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Pigliaru presidente! Battuto Cappellacci, demolita la Murgia (è lei la vera sconfitta di queste elezioni)

Francesco Pigliaru ha vinto: è lui il nuovo presidente della Regione Sardegna. Se la percentuale complessiva dei votanti, anziché fermarsi al 52 per cento fosse stata più dignitosa, avremmo potuto parlare di trionfo per il candidato del centrosinistra. Però un sardo su due non è andato alle urne e questo elemento non può non pesare sulla valutazione generale da dare al voto.

Se quella di Pigliaru è una vittoria quantomeno incompleta, la sconfitta di Ugo Cappellacci e di Michela Murgia è invece totale, senza attenuanti e senza ombre. Il presidente uscente è stato spazzato via. Qualcuno pensava che con una affluenza bassa i mille favori da lui concessi in extremis si sarebbero trasformati in voti: non è andata così. Cappellacci per cinque anni ha governato malissimo, e oggi ha ricevuto il conto della sua incapacità.

La sconfitta più bruciante è però quella di Michela Murgia. Proprio lei, che ambiva a convincere gli indecisi, è stata punita severamente, quasi oltremisura, dall’astensionismo. La scrittrice vedeva nei dubbiosi un serbatoio da cui attingere a piene mani, ma aveva evidentemente fatto malissimo i conti. Il suo risultato personale è ampiamente sotto le attese.

Ci sarà tempo e modo per riflettere su questa Caporetto politica della Murgia e della sua coalizione, ma di sicuro una cosa è certa: la candidata non potrà certo dire di essere stata oscurata dai media, locali e nazionali. Anzi, visti anche i modestissimi risultati ottenuti dalle tre liste a suo sostegno, potremmo dire che la Murgia è stata sostenuta da una bolla mediatica di dimensioni colossali. Non sempre le profezie si autoavverano, e non è bastato ai sostenitori della scrittrice comportarsi per mesi come i vincitori designati, esibendo atteggiamenti spocchiosi che ora si svelano per quello che sono sempre stati: evidenti manifestazioni di lontananza dal mondo del reale, da un’isola che volevano governare ma dalla quale sono stati platealmente ridimensionati. Ma di questo parleremo ancora.

Perché Pigliaru ha vinto? Di sicuro i sardi si sono sentiti rassicurati da una figura così autorevole e con un bagaglio di competenze incontestabile. Ora sta al nuovo presidente dimostrare di essere all’altezza del momento di crisi che la nostra isola attraversa. Dovrà governare in maniera convincente anche in nome e per conto di tutti coloro che non si sono recati alle urne, e non sarà facile. Dovrà essere un presidente di rottura e non di continuità con certe pratiche politiche ben conosciute anche a sinistra. Per Pigliaru la vera sfida comincia ora. E il primo mese sarà decisivo.

Una cosa è certa: da stasera la destra non governa più la Sardegna. E questa la ritengo di per sé un’ottima notizia.

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