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Un nuovo sindaco per Cagliari: il tempo stringe e la sfida è grande

Cagliari

Cagliari (photo Olliera) 

Una mazzata. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda era appena uscito trionfante dalla battaglia per la guida del Teatro Lirico che subito gli è caduta addosso una nuova inchiesta giudiziaria. Un altro abuso d’ufficio, sempre legato alla gestione del teatro. L’inchiesta è all’inizio e potrebbe anche risolversi in un nulla di fatto; ma tenuto conto che il prossimo 27 marzo il sindaco sarà chiamato in tribunale a rispondere di un doppio abuso d’ufficio (nomina a sovrintendente di Marcella Crivellenti e mancato insediamento del consigliere Giorgio Baggiani) è evidente che il quadro assume tinte fosche.

Se anche l’inchiesta bis dovesse malauguratamente giungere ad un rinvio a giudizio, salterebbero per aria i piani che il sindaco e il suo entourage si erano immaginati per limitare i danni derivanti da un procedimento giudiziario capitato tra capo e collo a poco più di dodici mesi dalle comunali e che nella loro immaginazione prevedeva un’assoluzione in tempi rapidi, la ricandidatura e la rielezione. Sulla carta, tutto perfetto.

La nuova inchiesta invece ora riporta al centro del dibattito una questione che il sindaco e il suo partito, Sel, finora hanno cercato di eludere, cioè la questione giudiziaria: è opportuno ricandidare un sindaco con un procedimento giudiziario, di questa natura, in corso? Se al primo processo se ne dovesse aggiungere anche un altro, giocare con le parole come finora è stato fatto non servirebbe a molto, tanto più che la tempistica del nuovo eventuale processo costringerebbe il sindaco ad affrontare la campagna elettorale con questo pesantissimo fardello sulle spalle.

Questi sono evidentemente i ragionamenti terra terra che in queste ore si fa la politica sarda, giacché per il sentire comune dell’elettore medio di centrosinistra (non iscritto ad alcun partito, sia chiaro) un amministratore sotto processo dovrebbe evitare di ricandidarsi, punto e basta.

Inutile sottolineare quanto questa situazione stia mettendo in difficoltà Sel. Zedda era stato eletto al grido di “legalità” ed ora si trova pesantemente inguaiato sul fronte giudiziario; appena un anno e mezzo fa tutto il partito si era schierato contro la candidatura alla presidenza della Regione di Francesca Barracciu, vincitrice di primarie con un “semplice” avviso di garanzia: pensare di battagliare con il Pd per ripresentare agli elettori un sindaco sotto processo appare una impresa disperata anche per gli esponenti di un partito capaci come pochi di arrampicarsi sugli specchi.

Tuttavia anche il Partito Democratico ora è costretto a rivedere i propri piani per riuscire a scalzare Zedda dalla poltrona di primo cittadino.

Il progetto anti-sindaco, partito subito dopo le primarie per la segreteria regionale e che a Cagliari hanno visto prevalere la corrente di Francesca Barracciu e soccombere quella di Renato Soru, si è concretizzato in un’azione a tenaglia. Se da una parte il neo segretario cittadino Nicola Montaldo ha iniziato a prospettare apertamente la possibilità che il candidato alle prossime comunale venisse scelto con le elezioni primarie, dall’altra il partito ha cercato di mettere sotto pressione Zedda prima provando a piazzare un proprio uomo (Chicco Porcu) all’Autorità Portuale poi cercando di far nominare un sovrintendente del Teatro Lirico sgradito al primo cittadino (Mauro Meli).

L’obiettivo era evidente: accerchiare Zedda, fargli capire che in futuro il suo ruolo sarebbe dovuto essere solo quello di ratificare le decisioni prese dal Pd, o comunque di ridurne notevolmente il raggio di azione.

Il piano al momento però è fallito perché Zedda ha vinto la battaglia del Lirico, mandando contestualmente a tutti un chiaro messaggio: se il Pd vuole la poltrona del sindaco di Cagliari deve avere il coraggio di sfidarlo apertamente e di assumersi le proprie responsabilità. Impostazione più che corretta, che inguaia il Pd che pensava di sfiancare il sindaco con azioni sotterranee, magari strumentalizzando sacche di scontento nei confronti dell’attuale amministrazione, e fingendo di non essere stato protagonista di questa stagione politica cittadina a dir poco deludente.

Insomma, questa nuova inchiesta inguaia il sindaco, inguaia il Pd ma inguaia anche la città. L’avventura di Zedda è arrivata al capolinea, ma dei giochi di potere del Pd non se ne può più e la destra è improponibile. A Cagliari serve un nuovo sindaco, frutto di un progetto il più condiviso possibile fra tutte le forze vitali della città. Chi avrà il coraggio di farsi avanti?

Il tempo stringe e la sfida è grande.

 

19 Commenti

  1. Ho il fisico per il ruolo. Per essere un sindaco del popolo, con ufficio al piano terra. Perche’ stucchi e pavimenti sono le ultime cose che si fanno etc etc. E poi sono vecchio il tanto giusto ma, anche con adeguata esperienza, con un umile lavoro nella categoria dei metalmeccanichi. – Volo pindarico – ma meglio di prima non ci basta.

  2. Un Casteddaio says:

    Mi candidate a Sindaco?

  3. Ecco il solito articoletto che cerca di spacciarsi per analisi neutrale e invece ha il suo colpo pronto in canna. Quanta malafede ci vuole, caro Biolchini, per paragonare un sospetto abuso d’ufficio – imputazione di ordine burocratico a cui si espone chiunque faccia il sindaco – all’avviso di garanzia arrivato a Barracciu e soci per presunto uso personale dei soldi pubblici dei gruppi consiliari? Cosa le impedisce di vedere la differenza tra un sospetto LADRO e un amministratore di cui la magistratura sta semplicemente verificando che non si sia allargato troppo nello svolgimento delle sue funzioni? Sel non avrà bisogno di arrampicarsi su alcuno specchio: in cinque anni a Massimo Zedda la magistratura ha potuto chiedere conto solo di correttezza nelle procedure. Dagli altri sta ancora cercando di capire dove caspita sono finite le decine di migliaia di euro intascate e mai spiegate.
    Se questa è la diatriba, Zedda tutta la vita.

    • Ma infatti la diatriba non è questa. E il mio articoletto è tutto tranne che neutrale.

      • La diatriba non sarà questa, ma allora sarebbe bello capire perchè invece lei nel suo post le dedica centralità, azzardando paragoni con Barracciu, “mazzate” e “tinte fosche” manco stessimo parlando di un indagato per peculato invece che di un semplice accertamento su procedure burocratiche. Se vuole criticare Zedda nel merito ci sono quattro anni di scelte amministrative da spulciare; evocare l’inesistente spettro della disonestà del sindaco è un’azione di bassa macelleria che rivela, oltre che la sua non neutralità, anche una certa propensione alla mistificazione.

        • Per un “Semplice accertamento di procedure burocratiche” non si finisce sotto processo, lo sa?

        • Invece sì, se il giudice ritiene che la leggerezza nel procedere abbia leso diritti e causato un ingiusto danno patrimoniale a qualcuno. Di questo Zedda è chiamato a rispondere e ne risponderà, ma siamo su un altro pianeta etico rispetto all’accusa di ladrocinio ai danni dei contribuenti per cui si sta procedendo verso Barracciu e soci. Ogni accostamento è strumentale.

          (E meno male che non era questa la diatriba)

        • Le ricordo che la Baracciu (che non ho certo difeso io) non è stata rinviata a giudizio. In ogni caso nessuno mette in discussione l’onestà di Zedda, non è questo il punto. Ma ho già scritto di questo e non intendo ripetermi.

  4. Lei ha qualche suggerimento in merito alle caratteristiche personali del futuro Sindaco, Vito? Ed ha anche già qualche nome in mente?

    • Caratteristiche personali? No. Politiche sì, e sono sempre le stesse: ascolto, condivisione, generosità, preparazione, conoscenza della città. Nomi? No, non ne ho. Se ci fosse prima un progetto sarebbe meglio.

  5. muttly says:

    Eppure tra qualche anno bisognera’ dire Sig. Zedda ce lo dice perche’ si e’ incasinato cosi’ tanto sul lirico ‘a gratis’ ? Non ci si spiega il perche’ di infilarsi in un simile vespaio

  6. Ma se non si ricandida Zedda, a chi vorrebbero candidare del PD? Onestamente non esiste un nome spendibile, volete proporre ancora Cabras? Mi pare non sia il caso…poi, aggiungo, ma la sinistra vuole vincerre le priossime elezioni o pure, come semrpe e’ stato e come sempra ha voluto, gli farebbe comodo che a governare ci sia la destra anziche’ loro, e cinguettando e sguazzolando sotto banco di fatto avendo comunque potere? Domandina semplice semplice. Volete Farris? e vabbe’ candidatelo, saranno i cittadini a scegliere, Ovviamente la questione posta da Biolchini e’ da analizzare, la valutazione e’ semplice e perfetta. Dunque io mi chiedo ancora, e poi concludo, ma non e’ che tutte queste beghe legali siano state create ad arte per “angolizzare” Zedda, a me la cosa puzza un pochino…mentre l’ex Floris era stato accusato per abuso d’ufficio per la questione della proroga delle demolizioni al poetto, solo dopo la fine del mandato, bhe scusatemi…a me sembra che qualcuno ci stia forzando la mano pur di ottenere qualcosa: ossia sa bogara di Zedda.

  7. antonio says:

    Gentile Vito, come sempre ottimo articolo visto anche da centrodestra :-). Avrei però una domanda forse un po’ fuori tema: ma la Casta, mentre gioca a Risiko, si è accorta della situazione economica della Sardegna? Fallite tutte le aziende con partecipazioni statali, fallito il petrolchimico, scomparso il manifatturiero, finiti i posti di lavoro elargiti da mamma Regione, terminata la breve stagione della New Economy, la Sardegna è una regione che consuma senza produrre. Una situazione drammatica con un crollo vertiginoso della domanda interna. La faida per le quattro poltrone dell’Ente Lirico ad un cittadino sardo sembra un racconto di fantascienza da una altro pianeta. I politici sardi, secondo te, si rendono conto che questo spettacolo di complotti e agguati degni della trama di una tragedia di Shakespeare ormai non generano più solo noia, come avrebbe detto il Califfo, ma qualcosa di molto vicino alla nausea? La nausea poi porterà al vuoto delle urne o se si tramuterà in rabbia sarà il carburante primario del populismo di Grillo e Salvini, ma questo non farà solo che peggiorare la tragica situazione economica sarda. Vedi una qualche possibile exit strategy all’orizzonte? Un caro saluto. Antonio Roccabianca

  8. Ghostwriter says:

    Come a Roma si sta avverando anche a Cagliari la stessa strategia: perché avere un’amministrazione di destra se la sinistra fa le stesse identiche cose che farebbe la destra senza però nessuno che si possa alzare a contrastarne l’operato, pena il sistematico “killeraggio”?

    Se Zedda dovesse vincere nuovamente, molto probabilmente sarebbe perché non si è voluto opporgli nessuno in quanto come è paravento Renzi per gli interessi di Berlusconi lo è Zedda per quelli del centro-destra cittadino. Ricordando soprattutto che Zedda non è stato eletto da chi sa quale miracolo, ma da una congiunzione favorevole di voti disgiunti causa candidato sgradito a buona parte degli elettori del centro-destra, ovvero tendenzialmente quelli che più ha soddisfatto durante il suo mandato.

    Se è vero, come pare, che la minaccia più pericolosa al sultanato rosso (sbiadito, arancione giallastro forse) possa diventare Massidda starei attento che l’affossamento a questo non venga poi proprio dalla destra cittadina di cui è storicamente esponente di spicco.

    Insomma, probabilmente qualunque avversario anche solo lievemente credibile, potrebbe averla vinta facilmente, ma c’è da capire se c’è la volontà di contrapporsi a colui che sta facendo tutto ciò a cui una volta asseriva di opporsi.

  9. osservatore attento says:

    Credo che L’esperienza di questa maggioranza di Centro Sinistra abbia deluso non poco i suoi sostenitori, slegata dalla società civile qualche cantiere aperto e poco altro, mancanza di dialogo con le associazioni, mancanza di strategia nel valorizzare l’immenso patrimonio pubblico disponibile; assenza di strategia nell’utilizzo del parco di Molentargius dove il comune di Cagliari è uno dei maggiori azionisti. Naturalmente mi auguro che il sindaco venga assolto dai reati di abuso d’ufficio. Il tempo e lo spazio per scrivere un programma condiviso con al società civile ci sta tutto , per poi scegliere da “basso” un garante che quel programma lo possa effettivamente realizzare con la partecipazione di tutti. Vista la situazione non c’è più lo spazio per un candidato Sindaco che sia solamente espressione di qualche segreteria di partito. Le primarie senza un programma chiaro e condiviso e solamente un “finta” democrazia che nonostante gli sforzi degli apparati attraggono sempre meno persone…

  10. toroseduto says:

    nel frattempo, ho notato che michele carrus, quel segretario regionale della cgil che aveva duramente attaccato la barracciu, chiedendole di rinunciare alla candidatura a causa dell’avviso di garanzia, oggi pubblicizza nientepopodimeno un convegno sulla legalità in cui è relatore il sindaco zedda, rinviato a giudizio e nuovamente indagato per abuso d’ufficio. complimenti per la coerenza e per la credibilità. chissà a quale partito è iscritto carrus. rassegnati, biolchini. il tema della legalità e la questione morale funzionano a convenienze alterne e sono queste convenienze a condizionare primarie e candidature

  11. Averne sindaci come Zedda!!!! Chiunque abbia il coraggio di farsi avanti farà un buco nell’acqua. Vedrete!!!!!

  12. ZeddaBuster says:

    Né Zedda né PD. Credo che i Cagliaritani ne abbiano le scatole piene di questi politicanti, anche se non hanno alcuna voglia di consegnare la città all’improponibile Farris.
    Dato che il M5S è inesistente in città, non resta che la carta civica.
    Sarebbe meglio non fosse incarnata da un ex forzitaliota come Massidda, ma pare sia questo che passa il convento … qui non c’è Tsipras.

    • Ogni candidato, anche in lista civica, anche se non presentata da ex forzaitalia e/o politicanti vari, sara’ comunque un incognita, e poi la carta civica va bene se realmente civica, ma per esperienza ti assicuro che tutte le liste civiche non sono mai tali, ma dentro ci sono politici e quindi quei politicanti che i cagliaritani non vogliono o non vorrebbero, ma pare che comunque facciano comodo…un po a tutti!!!

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