma questa casta politica ormai ha mangiato la foglia, e ha capito che ogni rottura, ogni sussulto, anche se ci siano grosse questioni morali in ballo, favorisce irrimediabilmente il Movimento 5 Stelle. Carbonia, dove il PD era diviso dalle faide, docet.
    Magari si potrebbe dire che un M5S a sua volta inconsistente come quello rappresentato dall’incredibile candidata a sindaco Martinez ben difficilmente potrebbe profittarne, ma non è che per dire il sindaco di Livorno Nogarin, pur essendo forse più preparato e smaliziato della Martinez, fosse propriamente un’aquila politica …
    Quindi, tutti uniti, amministrando preferenze e pacchetti di voti tramandati in via familiare o per cooptazione, chiusi, chiusissimi come l’oligarchia veneziana dopo la “Serrata del maggior consiglio”, nessuna fuga in avanti, e soprattutto, perdio, che non sia mai che in questa città ci sia una vera opposizione (ci credo poco che Massidda abbia voglia di farla, altri li vedo già in odore di inciucio, che in questa città l’esistenza di un’opposizione disturba il business e crea attriti con gli amici di turno del tennis club).
    Fin quando non ci sarà un sussulto di dignità del “popolo”: al momento c’è gente che non vota, che si è stufata, che se può emigra.
    Povera Cagliari.

    • la dovete finire di dire che i 5 stelle sono dovuti alle “rotture,sussultianche con questioni morali”.Date merito al merito.Si capisce che vi pizzica il culetto,pero!!!!

      • Gabriele Burricchis says:

        Andiamo dai vogliamo far credere che a Roma il M5S avrebbe vinto in modo così spiazzante senza il casino di Mafia Capitale e il trattamento da servetta riservato da Renzi al Marino? O che avrebbe vinto a Torino senza il peso di vicende divisive per la sinistra come quella della TAV? Siamo seri! Di suo il M5S non vale più del 10 per cento, il resto ce lo mettono i partiti tra vecchiume impresentabile, ruberie e politiche antipopolari e la crisi perdurante ché storicamente da carburante al malessere ma anche all’invidia sociale degli italiani che si esprime nei vari movimenti anticasta. A Cagliari il M5S aveva una base di quattro gatti (molti attivisti hanno boicottato la campagna autoreferenziale della Martinez, fedelissima di Emanuela Corda) e si presentava come un clone di Sel assolutamente invotabile. Infatti è arrivato a stento al 9 per cento che è stato anche troppo per una lista inconsistente e che non aveva nessuna voglia di creare problemi a Zedda, le cui piste ciclabili tra quelle fatte peggio in Europa sono bastate ad allettare le anime belle grilline.
        La crisi prima o poi sparirà e con essa scomparirà il M5S allo stessi modo in cui il termine delle prime difficoltà del dopoguerra si era portato via l’Uomo Qualunque.

  20. Francu says:

    ceeeoh Vito è veramente una giunta di basso profilo,così basso, ma così basso….che cugusi non è riuscito ad entrarci.

  21. Pingback: La Giunta del Sindaco Zedda | Aladin Pensiero

  22. Preciso e puntuale come sempre.

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