Cagliari / Elezioni comunali a Cagliari 2011 / Politica / Sardegna

Comunali a Cagliari: appello di sette intellettuali del centrosinistra, “Serve un progetto condiviso, no alle divisioni”

Sette intellettuali che si riconoscono nelle posizioni del centrosinistra (lo scrittore Giulio Angioni, i docenti universitari Gianfranco Bottazzi, Maria Del Zompo, Gianni Loy, Francesco Pigliaru, Marco Pitzalis, e don Ettore Cannavera) hanno diffuso questa lettera-appello sulle primarie del centrosinistra a Cagliari. La lettera (condivisibile) dimostra essenzialmente una cosa: che dopo oltre quindici anni di opposizione in città, il centrosinistra non ha ancora un programma né uno straccio di idea su cosa fare nel caso in cui dovesse vincere le elezioni. Ecco la lettera.

***

Le Primarie possono costituire una grande opportunità per la città di Cagliari, un’ottima opportunità per i cittadini e soprattutto un’opportunità eccezionale per la coalizione di centro-sinistra.

La città ha bisogno di darsi un progetto di sviluppo coerente ed avanzato, soprattutto ha bisogno di uno scatto di orgoglio, di fantasia e partecipazione.

Le Primarie possono essere un vuoto rito o peggio un momento di sterile conflitto che rischia di danneggiare il centrosinistra se danno luogo ad una competizione basata sulla delegittimazione dell’avversario e la denigrazione.

Questa deriva può essere combattuta con uno sforzo collettivo di intelligenza e di volontà. In questo caso, le primarie possono essere una tappa fondamentale della maturazione politica e civica della coalizione e un momento di costruzione ed espressione di cittadinanza.

Il confronto sulle candidature deve essere innanzitutto un confronto sulle “cose”. Un confronto di prospettive, di idee, di progetto.

Questo confronto deve essere aperto e costruttivo, volto alla condivisione e costruzione di un programma e di un’idea per la città di Cagliari.

Il candidato vincente alla Primarie dovrà infatti incarnare questo progetto condiviso.

Le Primarie dunque non possono ridursi ad una semplice gara per ottenere una candidatura, bensì devono essere il momento nel quale la coalizione di centro-sinistra si incontra, si riconosce, si legittima agli occhi della cittadinanza.

I cittadini tutti, e non solo quelli che storicamente votano il centro-sinistra, devono essere i protagonisti della  costruzione del progetto. A tutti i partiti della coalizione chiediamo di impegnarsi a far sintesi delle diversità.
I firmatari di questa lettera invitano dunque i concorrenti delle Primarie per la scelta del candidato della coalizione di Centrosinistra a partecipare ad un confronto con la cittadinanza che potrà avere luogo nella settimana precedente questo momento elettorale.

Questo incontro potrà articolarsi anche in laboratori tematici nei quali i cagliaritani saranno chiamati a discutere il progetto di una Cagliari democratica ed ad avanzare le proprie proposte indirizzate al bene comune e alle categorie oggi più in difficoltà.

Chiediamo dunque ai candidati alle Primarie del Centro-sinistra di accettare la sfida del dialogo e del progetto con uno spirito unitario e costruttivo al fine di trasformare il processo elettorale in un momento di partecipazione collettiva reale e non puramente strumentale.

Giulio Angioni
Gianfranco Bottazzi
Ettore Cannavera,
Maria Del Zompo,
Gianni Loy,
Francesco Pigliaru,
Marco Pitzalis

19 Commenti

  1. Pierfranco says:

    Intellettuali sicuramente di primissimo piano, belle parole, ma la parte più bella e interessante della lettera sta alla fine (“Questo incontro potrà articolarsi anche in laboratori tematici nei quali i cagliaritani saranno chiamati a discutere il progetto di una Cagliari democratica ed ad avanzare le proprie proposte…..”). Il resto è vecchio linguaggio della politica. Si può fare mooooolllllto meglio!

  2. Daniele Gamberini says:

    Non ci credo, spero sia uno scherzo.

      • Daniele Gamberini says:

        Già di per sé non mi ha mai convinto l’attribuzione del titolo di “intellettuale”, quasi fosse un’etichetta oggettiva e voluta dal destino. Dopo che leggi don Ettore Cannavera, poi, non puoi fare altro che riderci su.

        • Giuliana says:

          Perchè ti fa ridere che il nome di don Ettore Cannavera sia tra questi?

        • Neo Anderthal says:

          Ridere di cosa?
          Ettore Cannavera è molto più di un intellettuale, se è per questo.
          Intellettuale è comunque chi produce con l’intelletto, come ad esempio i docenti universitari.
          Per fare quello che Ettore Cannavera ha fatto e fa, col ragionamento e l’azione concreta, ci vuole però intelletto e anima.
          E te lo dice un non credente.

  3. Il senatore Cabras ha mandato questa nota alle redazioni, in risposta alla lettera dei sette intellettuali. Eccola:
    “L’invito rivoltoci per cogliere l’occasione delle primarie ai fini di un rilancio unitario dell’iniziativa programmatica del centro sinistra per Cagliari arriva al momento giusto. In particolare orienta positivamente una competizione verso una consultazione, il cui esito deve rafforzare l’immagine solidale e coesa di una coalizione candidata a governare la città’.
    Questo risultato auspicabile è meglio assicurato da un’ampia partecipazione non solamente al voto ma anche alla fase di definizione e discussione del programma. La mia disponibilità è pertanto assicurata nelle forme e nei modi che la coalizione e i firmatari dell’appello utilmente sceglieranno”.
    Antonello Cabras – candidato Pd

  4. Banana says:

    ci mancava solo l’appello degli intellettuali! perchè la farsa possa dirsi completa quale altro passaggio è necessario? una presa di posizione della curia?

    • Marco P says:

      Appello degli intellettuali e pronta risposta di Cabras.. Mi sa che fa tutto parte di un canovaccio..

  5. Marcello Cadeddu says:

    Se puo’ essere ritenuta un’informazione utile, la Fabbrica di Nichi di Cagliari in collaborazione col circolo di Sinistra Ecologia e Libertà “SergioAtzeni” ha organizzato nei mesi di novembre e dicembre otto incontri con cittadini, associazioni, esperti ecc. nei locali di Via Puccini, 51 su temi d’interesse della città (dal lavoro, all’urbanistica ai diritti, ecc.).
    Da questi incontri sta scaturendo una bozza di programma, che in embrione si può leggere anche in rete (www.cagliaripedia.it). Credo che Massimo Zedda, che ha partecipato a tutti gli incontri, potrà farne la piattaforma della propria candidatura ed in ogni portarlo come contributo (partecipato) ad una discussione più generale per il programma di coalizione.
    I laboratori tematici che gli estensori della lettera propongono noi li abbiamo già fatti ed i risultati, buoni o meno buoni che siano (ma sempre discussi con i cittadini che hanno voluto partecipare) possono tranquillamente essere portati anche in altre sedi di elaborazione per migliorarne i contenuti.
    Il problema non è il candidato, ma l’idea di città: se sia semplicemente da ritoccare nell’estetica o da rivoltare da cima a fondo. Io credo nella seconda ipotesi e così penso del mio partito e di Massimo Zedda, il candidato che ne è espressione.
    Marcello Cadeddu
    Componente Assemblea provinciale SEL

    • antonio says:

      Marcè … Massimo Zedda è stato per cinque anni consigliere comunale. Al netto degli omaggio donna in discoteca e dei drinchini al libarium non resta nulla: cinque dimenticabili anni. Che diventi improvvisamente credibile perchè si candida alle primarie è incredibile.

      • Elisabetta says:

        …infatti.
        Copio qui il commento di M.Z. pubblicato nella sua pagina Facebook a proposito dell’appello dei 7 savi… Non direi propriamente memorabile neanche questo…

        «Sono convinto, da sempre, che le primarie siano un momento di confronto sulle idee e sui programmi.
        Ora è il momento per cui questo confronto avvenga attraverso il coinvolgimento dei cittadini: indispensabile anche per riavvicinare alla politica i tanti delusi che in questi anni hanno scelto di non partecipare a uno dei momenti democratici più importanti. E’ anche questo uno dei compiti del centrosinistra a Cagliari, in Sardegna e in tutto il Paese.
        Ben venga, quindi, l’appello dei sette intellettuali che richiamano il punto cardine delle primarie: quello di rappresentare una occasione importante di dibattito sul governo futuro di Cagliari ma anche quello di chiarire, una volta per tutte, quali siano i problemi da risolvere in città».

        WOW!

      • Neo Anderthal says:

        Ma è proprio necessario usare argomenti che sono solo crastulate (drinchini e Libarium, per esempio) per contrastare Massimo Zedda? Finché si scherza va bene, poi dovremmo interessarci di politica sul serio, al netto delle battute sui locali che si scelgono per incontrare amici.

        • @Elisabetta. Mi piacerebbe sapere che risposta si dovrebbe dare a un appello, a parte la disponibilità dei candidati al confronto. Se Zedda avesse detto di più, si sarebbe potuto criticare perché sarebbe bastato un sì; se non avesse risposto, tutti a gridare allo scandalo.

          Invece dice una cosa molto semplice, anzi due: di avere sempre pensato alle primarie come un momento di confronto tra idee e programmi, ben prima che lo dicessero i sette. E di vederle come una occasione di riportare alla politica chi ha scelto di non partecipare negli ultimi anni.

          Non sarebbe male, per tutto il centrosinistra, visto che l’obiettivo è battere il centrodestra alle amministrative.

          Un saluto

      • Meglio il Libarium che i sotterranei del Brotzu!!

      • Marcello Cadeddu says:

        Io credo che in uqesta cosa dei “drinkini” ci sia un pochino di luogo comune. Mi pare che Massimo non sia né un frate, né un eremita. Rispetto all’efficacia dell’azione in consiglio comunale io prima di fare affermazioni cercherei di verificare i dati. Posto che Massimo era ed è componente di una minoranza della minoranza. Non mi pare che altri abbiamo fatto molto meglio di lui, in ogni caso. E non mi pare che altri e anche più blasonati componenti di quella opposizione abbiano fatto di meglio.
        Massimo non mi pare sia uno che si chiude nel palazzo, in consiglio regionale – per quello che ho avuto modo di osservare – è di quelli che si studia i temi che deve trattare (ed assicuro che non sono in tanti…), ama la sua città e può dare un contributo importante. Poi se vogliamo parlare per luoghi comuni parliamo per luoghi comuni, se le battute di Elio e Vito a Buon giorno Cagliari (persone che per altro conosco e stimo) devono essere elementi di valutazione dei candidati, usiamole pure. Ma per me non è cosa seria!

        • Neo Anderthal says:

          Conosco Massimo – e anche Filippo Petrucci- da quando erano dei ragazzi.
          Sono dei giovani con cervello e idee, mettiamoli a confronto e premiamo chi, in ogni caso, si è messo in gioco, mentre altri con “spalle più larghe” si sono ben guardati dal correre il rischio.
          Il resto sono davvero crastulate non degne di nessun dibattito serio.

  6. Marco P says:

    tutto molto bello e condivisibile, ma poco realistico. 20 giorni non saranno sufficienti a costruire tutto questo.. Bando alla retorica, leviamoci il dente alla svelta di modo che candidato designato e coalizione compattata attorno a lui comincino a quagliare un progetto serio per la città da proporre agli elettori..

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