Politica / Sardegna

La doppia lezione politica che ci arriva dalla Corsica

AccordoCorsica

Cagliari, 12 febbraio 2016: la stretta di mano tra il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, quello della Regione Corsica Gilles Simeoni e il presidente del Consiglio regionale della Sardegna Gianfranco Ganau (foto Olliera)

A volte anche gli estremi si incontrano: come Francesco Pigliaru e Gilles Simeoni. Secondo il presidente della Sardegna la nostra isola può essere maggiormente autonoma solo nella misura in cui dimostra di meritarselo (e chi è che ci dà la pagella da bravi amministratori, la corrottissima Italia?), mentre il presidente della Corsica contesta l’atteggiamento del governo francese che blocca alcune decisioni assunte dall’assemblea territoriale (il loro consiglio regionale), rivendica più poteri e per uscire dal vicolo cieco in cui Parigi vuole costringerlo cerca nuove alleanze nel Mediterraneo. Pigliaru sogna un’Europa in cui le aree più deboli si impegnano e fanno sacrifici per diventare virtuose come quelle più forti, Simeoni invece crede che l’Europa debba essere il luogo in cui le diversità vengono tutelate ed esaltate.

Due modi evidentemente molto diversi di concepire la politica e di interpretare un ruolo molto particolare, quello di presidente di una regione insulare con una forte caratterizzazione identitaria. D’altra parte Simeoni è un nazionalista corso, mentre Pigliaru è un nazionalista italiano.

Detto questo, pochi giorni fa Sardegna e Corsica si sono incontrate per la prima volta in maniera ufficiale, e lo faranno ancora tra un mese ad Ajaccio, per poi volare alle Baleari nel mese di maggio per provare a gettare le basi per la creazione di una euroregione delle isole del mediterraneo occidentale.

Cos’hanno da guadagnarci le due isole da questa alleanza? La giunta Pigliaru può accrescere la propria consapevolezza politica ed allargare i suoi orizzonti, al momento abbastanza angusti e fatti solo di infiniti tavoli aperti a Roma per tutte le nostre infinite vertenze. Perché la Corsica oggi ha una sua visione politica mentre la Sardegna l’ha delegata al governo italiano di turno da cui aspetta la gentile concessione di ogni beneficio, anche quello dovuto per legge.

Grazie al confronto con la realtà della Corsica e delle Baleari, riuscirà Pigliaru a comprendere che la legittimazione della nostra autonomia discende dalle originalità storiche e culturali proprie della Sardegna e che il suo ruolo di presidente può essere interpretato in maniera più coraggiosa e originale?

Poi c’è la questione che riguarda i nostri partiti autonomisti e sovranisti. Se Gilles Simeoni è diventato presidente della regione Corsica è perché tutte le forze che si riconoscevano a vario titolo in un’idea nazionalitaria e non violenta si sono unite in uno schieramento plurale. Nessuno ha cannibalizzato nessuno, nessuno ha fatto affidamento su pezzi di destra o di sinistra improvvisamente convertiti sulla via di Damasco.

Ergo, se i partiti e i movimenti identitari sardi (Partito Sardo d’Azione, Partito dei Sardi, Progres, Sardigna Natzione, Rossomori, Unidos, Sardigna Libera, Sardegna Possibile, Irs, e scusate se sto dimenticando qualcuno) ambiscono a governare la Sardegna, in vista delle elezioni regionali del 2019 non possono far altro che condividere una piattaforma comune e mettere in campo le loro leadership. Non esiste un’altra strada possibile se non questa.

Chi continua a fomentare divisioni e chi immagina di poter raggiungere l’obbiettivo annientando l’avversario si sta assumendo la responsabilità storica di bloccare un processo che molti sardi chiedono che sia finalmente intrapreso: quello della formazione di uno schieramento plurale nazionale sardo in grado di governare l’isola.

L’esempio della Corsica è lì davanti a noi. Chi avrà il coraggio di seguirlo veramente, mettendo da parte le contrapposizioni personali?

 

13 Commenti

  1. Pingback: La doppia lezione politica che ci arriva dalla Corsica, di Vito Biolchini | Fondazione Sardinia

  2. Macroregione europea? Di cosa cosa parlano Pigliaru e Simoni? Cerchiamo di fare chiarezza. Noi su Aladinews , nel nostro piccolo, ci proviamo da tempo… sarebbe bene che la Regione e le Università della Sardegna si impegnassero con le risorse di cui dispongono, per rendere concreto quanto fino ad ora sono state mere dichiarazioni di intenti. Ecco alcuni contributi su Aladinews (ripresi anche da Sardegna Soprattutto): http://www.aladinpensiero.it/?p=52888

  3. Pingback: Sardegna Corsica | Aladin Pensiero

  4. Cisco F. says:

    Ad un incontro promosso da una sigla politica intervenni (piuttosto malamente a dire il vero) per affermare che la maggior parte delle norme europee vengono poi recepite e implementate con decreti attuativi italiani palesemente modificati alla bisogna; in quel contesto invitai alcuni convenuti a studiare con maggiore attenzione le circolari europee (in inglese anziché in italiano) e comprendere quali e quante azioni avverse alla Sardegna fossero in essere senza che nessuno muovesse un dito realmente. L’Europa può essere una vera opportunità solo se i sardi vengono rappresentati da proprie figure preparate e motivate, ma non mi sembra di notare (nemmeno nelle sigle indipendentiste) figure realmente calibrate su contesti extra italiani. Figure troppo autoreferenziali, egocentriche, alla ricerca di un mero successo personale piuttosto che decise a impegnarsi per migliorare realmente le condizioni di vita presente futura dei sardi. Speriamo che la vicinanza con Simeoni faccia capire a tali figure che vale la pena fare qualche passo indietro per raggiungere un mirabile obiettivo.

  5. Enrico De La Isla says:

    Caro Vito, Se credi che Pigliaru sia un nazionalista Italiano sbagli. Pigliaru è uno dei tanti appartenenti al PUDE (Partito Unico dell’Euro) che ha svenduto il paese (ltalia e Sardegna) sull’altare degli interessi della speculazione bancaria per via Eurista. Pigliaru è un nazionalista Europeo e se ne fotte di te, di me, della Sardegna e dell’Italia. Pigliaru appartiene a quel mainstream che ha decimato le conquiste sociali derivanti dal rispetto della costituzione sociale Italiana. Pigliaru è un uomo del governo di Roma e a Roma non si fanno gli interessi ne’ della Sardegna ne’ dell’Italia.

    • deu seu sardu says:

      Italia? ma… forse qui stiamo parlando dell’Italia? o del doppio paese che cita lei?
      …anche quando siete off topic volete per forza ritornarci. 🙂

      a parte le battute, che mi perdonerete e che credo ci stiano benissimo in questo blog, mi complimento con Vito per la chiarezza esemplare di questo sintetico ma completissimo articolo.
      Una fotografia chiarissima, e palesemente inconfutabile, della nostra situazione politica. Meglio non hanno saputo fare altri.
      Mi sorprendo positivamente a dirlo, ma tu meriti un ruolo di primo piano nella Sardegna di domani.
      Con rinnovata stima, negli anni, malgrado tutto,
      un tuo compagno di strada

  6. C’è un passaggio fondamentale che i cugini Corsi (di tutti gli schieramenti politici) hanno fatto e che noi dovremmo fare: infatti, se noi vedessimo solo la metà dei ‘soldi del continente’ che vedono gli amici corsi potremmo ritenere (secondo la logica dei nostri amministratori) di essere soddisfatti.
    Il ragionamento che fanno in Corsica é invece un altro: é inutile prendere un sacco di soldi da Parigi che però possono essere spesi solo come decide lo Stato centrale e quindi solo per aiutare l’economia francese e non quella isolana.
    I Corsi, che hanno in testa un modello di sviluppo basato sulla loro specificità, su turismo e prodotti locali, cercano un interlocutore a Bruxelles e chiedono a noi Sardi ed agli altri isolani del Mediterraneo di unirsi in una battaglia comune per il riconoscimento a livello comunitario di questa specificità affinché l’insularità di alcune popolazioni diventi una ricchezza del continente europeo e non un punto debole.
    A questo discorso fino a qualche mese fa, i nostri erano completamente sordi. Ora, a favore di telecamere, sembrerebbe qualcosa si muova. Che i nostri abbiano deciso di bypassare Roma per le loro battaglie (e soprattutto carriere) politiche?
    Sarebbe interessante.
    Come sarebbe interessante che nella galassia indipendentista emergesse un ragionamento strutturale volto non tanto a combattere il giogo romano quanto a prevedere una credibile via di sviluppo in un contesto continentale e mondiale dove se non sposti miliardi vieni spazzato via.

  7. Frantziscu says:

    Grazie Vito, un pezzo di una lucidità disarmante!

  8. Ah, signor Biolchini, ha per caso bloccato i gravatar, ultimamente? Se cerco di postare un commento con il mio account non lo invia, per qualche motivo.

  9. Dato che ci siamo, non sarebbe il caso di far seguire a Pigliaru, e Deiana con lui, anche un bel corso fatto da Simeoni, e chi ha collaborato con lui, su come gestire il trasporto aereo?

  10. Dato che ci siamo, non sarebbe il caso di far seguire a Pigliaru, e Deiana con lui, anche un bel corso fatto da Simeoni, e chi ha collaborato con lui, su come gestire il trasporto aereo?

  11. Dato che ci siamo, non sarebbe il caso di far seguire a Pigliaru, e Deiana con lui, anche un bel corso fatto da Simeoni, e chi ha collaborato con lui, su come gestire il trasporto aereo?

  12. Paolo Leone Biancu says:

    PigliARU é UN SIGNOR NESSUNO. Se tu lo pigli … ci basta ARU e avanza. Sarebbe bastato al signo politico NESSUNO … imitare ARU quando ha vinto la “VUELTA di SPAGNA” pretendendo di indossare la BANDIERA SARDA e non quella Italiana … nonostante il cerimoniale non prevedesse niente di questo genere. Il mio commento è fatto a mò di battuta ma comunica perfettamente il mio giudizio su di lui.

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