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Ci scrive Antonello Gregorini: “Servizi museali alla Cittadella, il bando è fallito: ma perché l’assessore Puggioni finge di non saperlo?”

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I Giganti di Mont’e Prama, grandi attrazioni al Museo Archeologico di Cagliari (foto Olliera)

In questi giorni l’Unione Sarda sta dedicando una serie di interessanti servizi alla condizione del patrimonio storico e monumentale della città di Cagliari, Capitale Italiana 2015 della Cultura. La situazione che emerge è a dir poco sconcertante. Domenica scorsa però, sempre dalle colonne del quotidiano cittadino, l’assessore comunale alla Cultura Enrica Puggioni e il soprintendente Marco Minoja hanno rassicurato tutti, dichiarando urbis et orbis che presto ci sarà una gestione integrata dei servizi connessi alla Cittadella dei Musei, sede del Museo Archeologico, della Pinacoteca Nazionale e di altre collezioni.
Ieri Antonello Gregorini, presidente del Polo Civico, ha inviato alle redazioni questo comunicato stampa (corredato da copiosa documentazione a sostegno delle affermazioni in esso contenute), in cui si dimostra come il tentativo di assegnare ai privati la gestione dei servizi della Cittadella (annunciato con grande enfasi sulla stampa) è già miseramente fallito per la totale inefficienza delle pubbliche amministrazioni coinvolte nel progetto. Ma di questo l’assessore Puggioni nell’intervista di domenica non ha minimamente fatto cenno.
Intanto al Museo Archeologico la situazione dovrebbe far riflettere qualcuno: leggetevi l’intervento di Maria Antonietta Mongiu, pubblicato oggi dall’Unione Sarda, dal titolo “Sciatterie al Museo Archeologico. Pannelli illeggibili, reperti come in cantina, babele cronologica”.

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L’ammuina sulle risorse culturali. Il fallimento degli accordi fra istituzioni e del bando in finanza di progetto. Quanto costa l’inerzia e l’incapacità amministrativa e politica? Chi paga e perché avviene?

Il 24 agosto scorso sull’Unione Sarda è stata pubblicata l’intervista all’assessora Puggioni riguardo i servizi integrati della Cittadella dei Musei in cui viene affermato che

“l’obiettivo (del Comune, ndr) è la firma di un protocollo di intesa che porti a un bando per la gestione unica dei servizi. Un accordo che non dovrà attendere tempi biblici … e dovrebbe risolversi nel giro di sei/sette mesi”.

Sorprende che l’assessora del Comune di Cagliari non conosca gli accordi pregressi e il fallimento della procedura ad essi conseguita.

Di seguito si riportano i termini, di cui si allegano le prove documentali, della perniciosa vicenda.

In data 12 dicembre 2013 quattro amministrazioni pubbliche (MIBACT – Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna, Università degli Studi di Cagliari, Istituto Superiore Regionale Etnografico, Comune di Cagliari), stipularono un accordo ex artt. 112 – 117 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio (Codice Urbani) per “regolare l’affidamento di servizi integrati nei luoghi della cultura di Cittadella dei Musei” e per “definire un pacchetto di servizi integrati destinati a qualificare l’offerta al pubblico” (http://www.isresardegna.it/documenti/16_186_20141006085305.pdf).

Un “tavolo tecnico” fu all’uopo costituito in virtù di un protocollo d’intesa, del 3/12/2012 fra le stesse amministrazioni, dal quale fu prodotto uno studio di fattibilità posto a fondamento dell’accordo. In esso si stabiliva che i contraenti avevano interesse ad attivare una “procedura di affidamento in finanza di progetto di contratti di concessione di servizi integrati al pubblico per la qualificazione dell’offerta agli utenti del Compendi di Cittadella dei Musei, ai sensi dell’art. 278 del DPR 207/2010”.

Si stabiliva altresì che entro tre mesi si sarebbe emanato un bando per manifestazione di interesse. L’accordo individuava nel MIBACT-Direzione Regionale quale amministrazione procedente.

Il MIBACT-Direzione Regionale per i BBCC e Paesaggistici della Sardegna, in data 27/06/2014, pubblicava il bando con termine per il 26/08/2014 per la presentazione della manifestazione di interesse, poi prorogato al 6/10/2014. Il RUP era individuato nella dottoressa Donatella Mureddu.

La gara andava deserta dal momento che in tutti gli spazi in cui sono pubblicati i bandi non risulta essere mai stata effettuata alcuna assegnazione o chiusura del procedimento. In essi è pubblicato un documento di risposte dell’amministrazione ai quesiti posti dagli interessati e nient’altro.

La motivazione per cui il procedimento è fallito deve essere ricercata nella incongruenza sia del bando sia dell’ideale Piano Economico Finanziario. Infatti l’amministrazione offriva l’utilizzo di immobili (bar e biglietteria) fatiscenti, di cui non consegnava neanche gli stati di consistenza necessari per poter progettare il servizio.

Nel bando inoltre mancava l’indicazione dei luoghi ove svolgere i servizi di “intrattenimento culturale e di divulgazione didattica”, pur essendo questi indicati come elemento cardine dell’offerta nell’ordine di cui all’immagine sotto riportata.

1 – servizi di informazione e orientamento del pubblico, cura dell’immagine coordinata del percorso di visita;

2 – servizi di biglietteria, prenotazione, gestione della vendita anche on line, monitoraggio delle attività di bigliettazione, rendicontazione economica e finanziaria;

3 – servizi di vendita di materiale connesso all’attività museale (libri, gadget, artigianato artistico, oggettistica…);

4 – servizi di ristorazione;

5 – servizi di intrattenimento culturale e di divulgazione didattica.

In sintesi: dallo studio del bando e dei documenti allegati si è appurato che per i cinque servizi richiesti non venivano offerti adeguati spazi fisici ove poter fornire gli stessi servizi in maniera decorosa ed efficiente e, ancora, non si forniva, all’eventuale partecipante, neanche l’idea grafica e dimensionale di quali questi sarebbero dovuti essere.

Per i servizi di biglietteria venivano rese disponibili due stanze di un più ampio locale in piazza Arsenale (insufficiente e indiviso); per la ristorazione l’angusto spazio dell’ex bar (totalmente insufficiente); per l’intrattenimento culturale e di divulgazione didattica incredibilmente niente.

Il fatto che la gara sia andata deserta comporta un danno rilevante all’erario e alla città, dal momento che per almeno gli ultimi quattro anni queste risorse sono rimaste inutilizzate e non sono stati resi i servizi al pubblico in maniera decorosa e congrua con le potenzialità della Cittadella dei Musei e della città.

Il procedimento ha comportato costi erariali significativi, dal momento che diversi dirigenti e funzionari hanno speso il loro tempo per la redazione dei documenti contrattuali, protocolli di intesa, bandi e studi di fattibilità.

Il procedimento è rimasto aperto per tre anni senza alcun risultato utile.

Il modo in cui è stato gestito il procedimento e i risultati portano a sviluppare una serie di argomenti. Esistono innumerevoli risorse di proprietà e a disposizione della città di Cagliari, materiali e immateriali, che non si riesce a utilizzare virtuosamente per sviluppare una seria industria del turismo, dell’intrattenimento e dell’offerta culturale.

Delle due l’una: le amministrazioni non hanno le capacità burocratica e culturale per sviluppare procedimenti analoghi; le amministrazioni e gli apparati non vogliono sviluppare progetti analoghi.

Nel primo caso abbiamo una grave condizione di inefficienza che deve assolutamente essere risolta con conseguente ricerca e soluzione delle responsabilità. Nel secondo vi sono condizioni di colpa ma anche di dolo, dal momento che il danno non è stato evitato nonostante l’evidenza della spesa inutile.

Ci si deve domandare quindi:

– quali siano i programmi di sviluppo cittadino che possano essere attuati in finanza di progetto o in partenariato pubblico-privato ma che non vengono realizzati;

– di quali riforme ha necessità l’apparato burocratico per poter essere utile alla crescita economica della città.

La finanza di progetto e il partenariato pubblico-privato sono le uniche strade che una amministrazione pubblica possa percorrere in presenza di bilanci esangui e di una crisi economica e di debito quale quella italiana. Ciò è acclarato nei documenti di programmazione europea e nazionale dove tutte le formule di collaborazione pubblico privata e di attivazione della leva finanziaria nella programmazione pubblica e nello sviluppo e riqualificazione urbana sono promossi con forte determinazione.

Queste amministrazioni invece stanno dimostrando di non essere in grado di dare risposte e di non saper sfruttare opportunamente le occasioni offerte dalla ricchezza di risorse della città e della Sardegna.

Infatti nell’ultimo lustro non è stato attivato nessun serio programma di questo genere e di profilo adeguato all’importanza della città e alle sue importanti realtà in dismissione e da riqualificare.

Con questo piccola indagine pensiamo di aver mostrato alla opinione pubblica cagliaritana una delle ragioni per cui non riusciamo a schiodarci da questa inefficiente stagnazione. Gli apparati poli-burocratici sono ormai gli unici che in questo paese non soffrono e non falliscono a fronte di un fiume di cittadini che affogano. Tuttavia non sembrano voler scendere dalle spalle dei sofferenti e non sembrano neanche fare il possibile per migliorarne la condizione. Il loro è un operato di indolente difensiva di spazi e privilegi miserabili.

Queste cattive pratiche che porta notevole danno alla città, sono da combattere e denunciare, pur sapendo che questo non piacerà e che non accrescerà il numero dei nostri amici, almeno fra politici e burocrati.

Antonello Gregorini
Presidente Polo Civico

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