Politica / Sardegna / Servitù militari

Ora è ufficiale: sulle servitù Pigliaru fa il gioco dei militari e dello stato italiano

Caccia

Poveri teteschi: già l’hanno fatta bella a Capo Frasca! Cess!

Oggi, per qualche ora, mi ero persino illuso che il caso Capo Frasca potesse essere provvidenzialmente d’aiuto per presidente Pigliaru, consentendogli, sull’onda emotiva e mediatica dei 25 ettari bruciati all’interno del poligono a seguito dei bombardamenti dell’aereonautica tedesca (maletetti teteschi!), di tornare con maggiore vigore al tavolo delle trattative con il ministero della Difesa, tavolo al quale nelle ultime settimane era sembrato più remissivo che mai.

“Che culo”, mi sono detto in sostanza, “adesso Pigliaru può prendere a pretesto questo incidente per azzerare la trattativa e farla ripartire da un punto a lui più favorevole”. Dove per “a lui” doveva generosamente riferirsi “alla comunità sarda” che Pigliaru rappresenta e che di “testing bomb areas” (come suona meglio in inglese! Altro che “poligoni”!) ormai non ne può più.

L’arrivo nel pomeriggio della notizia che il presidente aveva chiesto e ottenuto per martedì prossimo un dibattito in Consiglio regionale sull’incidente all’interno del poligono aveva rafforzato il mio convincimento. “Minchia”, mi sono detto, “Pigliaru è stato un fulmine. Oggi è andato a Roma, ha rovesciato i tavoli del ministero, e martedì in Consiglio esibisce lo scalpo dello stato italiano”. Un colpo da maestro, non c’è che dire.

Ma il mio entusiasmo era evidentemente mal riposto. Mentre ancora ragionavo sul provvidenziale incendio che rischiava di cambiare le sorti di questa curiosa guerra non dichiarata tra la Sardegna e il resto del mondo (un ragionamento il mio, va detto per onestà intellettuale, così intenso da provocarmi un fastidiosissimo mal di testa di cui ancora adesso non mi sono liberato del tutto), ecco che nelle nostre caselle di posta elettronica di umili servitori della verità (e non per questo militesenti, avendo il sottoscritto servito la patria nei lontani anni del Signore 1995/1996) arrivava la notizia che tutto ribaltava, che tutto sconvolgeva. Che tutto azzerava.

Ore 19.28. Comunicato stampa della Presidenza della Regione:

“Difesa: Pigliaru scrive a ministro Pinotti, stop alle esercitazioni per tutto il periodo turistico e osservatori indipendenti per il monitoraggio”.

“Me cojoni”, ho pensato. Cioè, dico: i teteschi, per un caso più unico che raro, per prima volta della loro gloriosa storia militare bombardano evidentemente a cazzo, e in più, come se non bastasse, per un colpo di culo clamoroso (cioè l’esistenza di uno strano animale politico chiamato Mauro Pili, un ex presidente di Regione forzitaliota che offre al suo attuale collega un assist che neanche Gianni Cavezzi dei tempi d’oro all’indimenticabile Muzzi in un mitico Cagliari Roma 4 a 3) la cosa viene incredibilmente scoperta, e tu, o presidente della Regione, ti limiti a chiedere solamente “l’immediata interruzione di tutte le esercitazioni militari per l’intera stagione turistica (che peraltro è quasi finita! ndr) e istituzione di osservatori indipendenti di monitoraggio ambientale all’interno dei Poligoni”? E non contento di tanta inconsistenza, ritieni che questi siano addirittura “i punti di partenza di qualunque trattativa sulle servitù militari, di cui la Regione Sardegna chiede con forza il riequilibrio”?!!

No, vabbè.

Siamo seri. Avanzando queste richieste il presidente Pigliaru fa evidentemente il gioco dello stato italiano e dei militari giacché la proposta di un allungamento dello stop alle esercitazioni nei mesi estivi era già stata accolta nei mesi scorsi dallo Stato Maggiore: “La Difesa avrebbe inoltre già operato positivamente ai fini di ampliare la chiusura estiva dei poligoni sardi” si legge infatti nell’indagine conoscitiva della Commissione Difesa della Camera. Incredibile.

Allo stesso modo il capo di Stato Maggiore, l’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, aveva annunciato ai parlamentari che lo scorso anno era stata già elaborata una direttiva, denominata «Politica programma direttive ambientali della Difesa» che istituiva la figura “dell’esperto ambientale quale consulente che affianca i comandanti dei poligoni”. Anche in questo caso dunque, Pigliaru si è limitato a chiedere ai militari ciò che i militari avevano già previsto. Cioè poco o nulla rispetto alla vera posta in gioco: lo smantellamento di due poligoni sardi su tre, con “una tempistica precisa per il piano di dismissione, precisando con quali risorse si fanno gli interventi, con quali strutture di coinvolgimento, di quali imprese” come si legge sempre nel documento della Camera dei deputati, reso pubblico poco più di un mese fa (quindi il documento a cui soprattutto bisognerebbe far riferimento, politicamente parlando).

Questa è la vera e unica base di partenza della trattativa sulle servitù militari tra lo Stato italiano e la Regione Autonoma della Sardegna:

“Dismissione dei poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca e della riqualificazione del poligono di Salto di Quirra, obiettivi già individuati al Senato nella scorsa legislatura dalla Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito”.

Altro che la barzelletta dello stop nel periodo turistico o degli osservatori ambientali! Osservatori de che, poi? Non lo ha letto Pigliaru il documento del parlamento (sempre lo stesso) in cui si dice che

“Un’indagine ambientale promossa dal Ministero della difesa certifica un inquinamento incontrovertibile a Quirra”;

“A Capo Frasca sarebbero documentate forti e gravi violazioni delle norme minime di sicurezza dei lavoratori e un’elevatissima incidenza di tumori tra dipendenti sia civili che militari”;

“A Capo Teulada i monitoraggi ambientali hanno rivelato una contaminazione da torio”.

Inizio a credere veramente a ciò che da qualche settimana si sente dire in giro: che Pigliaru non voglia indispettire il governo Renzi perché avrebbe già chiuso un accordo che prevede un investimento da diverse decine di milioni di euro di euro di una importante società del settore degli armamenti all’interno della base di Teulada: altro che chiusura dei poligoni. Magari martedì in Consiglio regionale sapremo la verità. Chissà.

Post scriptum
Comunque questa mossa del dibattito consiliare è politicamente pericolosa perché potrebbe costringere i sovranisti (finora fedeli protettori della linea di Pigliaru) e Sel a smarcarsi dalle posizioni filogovernative del presidente. Prevedo sorprese (oppure no).

***

DIFESA: PIGLIARU SCRIVE A MINISTRO PINOTTI, STOP ALLE ESERCITAZIONI
PER TUTTO IL PERIODO TURISTICO E OSSERVATORI INDIPENDENTI
PER IL MONITORAGGIO

Cagliari, 5 settembre 2014 – Immediata interruzione di tutte le esercitazioni militari per l’intera stagione turistica e istituzione di Osservatori indipendenti di monitoraggio ambientale all’interno dei Poligoni. Sono questi i punti di partenza di qualunque trattativa sulle servitù militari, di cui la Regione Sardegna chiede con forza il riequilibrio.

Lo scrive il presidente della Regione Francesco Pigliaru nella lettera inviata quest’oggi al Ministro della Difesa Roberta Pinotti per esprimere la decisa presa di posizione della Regione dopo l’incidente accaduto nel Poligono di Capo Frasca nel corso di un’esercitazione militare.  

Nella lettera, il Presidente evidenzia la gravità dell’episodio, sottolineando la mancata comunicazione da parte del Ministero e informando di aver dato disposizioni al Corpo Forestale di intensificare le azioni di monitoraggio e vigilanza. “L’accaduto desta la preoccupazione di tutti i sardi”, scrive Francesco Pigliaru, “per la tutela della salute e dell’ambiente, diritti sanciti dalla Carta Costituzionale e rispetto ai quali la Regione Sardegna ha il dovere di garantire e vigilare”.

Il Presidente ribadisce le richieste portate al tavolo della Conferenza nazionale sulle servitù, a Roma lo scorso giugno, e comunica al Ministro Pinotti di aver richiesto la convocazione straordinaria del Consiglio Regionale per riferire sull’argomento, convocazione che è stata fissata per martedì 9 alle 16.

 

10 Commenti

  1. “Ma il mio entusiasmo era evidentemente mal riposto.”
    Dici?
    Hai fatto in fretta ad accorgertene!

  2. pietro says:

    Siamo diventati carne da macello per il resto del mondo; e nessun parlamentare sardo muove un dito’
    Penso che tutti i sardi di qualsiasi ceto politico dovrebbero essere talmente incazzati da scendere nelle piazzze e fare un po di casino

    • Lantanio says:

      Nessuno se ne cale , in compenso Romina Mura stigmatizza le pernacchie ai migranti di una terra che ha fame..
      Davanti a simili politici, l’unica soluzione è l’estremismo o di destra o di sinistra (assente) oppure renderci indipendenti da uno stato che ci ha sempre fatto, eufemismo, il tondino..
      Pigliaru , not Spigliaru, non è Charles Bronson alla curva di Laffer….Ha un’aria da topo di biblioteca e non ci si deve aspettare niente da uno che è stato messo sulla cadrega da politici toschi…e loschi

  3. Luca Carta Escana says:

    Martedì sarà bene che i partiti sovranisti parlino con forza, chiarezza e intransigenza.
    Pena, vedere i loro interventi del 13 a Capo Frasca sepolti da una pernacchia. O dall’indifferenza, che è cosa ben peggiore.

    • A me non bastano più le parole. Mi sa che si sono addormentati sulle poltrone che hanno occupato mesi fa.

  4. Fainti su giogu deis tres cartas!! “Po lassai is cosas comenti funti Cosa de maccus?

  5. Caro Biolchini,
    le ho già detto in altre occasioni che, talvolta, mi ritrovo nelle sue argomentazioni e questo rende più scorrevole il piacere di leggere i suoi articoli. Talune altre volte, invece, non mi raccapezzo proprio, in quel che lei scrive, e questo mi rode tantissimo; questa è una delle occasioni e mi permetto di spiegarle perchè.
    Non riesco a capire se lei ci è o ci fà. Il tono ironico del suo intervento non lo è abbastanza per ridicolizzare quella che, più che una lettera di protesta del presidente RAS, sembra una barzelletta degna del miglior comico della TV. Per contro, lo è troppo, per trattare un argomento talmente grave che, in altre situazioni geopolitiche, portano a sfoghi ben più violenti delle timide proteste dei sardi.
    Grazie per l’attenzione.

  6. Pietro says:

    gentilissimo Lantanio, a Sarroch e dintorni invece respirano profumo di rose e garofani.
    A Macchaireddu-Assemini, area con alta percentuale di casi di tumore non va molto meglio e stanno costruendo una centrale a biomassa….smettiamola di dare le colpe solamente ai militari ed ai poligon ed apriamo gli occhi.
    Ci fanno vedere e sentire quello che vogliono per sviare l’attenzione da problematiche ben più gravi.
    Sono d’accordo che l’inquinamento va combattutto, ma va contrastato “chiunque inquina” !!!

  7. giulia says:

    sempre più schifo

  8. Lantanio says:

    QUELLI DI ARBUS son condannati a respirare uranio nei mesi invernali e autunnali..
    Se non lo dicesse un economista; .esercitazioni solo d’estate penserei ad una persona con deficit cognitivi seri..
    Malafede ? Ponzio Pilateria un tanto al kg ?
    POGARIRARI …….
    Certi muggini e polpi di capo frasca sarebbero stati piu’ espressivi

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