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Primarie del centrosinistra: Filippo Petrucci risponde alle tredici domande su Cagliari!

Mancano poco più di due settimane alle primarie del centrosinistra a Cagliari e i candidati iniziano a presentare i loro programmi. Filippo Petrucci ha risposto alle tredici domande che ho posto su altrettante questioni aperte in città. Via al dibattito!

 

Caro Vito,
ti invio le nostre risposte ai tuoi quesiti. Volevo però farti un’osservazione.
I temi da te proposti sono senza dubbio molto importanti per Cagliari e noi abbiamo provato a sviluppare delle risposte coerenti e concrete.
Ci sono però tanti altri temi che andrebbero considerati: la gestione dei rifiuti e più in generale la salvaguardia dell’ambiente; lo stare insieme, ossia la convivenza, quelle azioni concrete volte a rendere la città più vivibile, accogliente e coinvolgente; il rapporto con le associazioni; le proposte che può fare il Comune in ambito lavorativo; le azioni che potrà fare il Comune nel settore energetico; il rapporto del Comune con l’Autorità portuale e la Fiera internazionale della Sardegna e altri temi ancora.
Stiamo ultimando il nostro programma che conterrà anche queste tematiche.
A presto
Filippo Petrucci

***

1-Case popolari e case per tutti
La città è come un pascolo, ossia un luogo di crescita; un luogo che condiziona e alimenta la crescita e lo sviluppo di chi lo abita. Dunque questo pascolo deve essere organizzato e costruito in modo da risultare nutriente e sano, pieno di giovamenti. Si dovranno anche educare e controllare i costruttori, si dovranno anche educare gli architetti, affinché nel pascolo non crescano cattive erbacce, che avrebbero la conseguenza di avvelenare la cittadinanza”.
Platone, La Repubblica.

Comprare una casa a Cagliari è diventato proibito. E la città, inesorabilmente, si spopola ed è costretta a spostarsi altrove. Il fenomeno degli ex cagliaritani (persone che lavorano in città ma risiedono fuori) è preoccupante: sono risorse che si allontanano e che spesso si perdono , lasciando la città per non farvi ritorno, perché costrette a pianificare il proprio futuro altrove. E tutto ciò mentre la città dispone di un numero importante di abitazioni vuote! La decisione di andare a vivere nell’hinterland deve essere volontaria e non forzata dal mercato delle case. 
Il primo punto è dunque valorizzare e recuperare quello che già esiste.
Discorso identico vale per alcuni quartieri come San Michele o il CEP, che prima erano considerati quartieri periferici invece sono parte integrante e importante di Cagliari e devono essere messi non solo al centro del dibattito politico ma al centro della vita della città; non più solo quartieri dormitorio ma anche luoghi di incontro connessi con la città, sia fisicamente che culturalmente. Finora poi la riqualificazione del centro storico è stata lasciata solo ai privati, senza che il Comune intervenisse, fatto non positivo.
Il Comune insieme alla Regione avrebbe potuto mitigare il problema casa, attraverso la costruzione di case a canone moderato (negli ultimi anni hanno fatto 16 alloggi in via Corsica e 32 verso Quartu), che devono essere intese in un’accezione inclusiva e che si rivolgono a tutti i cittadini, a tutti coloro che vogliono rendersi indipendenti e crearsi una vita autonoma, dentro la città di Cagliari. La maggior parte delle speculazioni immobiliari prodotte negli ultimi anni non sono state oggetto di una trattativa reale da parte del Comune, il quale ha permesso la costruzione di soli alloggi di lusso. Parcheggi, parchi sportivi di dubbia qualità e qualche volta piccole piazzette pubbliche sono state le uniche concessioni fatte dai privati all’amministrazione.
A Cagliari ci sono poi 5000 immobili sfitti; vuoti, magari inagibili, ma appartenenti a un proprietario o a diversi proprietari. Il Comune potrebbe incentivare i proprietari che anziché tenere sfitto un bene s’impegnano ad affittarlo; un’operazione di questo tipo favorirebbe anche i proprietari, in quanto i contratti d’affitto agevolato consentono ad esempio sgravi fiscali.
Discorso simile si deve fare per gli affitti in nero: si potrebbe seguire l’esempio di Bologna che si è opposta agli affitti in nero promuovendo degli sgravi fiscali.
Consideriamo infine che molti locali che versano in situazioni di abbandono potrebbero essere recuperati dagli stessi proprietari, trasformandoli in “elderly house” che non sono ospizi ma dei veri e propri appartamenti attrezzati per persone con mobilità limitata; anche in questo caso esistono già delle leggi che permetterebbero una spesa più bassa per i proprietari riguardo al fisco.

2 – Sant’Elia
Sul quartiere di Sant’Elia versa una situazione reale di completo abbandono da parte del Comune e un’inadempienza grave da parte della Regione che abbandona completamente la riqualificazione di un pezzo della città. Bisogna invece andare verso il recupero di un quartiere.
Sant’Elia è parte della città, potrebbe essere una delle più suggestive ed affascinanti. Un progetto di riqualificazione vero dovrebbe prevedere un intervento che abbia una sua dignità in ambito cittadino e che non releghi più Sant’Elia a quartiere periferico. Bisogna pensare di eliminare le barriere fisiche che vi sono tra quartiere e quartiere e non riempire le distanze con enormi parcheggi di snodo.
L’idea, anche se ambiziosa è alla nostra portata; bisognerà partire da un nuovo progetto che sappia fare da ponte tra le proposte presentate dal CQ1/2(contratto di quartiere) di Sant’Elia, alcune visioni strategiche dello studio OMA, l’idea di un grande attrattore come il Betile ed una reale progettazione  urbanistica, dettagliata e minuziosa, attenta agli abitanti del quartiere  presenti  e futuri. E bisogna anche che il quartiere si riappropri del suo mare. L’idea di un serio concorso che parta dalle basi sopracitate potrebbe dare il via alla sua riqualificazione, una scelta non più di un singolo ma condivisa dalla comunità.

3 – Il Poetto
È da almeno 20 anni che si parla del Poetto e vedendo oggi la spiaggia, nera e sempre più povera viene solo tristezza e rabbia.
Occorre considerare nella sua complessità tutto il sistema ambientale Molentargius-Saline-Poetto, che dal punto di vista istituzionale insiste sui comuni di Cagliari e Quartu Sant’Elena, e necessita di una comune strategia integrata che venga coordinata da un ente sovracomunale. La Provincia dopo il trauma del ripascimento negli ultimi anni si è tirata indietro; si potrebbe individuare nella Conservatoria delle Coste, l’agenzia regionale che per statuto si occupa della gestione integrata delle zone costiere, l’ente che può gestire la complessa rete di equilibri legata al tema del Poetto.
È evidente infatti come il Poetto sia collegato al vicino parco di Molentargius; una vera valorizzazione del parco passa anche per il Poetto. Sarebbe bene legare le due cose e capire che queste due realtà possono integrarsi, arricchendo l’offerta.
La salvaguardia della spiaggia è fondamentale ma gli interventi da pianificare e realizzare sono diversi. Il Poetto, soprattutto nei mesi invernali, è praticamente abbandonato a sé stesso, eppure si potrebbero fare tante cose.
Ci sono anche delle questioni aperte: perché Quartu ha una pista ciclabile che nella parte cagliaritana si ferma? Eppure c’erano dei progetti, ci sono stati anche dei fondi stanziati per realizzarli… che fine hanno fatto i soldi?
Il lungo mare va valorizzato, e pista ciclabile a parte, si tratta di renderlo facilmente fruibile (non può ridursi ad essere solo un parcheggio) e connesso alla città: i mezzi pubblici, soprattutto nei mesi non estivi, sono decisamente insufficienti.
L’ippodromo, al momento, ha un “pubblico” limitato, si può dire che sia “sottoutilizzato”, e non è l’unica struttura a essere in questo stato.
E poi c’è il vecchio ospedale marino, un simbolo negativo di una politica che abdica al suo ruolo! Si deve decidere cosa farne.
Infine, le concessioni. Il Poetto è demanio statale, quindi è necessario un bando pubblico per la gestione dei baretti (prevedendo magari delle premialità per chi li ha gestiti finora e dei bandi pluriennali). Siccome non si può pensare che un imprenditore che gestisce un bar chiuda d’estate la sua struttura alle undici, si possono individuare alcune zone in cui sia permesso allungare l’orario serale per eventi musicali, ad esempio le fermate davanti all’ippodromo.

4 – Tuvixeddu
Per poter valutare le azioni da fare su Tuvixeddu crediamo sia il caso di aspettare l’esito della battaglia giudiziaria fra Coimpresa e la Regione. Senza dubbio l’idea di colate di cemento su tutto ciò che ancora  resta come testimonianza del passato di Cagliari non è una soluzione che pensiamo possa arricchire la città. Anche su Tuvixeddu non è stato fatto un discorso di utilità per il cittadino, non si è lavorato per la creazione di un vero e unico parco urbano; si è lavorato pensando solo alla costruzione di palazzine, collegando ad esse il parco, riducendolo quasi a un giardino condominale.
L’obiettivo ideale sarebbe invertire questa tendenza, ossia pensare prima a come creare degli spazi che possano essere veramente comuni e solo dopo dare spazio a chi vuole continuare a costruire a Cagliari case da 5/6000 euro a metro quadro.

5 – Metropolitana e trasporto pubblico
Sul fronte della mobilità è indispensabile operare delle scelte coraggiose.
La tematica è estremamente complessa ed articolata.
Sicuramente è prioritario pensare al traffico in ingresso: il numero di pendolari che vivono nell’hinterland ma lavorano a Cagliari è estremamente alto, arrivando a 170.000 macchine che transitano giornalmente nelle nostre vie.
Sarebbe importante recuperare il progetto per le 5 linee della metropolitana di superficie, abbandonando l’idea di quella sotterranea, più dispendiosa in fase di realizzazione (nonché in quella di gestione) e meno completa nel tracciato rispetto alle 5 linee.
Cagliari subirà un taglio nei finanziamenti per il trasporto pubblico; si dovranno allora usare fondi europei, almeno per la realizzazione delle linee della metropolitana.
Collegato al potenziamento dei mezzi, bisogna anche riconsiderare il concetto di mobilità sostenibile: nell’accezione più vasta del termine s’intendono mezzi pubblici, potenziamento delle corsie preferenziali per i mezzi, piste ciclabili, bike sharing.
All’interno della città, si deve dunque lavorare per offrire alternative alla macchina.
Il bike sharing non deve ridursi ad un esperimento. Il numero di bici deve crescere, devono moltiplicarsi i punti di raccolta e l’offerta va differenziata: in certi punti, per rispondere alla geografia cittadina, si può pensare anche alle bici elettriche.
Prima di tutto però devono essere realizzate finalmente delle vere piste ciclabili. A Cagliari gli amanti delle due ruote non mancano e il loro numero può e deve salire; farebbe bene al traffico, alla città e ai cittadini.
Ripensare la mobilità deve portare anche a rivedere il senso di certi posti, spesso ingiustamente sacrificati. Uno su tutti: Piazza Palazzo, oggi solo un parcheggio. Eppure quella Piazza potrebbe e dovrebbe essere qualcosa di più ma per trasformare certi luoghi e ridargli dignità, è indispensabile fare delle scelte. Cagliari ha bisogno di riappropriarsi di luoghi simbolici, di una piazza come Piazza Palazzo, piuttosto che di spendere cifre sconsiderate in operazioni discutibili (Piazza Maxia?).

6 – Anfiteatro romano
Sull’anfiteatro si ripete il solito scenario comunale degli ultimi anni: doveva essere reso noto entro il 31 dicembre 2010 un bando per il concorso d’idee su cosa fare dell’anfiteatro. Ora sappiamo che uscirà in realtà il 28 febbraio.
Bisogna liberare il teatro al più presto e renderlo alla città.
Per i concerti estivi esistono altre soluzioni, due già praticabili (molo Ichnusa e Fiera) una che potrebbe essere una soluzione temporanea (l’ippodromo, visto che finora è pressoché inutilizzato) e una che potrebbe essere una soluzione definitiva (lo stadio, rifatto e adattabile soprattutto per i concerti, così da essere usato per più mesi all’anno).

7 – Centri e spazi culturali
È qui prioritario capire che ruolo hanno e come avvengono le assegnazioni degli spazi culturali a Cagliari. La trasparenza è necessaria affinché i cittadini non vivano le scelte comunali come un’imposizione, questa dovrebbe essere uno dei primi obiettivi del Comune: quando aprirà la Mediateca del Mediterraneo? Come sarà gestita? Cosa ne sarà della Manifattura tabacchi (sembrerebbe che i lavori stiano per partire).
Cosa si intende per centri culturali? A Cagliari, eccetto il Centro Giovani di via Dante, non esistono spazi liberi; non esistono cioè luoghi di aggregazione che non siano collegati a una spesa (bar).
Perché non cominciare a pensare anche a luoghi come questi?
Bisogna sicuramente progettare prima di costruire nuovi spazi, affidarli a persone competenti e rendere più facile le procedure per usufruire degli spazi stessi.
Da parte del comune di Cagliari manca un’attenzione al bambino inteso come individuo e troviamo che sia importante parlarne.
Mancano, infatti, playground per bambini e manca uno spazio a loro dedicato  con librerie per i piccoli, spazi teatrali. Cito l’esempio dell’Exmà che  ospita da diversi anni l’iniziativa “Tuttestorie” il festival dedicato alla letteratura per i piccoli.  In occasione di quest’iniziativa, si riscontrava in quello spazio con corte riparata dal traffico, ampi spazi attrezzati e non sempre utilizzati,  la possibilità per un luogo permanente destinato alla “città dei piccoli”. L’area, vicino a un altro parco e alla piazza San Cosimo risulterebbe ideale per l’offerta di spazio pubblico e arredo urbano , proprio per ospitare un fulcro di attività ludiche e ricreative destinate ai bambini.
Non bisogna poi dimenticarsi anche dei cittadini stranieri che vivono in città.
Spesso tra il Comune e la Regione, ma anche fra i vari assessorati del Comune non c’è comunicazione e non esiste una progettazione comune. Questa mancanza crea spesso gravi conseguenze per tutti i soggetti che realizzano progetti per gli stranieri in città (associazioni, cooperative sociali, ecc) che si trovano a perdere le proprie giornate passando da un ufficio all’altro, vittime dello scaricabarile fra uffici comunali e fra uffici regionali e comunali.
Non esiste comunicazione perché in realtà non c’è interesse per qualsiasi attività che non sia legata a interessi commerciali.
Per ciò che riguarda le biblioteche pubbliche, recependo un bisogno espresso da molti studenti, si dovrebbe anche pensare di allungare gli orari.

8 – Pubblica amministrazione
Noi abbiamo basato la nostra campagna su alcuni principi, due dei quali sono trasparenza e comunicazione. È dunque per noi naturale affermare che il Comune dovrà offrire dei servizi nella più completa garanzia di chiarezza, in ogni ambito. Direi che sia anche essenziale introdurre un altro concetto: quello di efficienza.

9 – Città turistica
Sono diverse le azioni possibili. A livello organizzativo: migliorare la comunicazione; fidelizzare il turista e fare in modo che allunghi la sua presenza; puntare non solo a un aumento indiscriminato delle presenze, ma su un turismo che viva maggiormente la città, rimanendovi per un numero maggiore di giorni.
A livello pratico: operare con mirate campagne di comunicazione a livello nazionale e internazionale (senza spendere soldi per pubblicità istituzionale su media isolani); creare gemellaggi con città estere; riuscire a presentare le bellezze della città sui media nazionali (con esempi di eccellenza); allungare gli orari di fruizione dei musei; orari dei negozi sfalsati e aperture previste anche di notte (non solo per “Shopping sotto le Stelle”…); riproporre “Monumenti aperti” ogni prima domenica del mese (coinvolgendo studenti e tirocinanti); potenziare i mezzi pubblici, soprattutto i  bus notturni dal centro al Poetto (e viceversa).
Pensare anche ad una differenziazione del concetto di “turismo in Sardegna” nel momento in cui si pubblicizzano la città e l’isola, in modo da attrarre tipologie di turisti diverse e che possano apprezzare la città e l’isola in stagioni diverse.
Infine, una precisazione importante.
Il turismo richiede professionalità: non si può pensare che ad accogliere dei turisti vi siano persone che non conoscono lingue straniere, o che non si sappiamo rapportare con stranieri; per fare questo tipo di lavoro devono essere richieste determinate e specifiche competenze.
I turisti devono sentirsi ospiti ben accolti dal primo momento.

10 – Parco di Molentargius
Medau su Cramu è una ferita interna alla città; chi ha fatto un abuso sapendo di farlo dovrebbe almeno pagare le opere di urbanizzazione, senza pretendere queste dal Comune.
Pensare di offrire soluzioni abitative diverse a chi vi risiede potrebbe essere un’ipotesi, ma bisogna comunque trovare una soluzione lavorando anche con i residenti.
Per quanto riguarda Molentargius il problema in questo caso non è solo valorizzarlo, ma comunicare ai cittadini la sua esistenza: bisogna che chi vive a Cagliari (e anche i turisti che arrivano da fuori), sappiano che la nostra città ha un grande parco urbano dove poter ammirare flora e fauna introvabili all’interno di altre città. 

11- Campus universitario
Il campus di viale La Plaia è un altro dei grandi misteri cagliaritani; ancora vaghe sono le giustificazioni adottate dal centrodestra per impedirne la realizzazione.
Parlando di studenti bisogna fermarsi un attimo a fare due conti.
Sono 918 i posti letto messi a disposizione dall’Ersu.
Gli studenti fuori sede sono circa 19000. Di questi, circa 5.000 hanno contratti regolari, i rimanenti hanno contratti in nero. Dobbiamo inoltre pensare di aggiungere a questi dati la parte di neo-laureati che decidono di rimanere a Cagliari per cercare lavoro, e dobbiamo pensare che questa quota si stratifica nel corso degli anni.
Noi siamo favorevoli al campus universitario, proprio dove era stato pensato in viale La Plaia: perché in questo modo si “svecchierebbe” la città, dando la possibilità agli studenti di viverla veramente, di vivere al centro, di spostarsi a piedi.
Non credo che il campus diffuso sia una soluzione, perché è troppo alto il numero di studenti che ha bisogno di un posto letto; a questo proposito bisognerebbe anche fare un censimento per capire dove vivano maggiormente gli studenti in maniera tale da potergli offrire dei servizi migliori (linee dell’autobus, servizi sportivi, biblioteche).
Escludere il campus diffuso non vuol dire non usare altri possibili spazi: riuscire ad esempio a ospitare alcune centinaia di studenti in edifici ora vuoti in Castello (ad esempio l’ex convento delle suore), rivoluzionerebbe il quartiere facendolo veramente tornare a vivere. 
Sarebbe anche importante attivare i contatti con le associazioni studentesche, capire di cosa abbiano bisogno: parlando con gli studenti ci sono infatti stati proposti alcuni problemi pratici.
Ad esempio come utilizzare al meglio gli spazi che ci sono per studiare: le biblioteche spesso fanno degli orari corti, e quando si è provato a chiedere un allungamento dell’orario o una maggiore flessibilità, l’unica risposta è stata che allungando l’orario di apertura, in realtà le studentesse non si sentono poi sicure a rientrare a casa. Allora sarebbe importante che il Comune potesse pensare a ciò che permette di garantire la sicurezza: la biblioteca apre fino alle 22, il Comune si occupa di garantire una buona illuminazione. O ancora, aumentare gli spazi disponibili per studiare e permettere un maggiore incontro fra studenti cagliaritani e studenti fuori sede; individuare i luoghi di aggregazione e poi pensare come collegarli nel modo più efficiente; un allacciamento alla fibra ottica a basso costo. La categoria studente universitario non è contemplata dalla città: basta osservare, ad esempio, le linee che collegano i diversi quartieri alle università e quanto tempo venga sprecato per percorrere anche le brevi distanze.
Allo stato attuale Cagliari non è identificabile come città universitaria; questo perché i 35000 studenti che la abitano non sono stati mai considerati una risorsa, nonostante costituiscano una buona fetta dell’economia cittadina e arricchiscano culturalmente e col loro entusiasmo giovanile una città che troppo spesso si fa percepire come vecchia e distante.

12 – Teatro Lirico
La domanda contiene già in se la risposta: è ovvio che un sindaco dovrebbe chiamare sempre  persone preparate e slegate dalle botteghe locali. Avendo accumulato il Teatro 19 milioni di euro di debito bisognerebbe anche cominciare a attivarsi per la ricerca di finanziatori privati, in grado di assicurare una corretta gestione basata su un programma pluriennale.

 13 – Stadio
Riguardo allo stadio, nell’ultima decade il Comune è stato praticamente assente e non ha ancora una volta fatto nulla per trovare una soluzione; lo stadio non deve comunque uscire da Cagliari, anche perché in realtà rischierebbe poi di diventare un problema per tutta l’area urbana. Il problema dello stadio va comunque reinserito nella riqualificazione di tutto il cosiddetto waterfront.
Lo stadio abbandonato rischia di diventare un altro ospedale marino, i costi di demolizione sono onerosi, tanto vale cercare di recuperarlo integrandolo con altre attività.
Una ristrutturazione razionale dello stadio ci permetterebbe di usarlo non solo 2 domeniche al mese per dieci mesi all’anno, ma in maniera continuata; uno stadio col terreno a scomparsa sarebbe ad esempio il luogo perfetto per i concerti.

42 Commenti

  1. Vladimir says:

    grande pippo cao

  2. Carlotta says:

    Abbiamo pubblicato on line i punti del programma:http://petruccisindaco.wordpress.com/2011/01/22/il-programma-e-online/
    oltre alle 13 risposte , ci sono altri argomenti.

  3. Per Cagliari says:

    MA MASSIMO ZEDDA NON è SIA CONSIGLIERE COMUNALE CHE REGIONALE?
    Perchè deve candidarsi anche a SINDACO, non gli bastano i ruoli che ha gia?

    • Marcello Cadeddu says:

      Ma che domanda è? Se viene eletto sindaco sarà sindaco e basta.

    • Matteo M. says:

      Come è facile immaginare il ruolo di Consigliere Comunale decade nel momento stesso in cui viene eletto il nuovo Sindaco (e spero sia lui) e il nuovo Consiglio Comunale. Per quanto riguarda la carica di Consigliere Regionale è incompatile con quella di Sindaco, e quindi si dimetterebbe.
      Queste argomentazioni ti consiglio di utilizzarle in luoghi (virtuali o fisici, sempre in quelli fisici – dove hai un nome – qualcuno ti dia credito) più ignoranti. Qui converrebbe utilizzare argomentazioni politiche, per chi è in grado (e siamo molti e con idee diverse).

      • Roberto says:

        Sarà stata espressa male ma mi pare un’argomentazione politica.
        Che palle questi che si candidano per qualsiasi cosa: SeL non ha altre persone? oltretutto: ho sostenuto Zedda alle regionali. Grazie tante per buttare al cesso il mio contributo se dovessi farti eleggere sindaco.

        • Matteo M. says:

          Io scommetto che non l’hai votato e che siete tutti e due la stessa persona 🙂

        • Roberto says:

          Beh, come argomentazione non c’è male…

        • Neo Anderthal says:

          @Roberto.
          Che palle è una Signora argomentazione, invece. Quanto a “buttare al cesso il contributo” di chi lo ha votato perché da Consigliere regionale di opposizione -uno tra decine, sia pure attivo in un gruppo ristretto come quello della Sinistra- diverrebbe, magari, Sindaco del capoluogo della Sardegna e di una città comunque molto importante: ti sembra che sia davvero incongruo?
          Semplicemente sostieni il pur valido Petrucci. Ci sono valide ragioni per sostenerlo, ce ne sono altrettante per sostenere Zedda, che comunque conosce la macchina del Comune e ha esperienza amministrativa.
          Ognuno valuti le opportunità e le possibilità di ciascuna candidatura e il senso di un voto che potrebbe anche segnare una svolta se Cabras venisse superato.

        • concordo.
          ho sostenuto Petrucci per la raccolta delle firme. sono convinto che se non ci fosse stato il suo gesto, adesso non ci sarebbe assolutamente dibattito: Cabras candidato unico del centrosinistra!
          La sua risposta alle domande poste da Vito mi sembra abbastanza efficace. Zedda non ha ancora risposto malgrado l’instancabile Marcello ci rimandi al suo blog per vedere il programma. Programma che, seppur sicuramente condivisibile, non tocca punti concreti come quelli delle 13 domande (l’altro instancabile zeddiano, Matteo M., oltre che sminuire Petrucci farebbe bene a sollecitare i compagni di SEL a pubblicare qualcosa anche su questo blog).
          per quanto riguarda gli altri condidati:
          Frongia, mamma mia t’arrori! Meglio fosse rimasta nell’anonimato…
          Andreozzi, per fortuna rimane nell’anonimato
          Cabras, mancu si sprècarat! est jai pentzendi a Fantola…

          Malgrado non sia pienamente convinto, alla fine voterò Zedda. Proprio perchè, come dice “l’antenato”, conosce la macchina comunale. E ha un gruppo di “lavoratori” e di “intellettuali” che lo appoggiano e che gli possono consentire sia di competere effettivamente con Cabras che, poi, di giocarsela per le elezioni vere presentando proposte che dall’indolenza a cui ci hanno fatto abituare i rappresentanti della “sinistra” cagliaritana…

        • Matteo says:

          Suvvia, non sminuisco nessuno! 🙂 Filippo Petrucci, che purtroppo non conosco, è innegabilmente una bella testa e le idee proposte dal suo gruppo di lavoro sono sicuramente un buon contributo al centrosinistra.
          Mi permetto di dire che secondo me candidandosi come possibile Sindaco si è “sminuito” da solo, se si candiderà consigliere sarà sicuramente una candidatura di valore per la lista che lo accoglierà. E’ una questione di proporzioni..

          P.S. Sei la prima persona nella mia vita che mi definisce instancabile.. eheh

        • rendo omaggio a sancho panza… 😉

  4. Matteo says:

    Ciao a tutti!

    Condivido le risposte di Filippo Petrucci alle 13 domande di Biolchini. Le condivido perché non sono novità per chi come me da almeno sette anni studia i problemi della città e si appassiona sulle soluzioni. Le condivido ma non sono originali. Sono le idee base di molti militanti (laureati e non, diplomati e non) del centrosinistra cagliaritano che già Soru aveva meglio sviluppato (in parte fallendo) a livello regionale. E’ l’opinione dell’ultimo arrivato: “Ah, l’avevate già detto? Scusate, è che ho fatto ritardo e non c’ero”.

    Le trovo inoltre delle idee troppo “global”. Non sono un cittadino del mondo, ma cittadino cagliaritano sì (politicamente e di nascita e cultura, tecnicamente no). Mi sembra a tratti che si parli di una città qualunque, che le stesse soluzioni sarebbero state proposte se gli stessi problemi ci fossero stati a Catania, a Rio o in una città francese.
    Mi pare che Cagliari non si conosca affatto, quando si accomunano due quartieri diversissimi come San Michele e C.E.P. come quartieri dormitorio, quando si parla di Sant’Elia come del ghetto qualunque. Se non si conoscono i quartieri più umili (o li si conosce per luoghi comuni triti e ritriti e non nella loro umanità) si costruisce un programma imborghesito.

    Sul diritto a casa servono investimenti forti. Bene l’attenzione allo spopolamento e alla riemersione del nero ma non ci si dimentichi delle circa duemila persone che hanno diritto ad avere una casa popolare. Occorre individuare dei luoghi (ex mercato ortofrutticolo o altre potenziali dismissioni, piana di San Lorenzo per citarne alcuni) e costruire eco-compatibile, evitando che nelle nuove aeree edificate si trovino solo alloggi popolari. Riqualificare gli alloggi popolari già esistenti e favorirne l’acquisto da parte degli inquilini. Verificare chi ha i requisiti e chi no, sfrattando i secondi a vantaggio degli aventi diritto non assegnatari. Tra i quali si dovrebbero inserire immigrati e coppie di fatto. Per una Cagliari solidale e inclusiva si deve rinunciare alla Cagliari dei prepotenti.

    A Sant’Elia occorrono più servizi e più controllo. Ha fatto comodo a tutti sapere dove poter trovare la droga, il lavoro nero, i voti di scambio. La mancanza di alternativa ha piegato quel tessuto sociale sotto il giogo della criminalità e della politica. Sant’Elia ha due ingressi, e questo ne fa un quartiere controllabile dall’interno ma non dall’esterno (per essere chiari, bastano dei pali ai due ingressi e le attività criminali sono protette). Un intervento urbanistico dovrebbe prevedere l’apertura del quartiere alla città, la facilità di collegamento e di attraversamento. Da qui partirebbero gli altri interventi culturali e economici, con la partecipazione della cittadinanza che risolleva la testa, tramite concorsi di idee e grazie anche alla legge sulla zona franca urbana.

    Su Tuvixeddu non si può aspettare. I cittadini della zona sono stati sempre molto chiari, in grande maggioranza sono contrari alla cementificazione, a patto che il colle non rimanga in questa condizione di degrado per altri 20 anni. E neppure per altri 10. Se non si fa una proposta concreta che coinvolga tutto il quartiere circostante e lo riqualifichi, alla prossima carica dei costruttori non ci sarà nessuno a resistere. Io sarei per trovare una soluzione coi privati, ridurre al minimo l’edificazione e ottenere opere urbanistiche utili a collegare meglio Tuvumannu (che ha finora un solo ingresso auto e uno tramite gradinata) e ad aprirlo alle zone adiacenti. Si potrebbe eventualmente consentire la costruzione di ulteriori opere per centri sportivi e attività commerciali utili al quartiere e alla città. O di spazi o uffici per gli studenti e le associazioni senza scopo di lucro che il comune potrebbe assegnare a canoni agevolati e in maniera alternata (al posto della già prevista casa dello studente, che in realtà era intesa come cuscinetto per separare la borghesia del colle dal sottoproletariato di Via Castelli). Slegare poi la costruzione del parco da ogni accordo e operare tramite finanziamenti pubblici, da reperire sfruttando l’importanza culturale e storica della necropoli e proponendo un complesso turistico-museale. La soluzione, lo sblocco direi, della questione Tuvixeddu rappresenterebbe un enorme rilancio del quartiere e della sua economia.
    Trovo la risposta di Petrucci su questo tema insufficiente. Nonostante dimostri di essere preparato su centri e spazi culturali e città turistica non inserisce in questo contesto nessuna risorsa periferica. Ciò conferma la mia idea di programma imborghesito e di scarsa conoscenza della città specie nelle sue realtà più bisognose di cambiamento.

  5. Ho firmato affinchè Petrucci si presentatasse alle primarie, anche se non lo conoscevo, gli altri candidati non si sono preocupati di raccogliere le firme , e sopratutto non si sono neanche preocupati di rispondere alle domande poste in questo blog mi auguro che almeno il programma lo presentino prima delle primarie, le risposte date da Petrucci sono condivisibili altri candidati si sono limitatati a “letterine d’intenti ” che tolto il nome stabilire se erano di destra o di sinistra rimaneva assai difficile. Per l’esperienza poi non credo sia un problema si supera con la buona volontà e l’applicazione che in certi casi non è da considerarsi un limite ma un punto di forza.

    • Roberto says:

      La buona volontà la metti nel fare una torta o imparare a fare l’uncinetto, non per amministrare una città con tutti i suoi problemi e casini. Per queste cose certo, buona volontà, ma sopratutto esperienza, un gruppo dietro e umiltà. Tre cose che Petrucci non ha.

      – poi siamo d’accordo sul fatto che sia indecoroso che alcuni abbiano dovuto portare le firme e altri no. Secondo me Cabras le firme per partecipare alle primarie non le avrebbe trovate.

  6. Vito ha posto delle domande, Petrucci ha risposto. Qualcuno, anzichè dire “nel punto 3 sarebbe meglio fare così, nel punto 7 meglio cosà”, ha anche avuto da ridire sulla metafora, che non ha scritto lui, ma che lui ha riportato. Cosa sta a significare? Sta a significare che si cerca di screditare una persona che potrebbe avere credito. Perchè poterbbe aver credito? Potrebbe aver credito perchè ha idee, ha amore per Cagliari e per la gente che vive questa meravigliosa città. Ha idee giovani, idee nuove. Non è un politico di professione, è vero. Lo sa lui, lo sappiamo noi. Chi ora sta sputando veleno contro Petrucci perchè lo fa? Perchè è infastidito perchè il proprio staff non ha ancora fatto in tempo a scrivere le risposte? Se ci si ferma a guardare l’altro che agisce, si potrà sempre parlare di ciò che ha fatto l’altro, ma non si potrà dire che si è fatto, perchè nulla si è fatto.
    C’è la questione età, è troppo giovane, è privo di esperienza, etc etc. Floris, dal canto suo, al secondo mandato, quindi nel pieno della sua maturità politica dove ha portato Cagliari? A mio avviso nel più totale immobilismo. Cabras è troppo maturo? Invece il sig. Zedda? È ancora troppo giovane? A mio parere non lo vedo molto battagliero in consiglio regionale, eppure fa parte di un partito che dovrebbe emanare innovazione e modernità. Ma, diciamocelo, fin quando non si sistema per bene il partito (sel) non possiamo pretendere più di tanto.
    Poi c’è il giochetto delle firme regalate, degli amici nel PD etc etc. Se fossero cose vere non ci sarebbe poi tanto di male. Vuol dire che qualcuno vuol bene a Petrucci, invece altri hanno mantenuto il doppio incarico (in comune e in regione) perchè non volevano lasciare il posto al proprio compagno di coalizione… e dire che un tempo, da quel lato li, si chiamavano compagni…
    Fate qualcosa di sinistra…impegnatevi a fare.
    Per fare, però, servono le idee, è da li che si parte

    • Marcello says:

      Vabbè, è straordinario notare come per difendersi si utilizzino le stesse armi che si rimproverano agli altri. Massimo mi pare che subisca un trattamento un po’ peggiore di quello che riceve Petrucci. Questa storia del doppio incarico l’abbiamo già sentita, è una delle critiche fatte a Massimo, se aggiungiamo che fa politica fin da ragazzino, che va al Libarium e che ha fatto solo lavori precari facciamo bingo.
      Non è che il consiglio regionale è una cittadina del Far West e un consigliere di sinistra deve girare sfidando a duello gli avversari. Ci sono i gruppi consiliari, si dividono i compiti, si seguono i diversi temi. Insomma, si lavora in gruppo.
      La storia delle firme gira, è inutile nasconderselo, per quanto mi riguarda vale quello che dice Marisa Fois: le firme sono state raccolte tutte dal gruppo di Petrucci e le storie del “regalo” sono false.
      L’altro argomento è l’inesperienza politica di Petrucci, non mi pare che sia veleno, ma la semplice realtà. Candidarsi direttamente a sindaco, senza essere mai entrato in un consiglio comunale mi sembra un salto lungo per chiunque. Anche Cofferati ha avuto problemi ad entrare nel ruolo a Bologna!

      • Il sindacalista says:

        Vabbé, l’abbiamo capito il gioco di chi sostiene Zedda: Petrucci non va bene perché è inesperto, Cabras non va bene perché troppo esperto, Andreozzi e Frongia non li conosce nessuno, il migliore è dunque solo Zedda che, poverino, è costretto a fare le primarie invece che essere riconosciuto quale genio indiscusso dell’opposizione a Cagliari! Seguendo il tuo ragionamento Marcello, gli altri dovrebbero solo ritirarsi! Ma lasciar decidere alla gente, no? E poi, se Zedda è cosi bravo e forte, come può aver paura di un Petrucci qualunque? Vuole battere Cabras e si preoccupa di quattro sfigati che sostengono questo sconosciuto, la cui candidatura è uscita in un momento in cui nessuno osare sfidare il senatore e che se prende trecento voti e troppo? la verità è che una candidatura fuori dal solito giro dà fastidio. Si attacca l’unico che ha raccolto le firme. Non a caso di Frongia e Andreozzi non parla nessuno, nessuno critica la loro inconsistenza. Ma fanno parte di un partito, e allora va tutto bene.

        • Marcello says:

          Caro Sindacalista, so che forse sembrerà strano, ma se si sostiene un candidato ci dovranno pur essere delle ragioni a supporto: le mie ragioni sono esattamente quelle che hai scritto: meglio Zedda di Petrucci perché ha molta più competenza tecnica in materia (ma se tu sostienei Petrucci perché è meno competente va bene lo stesso, contento tu…); meglio Zedda di Cabras perché spinge su un cambiamento della città più forte ed è un competitore più caratterizzato nell’eventuale confronto con Fantola (Cabras vs Fantola alla fine risulterebbe solo un confronto fra persone e non tra visioni diverse della città). Non capisco il fastidio. Avrai anche tu buone ragioni per sostenere Petrucci, che potrebbe essere anche un ottimo sindacato. Ma almeno un giri in consiglio comunale per capire se è adatto e se quel tipo di attività gli piace sarebbe opportuno lo facesse. Ma io sono uno di quelli che prima di sposarsi preferisce un periodo di convinvenza, così per vedere se si va d’accordo (perché poi separazioni e divorzi sono un piuttosto traumatici…).
          Di Frongia è Andreozzi non parla nessuno, ma se è per questo sul blog non ci sono neppure molti sostenitori di Cabras, perché chi sostiene candidati giovani è più probabile che scriva anche sui blog. Ma forse c’è anche un’altra ragione: Massimo Zedda e Filippo Petrucci sono candidati simili e pescano in un bacino elettorale simile: quello dei cittadini di sinistra che non voterebbero mai Cabras (e che magari con Cabras pensano di astenersi, ma con Massimo o Petrucci andrebbero a votare). Massimo ha un bacino che l’ha portato ad essere eletto che difficilmente può essere intaccato da Petrucci. Petrucci può prendere voti di protesta, ma non ha la base di Massimo. Può però favorire Cabras pescando fra gli “anti – Cabras” che si troverebbero a dividere i voti fra due candidati.
          Riassumendo: Massimo ha più esperienza (ma la verità è che Petrucci non ne ha nessuna…) e base di voti (oltre che essere espressione di Sinistra Ecologia e Libertà, partito in forte crescita) di Petrucci, ma divide con lui un bacino di voti che potrebbe essere determinante per le sorti delle primarie.
          Naturalmente credo sia chiaro a tutti che fra i due, quello che ha più possibilità con Cabras è Massimo ed è anche quello su cui si può costruire una vera campagna elettorale nei confronti del candiato di centrodestra, chiunque esso sia.
          Tutto qui.

      • Certo che il passo è lungo, ma più alto è l’obiettivo che ci si pone più alta sarà la soddisfazione nel raggiungerlo. È verissimo anche che il consiglio regionale non è il Far West, ma la piazza esiste sempre e va curata. Questo non vuol esser un attacco, ma un consiglio.
        Per il resto le voci di dissenso e di screditamento verso Petrucci arrivano più da sinistra che da destra. Per il fuoco gli giunge da un solo lato. Quando ci saranno le elezioni sarà fuoco incrociato? Spero vivamente di no, perchè se no alle prossime elezioni ci sarà un altro ragazzo che stufo delle solite politiche si vorrà metter nella mischia per tingere di qualsiasi altro colore il grigio lasciato dai soliti partiti guidati dai soliti uomini

    • “Per fare, però, servono le idee, è da li che si parte”
      Si ma per fare si devono anche vincere le elezioni, Mango sei convinto che Filippo possa davvero vincerle?Il punto che sollevano Gino e Marcello e’ questo.
      Poi accusi di screditare le persone, ma anche tu screditi Zedda. La maggior parte dei consiglieri comunali ha un secondo lavoro, meglio, essere consigliere e’ il secondo lavoro, infatti il consiglio si riunisce alle 18, Zedda fa il consigliere regionale, cosi’ come altri fanno gli ingegneri, i professori, gli impiegati.
      Sul fatto che sarebbe entrato un compagno di partito non e’ vero,se Zedda si dimettesse entrerebbe in consiglio comunale Tore Corona del PD, per cui non farebbe nessun favore a nessun compagno (sai nel PD non vogliono essere piu’ chiamati cosi’).
      Ti invito a visitare il sito del comune e della Regione e ti renderai conto di quello che fa Zedda.
      Io penso che lui abbia piu’ chance di Filippo, ma sono anche convinta come dice Marcello che confrontarsi con lui alle primarie sia senz’altro positivo, e come dice Gino potrebbe essere un ottimo consigliere comunale o perche’ no assessore, sicuramente meglio degli assessori attuali!Ma non ce la farebbe a diventare sindaco.
      Sulle risposte che ha dato sono piu’ che condivisibili.

      • Luisa hai ragione su tanti punti, però se non ho scritto compagno di partito ma compagno di coalizione.
        Per il resto se alcuni vogliono creare una forza realmente nuova è necessario che usino metodi di lavoro nuovi. Abbandonare i vecchi schemi della politica e cercare di rendere tutto più pulito. Petrucci ha fatto ciò che è stato chiesto, ovvero rispondere a delle domande. Che senso aveva, non parlo di te Luisa, ma di altri, parlare di voci sentite in corridoio dal cugino del cugino dell’amico che abita in via Emilia, però nell’angolo opposto della sede del PD? Chi mette in giro certe voci su Petrucci sono gli stessi che a fine mese andranno a votare alle primarie. È questo il clima che vogliamo? Serve proprio questo veleno fratricida? L’avversario è il CDX!!!
        Non si diventa più forti cercando di far apparire l’altro più debole. Bisogna dimostrare la propria forza in un sano confronto. Petrucci è sportivo, da sempre. Sa gareggiare sapendo che si può vincere e sapendo che si può perdere.

        • Ciao Mango,
          gradisco chiarire un punto. Non penso che nessuno stia criticando Petrucci dicendo che non abbia qualita’, sia incapace,ecc. Nessuno e’ contro Petrucci a priori, e’ sicuramente un’ ottima espressione di un mondo stanco, inascoltato e precario e ha idee chiare e condivisibili.
          Pero’ il dubbio che viene tirato fuori in questo blog (e non solo) e’ sul fatto che sia in grado di diventare in primis e poi fare il sindaco in relazione con le esigenze di una coalizione, e io ritengo che in questo momento non abbia la forza politica per farlo. E’vero, come dice Vito, che ha raccolto le firme per primo, ma in quel momento si era preso il ruolo di candidato di rottura contro Cabras, come avevano gia’ pensato di fare Paolo Matta e Giovanni Dore, che poi si sono ritirati.
          Visto che, giustamente, quello che conta e’ la realizzazione del programma, sarebbe stato piu’ auspicabile che Petrucci condividesse il programma con Massimo Zedda e che insieme lottassero contro l’affermazione di Cabras, secondo me non e’ ancora troppo tardi per farlo, se Petrucci tiene davvero a Cagliari, e ne sono profondamente convinta, forse e’ il caso che convogli le sue forze e le sue idee su una reale possibilita’ di vittoria contro Cabras e contro il cdx, perche’ e’ vero che la sfida e’ contro il cdx, ma prima occorre battere Cabras che dietro di se’ ha il piu’ grande partito di opposizione anche se ultimamente scricchiola…
          Detto questo, in bocca al lupo ai candidati e il mio rispetto a tutte le persone che volontariamente e senza scopo di lucro si danno da fare per aiutare i candidati e cambiare questa citta’!

  7. Scusate, firme o non firme Petrucci ora è candidato alle primarie. C’è qualcuno che ha qualcosa da dire sulle risposte che ha dato e sul programma che propone? Grazie.

    • Marcello says:

      Programma assolutamente condivisibile.

    • Marcello says:

      Le risposte alle domande sono in gran parte condivisibili. D’altra parte le ha date un ragazzo di sinistra, che sta lavorando con altri giovani di sinistra.
      Purtroppo, è cosa nota per chi si legge qualche testo sulle strategie di scelta degli elettori, non si vota il programma (altrimenti il centrodestra non avrebbe mai vinto un’lezione!). sono sempre più persuaso che un buon programma serve per governare ma è inutile per vincere le elezioni, i meccanismi persuasivi sono altri (parlo dei voti di consenso, non di quelli clientelari o comprati).
      Comunque vadano queste primarie, io sono convinto che un buon programma riusciamo a tirarlo fuori per le elezioni. Noi tra circolo Sergio Atzeni e Fabbrica di Nichi abbiamo passato novembre e dicembre a fare incontri (appena abbiamo il materiale rivisto lo facciamo avere, qualcosa si può leggere su http://www.cagliaripedia.it), Filippo Petrucci ed i suoi si stanno muovendo e le risposte date sono testimonianza di un buon lavoro, questo pare che abbia dato una svegliata al PD, che dopo inutili forum tra coordinatori di partito, domani mi pare incontri cittadini e associazioni (meglio tardi che mai!).
      Resto convinto che Massimo vinca queste primarie, ma sono contento che Filippo Petrucci sia – aldilà del risultato finale – un valido interlocutore.

      • Carlotta Pinna says:

        Caro Marcello, credo in questa fase di primarie sia importantissimo parlare di programmi .
        Sostieni che”dare giudizi su un programma è come dare giudizi su un’opera letteraria”, “un buon programma serve per governare ma è inutile per vincere le elezioni”parli di “meccanismi persuasivi di consenso”parli di “testo sulle strategie di scelta degli elettori”poi peró aggiungi “….Comunque vadano queste primarie, io sono convinto che un buon programma riusciamo a tirarlo fuori per le elezioni”. Ecco io credo che sia importante puntare su quest’ultimo punto. I meccanismi persuasivi di consenso quali sarebbero? La strategia di cui tu parli sarebbe quella di uniformarsi a una visione leaderista scindendola dalla costruzione di un programma che a tuo dire é l’ennesima opera letteraria ? Una tendenza che riscontro é quella di rimanere vaghi , non entrare nel dettaglio delle cose,non toccare alcuni temi per non far scontenta quella fetta di elettorato che ha degli interessi da preservare.Quindi per non scontentare nessuno la strategia del consenso t’impone di non prendere posizione.
        Poi al limite a giochi fatti , allora si , in un modo o nell’altro qualcosa si fará. Mi auguro non sia cosí, soprattutto per rispetto dei vostri militanti di base che so che lavorano sodo , sono una fetta importante di elettorato nuovo e con entusiasmo partecipano alle iniziative.
        Dal momento che il circolo Sergio Atzeni ha lavorato per una campagna tesseramento 2010, cosa che é stata purtroppo trascurata dal Pd Cagliari( lo dico da ex tesserata), dal momento che ci sono persone che lavorano per costruire quell’humus di idee e confronti,mi auguro che si parli di programmi e non di come accattivarsi il consenso.
        P.s. Ho raccolto le firme anche io per strada insieme ad altri ragazzi sostenitori di Megliodiprima NON CI BASTA! Ogni cittadino che ha firmato lo ha fatto in totale libertá, ogni tesserato PD, IDV, SEL,Rossomori e qualsiasi cittadino che si riconosce nei valori del centro-sinistra che ha firmato, lo ha fatto per sua scelta.

  8. Michele says:

    Gentile Gino
    ognuno è libero di sostenere chi vuole, ci mancherebbe. Ma il punto è un altro: cosa ti porta a dire che il PD ha regalato a Petrucci le firme che gli mancavano per candidarsi alle primarie? Vuoi spiegarti meglio? A me risulta che la gente sia venuta a firmare liberamente, per scelta e non per fare un favore.. a chi? A Cabras?
    Io le firme per Petrucci le ho raccolte, in strada, tra la gente. Di che regalo parli?
    Pensi che questo genere di “insinuazioni” sia costruttivo?
    Saluti

  9. La citta’ e’ come un pascolo…quindi noi siamo le pecore e Petrucci vorrebbe essere il nostro pastore?La metafora lascia un po’ a desiderare…Di guardiani che se ne stanno comodamente seduti all’ombra di un albero mentre nel pascolo succede qualsiasi cosa ne abbiamo gia’ avuto per quasi 20 anni. Le idee che propone non sono malvagie ma occorre anche saperle mettere in pratica e io non ritengo che Petrucci abbia l’ossatura per farlo. Un’altra domanda che avresti potuto fare Vito sarebbe come i candidati hanno intenzione di gestire i rapporti con gli altri partiti, perche’ e’ vero che ci sono le primarie, ma poi bisognera’ fare accordi con i partiti quando ci saranno le elezioni vere e proprie e in quel caso come intende agire il giovane e “senza-partito” Petrucci?Il PD gli ha regalato le firme che gli mancavano per candidarsi alle primarie per cui deve gia’ un favore a Cabras. Onestamente penso sia un bravo ragazzo e non sono contrario per principio alle sue idee, ma non ha spessore politico, non sarebbe in grado di governare Cagliari, perche’ se gia’ lo hanno dovuto aiutare per raccogliere le firme necessarie figuriamoci come “abuserebbero” di lui in futuro i vari partiti. Io penso che dobbiamo guardare avanti e sostenere una persona capace di governare, di stare all’interno della coalizione, con le spalle dritte, non possiamo solo votare contro, ma dobbiamo votare per!Ritengo Petrucci, Andreozzi e Frongia deboli per sostenere un’elezione, Cabras ha gia’ dato ed e’ fuori da Cagliari da anni, io scelgo Zedda.

    • Gentile Gino, da cosa deriva l’insinuazione che Petrucci abbia avuto firme in regalo dal PD? Come mai allora non gli hanno procurato tutte le 1653 che erano inizialmente richieste? Petrucci lo scrive chiaro e tondo nel suo blog: lui di firme ne ha portate 1565. Quando si fanno i giochi sporchi, si fanno per bene: regalo per regalo, tanto valeva procurargliene 100 in piu’, non trova? Intanto, Petrucci e’ l’unico che sia andato per strada a cercare sostenitori, e il fatto che ne abbia trovati forse spaventa qualcuno.

    • Marcello says:

      Ma no, che non spaventa nessuno…i vecchi del PD riescono a tenere a bada i rottamatori figuriamoci se non sanno gestire 1500 firme. E’ indubbio che la candidatura di Petrucci fosse di rottura all’inizio, perché avrebbe sottratto voti sicuri al PD, ma ora è una candidatura “gemella” di Massimo Zedda e quindi di fatto favorisce Cabras. La politica non è una scienza esatta, ma qualche regoletta ce l’ha.
      Sulle firme bonus si parla molto, forse sono rumors, forse no (si parla anche di un consigliere comunale PD che pare abbia dato una grossa mano). Prima o poi qualche notizia ce la darà Vito, che di solito riesce ad intercettare informazioni anche riservate.
      Ma il problema delle firme è secondario rispetto al tema principale: la competenza indispensabile per svolgere una funzione all’interno di un consiglio comunale (non parliamo poi della funzione di sindaco!) e come notava Gino, la capacità di relazione con le altre forze della coalizione.

      • Marisa Fois says:

        @ Gino e @Marcello: la questione delle firme è stata più volte sollevata, con conseguenti insinuazioni di volta in volta. Nessuno le ha regalate a Filippo, né il Pd come dice Gino né il consigliere comunale PD cui fa riferimento Marcello. Vi posso assicurare che non ci sono informazioni riservate: abbiamo sempre agito con la massima trasparenza. Io, assieme al gruppo, ero per strada a raccogliere le firme.
        E anche noi, come Gino, siamo stanchi di guardiani. Pascolo è infatti inteso come “luogo di crescita”, non come luogo in cui uno si impone sugli altri.
        Perchè non parliamo delle proposte di Filippo anzichè continuare a discutere sui voti o sul fatto che sia un disturbatore per gli altri?
        Le primarie ci saranno e devono essere un momento costruttivo per tutti. Per la nostra città soprattutto.

        • Scusa Marisa ho letto solo ora il tuo commento. Auspico che le firme non siano state regalate, nonostante continuo a nutrire dei dubbi, ma non perche’ dubiti delle tue parole, ma perche’ condivido una passione politica da tanto tempo e i dubbi li nutro sempre.
          Le proposte possono essere condivise e concordo sulla tua opinione delle primarie, ma la mia voglia di vincere le elezioni e mandare a casa la destra, mi fa optare su un candidato che abbia effettivamente una possibilita’ contro i vari La Spisa o Fantola, e in questo momento Petrucci realisticamente non ha possibilita’, mentre penso che Zedda ne abbia di concrete.
          Poi ribadisco, nulla contro Filippo, auspico che tra 5 anni potremmo votarlo tutti insieme come candidato unico del centrosinistra, ma oggi lo vedo troppo debole politicamente.

        • Marcello says:

          @Marisa. Prendo atto e non ho motivi per non credere che sia così. Ma come ho detto in ogni caso il tema delle firme non è importante. Però dare giudizi su un programma è come dare giudizi su un’opera letteraria. Io lo condivido, ma come realizzarlo? Con quali alleanze? Il problema non è avere un buon programma, ma essere un candidato accreditabile per la vittoria. Filippo Petrucci sarebbe stato un buon candidato di rottura, ma sarebbe rimasto dietro Olita o Lilli Pruna se avessero accettato la candidatura. Con Massimo hanno diverse cose in comune, anche se Massimo vanta indubbiamente una maggiore esperienza politica ed amministrativa.
          Credo che il tema della bontà del programma alla fine non faccia la differenza, né per le primarie, né per le amministrative. Il tema è quale candidato del centrosinistra ha più possibilità di vincere le elezioni?

      • Ciao Michele e ciao Anna,
        Ovviamente ciascuno e’ libero di votare chi vuole, io ho espresso la mia intenzione di voto e voi la vostra. Sollevavo semplicemente dei dubbi politici sulla candidatura di Petrucci e assolutamente non personali, non ho nulla contro Filippo.
        Sulla raccolta delle firme se volete prendetela come una bugia o un rumors, magari lo stesso Petrucci potra’ chiarire, ma la voce che gira negli ambienti politici cagliaritani che sia arrivata una forte mano da via Emilia consegnando le firme mancanti a Filippo e’ abbastanza solida. Inoltre penso che sia verosimile, Cabras aveva tutto l’interesse a che si candidasse Petrucci perche’ levera’ voti a Zedda e non certo a lui.
        E’ vero che le firme sono state raccolte per strada e da tanti volontari, per carita’, ma e’ anche vero che non erano sufficienti e che lo stesso Petrucci lo avesse affermato poco prima della scadenza fissata, prima che magicamente apparissero le firme necessarie.
        I miei dubbi sono semplicemente sul fatto che Petrucci possa fare il sindaco, e’ mia personalissima opinione che politicamente e’ troppo debole per governare una citta’ come Cagliari, mentre magari potrebbe essere un ottimo consigliere comunale, ma tra consigliere e sindaco c’e’ una bella differenza.
        Vito invita a commentare sulle proposte di Petrucci, ho scritto nel mio intervento che non sono cattive idee, ma occorre la forza politica per realizzarle e non solo l’entusiasmo nel proporle.

  10. Marcello says:

    Questa storia del completo digiuno di esperienza amministrativa, là il termine fu “straordianriamente incompetente” mi pare, mi pare di averla già sentita da una giovane economista candidata dal PD di Veltroni alla Camera (di cui si sono un po’ perse le tracce a dire il vero).
    Sarà per contrasto per l’aver studiato dai preti, ma io non credo che entrare nudo e scalzo nella fossa dei leoni sia un buona idea, a meno di avere dio dalla propria e chiamarsi Daniele…
    Scrivere un programma, anche ottimo, anche innovativo, è una cosa, cercare di governare una città come Cagliari, con una burocrazia intrecciata con il potere politico e poteri forti forti che dominano, è un’altra.
    L’incompetenza politica purtroppo non è una virtù: ne fece le spese Federico Palomba negli anni ’90 come presidente della Regione (che pure era uomo onesto e valido magistrato). Le posizioni apicali hanno bisogno di conoscenza degli strumenti, dei tempi e anche dei riti, pena l’inefficacia. E non c’è ottimismo della volontà che salvi la situazione…

    • Analisi lucidissima, che condivido.
      Infatti Petrucci, come Vito ha già chiarito più volte, non ha speranze di vittoria, ma un suo risultato eclatante non può che scuotere le fila del resto del centrosinistra, per focalizzarlo su quello che la gente vorrebbe sentirsi dire dal proprio candidato: “cambierò in meglio questa città perché ci tengo” e non “va tutto bene così”.

  11. Magnatek says:

    Una domanda al Sig. Petrucci:
    come mai dal momento che, come scrive Valerio Caddeu, è a “completo digiuno di esperienza amministrativa” ha deciso di puntare alla poltrona più alta (cosa che richiede una certa esperienza) e non a quella di consigliere comunale, traguardo già di per sè irraggiungibile per i trentenni dai volti nuovi?
    Vuole veramente aspirare a diventare sindaco? O ha altre ambizioni?
    Altri hanno fatto come Lei e, una volta perse le primarie, hanno sfruttato la notorietà acquisita durante la campagna per le primarie nella vera campagna elettorale, appoggiando ovviamente un altro candidato sindaco.

  12. Elisabetta says:

    Grazie a Filippo Petrucci (che ho già detto sosterrò, e stavolta mi ha pure convinto) per le risposte chiare sia in termini di progetto politico (e il richiamo alla Politéia di Platone, posto senza spocchia ma con pertinenza, qui ci sta tutto) sia – e credo non sia un caso come altrove ho sottolineato – in termini di linguaggio.
    E grazie anche, da mamma, per il richiamo ai bambini e agli stranieri (spesso genitori anch’essi), risorse belle e così trascurate della nostra convivenza e persino della nostra economia.

  13. Forse è proprio il completo digiuno di esperienza amministrativa, la marcia in più di Petrucci: il suo approccio ai problemi della città sembra pragmatico e lucido, animato da un grande amore per Cagliari. Mi auguro davvero una grande sorpresa alle primarie, lo scardinamento dei piani di tutti, in modo che la politica torni a parlare di cose come queste. Finora i veri politici hanno solo ragionato di alleanze, candidature, numeri, opportunità… e Cagliari? Proprio in queste pagine lessi le parole di Cabras, se non sbaglio, il quale assicurava ai burattinai del teatrino che un cambio al vertice che lo avesse visto protagonista non avrebbe intaccato i loro piani.

    • “Forse è proprio il completo digiuno di esperienza amministrativa, la marcia in più di Petrucci”

      Questa è la migliore del secolo…
      quindi ti faresti operare da uno studente di medicina del primo anno e ti faresti fare il progetto di una casa da uno che non è nemmeno geometra?

      • William Nappi says:

        @ Vanna.
        Il paragone non calza affatto, mi spiace.
        Il ruolo del Sindaco è quello di amministrare la città unendo le competenze di specialisti, non di essere specialista.
        Ovviemente non sto dicendo che un sindaco non deve avere competenze, guai!

        Sicuramente è meglio affidarsi ad un giovane ragazzo che ,dopo essersi laureato(e oltre), si sente di avere le palle che non hai tu e chi lo critica di mettersi in gioco e cercare di far svegliare una delle città potenzialmente più belle del Mediterraneo.

        Per quanto mi riguarda è bellissimo il solo fatto che lui ci creda!Perchè anch’io ci credo, c’è tanta gente che ci crede! E questo vale più di trent’anni di esperienza politica.

        Purtroppo c’è tanta gente che ,come te , preferisce chi invece ha una grande enorme ed immensa esperienza… e qualche palazzina da fare.
        Pensaci.

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