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La Sardegna non pensa al futuro e scambia la Fase 2 con la Fase Zero: perché?

Our Iconic President

Da un estremo all’altro, dalla clausura al liberi tutti: è forse questo il mondo che ci attende?

Per due mesi la Sardegna ha chiuso porti e aeroporti, consentendo la partenza e l’arrivo ad un numero così esiguo di persone che per ritrovare un caso simile dovremmo tornare indietro probabilmente di secoli. Poi improvvisamente la Giunta Solinas pensa di far arrivare da giugno a settembre due milioni di turisti, al ritmo di 25 mila sbarchi al giorno (fonte la Nuova Sardegna di ieri): è credibile tutto ciò, soprattutto alla luce del fatto che ogni ipotesi di controllo sanitario si scontra con ostacoli che sembrano insormontabili?

Nella nostra isola si fanno pochi tamponi e sulla credibilità delle altre modalità di controllo il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri oggi al Corriere della Sera è stato lapidario: “Vanno evitati il più possibile i cosiddetti test rapidi”. Proprio quelli cui sta pensando la Regione Sardegna per accogliere in poco meno di tre mesi (lo ripeto) due milioni di persone.

Anche perché se solo il 5 per cento di questi due milioni di turisti risultasse positivo al test rapido, dove dovrebbe fare immediatamente il successivo tampone? Parliamo di centomila tamponi da fare in tre mesi, al ritmo di oltre 1200 al giorno: la Sardegna è preparata a questa sfida? Al momento non sembrerebbe. Oppure chi risulta positivo al test sierologico riprende il primo aereo e lascia subito l’isola? Oppure basterà tracciarlo con una app che (lo ricordiamo) al momento non esiste?

Domande senza risposta. Ma ormai è una smania a riaprire, a tornare, anche solo fittiziamente, ad una normalità perduta.

Ed ecco che scoppia la polemica riguardante le spiagge, e in Sardegna non è cosa da poco, posto che solo il 20 per cento dei nostri litorali è affidato in concessione. In ballo quindi non c’è solo l’industria delle vacanze ma anche la nostra salute mentale (abbiamo bisogno di uscire di casa, di vedere nostri simili). L’Inail diffonde delle linee guida che mal si conciliano con una quotidianità che il virus ha spazzato via. Ma l’opinione pubblica insorge e la politica, spaventata, dove può fa marcia indietro rispetto a semplici ipotesi sulle quali prima o poi bisognerà iniziare a ragionare. Ma ragionare inizia ad essere difficile, come se la colpa di tutto fosse dell’Inail e non del virus.

Il problema spiagge al momento resta irrisolto: come impedire che nei nostri litorali ci sia un assembramento continuo e pericoloso? Chi pone problemi e abbozza soluzioni viene additato come nemico. La realtà viene negata, il virus rimosso.

L’economia ha le sue ragioni e le fa sentire a voce alta. Il presidente Solinas trova la scappatoia, inverte l’onere della prova e sfida i sindaci a chiudere negozi e servizi laddove lui decide di riaprirli tutti. In realtà, Solinas non si contrappone solo ai primi cittadini, ma anche ai prefetti che hanno detto chiaramente che quell’indice rt non calcolabile non è segno di sicurezza ma al contrario, di incertezza.

E intanto, costretti freneticamente a parlare di ciò che ci attende nei prossimi giorni, abbiamo smesso di parlare di ciò che avverrà nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

La Sardegna non deve provare a ritrovare certezze perdute per sempre, ma deve progettare adesso il suo futuro.

Deve modificare radicalmente la sua organizzazione sanitaria e il suo modo di affrontare il tema delle povertà.

Deve rivedere la propria organizzazione scolastica e il modo in cui le pubbliche amministrazioni saranno chiamate a rispondere ai cittadini.

Deve ripensare la sua mobilità, non solo da e per l’isola, ma anche all’interno dell’isola.

Sono esigenze ineludibili che se non affrontare con la massima rapidità rischieranno in autunno di travolgerci.

Perché la Fase 2 è soltanto un passaggio verso la Fase 3, quella cioè del cambiamento stabile, dell’innovazione, della sfida al virus accettata e combattuta con armi nuove.

La Fase 2 in Sardegna sta invece assomigliando drammaticamente ad un ritorno improbabile alla Fase 0, a una impossibile regressione a un mondo pre-Covid.

E di tutti gli errori che possiamo fare, forse questo è il peggiore.

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21 Comments

  1. Marco Pacini says:

    A queste condizioni mi sa che in Sardegna verranno poche persone!
    Fate voi…

  2. Pietro Porcella says:

    La pubblicità la sto facendo alla Sardegna nei mesi autunnali e invernali non a me, e is americanus benestanti portano i soldi delle loro due settimane di vacanze in altre regioni come la Puglia se non ricevono proposte da imprenditori col cervello impestau come questi ultimi due commentatori.

  3. Giampaolo says:

    Verso l’apertura totale ma totalmente impreparati
    Sembra si vada verso l’apertura totale delle attività; è giusto perché l’economia va sostenuta e famiglie ed imprese hanno bisogno di tornare alla normalità. Purtroppo la dichiarazione di normalità non la decide la politica ma il virus ed i nostri comportamenti. La politica con disposizioni chiare ed inequivocabili ha comunque il compito di rendere reale la ripresa.
    Bene, mi chiedo se a livello regionale (ma anche nazionale) ci siano dei piani di sicurezza ed emergenza operativi che rispondano a questa necessità. Francamente le disposizioni mi sembrano insufficienti e lacunose, sicuramente mi è sfuggito qualcosa.
    Avete voi contezza dei seguenti provvedimenti:
    – Presidi sanitari permanenti in porti e aeroporti dell’isola con controlli serrati in ingresso e uscita?
    – Strutture attrezzate per la eventuale quarantena?
    – Tamponi a tappeto e controlli sierologici per individuare gli asintomatici?
    – Disponibilità reale dei dispositivi di protezione (mascherine, guanti, schermi facciali, tute, calzari)?
    – Operatività reale delle rianimazioni negli ospedali pubblici orientati al covid?
    – Innalzamento del livello qualitativo delle strutture ospedaliere isolane?
    – Promessa solenne da parte dei politici (in questo caso di chi governa la regione) che non ci sarà alcuna chiusura di ospedali e reparti dell’isola anzi la riattivazione delle strutture dismesse (vedi Binaghi e S.Barbara)?
    – Rapidità nella esecuzione dei test?
    – Operatività reale dei medici territoriali che seguano i pazienti a casa e monitorizzino di concerto con le Asl la evoluzione di qualunque tipologia di infezione o anomalie sul numero di patologie particolari (influenze, polmoniti, broncopolmoniti, altre tipologie virali che si stanno presentando)?
    – Potenziamento della medicina di base, delle guardie mediche e guardie turistiche?
    – Attivazione di aziende isolane che producano guanti, mascherine e disinfettanti?
    – Messa in sicurezza delle scuole, dal punto di vista strutturale e logistico anche con riferimento al numero di alunni per classe (la regione ha il potere di confronto con lo stato, se sussistono emergenze)?
    – Rendere operative linee di trasporto aeree e marittime, anche con sostegno regionale, che siano sempre pronte sia in condizioni normali che di emergenza?

    Vi sembra che in regione stiano lavorando alacremente giorno e notte per rendere operative queste vitali esigenze?
    Pensate che tutto il palazzo si stia prodigando per garantire sicurezza e fiducia nella popolazione?
    Io penso di no, ma le evidenze sono chiare ed inequivocabili.
    Si aprirà tutto navigando a vista e sperando che “vada tutto bene”.
    L’insularità ci ha parzialmente protetto, ma purtroppo per i signori governanti arriva una sonora bocciatura per operato irrazionale e non competente; per carità ci sono state anche iniziative positive, ma le garanzie sono il risultato ragionato di azioni virtuose che si basano su principi di cautela, prudenza, conoscenza, informazione.
    Non possiamo sentirci tranquilli con questa classe politica (maggioranza ed opposizione intendiamoci); dovremmo ponderare le nostre scelte ed il nostro voto scegliendo i migliori figli della nostra terra che mostrino amore verso quest’isola.
    Intanto l’ombra delle scorie nucleari e del deposito unico nazionale incombe; vigiliamo su tutti i fronti perché gli agguati per la nostra cara Sardegna saranno sempre più frequenti.

    Giampaolo

  4. Radio Pirri says:

    E GI FIAD’ORA.
    Finalmente, da lunedì i “Gobernadores” potranno avere a disposizione le chiavi di casa e anche quelle del motorino. E avranno anche il permesso, essendo chiuse, perfino di fare due saluti in discoteca.
    I ragazzi sono cresciuti, anti postu a conca ed è giusto dargli un po’ di fiducia.
    Adesso che però possono decidere le formazioni da mandare in campo, scegliere il modulo più adatto e anche se presentarsi con una formazione difensiva, privilegiando il contropiede o con una formazione più votata all’attacco tipo un più performante 4-3-3, speriamo che la finiscano di prendersela ancora con l’arbitro e i giardialinee (quello lo può fare, a ragione, solo il Cagliari) come i tifosi in curva Nord e pensino piuttosto a guadagnarsi i punti necessari per la salvezza, lo scudetto e per il posto in Europa.
    Anche perché, se tutto va bene, finalmente IOLE potrà convincersi che, a differenza di quanto da lei dichiarato a Diritto e Rovescio, “la sanità, in realtà, è di competenza regionale”.
    Fontana e Gallera potranno finalmente coronare il loro sogno di farsi sostituire in toto da Bertolaso, tanto peggio di sicuro non potrà certo andare e, forse forse, almeno qualcuno dei simpaticissimi vecchietti e vecchiette di Bergamo riuscirà a sopravvivere e giocare un po’ con i nipotini.
    Totti probabilmente riuscirà a completare le cuccette sanitarie e i passaggi apPONTE con un altro paio di ospedali navali a straccu barattu.
    E INFINE.
    Anche noi potremmo forse avere la rcondita e mai nascosta speranza di vedere prima o poi…..CHRISTIAN CHE CI DIVENTA UN GRANDE STATISTA, che riesce a farci capire davvero un grafico e una slide e che (addirittura) riesce a prendere una decisione in tempo reale precedendo alla grande il solito e tanto atteso messaggio whatsapp da Pontida, dove purtroppo se la prendono sempre più comoda.
    O, non si sci mai….Spereusu.
    Comunque, sempre che non ci si metta di nuovo Truzzu con i cartelli e il suo amore sfrenato per Jennifer Lopez, forse a farci un bagno a Giorgino e a SI TUNDI ci riusciamo.
    ____Grande Christian!!!!!!____

  5. Tutto viene fatto in omaggio alle richieste di balneari, albergatori e categorie affini.

    Molti di loro, lo sappiamo, non sono neanche sardi ma si sentono in diritto di mettere bocca su tutto, vedi Briatore, ospite gradito di Solinas e da lui ricevuto in pompa magna non troppo tempo fa. Briatore, lo sappiamo, è un noto filantropo che ha a cuore gli interessi dei sardi. Ed è grande sostenitore di Salvini.

    Del problema si occuperà Zoffili visto che, non lo ha scritto nessuno, è tornato a guidare la lega in Sardegna al posto del cagliaritano De Martini, congedato con i saluti di rito, ma il gesto basta per confermare che il controllo e le istruzioni partono da Via Bellerio.

    Alcuni sindaci hanno già ricevuto richieste per estendere le concessioni, limitare parcheggi e ingressi, che saranno perlopiù a pagamento.

    L’articolo dice che “solo il 20%” delle spiagge sarde è a pagamento, a me quel 20% sembrano anche troppo. Senza contare che ci sono quelle spiagge in teoria libere se ci arrivi a piedi, ma dove devi pagare se vuoi parcheggiare l’automobile.

    I 25 mila al giorno da qui fino a settembre che Solinas potrebbe far venire in Sardegna, come reagiranno? Sapranno rispettare le regole e gli spazi imposti?

    I residenti (quei pezzenti che vogliono andare al mare gratis) sono da tempo considerati un fastidioso problema, e con la scusa del COVID i turisti avranno quello che cercano da anni: spazi privati senza sardi buzzurri in mezzo ai piedi.

    Il commentatore “Vittorio” ha espresso una considerazione giustissima su fine contagi e confinamento della persone, però come abbiamo visto e come pare, alla giunta e a chi ne indirizza le scelte, non sembra importare molto del benessere dei sardi; è assai verosimile che a poca distanza temporale dall’apertura dei porti, il virus tornerà a circolare. E i sardi saranno “quarantinati” nuovamente.

    Come dice qualcuno, forse era meglio continuare a tenere gli aereoporti chiusi per qualche settimana ancora, se non per tutta la stagione. Con un sistema sanitario come il nostro, 25mila ingressi al giorno rischiano di provocare danni incredibili anche solo se una piccola parte fosse positiva ma senza sintomi.

    Però i vari gestori di alberghi e stabilimenti balneari ne fanno una questione di vita (loro, importantissima) o di morte (quella degli altri, perfettamente accettabile).

  6. Certo non si può stare chiusi per sempre, a che il lavoro è importante. Penso che il modo migliore per garantire salute, lavoro e turismo sia quello di individuare delle spiagge turistiche ad uso esclusivo dei vacanzieri e delle spiagge libere ad uso esclusivo dei Sardi. Questo penso sia il modo più giusto per garantire tutti e permetterci di fare le vacanze e lavorare riducendo i rischi al minimo.

  7. Vittorio says:

    Gentilissimo, apprezzo sempre quello che scrive, ma non su tutti gli argomenti si può essere aggiornati e quindi le do 2 informazioni spero utili. 1) La Sardegna non fa pochi tamponi. I tamponi si fanno per valutare gli infetti e sugli infetti si calcolano. Noi per trovare un infetto facciamo più tamponi del Veneto. 2) Ci stiamo facendo fregare sulla regolamentazione spiagge, spero revocabile. A fine Giugno infatti la Sardegna sarà COVID FREE x OMS (28gg senza contagi) ed il problema sarà confinare i turisti, non i sardi. Quando poi sarebbe facilissimo dare una misura di distanziamento e mettere la gente a farsi rispettare, con un numero verde da chiamare e ausiliari in spiaggia pronti ad intervenire, anche in soccorso bagnanti.

    • Alessandra says:

      OMS? Poveri noi! Consiglio vivamente di guardare la puntata di Report 11/05/2020! Poi, forse potremo discutere di Sardegna COVID free!

      • Vittorio says:

        OMS e Report su quanto ho scritto ci stanno come i cavoli a merenda. 2 cicli di replicazione virale (28gg) senza contagi è standard scientifico razionale che potrebbe certificare qualsiasi virologo.
        PS: REPORT, per uno competente, in quella puntata ha detto un po’ di cazzate, benzina di cui il complottismo proprio non aveva bisogno

      • Alessandra says:

        Adessp il giornalismo di inchiests è dibentato complottismo ?
        A posto siamo!

  8. Mattia says:

    Sapessi il troiaio in nave! Autorizzazioni preventive, autocertificazioni al posto di polizia, moduli per la compagnia di trasporto, email, poi ti metti in coda all’imbarco per la Sardegna e ti accorgi che i portuali stanno in gruppo senza mascherina, sali in nave e ti ritrovi circondato da trasportatori e camionisti di ogni genere che banchettano in cricca al ristorante e bevono birre al bar esattamente come prima. Non portano mascherine, non rispettano distanze, non ti lasciano spazio per il passaggio, ridono e scherzano esattamente come facevano prima e nessuno glielo fa notare. Poi arrivi in Sardegna e funziona così: tu che sei stato buono e caro, in casa con la famiglia davanti a un computer, sei trattato come un untore: devi fare una comunicazione alla Regione, un’altra all’ASL, e chiuderti in isolamento fiduciario per 2 settimane. I trasportatori che viaggiano per lavoro, girano da una parte all’altra, incontrano persone diverse, non rispettano regole e distanziamento, possono tornare a casa dalle famiglie e andarsene in giro come se niente fosse perché stanno lavorando. Loro no, per la Regione non sono pericolosi per nessuno. Tu che sei un privato cittadino che rispetta le regole e si preoccupa per se e per gli altri, che magari hai fatto privatamente test e tamponi prima di partire sei trattato da pericolo pubblico e ti assumi la responsabilità penali delle tue dichiarazioni e delle tue evasioni. Gli altri, incivili, liberi di fare ciò che vogliono. E la nave? Un troiaio! Cabina pagata a peso d’oro ma sporca, alla faccia delle prescrizioni per commercianti e gente comune. Ma tu che sei un untore scaltro e previdente, già ti eri attrezzato per igienizzare tavoli, sedie, comodino, avevi le tue lenzuola, il tuo sacco a pelo e i tuoi asciugamani. Tanto, in cabina non c’erano nemmeno quelli. O erano sporchi.
    Ci sarebbe tanto altro da dire, ma mi astengo.

    • Alessandra says:

      Perché vieni in Sardegna, viste tutte tutte le schifezze e nefandezze dei Sardi e tu, povera vittima, COVID free, che passi per untore?

      • Andrea says:

        Gentile Alessandra, mi auguro per lei che nessuno prenda mai sul serio il suo invito. Perché allora il COVID-19 ci sembrerà uno scherzo, al confronto.

      • Mattia says:

        Dal tuo commento è chiaro che tu abbia un QI troppo limitato per capire che sono sardo come te, sempre che tu lo sia, ma di un livello superiore: sono anche civile e responsabile e civile. E per questo mi incazzo per quello che succede nella mia Regione, in difficoltà da tanto ma adesso allo sbando.
        Sono tanto civile e responsabile che ho evitato di tornare dal continente in un periodo in cui potenzialmente potevo essere un rischio per i miei cari, durante il quale viaggiare sarebbe potuto essere un pericolo anche per me.
        Infatti, come ho scritto, viaggiare in nave da e per la Sardegna è ancora un rischio.
        Tieni pure la testa sotto la sabbia e continua a pensare di vivere nel posto più bello e civile del mondo. E vai avanti a postare i tuoi commenti ottusi da sarda permalosa.
        Quando aprirai gli occhi sarà forse troppo tardi, ma ti consiglio di farlo lo stesso.

    • Cinzia says:

      Questo è il periodo delle grandi contraddizioni…. Seppur sempre esistenti ma al momento attuali maggiormente accentuate. Il popolo italiano si è diviso tra tanti virtuosi che hanno rispettato le regole e altri che vuoi per abitudine, per ignoranza e non curanza per se stessi e gli altri non l hanno fatto. A tutti è stato chiesto un grande sacrificio in termini di affetti, economici ben li conosciamo e di salute mentale…. Perché questa è la situazione… Chi era dentro casa voleva uscire e chi era fuori per garantire i servizi essenziali voleva stare dentro…. Le contraddizioni….
      Detto ciò seppur decantati le grandi quantità di tamponi fatti la cronaca ufficiale ha portato all attenzione le vicende anche in Sardegna di casi di soggetti evidentemente con covid a cui non è stato fatto il tampone o le lunghe guerre fatta da amministratori o responsabili delle struttura che chiedevano il test per i soggetti fragili, dimessi dall ospedale che dovevano fare rientro presso le strutture assistenziali ove è evidente che l attenzione doveva essere massima ma questo principio ovvio…. non era ovvio per tutti.
      Ritengo che in questo periodo la Sardegna sia stata solo graziata e che le tecniche di contenimento abbiano salvato la situazione perché in caso contrario il nostro sistema di assistenza sanitaria sarebbe letteralmente esploso. Il sistema sanitario ha retto ma l’Ulteriore motivazione è anche un’ altra. Ha interroto i servizi e pertanto a parte le emergenze tutto il resto è stato sospeso. Se il rischio covid è stato contenuto, il rischio del patologico cronico ahimè è stato abbandonato a sé stesso e se fortunato alla propria famiglia che almeno ha curato con l unica medicina di famiglia…. L’AMORE.
      La fortuna della nostra isola è stata ancora il basso indice di densità di popolazione ma tutti sappiamo cosa succedde d’estate. Le nostre abitudini sono stravolte… Ci troviamo vicini vicini come se fossimo tutti…. congiunti…..
      pur vondividendo I principi e la necessità di far ripartire l economia turistica in sardegna mi chiedo se chi sta programmando stia effettivamente valutando le modalità pratiche ed organizzatevi ma che importa….. tanto ci sono i sindaci.

  9. Davide says:

    Condivido a pieno leggendo questo articolo mi sono commosso,non sono sardo ma ho la Sardegna e i sardi nel cuore

  10. Corrado says:

    Si, ma la sicurezza? Gliela sapremo garantire?

  11. pietro porcella says:

    Su questo argomento ho scritto questo articolo. Questa opinione-suggerimento, che spero pubblichi.
    PLAY SAFE: COME TO SARDINIA !
    L’Opinione di Pietro Porcella*

    Dentro La Sardegna/ Turismo in tempi di coronavirus

    Siamo a meta’ Maggio, si e’ aperta la fase 2. La Sardegna bella, si e’ comportata bene e il rischio contagio e’ quasi 0. Pensiamo non solo a ripartire bene, senza rinculo, ma a come gestire l’industria-Turismo nei mesi a venire. Non tanto in Agosto e Settembre, che gia’ riprenderemo a memoria, pensiamo sopratutto ad Ottobre, Novembre, Dicembre,Natale e Capodanno, quando le limitazioni saranno allentate (Deu bollada), e sara’ piu’ facile arrivare, spostarsi e godere di settimane sarde piene, all inclusive.
    Ecco si apre una grossa opportunita’ in mesi nei quali non abbiamo mai realizzato un granche’.
    Permettetemi, da giornalista-promoter di consigliare uno slogan al Presidente Solinas, al caro Assessore al Turismo Gianni Chessa e alla brillante Assessora al Lavoro Alessandra Zedda. Uno slogan da sparare nel New York Times e nei tabloid americani o in quelli cinesi, giapponesi e scandinavi. Non da sprecare nei cartelloni all’aeroporto di Cagliari o magazine italiani dove chi guarda gia’ c’e’ o sa chi siamo.
    Io lancerei una campagna internazionale….

    PLAY SAFE: COME TO SARDINIA !

    Ovvero, ‘gioca sul sicuro’ o ‘vai sul sicuro’ ,vieni in Sardegna !
    Non c’e’ bisogno delle parole mare, gente, cibo, macchia mediterranea, panorami unici. Quello lo vedranno e lo capiranno dalle fotografie sotto il titolo.
    Lo slogan, lo ‘strillo’ sparato in grande, in caratteri cubitali e’ quello che colpira’ la gente e sta’ in quelle due parole ‘stay safe’.
    Poi sotto ci possono andare le documentazioni fotografiche che volete e l’indirizzo telematico informativo da cliccare per prenotare e rendere fattibile il sogno.
    Perche’ dico questo ? Non lo dico per atteggiarmi da esperto pubblicitario (bastano e avanzano in questa fase gli esperti virologi e finanziari che spuntano da tutte le parti), lo consiglio perche’ da sardo-americano che da vent’anni vive in America, conosco bene il sensibile animo della borghesia medio-alta americana. Che ha paura di tutto, che vuole sicurezze e che questa estate non verra’ in Italia anche se vorrebbe e non ha ancora deciso dove andare e in queste ore sta riprogrammando. Non molto differente credo da quello stato d’animo dei giapponesi, cinesi, scandinavi inglesi o tedeschi che vorrebbero si venire in Italia, ma Milano, Venezia, Firenze, Roma e le grandi citta’ anche no, grazie.
    Parlo di quel tipo di turisti benestanti, che in queste ore sta’ riprenotando la loro vacanza, che e’ disposto a spender bene nelle due sole settimane di vacanza o dieci giorni in Italia. Quelli che in sette giorni volevano andare a Venezia, a Firenze, nel Chianti, fare un salto di tre giorni a Roma e se possibile anche una giornata a Pompei o Positano. E gloriarsi al ritorno con amici e parenti sulla bellezza dell’Italia e del suo cibo.
    Adesso che questo non lo possono fare, diciamoglielo: PLAY SAFE:COME TO SARDINIA.
    Fattela tutta da noi quella settimana o dieci giorni. Senza stop-over in the mainland. Giusto qualche ora all’aeroporto di connessione. Che sia Madrid o Parigi o Roma.
    Da Ottobre a Gennaio giocate sul sicuro quando arrivate nell’albergo o nel villaggio o nel b&b che vi ospitera’ la notte in Sardegna. Anche se e’ tardi, uscite fuori a vedere la luna e le stelle. Anche in Ottobre e Novembre spesso basta solo un maglioncino. Fidatevi del personaggio locale che vi accoglie e che vi portera’ in passeggiata a piedi o in bicicletta a vedere i monumenti e gli scenari piu’ famosi. Rilassatevi tanto tra poco c’e’ il pranzo o la cena e vedrete che buoni i nostri cibi e i nostri vini. Sopratutto che genuini. Non per niente siamo la terra dei centenari.
    E se la spiaggia vicina e lo consente, magari prendete il sole per un’oretta, fatte un bagno o uscite in Stand Up Paddling che non e’ difficile. Vi assicuro, il corpo sta’ meglio e si rafforza. Altro che palestra.
    Fattevi tranquillamente la passeggiata nel sentiero di un parco della Sardegna, anche quelli non ufficiali, tanto la Sardegna e’ tutta un parco.

    Prendetelo come un consiglio da un sardo-americano che si e’ sempre nutrito di sport e ambiente ma anche di cultura. Gli americani ancora non ci conoscono ma son prontissimi a scoprirci se li invitiamo con le parole che vogliono sentire.
    La promozione turistica e i soldi che ogni anno la nostra Regione spende o dovrebbe spendere per pubblicita’ e promozione all’estero per attirare nuovi turisti usiamoli a modino.

    Questo momento di stallo da coronavirus, della psicosi che ha creato sugli americani il fatto che l’Italia, il loro paese-mito, e’ stato uno dei primi e piu’ severi focolai di coronavirus divertiamolo su una Sardegna terra sicura.. Facendogli capire in quel ‘play safe’ che questa e’ la ‘blu zone’ la terra dei centenari, che lo diventano perche’ respirano l’aria buona e bevono e mangiano tutto l’anno cibi sani in un paradiso ambientale unico al mondo.
    Capito caro Gianni Chessa ?

    Lo slogan deve essere quello breve, incisivo che va dritto al sentimento. Quello che fa deflagrare i loro miti e le loro paranoie . Loro che possono e vogliono spendere, possono venire direttamente da noi. Senza ‘overnight’ in altre citta’ e PLAY SAFE and HAPPY per il tempo che vorranno stare. E noi li cureremo con la nostra accoglienza dove dobbiamo dimostrare una nuova maturita’.
    Io inoltre, se mi consentono di portarLa in mare in Luglio o Settembre, spero di avere il tempo per trascinare il nostro caro Assessore su di una tavola da surf al Poetto. Un longboard bello largo e galleggiante. Vorrei uscire con lei in acqua caro Assessore “Lo surf”. Lo so’ che lei e’ uno sportivo.
    E se anche non dovessi riuscire a farle provare la libidine di prendere un’onda, son convinto che riusciro’ a farlo pagaiare in SUP (stand up paddling) fino ai faraglioni sotto la Sella del Diavolo. E da quella posizione privilegiata, in piedi sulla tavola, con la pagaia in mano, fargli vedere quelle trasparenze sotto e alzando gli occhi quella magnificenza intorno. Capira’ , anzi lo ha gia’capito, che il cosidetto ‘allungamento della stagione’ lo possiamo davvero fare dall’inverno 2020, partendo dalle cose semplici che gia’ abbiamo. Allungando la mano e cogliendo gli elementi della nostra terra e del nostro mare.
    PLAY SAFE COME TO SARDINIA.
    E facciamoglielo dire ai loro amici quando tornano, che questa volta in Italia hanno scoperto un’isola speciale piu’ bella di Capri, di Panarea della Sicilia.
    Si chiama SARDINIA, very safe, very nice, the endless island !

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