Politica / Sardegna

Sardegna Possibile non esiste! Le amministrative svelano il bluff (e Michela Murgia tiene tutti in ostaggio)

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Il promo del documentario “Sa levadora”

Eh no! Cosa vorrebbe dire “non ci sono i tempi e le condizioni che noi reputiamo necessarie per la creazione di un progetto politico radicato nel territorio, necessario per la definizione di un programma strutturato e definito di governo della città”? Cos’è questa frase alla Libero Manca (il personaggio “estremista di centro” della trasmissione Buongiorno Cagliari)? Oppure non è che adesso Grillo ha contagiato anche Michela Murgia e i suoi seguaci, della serie “se ho probabilità di vincere mi presento alle elezioni altrimenti neanche preparo le liste per evitare la figuraccia”?

Com’è possibile che una coalizione che meno di tre mesi fa annunciava al New York Times che avrebbe vinto le elezioni regionali ora non riesce a trovare un candidato sindaco per Sassari, Alghero o Tortolì? Com’è possibile che un esperimento politico ritenuto all’avanguardia in Italia poi si sfarini davanti alla sfida posta da semplicissime elezioni amministrative? Per chi si è fatto vanto di fare “politica dal basso” e che non vuole allearsi con nessuna altra forza presente sulla scena, cosa c’è di più semplice che presentarsi alle elezioni comunali?

Cosa sta succedendo realmente dentro Sardegna Possibile?

Ci sono tanti modi per cercare di ragionare sui motivi per i quali la coalizione non parteciperà alle prossime amministrative in Sardegna, ad appena settanta giorni dalle elezioni regionali che hanno visto i partiti Progres, Gentes e Comunidades ottenere un risultato importante (anche se continuo a ritenere che sia stato ampiamente al di sotto delle aspettative).

Ma le motivazioni addotte dalla Murgia sono insostenibili e vagamente omissive. Non c’è nessun motivo sensato per cui le sigle di Sardegna Possibile oggi non si debbano presentare alle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio: nessuno. A meno che non si voglia applicare lo schema Grillo, che alle ultime regionali davanti alla rissa scatenata dai suoi seguaci isolani (e temendo anche la brutta figura) ha preferito tirarsi indietro.

Ecco, non ci vuole molto a capire che dopo la batosta del 16 febbraio dentro Sardegna Possibile è iniziata una dura presa di realtà, sfociata nella decisione di restare nella tana a leccarsi le ferite; oppure ci si è resi conto che l’ ambigua posizione di Michela Murgia sta creando una imbarazzante situazione di stallo.

Perché scusate, che cos’è Sardegna Possibile? Una coalizione elettorale composta da un partito vero (Proges) e due liste nate per l’occasione. In questi casi, passato l’appuntamento si scioglie la compagnia. Oppure si rilancia. Sardegna Possibile è rimasta invece in mezzo al guado, ostaggio della sua figura di riferimento che non si capisce bene cosa voglia fare e in che rapporto sia rispetto all’unico partito che la sosteneva, cioè Progres.

Progres dipende da Sardegna Possibile? Attende che questo fantomatico organismo dia la linea ad un partito che alle ultime elezioni ha preso addirittura il 2,7 per cento? E Gentes e Comunidades che struttura hanno? E dopo le elezioni, a quale titolo Michela Murgia guida questa coalizione? C’è stato un congresso, una riunione, una consultazione? Mi sono perso qualche cosa?

La confusione all’interno di Sardegna Possibile è evidente. Non presentarsi alle prossime amministrative non è un atto di responsabilità ma una evidente sconfitta politica che discende direttamente dalla impostazione di una campagna elettorale conclusasi con un risultato modesto rispetto a quello prefissato: addirittura la conquista della Regione.

L’appiattimento sulla figura di Michela Murgia ora rende tutto più complicato ma era chiaro che sarebbe andata così. Ora i conti non tornano, e anzi se è possibile si persevera nell’errore. Da settimane circola in rete il trailer del documentario “Sa levadora”, dedicato alla campagna elettorale della Murgia e girato (da quel che si vede) con una retorica che neanche la vittoria di Obama alle presidenziali americane. In questa situazione, buonsenso e senso della realtà vorrebbero maggiore prudenza e continenza, qualità che però continuano a mancare dalle parti di Cabras.

Detto questo (e in attesa dell’opera) cosa farà Sardegna Possibile? Cosa farà Progres? Cosa farà Michela Murgia? Il prossimo appuntamento di rilievo sono le elezioni comunali a Cagliari fra due anni. Non è che la scrittrice ci sta facendo un pensierino? Anche stavolta avrebbe la massima visibilità col minimo sforzo. Ma queste sono solo voci incontrollate che circolano in città ultimamente, chissà per quale motivo.

 

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