Politica / Sardegna

Narbolia, Agenzia del Lavoro, entrate e San Raffaele: ma Pigliaru ha ancora il controllo della situazione?

narbolia

Le serre fotovoltaiche di Narbolia 

Senza parole: perché non si comprende più quale sia la logica che sovrintende alle decisioni della politica sarda e soprattutto del centrosinistra, in balia della furiosa guerra di potere in corso dentro il Pd per la segreteria regionale. La giunta Pigliaru sembra un pugile suonato che barcolla sul ring, assesta colpi a vuoto, mostra limiti sempre più evidenti come i recenti fatti dimostrano e getta nello sconcerto chi in questo esecutivo aveva riposto una pur minima fiducia.

La realtà è drammatica: una politica delle entrate evidentemente sballata, nomine incomprensibili, ricorsi inopportuni, amnesie impressionanti sul caso San Raffaele. Così non si va molto lontano. Ma nessuno vuole prenderne atto e quindi si continua come se niente fosse. Fino alla prossima imbarazzante decisione.

Ieri in consiglio regionale l’assessore Paci ha candidamente affermato che per effetto del minore gettito fiscale, lo Stato trasferirà alla Sardegna 130 milioni di euro in meno: un disastro. Paci ha cercato di rassicurare tutti evocando razionalizzazioni e lotte agli sprechi ma la verità è un’altra: l’accordo che ha fatto firmare al presidente Pigliaru con il ministro Padoan lo scorso mese di luglio fa acqua da tutte le parti, perché è tutto tranne che un elemento di chiarezza nei rapporti fra Stato e Regione. A questo punto la cosa più onesta sarebbe azzerare tutto e ricominciare la trattativa, alla luce anche delle inadempienze romane che hanno portato alla decisione della Regione di non ritirare i ricorsi sulle entrate. Paci e Pigliaru invece vanno avanti per la loro strada. Una strada ormai chiaramente sbagliata.

Poi le nomine. Già da tempo c’eravamo accorti che questa amministrazione aveva una passione per direttori generali e manager di stretta osservanza cappellacciana. La nomina di Massimo Temussi all’Agenzia regionale per il Lavoro però lascia interdetti perché il manager (cresciuto all’ombra del centrodestra) nella graduatoria stilata dalla commissione risultava a pari punti con altri sette candidati. Pur avendo delle ottime alternative, Pigliaru ha voluto dunque premiare proprio Temussi. Perché?

Decisioni incomprensibili danno adito a spiegazioni inverosimili, come quella che vorrebbe alleati a favore di questa nomina nientemeno che l’ex direttore della stessa agenzia Stefano Tunis (oggi consigliere regionale di Forza Italia) e il candidato alle primarie del Pd Renato Soru, il quale avrebbe fatto esperienza della lezione che Cabras gli impartì sette anni fa quando gli soffiò (a dire di molti) la segreteria regionale grazie a centinaia di voti arrivati dal centrodestra. In questo fantomatico scambio, Pigliaru farebbe la parte di chi si garantirebbe un minimo di pax con il futuro segretario del partito di maggioranza relativa, che da mesi manda messaggi bellicosi al presidente. La ricostruzione a mio avviso è fantascientifica ma è chiaro che davanti alla nomina di Temussi una spiegazione va pure trovata. Senza escludere che presto la possa offrire la magistratura, visto che un candidato escluso ha già presentato un esposto alla procura di Cagliari (e questa è una notizia).

Sta di fatto che adesso dopo Temussi, altri due manager vicinissimi a Cappellacci hanno buone probabilità di essere confermati al loro posto: Antonio Tilocca a capo della Sfirs (ma per questa poltrona gira insistentemente anche il nome dell’attuale rettore dell’università di Cagliari, Giovanni Melis) e Ketty Corona a Sardegna Ricerche (boatos assicurano che la figlia del Gran Maestro va in giro a dire che avrebbe già ricevuto rassicurazioni dall’assessore Paci). E questo sarebbe il cambiamento tanto annunciato?

E del caso Narbolia e della sentenza del Tar che definiva abusive le serre fotovoltaiche e che il presidente Pigliaru e l’assessore Falchi hanno voluto impugnare, cosa vogliamo dire? Una decisione di una gravità imbarazzante perfino per l’assessore Maninchedda che nel suo blog ha scritto: “Se le cose stanno come dice il giornale (cosa che va sempre verificata perché la verità è sempre evidente ma mai chiara), bisogna dire che L’Unione ci tratta anche troppo bene”.

Per chi volesse farsi un’idea, ecco il testo integrale del ricorso in appello. La gravità della decisione di Pigliaru è inaudita anche perché recentemente il procuratore Mura ha lanciato un chiaro allarme sul rischio infiltrazioni della criminalità organizzata nel business delle rinnovabili in Sardegna (e su Narbolia ci sono due inchieste aperte).

Poi c’è la farsa del San Raffaele di Olbia. Ricordate la fretta con la quale il governo Renzi aveva costretto la Regione a dare il via libera all’ospedale privato? Bene, tutto nasceva dalla necessità di riempire quell’orrendo scatolone di cemento che don Verzé aveva fatto costruire alle porte di Olbia. Perché era chiaro che non poteva restare vuoto.

Bene, ora si scopre che le banche (che gestiscono il procedimento fallimentare dell’ex impero del sacerdote-manager) e la Qatar Foundation non hanno trovato un accordo e che quindi:

1 – Parte del San Raffaele nascerà all’interno dell’ospedale pubblico di Olbia (un pezzo di clinica privata dentro un ospedale pubblico!)
2 – Il casermone verrà abbandonato al suo destino (scommettiamo che qualcuno proporrà di trasformarlo in albergo?) e adesso il Qatar costruirà un altro edificio. C’è da restare senza parole.

Intanto a poco più di dieci giorni dal voto per le primarie del Pd che determineranno la scelta del nuovo segretario regionale, la situazione all’interno del partito è pazzesca. Ad Olbia il congresso cittadino è stato annullato e il segretario regionale Silvio Lai e il deputato Gian Piero Scanu sono quasi venuti alle mani; a Nuoro la situazione è ugualmente incandescente; altrove i boss delle tessere spadroneggiano senza ritegno.

Domanda finale: ma il presidente Pigliaru ha ancora il controllo della situazione?

 

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10 Comments

  1. elisabetta manella says:

    e se senti i direttori generali, come da copione scritto da altri, ti dicono che non bisogna modificare niente. Chi aveva incarichi dati dal centro destra, e non per merito, deve continuare ad averli. Qualche cosa mi sfugge, ci sfugge…

  2. scene dell’altro mondo, mi chiedo di cosa parlassero politici ed emissari del Qatar nelle lunghissime trattative, hanno spartito perfino i titolari di ricerche ed assistenza e si scopre che ci sono problemi banalmente logistici. Ma anche nel caso che La Qatar Foundation possa comprare la struttura ed i terreni intorno, si ha idea di quanto costi la messa a norma di un ospedale? Il Qatar è molto furbo, sventola il miliardo (in 10 anni) alla stregua di « Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento », tanto glielo paghiamo noi

  3. Comenti a citadinu sardu e italianu mi ndi parrit bregungia meda a teni unu Presidenti de Regioni comenti a custu, chi intamis de pensai a su beni de is citadinus pentzat sceti a su chi cumbenit a cussu e a is amigus cosa sua. Aici etotu a s’amigu suu de Roma, cuddu spècia de Renzi… po caridadi…Mi faint caciai totu cantu funt!
    No est populismu custu! Est beridadi scheta scheta chi ndi bogat is ogus a unu tzurpu!
    A custa genti tocat a dda smerdai e a dda cundennai in ònnia logu andant, sinuncas non ndi bogaus peis e eus a sighiri a bivi in sa merda e a intendi arrancu de muntonàrgiu!
    Ita bregùngia!

  4. Anonimo says:

    La Regione ha un’unica possibilità: tirarsi fuori dal ricorso. Quella di Narbolia è una società
    Cinese di nome Wind Sun, piuttosto oscura e da evitare sopratutto se si sostiene, come Pigliaru, che la Sardegna deve attrarre investimenti e società certificate. Si ritirano.
    E ritirano anche il decreto legge sull’urbanistica che pare scritto dai costruttori ed è un enorme autorizzazione a costruire dove si vuole come nel far west prima del Piano paesaggistico.
    Certo resta una grande delusione.
    Il silenzio dei sovranisti in Consiglio e in Giunta, poi, rasenta la comicità.

  5. Quella di Temussi è probabilmente la nomina più brutta che la giunta Pigliaru potesse fare chiunque può scaricare il Cv del nominato da internet e chi ha abilità nel valutare curricula può facilmente constatare che i titoli, così vantati nella delibera di nomina e nella graduatoria di valutazione, sono piuttosto fumosi. Con queste nomine così azzeccate e ci aggiungo la conferma del management del centro di programmazione, ci spieghi presidente come farà la valutazione dei risultati della politica da lei tanto esternata in campagna elettorale?
    I cambiamenti camminano sulle gambe delle persone che esprimono conoscenza che abbiano capacità i far accadere i fatti e che siano eticamente corrette.
    Buon disastro a tutti

  6. Luca Carta Escana says:

    E’ la classe autonomistica, bellezza!

  7. San Raffale – Ma non era tutto ok? Ma non c’era il famoso miliardo che stava per arrivare in sardegna? Ora si scopre che quel casermone rimane così e forse ci faranno un albergo….che la sanità sarà “diffusa”…che lo Stato nel frattempo pomperà (forse) soldi….e che Pigliaru e Arru hanno il guano al collo.
    O va tutto bene?

  8. La voce di ciò che hai scritto riguardo l’Agenzia del Lavoro…è giunta anche a me.

  9. Su Narbolia: l’imprenditore di cui si parla è mooolto legato agli ambienti del PD e soprattutto a Veltroni….che trova in un ex Parlamentare sardo ed ex di tante cose, il suo sodale.
    Possibile che con l’indagine della Procura su quell’impianto….Pigliaru abbia preso una decisione del genere?

  10. Nomine: se spulci l’elenco del Presidente, scopri che tra gli incarichi di studi e ricerche vi è anche tale, un funzionario che aveva un incarico fiduciario attribuitogli dalla destra e in particolare da un ex Assessore di Cappelalcci.
    Siccome non era più possibile dare tali incarichi di facente funzioni, occorre giustamente ricollocarlo. e mica può fare il funzionario come me, anche se lo è.
    Giustamente è stato insignito di tale nuovo compito addirittura con il Presidente.

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