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Pensierini #5 Ma come onorevole Deidda, perché non festeggia più il 25 aprile? Ha forse paura di perdere lo stipendio da parlamentare?

Cagliari, 25 aprile 2012: lo riconoscete?

Il deputato di Fratelli d’Italia, onorevole Salvatore Deidda, dice oggi all’Unione Sarda che ricordare il 25 aprile “non serve” perché “è una festa che divide”.

Strano. Molto strano. Deve avere cambiato idea.

Perché io me lo ricordo bene il 25 aprile del 2012 onorevole Deidda posare una corona di alloro in via Sonnino a Cagliari. 

Era il 25 aprile, non ho dubbi. Scrissi anche un post (mai smentito) dal titolo: “25 aprile a Cagliari, e alla manifestazione neofascista chi ti trovo?”

Salvatore Deidda allora era coordinatore cittadino del Pdl e nel giorno della Liberazione posò materialmente una corona per ricordare i morti della Repubblica Sociale Italiana, stato fantoccio nazifascista.

Quindi, perché vergognarsi, onorevole Deidda? Anche lei ha festeggiato il 25 aprile. Perché non porta anche domani una corona in ricordo dei caduti di Salò? O pensa che così facendo lo scandalo che ne deriverebbe la costringerebbe a dimettersi da deputato della Repubblica (nata, lo ricordiamo, dalla Resistenza)?

Suvvia, onorevole Deidda, un po’ di coraggio! Cosa vuole che sia uno stipendio da parlamentare in cambio della libertà di poter esprimere liberamente le proprie idee?

Faccia, faccia pure! Ormai ci siamo abituati. Noi siamo democratici veri. È da settant’anni che consentiamo ai neofascisti di sedere in parlamento, si figuri se ci spaventiamo per lei!

Per cui, non si limiti a poche e imbarazzate dichiarazioni di circostanza: noi sappiamo chi è. Vada ad onorare i suoi morti domani, 25 aprile. Lo ha già fatto, se lo ricorda?

Il problema è che lei il coraggio di celebrare il 25 aprile non ce l’ha.

Perché, a differenza mia e di tutti quelli che domani saranno in piazza, lei invece ha paura di manifestare le sue idee. 

E sa perché ha paura? Solo per convenienza economica.

Quanto guadagna oggi da deputato? Molto, vero?

Ecco perché domani non la vedremo in via Sonnino. Perché ha paura di perdere la poltrona.

La capisco. E devo dire che, da sincero democratico quale son, questo a me dispiace molto.

Eppure qualche anno fa, non era così: se lo ricorda? Allora il 25 aprile lo festeggiava.

Eccome se lo festeggiava. Senza ipocrisie e infingimenti.

Ma adesso, perché ha paura?

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5 Comments

  1. Salvatore Zoroddu says:

    Buonasera a tutti,

    mi chiamo Salvatore Zoroddu, sono membro (senza vergogna) di Destra Sociale Sardegna con sede a Monserrato/Cagliari.

    In maniera democratica desidererei commentare questa analisi del Sr Vito Biolchini. Sono Geografo laureato con 97/100 (mi perdoni Sr Biolchini, Lei sarà più intelligente di me) Guida turistica e Pasticcere. Da sempre militante con nel cuore la sua vera patria, ossia la Sardegna, ho interpretato sin dalla tenera età il nazionalismo come conseguenza dell’amor di appartenenza verso una determinata comunità, sia essa autodeterminata che “senza stato”, come risulta essere la nostra isola. Leggendo i Suoi articoli, mi sorprendo di come, dall’alto della Sua intelligenza, non sappia/non voglia ammettere di come il sentimento etnico appartenga solo alla Destra, poichè si sa la Sinistra è internazionalista e la storia insegna come il Marxismo non badi alle richieste di un solo popolo, ma ami il “villaggio globale”. Quindi, come conseguenza, la coerenza vorrebbe che l’indipendentismo sia una forma di etno-nazionalismo (ossia un concetto di Destra), il quale diverge sia dal nazionalismo liberale che dal comunismo (sia esso nelle sue varianti sovietiche che maoiste).

    Detto ciò, il 25 aprile è vero che indica si un ritorno allo Stato democratico in forma parlamentare come oggi lo si vede: ma è pur vero che questa data, tanto vantata dalla Sinistra che l’ha arricchita di strofe di “Bella ciao”, è pur sempre una festa divisiva. il Sr Deidda, il sottoscritto, l’ha incontrato tre volte, non posso dire di conoscerlo e mai vestirò i panni del suo avvocato difensore. Sappia però che dal 1946, data della fondazione dell’MSI, l’obbiettivo della Destra è sempre stato la DEMOCRAZIA CORPORATIVA, LA SOVRANITA’ DELLA PATRIA E LA TUTELA DELL’IDENTITA’ all’interno di un’Europa libera. Ciò che mi stupisce è il linguaggio di certi partiti che hanno sposato in toto le argomentazioni che un tempo erano della Fiamma.Diceva Giorgio Almirante: “Ne rinnegare, ne restaurare!”.

    Concludo ponendo a Lei ed a tutti una domanda (da sardo nazionalista quale sono): perchè noi di Destra si deve essere sempre crocifissi come razzisti, populisti, xenofobi ed antidemocratici?

    In attesa di un Suo riscontro, porgo distinti saluti,

    Salvatore Zoroddu.

  2. salvatore angelo firinu says:

    Da codardi si nascondono perchè è nel loro animo e cuore di topo. Rinunciare ai peculii che lo stato democratico gli regala lo porterebbe atrovarsi un vero lavoro. Ma essendo un codardo ha paura anche di quella cosa chiamata proprio LAVORO. Il 25 aprile è bagnato dal sangue dei nostri che coi hanno dato la libertà per cui, pur essendo SARDISTA SEPARATISTA, LO FESTEGGIO NELLA MEMORIA DEI MIEI CHE CONTRO IL REGIME HANNO COMBATTUTO.

  3. Francu says:

    Essere cagasotto è una caratteristica del fascista. Non mi sorprendere nel vederlo vestito da soldato tedesco mentre scappa in svizzera

  4. Una democrazia libertaria non dovrebbe permettere a chi negherebbe la libertà a gli altri di sedere in parlamento

  5. Considerazioni condivisibili. Osservo che dividerci, nel senso di separarci fisicamente e culturalmente, da chi ritiene che la liberazione dell’Italia dal nazifascismo non sia da festeggiare è assolutamente cosa buona e giusta.

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