Politica / Sardegna

Nasce l’Osservatorio Sardo Riforme Istituzionali, per difendere la specialità dell’isola dal neocentralismo renziano

È nato a Cagliari l’Osservatorio Sardo Riforme Istituzionali. L’obiettivo è quello di monitorare costantemente quanto accade nel Parlamento italiano, nel Consiglio regionale della Sardegna ed all’interno della società sarda, al fine sia di contrastare il pericolo della perdita della specialità sarda e dello svuotamento del nostro statuto autonomistico e sia di promuovere tutti quegli elementi che costruiscano una Sardegna del futuro più libera, giusta e solidale.

All’Osservatorio aderiscono liberamente singoli cittadini, e tra essi parlamentari sardi, consiglieri regionali, operatori politici, sociali e culturali di diverse associazioni e gruppi. Alla sua costituzione, avvenuta lunedì 7 a Cagliari e perfezionata lunedì 14, si è pervenuti a seguito dell’iniziativa delle associazioni culturali (Fondazione Sardinia, Carta di Zuri, Sardegna Soprattutto) che nello scorso mese di giugno hanno promosso a Cagliari il seminario-convegno “Est ora, move(m)us”.

All’Osservatorio hanno aderito al momento i parlamentari Roberto Cotti, Michele Piras e Pierpaolo Vargiu, i consiglieri regionali Gavino Sale e Paolo Zedda – , sindaci come Piersandro Scano (Villamar) e Guido Tendas (Oristano), insieme a operatori politici, sociali e culturali di diverse associazioni e gruppi come Gianluca Argiolas, Bachisio Bandinu, Vito Biolchini, don Pietro Borrotzu, Mario Carboni, Nello Cardenia, Salvatore Cubeddu, Bustianu Cumpostu, Federico Francioni, Enrico Lobina, Piero Marcialis, Pierluigi Marotto, Piero Marras, Monica Mascia, Valerio Medda, Mario Medde, Franco Meloni, Giacomo Meloni, Vincenzo Migaleddu, Nicolò Migheli, Luigi Mossa, Giancarlo Nonis, Fabrizio Palazzari, Lorenzo Palermo, Oreste Pili, Vindice Ribichesu, Michele Schirru, Carlo Serra.

Gli aderenti all’Osservatorio opereranno informandosi e informando su quanto sta avvenendo nell’ambito delle riforme istituzionali, valutando le possibili conseguenze e decidendo le eventuali iniziative di contrasto.

Il lavoro dell’Osservatorio (senza preclusioni di sorta, giacché riguarda tutti i sardi), corrisponde e dà seguito all’urgenza segnalata dalla Commissione Regionale Autonomia nel documento del 26 giugno 2014 e intende fornire uno strumento utile alle finalità da esso proposte.

Si sono segnalate già nella prima riunione costitutiva alcune iniziative possibili: una riunione solenne dei parlamentari sardi tra loro e con il Consiglio regionale; una riunione solenne dei parlamentari e consiglieri sardi coi parlamentari e coi consiglieri delle altre regioni a statuto speciale; la creazione di una rete tra tutti i soggetti interessati, compresi i canali informatici; la diffusione dell’informazione in materia sia attraverso la stampa e i media locali, come avviene in altre regioni a statuto speciale, e attraverso internet ( a partire dal sito www.fondazionesardinia.eu); riunioni periodiche dell’Osservatorio e promozione di incontri pubblici.

Gli aderenti all’Osservatorio hanno piena coscienza delle difficoltà e degli ostacoli che si frappongono al successo dell’iniziativa, ma contano sulla collaborazione attiva e convinta di tutti i sardi, a partire dai nostri rappresentanti nelle istituzioni.

5 Commenti

  1. gaetano murru says:

    perbacco! Ora si che avremo salva la nostra identita’!
    (cosi’ va meglio?Ora sono pubblicabile?)…
    Spero almeno che sia a titolo gratuito e senza rimborsi spese…Beh ma con Cotti dei m5s si e’ al sicuro…

  2. antoni says:

    So cuntentu chi si comintzet a leare de petus sos problemas de sa regione sarda, in acordu chin totu sos cumponentes sotziales.

  3. osservatore says:

    Be’, ci mancava un osservatorio di questo tipo. Sarà il cinquecentesimo osservatorio di cui sento parlare. Abbiamo più osservatori che cose da osservare. Ma va bene così.

  4. Così a occhio e croce mancano due nomi di peso: prof. Tagliagambe e la proff.ssa-dott.ssa Mongiu, dopo i grandi di successi della commissione che doveva verificare l’applicazione del risultato dei referendum sardi di un paio di anni fa.

  5. su scomunigau says:

    “La norma più chiara che io conosca sono i DIECI COMANDAMENTI. Perchè non sono stati fatti da una commissione”. (Charles De Gaulle, citazione a memoria).

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