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Manifattura di Cagliari, ci scrive un ex operaio: “Ci sono ombre funeste e la Regione non fa chiarezza”

Manifattura

La Manifattura Tabacchi di Cagliari ai tempi del Festarch: la foto è di confinivisivi

L’intervento che vi propongo è stato mandato al blog da un ex operaio della Manifattura Tabacchi di Cagliari. I giornali stanno mostrando una qual certa riluttanza a occuparsi del futuro della fabbrica dismessa e anche gli assessori regionali sembrano non voler rispondere alle domande che l’opinione pubblica pone loro. Intanto sul fronte della propaganda tutto tace: si terrà veramente la grande manifestazione che l’assessore Paci (assessore al Bilancio) intende organizzare per sabato 28 e domenica 29 con l’obiettivo di rassicurare i cittadini sulll’immutata destinazione culturale del grande complesso al centro di Cagliari? La Regione avrà trovato qualcuno disposto qualcuno a lavorare gratis? Attendiamo notizie.

***

A seguito della delibera regionale 19/2 del 8 aprile 2016,  con cui si cambia di fatto la destinazione d’uso dell’ex Manifattura Tabacchi, come cittadino e come ex operaio della fabbrica vorrei esprimere la mia preoccupazione sul destino della stessa.

In passato come lavoratori e lavoratrici abbiamo lottato strenuamente per difenderla dalla speculazione immobiliare che ci aleggiava intorno e in particolare dalla cartolarizzazione avviata dall’ex ministro Tremonti. Abbiamo sostenuto, condiviso e sollecitato l’idea della nascita della “Fabbrica delle Arti e della Creatività” che tutelasse la storia in essa contenuta e per difendere la destinazione d’uso e la fruizione pubblica dell’immobile.  Ma ora ci sembra che ombre funeste si focalizzino attorno all’ex Fabbrica.

In particolare, l’affidamento da parte della giunta Pigliaru a Sardegna Ricerche degli immobili dell’Ex Manifattura, pone inquietanti e stringenti interrogativi sull’utilizzo futuro degli spazi.  Infatti la delibera in questione è chiara nei contenuti e lascia pochi margini di interpretazione ai più, ovvero sembra un abbandono dell’idea originale di Soru della Fabbrica della Creatività e sancite con due delibere regionali del 2005 e del 2007, con cui dava l’avvio dell’iter per l’attività di sperimentazione e promozione nel campo delle arti, della cultura, del cinema, dello spettacolo e nelle attività multimediali e storico-museali. Un luogo che potesse ospitare e promuovere “l’arte e la cultura” tutto l’anno.

Invece ora tutti si chiedono: perché questo cambio di rotta da parte della Regione?

L’assessore Paci, nell’incontro dei giorni scorsi all’Exma con gli operatori culturali, non ha fugato i dubbi e ha precisato che Sardegna Ricerche avrà solamente una funzione di “capo condomino”; peggior paragone non poteva trovare, in quanto non ha detto chi saranno i “condomini” e per quale motivo si dovrà redigere un “iter amministrativo per l’affidamento al termine della fase transitoria”.

Quest’ultima frase pone altre domande: perché dare tre anni di tempo a Sardegna Ricerche, che tra l’altro si occupa di tutto fuorché di cultura, arte e spettacolo, per redare un piano di attività e gestione futura anche per gli anni successivi alla fase transitoria?

Perché negli indirizzi per l’avvio della gestione della delibera in questione, per quanto riguarda l’attrazione di “imprese creative e innovative”, si restringe il campo solamente a coloro che “attraverso gli strumenti “digitali” trasformano contenuti, processi e prodotti e l’erogazione di servizi a queste dedicati”, come se fosse una delibera creata con paletti molto precisi?

Se la rappresentazione e la promozione dell’arte, la cultura e lo spettacolo fossero solo “digitali”, direi che si ha una visione abbastanza restrittiva delle stesse, con una concezione solo “pseudo modernistica”, laddove si abdica al concetto più ampio dell’espressione dell’arte e della cultura e ai mille modi in cui il genere umano sin dai tempi remoti, usa rappresentarla.

Insomma per farla breve, molti si chiedono: quali sono i soggetti che hanno interesse a “occupare” gli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi? Voci insistenti parlano di multinazionali dell’Hi-Tech, e quindi privati, che a seguito di accordi recenti stipulati con la Regione Sardegna, sono intenzionate a investire nell’isola, cercando disperatamente spazi in città. In tal senso, la Regione si sente di smentire di voler costruire percorsi “privilegiati” a privati e multinazionali che forti delle loro potenzialità economiche e finanziarie, cercano spazi pubblici dove espandere la loro attività?

Sarei ben felice di essere smentito nel merito dei fatti e resto in trepida attesa.

Sono tanti gli interrogativi che permangono tuttora, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Paci. Credo che tutti i cittadini esigano chiarezza sulla destinazione futura dell’ex Manifattura Tabacchi, la stessa storia secolare dell’immobile lo impone, tutta la città lo pretende, ma il tutto non può prescindere da una destinazione d’uso che rispetti l’impostazione originale della Fabbrica delle Arti e delle Creatività e da una sua fruizione pubblica.

Grazie

Paolo Massa
Ex operaio Manifattura Tabacchi

 

11 Commenti

  1. Paolo Erasmo says:

    Sono stato a l’ex Ma giusto in tempo per sentite l’assessore Paci che asseriva che non si possono concedere gli spazi senza gara….non sempre pero questo corrisponde al vero…. questo è un esempio…https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20130517130705.pdf naturalmente il Comune di Cagliari non ha avuto niente da dire… mentre un’analoga richiesta presentata alla Regione Sardegna nel 2015 da sei Associazioni non ha avuto altrettanta fortuna con la seguente risposta…. “….Al riguardo si comunica che l’istanza non può essere accolta perché l’assegnazione dei beni immobili della Regione Autonoma della Sardegna (terreni e fabbricati),consegue, di norma, l’espletamento di una procedura di evidenza pubblica,……”

  2. delibera del 17/05/2016 n. 28/21 : 1 milione e mezzo a Crp, Sardegna Ricerche e Crs4 per il cofinanziamento del Laboratorio di ricerca per Smart & Safe City, nel quale la multinazionale Huawei investirà 20 milioni di euro in strutture che vanno immediatamente nella disponibilità della Regione.

  3. sergio says:

    ho riletto la delibera dell’8 aprile e anche la precedente del 2007 e la cosa che mi ha colpito è che mentre quest’ultima venne adottata previo parere favorevole della commissione consiliare competente, la prima non lo fa.
    Ora mi chiedo, perchè nel 2007 la giunta di centrosinistra ritenne, secondo me giustamente, di fare un passaggio in consiglio (commissione) per acquisire il parere/mandato dei nostri rappresentanti eletti sulla destinazione della ex-Manifattura? e perchè nel 2016 non si tiene conto, e non si cita tra le premesse della delibera, di questo sostanziale passaggio?
    quando le opposizioni, anche di centrosinistra, parlavano e parlano di parlamento/consiglio esautorato, si riferiscono forse a queste modalità di governo? io credo di si

  4. Marieddu says:

    Decine di piccoli imprenditori – giovani e con poche finanze – hanno investito a Cagliari tutti i propri averi per creare dei centri di Coworking, Internetcafè e HubSpoke: questo è uno di quei circuiti virtuosi che generano lavoro ed ottimismo. Se si permettesse a multinazionali dell’I.T. di calettarsi negli ingranaggi macroeconomici virtuali di Cagliari, si distruggerebbe questo microcosmo virtuoso così come si è fatto permettendo l’insediamento massivo della GDO in Sardegna. La mission di Sardegna Ricerche è ben altra: pensi alle StartUp!

  5. Sergio says:

    la destinazione dell’area è S2, servizi pubblici alla città

  6. Sergio says:

    Multinazionali Hi-tech? Saranno i cinesi Huawei? Saranno loro? E perché proprio loro? Saranno le stesse voci di cui fa cenno Paolo Massa? Chissà!!

    • I nostri amministratori si risentono se qualcuno prova a capirci qualcosa, magari facendo anche dei ragionamenti che poi rischiano di essere smentiti dai fatti. Però quando fanno loro delle domande, i nostri amministratori non rispondono.

  7. Carlo A. Borghi says:

    grazie Paolo – ex operaio – Massa, le voci operaie e operaiste sono sempre utili a dare corpo materiale alle idee, anche a quelle più avanzate.
    Al momento temo che un algoritmo definitivo ci seppelllirà e, di conseguenza, in Manifattura finiremo tutte/i come ex operai/e della cultura.

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