Cultura / Politica

“Hebron, Sardegna, Parigi. Scrivo perché non so disegnare. Scrivo perché ho paura”, di Vanessa Pia

Vignetta

Scrivo perché non so disegnare.

Perché ho paura.

Scrivo perché voglio esorcizzare la paura.

Scrivo di due percorsi:

1 – Ignoranza-paura-pregiudizio-odio-conflitto.

2 – Verità-comprensione-responsabilità-armonia-libertà.

Scrivo ora di informazione.

Informazione feroce, fallace, informazione manipolata, informazione taciuta.

L’informazione che ci arriva oggi sul divano è che il “Mostro Islamico”, l’acerrimo nemico della nostra “Italiana Cattolica Cristianità”, minaccia da solo, di farci cadere VITTIME dell’arretratezza, della schiavitù, della blasfemia.

Sento dire cose imbarazzanti quali: “Voglio vedere quando la bomba ce l’avrai sotto il culo, se ti staranno ancora simpatici gli islamici” o ”Distruggeranno le nostre chiese per fare moschee e tu potrai mettere il velo che ti piace tanto”.

Metto uno scialle perché ho freddo, mangio maiale, son sarda, non potrei non farlo, e adoro il vino.

Io e l’Islam abbiamo un evidente conflitto di interessi.

Ma è vero che, i musulmani che ho conosciuto personalmente mi stanno simpatici.

I musulmani che ho conosciuto, li ho conosciuti a casa loro, in Palestina.

In Palestina ci sono anche Cristiani.

Scrivo di quell’informazione che passa dai media e vuole insegnare senza basi e senza fonti, quell’informazione coatta che meschinamente fa leva sui sentimenti più tribali dell’italiano medio, come patriottismo e vittimismo.

Io sono italiano (Brava gente). Vittima.

Tu sei arabo. Islamico (terrorista). Carnefice.

“La guerra è a casa nostra”, ora casa nostra è la Francia.

Non ci sono parole pronunciabili di fronte l’infamia, se non parlare dell’infamia stessa.

Mi unisco dunque al coro, “Je suis Charlie” e “Je suis Ahmed”.

Ahmed è anche il nome di un mio amico, ha quindici anni, è già stato arrestato quattro volte perché manifestava pacificamente il suo diritto di difendersi, il suo diritto di essere libero a casa sua, nella sua città, Hebron, nel suo paese, la Palestina.

Hebron è l’unica città colonizzata dall’interno.

È l’anticamera dell’inferno, prima dell’inferno di Gaza.

Agosto 2014. Gaza. Operazione “Margine protettivo”.

Parlo di Palestina oggi, perché oggi più che mai ho paura che ancora si chiamino guerre di religione le guerre di interesse; giacché tutte le guerre lo sono.

Parlo della Palestina perché mi fa male, troppo male vedere che l’uomo non ha memoria né storia.

Parlo della Palestina perché mi fa male, troppo male vedere che l’uomo ingolla, passivamente, qualsiasi informazione spazzatura, senza esercitare il suo diritto all’esercizio del giudizio critico e ha rinunciato alla curiosità.

L’uomo ha rinunciato a cercare la verità, ad abbattere i muri.

L’uomo si scandalizzava per il muro di Berlino ieri e oggi non sa che esiste un “Muro di separazione” in Palestina. Lungo quasi 800 Km e alto 8 metri. “Barriera protettiva”così la chiamano i paladini della democrazia israeliana.

L’uomo si scandalizzava del Nazismo, del Fascismo; ma l’uomo non si preoccupa del Sionismo.

“Je suis Charlie” e “Je suis Ahmed”.

Ero in Palestina lo scorso agosto, e oltre gli echi dell’ultima operazione militare a Gaza, si sentivano distintamente I tonfi di quasi sessant’anni di guerra perpetuata impunemente, una guerra che non vede la luce della fine.

Una guerra in cui il persecutore si nasconde dietro gli orrori dell’Olocausto per giustificare la Nakba (“La catastrofe”).

Terroristi islamici fanno una carneficina in una redazione e si asserragliano in un quartiere ebraico.

Ho paura perché la Palestina ad aprile accederà alla Corte Penale Internazionale per denunciare i crimini di guerra subiti dal governo israeliano, e Israele ha risposto congelando i dazi doganali destinati alla Palestina.

Ho paura perché Netanyahu ha una scusa in più per muovere i fili del Mossad.

Ho paura perché prima di scatenare una guerra tra nazioni, l’informazione scatena le guerre civili.

Ho paura perché la cristianità con la quale in Italia ci impastiamo la bocca non è meno belligerante di un kalashnikov.

Ho paura perché non c’è niente di cristiano in tutto questo.

Scrivo perché non so disegnare, ma se sapessi disegnare ritrarrei un albero d’ulivo palestinese dato alle fiamme intorno al quale musulmani e cristiani rispondono con una bandiera al mirino di un fucile.

Scrivo perché io sono Charlie, Ahmed, l’Italia, la Palestina e sono anche tutti quegli attivisti israeliani che con la pace combattono soldati israeliani.

Scrivo perché vorrei che la voce della verità, come quella di Vittorio Arrigoni non si strozzi in un esiguo numero di lettori di nicchia.

Scrivo perché voglio che sia l’odio a scandalizzare, l’odio in quanto tale, l’odio senza identità, nazionalità o religione.

Saluto in arabo: Salam.
Saluto in ebraico: Shalom.
Saluto in italiano dicendo la medesima cosa: la Pace sia con voi.

Vanessa Pia

 

22 Commenti

  1. ceh siamo ancora a Poveri israeliani che saltano in aria, cattivi i palestinesi? a bellu puntu

  2. Tore Amos Pirino says:

    Ancora, perché mi hai fatto davvero arrabbiare: io David Grossman l’ho davvero letto. Non l’hanno letto quei cialtroni cagliaritani e palestinesi che hanno inscenato una indegna gazzarra all’Università. Accusando il più pacifista degli scrittori israeliani di essere un antipalestinese e un guerrafondaio. Una cialtronata che serviva solo ad impedire che lo scrittore ottenesse la cittadinanza onoraria. Una cialtronata, costruita sulle solite palle palestinesi. Tradotto: leggi, informati, e non lanciare messaggi di sorta. Non è tuo compito, e non ne sei all’altezza.

  3. Tore Amos Pirino says:

    Una sola nota personale: dove ho scritto che tutti quelli che pregano Allah sono cattivi?

  4. Tore Amos Pirino says:

    Luca ha voglia di darti qualche lezione, cara Vanessa. Io, no. Ne ho piene le scatole di persone che come te lanciano messaggi, non potendo
    lanciare pietre. Tu stai a Hebron? e non sai nulla di Hebron. Io sono stato diverse volte in Israele. E mi ricordo perfettamente quando i miei amici israeliani mandavano a scuola i loro figli su autobus diversi. “Sai – mi spiegavano- così abbiamo la possibilità di vederne almeno uno tornare a casa”. E mi parli del muro di difesa come un orrore!!!! Di tutto il resto, ti ha parlato Luca. E come sempre, noto che non riesci a spendere una parola sugli ebrei uccisi.

  5. Ai miei tempi si diceva ecco una ragazza impegnata, lo si può dire ancora adesso anche se i giovani lo sono in generale sempre meno, una,cento mille Vanessa per cambiare il mondo intorno a noi.

  6. tore Amos Pirino says:

    a proposito, Vanessa_ lascia stare i messaggi. I messaggi di pace li possono lanciare i puri e i santi. Gli altri, e io mi metto tra questi, i cattivi, gli amici di una sola parte, quelli che camminano con i loro pregiudizi, non lanciano messaggi ma pietre.

    • Vanessa says:

      In sintesi cosa mi vuoi dire?
      noi comuni mortali che abitiamo il pianeta terra non abbiamo dunque il diritto e gli strumenti per promuovere la pace,tra di noi,sulla terra?
      e in sintesi tutti quelli che pregano Allah son “cattivi”?

  7. Tore Amos Pirino says:

    Si, Vanessa. Tu sei tutto, meno che ebrea. Sei Charlie. Sei Ahmed. Sei, forse, un poco francese. Ma di quelle vittime ebree, non parli- Ma, è giusto così: gli ebrei morti impressionano poco. Vivi a Hebron, dici. Ma sai il perché a Hebron ci sono, oggi, così pochi ebrei? Sai, Vanessa, Hebron era città quasi interamente ebraica. Fino a quando gli arabi decisero che era tempo di finirla con loro. E, sai, quando gli arabi decidono di far sloggiare qualcuno, la cosa gli riesce molto bene. Beh, certo, la comunità ebraica fu decimata. Ma, torniamo al punto di prima: chi si impressiona di fronte a un ebreo morto? via, son gente brutta. Per esempio, si ostinano a rimanere in Israele, che poi è Palestina, malgrado tutto. E contro tutti. Il muro, scrivi. Scrivi che è lungo 800 chilometri. Davvero? e hai i dati precisi precisi, di questa lunghezza? e sai perché gli israeliani hanno tirato su questa barriera? forse sei molto giovane, e non lo sai. D’altra parte, non sai molte altre cose. Una più, una meno. Ma, tornando alla barriera, sai perché Israele l’ha costruita? perché, prima, non passava giorno che i palestinesi brava gente non uccidessero qualche ebreo. centinaia di morti. Migliaia di morti, La barriera, che poi è muro solo per pochi chilometri e per il resto è una rete metallica, ha salvato migliaia di vite. Certo, vite ebraiche. Che, l’ammetto, valgono meno delle altre vite, Ma, sai, gli israeliani ci tengono, a salvare la loro vita.

    • Vanessa says:

      Umilmente ti consiglio di leggere la storia dal 1948 ad oggi.
      Ti consiglio di informarti sulla politica attuata da Ben Gurion.
      Ti consiglio la visione di “my land is Hebron”.
      Ti consiglio la lettura di “Restiamo umani” Vittorio Arrigoni.
      Ti consiglio di informarti sulla strage del 94 nella moschea di Hebron.
      Ti consiglio la visione di filmati di bambini di 5 anni arrestati.
      Ti consiglio la strage di Shatila in Libano.
      In ultimo ti consiglio l’ebbrezza di passare attraverso un qualunque check point.
      I morti devono far inorridire a prescindere dalla nazionalità.
      Ah,ti consiglio anche David Grossman,è scrittore,è israeliano.
      Buon viaggio.

      • Vanessa, consigli di leggere la storia.
        Scusa l’arroganza, ma se scrivi di queste cose forse sei tu a non averla letta.
        La storia dice che gli arabi non hanno voluto riconoscere lo stato di Israele e l’hanno attaccato per spazzarlo via.
        Ti aspettavi che gli ebrei forse che gli ebrei stessero buoni a farsi massacrare una seconda volta?

        Quanto dice Tore è vero: a Hebron c’era una secolare comunità ebraica che è stata in parte massacrata ed in parte costretta alla fuga nel 1936 da un pogrom arabo.
        Aggiungo anche che in tale occasione diversi ebrei furono salvati da un arabo musulmano del posto, che li nascose in casa sua.

        Parli di Vittorio Arrigoni.
        Dopo il disastroso terremoto/maremoto a Fukushima, uscì un articolo su un giornale israeliano che spiegava le conseguenze per Israele dell’evento, incluso il blocco delle importazioni di sushi. Arrigoni, da buon anti-semita professionista, non perse occasione per criticare Israele, accusandolo di insensibilità. Una signora si degnò di contestarlo, facendogli presente che Israele aveva mandato aiuti e tecnici in Giappone per assistere i terremotati, e chiedendogli cosa invece avesse fatto lui per i giapponesi.
        La sua risposta fu: “Taci, ebrea”.
        Dimmi, è uno così che consideri un esempio?

        La strage ad Hebron la ricordiamo tutti: 29 musulmani uccisi mentre pregavano. Le decine di attentati kamikaze che hanno fatto esplodere pizzerie e scuolabus, quelli li ricordi mai? Sai, è per quello che hanno costruito il muro.
        Qualcuno lo chiama muro della vergogna. E’ vero: è una vergogna non averlo costruito prima.
        Vogliamo parlare della strage di Ma’alula? Bambini che si nascondevano sotto i banchi di scuola, presi per le gambe dai terroristi ed uccisi?
        La famiglia Fogel, con i genitori ed i bambini sgozzati nel sonno?

        La strage di Sabra e Shatila per tua informazione fu perpetrata dai falangisti cristiani. Un ex falangista sostenne che il piano era stato organizzato dalla Siria per mettere in difficoltà Sharon, che infatti fu costretto alle dimissioni.

        Ti consiglio invece l’ebbrezza di vivere sotto una pioggia di razzi katiuscia. Allora ringrazieresti i checkpoint, quelli dove hanno fermato ambulanze in cui sotto le barelle dei feriti nascondevano esplosivo.
        I checkpoint ci sono per salvare vite, spero non ti dispiaccia la cosa.

        Ti consiglio di leggerti la dichiarazione d’indipendenza israeliana: pur sotto attacco gli ebrei continuavano a chiedere agli arabi di rimanere e costruire assieme un nuovo Stato.

        Mi hai detto che sono aggressivo e sprezzante.
        Aggressivo proprio no, sprezzante sì.
        Sai, ho imparato a diffidare di chi parla di pace e si commuove solo a metà, di chi piange con un occhio solo.

        • Rimango semplicemente senza parole per chi di parole ne ha tante, vuote, e senza pudore tenta di accusare chi mira alla Pace. Perché nell’articolo si parla di musulmani. Quale orrore!!!

          Mi dispiace non essere come Vanessa che mantiene la calma di fronte a tanta beata ignoranza, perché sono sicura che beatamente siete rimasti a casetta e non avete mai visto cosa succede in Palestina.
          E’ più comodo seguire Rainews24, o Barbara D’Urso. Dove vi sintonizzate generalmente durante i pasti?

          Io ho visto quel muro e vi assicuro che non è “muro” solo per pochi km. Basta un click per controllare… ma forse è troppo dispendio di energie farlo.

          Hebron? Una città fantasma.
          Quanti poveri ebrei ho visto, ebrei che comandano i soldati e possono TUTTO su TUTTI. Figuratevi l’ebrezza del mio amico Palestinese che quando deve andare a fare la spesa deve passare due tornelli e a volte li trova anche chiusi e non può tornare a casa; o della donna che quest’estate è morta di fronte allo stesso tornello che ho superato io una settimana dopo, perché i soldati non hanno fatto passare l’ambulanza per soccorrerla. Non ci sono più adesso, lei e il suo bambino.

          Oppure che dirvi… vi hanno mai lanciato bombe sonore e fumogeni sotto il muro, e intimiditi con un M16?
          A noi si, perché stavamo raccogliendo bombe per riciclarle nel villaggio di Bil’in. Conoscete Bil’in? Conoscete la storia del Gigante buono?

          E mentre condivido i miei ricordi con voi so già che non li apprezzerete, ma spero che qualcun’altro leggendoli sia vicino ai miei pensieri, di PACE e GIUSTIZIA.

          Concludo dicendovi che prima di sparare a zero su Hebron, Palestinesi, Vittorio Arrigoni ecc fareste meglio a leggere e guardare ciò che vi ha consigliato Vanessa.
          Nonché farvi un bagno di umiltà con acqua di rose, per ripulirvi dalle tossine, e fiori di lavanda per rilassarvi.

          Per gli altri: STAY HUMAN!

        • Tore Amos Pirino says:

          quanto è lungo il muro? quanto muro è in cemento? ma, soprattutto: perché mai a un palestinese di Gaza o della Cisgiordania, che non è un cittadino israeliano dovrebbe essere consentito il libero e non controllato ingresso in Israele? Sai, e se non lo sai, informati, tra Israele e le due regioni governate rispettivamente da hamas e da fatah non c’è né pace né un riconoscimento reciproco.

        • Michele says:

          Quoto Luca. Conosciamo tutti la libertà clericofascista di Hamas

        • … Quoto Michele.

  8. Vanessa, Deus ti paghit is fueddus ki as iscritu. E non ti curar di loro. Sighi.

  9. Mancu mali ca nci est calincunu tambeni chi fait funtzionai su ciorbeddu.
    Gràtzias Vanessa, pòngiu sa firma mia in totu su chi as scritu.

  10. Strano questo post: si parte da terroristi musulmani che uccidono giornalisti francesi, prendono in ostaggio e uccidono ebrei francesi per finire per parlar male di Israele, lo Stato degli ebrei. Certo, alla fine è sempre colpa degli ebrei, se tutti li odiano un motivo ci sarà.
    Parli di Palestina e mi chiedo se mai hai parlato di Libano, uno Stato sovrano che per tanti anni è stato occupato dalle truppe siriane.
    Quell’occupazione forse andava bene? Certo, dal momento che i pacifinti non li ho mai visti protestare.

    Parli, chiaramente a sproposito, di nakba; chissà se mai ti è capitato di parlare dei 700mila ebrei cacciati di casa dai paesi arabi in cui vivevano da secoli.

    Ti scandalizzi per un muro. Non serve un paladino della democrazia israeliana per farti notare che da quando c’è il muro non ci sono quasi più attentati suicidi. Per notarlo basterebbero un po’ più di buonafede e un po’ meno pregiudizi.

    La cristianità non è meno belligerante di un kalashnikov? Puoi raccontarlo alla coppia di cristiani buttati vivi in una fornace in Pakistan con l’accusa di blasfemia. Puoi dirlo ai cristiani uccisi da Boko Haram, o ai copti sgozzati in Egitto. Prego, accomodati.

    • Vanessa says:

      Messaggio di pace non pervenuto.
      Ho parlato di una cosa e l’altra perché ritengo che dal microcosmo al macrocosmo sia tutto interconnesso.
      Non ho parlato di tutto perché non sono un’enciclopedia.
      Ti ringrazio per la denuncia di altre tristi realtà.
      “Non ci sono parole da pronunciare di fronte un’infamia,se non parlare dell’infamia stessa. ”
      Parlo di Palestina perché sono stata in Palestina e ho conosciuto QUELLA realtà.
      Mi rattrista,invece,il tuo tono aggressivo e sprezzante.
      Mi domando perché di tutto si debba fare provocazione e competizione.
      Competizione del dolore.
      Competizione retorica.
      Mi domando perché si è sempre propensi allo scontro,innescando anche una diatriba verbale,e non all’incontro.
      C’è bisogno di sapere e di trasmissione del sapere.
      C’è bisogno di dialogo.
      Ho scritto per invitare alla collaborazione.

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