Politica / Sardegna / Scuola

Ci scrive Silvana: “Sulla scuola il governo Renzi preferisce le cerimonie osannanti alle voci critiche. A Cagliari, ad esempio…”

Toccafondi

Il sottosegretario all’Istruzione Toccafondi nel corso del suo intervento la settimana scorsa alla Fiera di Cagliari

Ciao Vito,

ti segnalo un fatto che, secondo me, ha dell’incredibile e dice qualcosa del clima politico e culturale in cui ci troviamo. Giovedì scorso si è tenuto al Palazzo dei Congressi di Cagliari un convegno sulla scuola. Tutte le scuole sono state invitate: era prevista la presenza del ministro Giannini che avrebbe dovuto illustrare il testo de “La buona scuola”.

La ministra però non è arrivata (in sua vece c’era il sottosegretario Toccafondi) ed è andata in scena una passerella di voci scelte dalla regia, tutte plaudenti al progetto Renzi. Sole voci fuori dal coro quelle, critiche, di alcuni studenti non ammaestrati.

Sono un’insegnante e ho ottenuto a fatica di poter intervenire (mi è stato detto che NEL CONVEGNO SULLA SCUOLA NON ERANO PREVISTI INTERVENTI DI INSEGNANTI!) ma dopo neanche tre minuti (con interruzioni varie) durante i quali ho potuto esprimere solo alcune osservazioni critiche sull’idea di scuola sottesa al documento del governo, uno zelante moderatore mi ha tolto la parola impedendomi di terminare la mia analisi (peraltro concedendo quasi dieci minuti alla rappresentante della scuola paritaria).

Evidentemente si preferisce la consultazione on-line predisposta dal governo, si preferiscono le cerimonie osannanti e sorridenti, e non sono ammesse voci critiche che scompaginino il quadro di condivisione e di consenso che si vuole inscenare.

Potresti ospitare, all’interno del tuo blog e della tua trasmissione, un dibattito sulla scuola reale e sulla cosiddetta “buona scuola?”.

Grazie

Silvana Mulas

 

Cara Silvana, grazie a te per questa testimonianza. Ed ovviamente il dibattito sulla scuola in Sardegna è aperto a tutti coloro che vorranno intervenire. (vb)

 

2 Commenti

  1. Ant fatu caciai!
    Po ndi pesai una scola comenti si depit Renzi iat a depi imparai a interpellai maistas/maistus e is istudiantias (ca connoscint is arreghescias de sa scola!) e non cussa cedda de genti incupetenti chi ddi lìngint is peis chi est inguni sceti po interessu personali!
    Renzi est unu grandu fueddadori… ddi praxit a fueddai (ma no a fai!) e a poni gazosa a su chi narat e at imparau beni a cussa genti incupetenti…
    A cantu parrit cumbenit de prus a is polìticus a fai abarrai inniorantis is italianus… funt is mellus po frigai e collionai!
    iat a tocai a si poni totus de acòrdiu e a ndi pesai unu scracàliu de boxis, de tussi, de sturridus, de sulitus ònnia borta chi custa arratza de genti chistionat… a pratu torrau!
    O poita no? Sterri una lìtera de arrenegu de mandai a is “organizadoris” de su cunvènniu…

  2. Arrennegadedda says:

    Ero presente. Credo che gli interventi più interessanti siano stati quelli dei ragazzi (quello della collega, come ha detto lei, è stato interrotto sul nascere!). In particolare uno ha esordito così: “Diteci se siamo numeri su cui risparmiare o ragazzi su cui investire”. Secondo me è un’ottimo punto di partenza per un dibattito…. Aggiungo l’osservazione del rappresentante dei sindaci: “avevo bisogno di soldi per l’impiando termoelettrico, mi avete finanziato lavori di giardinaggio” …

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