Cagliari / Cultura

Parcheggiatori abusivi a Sant’Elia, perché l’amministrazione Zedda continua a far finta di niente?

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La macchina del cronista Cristiano Sanna Martini, danneggiata ieri nel parcheggio dell’Arena Grandi Eventi di Cagliari (altre foto alla fine del post)

Confesso che ieri, poco prima di arrivare al parcheggio dell’Arena Grandi Eventi per assistere al concerto di Carmen Consoli, ho pensato: “Oggi non pago”. “No”, mi sono detto, “oggi proprio non pago. Basta con le estorsioni”. Poi siccome le buone intenzioni spesso si infrangono contro il muro delle nostre piccole paure, ho messo mano al portafoglio e ho tirato fuori due euro. “Ragazzi, un’offerta per controllare la macchina?”: eccoli. Anch’io ho notato la presenza di un’auto dei vigili urbani, anch’io mi sono chiesto come mai non stessero intervenendo per impedire il consueto piccolo racket delle estorsioni ai danni di chi parcheggia l’auto nella zona dello stadio e della fiera ogni qualvolta c’è una manifestazione pubblica. Non avessi pagato, molto probabilmente ora sarei qui a raccontarvi la stessa storia che ci racconta il mio collega di Tiscali Cristiano Sanna Martini (la trovate di seguito): nessuna offerta, segnalazione ai vigili della presenza degli estorsori, macchina pesantemente danneggiata, beffa finale.

Ora, il caso è politico. Chi ha dato ordine ai vigili di non intervenire in situazioni del genere (la pattuglia presente bastava e avanzava, parlare di scarsità di uomini e mezzi è lesivo della nostra intelligenza)? E per quale motivo? Perché il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e tutta l’illuminata maggioranza di centrosinistra che lo sostiene hanno deciso di non discostarsi dalle posizioni del sindaco Emilio Floris e dal centrodestra, che questo racket lo hanno prima tollerato poi giustificato politicamente? Anche Zedda e il centrosinistra pensano in questo modo di tenersi buona una parte dell’opinione pubblica (chiamiamola così) di qualche quartiere popolare?

Non era forse questa l’amministrazione che ha detto di voler fare le battaglie per la legalità? Eccone una facile facile, a portata di mano e di grande impatto mediatico: chi debella il fenomeno dei parcheggiatori nostrani guadagna credibilità e voti; in caso contrario, li perde.

Eppure Zedda continua a far finta di niente, esattamente come i vigili urbani ieri al parcheggio dell’Arena Grandi Eventi. Perché?

Dopo la pubblica denuncia fatta da Cristiano Sanna Martini sarebbe quanto meno lecito attendersi interrogazione al sindaco. È un caso molto semplice, lineare e molto sentito dai cittadini, e per affrontare il quale non serve un giudice a Berlino: basta un consigliere comunale in Roma.

***

Confuso e molto poco felice

Accade che il cronista di Tiscali Notizie, canale Spettacoli e Cultura, vada a vedere, ascoltare e raccontare il concerto di Carmen Consoli all’Arena Sant’Elia di Cagliari. Il fiore all’occhiello del rilancio culturale della città, stando a quanto proclama l’amministrazione comunale. Nonostante le polemiche sulla posizione della stessa Arena, sul maestrale che la tempesta, portandosi via il suono e vetrificando per il freddo gli spettatori. Accade che al momento in cui parcheggia l’auto, tra le strisce bianche che di solito segnalano parcheggio libero e pubblico, il cronista venga avvicinato da tre loschi figuri che gli chiedono “un contributo”, non si sa bene per cosa.

Accade che il cronista, a cui lo stesso obolo era stato chiesto un anno fa quando andò nella medesima Arena fiore all’occhiello di Cagliari capitale della cultura, gli venisse chiesto da altri loschi figuri in libertà, in occasione del concerto di quel che rimane dei King Crimson (e lo stesso episodio capiterà nel corso del tempo ad amici e conoscenti del suddetto cronista) con tutte le buone maniere del caso, dica che non ha niente da dare, non ha nemmeno una moneta in tasca. Accade che i tre loschi figuri, guardandosi tra di loro, si dicano: “Non ha niente” e si rispondano “vabbé, va tutto bene, finché…” e poi spariscano allontanandosi nella notte.

Accade dunque che il cronista, viste due auto della Municipale parcheggiate poco distanti, si avvicini a segnalare i tre loschi e le loro richieste sottilmente minacciose, indicando il punto in cui l’episodio è appena accaduto.  E che i vigili nell’auto rispondano: “Lo sappiamo, abbiamo chiamato in centrale, chiedendo che arrivi altra gente per controllare il posto”.

Accade che alla fine del concerto il cronista torni alla sua auto: e la trova completamente graffiata, in modo insistito, su entrambe le fiancate, con supplemento di calcione o colpo di pietra o chissacché sulla portiera, con bozza grossa così. Per cui lo stesso cronista torna verso l’auto con i due vigili a cui aveva segnalato i tre loschi, sentendosi stavolta rispondere: “Le avevamo detto di chiamare il 112 o 113”. Controrisposta: “Mi avevate detto che avevate presente la cosa e che stavate aspettando rinforzi. Le sembra normale che un cittadino che rispetta leggi e regole e viene a vedersi uno spettacolo qui, in un luogo generalmente ritenuto problematico, si debba ritrovare l’auto vandalizzata da tre figuri che pretendono il pagamento del parcheggio non avendo nessun titolo per farlo?”. Contro-controrisposta: “Lo sappiamo da tempo, che va così. Ma non c’è personale, non ci si può fare granché”.

Ecco, io vorrei chiedere all’assessore Enrica Puggioni, alla giunta Zedda tutta, se dopo un paio d’anni di funzionamento dell’Arena Sant’Elia, in un luogo che si cerca di riscattare e riqualificare e che però va garantito nella frequentabilità e nell’ordine pubblico proprio per far passare le resistenze dei cittadini ad andarci, non sia il caso di fare un paio di cosette utili a Cagliari capitale della cultura. Tipo: provvedere forze dell’ordine bastanti a controllare i parcheggi, oltre che l’ingresso ai concerti. Dotare di illuminazione adeguata il parcheggio sul lungomare. Far capire a ricattatori e abusivi che da lì se ne devono andare. Perché così si usa in una capitale della cultura che voglia davvero avvicinare strati sociali diversi, abbattere stereotipi sulla cattiva fama di certi luoghi, e in cui chi ti riga la macchina perché non gli dai quanto pretende, della cultura e del rispetto se ne frega. E senza alcun controllo, ci si diverte pure.

NB: lunedì mattina mi aspetta il carrozziere della capitale della cultura.

Cristiano Sanna Martini

 

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