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Zedda a Cagliari potrà anche rivincere le elezioni ma il suo progetto politico è fallito

Massi

Dichiarazioni d’amore in via Jenner (foto Olliera)

Cacciari smonta la riforma costituzionale di Renzi ma poi dichiara che voterà sì al referendum: perché?”. Se lo chiede Roberta De Monticelli sul Fatto Quotidiano e la domanda tocca una questione centrale anche a Cagliari, dove fra dodici giorni si voterà per la scelta del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. Soprattutto a sinistra i malumori nei confronti di Massimo Zedda non mancano. Ma talvolta gli stessi sostenitori del sindaco, pur ammettendo il sostanziale fallimento della sua amministrazione, annunciano di volerlo rivotare: perché?

Io mi sono fatto questa idea.

La sinistra, intesa come l’insieme di partiti e dei corpi sociali capaci di rappresentare nelle istituzioni valori condivisi di uguaglianza e di progresso sociale, di fatto in Italia non esiste più. I partiti di sinistra nel nostro paese sono tutti falliti (e Sel è solo il penultimo esempio, il terzultimo è stato Ingroia e il prossimo sarà Sinistra Italiana) non perché i valori di sinistra non siano più validi ma perché le classi dirigenti che hanno preteso di incarnarli non sono state in grado di portare avanti un vero rinnovamento culturale e generazionale.

Quasi tutti i dirigenti della sinistra sono passati dal Pci a Rifondazione e poi a Sel, ai Comunisti Italiani e a Sinistra Italiana senza alcuna soluzione di continuità. E chi questo passaggio da una sigla all’altra non lo ha potuto fare per motivi anagrafici, lo ha compiuto ugualmente per linee familiari o di formazione culturale. Il caso di Massimo Zedda, giovane solo per l’anagrafe, è emblematico.

Questa impressionante azione trasformistica ha tutelato più le élites dei partiti che non i loro valori, ed eccoci qua a fare i conti col disastro: questi anni di Renzi saranno quelli in cui la sinistra partitica italiana sparirà definitivamente, come sono spariti in passato il partito liberale o quello repubblicano. Non so se i militanti e gli elettori di sinistra ne abbiano consapevolezza; chi ce l’ha, preferisce seguire l’esempio di Cacciari: dire una cosa e fare l’esatto contrario.

Piuttosto che ammettere l’ennesimo fallimento (dopo quello del Pci, dei Ds, dell’Ulivo, del centrosinistra e , in Sardegna, di Soru) e impegnarsi nella costruzione di una vera alternativa al blocco liberista e conservatore oggi dominante, meglio far finta di niente e pensare che la situazione italiana sia ancora quella del berlusconismo trionfante, con i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Ma non è così.

Incapace di creare una alternativa valida al renzismo, la sinistra italiana gli si sta docilmente offrendo quale vittima sacrificale. C’è qualcosa di profondo in tutto ciò, come se ci fossero antiche colpe da espiare. O forse, molto più pragmaticamente, consolidate posizioni di potere e rendite di posizione da preservare.

Costruire l’alternativa è dura, soprattutto se si hanno tanti fallimenti sul groppone. A questo punto, con una buona dose di ipocrisia, ci si tiene Renzi, ci si tiene Zedda e va bene così.

No, così non va bene.

La probabile vittoria alle prossime comunali a Cagliari non eviterà a Zedda una disfatta politica che è già nei fatti evidente e davanti agli occhi di tutti. Perché il sindaco di Cagliari potrà anche uscire vincitore dalle urne ma lo sarà con una base elettorale profondamente diversa da quella che gli aveva assegnato una storica affermazione cinque anni fa.

Oggi per provare a vincere il sindaco di Sel non si è fatto scrupolo di imbarcare nelle sue liste la bellezza di tre assessori che hanno governato col centrodestra del sindaco Floris (Gianni Chessa, Giorgio Adamo e Aurelio Lai) e una (Alessandra Salvato) che ha amministrato Quartu col sindaco Contini. Lo spostamento a destra della base elettorale di Zedda è dunque evidente. I sardisti appena un anno fa a Quartu si presentavano con Forza Italia e Salvini, oggi a Cagliari con Rifondazione e i Comunisti Italiani. Lo stesso Pd ha addirittura messo in lista un consigliere uscente, eletto con l’Udc che cinque anni fa sosteneva l’avversario di Zedda.

Non è un caso che ben tre candidati su sette (Enrico Lobina, Paolo Matta e Paolo Casu) hanno invece deciso di andare da soli e di prendere le distanze da un sindaco che pure hanno votato e sostenuto. Quanti voti prenderanno questi candidati lo decideranno gli elettori, il dato politico però è chiaro: Zedda prova a recuperare a destra quello che ha perso a sinistra.

I motivi per cui “Zedda non fa” li ha descritti bene Alessandro Mongili. Il sindaco potrà anche rivincere, ma il suo fallimento politico è sotto gli occhi di tutti.

Ma questo certi elettori della sinistra cagliaritana preferiscono non dirselo. Ci rimarrebbero troppo male. E dopo tanti anni di fallimenti, anziché provare a costruire un’alternativa, perché non essere ipocriti? Perché non salire almeno una volta sul comodo carro del (presunto) vincitore?

 

44 Commenti

  1. e ora aggrappatevi a quello che volete!!e comunque tutto quello che Vito critica si trasforma in oro.

  2. Fourthciucciu says:

    Game Over

  3. Marina Plaisant says:

    Scusate se mi permetto. Siete sicuri che l’immagine sia riferita proprio al sindaco Zedda.. Si trova sotto il microcotemico e riguarda purtroppo un ricordo per un ragazzo che non c’è più.

  4. Gabriele Burricchis says:

    E meno male che la magistratura ha messo a tacere la voce dell’Untore per tempo prima della campagna elettorale.
    I toni sono già pesantissimi, se ci fosse stato in giro l’Untore, anche in questo paesone sfessato di pescatori e oreris avremmo rischiato di finirla come ad Orune …
    Comunque, stiamo votando da 20 anni secondo schemi da democrazia maggioritaria americana che poco si confanno all’Italia, ma la legge è questa e tant’è, gli americani che ci sono abituati sanno che non scelgono il meglio ma il meno peggio.
    Il meglio poteva essere Lobina, purtroppo ha commesso troppi errori politici.
    Io voto Massidda.

  5. Secondo me Zedda ha amministrato molto bene la città Due sole cose però gli rimprovero: l’istituzione del registro delle unioni civili e l’elargizione di denari per la diffusione dell’ideologia gender nelle scuole. Per questi motivi non lo voterò.

  6. Pingback: DIBATTITO su elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di Cagliari. Voce al dissenso | Aladin Pensiero

  7. Fourthciucciu says:

    Concordo con quasi tutto quello scritto da Anonimo Indipendentista, aggiungo di mio che l’approccio dato dai vari commenti è intriso di ideologismo retrò, stile anni 70, definire cosa è “di sinistra” usando parametri di 30 o 40 anni fa. è come paragonare la cabina telefonica a gettoni con i cellulari di ultima generazione, non sono i partiti che non rappresentano più l’elettorato di sinistra, è il concetto di sinistra ad essere cambiato, una cosa che può piacere o meno, ma è la realtà, un giovane, ma anche meno giovane, che si definisce progressista, oggi guarda alla realtà in modo diverso, penso al concetto di stabilità del lavoro e tutele, al rapporto con le istituzioni, ai diritti civili, in definitiva è l’elettore di sinistra che è cambiato, e con lui sono dovuti per forza di cosa cambiare anche i partiti di riferimento, cosa che è già successa con l’elettorato di destra anni fa, non è un caso che chi si richiama a idee e slogan sorpassati è ultraminoritario nel paese,nella società e pure nei voti.

    • Luciano says:

      Questa analisi ha dei fondamenti reali. Infatti non mi spiego perché molti dicono che voteranno zedda per non consegnare la città alla destra. Tanto vale votare massidda che ha l’onestà intellettuale di definire la sua candidatura come civica. E non venite a dirmi che massidda è vecchio e zedda è giovane che ci scappa da ridere

      • Fourthciucciu says:

        Beh definire la candidatura di Massida come civica mi sembra un ipocrisia, sono presenti: Riformatori, Forza Italia (camuffata da Forza Cagliari) ed i fascisti dei Fratelli d’Italia (alleati di Noi con Salvini), più destra di così si muore, senza tralasciare i 20 anni di parlamento dello stesso Massidda con la stessa Forza Italia.

        Altro tema è il proliferare di decine di liste inutili, 1.400 candidati per una città medio piccola come Cagliari sono una barzelletta, al momento, almeno per me, il progetto di Zedda è più convincente rispetto agli altri candidati e, se non altro, alcuni candidati consiglieri della coalizione che lo appoggia sono di buono spessore, riguardo all’età Massidda è “vecchio” non per una questione anagrafica ma per il modo di intendere la politica, sia per l’aspetto comunicativo che per quello gestionale, aveva promesso che nessun partito avrebbe fatto parte della sua coalizione ma non ha potuto fare a meno del loro coinvolgimento (anche camuffato), in questo ha dimostrato abilità manovriera ma ha annullato il progetto di una coalizione civica reale che superasse i confini del vecchio centrodestra e del vecchio centrosinistra.

        Ultima considerazione, rispetto a 5 anni fa c’è una grossa variabile, rappresentata dal M5S, non credo ad un loro grande risultato, ma certamente non sarà quello modestissimo del 2011, sarà interessante capire da dove pescheranno i loro voti, e soprattutto dove finiranno nell’eventuale ballottaggio tra Zedda e Massidda.

        .

        • Ghostwriter says:

          Vorrei capire quale sia il progetto di Zedda. Ho assistito a diversi dibattiti pubblici fra i candidati, in particolar modo a Pirri (dove non ha fatto nulla di ciò che promise 5 anni fa) e in Marina (dove ha massacrato il vecchio tessuto commerciale in favore della tavolinizzazione e sta massacrando la popolazione ignorando l’abusivismo, l’inquinamento e anche qualche sentenza del TAR…). A questi incontri è stato non solo l’unico a non presenziare ma anche l’unico a non rispondere. Fugge, fugge dalle domande, fugge dalla gente a cui 5 anni fa stringeva mani e da cui ora scappa a gambe levate, perché non in grado di dare risposte. Fa monologhi alla stampa, e manda in giro i propri pasdaran a ripetere il mantra (Poetto, Sant’elia, via Garibaldi), come se lavori posticci e anonimi, con ingenti esborsi di soldi pubblici, bastino a definire buona un’amministrazione. Se così fosse, Delogu, i cui i lavori pubblici erano di altra e migliore qualità dovrebbe essere considerato il miglior sindaco di sempre di Cagliari. Le liste fuori dal sistema Massidda-Zedda hanno molte più idee, molte più risposte, hanno un programma fatto di cose semplici e non di mirabolanti promesse sparate per aria per colpire qualche allocco. Io personalmente voterò Paolo Casu, e se eventualmente ci dovesse essere la sfida Massidda-Zedda al secondo turno, non voterò e come me molti di tutte le liste bollate come secondarie dalla servile stampa, in particolar modo da quel giornale di proprietà di colui che col beneplacito dello stesso Zedda eseguirà i lavori di ampliamento dell’Auchan.
          Questo discorso vale naturalmente e forse anche di più per i 5s, la maggior parte dei quali si terrà ben lontano dal legittimare due squali come Massidda o Zedda, due che comunque vada ci porteranno a 5 anni di amministrazione molto simili fra loro, e molto pesanti da sopportare per il cittadino medio cagliaritano che non sia offuscato da fumi propagandistici o che abbia particolari interessi in ballo.

        • Luciano says:

          Ho visto il confronto televisivo tra i candidati a sindaco su sardegna1. Sono rimasto sbalordito dall’arroganza di zedda, che interrompeva, borbottava e si sovrapponeva agli altri quando rispondevano alle domande dei giornalisti. In un caso ha interrotto anche uno dei giornalisti. E ho capito perché tende ad evitare i confronti e i dibattiti. Per uno così vanno bene soltanto i monologhi e gli applausi. Un continuo tappeto rosso dove raccontare come un disco rotto del poetto, di via garibaldi, della mobilità, di Cagliari capitale di tutto. Mi raccontano che i proclami elettorali di cinque anni fa sulla partecipazione e l’ascolto si sono miseramente liquefatti nelle prime assemblee pubbliche, memorabile il bisticcio con una insegnante in un liceo cittadino. Io non ci credevo. Mi sembravano esagerazioni. Poi ho visto il confronto televisivo e devo dire che la realtà ha superato la narrazione.

    • Antonymous says:

      Evidentemente infatti la sinistra non serve più perchè le classi e le differenze sociali non si sono approfondite e la ricchezza non si è concentrata. Non è stata data più liberta alle classi pardon ceti pardon redditi più alti e ai gestori di grandi capitali per poter sfruttare la gente nei paesi più poveri o ad alta inflazione.
      Forse non c’è bisogno di essere comunisti per vederlo, quindi sono d’accordo, è purtroppo davanti agli occhi di tutti.
      Alternativa? Forse il mutualismo autogestito e autoorganizzazione sindacale.

  8. Luciano says:

    Vito, l’autore della scritta sul muro che hai fotografato per questo articolo mi ha detto che massi❤ sta per massidda. Cosa credevi?

  9. Marieddu. says:

    E il nostro amico Zedda imbarca anche Maninchedda, che da democristiano DOC e’ riuscito a sopravvivere a Balena Bianca passando da sinistra a destra per poi tornare a sinistra e portarsi dietro gente dà Forza Italia!!! Questo è lo scotto da pagare per Zedda: pur di rimanere a galla fa i patti con chiunque! Proprio come fa Renzi quando flirta con Verdini…. Aiuto!!!

    • Non toccare Maninchedda che s’incazza Vito

        • Marco. says:

          Sarà anche un bravo Filologo ma – dal momento in cui si è legato a doppio spago con l’amico Semiologo – ha definitivamente rotto i ponti con la realtà quotidiana e si è chiuso nell’ambiente dorato del Gabinetto dei LLPP…. Con buona pace di Vito (e di Paci…).

        • Anonimo Indipendentista says:

          Sono opinioni certo, ma per prendere Maninchedda come come esempio di cattiva politica o addirittura cattiva amministrazione ci vuole moltissimo coraggio. Ce ne fossero!
          Se poi il metro di giudizio è “quanti partiti hai cambiato”…allora buonanotte.

  10. Luciano says:

    Quindi una amministrazione molto ordinaria. Che c…o c’entra tutto questa ordinaria gestione con “di queste cose è meglio non parlare..anzi facciamo vincere i destraioli”? Una amministrazione ordinaria è una amministrazione ordinaria e nulla di più. Del resto, se si parla di “meritato splendore” per il banale rifacimento di via garibaldi e di via manno, dobbiamo pensare che l’asticella del senso estetico è proprio bassa.diciamo ordinaria e anche elettorale. Hai ragione su una cosa: sciraisindi. Che per molto meno abbiamo affibbiato il titolo di sindaco dei giardinetti ad un galantuomo come delogu. Ma almeno lui non diceva di essere di destra imbarcando gente di sinistra. Il consenso era tutto suo e coerente con la sua storia politica. Altro che anni 70

    • laurentium says:

      tu e tutti i denigratori di questa amministrazione, meritate solamente la vecchia cricca che si spartiva le aree verdi della città, inventandosi le famose BS3*, che dava le locazioni degli uffici pubblici agli amici (vedi palazzo preso dalla curia in via logudoro a € 380.000,00 anno o palazzo vecchia prefettura ecc.), parcheggi interrati, poetto pisciatoio pubblico con anessi chioschi abusivi, incarichi milionari a sconosciuti commercialisti d’oltremare (chissà a chi arrivavano i soldi). ma queste cose non le conoscete, continuate pure a barcollare nelle fantasie da tossici contestatori senza argomenti concreti.
      qualche domanda:
      banale rifacimento di via garibaldi e via manno: conosci per caso il progetto integrato del comparto? i servizi che sono stati resi ai residenti? in che strategia urbanistica muove? mi spieghi, se sei nmelle condizioni di farlo, dove sta la banalità?
      per ciò che riguarda il galantuomo, rinfrescati la memoria sulle nomine degli assessori: cosa nostra fu! (l’amico fallito cosentino assessore al traffico, minchia il chriaffico). informarì, fa una cosa.

  11. laurentium says:

    mi sembra di leggere un articolo degli anni settanta. Cosa vuole dire “fallimento del progetto politico”? vuole dire nulla. Si evita di parlare del progetto amministrativo, delle cose fatte e si continua a volare pindarico. Delle auto blu scomparse; della riqualificazione del Poetto e di S.Elia; della gestione delle manutenzioni stradali efficienti; delle opere per il dissesto idrogeologico di Pirri; delle piazze e delle vie più belle di Cagliari restituite al loro meritato splendore come via Garibaldi e, prossimamente, via Manno; del car sharing delle auto di servizio; del car sharing cittadino; dei vigili con scooter elettrici; della dismissione delle locazioni per gli uffici comunali, con ingente risparmio per le casse comunali; della diffusione del wi-fi cittadino. Di queste cose è meglio non parlare, usciamo tutti con la bandierina rossa a protestare, anzi, facciamo vincere i destraioli e poi, tutti contenti, usciamo a protestare con le bandierine rosse. sciraisindi

    • Grazie per averci ricordato quello che, secondo lei, ha fatto questa amministrazione. Tutto il resto non c’è: e lì sta il fallimento.

      • laurentium says:

        “secondo lei perché”? non secondo me, secondo quello che è sotto gli occhi nudo di tutti, altrimenti mi dimostri il contrario, o no? se poi mi spiegasse “tutto il resto”, che così non vuole dire nulla,avrei il piacere di conoscere una prospettiva diversa dalla mia. (tenuto conto anche della stima che nutro nei suoi confronti). tuttavia anche Dio si dimenticò di creare la donna e riparò in seconda battuta con la costola di Adamo. un cordiale saluto

    • Pierluigi P says:

      riqualificazione di S.Elia??? ma aundi biveis?

    • Ah che bella la via Garibaldi e che belle le piazze rese completamente anonime da una colata di cemento e mattonelle.
      Che belli i vigili con gli scooter elettrici che però non ci sono esattamente come prima, che bello il wi fi cancerogeno, che bello avere trasformato promettenti sterrati nella landa del nulla. Che bello Sant’elia affogato in altro cemento con lavori da quattro soldi e che dire del meraviglioso poetto riqualificato… Ah sì sì grazie mi ha proprio aperto gli occhi.

      • Pauliccu says:

        Hai ragione è tutto brutto, orrendo, disgustoso ….dobbiamo morire tutti …….per colpa di Zedda…

      • edgarallan1 says:

        Il wi fi cancerogeno mi mancava. A questo punto presumo che Zedda abbia anche irrorato Cagliari con scie chimiche e causato autismo con i vaccini.

        • Ghostwriter says:

          Ha irrorato Cagliari di squadristi che non avendo argomenti cercano la caciara con sberleffi e invettive 😉

        • Antonymous says:

          Per carità, per quanto non sia ancora riuscito a smettere di votare, la politica mi imbarazza con il suo tifo da stadio. E io stesso temo spesso di votare un po’ passivamente dovendomi informare meglio.
          Ma ti riferisci ad alcuni degli argomenti contro Zedda, giusto?
          Comunque a quanto mi ricordo hanno salvato Tuvixeddu dal progetto di Floris, poi per carità, magari era propaganda faziosa ed era un progetto meritorio :).

      • Sono sicuro che hai nostalgia anche del palazzo sorcesco

  12. gianpiero says:

    credo che l’analisi di vito biolchini, scusa il tu quasi confidenziale ma quando parlo con qualcuno che ritengo possa essere di sinistra mi viene quasi naturale nel caso ci fossero problemi scusami anticipatamente, esprima qualcosa che effettivamente si stà manifestando non solo in italia ma in tutta europa, dove i partiti considerati di sinistra non trovano più i loro appoggi politici nei lavoratori ma nella media borghesia che tende ad arrivare più in alto, nel senso che ci siamo discostati enormemente dalle problematiche di una citta’; la viviamo ma in questa città c’è sicuramente gente che sopravvive e lo fà da anni, perchè per molti non è importante il colore ma le azioni che tu fai nei loro confronti. sicuramente ci sono politici che fanno il salto della quaglia per potersi garantire un certo tornaconto ma è pur sempre vero che se lo fanno i voti li hanno avuti, ecco perchè è necessario che l’impronta politica cerchino di darla quei partiti che sono all’interno della coalizione e che almeno il nome di sinistra lo abbiamo tenuto. diventa difficile dare forza ad un discorso se non si hanno dietro gli elettori ma anche più facile andare via e costruire nuovi partiti e nuove sinistre ma alla fine è solo mania di protagonismo che niente hanno a che vedere con idee politiche o piani di attuazione di riforme che porterebbero visibilità e concretezza ad un partito di sinistra. è difficile fare questo forse per questo è più facile fare un nuovo partito che crea nuovi adepti e nuova enfasi ma separa la sinistra, ci costringe gli uni contro gli altri; i risultati che in europa i partiti considerati di destra stanno riuscendo ad avere sono emblematici ma sono lì per dimostrarci che un pensiero comune aggrega mentre il contrario ci separa creando tante piccole sinistre divise……………GP

  13. Anonimo Indipendentista says:

    “La sinistra, intesa come l’insieme di partiti e dei corpi sociali capaci di rappresentare nelle istituzioni valori condivisi di uguaglianza e di progresso sociale, di fatto in Italia non esiste più. I partiti di sinistra nel nostro paese sono tutti falliti non perché i valori di sinistra non siano più validi ma perché le classi dirigenti che hanno preteso di incarnarli non sono state in grado di portare avanti un vero rinnovamento culturale e generazionale.”

    Trovo questo punto molto interessante al punto che il post mi appare abortito. Non dico che lo sia, dico che, dati i miei parametri di rilevanza, lo appare.

    C’è qualcosa che non riesco proprio ad accettare nel passaggio citato ed è un principio molto generale. L’autore coglie nel segno: la sinistra (almeno pubblicamente) non esiste più.
    Ma poi ecco ciò che mi turba: la colpa di questa scomparsa sarebbe delle classi dirigenti incapaci di portare rinnovamento. Semplicistico ed ingiusto.
    O forse io ho qualche problema col meccanismo della delega. O forse entrambe le cose.

    Ora, l’interpretazione è davvero la seguente?
    “Incapace di creare una alternativa valida al renzismo, la sinistra italiana gli si sta docilmente offrendo quale vittima sacrificale. C’è qualcosa di profondo in tutto ciò, come se ci fossero antiche colpe da espiare. O forse, molto più pragmaticamente, consolidate posizioni di potere e rendite di posizione da preservare.”
    O un blog divulgativo non è il luogo per approfondire? Non lo so.

    Sta di fatto che il problema della sinistra non è la classe dirigente (non più di quanto la classe dirigente sia un problema in genere). Anzi, non si capisce come caspita sia possibile che il centro-sinistra riesca ancora a vincere le elezioni. O meglio, si che si capisce: vince SOLO perché la destra è divisa, a Cagliari, come in Sardegna, come in Italia.
    E meno male: dio ce ne scampi. Vorremmo davvero la Lega e i Fratelli d’Italia al governo in un momento storico che somma crisi economica + crisi migratoria + terrorismo islamico?
    Se non siamo sui monti è un miracolo del caso. (Anche se potremmo stare sui monti per altre buone ragioni.)

    Seriamente, accettate il mio cambio di prospettiva. Vi sembra “normale” che il centro-sinistra nel 2016 sia al governo a Cagliari, in Sardegna, a Milano, a Torino, a Napoli, etc.?
    L’unica risposta accettabile è: No, ed infatti quella non è sinistra.
    Questa è l’unica risposta accettabile.

    Voi pensate che il PD o qualunque cosa si presenti come parzialmente di sinistra potrebbe vincere elezioni (di qualche rilevanza) se avesse davvero un programma di sinistra, se si rivolgesse davvero a chi si sente di sinistra?
    Io ho grossissimi dubbi a proposito. Il neo-liberismo non solo ha vinto, è stato assurto a sfondo per le nostre minuscole beghe. Certo, la fame è arrivata in Europa e quindi si spera stia perdendo punti, ma è sufficiente leggere le ultime su Grecia e Francia per capire che il paradigma non è stato scosso di un millimetro.
    Ci siamo dentro.
    Non sono i caxxo di partiti a non essere di sinistra, è il popolo che non è di sinistra o quantomeno è molto lontano dall’essere consapevole che gli converrebbe esserlo.
    Ma vi ricordate che fine hanno fatto i partiti una volta chiamati di “estrema sinistra”?
    Voi vi lamentate dello spostamento a destra dei partiti come se fossero i partiti ad orientare l’immaginario e l’orizzonte politico delle persone e non, ovviamente, l’opposto. Sono i partiti che, ormai privi di veri poteri, rincorrono per quanto possono gli umori delle maggioranze.

    Il PD tira a campare: fa cose di destra, frequenta persone di destra, riforma il lavoro e l’università come farebbe la destra, perché la maggioranza di noi idioti ha accettato il paradigma neoliberista. Le rivendicazioni di sinistra sono state lasciate ai duri e puri, ai movimenti antagonisti, ai centri sociali….al papa.
    L’autorazzismo che chiama il vincolo esterno, la “meritocrazia”, l’accaparramento e la competizione sfrenata per le poche risorse disponibili, l’annichilimento della cultura non-monetizzabile, il mito del debito pubblico e delle aziende che non funzionano perché sono troppo piccole: questo è il paradigma.

    Mi verrebbe da dire che il popolo è di destra, ma è più appropriato dire che lo sfondo è di destra: il popolo ci si è semplicemente trovato a suo agio negli ultimi 40 anni.
    Certo poi alcuni ritornano a sinistra per le canne, il divorzio, perché sono dipendenti statali o si spera per l’anti-razzismo.
    Ma quando caxxo si parla di economia?
    Quando si parla di come generare sufficiente ricchezza e di come distribuirla tra le persone per impedire che queste si sveglino incazzate? Dov’è Keynes?
    Dove si dice che essere di sinistra oggi (anzi ieri…) significherebbe andare in pubblico e dire (argomenti e dati alla mano): dobbiamo FARE DEBITO PUBBLICO per NON FARE DEBITO PRIVATO.
    Magari è pure sbagliato. Magari qualcuno ti smentisce. Ma no, non se ne parla.
    Per non sbagliare, non se ne parla proprio, sperando che 100 persone riunite a Bruxelles abbiano a cuore gli interessi dell’umanità. Bah.

    Tornando ai partiti di sinistra: io mi chiedo chi andrebbe, dopo 20 anni di Berlusconi e con una tassazione incredibile come quella italiana, a fare campagna elettorale dicendo che si ispira più al socialismo che al liberismo. A spiegare che i ricchi si stanno arricchendo mentre i poveri son sempre più poveri. A dire che la scuola pubblica è il posto dove investire e che quindi “le tasse sono bellissime”. Certo Sanders lo sta facendo e sappiamo che non vincerà mai. Ma io temo che in Italia prenderebbe addirittura meno voti.

  14. In Zedda la linda sinistrina cagliaritana realizza il sogno berlusconiano di avere un vincitore e sentirsi classe dirigente, anche se completamente priva di idee.
    Per fare strade e opere pubbliche mi chiedo che senso abbia dare voti “ideologici”.
    Oggi come oggi, con governo regionale e italiano allineati, avrebbe più senso avere un sindaco di opposizione e non uno yesman che faccia finta di nulla sulle cose che lui e assessorini non sono in grado di gestire.

  15. Carlo Murtas says:

    ‘E certo che Zedda arriverà al ballottaggio, ma se con lui, anzichè Massidda, ci dovesse arrivare una delle liste civiche, potrebbe succedere di tutto, e non so quanto il Partito della Nazione potrà fare per salvarlo.

  16. Enrico casini says:

    Aggiungerei il fatto che nel psd’az in coalizione con Zedda ci son saltati dentro pure eminenti riformatori. Gente come l’avvocato innominabile (che qualche giorno fa infatti hai evitato di nominare leggendo gli SMS a Buongiorno Cagliari) per intenderci. E poi, e poi, parlando con tanti elettori di area sinistrorsa, mi pare che in tanti non abbiano o non vogliano rapportarsi politicamente con l’operatore della giunta. Gli argomenti son davvero terra-terra: il Poetto, i lavori…e il più lacerante di tutti “e se vince Massidda?” . gei seus postus beni.

  17. Ghostwriter says:

    Pur di vincere qualcosa alcuni sono disposti a votare destra, destra fascista. E l’affermazione la si può sottolineare con gli attacchi “squadristi” degli ultimi tempi sia a livello cittadino, col caso casteddu online, sia a livello nazionale, con la propaganda dei comitati che più che per il sì sembrano comitati per le ss.

    • Ernest says:

      E’ vero che l’ho votato, ammetto. Pur avendo sentito di cose che non vanno da parte sua, come il teatro lirico e la gentrificazione, nonostante i già citati aspetti positivi, che capisco non essere affatto sufficienti a quanto pare.
      Preciso di avere la massima antipatia per Renzi e di non capire chi lo vota, specie quelli che venivano dal Pci e i vari Michele Serra e Augias di Repubblica che cantano “non c’è alternativa”.
      Però parlare di Ss mi sembra fuoriluogo.
      Questa critica sembra venire da “sinistra” e anche da destra con argomenti che quanto le fa la destra sono di sinistra, come le case, i lavoratori, le imposte ingiuste verso i più poveri.

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