Cagliari / Sardegna

Ma il Comune di Cagliari non può fare niente, proprio niente, per i migranti che dormono in piazza Matteotti?

migranti

Molti migranti hanno dormito stanotte sotto i portici di via Roma (la foto è tratta dal profilo facebook di Piergiorgio Massidda)

Ci sono passato ieri notte, in piazza Matteotti. Non ho trovato però quella “situazione esplosiva” di cui oggi parla il giornale né ho visto innescata alcuna “bomba ad orologeria”, segno che la mia distanza dal giornalismo che conta aumenta vertiginosamente col passare del tempo (a furia di vedere una realtà che non esiste, alla fine mi dovrò rassegnare a fare un altro lavoro? Chissà).

La situazione invece era molto tranquilla. Circa duecento ragazzi stavano lì, in quella terra di nessuno dimenticata da decenni, tra le stazioni dell’Arst e delle ferrovie, il municipio e la via Roma. Alcuni sdraiati sui loro cartoni che sarebbero serviti da giaciglio per la notte, altri seduti nelle panchine, altri accovacciati sotto il busto di Giuseppe Verdi, altri a zonzo tra le aiuole e i grandi ficus ma senza uscire da quell’area virtualmente recintata che avevano deciso essere il loro spazio.

Vestiti all’occidentale, con i cappellini da rapper e le maglie delle squadre di calcio inglesi, se li avessi incontrati lontano da piazza Matteotti non avrei mai detto che erano ragazzi con alle spalle un viaggio terribile, ma li avrei scambiati per quei giovani africani che a Cagliari si sono anche integrati.

Li ho guardati in faccia: erano tutti giovanissimi e tra loro c’erano anche diverse ragazze. Nei loro occhi non c’erano paura o preoccupazione per il destino che li attendeva. Perché il futuro è dalla loro parte.

Due dottoresse della Asl, che gestiscono l’ambulatorio che in città assiste quelli che qualcuno sprezzantemente chiama “clandestini”, cercavano di capire chi avesse bisogno di cure immediate: alcuni ragazzi avevano ferite ai piedi e alle gambe.

“Ma non c’è almeno un bagno chimico?”, mi chiedo, e la dottoressa mi dice che ce ne dovrebbe essere uno più in là, in via Roma.

Il clima cagliaritano è mite, ma questi ragazzi che hanno attraversato prima il deserto poi il mare non possono certo temere una notte all’addiaccio. Ne ho visti altri, come loro, sfidare senza paura il gelo di gennaio, accucciati sotto i portici di via Roma.

Più tardi però pioverà, e alzandomi dal mio comodo letto il mio penserò andrà immediatamente a loro, sollevato dall’idea che sarà bastato attraversare la strada per trovare riparo sotto i portici del municipio

A me del decoro cittadino non me ne frega niente, tanto più che, alla faccia della sua centralità, piazza Matteotti è da decenni uno degli scorci più degradati di Cagliari e centinaia di giovani che ci stazionano non possono che migliorarlo. Qui il problema è di dignità.

So bene che questi 200 hanno deciso di non raggiungere le strutture a cui erano stati assegnati perché sperano di abbandonare immediatamente l’isola, quindi hanno interesse a stare vicino al porto. Ma il Comune di Cagliari (e chiamo in causa l’amministrazione cittadina perché avrebbe titolo a coinvolgere anche tutte le altre istituzioni) non può fare niente, proprio niente, per rendere più dignitosa l’attesa di questi giovani?

 

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15 Comments

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  3. Antonella Soddu says:

    Migranti. Ennesima protesta oggi a Cagliari – “fateci lasciare l’isola”
    di Antonella Soddu

    “Questa è l’accoglienza del Comune di Cagliari? Così non si aiutano certo questi disperati, tra cui donne e bambini piccoli abbandonati al degrado più totale e non si fa sicuramente un servizio ai cagliaritani. Questa è la cartolina della Cagliari turistica e accogliente? Se questa Giunta è incapace di affrontare l’emergenza chieda aiuto, batta i pugni e protesti con Governo “amico” e avrà il sostegno di tutte le forze politiche e soprattutto dei Cagliaritani. Ma così non si può più andare avanti.” Aveva scritto cosi, appena ieri sera, sul sui profilo facebook, Piergiorgio Massidda, consigliere regionale di minoranza. Aveva accompagnato questo suo commento con una immagine molto forte da lui stesso immortalata. Via Roma sotto i portici un tempo il salotto buono della città insieme a piazza Matteotti, diventata un vero è proprio Hotel milioni di stelle, visto il cielo di queste notti cagliaritane, per numerosi migranti. Ma forse hanno deciso di andare a dormire sotto i portici all’altezza del palazzo sede del Comune di Cagliari per prepararsi alla protesta di questa mattina. “Lasciateci lasciare la Sardegna”. Duecento migranti, per la maggior parte siriani e eritrei si sono mossi in corteo verso il municipio – “il nostro problema ora, è solo quello di lasciare l’isola per andare a Roma e da li verso altri paesi d’ Europa dove abbiamo famigliari, parenti o amici ad attenderci” . Le loro mete sono Francia, Belgio e Germania. Dopo un vertice in Prefettura il gruppo che ha protestato ieri ha avuto una prima rassicurazione di poter partire a gruppi di 50 come accaduto nei giorni scorsi quando un altro gruppo di 120 migrati, sempre eritrei e siriani, si erano rifiutati di salire su un pulman e dirigersi in varie località dell’isola. L’unico intoppo è però quello del documento di permesso che si può rilasciare solo dopo l’identificazione in questura con foto e impronte digitali. Cosa che i migranti non accettano di fare – “Non vogliamo fare il documento con le impronte digitali, questo ci impedirebbe di uscire dall’ Italia. Lasceremo le nostre impronte per avere i documenti solo in altro Stato Europeo, qualsiasi Stato ma non in Italia”. Queste persone conoscono bene la procedura, sanno che se venissero rintracciati in altri paesi con un documento rilasciato in Italia sarebbero immediatamente rimandati indietro, lo prevede, infatti, l’accordo di Dublino 2, lo stesso firmato, per l’Italia, dall’allora Ministro dell’ interno Maroni -lega nord. – ( qui il testo http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=URISERV:l33153&from=IT ) In sintesi il regolamento si basa sul principio che un solo Stato membro è competente per l’esame di una domanda di asilo. L’obiettivo è infatti quello di evitare che i richiedenti asilo siano inviati da un paese all’altro, ma anche di prevenire l’abuso del sistema con la presentazione di domande di asilo multiple da parte di una sola persona. Leggere questo documento non farebbe male a nessuno, nemmeno a chi come l’ex Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci oggi rilascia dichiarazioni accusando l’attuale esecutivo regionale sardo di irresponsabilità – “ecco il risultato dell’irresponsabilità di Renzi e della codardia politica di Pigliaru. Questa non è accoglienza nei confronti di persone umane, ma solo l’uso della Sardegna come muro d’Europa sul Mediterraneo per coprire i farisei dell’Unione Europea. La nostra indignazione è nei confronti di un Governo incapace di farsi ascoltare sul piano internazionale e di una Giunta inesistente.” L’allora Ministro Maroni, era infatti un componente di un Governo loro “amico” e purtroppo è innegabile la corresponsabilità per quanto sta accadendo oggi. La lettura di questo documento è pertanto caldamente consigliata. Il dramma umanitario è oramai in atto, e possono dirsi inutili anche tutte le polemiche in corso tra chiesa e politica in merito la questione accoglienza. Nei giorni scorsi è stato rimosso da ogni incarico il presidente del comitato provinciale della CRI di Cagliari perché aveva osato esprimere dissenso in merito alla protesta per il cibo da parte di un gruppo di migranti in veneto. Alcuni giorni dopo, il fondatore di una comunità di recupero – che attualmente ospita 40 migranti – Don Ettore Cannavera , aveva aspramente criticato il metodo di gestione dell’emergenza e dell’accoglienza – “Accoglienza senza un progetto, si punta soltanto ai 35 euro per migrante. Rimborso che lo Stato riconosce al giorno per ospitare ogni singolo migrante. L’emergenza produce solo affari. L’accoglienza è soprattutto accogliere le persone con le problematiche che si portano dietro venendo da noi. Su questo non c’è nessuna organizzazione, anzi, affari, speculazione. E’ chiaro che quando lo Stato ci da 35 euro al giorno per ogni immigrato, per ogni rifugiato, tendiamo a prenderne tanti per poi ammassarli in alberghi in disuso, in una struttura abbandonata da anni. Ma questo, è rispetto della dignità? Siamo complici, associazioni di volontariato che vengono anche da fuori Sardegna, per gestire, per fare affari sulla sofferenza e sulla pelle degli altri. E c’è una grande confusione perché la Prefettura cosa fa? Accoglie chiunque si presenta per dare alloggio a queste persone. E poi, che fanno tutto il giorno ? Occorre fare chiarezza”. Occorrono fatti e meno chiacchiere.

    • La necessità di chiarezza è fondamentale. Il dato allarmate è proprio quello che hai segnalato alla fine del tuo (bel) commento: i 35 euro di rimborso aprono la strada a sedicenti associazioni di volontariato la cui azione (lucrativa) non solo va a danno di chi dovrebbe essere aiutato (i migranti) ma anche a chi il volontariato no-profit lo esercita così come è previsto (gratuitamente). In questa faccenda la gravità della questione è ulteriormente alimentata dall’inanità del Ministero dell’Interno (o se vogliamo del Governo) che, tramite le Prefetture, poco incide nella gestione limitandosi a intervenire sull’emergenza. Questione non secondaria questa. L’emergenza (come concetto) dovrebbe cessare quando, effettuate le prime cure e i salvataggi a mare, le persone arrivate a terra sono “normalmente” accolte e gestite in vista di una “normale” fase di permanenza (riconoscimento dello status giuridico di rifugiato, individuazione del Paese di destinazione, ecc…) che dovrebbe essere condotta, in tempi certi e con un senso, da un’organizzazione (Servizio Civile Nazionale?) a tal scopo costituita e/o accreditata. Si preferisce invece la gestione “indiretta” tramite il volontariato. Il perché è di facile intuizione: distrarre l’opinione pubblica; alimentare una sorta di ansia sociale (vedi anche i commenti xenofobi che circolano a bizzeffe da facebook a questo blog passando per l’Ugnone e le altre testate on.line locali) che, come un brodino, deve essere mantenuta calduccia; non assumersi (intendo dire il Governo) la responsabilità delle mancanze scaricandole sugli altri (Comuni, Regioni, Volontariato). Insomma tergiversare, nicchiare, bofonchiare discorsini generici e inconcludenti che il buon Renzi (o chi per lui, sodali, clientes) è piuttosto bravo a intavolare. La migrazione è un fatto epocale, come tutte le migrazioni che hanno fatto la fortuna della civiltà umana. Va gestita, non respinta.

  4. Fourthciucciu says:

    L’Ugnone Sorda titolava “Rvolta degli emigrati” , quante baggianate scritte per accalappiare quattro lettori in più. Nessuna rivolta, solo una pacifica protesta, lasciare bambini ancora in fasce nell’indifferenza è solo crudeltà, quanto al degrado lasciamo perdere, ci sono cose più importanti: l’umanità e la solidarietà

  5. su bixinu says:

    Il Comune sconta probabilmente una disorganizzazione del Servizio Socio Assistenziale, causata da lotte intestine che ne minano la funzionalità. L’azione del Comune ormai è appiattita sul sovvenzionamento dell’attività di alcune associazioni di volontariato, che però è limitata alla distribuzione di panini, merendine e un po’ di abbigliamento.
    L’unica istituzione che tiene il colpo in questa situazione delicatissima è la ASL, che a partire dall’assistenza agli sbarchi, per continuare con a quella nei centri di accoglienza, con l’ambulatorio per stranieri di Viale Trieste, l’Ambulatorio di strada e il centro di orientamento di via Romagna, riesce a garantire un livello adeguato di assistenza a questi poveri cristi.
    Un suggerimento operativo? Riaprire i bagni pubblici e il diurno di Piazza Deffenu (c’erano lavori in corso, ma non so se siano stati ultimati) e piazzare una batteria di bagni chimici, magari negli spazi retrostanti la stazione.

  6. mi rivolgo a Zedda per questa questione sugli emigranti… penso, anche se la Sardegna ha altri problemi da affrontare questo disastro non si può lasciare sospeso… Cagliari avrà dei luoghi migliori per queste famiglie… proprio a via Roma dove i turisti passano a troppe… io capisco quel problema che vivo all`estero ed affronto giorno per giorno tutte le intemperie che ti trovi di fronte…

  7. Jeanette Jeffery says:

    Noi per la prima emergenza ne abbiamo accolto 15, tutte donne, due di loro in attesa. Posso dire che sono persone educate e buone, sempre pronte a dare una mano. Ma nessuna di loro voleva stare in Sardegna, c’era chi aveva il marito, chi la sorella in Germania, in Sicilia o altrove, altre che volevano andare in Inghilterra…..infatti già nei primi giorni 5 di loro andarono via (non hanno l’obbligo di restare nelle strutture) alla fine sono rimaste in 6, poche per poter andare avanti quindi sono state trasferite. Ancora ci sentiamo tramite whatsap o facebook. Ma chiavano “momi”…..affezionatissime! E per quanto riguarda il fatto del cibo(ho letto diverse polemiche) Anche da noi certe cose non mangiavano….bastava un po di dialogo……e si è risolto. Tanto peperoncino in tutto! E stato un’esperienza positiva, di crescita.
    Jeanette

    • non c’è la volonta’ aiutare queste povere persone e comnque le colpe sono quasi tutte del governo nazionale ,sicuramente il Dott.Massidda se fosse il sindaco di cagliari li avrebbe aiutati li avrebbe mandati di fronte a villasimius all’isola di serpentara!

  8. Il vero degrado, caro Biolchini, lo trovi tra gli abitanti di Cagliari!

    • Boh, non saprei. In questo caso non mi sembra che la città stia reagendo in maniera isterica. Si potrebbe certamente fare di più sul fronte della solidarietà, ma almeno non si respira un’aria da delirio leghista.

  9. Raffaella says:

    ed e’ la nostra dignita’ ad essere in serio pericolo….

  10. Lantanio says:

    Il Comune non fa nulla in quanto non è minimamente interessato a migliorare la citta’ , oramai ridotta a un pitale sporco di urina rappresa , invasa da mendicanti di colore… C’era gente che defecava en plein air..in piazza Matteotti…LO faccio io e finisco a UTA..Dottor Biolchini la gente si è oramai rotta sia del Comune che di una politica migratoria gestita con l’ intelligenza di Magilla Gorilla…Dunque dai moribondi di Palazzo Bacaredda ci si può aspettare solo il nulla e non di piu’

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